I narcisi raccontavano l’inizio della primavera e celebravano il racconto del ciclo annuale del tempo

Nei giorni scorsi Aldo Busi ha detto:”Non c’è più narrazione“. Intendeva dire che la lingua parlata dai molti parlanti dell’epoca attuale non è più capace di raccontare una storia, di far vivere una biografia, di usare con responsabilità la straordinaria dotazione genetica e culturale che è il nostro linguaggio. Oggi eravamo all’orto/giardino del lago. I narcisi erano rivolti con le loro corolle bianche e gialle verso le acque e raccontavano l’inizio della primavera e celebravano il racconto del ciclo annuale del tempo.  

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I narcisi raccontavano l’inizio della primavera e celebravano il racconto del ciclo annuale del tempo

Nei giorni scorsi Aldo Busi ha detto: “Non c’è più narrazione“. Intendeva dire che la lingua parlata dai molti parlanti dell’epoca attuale non è più capace di raccontare una storia, di far vivere una biografia, di usare con responsabilità la straordinaria dotazione genetica e culturale che è il nostro linguaggio. Oggi eravamo all’orto/giardino del lago. I narcisi erano rivolti con le loro corolle bianche e gialle verso le acque eraccontavano l’inizio della primavera e celebravano il racconto del ciclo annuale del tempo.    

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l’ADDIO DEL GLORIOSO ALBICOCCO, visto da Luciana, marzo 2013

E’ sempre stato così: quando l’aria ancora profuma di calicanto e i primi temerari narcisi sbirciano dalla bordura il risveglio dell’incipiente paesaggio primaverile, lui è là, con le braccia protese verso il lago già addolcite dal bianco-rosa dei delicati fiori. … Era … “Non farò mai abbattere quest’albero finché non sarà totalmente morto”, è stato per anni il commento di […]

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Dichiarazione di voto di Paolo Ferrario per le Elezioni del Sindaco e del Consiglio comunale di COMO, 6 e 7 APRILE 2012, da Segni di Paolo del 1948

24 Liste per 16 candidati sindaco sono un pessimo segno per la Politica italiana. E’ una vera crisi di legittimazione. Sono elezioni locali che verranno (falsamente) lette come indicatore della Politica nazionale. Perchè la valutazione sarà falsa? Perchè il sistema elettorale locale è come quello francese. Al primo turno “corrono” tutti e poi coloro che voteranno al secondo turno (da cui IL DOVERE DI VOTARE ) decideranno sul sindaco e sulla sua maggioranza in Consiglio Comunale. Votare, qui, significa esercitare il principio di responsabilità. Inoltre, a livello locale, è possibile il VOTO DISGIUNTO. E’ dunque un sistema elettorale caratterizzato da un VOTO PESANTE per ogni elettore. Escluso che possa votare i pirati delle destre, che hanno distrutto perfino il paesaggio di Como. Escluse le neodestre dei picchiatori da palestra di culturismo. Esclusi i grillini prefascisti e postnazisti. Esclusi, ovviamente, i penosi legaioli orfani della cena delle beffe che gli ha organizzato in questi anni la famiglia Bossi. Impressionanti i reduci del comunismo dello scorso secolo breve. Poco incoraggiante la squadra che il Prodi comasco (MARIO LUCINI, quasi una vittima sacrificale)  ha messo assieme. C’è dentro la SEL, ossia gli assassinatori dei due governi del suddetto Prodi. E sarà la triste fine che farà anche Lucini, comandante di una squadra narcisista più tesa a contestare il comandante – sindaco che a consentigli di amministrare. Sarei tentato dagli Ecologisti per stima della candidata Patelli e del suo programma. Ma alla fine prevale in me il tentativo di voltare pagina nella asfisssiante ed arrogante gestione amministrative della […]

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Giardini segreti: il parco dell’Hotel Villa d’Este, Cernobbio (Co) IN Turismo Lento:

Considerato a livello internazionale uno dei più bei giardini d’Italia, è un giardino di proprietà dell’ Hotel Villa D’este che si affaccia sul lago di Como. La costruzione del parco nasce insieme con la Villa nel 1568, si narra che già nel 1615 il sultano del Marocco rimase estesiato dalla bellezza e dal fascino del luogo. La villa fu eretta […]

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Anche grazie a qualche lettore del quotidiano La Provincia "il Muro è caduto"

LETTERA DAL LAGO DI COMO I titoli del quotidiano La Provincia di giovedì 25 febbraio 2010 sono: Una ruga lunga centoventi metri, di Giorgio Gandola La città ha vinto la sua battaglia. Avviata la demolizione del muro di Gisella Roncoroni Ma la gente protesta ancora “Troppo denaro buttato via” il sindaco non impugna il piccone “Sì l’errore c’era. L’extramuro” Primo lotto, fine lavori ad agosto e il conto totale sale a 20 milioni Grazie a voi lettori: il muro è caduto. Seguono le firme in ordine alfabetico di coloro che hanno firmato contro la costruzione del muro sul lago Con un danno erariale (di cui, spero, la Corte dei Conti chiederà di chiarire scelte politiche, scelte progettuali e catena di comando) si conclude lo sfregio di una delle bellezze di Como: e cioè il profilo paesaggistico del lungolago. In particolare quella linea orizzontale della città romana e medievale che si affaccia lungo quell’asse meraviglioso che parte da Piazza Cavour, attraversa il centro storico per arrivare alla cinta sud delle mura. Un centro storico fra i più belli d’Europa Prima c’è stata la denuncia di un pensionato passante, insultato pesantemente dall’assessore in carica che, tronfio del suo potere e della sua villania, disse: “che guardi i muri di casa sua!”. Poi c’è stata una protesta molto ampia nella città. A prescindere dalle posizioni di appartenenza politica o di voto. Un vera indignazione generalizzata e larga. Il sindaco della città e la […]

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Da Nesso al Piano del Tivano, in Guida d’Italia, Milano e Laghi, Touring Club italiano, 1967

La strada prosegue a mezza costa, con continue curve, men­tre avanti appaiono Brienno, Argegno e, sulla montagna, Pigra m 881. Km 11.9 Pognana Lario m 307, ab. 972, che si stende a d. in alto. Km 14.5 Careno m 250, ab. 194, pittoresco paesi dalle case aggrappate al ripido pendio, situato nel punto più stretto del lago di fronte a Torriggia. A sin. della carrozz., la chiesa dell’Assunta, con notevoli affreschi di G. Paolo Eecchi nel presbiterio e stucchi dei fratelli Silva (sec. xvn); in basso press l’imbarcadero, la chiesetta romanica (metà del sec. xn) di 8. Martino, con loggia a bifora sul fianco sin. e snello campanile quadrato coronato da bifore sporgente a d. della facciata. A 20 min. dal villaggio si apre la Grotta Masera m 350, lunga c. ni 4 con un laghetto e un’ampia sala che presenta numerose impronte di moniti sulle pareti. La sponda ha un aspetto solitario fino, km 16.5, a Nesso m 275, ab. 1248-1573, comune costituito da un gruppo di pitto­reschi villaggi scaglionati sul pendio montuoso. Il nucleo prin­cipale è situato allo sbocco delle valli di Tuf e di Nosè, che s dono dal Piano del Tivano formando un pittoresco orrido, le acque precipitano in una forra rocciosa con una bella cascata visibile dalla carrozzabile oppure penetrandovi in barca dal lago, sottopassando all’inizio un antico ponte. In posizione dominan­te, i resti del Castello, del sec. XIV, distrutto nel 1531 da Fran­cesco II […]

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II Lago di Como o Lario

II Lago di Como o Lario é per superficie (kmq 146) il terzo dei laghi italiani, dopo il lago di Garda (370) e il Verbano (212); misura, in linea retta, una lunghezza di km 46 (tra Como e Gera); la sua larghezza massima (di fronte a Fiumelatte) è di km 4.3. quella minima di m 650 (tra Careno e Torriggia); il livello medio è a 199 m sul mare; tra Argegno e Nesso raggiunge la maggiore profondità (m 410, massima fra tutti i laghi italiani): Il lago, con la sua caratteristica forma a Y rovesciato, si compone dei tre bacini di Colico a N, di Como a SO, di Lecco a SE Tale aspetto sinuoso comporta un notevole sviluppo delle coste, che si allungano per oltre 170 km, superando il perimetro dei laghi di Garda e Maggiore. Il ramo di Co­lico, largo, con lo sfondo di alte montagne, è il più grandioso; il triangolo montuoso al cui vertice è situato Bellagio e che culmina nel M. San Primo, separa il ramo di Como, stretto, ma con sponde ridenti, fitte di paesi e di ville, dal ramo di Lecco, più severo, dominato dal massiccio delle Grigne. L’incontro dei tre rami, di fronte a Bellagio, forma il cosiddetto Centro lago che, con la vicina Tremezzina, è la zona più frequentata per l’ottima attrezzatura turistica, per la mitezza del clima e soprattutto per la bellezza, la varietà e l’ampiezza delle vedute. Il regime […]

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Il colore giallo

  Nello scendere e salire i gradini, ti è dato di constatare l’assoluta contiguità tra terra e aria. Dalla concretezza della pietra che salda il tuo contatto col suolo,  alla luce che rischiara il passo, rendendolo meno incerto e precario. E’ da gennaio che le tenebre maggiormente faticano ad inghiottire quel che resta del giorno. Prima ancora di me, esoso di quegli eroici minuti che regalano l’allungamento del crepuscolo, se ne accorge la silente natura, pronta a salutare la dissolvenza dell’oscuramento invernale. E’ il momento del giallo. Dapprima fioco, si posa sugli spogli rami del Calicanto, catturando più l’olfatto che la vista.I fiori paglierini sfidano la temperatura ancora fredda, esalando un intenso profumo che non può lasciare indifferente chiunque si trovi di lì a passare, obbligando pertanto ad accostarsi alle gialle corolle, così effimere ma caparbiamente decise ad affermare il loro dominio   Timidamente anche l’Amamelide non resta insensibile alla voluttà di quella fragranza. Non riuscendo a competere in misura di essenza, sferra la sua rivincita acuendo la tonalità del suo giallo. E’ commovente l’Amamelide, con quei fiori a raggiera che discordano col grigio del muro di pietra, pronta a ricevere la luce che la solletica dai tralci delle viti stesi sopra di lei, ancora completamente nudi.   Dal piano superiore un altro prodigio accade. Allineati come tanti soldatini curiosi, irrompono nelle loro gialle livree i Narcisi. Mossi dalla leggera brezza, si inchinano con un movimento grazioso ora lateralmente, ora abbassandosi a sbirciare […]

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