le cure del PLUMBAGO (detto anche Gelsomino azzurro). I suggerimenti di Tartarugosa

qui un bel video sul plumbago:
Suggerisce in autunno o inizio primavera una importante potatura fino a lasciare 30 cm dal vaso per favorire la crescita.
Il trapianto va fatto in primavera seguendo i criteri del vaso un po’ più grande.
Si deve concimare spesso in estate!! Non credo che l’abbiamo fatto.
In caso di inverni freddi proteggerlo con velo o paglia come fatto l’anno scorso​

COREOPSIS: si presentano come densi ciuffi di foglie verde scuro, da cui in primavera partono lunghi fusti su cui sbocciano grandi fiori gialli o arancio

piante erbacee perenni o annuali, originarie dell’America del nord.

Le piante di questa particolare specie arborea preferiscono le posizioni molto soleggiate, ma si sviluppano bene anche a mezz’ombra, in un luogo in cui possano ricevere alcune ore di luce solare diretta al giorno; le posizioni poco luminose e in zone ombreggiate causano, infatti, una scarsa produzione di fiori, caratteristica fondamentale per avere un giardino colorato. Non temono il freddo invernale, anche perché le specie perenni nei periodi freddi vanno in riposo completo, risvegliandosi poi al momento della ripresa vegetativa senza presentare particolari problemi.

Amano il sole diretto e sopportano poco volentieri l’ombra, in cui fioriscono meno, e l’eccessiva umidità, che le rende sensibili al mal bianco (o oidio), un fungo che ricopre steli e foglie di una patina grigiastra che però si combatte facilmente. Per prolungare ulteriormente la già lunga fioritura, si possono tagliare i fiori man mano che si seccano, per evitare la produzione di semi che impegna energia e rallenta la pianta.

Con il tempo il cespo originale si allarga fino a dove trova spazio, tramite “stoloni”, creati dalla pianta sia sotto terra che fuori. Basta tagliarli quando hanno qualche radice per ottenere subito un nuovo giovane esemplare. In vaso vi consiglio di dividere le piante con un bel colpo di zappa quando li  vedrete troppo “affollati”.

Ulteriori informazioni su: Coreosside – Coreopsis – Coreopsis – Perenni – Coreosside – Coreopsis – Perenni

https://www.giardinaggio.it/giardino/perenni/perenni_singole/coreopsis/corepsis.asp#ixzz4jlm0dI3r

Sorgente: Coreosside – Coreopsis – Coreopsis – Perenni – Coreosside – Coreopsis – Perenni

gli autunnali ASTER, fiori “stellari”

Astro (nome scientifico Aster  L., 1753) è un genere di piante spermatofite dicotiledoni appartenenti alla famiglia delle Asteraceae, dall’aspetto di piccole erbacee annuali o perenni dalla tipica infiorescenza simile alle margherite.

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All’inizio della primavera i cespi cominciano a produrre sottili fusti abbastanza ramificati, con piccole foglie glabre. Da questo momento è consigliabile accertarsi che il terreno non si asciughi per periodi prolungati, seppure brevi periodi di siccità siano ben tollerati.

  • Pur apprezzando provviste idriche regolari, gli astri temono i ristagni d’acqua, è quindi prudente aspettare che il terreno si asciughi prima della successiva irrigazione. Attenzione a non bagnare le foglie, pratica che favorisce la formazione di muffe foliari.
  • Per ottenere piante riccamente fiorite sono necessari regolari apporti di sostanza organica in tardo autunno o in primavera e concimazioni, seppure non eccessive, nel periodo precedente e durante la fase fiorifera.
  • Come molte erbacee perenni, dopo due o tre anni l’intensità della fioritura tende a diminuire, indicando la necessità di dividere le piante e, idealmente, trasferirle in una diversa posizione, perché il terreno risulterà impoverito. Se questo non è possibile, riempire la buca d’impianto con nuovo terriccio mescolato a letame ben maturo.
  • Le varietà con altezze comprese tra 60-150 cm presentano portamento eretto e richiedono sostegno per opporre maggiore resistenza a venti e piogge. I supporti (ottimi i rami di nocciolo), vanno predisposti fin dalla primavera per sostenere la pianta durante lo sviluppo.
  • In tardo autunno, dopo la fioritura, gli steli si tagliano a circa 15 cm dal suolo.

Sorgente: Giardinaggio – Aster, fiori “stellari”

era … era l’inizio del nuovo CRISANTEMO, ottobre 2015

nome botanico di questa pianta:

EURYOPS VIRGINEUS

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Cos’era

I
Era impossibile da immaginare, impossibile
da non immaginare; la sua azzurrezza, l’ombra che lasciava,
che cadeva, riempiva l’oscurità del proprio freddo,
il suo freddo che cadeva fuori da se stesso, fuori da qualsiasi idea
di se’ descrivesse nel cadere; un qualcosa, una minuzia,
una macchia, un punto, un punto in un punto, un abisso infinito
di minuzia; una canzone, ma meno di una canzone, qualcosa che
affoga in se’, qualcosa che va, un’alluvione di suono, ma meno
di un suono; la sua fine, il suo vuoto,
il suo tenero, piccolo vuoto che colma la sua eco, e cade,
e si alza, inavvertito, e cade ancora, e cosi’ sempre,
e sempre perche’, e solo perche’, essendo stato, era…

II
Era l’inizio di una sedia;
era il divano grigio; era i muri,
il giardino, la strada di ghiaia; era il modo in cui
i ruderi di luna le crollavano sulla chioma.
Era quello, ed era altro ancora; era il vento che azzannava
gli alberi; era la congerie confusa di nubi, la bava
di stelle sulla riva. Era l’ora che pareva dire
che se sapevi in che punto esatto del tempo si era, non avresti
mai piu’ chiesto nulla. Era quello. Senz’altro era quello.
Era anche l’evento mai avvenuto – un momento tanto pieno
che quando se ne ando’, come doveva, nessun dolore riusciva
a contenerlo. Era la stanza che pareva la stessa
dopo tanti anni. Era quello. Era il cappello
dimenticato da lei, la penna che lei lascio’ sul tavolo.
Era il sole sulla mia mano. Era il caldo del sole. Era come
sedevo, come attendevo per ore, per giorni. Era quello. Solo quello.

(da Mark Strand: “Blizzard of One” – 1998, traduzione di Damiano Abeni, ora in “West of your cities” – a cura di M. Strand e D. Abeni – Minimum fax – Roma 2003)