Nesso e orrido di Nesso: cenni storico-geografici da fonti diverse. In Levrini Enrico (cur.), Lagp di Como: fascino e nobiltà, Macchione editore, 200





NESSO — abit. 1427. Cenno storico: L’egiaco nome di questo paese è la migliore attestazione che quivi si sta­bilì una delle famiglie greche condotte da Giulio Cesare nel Comasco, la quale vi ha fatto rivivere il nome d’una località consimile della patria lontana. Nel medioevo Nesso fu fra i luoghi del lago di maggiore im­portanza, tanto che ne vediamo l’amicizia ricercata dai Milanesi e lo vediamo, nella guerra decennale dal 1118 al 1127, portare le armi contro Como. I Comaschi poi, avuta, nel 1124, la rivincita, castigarono Nesso e gli altri paesi ribelli pella violata fedeltà. Nesso ed i suoi paraggi furono teatro delle gesta più che storiche, romantiche, di Falco della Rupe, l’eroe del romanzo di G.B. Bazzoni , nel quale questi luoghi so­no descritti con grande verità e sentimento della natura.

Da “La Patria, geografia dell’Italia (Provincie di Como e Sondrio)” di Gustavo Straffòrello

NESSO – abit. 1430. Allo sbocco della valle di Nesso, ai piedi del Piano del Tivano (1286 m), con una ca­scata in una stretta gola. La Cavagnola. Un po’ più in la si vede Bellagio.

Da “I Laghi Italiani” Guide Lampugnani

NESSO – ab. 1463 – altitudine 360 m s.l.m. Continuando a percorrere la mulattiera che costeggia il lago, due Km dopo Careno, s’incontra la frazione Castello di Nesso (abit. 102). Poco dopo si valica il torrente Nosè, che, cadendo dalla rupe, forma la rinomata cascata dell’orrido di Nesso. Questo villaggio si presenta assai pittorescamente, giace sopra un dirupo e le abitazioni sono disposte in tre file. Nesso ci rammenta le gesta di “Falco della rupe” narrate dal Bazzoni. Il comune, oltre Castello, comptende altre frazioni fra le quali: Borgo (abit. 240), in riva al lago, ove trovasi la chiesa parrocchiale, antichissima, fondata fondata da S. Ermagora e consacrata da Urbano II. nel 1095, Coatesa (abit. 102), Lisagno (abit. 195), Scerio (abit. 117). Partendo da Nesso per buona mulattiera selciata che sale a Veleso, si incontra a 100 m da Nesso la frazione Tronno (abit. 65) ed a 400 metri la frazione Onzanigo (abit. 186) e si arriva alla frazione Vico, nella quale trovasi la chiesa di S. Maria.

Da “La Provincia di Como” del Dott. G. Siboni

NESSO – abit. 1211 – altitudine 375 m. È un nome collettivo che indica un aggregato di frazioni: di Lisogno, Vico, Borgo, Castello, Evono, Onzanico, Sovico e Coatesa, tutte contigue meno Cavagnola, dis­tese lungo la sponda e per le falde. Chiese dei SS. Pietro e Paolo e S. Maria. Ebbe un castello storico che si vuole edificato dai Romani, restaurato dai Longobardi, distrutto da Francesco Sforza, qualche rudero c’è ancora: Urbano II personalmente consacrò la sua chiesa nel 1095. E’ una località importante per i fenome­ni naturali della sua valle: l’Orrido, il buco della Nicolina, e quello di Premorte per le belle escursioni. Il “Falco della Rupe” nel Bazzoni, ha valso a diffondere i nomi di questi luoghi dove in parte si svolge la tra­ma del romanzo. Nel castello si rifugiò e vi stette per 6 anni il vescovo di Como, Reginaldo (1092), caccia­to dalla città dai fautori di Enrico IIII. Il castello presenta dal lago una grande cortina merlata. La Val di Nesso è laterale alla Vallassina aperta ad ovest fra il san Primo a nord, il Palanzone a sud, il M. Cippi a est, ha la forma di una conca che si allarga quanto più si innalza, ma così stretta alla sua imboccatura, che ri­mane quasi nascosta, e nessuno ne immagina l’esistenza, guardando dal lago. Comprende Nesso, Erno, Veleso e Zelbio: la prima ariva, le altre disposte sulle propaggini meridionali-occidentali del San Primo. È diviso in quattro valloni assai erosi dalle acque: Val di Toff, Val di Crignolo, Val di Zelbio, e dal Nosèe: questa alimentata dal versante settentrionale-occidentale del Palanzone, raccoglie sulla destra gli altri tor­renti che mettono così foce al lago per una sola bocca, formando un orrido di maestoso aspetto, conosciu­to sotto il nome di Orrido di Nesso. La val di Nesso ha bellissimi boschi, secolari noci, strade ben tenute, i pascoli abbondanti: il clima salubre e vitale è mite anche negli inverni, perché le piante da frutta sono nu­merose e fiorenti. L’orrido di Nesso riprodotto in infiniti dipinti, è bellissimo: una cascata precipita da erti dirupi in una voragine alla quale si accede colla barca per goder meglio tutta al scena, un ponte antico ac­cavalca la gola, lo spettacolo è infinitamente suggestivo, particolarmente dopo le piogge quando le acque ingrossano. La zona lacuale fra Nesso e la riva opposta è ritenuta pericolosa, forse perché vi accaddero pa­recchie disgrazie; la credenza popolare parla di correnti sotterranee e di gorghi senza prova di fatto.

Da “Guida del Lago di Como” Testoni & C.

NESSO. (Alb. Rist. Nesso, sulla carrozzabile,nel villaggio principale, 7 letti, L. 5-7, bagno, giatdino; Rist. Castagna, nella parte alta del paese; Lissogno, 12 letti, L. 5-6, bagno, terrazza-pergolato; Autorimessa pub­blica con vetture da nolo), composto di diversi villaggetti sparsi in posizione pittoresca per l’erto pendio del monte allo sbocco della valle che scende dal Piano del Tivano, dando luogo a una bella cascata, impo­nente specialmente dopo le piogge, e all’orrido dove essa si getta. Questo è assai interessante, e visibile dal basso entrandovi con una barca (pochi minuti dalla riva). Cascata e orrido sono anche visibili dal ponte della carrozzabile e il secondo, anche meglio dalla terrazza che si trova subito dopo. Nesso fu un tempo di­feso da un castello costruito nel sec. XIV, che dominava l’imboccatura della valle e che fu distrutto da Francesco II Sforza duca di Milano nel 1531, al tempo della guerra contro il Meneghino. Di esso rimane un muraglione verso il lago, su cui s’alzano tre piccole torri moderne.

Da “Il lago di Como e le sue vallate” di Guido Olivieri



Tratto da: Levrini Enrico (cur.), Lago di Como: fascino e nobiltà, Macchione editore, 2002, 177-178



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