Carlo Pozzoni su: IL MIO NOME E’ ANGELO NOVI. Immagini di scena del cinema italiano 1960-1990. Carlo Pozzoni fotoeditore, Como 2014, p. 150

Abbiamo visitato la bellissima mostra dedicata a ANGELO NOVI, fotografo di scena.

Il curatore è Carlo Pozzoni che lo presenta così:

HADOT1164da IL MIO NOME E’ ANGELO NOVI. Immagini di scena del cinema italiano 1960-1990. Carlo Pozzoni fotoeditore, Como 2014, p. 150

IL MIO NOME E’ ANGELO NOVI
IMMAGINI DI SCENA DEL CINEMA ITALIANO 1960-1990

3-27 LUGLIO 2014 – BROLETTO, COMO

ORARI
martedì, mercoledì e giovedì 10.00 – 20.00
venerdì, sabato e domenica 10.00 – 21.30

Angelo Novi è stato uno dei più importanti fotografi di scena del cinema italiano
e ha collaborato con i maggiori registi contemporanei, da Leone a Pasolini, da Bertolucci a Rossellini.

Questa mostra intende omaggiarlo con un’esposizione di 65 immagini realizzate e stampate
direttamente dall’autore stesso.

Durante tutta la durata della mostra verrà proiettato il documentario “Angelo Novi fotografo
di scena” di Antonella De Lillo e Giorgio Magliulo

Un progetto a cura di Carlo Pozzoni Fotoeditore
Con il patrocinio di Comune di Como – Assessorato alla cultura
In collaborazione con Lake Como Film Festival

Grazie al contributo di
Casinò di Campione, Como Cuore Onlus, Comune di Lanzo d’Intelvi, CSU – Como Servizi Urbani,
Banca Fideuram, Unindustria Como, Visini

“Il mio nome è Angelo Novi” al Broletto di Como

Secondo le più comuni definizioni da dizionario, il fotografo di scena è il professionista che, su un
set cinematografico, scatta le immagini la cui diffusione servirà alla promozione del film.
Angelo Novi (1930-1997) è stato molto più di questo. Lungi dall’avere un valore esclusivamente
commerciale, le sue immagini, non poche delle quali ascese al rango di icone (si pensi a C’era una
volta in America o Ultimo tango a Parigi), sono state “copiate” come inquadrature da parte dei
registi con cui ha lavorato. Lo fece persino Bernardo Bertolucci per L’ultimo imperatore.

Nato a Lanzo d’Intelvi, dove ha voluto essere sepolto, Novi frequentò l’Accademia di Brera, quindi
la Facoltà di Architettura a Milano, presto abbandonandola per dedicarsi alla fotografia. Nel 1952
iniziò l’attività di fotoreporter per l’agenzia Publifoto, con viaggi in Turchia, Siria, Libano, Iran,
India. Nel 1956 trafugò da Budapest scatti della rivolta ungherese all’occupazione sovietica,
durante la quale fu dato per disperso, per recarsi infine anche in Vietnam.

A Roma, dove si era stabilito, maturò la scelta di dedicarsi alla fotografia di scena: il primo servizio
sul set di un film di Roberto Rossellini, e la mostra allestita al Broletto si apre proprio con
un’immagine da Era notte a Roma(1960) di Rossellini per concludere la parabola temporale con
una serie di scatti de Il tè nel deserto(1990) di Bernardo Bertolucci, con il quale Novi strinse un
legame non solo professionale ma anche di profonda amicizia. In mezzo, oltre a quelle scattate sui
set di Pier Paolo Pasolini, le immagini sortite dal lungo sodalizio con Sergio Leone: le foto dei
western all’italiana consacrarono Novi come maestro della fotografia di scena.

La mostra Il mio nome è Angelo Novi, voluta dal fotoreporter ed editore Carlo Pozzoni, che
trovando sensibili sponsor l’ha organizzata pubblicando anche il catalogo che la correda, vuole
essere un tributo all’opera di un comasco che ha contribuito a fare grande il cinema italiano e
rientra pertanto nel programma del Lake Como Film Festival 2014.

L’esposizione si compone di 65 fotografie in bianco e nero, stampate da Novi medesimo e messe
generosamente a disposizione dalla preziosa collaborazione di Simonetta Borsini, vedova di Angelo Novi,
e di una delle loro figlie, Francesca

Durante tutto il periodo dell’esposizione, allestita dal 3 al 27 luglio 2014 nel salone del Broletto, in
piazza del Duomo, grazie al patrocinio del Comune di Como, sarà continua la proiezione di
“Angelo Novi fotografo di scena”, il documentario che Antonietta De Lillo e Giorgio Magiulo gli
hanno dedicato, mentre alcune fotografie inedite di Sergio Grandi lo mostrano nella sua casa di
Lanzo d’Intelvi.

 

Inaugurazione della mostra Il mio nome è Angelo Novi. Immagini di scena del cinema italiano 1960 – 1990 a cura di Carlo Pozzoni, 3 LUGLIO 2014

LAKE COMO FILM FESTIVAL 2014

Broletto, piazza Duomo, ore 18.30, ingresso libero

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Inaugurazione della mostra Il mio nome è Angelo Novi. Immagini di scena del cinema italiano 1960 – 1990 a cura di Carlo Pozzoni.

Angelo Novi è stato uno dei più importanti fotografi di scena del cinema italiano e ha collaborato con i maggiori registi contemporanei, da Leone a Pasolini, da Bertolucci a Rossellini. Questa mostra intende omaggiarlo con un’esposizione di 65 fotografie realizzate e stampate direttamente dall’autore stesso. Durante tutta la durata della mostra verrà proiettato il documentario Angelo Novi fotografo di scena di Antonietta De Lillo e Giorgio Magliulo. Un progetto a cura di Carlo Pozzoni Fotoeditore con il patrocinio di Comune di Como – Assessorato alla cultura in collaborazione con Lake Como Film Festiva

da GIOVEDÌ 3 LUGLIO – La Settimana InCom – La Provincia di Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

Il mio nome è Angelo Novi, SALONE DEL BROLETTO 3 luglio / 27 luglio 2014, A cura di Carlo Pozzoni Foto Editore

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Como SALONE DEL BROLETTO 3 luglio / 27 luglio 2014.

“Il mio nome è Angelo Novi”

A cura di Carlo Pozzoni Foto Editore.

La riscoperta del territorio e la promozione del cinema si fa anche attraverso i suoi protagonisti. Con la cura di Carlo Pozzoni Foto Editore il Festival dedica una mostra e un film alla figura di Angelo Novi.

Angelo Novi, intelvese di nascita, è stato uno dei più conosciuti e importanti fotografi di scena italiani. La sua carriera ripercorre la storia dell’intero cinema italiano, e si snoda soprattutto attraverso la collaborazione con tre grandi registi, Pier Paolo Pasolini, Bernardo Bertolucci e Sergio Leone, con i quali ha collaborato come fotografo di scena sul set di film come Mamma RomaIl vangelo secondo Matteo,NovecentoUltimo tango a ParigiL’ultimo imperatoreIl tè nel desertoIl buono, il brutto, il cattivoGiù la testaC’era una volta in America, e molti altri.

La mostra, intitolata Il mio nome è Angelo Novi e curata dal fotografo ed editore Carlo Pozzoni, si terrà dal 3 al 27 luglio 2014 presso il Broletto di Como. L’esposizione si articola in 65 immagini b/n realizzate nel corso degli anni e stampate dallo stesso Novi e sarà arricchita dalla proiezione del documentario Angelo Novi fotografo di scena di Antonietta de Lillo e Giorgio Magliulo nonché da un relativo catalogo disponibile all’acquisto.

Giovedì 3 luglio ore 18.30
Como SALONE DEL BROLETTO
IL MIO NOME È ANGELO NOVI
Inaugurazione.

La Mostra si protrarrà fino a domenica 27 luglio

Mostra | Lake Como Film Festival.

DALLA MIA FINESTRA GUARDO E VEDO MILANO, 5-19 giugno 2014, Autore del progetto è il fotografo Mino Di Vita e la curatela è affidata a Roberto Mutti.

Originally posted on Tracce e Sentieri.:

a cura di FondoMalerba: 

© Mino Di Vita courtesy dell’artista
PROGETTO
Milano, nell’immaginario collettivo, è rappresentata da numerosi simboli che ormai la identificano universalmente: il Duomo, la Scala, il Castello Sforzesco sono solo alcune delle mete che ogni giorno migliaia di turisti visitano. Esiste, però, una Milano molto particolare, anzi unica: quella che ogni Milanese può vedere dalla finestra della propria abitazione. Paesaggi che condizionano gli umori, sprigionano fantasie, ricordano eventi o semplicemente catturano l’attenzione per un qualcosa che si sta svolgendo, ma soprattutto rappresentano la Milano che si dovrebbe conoscere nei minimi dettagli perché ogni giorno inconsciamente viene monitorata. Non a caso nel titolo del progetto sono state usate le parole, in apparenza simili, guardo e vedo. Guardare, infatti, non presuppone che si riesca anche a vedere e con ogni probabilità è esattamente quello che ogni giorno accade ad ognuno di noi quando si indirizza lo sguardo oltre la finestra: semplicemente guardiamo. L’obbiettivo…

View original 232 altre parole

l’augurio beneaugurante della “strolaga mezzana”, da un messaggio di Riccardo

strolaga

Ciao Paolo,

invio a te e famiglia i miei migliori auguri fotografico-ornitologici… 

È scesa dal cielo, per mandarci gli auguri, una strolaga mezzana. Uccello dal nome molto particolare, che evoca qualcosa di magico.

Non è facile trovare una spiegazione a questo nome curioso. Dalle ricerche che ho fatto, avendo il sottoscritto sempre buon tempo da perdere, pare che significhi tante cose, tra cui “ astrologa “ per il modo insistente con cui guarda il cielo riemergendo dalle sue lunghe immersioni, ma anche “ zingara “ per certi suoi strani comportamenti e l’attitudine al nomadismo.

L’ho fotografata qualche giorno fa, il 14 dicembre, mentre nuotava nell’Adda, tra i riflessi dorati del persistente fogliame autunnale.

Si tratta di un uccello che proviene dal Nord Europa ed è molto raro dalle nostre parti. I birdwatchers locali stanno cercando una spiegazione per questa inattesa e solitaria comparsa. Forse è fuggita dalle bufere che nei giorni scorsi hanno spazzato le coste di molti paesi nordici, salvandosi con la propria forza ed il proprio coraggio, come nella conclusione della canzone di Guccini sulle 5 anatre: ” forse una soltanto vedremo arrivare, e quel suo volo certo vuole dire che bisognava volare…. “.

Spero che questa straordinaria comparsa sia di buon auspicio per le imminenti feste e per il nuovo anno. Tanti auguri a tutti! 

Riccardo

COMO: OBIETTIVO CITTA’ MURATA. grazie a CHIAVE DI VOLTA, MILLY BRUNELLI POZZI, e il fotografo ENRICO CANO

cari amici della associazione chiave di volta

vorrei in particolare ringraziare la dottoressa milly brunelli pozzi e il fotografo enrico cano per la cura davvero amorevole del progetto OBIETTIVO CITTA’ MURATA.
ieri (martedì 23 aprile ore 18 e 30) ) ero allo spazio natta e ho girato più volte per la sala
si percepiva il minuzioso e faticoso lavoro organizzativo (tutto vostro) per rendere disponibile le immagini fotografiche (perfino nella attenzione su come appendere i quadri). e poi la grande idea di fare subito il catalogo: davvero splendida idea.
per quanto mi riguarda IL RISULTATO E’ ECCEZIONALE
ho 65 anni. ancora oggi sono un pendolare del lavoro (gravito su milano). ma il luogo dove desidero stare è solo a como. in questa città murata così mirabilmente rappresentata nella sua struttura complessiva  dalle fotografie di pag 3, 11, 135
trovo di grande effetto visivo ed emotivo  guardare le fotografie appese e poi riportate nel catalogo (continuo a sfogliarlo: non mi capita di frequente)
ma è ancora più straordinario scorrere le 650 fotografie che girano sullo schermo
questa città che si stratifica dalle paludi, alla pianta romana e poi a quella medievale, ancora ben visibile viene riflessa nei circa duecento occhi che l’hanno guardata
e il risultato confina perfino nel sogno, cioè in quella forma di percezione che unisce per vie non razionali la vita vissuta con la coscienza e quella della parte di noi fluttuante ed inconscia
angoli, visuali, pietre, persone, bambini, innamorati, simboli, piante, archi, piccioni, gatti, selciati, finestre, porte, ritagli di cielo …
frammenti a noi riportati dall’occhio che girano come in un caleidoscopio.
c’è un sociologo della città e  scrittore francese che si chiama georges perec che parla della IMPOSSIBILITA’ DI ESAURIRE UN LUOGO. perchè, se è bello, esso attira le attenzione e cambia in ogni istante
la como storica ci consente di camminare sulla storia (dunque dentro passato). ma è il presente, l’attimo presente, ad essere l’unico bene prezioso di ciascuno di noi.
la fotografia è il mezzo tecnico che ci consente di fissare l’attimo
la mostra (dovuta , ripeto, al vostro generoso lavoro) produce questo risultato davvero indimenticabile: unire nell’attimo presente la storia intera della nostra città
fare cultura è questo: produrre atti di coscienza sostenuti dalle dinamiche del “cuore”
grazie ancora
tornerò spesso in queste giornate a sedermi davanti al proiettore per vedere le immagini
vi sono grato
un caro saluto
Paolo Ferrario
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“Un lago segreto”, in vendita con il quotidiano a partire da martedì prossimo 20 novembre. Realizzato dal giornalista Giuseppe Guin e dal regista Paolo Lipari, il video racconta l’emozione del lago di Como vissuto nelle ore più inconsuete, quelle serali e notturne: un lago che affascina con le sue innumerevoli bellezze

Alla scoperta di UN LAGO SEGRETO
Presentazione DVD

Diego Minonzio, direttore del quotidiano La Provincia di Como, è lieto di invitare alla
presentazione del DVD “Un lago segreto”,
in vendita con il quotidiano a partire da martedì prossimo 
20 novembre.LUNEDI’ 19 NOVEMBRE 2012 ALLE ORE 18:45 
presso la sede della Scuola cine-video Dreamers c/o Villa Sucota
(via Per Cernobbio 17, Como).Durante l’incontro verrà proiettato il video.
Seguirà rinfresco curato da Oliver Twist.
Realizzato dal giornalista Giuseppe Guin e dal regista Paolo Lipari,
il video racconta l’emozione del lago di Como vissuto nelle ore più inconsuete,
quelle serali e notturne:un lago che affascina con le sue innumerevoli bellezze,

al riparo dai rumori e dalle preoccupazioni

della vita di tutti i giorni. I pescatori della notte, i sotterranei di Villa Pliniana,

le an tiche cave di sasso,

le vecchie darsene, le fortificazioni, gli orridi, le chiese nascoste, i viottoli bui,

i temporali improvvisi,

l’incanto di una Lucia che naviga ancora nell’oscurità

Immagine

Bruno Bianchi IL LAGO , NodoLibri

Bruno Bianchi
IL LAGO

Il “lago” è quello di Como, visto attraverso gli occhi attenti di un suo profondo conoscitore, interessato tanto agli aspetti più noti e appariscenti (le ville, i giardini…) quanto a quelli più quotidiani e segreti (i viottoli, la vita, il lavoro…).

Un testo sospeso tra storia e poesia, tra racconto e analisi, diretto sia alla valorizzazione di quanto di autentico il lago conserva tuttora, sia alla denuncia dei rischi di snaturamento e rovina.

Un lago percorso senza fretta e illustrato da una voce esperta in sottofondo.

Promosso dalla Delegazione di Lecco del FAI – Fondo Ambiente Italiano, il volume (NodoLibri, 2009) è arricchito da un album di vedute del lago tratte dalla rivista inglese The Studio, edita all’inizio del Novecento.

Immagine News Nodo

 

Workshop Autoritratto Fotografico – Moltrasio, 20 e 21 ottobre 2012

Il workshop di autoritratto è un metodo creativo finalizzato all’espressione personale attraverso l’utilizzo della fotografia e, in particolare, del ritratto di sé stessi. Il workshop sarà condotto da Giada Negri, psicoterapeuta e fotografa. 
Un caro saluto,
Associazione Culturale Territori-Natura Arte Cultura
Via Raschi 9
Moltrasio (Como)
www.associazioneterritori.wordpress.com
Territori@hotmail.it

Segni della vita; fotografie di Masha Corabi, Vista questa sera. La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 dal 6 al 19 agosto 2012 (chiusa il 15 agosto) , da Newsletter NodoLibri 6/8

Segni della vita
Da lunedì 6 agosto – Nesso

Dal 6 al 19 agosto si tiene presso la sala consiliare del Comune di Nesso la mostra “Segni della vita”: una serie di fotografie di Masha Corabi.

Le intense fotografie presentate in questa mostra raccolgono ritratti di persone che vivono a Nesso e Careno, persone che nei loro anni hanno conosciuto esistenze diverse, hanno svolto mestieri diversi, hanno visto cose diverse. Ma tutte concorrono a comporre oggi il ritratto di una comunità. Leggere i molti aspetti di questa comunità sui loro volti di persone anziane significa avere la misura, al di là di ogni possibile dubbio, della complessità e della ricchezza della vita, presente e passata, del paese. Non c’è una vicenda che possa sovrapporsi a un’altra, esattamente come non c’è, su questi volti, un segno uguale a un altro; eppure tutti partecipano delle stesse vicende complessive.

Bisogna sforzarsi di individuare i tratti personali e di riconoscere le caratteristiche comuni. Bisogna, cioè, non limitarsi a guardare i volti di queste donne e questi uomini come generiche comparse di una messa in scena qualsiasi, ma metterli a fuoco come protagonisti di una ben precisa narrazione. Questi volti significano nomi, soprannomi, incontri, relazioni, racconti

Masha Corabi, autrice delle fotografie, è nata in Unione Sovietica; vive in Italia dal 1990 e dal 1996 risiede a Nesso. Appassionata di fotografia digitale da cinque anni, ha pubblicato immagini di still-life e architettura, ma la sua vera passione sono i ritratti e il reportage. Nel 2010-2011 ha partecipato con un’opera raffigurante le mani di un cittadino di Nesso al concorso fotografico “Confini” a Como.

La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 (chiusa il 15 agosto)

Mino di Vita e il Genius Loci, presentazione di Benedetta Sala

GENIUS LOCI (Benedetta Salvi)
Genius Loci si presenta come la nuova ricerca  di Mino Di Vita. Un’indagine difficile che ha richiesto un grandissimo lavoro da parte dell’artista. Partendo da dove era giunto con i progetti precedenti (la presenza assenza dell’essere umano), Mino ne ha ripreso l’individualità, creando forse quello che sarà il suo piano artistico per eccellenza. Evolvendo il concetto di dualità, con quell’equilibrio ottenuto giocando su impercettibili contrapposizioni, è arrivato a lavorare con un concetto filosofico intenso, arcaico, ma allo stesso tempo futuro. Uno spirito, e come tale senza tempo, viene catturato dall’artista che simile ad un ragno traccia una ragnatela di collegamenti precisi e fuggevoli. Consapevole dalla premessa che l’individuo è membro di una comunità, fatta da parti interdipendenti, ha scelto due punti di vista, l’insider e l’outsider, il dentro e il fuori. Ci presenta dunque il Genius Loci attraverso la conoscenza di due sguardi che non si eliminano, ma al contrario sono contemporaneamente esistenti nonostante le differenze. Collegandosi al significato del Genius Loci nella religione romana, quindi l’entità soprannaturale legata ad un luogo o ad un oggetto di culto, si arriva ad acquisirne nella fotografia il significato moderno, ovvero l’emozione e la cultura di una città. Mino affronta qualcosa di nuovo e difficile: far vedere l’invisibile. Nelle sue fotografie esprime il carattere di un luogo. Nel punto di vista dell’insider troviamo la connessione spirituale, emotiva e culturale dell’uomo con suo territorio, mentre in quella dell’outsider la percezione incosciente di questa connessione con il guardiano del luogo. Un punto più intimo, più consapevole, più cosciente, e uno più generale, aperto senza una meta fissa. Notte e giorno, dentro e fuori, particolare e generale, portano tutti a questa entità invisibile ma presente in ognuno di noi, poiché intrinseca nelle nostre relazioni con i luoghi.

tratto da: texts.

SEGNI DELLA VITA, mostra fotografica di Masha Corabi, a Nesso sul Lago di Como, dal 6 al 19 agosto 2012

Segni della vita
Da lunedì 6 agosto – Nesso

Dal 6 al 19 agosto si tiene presso la sala consiliare del Comune di Nesso la mostra “Segni della vita”: una serie di fotografie di Masha Corabi.

Le intense fotografie presentate in questa mostra raccolgono ritratti di persone che vivono a Nesso e Careno, persone che nei loro anni hanno conosciuto esistenze diverse, hanno svolto mestieri diversi, hanno visto cose diverse. Ma tutte concorrono a comporre oggi il ritratto di una comunità. Leggere i molti aspetti di questa comunità sui loro volti di persone anziane significa avere la misura, al di là di ogni possibile dubbio, della complessità e della ricchezza della vita, presente e passata, del paese. Non c’è una vicenda che possa sovrapporsi a un’altra, esattamente come non c’è, su questi volti, un segno uguale a un altro; eppure tutti partecipano delle stesse vicende complessive.

Bisogna sforzarsi di individuare i tratti personali e di riconoscere le caratteristiche comuni. Bisogna, cioè, non limitarsi a guardare i volti di queste donne e questi uomini come generiche comparse di una messa in scena qualsiasi, ma metterli a fuoco come protagonisti di una ben precisa narrazione. Questi volti significano nomi, soprannomi, incontri, relazioni, racconti

Masha Corabi, autrice delle fotografie, è nata in Unione Sovietica; vive in Italia dal 1990 e dal 1996 risiede a Nesso. Appassionata di fotografia digitale da cinque anni, ha pubblicato immagini di still-life e architettura, ma la sua vera passione sono i ritratti e il reportage. Nel 2010-2011 ha partecipato con un’opera raffigurante le mani di un cittadino di Nesso al concorso fotografico “Confini” a Como.

La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 (chiusa il 15 agosto)

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LARIO Lago di Como, Sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore, 2009. Testi di: Alberto Benini, Fabrizio Mavero, Sergio Poli Fotografie di Vittorio Buratti, Mauro Lanfranchi, Alberto Locatelli Prefazione di Andrea Vitali

LARIO Lago di Como, Sogni e storie d’acqua, Cattaneo editore, 2009

Testi di:

Alberto Benini, Fabrizio Mavero, Sergio Poli

Fotografie di

Vittorio Buratti, Mauro Lanfranchi, Alberto Locatelli

Prefazione di Andrea Vitali

Fotografiamo le piante della nostra Città – Associazione culturale BARLAFUS domenica 25 marzo ore 10,30

locandina rilievo fotografico copia.jpg

L’Associazione Culturale Barlafus ha organizzato un rilievo fotografico delle essenze arboree presenti nei parchi comunali della città di Erba.

Le immagini saranno esposte durante la fiera AGRINATURA 29-30 Aprile 1 Maggio a Lariofiere di Erba, considerato l’appuntamento annuale più importante sul territorio con l’AGRICOLTURA, la VALORIZZAZIONE TERRITORIALE, la NATURA e l’AMBIENTE  (http://www.agrinatura.org).

Nel rilievo fotografico ci aiuteranno Giuseppe Giorgi, nostro relatore del corso di fotografia e Beatrice Consonni, nostra relatrice durante le chiacchierate sulle piante che teniamo in associazione.

Siamo sicuri che grazie al loro aiuto realizzeremo immagini in cui dettagli, contrasti di luce, colori e contorni descriveranno l’unicità irripetibile del mondo vegetale presente nella città di Erba.

Siete invitati tutti con la vostra macchina fotografica, vi aspettiamo numerosi!

Per info: Francesca 3461570922

www.ibarlafus.com

Omaggio a Carla Porta Musa : Sabato 12 marzo alle ore 17.00 presentazione del libro Le stanze di Carla e inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni

OMAGGIO A CARLA PORTA MUSA
Sabato 12 marzo alle ore 17.00 presentazione del libro Le stanze di Carla
e inaugurazione della mostra fotografica di Carlo Pozzoni

La mostra resterà aperta dal 12 al 31 marzo 
dal lunedì al venerdi 15.00 – 18.00

Famiglia Comasca
Via Bonanomi, 5
22100 Como – 031 271 907

A PROPOSITO DI
A Como, da Carla al compleanno della quasi zia di Bernardino Marinoni, La Provincia, 15 marzo 2011

Tanta cultura in una sintesi fotografica d’artista di Salvatore Pipero

 Omaggio a Carla Porta Musa  -  dal 12 al 31 marzo 2011 - Famiglia ComascaOmaggio a Carla Porta Musa : Carlo Pozzoni fotoreporter.

Vedute di Como dell’Ottocento Fino al 27 novembre – Como La mostra, presso il Museo Storico Giuseppe Garibaldi (piazza Medaglie d’Oro 1, da Newsletter NodoLibri

Vedute di Como dell’Ottocento
Fino al 27 novembre – Como

La mostra, presso il Museo Storico Giuseppe Garibaldi (piazza Medaglie d’Oro 1), si inserisce nel programa per le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia con l’esposizione di circa 60 pannelli che riproducono stampe della città di Como nella prima metà dell’Ottocento, con l’obiettivo di dare una visione tangibile, e non solo ideale, di quel periodo.

Il visitatore si calerà ed immedesimerà nei cittadini comaschi che vissero in quel magico e fondamentale periodo della nostra storia. Le stampe coprono un arco cronologico ampio proprio per sottolineare la necessità di  interpretare l’Unità d’Italia come esito di una lunga fase preparatoria e prodromica, e non come un breve momento. La città di Como della prima metà dell’Ottocento è caratterizzata da due periodi precisi e distinti, periodi di occupazione, momenti nei quali cresce un nuovo sentimento nazionalista e si impone, grazie all’Illuminismo, il desiderio di libertà. Sono il periodo Napoleonico e quello Austriaco. Entrambi, seppur caratterizzati dalle note negative “colonizzatrici”, portano alla città di Como importanti ed apprezzabili sviluppi nel campo della mobilità, della cultura e dei servizi.

Info: 031.252550 – musei.civici@comune.como.it
Orari: mar-sab 9.30-12.30/14-17; mercoledì orario continuato; domenica 10-13.

Immagine

Ansel Adams, una dichiarazione d’amore per la Natura | da Blow-Up

Attraverso la fotografia e i suoi straordinari libri illustrati Ansel Adams ci ha pure insegnato che amare la Natura significa “conservarla” intatta, proteggerla dalle barbarie tecnologiche e dalle mutazioni antropiche anche impegnandosi, come lui ha fatto per tutta la vita, sul fronte politico e costituzionale per conferirle i meritati riconoscimenti legislativi.

Fino al gennaio 2012 per chi volesse rendere omaggio alla Grande Madre Natura celebrata nelle immagini memorabili di Adams c’è un’ottima mostra, credo una delle più grandi retrospettive mai fatte nel nostro paese, presso l’ex-ospedale di Sant’Agostino a Modena. La Natura è il mio regno, s’intitola citando le parole dello stesso fotografo. Appunto un regno. Ma non il dominio secolare di un monarca assolutista, ma un’altra “Terra Santa”, un’oasi di consolazione e di bellezza per ogni uomo, da cui ripartire verso una nuova missione di civiltà.

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/blow/una-dichiarazione-d-amore-la-natura#ixzz1YgfI4oLe

da Una dichiarazione d’amore per la Natura | Blow-Up.

Mostra ALTE VISUALI, fotografie di Mino Di Vita a cura di Luisella Longobardi Palazzo Broletto, piazza Duomo, Como dal 6 al 21 agosto 2011 orari: 11-19 da martedì a domenica

Oggi abbiamo visto la Mostra

ALTE VISUALI, fotografie di Mino Di Vita

a cura di Luisella Longobardi
Palazzo Broletto, piazza Duomo, Como
dal 6 al 21 agosto 2011
orari: 11-19 da martedì a domenica
ingresso libero
catalogo: Edizioni Lab63

Si è aperta ieri a Como nello storico salone del Broletto Alte Visuali, la mostra che espone una sintesi delle spettacolari immagini scattate da Mino Di Vita e contenute nell’omonimo libro. Gli scatti, realizzati sorvolando le coste lariane con un’idrovolante, propongono visuali inesplorate di architetture e paesaggi, esaltandone la complessità e fornendo una chiave di lettura più profonda del rapporto magico esistente fra il costruito e la natura circostante. Oltre che il soggetto è insolito anche l’allestimento. Infatti, è stata scelta una soluzione che consiste nell’appoggiare le fotografie sul pavimento inclinandole di circa 40 gradi, per favorire la posizione dello sguardo e consentire al visitatore di ammirare le immagini dall’alto nel vero significato della parola



dal 22 al 25 agosto 2011
ALTE VISUALI
Grand Hotel Villa d’Este
Cernobbio (CO)

MINO DI VITA | Photography.

caro dottor mino di vita

sono paolo ferrario, dalla frazione Coatesa
Ieri sera, di ritorno dalla sua mostra al Broletto, abbiamo passato la sera con l’amico cui avevamo pensato di regalare il suo libro Alte visuali ad ammirare le fotografie viste dal punto di vista medio-alto (l’idrovolante). 

Lui  naviga “il lago dal lago” da almeno 50 anni. E ogni volta esclamava la sua sorpresa nel vedere quello che  c’è OLTRE le rive che ha bordeggiato .

Ma c’è di  più : a Como ha anche visto al sua casa di quando era bambino e ragazzo.
Insomma: in Alte visuali una persona ha potuto rintracciare alcuni luoghi della propria biografia
Questo ottiene il taglio delle fotografie di Alte visuali
ci tenevo a comunicarle un esito della sua ricerca artistica (intendo quella del fotografo Mino di Vita, con questa idea di rappresentazione dei paesi del lago)

auguro grande successo al libro ed al suo futuro professionale

e arrivederci a  domenica sera attorno alle 18 e 30, quando passerò con mia moglie a prendere il bellissimo regalo che ha voluto farmi
buoni giorni e arrivederci
paolo ferrario

Il balenottero felice dentro la grotta di Coatesa

Una porta aperta è inizio  di scoperta del mondo interiore di chi abita quel luogo.


Se poi dietro il chiavistello si snoda una galleria tra le viscere della roccia, sospesa tra profondità interna e scorci esterni, le sorprese sono ancora maggiori, poiché la storia diventa anche traccia di un passato industriale alimentato da acqua idrica, tubi, turbine, ruote gigantesche di cemento, salti nella voragine.


Dovendo assimilare questo avvincente anfratto a una parte della casa (è invece “porta sola”) potremmo definirlo scantinato, sotterraneo, laboratorio, un po’ legnaia, un po’ cantina, un po’ bottega, un po’ officina. Insomma, uno di quegli spazi in cui l’odore muschioso e la temperatura sempre fresca rendono gradevole lo stare operoso durante le giornate di intensa calura, ma anche uno di quegli spazi tipici di una permanenza maschile, dedita all’affaccendamento, allo stivaggio, alla riparazione ed al restauro.

Perché è proprio la natura selvatica dell’antro che invita ad un rapporto rudimentale, al contatto con gli elementi primi degli artefatti umani, allo smontaggio di prodotti finiti nei suoi composti essenziali per integrarli in nuove invenzioni.

Le volte che poggiano su giganteschi blocchi di roccia mostrano l’umana fatica di addomesticare un ambiente sì ostile, ma contemporaneamente appetibile per via di quell’impervio salto dell’acqua il cui rumore, per le case lì affacciate, è diventato dolce cullare.

Tanti oggetti, molti sconosciuti, raccontano la passione e l’interesse del nostro ospitante abitatore.

E’ proprio lui che, con meravigliato stupore, ci dà notizia di come per la prima volta, in più di mezzo secolo di frequentazione, si sia accorto recentemente di uno strano fenomeno.

L’ultima cavità di questo percorso sinuoso è quella più nascosta e cupamente buia. Ebbene, poco tempo fa, entrando in un orario inconsueto, lo trova insolitamente illuminato.

Ci ha reso partecipi di questo evento alle 19 di domenica sera.

Da un’apertura su un muro limitrofo, un fascio di luce prodotta dal riverbero del sole sulla superficie del lago proietta sulla parete rocciosa una sagoma bianca.

Questo nella percezione fisica dei nostri sensi.

Ma a me piace immaginare un’altra storia.

Ogni luogo custodisce un’anima. Genius Loci è il simbolo che la esprime, il genio protettore che con forme e intensità variabili racchiude la forza e lo spirito esistenti in ogni ambiente vissuto.

Il Genius Loci non è sempre visibile, bisogna saper guardare per notarlo, bisogna saper cogliere il segnale che ci invia.

Ecco, quella sagoma bianca mi ricorda intensamente un balenottero burlone, che, terminata la giornata a giocare con le onde del lago, di sera rincasa per tuffarsi negli eterni abissi. Lo fa sempre, ma questa volta ha voluto regalare la sua immersione agli amici umani per dire che lui c’è, ed è felice di sapere che il “suo” luogo è in amorevole mani e che non sarà costretto ad allontanarsi da quella tana costruita in migliaia di anni.

Testo e Fotografie di Luciana

LIBRI SU COMO ED IL LARIO, bibliografia aggiornata al 2010

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ora questa bibliografia è stata spostata (e sarà aggiornata) qui: http://coatesa.com/como-e-il-lario-bibliografia/

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GENIUS LOCI: LO SPIRITO DEI LUOGHI, a cura Associazione Culturale Erodoto, Como

GENIUS LOCI: LO SPIRITO DEI LUOGHI
Chiostrino di Sant’Eufemia, Piazzolo Terragni – Como

Dal 26 settembre al 24 ottobre 2010, dalle 11 alle 18, orario continuato; giorni: dal martedì alla domenica, lunedì chiuso; Ingresso libero

Catalogo Vanilla Edizioni in mostra (7 €)

A cura di: Associazione Culturale Erodoto
Direzione artistica: Jessica Anais Savoia
Artisti: Jalisco Pineda, Nicoletta Brenna
Contributo artistico: OLO creative farm, per il montaggio video; Diego Casartelli per le fotografie sulla Valle del Cosia

Genius Loci è un ambiente in cui l’arte contemporanea, attraverso una video installazione, sculture in creta, bassorilievi, incisioni, fotografia, suoni, odori e installazioni spaziali, diventa mezzo di connessione tra lo spettatore e il suo io più intimo legato al ricordo e al contatto con la natura e il suo Genius Loci.
Ognuno di noi conserva dentro sé il segreto di un incontro intimo e personale con i luoghi che ci circondano, che ci appartengono o a cui siamo appartenuti. In questa mostra possiamo ritrovare quel ricordo, quella sensazione, quel momento.
Basta guardare, annusare, ascoltare e sentire, attraverso i tre piani espositivi, rapiti dalla magia di questo splendido Chiostrino nascosto nel centro storico di Como. Possiamo vivere in prima persona questa rassegna, vivere le opere, le piante, il verde che fa parte imprescindibile dell’allestimento, o ascoltare le testimonianze raccolte tra professionisti e professori che nel catalogo e durante le due conferenze (9 e 23 ottobre), ci parleranno del Genius Loci della Provincia di Como, del suo lago, ma anche dell’aspetto filosofico di questa figura, della simbologia del bosco e dell’albero

da: Associazione Culturale Erodoto