Flavio Ermini, Il giardino conteso

La poesia e lo spirito

Ermini
di Rosa Salvia

“Il giardino conteso” di Flavio Ermini è un saggio complesso, mirabilmente argomentato che si articola in sei parti, dedicate ciascuna a un momento specifico della contesa in atto fra essere e apparire: La natura dell’apparire; La realtà singolare delle cose; L’esperienza dello smarrimento; Sotto l’inchiostro; L’altrove poetico; Il giardino conteso.

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Mito e natura: dalla Grecia a Pompei, Electa Mondadori, 2015

Vasi dipinti, terrecotte votive, affreschi, oggetti di lusso come argenterie e monili aurei, sono decorati con motivi legati alla fauna e alla flora, rappresentano il mondo del mare e delle coste, quello delle foreste e, per la prima volta, riproducono splendidi paesaggi animati. Ben presto il rapporto dell’uomo con l’ambiente si sviluppa in senso simbolico e l’arte figurativa accoglie le storie di Dioniso legate al vino, di Demetra legate al grano e all’abbondanza e di Trittolemo che ha insegnato all’uomo a seminare. L a rappresentazione del paesaggio vero e proprio entra nell’arte in età ellenistica e godrà di grande popolarità in età romana, quando le pareti affrescate con raffigurazioni dell’ambiente naturale dilateranno lo spazio dell’abitare. Nel catalogo, splendidamente illustrato, una serie di saggi a firma di un nutrito gruppo di autori internazionali: Cornelia I sler-Kerény, Elena Calandra, Nikolaus Dietrich, Claude Pouzadoux, Francois Lissarrague, Eliana Mugione e molti altri.

Sorgente: Mito e natura – AA.VV. – Libro – Arte – Electa Mondadori

“Di giardini e altri viaggi” in e-book, segnalato da Sandro Russo

“Di giardini e altri viaggi” in e-book

segnalato da Sandro Russo

 .

E’ appena uscito in e-book, in 51 paesi, questo libro a fruizione gratuita – scaricabile da iTunes – di cui riporto le prime pagine di introduzione e presentazione.
S. R.

E-book. Di Giardini e altri viaggi

 .

Introduzione
di Sandro Russo

Gli scritti qui raccolti costituiscono la prima parte di quelli pubblicati a cadenza circa quattordicinale su “O”, la rivista on-line della Scuola di scrittura “Omero”, di Roma.

La collaborazione – partita nel gennaio del 2007 e tuttora in corso – è nata dal mio interesse per il giardinaggio e per i viaggi, e dalla curiosità per questi stessi temi dei curatori della Scuola, Paolo Restuccia e Enrico Valenzi.
Essi hanno trovato quindi sistemazione nella rubrica “Scrittura e manutenzione del giardino” di “O”.

Come un viaggio, che si fa camminando, lo stimolo a scrivere, una volta innescato, si è auto-mantenuto e nutrito lungo la strada con le mie dirette esperienze di coltivazione in un podere nei pressi di Roma, delle frequentazione di isole e coste del Mediterraneo e di altri viaggi; come anche da occasionali incursioni nella storia e nella letteratura del giardino e – da cosa nasce cosa – da comparazioni con il vasto mondo.

Cosicché è apparsa evidente che quella del giardinaggio è una delle tante vie di ‘accesso al mondo’ e fa parte della più generale ricerca di un senso nella vita. Una risposta che può essere anche nella negazione dello stesso antefatto, nella ‘impermanenza’ e nel sentimento della bellezza fugace di alcune filosofie orientali.

La letteratura e il cinema – in qualche misura anche la pittura – mi sono stati fedeli compagni di viaggio tra le piante, nel mondo e nei miei ricordi.

La rilettura di questi pezzi per la riproposizione della presente raccolta è stata per me coinvolgente anche per altri versi.
Non è la prima volta che delle verità presenti in uno scritto appaiano palesi allo stesso autore solo a distanza di tempo; come una lettera messa da parte per qualche anno a venire. O un messaggio in una bottiglia.

Questa esperienza non riguarda solo i giardini, o i viaggi, ma ha a che fare con la vita stessa.
È un dono della scrittura che si può esportare e condividere.

Omero. Scuola di Scrittura

“Di giardini e altri viaggi” in e-book « Ponza Racconta.

Paolo Peyrone (architetto e paesaggista) vince il premio Gallesio

Finale, assegnato a Paolo Pejrone il “Premio Gallesio”
Il Vostro Giornale
Finale L. E’ stato assegnato a Paolo Pejrone, architetto che ha progettato
parchi e giardini in tutto il mondo, il Premio Gallesio, istituto dal
Comune di …
<http://www.ivg.it/2013/03/finale-assegnato-a-paolo-pejrone-il-premio-gallesio/>

L’Architetto cuneese Paolo Pejrone vince il Premio Gallesio 2013
Savona news
Quest’anno il Premio Giorgio Gallesio andrà all’Architetto Paolo Pejrone i
cui famosi parchi e giardini hanno costellato tutto il mondo.
<http://www.savonanews.it/2013/03/30/leggi-notizia/argomenti/attualit/articolo/larchitetto-cuneese-paolo-pejrone-vince-il-premio-gallesio-2013.html>

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L’architetto Paolo Pejrone vince il Premio Gallesio … – TargatoCN
Quest’anno il Premio Giorgio Gallesio andrà all’Architetto Paolo Pejrone i
cui famosi parchi e giardini hanno costellato tutto il mondo. Ma qual è la
biografia di …
<http://www.targatocn.it/2013/03/30/leggi-notizia/argomenti/agricoltura/articolo/larchpaolo-pejrone-vince-il-premio-gallesio-2013-di-finale-ligure.html>

L’architetto Paolo Pejrone vince il Premio Gallesio … – Libero 24×7
Una novità di questa VI edizione della Festa dell’Inquietudine di Finale
Ligure sarà il Premio dedicato a Giorgio Gallesio, eminente scienziato
Inquieto, …
<http://247.libero.it/rfocus/17505250/1/l-architetto-paolo-pejrone-vince-il-premio-gallesio-2013-di-finale-ligure/>

Israele: dal Monte delle beatitudini una Caesalpinia pulcherrima Sw. della famiglia Caesalpiniaceae

Caro Paolo, dal Monte delle beatitudini questa meraviglia di albero, che nella foto rende solo la metà…

un affettuoso saluto a te e a Luciana.

Patrizia Milanese 

 

Il Direttore dell’Orto Botanico milanese, interpellato da una delle viaggiatrici ha detto che il suo nome è:

  • Caesalpinia pulcherrima Sw. della famiglia Caesalpiniaceae

Scorticati due alberi a San Siro, sul lago di Como – da La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia

SAN SIRO – Gli alberi rovinati (Foto by Gian Riva)

SAN SIRO – Moriranno quasi sicuramente i due alberi situati al margine dell’area sportiva e ricreativa a lago in località Lancio, non lontano dalla farmacia del paese.

Una delle notti scorse qualche vandalo ha letteralmente scorticato il tronco di entrambe le piante, con il preciso effetto di pregiudicarne le sorti

tutta la notizia qui: Vandalismo a San Siro Scorticati due alberi – Cronaca – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia.

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auguro uguale sorte, nel corpo e nell’anima, agli autori di questo orrenda cattiveria a due alberi centenari che vivevano sulla Terra, nella quale LORO non meriterebbero di vivere

la maledizione di Alex Drastico (sostituendo ERANO ALBERI CHE VOLEVANO SOLO VIVERE alle parole “era il mio motorino”):

… al di là del parco, al di sopra dei campi fumiganti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno …. , Vladimir Nabokov, lettura di Domenico Pelini

Al di là del parco, al di sopra dei campi fumigan­ti, scivolò dentro il paesaggio un arcobaleno; i cam­pi finivano sul limitare oscuro e dentellato di un lontano bosco di abeti dove si inarcava una parte dell’arcobaleno, e in quel tratto il bordo della fore­sta scintillava magicamente attraverso il velo iride­scente verde pallido e rosa che lo schermava: una dolcezza e uno splendore tali da ridurre al rango di parenti poveri i colorati riflessi romboidali che il ri­torno del sole aveva proiettato sul pavimento del pa­diglione.

Un attimo dopo cominciava la mia prima poesia. Che cosa la scatenò? Credo di saperlo. In assenza di vento, il semplice peso di una goccia di pioggia che brillava, godendosi il suo parassitico lusso, su una foglia cordata, ne aveva inclinata la punta, e quello che pareva un globulo di mercurio aveva eseguito un improvviso glissando lungo la nervatura centra­le, quindi, ormai spoglia del suo lucente fardello, la foglia, sollevata, si era di nuovo distesa. Foglia, incli­nata, spoglia, sollevata – l’istante che ci volle perché questo accadesse non mi parve tanto una frazione di tempo quanto una fessura nel medesimo, una pulsazione omessa, subito compensata da un pic­chiettio di rime: dico volutamente «picchiettio» perché, quando arrivò una raffica di vento, gli albe­ri si diedero allegramente a gocciolare tutti insieme, in un’imitazione del recente rovescio di pioggia, rozza quanto lo era la strofa che già mormoravo se paragonata al mio brivido di meraviglia nell’istante in cui cuore e foglia erano stati una cosa sola.

da Vladimir Nabokov, Parla, Ricordo. Adelphi

Le mie piante all’inseguimento dell’estate, di Paolo Pejrone – LASTAMPA, 1 ottobre 2011

 

A Revello, vicino a Saluzzo, nel mio giardino-microcosmo, le querce hanno aperto le foglie all’inizio di agosto: prima sono arrossite, poi sono cascate e da dieci giorni hanno le nuove foglie verdi, tenere e bellissime. Sembrano quasi le foglie di un’insalata, tanto sono leggere e trasparenti.

Questo vuol dire che c’è stato un «incidente climatico», che il caldo e il secco improvvisi, soprattutto la siccità, hanno reso le piante più deboli. Risultato? Gli alberi hanno perso le foglie. Hanno «finto» di tornare in abito invernale. Poi, con le prime piogge, per loro è tornata una specie di primavera e hanno prodotto le foglie nuove. Lo stato di malessere dei grandi alberi è forte, patiscono questo stress. Si percepisce il loro non star bene. Sono provate da un’estate così estenuante e lunga che sembrava non cominciasse ma che ora non finisce più. Tentennava: pioveva, faceva fresco, ora non si ferma.

Nel mio giardino, stanno bene le piante della macchia mediterranea come i corbezzoli e le filliree o gli allori e i viburni; percepisco tutta la gioia dei fichi, che amano i posti caldi e le lunghe estati. Colgo anche l’ebbrezza di gioia degli ulivi. E i pochi oleandri, che in genere in quest’epoca sono a riposo, sono in completa esuberanza estiva. Poi, ecco quello che incuriosisce, piante come gli ailanti, invadenti e aggressivi, sono invece in perfetto stato.

Ma non c’è da allarmarsi per quanto sta accadendo: le piante in certi momenti cercano di inseguire l’estate e non ci riescono. Non è nulla di grave: è un fenomeno che ogni tanto si ripete. E’ la natura.

Le mie piante inseguono la bella stagione – LASTAMPA.it.

Lode ai giardini – conversazione con la partecipazione di importanti esperti ed autori come la paesaggista Francesca Marzotto Caotorta (All’ombra delle farfalle, Mondadori 2011), il giornalista radiotelevisivo Maury Dattilo(Folli giardinieri, Pendragon 2011) e l’architetto Gottardo Bonacini (Il giardiniere goloso, Ponte alle Grazie 2008; Premio Grinzane Hanbury 2008), Venezia, Venerdì 23 settembre – ore 18.00


Lode ai giardini
Una conversazione con la partecipazione di importanti esperti ed autori come la paesaggista Francesca Marzotto Caotorta (All’ombra delle farfalle, Mondadori 2011), il giornalista radiotelevisivo Maury Dattilo(Folli giardinieri, Pendragon 2011) e l’architetto Gottardo Bonacini (Il giardiniere goloso, Ponte alle Grazie 2008; Premio Grinzane Hanbury 2008). Una lettura musicata di alcuni brani verrà offerta dal musicista e attore Oreste Sabadin. Condurrà Mariagrazia Dammicco, autrice di articoli e libri sui giardini veneziani nonché presidente (e fondatrice) del Wigwam Club Giardini Storici Venezia.
L’incontro si svolgerà nel giardino affacciato sul Canal Grande (in caso di maltempo, nel salone al piano nobile) e si concluderà con un brindisi assieme agli autori.
La conversazione, su un tema che sconfina dalla tecnica alla filosofia, vuole rendere omaggio a tutti coloro che – grandi o piccoli giardinieri – hanno scelto di creare e curare un proprio Eden, anche solo un fazzoletto di verde o un balcone che rispecchi però i propri più intimi desideri in un dialogo fra se stessi, le piante e l’ambiente.

Fine estate e inizio autunno: UNA STRETTA AL CUORE, LASCIARE QUESTI ALBERI MAESTOSI , CHE CI RESTITUISCONO ARMONIA E STABILITA’. PER GIORNI LI HO OSSERVATI E ASCOLTATI …

OGNI VOLTA , QUANDO CHIUDO LE  FINESTRE SUL LATO DEL GIARDINO, SENTO UNA STRETTA AL CUORE.
CHIUDERE QUELLE VECCHIE ANTE, UNA AD UNA,  E’ CHIUDERE FUORI DALLA VISTA LA MERAVIGLIA DELLA NATURA.
UNA STRAORDINARIA  MASSA DI FOGLIE, ONDEGGIANTI QUELLE  VERDI, PIU’ FERME QUELLE GRANATA, FRUSCIANTI, AL MINIMO VENTO QUELLE TENERE, SONANTI COME UNA SINFONIA, TUTTE.
GLI UCCELLI PICCOLI, PICCOLI SI RINCORRONO IN CERCHI RAPIDISSIMI, SU IN ALTO TRA I RAMI LUMINOSI. IN BASSO, INVECE, VOLANO, INDAFFARATI COME NOI, I MERLI, SOTTO LO SGUARDO FELINO DELLA GATTA BIANCA E NERA CHE  VA E VIENE, BEATA, A RINFRESCARSI TRA IL FOLTO DELLE FELCI.
UNA STRETTA AL CUORE, LASCIARE QUESTI ALBERI MAESTOSI , CHE CI RESTITUISCONO ARMONIA E STABILITA’.
PER GIORNI LI HO OSSERVATI E ASCOLTATI,  NELLA LUCE DORATA E TREMANTE DEL MATTINO, NELLE SOBRIE TONALITA’ DELLE ORE CALDE, NELLE INTENSE TINTE DEL TRAMONTO ,ILLUMINATI, LA NOTTE, DALLA LUCE TRAFORANTE DI VENERE E DELLA LUNA.
IMMENSI ABBRACCI  REGALANO QUESTI DUE FAGGI CENTENARI, DELLA VALLE.
MI SENTO UN TUTT’UNO CON LORO, MA, A MALINCUORE,  DEVO SCENDERE DI QUOTA, LASCIARE  LORO A CUSTODIA DELL’ARMONIA,
A ME LA CAPACITA’ DI  CONTINUARE A VEDERLI E SENTIRLI , PER  DIMENTICARE IL GRIGIORE DELL’ASFALTO, LE INCESSANTI  ACCELERAZIONI DEI MOTORI, LO STRIDORE  DEI CLACSON, LA SCHIFEZZA DELLO SMOG, LA ROTTURA DI OGNI ARMONIA.
A ME DI ESSERE  GRATA, SEMPRE, ALLA BELLEZZA DEL CREATO.
ANNA
17.09.2011

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ORTICOLARIO “TRA LUCE E NATURA” 30 SETTEMBRE – 1 – 2 OTTOBRE 2011 VILLA ERBA, CERNOBBIO, LAGO DI COMO

Orticolario “Tra luce e natura”
30 settembre – 1 – 2 ottobre 2011
Villa Erba, Cernobbio, Lago di Como

“Avvolgersi” vi invita alla scoperta…


Fotografia: Dario Fusaro. Scattata durante Orticolario 2010.

A Villa Erba c’è un angolo nascosto, dove architettura e natura si avvolgono in una convivenza di forme, colori e riflessi. È il Laghetto delle carpe.

Orticolario 2011 vi invita a scoprirlo, vederlo trasformare sotto le diverse luci del giorno, per poi viverlo, dopo il tramonto, illuminato da torce create da un artigiano svizzero con legno di ciliegio e cera di recupero.

Tra installazioni artistiche “galleggianti” ed effetti semplici, ma di grande suggestione,naturale sarà trovarsi fuori dal tempo e dallo spazio…

da Homepage – Orticolario – Per un giardinaggio evoluto – Villa Erba, Como – Orticolario.

Il Giardino della Valle nasce a Cernobbio all’inizio degli anni Ottanta per iniziativa di Pupa Frati

Il Giardino della Valle nasce a Cernobbio all’inizio degli anni Ottanta per iniziativa di Pupa Frati che ha bonificato una zona utilizzata fino ad allora come discarica abusiva, lungo le sponde del torrente Garrovo. L’area, confinante con Villa d’Este, è stata trasformata nell’arco di venticinque anni in una lussureggiante oasi verde e offre ora al visitatore l’occasione di un incontro con il mondo vegetale, accompagnandolo in una contemplazione della natura.


La passeggiata lungo il sentiero si trasforma così in un piacevole percorso didattico alla scoperta delle numerose varietà botaniche presenti. 
Panchine opportunamente distribuite lungo il percorso, discretamente ripido, invitano a gradevoli momenti di sosta e alla contemplazione del paesaggio all’ombra di frondosi alberi.

Ogni anno, nel corso del mese di maggio, piacevoli iniziative musicali conferiscono un’atmosfera ancora più suggestiva a questo angolo di serenità.

È possibile visitare il giardino liberamente nel corso dell’anno, con ingresso da via Plinio e uscita su via Adda, o viceversa, seguendo le indicazioni.


> Cernobbio: info e dettagli

da Cernobbio – Orticolario – Per un giardinaggio evoluto – Villa Erba, Como – Orticolario.

Vai al sito IL GIARDINO DELLA VALLE:

VILLE E GIARDINI SUL LAGO DI COMO: IL FASCINO DELLA BELLE EPOQUE

Da Giovedì 7 Aprile 2011 a Domenica 10 Aprile 2011
Simona Lupinacci


Un viaggio tra le magiche atmosfere del più aristocratico fra i grandi laghi. Il nostro percorso inizia da Como, dove visiteremo l’imponente Cattedrale, iniziata nel 1396 e conclusa con la costruzione della slanciata cupola ad opera di Filippo Juvarra a metà del XVIII secolo. Nei pressi della chiesa si trova il capolavoro di Giuseppe Terragni, l’ex Casa del Fascio, eretta nel 1936 è considerata il manifesto della nuova architettura razionalista. Proseguiremo poi con la basilica romanica di S. Fedele. Ci dedicheremo poi alle splendide ville del Lago: Villa del Balbianello, edificata alla fine del XVIII secolo, sorge su un promontorio a picco sul lago, con un panoramico giardino a terrazze. Villa Carlotta arricchita da un’interessante serie di opere neoclassiche, con una preferenza per quelle di Canova, è celebre oltre che come museo di arte dell’Ottocento, anche per lo splendido giardino. Villa Melzi, perfetta espressione dello stile neoclassico, è circondata da incantevoli giardini con statue classicheggianti. Visiteremo anche la “perla” del Lago, Bellagio, situata all’estrema punta di quella regione che divide il lago di Como in due biforcazioni. Fu residenza estiva di patrizi romani e, in seguito, delle famiglie nobili lombarde. Visiteremo Gravedona, che si trova in posizione stupenda, adagiata in un grazioso golfo di fronte alla penisola di Piona e al Monte Legnone, e dove visiteremo la chiesa romanica di S. Maria del Tiglio. Concluderemo il nostro percorso con l’Abbazia di Piona, fondata dai Cluniacensi nell’XI sec. e con la Collegiata di Castiglione Olona, impreziosita dagli splendidi affreschi di Masolino da Panicale.

L’offerta comprende

  • Viaggio A/R in treno Alta Velocità II classe Roma/Milano
  • Pullman GT per le escursioni previste
  • Soggiorno di tre notti in hotel (****) sul lungolago a Como con trattamento di mezza pensione
  • Battello Cadenabbia/Bellagio
  • Tutte le visite guidate
  • Assicurazione

 


L’offerta non comprende

  • Gli ingressi, i pasti, le bevande ai pasti e tutto quanto non citato ne “l’offerta comprende”

 


La prenotazione è valida con un acconto pari a 1/3 della quota totale di partecipazion


da: Città Nascosta – Viaggi d’arte.

I giardini secondo Sandro Russo, Scuola di scrittura Omero

da: Scuola di scrittura Omero Sezione Rivista Omero.

Quaranta giardini sul Lago di Como | Insubria | Varese News

Un itinerario di 40 giardini visitabili della provincia di Como ideato e realizzato dalla Camera di Commercio di Como, l’Assessorato al Turismo della Provincia di Como e il network Grandi Giardini Italiani. Il progetto da quest’anno completa il nuovo itinerario con la certificazione di altri parchi storici e ville offrendo una maggior visibilità delle potenzialità attrattive del Lago di Como e del territorio limitrofo.
Nel corso del 2009 la Provincia di Como in collaborazione con Grandi Giardini Italiani ha realizzato la prima parte del catalogo “I Giardini del Lago di Como” contenente un itinerario di 19 proprietà visitabili. Nel 2010 la Camera di Commercio, con la seconda parte della pubblicazione, aggiunge altri 21 giardini, non solo pubblici ma anche appartenenti a privati che per la prima volta si rendono disponibili a far visitare le loro proprietà.
Paolo De Santis (Presidente della Camera di Commercio di Como) e Achille Mojoli (Assessore al Turismo e Marketing territoriale della Provincia di Como) hanno collaborato alla stesura di questa nuova edizione della guida che, valorizzando anche ville e parchi storici poco conosciuti, si costituisce come un nuovo punto di riferimento turistico per il grande pubblico amante dei giardini e per i tour operator.
Il sistema di giardini e parchi storici delle ville del Lago di Como diviene, dunque, un nuovo ed unico itinerario turistico in Italia ed in Europa con notevoli potenzialità di sviluppo per il territorio comasco. Il clima mite che lo caratterizza, infatti, garantisce una stagione turistica di nove mesi, durante i quali i frequenti collegamenti con Milano assicurano un flusso turistico costante anche nel periodo autunnale ed invernale.
La nuova edizione ai 40 giardini visitabili del Lago di Como vuole rispondere, anche, all’esigenza dell’Horticultural Tourism – una forma di turismo culturale dedicato alla visita di parchi, vivai e fiere florovivaistiche in grande aumento negli ultimi anni – di reperire maggiori informazioni a proposito del patrimonio artistico e culturale dei giardini sconosciuto persino alla maggior parte dei comaschi stessi.

L’elenco dei 40 giardini che fanno parte del nuovo circuito:
Villa Gallia – Como – Villa Saporiti o La Rotonda – Como – Parco di Villa Giulini – Como – Villa Olmo – Como – Villa Erba – Cernobbio – Villa d’Este – Cernobbio – Villa Il Pizzo – Cernobbio – Villa Il Balbiano – Ossuccio – Villa Rachele-Beccaria – Sala Comacina – Villa del Balbianello – Lenno – Villa Carlotta – Tremezzo – Villa La Collina – Griante/Cadenabbia – Villa Mylius Vigoni – Loveno di Menaggio – Villa Bagatti Valsecchi – Grandola ed Uniti – Palazzo Gallio – Gravedona – Giardini di Villa Serbelloni – Bellagio – Villa Melzi d’Eril – Bellagio – Fondazione Minoprio – Vertemate con Minoprio – Palazzo Perego – Cremnago di Inverigo – Casa Prandoni – T orno – Casa Santa Chiara – Albese Con Cassano – Grand Hotel Tremezzo – Tremezzo – Grand Hotel Villa Serbelloni – Bellagio – Il Giardino della Valle – Cernobbio – Parco comunale di Fino Mornasco – Fino Mornasco – Parco comunale di Veniano – Veniano – Parco civico Teresio Olivelli – Tremezzo – Villa Parravicino Sossnovsky – Erba – Villa Passalacqua – Moltrasio – Villa Brambilla Durini – Como – Parco di Villa Carcano – Anzano del Parco – Villa Castello Durini – Alzate Brianza – Villa Fogazzaro – Oria Valsoda – Parco comunale di Villa Guardia – Villa Guardia – Villa Imbonati – Cavallasca – Villa Le Due T orrette – Erba – Villa Leoni – Ossuccio – Villa Parravicini Revel – Como – Villa Peduzzi – Olgiate Comasco – Villa San Benedetto Menni – Albese con Cassano

da: Turismo – Quaranta giardini sul Lago di Como | Insubria | Varese News.

Giardini simbolici e piante magiche Paola Maresca

Verde e Paesaggio

 

 

 

 

 

 

 

 

Titolo: Giardini simbolici e piante magiche
A cura di: Paola Maresca
Editore: Angelo Pontecorboli
Formato: 20×20 cm
Pagine: 174
Illustrato
Anno: 2008
Codice ISBN: 88-88461-20-5
Prezzo (di copertina): 19,70 Euro

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Il giardino, universo complesso, fin dall’antichità è stato concepito come corpus dalle profonde simbologie.

Nella stratigrafica allegoria del giardino, infatti, dove si declina la grammatica dei quattro elementi fondamentali terra, acqua, aria e fuoco, sono rintracciabili più livelli interpretativi dai variegati assemblaggi: quello della simbologia delle piante che vi sono coltivate, quello della composizione geometrica e della forma e infine quello degli apparati decorativi.
Se i complessi legami tra piante e astrologia avevano dato origine a quella sorta di alchimia verde, dove sull’incerto confine tra magia e scienza, le indicazioni terapeutiche s’intrecciavano con quelle propriamente magiche, retaggio di una sapienza ancora più antica, è con Nicholas Culpeper, erborista vissuto nella prima metà del ‘600, ma anche grande astrologo, che scienza delle piante e astrologia si uniscono in un grandioso connubio.
Negli studi di Culpeper, che recupera antichi saperi, dalle caratteristiche dei pianeti e delle costellazioni si derivava, in base alle loro corrispondenze astrali, le proprietà officinali delle singole piante, conoscenza questa che ben presto si perse tra le maglie dello scientismo del nuovo secolo.
Ma anche la stessa forma del giardino, declinata secondo i moduli di una geometria sacra, secondo il rispecchiarsi del cielo, definisce uno spazio dalle segrete risonanze. Ne sono conferma i giardini monastici, dove si coltivava la sapienza delle erbe, racchiusi in un quadrato simbolico e protetti da alte mura, a significare la segretezza della pratica ma anche una magica difesa. In sostanza una sorta di microcosmo semantico dove le piante erano probabilmente collocate in relazione alle loro ascendenze astrologiche per derivarne maggiore vigore e catturarne così i benefici influssi astrali.
Nel Rinascimento poi, con la riscoperta della Divina Proporzione e la serie armonica del Fibonacci, i disegni dei giardini s’informano secondo quelle geometrie significanti, che improntano la segreta armonia dell’universo dal regno animale e vegetale fino a quello minerale.
La stessa dialettica dei quattro elementi, che sta alla base delle metamorfosi della natura e che affiora in frammenti decorativi nello scenario di parchi e giardini, dà vita ad una intrigante e scenografica messa in scena in un crescendo simbolico ispirato al filone esoterico.
D’altra parte, come in uno specchio, il giardino tout court, è stato utilizzato anche come metafora nel linguaggio alchemico, a convalidare, ancora una volta, questo stretto legame tra studio della natura ed elevazione spirituale. In sostanza una sorta di “agricoltura celeste” che diviene allegoria della pratica alchemica.
I significanti apparati decorativi poi segnano, in una vertigine di simboli, i punti salienti di un cammino sapienzale, che si snoda attraverso il giardino, come in una sorta di labirinto iniziatico e che rimanda analogicamente ai cosiddetti “viaggi” o “prove” delle antiche iniziazioni, tramandatesi nel tempo attraverso i rituali delle consorterie iniziatiche.
Il giardino così macchina complessa emerge in un gioco di segreti intrecci e antiche assonanze distendendosi in accenti di bellezza e di poesia.
Nel nostro mondo attuale dove la funzione estetica e visiva ha preso il posto di altri valori, si rende necessario recuperare l’universo simbolico del giardino, che significa poi recuperare saperi dimenticati, esigenza questa che sotto l’egida di nuove mode e correnti, si sta facendo prepotentemente sentire oggigiorno.
E questo libro vuole anche essere una sorta di invito a rileggere il giardino tout court nel suo aspetto evocativo, quindi a riscoprire il suo linguaggio allegorico dove si nasconde la complessa grammatica di antichi miti e perdute conoscenze.

INDICE
1. L’accesso al giardino. Porte e guardiani delle soglie
2. Agricoltura celeste
3. Nei boschi degli Dei
4. Piante e astri
5. Nel giardino delle streghe
6. Le piante dei maghi
7. Alchimisti in giardino
8. Il giardino delle lusinghe di Venere
9. I quattro elementi e le metamorfosi della Natura
10. L’Acqua. La fonte della vita
11. La Terra. L’antro della saggezza
12. L’Aria. La montagna della sapienza
13. Il mistero del fuoco. Luci e ombre
14. Orti magici
15. Un giardino con geometrie simboliche e codici segreti
Bibliografia essenziale

 

da: Giardini simbolici e piante magiche Paola Maresca.

Abbattuti sei storici platani La Napoleona cambia volto – Cronaca – La Provincia di Como

nessuno ha speso una parola per la sorte degli alberi rimossi. E dire che erano all’incirca coetanei del cedro del Teatro Sociale, attorno al quale invece si scatenò una battaglia d’opinioni dai toni accesissimi. I platani, a differenza della conifera, non sono però stati condannati da scelte urbanistiche, bensì da una brutta malattia e dal pericolo costituito da un loro eventuale crollo sulla sottostante linea delle Ferrovie Nord.
Le stesse Fnm avevano chiesto al Comune di effettuare dei controlli sugli alberi che sovrastavano la strada ferrata. «E dalla perizia svolta da Global Service – spiegano all’ufficio Giardini di Palazzo Cernezzi – era emerso che, su 61 platani presenti in via Napoleona, 6 erano in classe D, che significa “pericolo”. Risultavano, infatti, affetti da carie di dimensioni tali da comprometterne la stabilità». Di conseguenza  per la mezza dozzina gravemente malata è stato deciso l’abbattimento, mentre i restanti 55 sono stati semplicemente potati. Inoltre, è stato rimosso un ippocastano morto.
Questa storia offre pure qualche spunto di riflessione sull’inquinamento della città. Non è facile per gli umani sopravvivere ai miasmi di strade trafficate come la Napoleona, figuriamoci per le piante. «È il tempo che gioca contro questi alberi – spiegano i tecnici – le carie si possono formare anche a causa delle potature subite. Ma certamente l’esposizione allo smog non può che aumentare il pericolo».

da: Abbattuti sei storici platani La Napoleona cambia volto – Cronaca – La Provincia di Como.

Colori d’Autunno nel Parco…e nell’Anima V edizione 2010 Sabato 09 ottobre ore 16.00 inaugurazione in occasione della VI Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiana V.le Cavriga, 2 Parco di Monza

L’Associazione Chiocciola Blu, con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Monza

nella sede di Italia Nostra Consiglio Regionale Lombardo

invita

Colori d’Autunno nel Parco…e nell’Anima

V edizione 2010

Sabato 09 ottobre ore 16.00 inaugurazione

in occasione della VI Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI

Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiana

V.le Cavriga, 2 Parco di Monza

Orari 10.00/12.30 – 14.30/17.00 chiuso il lunedì. La mostra proseguirà fino a sabato 23 ottobre

La mostra Colori d’autunno nel Parco…e nell’Anima, sabato prossimo, si inaugurerà in modo del tutto singolare…

Ai visitatori intervenuti sarà offerta una “Degustazione ad Arte, a cura degli allievi del prestigioso Istituto alberghiero Collegio Ballerini di Seregno. Le opere d’Arte gastronomiche si ispireranno ai colori e ai sapori delle opere in esposizione in mostra: ulteriore occasione per osservare e apprezzare la relazione tra  i colori della natura nell’Arte e nel Cibo.

Ad accompagnare le opere gastronomiche, preziose incisioni artistiche, con il logo dell’Istituto, a cura degli allievi del Liceo Artistico del Collegio Arcivescovile Pio XI di Desio.

Le opereprotagoniste di Colori d’autunno nel Parco…e nell’Anima V Edizione sono di: Alberto Boggio Casero, Marta Bernareggi, Luigia Cuttin, Adamo Pistocchi, Marialuisa Sabato, Chiara Stevanella, Federica Soldati, Marta Valls, Lorenzo Villa.

A conclusione…

Sabato 23 ottobre alle ore 21.00, previa iscrizione, si terrà il finissage con “Una notte da gufi”:uscita notturna nel Parco di Monza.

Un’escursione alla scoperta dei rapaci notturni del nostro Parco. Una breve e facile passeggiata per ascoltare suoni e canti di questi animali, adatta a tutti. Ci condurrà Matteo Barattieri, naturalista, appassionato del Parco ed esperto di fauna.

Iscrizioni 039 2300009  349 6466428 Info@chiocciolablu.it

La mostra proseguirà fino a sabato 23 ottobre, con ingresso gratuito.

Vi aspettiamo!

Lucia Perfetti

Relazioni esterne Associazione Chiocciola Blu

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* La Chiocciola è il simbolo del lento riappropriarsi della qualità della vita, in contrapposizione alla complessità degli scenari che impattano sul
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A nostro avviso il simbolo della Chiocciola potrebbe portarci al benessere, punto di partenza ideale per assaporare al meglio ciò che ci circonda e che, spesso, non conosciamo.