Siamo a Nesso sul Lago di Como negli anni ’30. La fotografia ritrae l’antico ponte della Civera, dal quale è possibile ammirare la cascata all’interno dell’Orrido di Nesso – Foto Vasconi

nesso-g-lago-di_como-fotografia-collezione-vasconi-piero-cernobbio-anni-30 Siamo a Nesso sul Lago di Como negli anni ’30. La fotografia ritrae l’antico ponte della Civera, dal quale è possibile ammirare la cascata all’interno dell’Orrido di Nesso (una profonda gola naturale che divide in due il paese e si tuffa direttamente nel lago di Como). Situato sulla strada che porta a Bellagio, Nesso merita una visita al suo incantevole borgo.
Scansione da originale – Collezione Piero Vasconi – Archivo storico fotografico Vasconi – Cernobbio – Lago di Como

via Nesso – Lago di Como – anni ’30 – Foto Vasconi

Coatesa sul Lario, l’Orrido di Nesso e il Ponte della Civera: lo straordinario scatto del fotografo Mino Di Vita

dal libro: Mino di Vita, Alte visuali

Alte Visuali
Un modo inusuale e sorprendente di visitare le località che si affacciano sul lago di Como è quello di sorvolarle a bordo di un idrovolante.
Dall’alto l’insolito punto di vista propone visuali inesplorate di architetture e paesaggi, esaltandone la complessità e fornendo una chiave di lettura più profonda del rapporto magico esistente fra il costruito e la natura circostante.
Il libro contiene una sintesi delle immagini più significative realizzate durante il sorvolo della costa lariana, un perimetro di circa centocinquanta chilometri.
Da Bellagio a Como, su poi fino a Colico, per ridiscendere l’altra riva e terminare a Lecco; un vero e proprio giro del lago condensato in un centinaio di scatti.

Vai ai ai post dedicati a:  Mino Di Vita

Lago di Como: L’ orrido di NESSO e frazione COATESA Fotografie

Lago di Como

L’ orrido di NESSO e frazione COATESA

Fotografie


vedi anche:

da: Touring Club Italiano, Lombardia, La biblioteca di Repubblica, 2005, p. 308


L’ orrido di Nesso e la frazione Coatesa


Il ponte della Civera, a Nesso Coatesa

Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
«Ma qual è la pietra che sostiene il ponte?» chiede Kublai Kan.
«Il ponte non è sostenuto da questa o quella pietra - risponde Marco - ma dalla linea dell'arco che esse formano.»
Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: «Perché mi parli delle pietre? È solo dell'arco che mi importa».
Polo risponde: «Senza pietre non c'è arco».
Italo Calvino, Le città invisibili



Non riesco a trovare notizie storiche sul Ponte della Civera, se non l’annotazione che è di “probabile costruzione romana”.

Su segnalazione di un artigiano delle cornici trovo, però, il Ponte di Bobbio (provincia di Piacenza. Vedi Bobbio, in Wikipedia) il cui profilo assomiglia a quello della Civera: la tecnica ed il disegno erano quelli.


La Baia di Coatesa: il porticciolo


Un quadro ad olio del Pontile dalla Navigazione lariana e la scala in fondo alla Via Coatesa

L’ esondazione del 6 dicembre 2002


L’infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quïete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare.

Giacomo Leopardi


  • Veduta di Brienno, da Nesso – Coatesa


  • scultura fallica di neve su un balcone (“creazione” e fotografia di M.S.)

il Ponte della Civera, davanti all’Orrido di Nesso. Fotografia del 1952 trovata da Anna e donata da Anna e Carla

Orrido Nesso Ponte Civera

annacarla641

E’ bellissima, rara, ben augurante, familiare, preziosa, storica, lieve e solida, orizzontale e verticale, geometrica e finissima.
Faustissima omina atque salutem vobis optimam in singulos novi anni dies Petrus et Clara mittunt

piero c

Grazie Paolo: è bellissima e commovente nella sua “vecchiezza”!

P. 

Mi ricorda un mio quaderno (copertina nera, un po’ lucido-ruvida) dove avevo raccolto le immagini di tutte le montagne di Solda (Alto Adige) e alcuni paesaggi della conca, commentate con una sorta di ricerca-diario. Ora una gran parte dei loro spettacolari ghiacciai è scomparsa.

Non sono fotografie scattate da me o dalla mia famiglia,  ma cartoline, tutte rigorosamente in bianco e nero… Anno 1954, estate della seconda media. Amavo già molto la scrittura…

Nostalgia.

Buona giornata

Fabio Cani, Nesso. I nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica, NodoLibri

Fabio Cani, Nesso. I nomi dei luoghi. Atlante della toponomastica storica[http://www.nodolibri.it/libro.php?lid=111]

Promosso dalla Biblioteca Comunale di Nesso, il volume è un’accurata ricerca sulla storia dei nomi dei luoghi di uno dei più importanti centri del lago di Como. Per ognuno dei toponimi documentati (la maggior parte risalenti fino al XVI secolo) è fornita una lista delle attestazioni storiche e note di commento che ne inquadrano la storia e l’importanza.

Completano il volume carte (relative ai nomi documentati per il XVIII, XIX e XX secolo, e a centri abitati, strade, valli, campi), numerose incisioni e fotografie d’epoca (per la maggior parte inedite) e un’introduzione generale metodologica.

NodoLibri, 2003

connessioni fra l’Orrido di Nesso, Leonardo da Vinci, La villa Pliniana, Plinio il Vecchio, Catullo …

Luca N su
Amaltea a Coatesa di Nesso.
Saprai senz’altro che Leonardo da Vinci ha lasciato una frase scritta a descrizione proprio di Nesso ed il suo orrido, già famoso alla fine del 400 quando è documentato un suo viaggio nelle nostre terre e sul nostro lago.
Inviato da Lodovico il Moro, quale suo capo ingegnere militare, per ispezionare fra l’altro Chiavenna, e progettare la sua nuova cerchia di mura…che è stata poi costruita e di cui oggi resiste solo un piccolo tratto di qualche decina di metri, con un torrione, soffocato fra un terribile condominio anni ’70 di poverissima fattura,il giardino di una casa e l’attraversamento della strada che conduce alla stazione ferroviaria della piccola cittadina.
Sono socio da circa 25 anni del Centro di Studi Storici Valchiavenaschi e ne ricevo annualmente il bollettino di studi.
Una realtà ben funzionante, perchè il centro è piccolo,e i montanari orgogliosi del mantenimento della memoria….e ci sono alcune persone dalla cervice aperta,animati da passione.
E’ la mia radice per parte materna, che ho sentito con questa modalità così particolare.
D’altra parte poco prima di voi, sgorga la fonte Pliniana, perchè descritta da Plinio il Vecchio, SULLA quale nel 500 è stata edificata la villa che ne porta il nome.
Così come i promontori hanno sempre attirato i nostri avi: Plinio costruendosi le due ville sulle punte di Bellagio e del Balbianello non ha fatto che emulare Catullo che se l’era costruita sul promontorio di Sirmione,proprio sulla punta (l’ho scritto,perché solo ora mi si sono associate queste due notizie, che singolarmente conosco da molto tempo).