Pensioni d’oro a Como. Un milione all’anno – 2011

Sono 13 gli ex parlamentari lariani che percepiscono una pensione parametrata agli anni spesi a Roma, sponda Montecitorio o Palazzo Madama. Il più ricco dell’elenco è l’ex democristiano Gianfranco Aliverti, che nella capitale rimase 27 anni e che per questo, oggi, percepisce una indennità mensile di 9636 euro lordi. Comasco doc, sindacalista, fu protagonista di cinque legisalture, dalla VII alla XI, definitivamente abbandonando la capitale il 14 aprile del 1994. Fu membro e presidente di diverse commissioni, sottosegretario all’Industria un in governo Andreotti del 1978.

Marte Ferrari e Renzo Pigni percepiscono il primo 8828 euro lordi di pensione, per 22 anni di servizio alla Camera dei Deputati, il secondo, per vent’anni, 8455. Ottantadue anni, sindacalista come Aliverti ma originario di Reggio Emilia, Ferrari fu a Roma per cinque mandati, sempre tra le fila del Psi: fu sottosegretario ai Lavori pubblici due volte, prima con Goria, quindi con De Mita, mentre tra il 1989 e il 1991 fu sottosegretario al Bilancio e alla programmazione economica.

Pigni è stato invece sindaco di Como, nonché tra i fondatori del Psiup lariano: originario di Fagnano Olona, è stato a Roma per quattro legisalture, ricoprendo anche l’incarico di segretario della persidenza della Camera.

Giancarlo Galli, Elia Manara e Gianfranco Tagliabue, con 15 anni di attività parlamentare all’attivo, oggi beneficiano di una pensione di 6590 euro. Galli è tuttora consigliere provinciale, ma la sua è una parabola politica molto eterogenea: fu deputato della Repubblica ma anche presidente dell’ente Provincia e sindaco di Mozzate.

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L’occupazione criminale del territorio.’Ndrangheta nel Comasco I nomi di arrestati e indagati – Mariano Comense, 29 ottobre 2014

La ’ndrangheta a Como è presente, viva e fa affari con politici e professionisti

È quanto sostiene dal Direzione distrettuale antimafia di Milano, che martedì mattina ha dato il via a un’operazione che ha portato in cella almeno 13 persone accusate di associazione di stampo mafioso e di una serie di reati legati ad armi, minacce, incendi

Secondo l’inchiesta vi sono due gruppi legati alla ’ndrangheta e attivi in provincia di Como, tra cui uno legato a personaggi della locale di Mariano Comense

Il giorno dopo l’arresto degli assassini di Ernesto Albanese, lo spacciatore di cocaina massacrato con trenta coltellate da uomini legati ai clan calabresi, il blitz dei Ros dei carabinieri conferma il forte radicamento delle organizzazioni mafiose in provincia di Como

Guanzate (Como), 28 ottobre 2014 –  Lo hanno ucciso in quattro, con almeno trenta coltellate inferte a turno in organi non vitali, così da prolungare la sua agonia per ore, lasciandolo morire dissanguato. E il giorno dopo, mentre lo seppellivano nel giardino, hanno organizzato una grigliata, un po’ per festeggiare, un po’ per non dare nell’occhio.

Un delitto di incredibile violenza e brutalità, in qualche maniera legato alla ‘ndrangheta, come lo sono alcuni dei protagonisti, in un’area, quella della Bassa Comasca, da anni preda di infiltrazioni di questo genere. La vittima è Ernesto Albanese, 33 anni, residente a Fino Mornasco,

 

Ecco i nomi delle 13 persone, arrestate

  • Luigi Calogero Addisi, 55 anni, originario di San Calogero (Vibo Valentia), residente a Rho, centro nel milanese dove ha ricoperto la carica di consigliere comunale. Risulta imparentato con alcuni esponenti di vertice della cosca Mancuso di Limbadi, in Calabria.

- Fortunato Bartone, 41 anni, originario di Mileto (vibo valentia) e residente a Giussano, in Brianza. E’ accusato anchedi tentate minacce nei confronti della direttirice del carcere di Monza.

- Antonio Denami, 25 anni, originario di Vibo Valentia, già agli arresti domiciliari per estorsione, è accusato anche non solo di tentate minacce nei confronti della direttirice del carcere di Monza ma di aver incendiato l’auto di un vigile urbano

- Antonio Galati, 62 anni, originario di Mileto (Vibo Valentia), residente a Cabiate , ritenuto esponente apicaledell’organizzazione in Lombardia

  • Fortunato Galati, 36 anni, originario di Vibo Valentia, già detenuto per omicidio;
  • Giuseppe Galati, 43 anni, originario di Castellana Sicula (Palermo), già detenuto per traffico di stupefacenti. E’ anche accusato di tentate minacce nei confronti della direttrice del carcere di Monza.

  • Giuseppe Galati, 35 anni, originario di Vibo Valentia, residente a Cabiate , imprenditore nel settore dei compro-oro, figlio del principale indagato, Antonio Galati;

  • Franco Monzini, 65 anni, originario di San Benedetto Po (Mantova), residente a Milano, imprenditore edile, protagonista di un investimento immobiliare in una società occulta con Antonio Galati.

- Salvatore Muscatello, 80 anni, originario di Amato (Cosenza), agli arresti domiciliari per una condanna per associazione mafiosa in seguito al processo ’Infinito’. E’ ritenuto il capo della locale di ’ndrangheta di Mariano Comense .

  • Alberto Pititto, 39 anni, originario di Vibo Valentia, commerciante di automobili a Mariano Comense e Cantù, e ritenuto persona a disposizione della famiglia Muscatello.
  • Matteo Rombolà, 27 anni, originario di Seregno,v(Monza-Brianza), titolare di un panificio aMariano Comense, cognato di Fortunato Galati.

  • Saverio Sorrentino, 53 anni, originario di Francica (Vibo Valentia), ritenuto “braccio destro” di Antonio Galati.

  • Luigi Vellone, 54 anni, originario di Serra San Bruno (Vibo Valentia), residente a Gessate (Milano), imprenditore in diversi settori, protagonista di un investimento immobiliare in società

  • occulta con Antonio Galati.

    ’Ndrangheta nel Comasco I nomi di arrestati e indagati – Cronaca Cabiate La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

    Doveva soffrire, così i killer lo hanno seviziato per ore (da la Provincia del 28 ottobre 2014:

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    disordine locale: stranieri e wi fi in piazza san fedele

    ( nota a margine: il disordine attuale è: globale , nazionale  e locale)

     

    Nel cuore della città murata in effetti si è aperto un caso di conflitto tra vicini quanto mai curioso nato da un altrettanto curioso fenomeno: la rete internet gratuita

    Comowireless ha calamitato in piazza San Fedele un numero sempre crescente di stranieri.

    Questi, da soli o più spesso in gruppi, hanno preso l’abitudine di appostarsi sul sagrato della basilica ad ogni ora del giorno e sotto i portici durante la notte utilizzando gli arredi esterni dei bar.

    “si tolgono le scarpe e bivaccano come se fossero in spiaggia”

    da Il wi fi disturba i negozianti «Troppa gente a far chiasso» – Cronaca Como La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

    Cantù – Altro episodio di violenza ieri sera sul sagrato di San Paolo. A farne le spese è stato l’ex prevosto, don Lino Cerutti. Stava cercando di calmare un extracomunitario

    Cantù –  

    Altro episodio di violenza ieri sera sul sagrato di San Paolo. A farne le spese è stato l’ex prevosto, don Lino Cerutti. Stava cercando di calmare un extracomunitario senza tetto quando quest’ultimo ha dato in escandescenze e lo ha spintonato facendolo cadere a terra.

    Il religioso è stato subito portato al Pronto soccorso del Sant’Antonio Abate da dove poi è stato dimesso con una prognosi di trenta giorni. L’aggressore è stato identificato da diversi testimoni.

    Sgomento in città anche perché si tratta dell’ennesimo episodio di violenza dopo la rissa di lunedì tra due italiani e due extracomunitari e dopo le continue segnalazioni di situazioni pericolose tra il sagrato della chiesa e palazzo 

    da Cantù, ancora paura in centro Aggredito don Lino – Cronaca Cantù La Provincia di Como – Notizie di Como e provincia.

    Una volta denunciato a piede libero il marocchino che ha aggredito don Lino Cerutti giovedì sera, emergono altre segnalazioni di violenze in zona San Paolo.

    A finire nel mirino è stata la dottoressa che ha in cura l’ex prevosto.

    Domenica è stato rotto il lunotto posteriore della sua autovettura, lasciata proprio in zona San Paolo. La donna, scoperto il vandalismo, era poi andata in chiesa per la recita dei Vespri.

    Uscita da messa, si è ritrovata una fiancata dell’auto rovinata. Altri danneggiamenti alle auto d’altronde erano stati segnalati più volte in questa zona nelle ultime settimane.

    Il più recente era stato ai danni di un volontario della mensa di solidarietà: erano state tagliate le gomme della sua vettura.

    L’altro episodio risale sempre a domenica. È stata rotta la catena d’ingresso al cancello del magazzino della parrocchia di San Paolo.