
Archivio per la categoria ‘Orrido di Nesso’
ORRIDO DI NESSO: idee per dare valore a uno degli angoli di mondo più belli del Lario, di Luca Meneghel in La Provincia 19 aprile 2013 Leave a comment
ORRIDO DI NESSO visto dallo stradone Leave a comment
L’ORRIDO di Nesso e il PONTE DELLA CIVERA, nella frazione di Coatesa a Nesso (CO) – I Luoghi del Cuore – Censimento 2012 – Fondo Ambiente Italiano 3 comments
Gita al Lago con la Lenta: Coatesa, Careno, Faggeto, villa Pliniana, Torno. Luciana guarda da riva Leave a comment
Affacci ed interni da una casa di Coatesa, da una visita di fine agosto 2011 (18 agosto 2011) 5 comments
Coatesa sul Lario: lo straordinario scatto del fotografo Mino Di Vita Leave a comment

Vai a Mino Di Vita
L’Orrido di Nesso – Lago di Como Leave a comment
vai a: L’Orrido di Nesso – Lago di Como.
Orrido di Nesso, frazione Coatesa, stampa del 1840 Leave a comment
L’orrido di Nesso, visto da un visitatore di Youtube Leave a comment
La fotografia di Mino Di Vita su Coatesa aveva un destino 3 comments
Questa fotografia aveva un destino, anche se Mino Di Vita al momento dello scatto non poteva immaginarselo.

Da quando avevo sfogliato il libro Alte visuali ero stato subito conquistato da quella immagine che – con un “taglio” irripetibile – immetteva nel cerchio dell’apparire l’elemento che contraddistingue la frazione di Coatesa e cioè il gruppo di case che sono state costruite a picco sull’Orrido di Nesso.
In tutta evidenza un artista sa cogliere non solo l’elemento ” paesaggio”, ma anche le dinamiche del “cuore” che lo alimentano.
Gli eventi si sono susseguiti così: prima la sua autorizzazione a pubblicare la fotografia sul blog, successivamente il suo primo regalo della stampa, poi la Mostra al Broletto di Como e – infine – il suo dono della gigantografia 100 x 70 che ora occupa uno spazio importante della casa.
Il nostro entusiasmo ha contagiato l’amico di Luogo Chicco, che – con la perizia tecnica che lo contraddistingue – ha fabbricato la cornice di legno che accoglie il pannello:
E così ora un oggetto apparentemente inanimato illumina la storia, la geografia, le biografie di coloro che hanno il privilegio di abitare qui o di camminare sui sentieri che portano a Coatesa sul Lario:
Grazie a Mino e a Chicco e - con loro – agli Abitatori del Tempo che lungo le generazioni hanno creato e fatto “manutenzione” del Luogo chiamato Coatesa.
Nota:
La fotografia del pannello è tratta da:
Arrivo a Coatesa con la Lenta. Ancora grazie a Chicco Luigina, Estate 2011 3 comments
Il balenottero felice 4 comments
Una porta aperta è inizio di scoperta del mondo interiore di chi abita quel luogo.
Se poi dietro il chiavistello si snoda una galleria tra le viscere della roccia, sospesa tra profondità interna e scorci esterni, le sorprese sono ancora maggiori, poiché la storia diventa anche traccia di un passato industriale alimentato da acqua idrica, tubi, turbine, ruote gigantesche di cemento, salti nella voragine.
Dovendo assimilare questo avvincente anfratto a una parte della casa (è invece “porta sola”) potremmo definirlo scantinato, sotterraneo, laboratorio, un po’ legnaia, un po’ cantina, un po’ bottega, un po’ officina. Insomma, uno di quegli spazi in cui l’odore muschioso e la temperatura sempre fresca rendono gradevole lo stare operoso durante le giornate di intensa calura, ma anche uno di quegli spazi tipici di una permanenza maschile, dedita all’affaccendamento, allo stivaggio, alla riparazione ed al restauro.
Perché è proprio la natura selvatica dell’antro che invita ad un rapporto rudimentale, al contatto con gli elementi primi degli artefatti umani, allo smontaggio di prodotti finiti nei suoi composti essenziali per integrarli in nuove invenzioni.
Le volte che poggiano su giganteschi blocchi di roccia mostrano l’umana fatica di addomesticare un ambiente sì ostile, ma contemporaneamente appetibile per via di quell’impervio salto dell’acqua il cui rumore, per le case lì affacciate, è diventato dolce cullare.
Tanti oggetti, molti sconosciuti, raccontano la passione e l’interesse del nostro ospitante abitatore.
E’ proprio lui che, con meravigliato stupore, ci dà notizia di come per la prima volta, in più di mezzo secolo di frequentazione, si sia accorto recentemente di uno strano fenomeno.
L’ultima cavità di questo percorso sinuoso è quella più nascosta e cupamente buia. Ebbene, poco tempo fa, entrando in un orario inconsueto, lo trova insolitamente illuminato.
Ci ha reso partecipi di questo evento alle 19 di domenica sera.
Da un’apertura su un muro limitrofo, un fascio di luce prodotta dal riverbero del sole sulla superficie del lago proietta sulla parete rocciosa una sagoma bianca.
Questo nella percezione fisica dei nostri sensi.
Ma a me piace immaginare un’altra storia.
Ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime, il genio protettore che con forme e intensità variabili racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto.
Il Genius Loci non è sempre visibile, bisogna saper guardare per notarlo, bisogna saper cogliere il segnale che ci invia.
Ecco, quella sagoma bianca mi ricorda intensamente un balenottero burlone, che, terminata la giornata a giocare con le onde del lago, di sera rincasa per tuffarsi negli eterni abissi. Lo fa sempre, ma questa volta ha voluto regalare la sua immersione agli amici umani per dire che lui c’è, ed è felice di sapere che il “suo” luogo è in amorevole mani e che non sarà costretto ad allontanarsi da quella tana costruita in migliaia di anni.
Testo e Fotografie di Luciana
La cascata dell’Orrido di Nesso, Lario, Lago di Como Leave a comment
Silent Night sul Presepio dell’Orrido di Nesso 8 comments
Coatesa e Ponte della Civera, fotografia elaborata da Emilio Odescalchi Leave a comment
Scorci di Coatesa sul Lario, in The Pleasure Garden di Alfred Hitchcock, 1925 12 comments
Regia: Alfred Hitchcock
Fotografia: Giovanni Ventimiglia
Sceneggiatura: Elliott Stannard, basata sul romanzo di Oliver Sandys
Orrido di Nesso Leave a comment
terra dove cade uno fiume con grande empito,
per una grandissima fessura di monte.
Leonardo
Fonte: confluenza dei torrenti Touf e Nosè
Origine: naturale
Architettura storica: ponte romano
Utilizzo: fonte energetica per cartiere, seta, mulini, magli
E’ una cascata imponente che scorre in una forra rocciosa scavata dalle acque che sgorgano dal Pian del Tivano (torrente in cui confluiscono le acque del Touf e del Nosè), che prosegue anche sotto quelle del lago. E’ resa ancora più suggestiva se ammirata di notte dal lago stesso. E’ visibile dal piazzale lungo la provinciale, ma la forra è talmente stretta che a volte si passa via quasi senza aver potuto scorgere questa bellezza della natura.
Si può penetrarvi dal lago in barca. Lo spettacolo è notevole soprattutto in primavera o dopo recenti e abbondanti piogge che arricchiscono le acque del Tuf e del Nosè. Bianche e spumeggianti cascate si incontrano all’inizio della gola con un gioco d’acqua veramente scenografico; poi, unite le loro forze, le acque si gettano verso il vicino lago saltando nell’abisso, mostrando lo spettacolo della roccia nuda incisa dalla furia dell’acqua.
Il ponte della “Civera” – forse romano- scavalca la forra collegando la frazione Coatesa con Riva del Castello, altra borgata di Nesso. Il Comune di Nesso ebbe, una storia importane, ma in epoche recenti questa e il buon livello economico fu proprio raggiunto grazie a queste impetuose acque: fornivano, infatti, energia per alcune cartiere e per due stabilimenti per la lavorazione della seta, oltre che per mulini, magli e torchi. Anche il nome del Comune è legato all’acqua: sembra derivi dalla divinità celtica delle acque chiamata “Ness”.
Mino di Vita, ALTE VISUALI Sorvolando le rive del lago di Como, edizione LAB63, Milano, www.lab63.it 2 comments
Ponte della Civera dalla parte dell’Orrido, in una estate di siccità Leave a comment
Nesso: In Foglia Gigliola, Nicoli Aldo, Il lago di Como in cartoline d’epoca. Viaggio intorno al Lario tra storia e antiche immagini, Actac edizioni , Leave a comment

Nesso
KM 17 DA COMO – 17 KM FROM COMO
Oltre il caratteristico ponte di pietra “della Civera”, uno degli scorci piü celebri del lago di Como, l’abitato si stringe attorno alla paurosa gola dell’Orrido, formato dalla con-fluenza dei torrenti Turf e Nose che scendono dal Pian del Tivano. Queste correnti impe tuose attivavano un tempo magli, torchi e mulini, ma delle antiche attivitä artigianali resta ora soltanto la lavorazione del filo di ferro. Dalla vallata si risale a Veleso e Zelbio, rinomate localitä di villeggiatura, e da qui al Piano del Tivano (980 m.), una conca fiorita in primavera che d’inverno si trasforma in paradiso degli sciatori.
Antichissimo borgo fortificato distrutto dai Comaschi nell’annosa guerra contro l’Isola Comacina e i suoi alleati, Nesso conserva le mura del castello di origine romana e poi riutilizzato dai Longobardi) che sarä smantellato nel Rinascimento in seguito alle lotte tra il Ducato di Milano e il famigerato condottiero Medeghino; le torrette furono perö ricostruite nell’800, quando il luogo ebbe un altro momento di gloria grazie al romanzo storico “II Falco della Rupe”, nome di battaglia di un luogotenente del Medeghino nativo di Nesso: uno dei primi vaporetti in funzione sulle acque lariane portava questo nome, e al suo passaggio una scarica a salve veniva sparata dal castello mentre il battello rispondeva col fischio del vapore. L’antica plebana di SS.Pietro e Paolo e tuttora chiamata “domm”, duomo e cioe chiesa vescovile, del che esistono varie spiegazioni: come altre chiese lariane S.Pietro sembra sia stata consacrata nel 1095 da Papa Urbano II sulla via di Clermont-Ferrand (dove avrebbe predicato la Prima Crociata), inoltre conserva il sepolcro del Vescovo comense Rainaldo (XI sec), infine pare che in quei tempi difficili il Vescovo Guido Grimoldi risiedesse proprio qui a Nesso. Tra le pregevoli chiese la parrocchiale seicentesca dell’Assunzione, S.Maria di Vico e la romanica S.Siro a Careno.
Post the picturesque stone-built bridge “della Civera”, one of the most famous foreshortenings of Lake Como, the built-up area holds on tight to the frightening ravine of the “Orrido”, cut by the Turf and Nose streams comingfrom the Pian del Tivano and flowing together. Once these raging streams activate hammers, oil or wine-presses and mills, but nowadays only the wire working survives among the old traditional crafhnanships. From the valley you can climb up to Veleso and Zelbio, renowned holiday resorts, and hence up to Piano del Tivano (980 m.), a valley füll of flowers in spring that in winter becomes a paradisefor skiers.
The very oldfortified borough of Nesso was destroyed by the Comaschi during the long-lasting war against Comacina Island and her allies, but it retains the walls of the castle (founded by the Romans and later used again by the Lombards) that was dismantled during the Renaissance, owing to the struggles between the Duchy of Milan and the notorious condottiere Medeghino; the small towers were built anew in the XIX cent. when the site won fame again for a time thanks to the historical novel “II Falco della Rupe” (the Hawk ofthe Rock), “nom de guerre” of the Medeghino lieutenant who was bom in Nesso: one ofthe first steam-boats in Service on the lake was named afier him, and whenever the liner called, salvoes were fired from the castle and the ship returned the greetings with its steamwhistle. The St. Peter and Paul oldparish church even today is called “domm”, cathe-dral, that’s to say the church of a bishop. There is more than one explanation of that: like other churches near Lake Lario, St. Peter is supposedto have been consecrated in 1095 by Pope Urban Und on his way to Clermont-Ferrand (there he called for the First Crusade); more-over, it hosts the grave of the Como bishop Reginald (Rainaldus, XI cent.); and it is quite certain that during those diffcult times Bishop Guido Grimoldi resided here at Nesso. Among the valuable churches the XVII cent. parish church of the Assumption, St.Maria di Vico and the Romanesque St.Syrus at Careno.
In Foglia Gigliola, Nicoli Aldo, Il lago di Como in cartoline d’epoca. Viaggio intorno al Lario tra storia e antiche immagini, Actac edizioni , Como 2001
Orrido di Nesso, stampa ’800 Leave a comment
Orrido di Nesso, stampa ’800 5 comments
Orrido di Nesso, stampa ’800 Leave a comment
Orrido di Nesso, stampa ’800 Leave a comment
Lago di Como: da Bellagio a Como Leave a comment
La sponda ‘interna’ del lago di Como risente, a differenza di quella ‘esterna’, di un’orografia più tormentata: i monti si tuffano a picco nel lago e in molti punti la strada ha dovuto essere scavata a viva forza nella roccia. In certe zone, gli abitati sono abbarbicati precariamente ai pendii, in altre mancano del tutto. L’itinerario (30.5 km) lungo questa sponda, dal fascino più rude ma altrettanto coinvolgente, ha come asse la statale 583.
Bellagio
Raggiungibile da Cadenabbia in aliscafo o in motonave (10 min.), la cittadina (m 229, ab. 2969) sorge nel punto in cui convergono le due sponde ‘interne’ del lago, nel vertice del cosiddetto «triangolo lariano». Abitata già in epoca preistorica, insediamento romano, poi borgo fortificato medievale, infine luogo di villeggiatura, è oggi stazione turistica di rinomanza mondiale. In un contesto ambientale incantevole ai piedi di un dosso boscoso, vanta un centro storico che ha conservato quasi intatta la fitta struttura medievale e una corona di eccelse ville nobiliari. All’interno del nucleo abitato sorge la basilica di S. Giacomo, del XII secolo, trasformata però in epoca barocca e, più pesantemente, da restauri d’inizio ’900. A lato di S. Giacomo sopravvive una bella torre che faceva parte delle antiche fortificazioni.
Fuori dell’abitato, in cima al dosso alberato che costituisce la punta di Bellagio, sorge villa Serbelloni. In epoca medievale vi s’innalzava un castello (demolito nel Trecento da Galeazzo II Visconti) di cui restano alcune tracce. L’attuale edificio, eretto nel XVIII secolo dai Serbelloni, venne trasformato in albergo nel 1870. Lo cinge un vasto parco, che occupa parte del promontorio e offre belle vedute sui due rami del lago. Nella parte meridionale dell’abitato sorge villa Melzi, palazzo neoclassico, preceduto da una scenografica scalinata di azalee, progettato all’inizio dell’Ottocento da G. Albertolli per Francesco Melzi d’Eril. L’interno conserva gran parte dell’arredo d’epoca, con stanze di raffinato gusto neoclassico. Accanto alla villa, sorgono un piccolo museo, con reperti archeologici e affreschi, e un’elegante cappella, sempre su disegno dell’Albertolli. Imponenti sono i giardini, divisi in settori ben distinti e ornati da statue antiche e piante esotiche.
Nesso
Strutturato su varie borgate intorno allo sbocco a lago dei torrenti Tof e Nosè (bello l’orrido, arricchito da una cascata, formato dall’incontro, in prossimità del lago, dei due torrenti), Nesso (m 300, ab. 1399) è il principale insediamento su questa sponda del lago. I due nuclei di Coatesa e di Riva del Castello (che prende il nome dalla fortificazione distrutta nel Cinquecento, di cui restano alcuni ruderi) sono uniti da un antico ponte (forse romano) e creano un ambiente urbano di notevole interesse. Da Nesso una strada panoramica sale (2 km) a Vico m 350, con la bella chiesa romanica di S. Maria (XII-XIV sec), ricca di affreschi trecenteschi e cinquecenteschi, e da qui, in 8 km, attraverso vari abitati alpestri, a Pian del Tivano m 980, tradizionale meta turistica e punto di partenza per escursioni sui monti.
Careno m 250 è un piccolo e gradevole abitato, tipicamente lacustre, con case addossate e separate da stretti passaggi. Vi sono incastonate la parrocchiale dell’Assunta (con affreschi seicenteschi) e la chiesa romanica di S. Martino (XII sec). Da qui, risalendo il monte (c. 20 min. a piedi) si può visitare la grotta Masera, un vasto antro che racchiude un laghetto sotterraneo.
In parte sgranata lungo la statale, in parte ‘arrampicata’ sul pendio, Pognana Lario (m 307, ab. 854) mantiene il vecchio andamento a gradonate. Sull’abitato domina la chiesa romanica di S. Rocco (XII sec), con affreschi dell’epoca.
Torno
L’antico borgo (m 225, ab. 1146), benchè devastato dagli spagnoli nel 1522, conserva tuttora l’impianto medievale, organizzato su due distinti nuclei abitati coi ripide, caratteristiche viuzze. Il primo s raccoglie intorno alla parrocchiale d S. Tecla, ancora di forme gotiche nono stante sia in buona parte opera quattrocentesca. Il secondo si avvolge intorno alla trecentesca chiesa di S. Giovanni che vanta un bel campanile romanico e un elegante portale rinascimentale. La maggiore attrazione del paese è la Villa Pliniana, appartata in riva al lago (1.1 km dall’abitato, c. 25 min. a piedi) Nessun Plinio vi abitò mai: l’edificio celebratissimo in epoca romantica e frequentato da Foscolo, Rossini, Stendhal fu costruito nel XVI secolo da Pellegrine Tibaldi per Giovanni Anguissola, governatore di Como; ma poiché ambedue menzionarono la fonte che sgorga da monte accanto alla villa e che, oltre a Plinio, anche Leonardo descrisse nei suoi appunti, il nome le rimase.
tratto da: Touring Club Italiano, I laghi della Lombardia, 1997
Orrido di Nesso Leave a comment
Da Nesso al Piano del Tivano, in Guida d’Italia, Milano e Laghi, Touring Club italiano, 1967 Leave a comment
La strada prosegue a mezza costa, con continue curve, mentre avanti appaiono Brienno, Argegno e, sulla montagna, Pigra m 881. Km 11.9 Pognana Lario m 307, ab. 972, che si stende a d. in alto. Km 14.5 Careno m 250, ab. 194, pittoresco paesi dalle case aggrappate al ripido pendio, situato nel punto più stretto del lago di fronte a Torriggia. A sin. della carrozz., la chiesa dell’Assunta, con notevoli affreschi di G. Paolo Eecchi nel presbiterio e stucchi dei fratelli Silva (sec. xvn); in basso press l’imbarcadero, la chiesetta romanica (metà del sec. xn) di 8. Martino, con loggia a bifora sul fianco sin. e snello campanile quadrato coronato da bifore sporgente a d. della facciata.
A 20 min. dal villaggio si apre la Grotta Masera m 350, lunga c. ni 4 con un laghetto e un’ampia sala che presenta numerose impronte di moniti sulle pareti.
La sponda ha un aspetto solitario fino, km 16.5, a Nesso m 275, ab. 1248-1573, comune costituito da un gruppo di pittoreschi villaggi scaglionati sul pendio montuoso. Il nucleo principale è situato allo sbocco delle valli di Tuf e di Nosè, che s dono dal Piano del Tivano formando un pittoresco orrido, le acque precipitano in una forra rocciosa con una bella cascata visibile dalla carrozzabile oppure penetrandovi in barca dal lago, sottopassando all’inizio un antico ponte. In posizione dominante, i resti del Castello, del sec. XIV, distrutto nel 1531 da Francesco II Sforza nella guerra contro il Medeghino; sul muraglione verso il lago si alzano tre piccole torri.
Escursioni:
Traversata da Nesso a Sormano per il Piano del Tivano m 976. km 15 c. di carrozz.; a piedi (accorciatoie), ore 4 circa. La carrozz. si stacca dalla provinciale subito dopo l’abitato e sale a svolte, con vista sempre ampia sui lago. A c. km 2 sopra Nesso si passa accanto alla chiesuola S. con interessanti affreschi cinquecenteschi e, all’ailtar maggiore, una Madonna Assunta, ditttico di Bartol. Benzi (1500). Superata la frazione di Vico m 350 e continuando a salire sui fianchi del M. San Primo m 1686, si tocca, km 7, Zelbio m 802, ab. 321-332, fra grandi e bellissimi boschi: nelle vicinanze, l’interessante Grotta Tacchi e la Grotta di Zelino. Un tronco stradale (km 1.5) porta da Zelbio, verso N, a Véleso m 826, in posizione dominante nel declivio del M. San Primo. Si prosegue pianeggiando fino (km 10) al Piano del Tivano m. 976, vasta conca prativa circondata dal M. San Primo m 1686, dal M. Cippel m 1236 e dalla Braga del Cavallo m 1354. La località è frequentata dagli escursionisti, dagli sciatori e, in primavera, per la raccolta di narcisi ranuncoli. Recentem. vi si rinvennero oggetti e alcune monete di epoca romana. Al centro del piano, il Buco della Nicolina, caverna priva di interesse speleologico, ove defluiscono le acque piovane. Si continua e si arriva alla Colma del Piano m 1124, ov’è il Rif. Stoppani, con 6 1. (escursione a Caglio, pag. 365), donde vista sui Corni di Canzo m 1375 e sulle Grigine di qui si scende ad attraversare la V. della Roncaglia, a Dicinisio m. 831 (km 15 e), a Sormano.
in Guida d’Italia, Milano e Laghi, Touring Club italiano, 1967, p. 448











































