Intervista a Basilio Luoni, professore, drammaturgo, traduttore, attore, pittore …, a cura di Katia Trinca Colonel

Teatro in “lezzenese”. 30 anni di passione che varca i confini, Intervista a Basilio Luoni, professore, drammaturgo, traduttore, attore, pittore …, a cura di Katia Trinca Colonel

in Genio Donna n. 11, settembre 2010, pagg.30-32

mensile delle pari opportunità di Como, Varese e del Canton Ticino

EL BALOSS L’Odissea in dialetto laghée di Basilio Luoni, PRIMA TEATRALE A COMO 23 OTTOBRE 2010 ORE 21 TEATRO NUOVO REBBIO VIA LISSI 9, COMO

EL BALOSS L’Odissea in dialetto laghée

di Basilio Luoni

UNA PRIMA TEATRALE A COMO

Sabato 23 ottobre 2010 ore 21.00

Teatro Nuovo Rebbio Via Lissi 9, Como

Info: tel. 0312759236 – info@geniodonna.it

El Baloss, uno spettacolo da non perdere per quattro ragioni:

• Ripercorrerai il mito omerico reso vivo da gente di paese.
• Si parla il dialetto laghée, lingua vera e libera in un epoca in cui l’italiano è svaccato e servile.
• El Baloss è anche il forestiero, lo sconosciuto e può apparire un pericolo, come a tanti appare anche oggi.
• è un’opera scritta e diretta da un grande nostro autore dialettale.

tratto da:  GenioDonna, El Baloss

Un profilo biografico di Basilio Luoni qui:

Teatro in “lezzenese”. 30 anni di passione che varca i confini, Intervista a Basilio Luoni, professore, drammaturgo, traduttore, attore, pittore …, a cura di Katia Trinca Colonel

in Genio Donna n. 11, settembre 2010, pagg.30-32

mensile delle pari opportunità di Como, Varese e del Canton Ticino

Basilio Luoni:

fotografia di Attilio Marasco , tratta da Compagnia teatrale lezzenese

Basilio LUONI

Basilio LUONI

Basilio Luoni

Basilio Luoni è nato a Como nel 1948. Vive e lavora a Lezzeno, sul lago ( ramo comasco, riva orientale ). Ha tradotto dal francese per vari editori. Sempre dal francese ha tradotto nel dialetto lezzenese commedie di Molière, Regnard e Beau Marchais che ha messo in scena con la compagnia lezzenese. Ha tradotto e rappresentato anche commedie di Aristofane e Plauto. Ha pubblicato liriche in dialetto nell’Almanacco dello Specchio del 1993 ( con presentazione di Dante Isella ) e in edizioni fuori commercio. Presso Nodo Libri di Como ha pubblicato un “mistero” in versi: El Natal. Sta ultimando un nuovo lavoro teatrale, El Baloss, ispirato all’Odissea di Omero.

LaboratorioComo – Basilio LUONI.

Ruzante e i suoi personaggi sul palcoscenico di Basilio Luoni – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Dopo gli annunci estivi è arrivata l’ora del debutto per l’atteso, nuovo lavoro teatrale di Basilio Luoni, studioso di lingue ma anche autore e regista della Compagnia teatrale lezzenese. Venerdì 24 settembre e domenica 25, alle 21, a Casa Martinelli o Villa Laura, nella frazione di Pescaù a Lezzeno, il gruppo di attori proporrà un nuovo allestimento per il quale Luoni si è rifatto al Ruzante, autore del XVI secolo che da molti è considerato non  solo una delle voci più alte della scena italiana ma anche un autore in grado di rivaleggiare con i più grandi del Rinascimento in tutta Europa. Amante di Molière e più in generale molto attento alla rilettura di classici del teatro in dialetto lezzenese,  questa volta Luoni si rivolge ad un autore che ha scritto le sue opere in volgare padovano antico.

l’intero articolo qui:

Ruzante e i suoi personaggi sul palcoscenico di Basilio Luoni – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Gabriella Baracchi, Ulisse a Lezzeno, emozioni classiche – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como



Lezzeno, venerdì 17 aprile, ore 21.
Ho avuto il privilegio di assistere a un’anteprima furtiva de El Baloss di Basilio Luoni, tratto da l’Odissea di Omero. La prima sarà il 19 giugno, sempre a Lezzeno, cui seguirà una replica il 21. Non ho pianto a teatro. L’altra sera a Lezzeno, sì. Quando Laerte (che non sa ancora di avere davanti a sè il figlio), dice a Ulisse: se curo i luoghi, le piante, è come se curassi la sua persona. Se stanno bene i fichi, gli ulivi, i peschi, allora anche lui sta bene, e l’importante è questo. A me basta che non mi manchi il fiato. Se respirano i campi, se cresce bene il ragazzo (il giovane servo), se non si ammalano le piante, se dopo l’inverno spuntano i fiori e le foglie… lo strazio di quella voce mi ha riempito gli occhi di lacrime. nelle parole del vecchio padre (che nella prima scena come nella parte iniziale dell’ultima, appare svanito, perso nel mondo del riordo) ho sentito la forza dell’amore che lo tiene in piedi, muove ancora i suoi vecchi anni e gli fa pre-sentire, in quello che può apparire quieta follia, ciò che sta per accadere. Quando avevo letto “El Baloss” mi ero chiesta come avrebbe fatto, Basilio, a tradurre in scene una materia così complessa, a rendere luoghi e situazioni così diversi, a far muovere sul palcoscenico tanti personaggi. Ho visto. Basilio Luoni è un genio.
Il palcoscenico è spoglio, se non per qualche pancale appeso alle pareti. Sul fondo, una madia in cui si vede un piatto con uva, mele, pere. Le scene – sette nel primo atto e sette nel secondo – si annunciano, una dopo l’altra, con un momento di buio totale. Al riaccendersi della luce sul palco, una conca di rame posata sul pavimento, con dentro poche frasche, è il braciere presso il quale Eumeo farà sedere il viandante – Ulisse – ma è anche il catino dove Euriclea gli laverà i piedi. Due panche, quasi sempre presenti sul palco, ora sono arredo delle stanze dove Penelope tesse la sua tela, ora gli scranni dove siedono i Feaci col loro re Alcinoo; ora il sedile sul quale si accomoda la maga Circe a triturare le sue erbe magiche raccolte in una scodella. E bastano i lenzuoli che Nausicaa e le sue ancelle, piegate sulle ginocchia, battono sul bordo del palco per vederle intente a lavare i panni sulla riva del mare, così come vedi il mare quando i Proci, la mano visiera sulla fronte, si alzano sulla dei piedi a scrutare in fondo alla sala. Scene fatte con niente, ma di una forza e un realismo tali che, per esempio, quando Euriclea, lavati i piedi a Ulisse, avanza verso la platea e fa il gesto di buttare via l’acqua (che non c’è) del mastelletto, io, seduta in seconda fila, d’istinto mi sono tirata indietro. Straordinaria la recitazione di tutti quanti (se si perdona qualche incertezza qua e là, dovuta di sicuro all’emozione della “prima volta”) di un testo, straordinario già di se stesso. Senti che dietro c’è un lavoro immane, frutto della passione di Basilio Luoni, prima di tutto, ma anche degli attori-lavoratori, studenti – pronti a sacrificare un numero infinito di sere a provare, perché tutto venga al meglio. Tornerò a vederlo per gustare un’opera dove al dolore composto di Penelope si mescola la freschezza, il piacere del gioco di Nausicaa e le ancelle; la pietas del servo giovane; l’arroganza becera dei Proci. E per commuovermi ancora una volta davanti allo strazio del vecchio padre.

Ulisse a Lezzeno, emozioni classiche – Cultura e Spettacoli – La Provincia di Como

Omaggio a Sergio Ferrero, un letterato d’altri tempi – di Vera Fisogni, 2008

Autore riservato, narratore di grande culturale e di raffinata scrittura, amabile conservatore, Sergio Ferrero amava tenere nell’ombra molto di sé e dei propri interessi. Ad esempio i rapporti intellettuali che ha intessuto durante la sua avventura letteraria ed umana, le sue passioni letterarie. A volte si lasciava convincere a scrivere saggi, in cui poteva consigliare i lettori sulle sue passioni letterarie, soprattutto riguardanti la letteratura francese e inglese, anche se non voleva essere un critico (anche se inconsciamente lo era).
C’è tutta una dimensione poca nota, legata all’esperienza di questo scrittore italiano che per anni è stato collaboratore della “Provincia”, che va indagata e della quale tracce sono rimaste nei due bauli che ha lasciato a Basilio Luoni e ad Attilio Marasco, pieni di sorprese che ora, in parte, vanno a costituire l’omaggio prestigioso, curato da Francesco Rognoni, che gli dedica una rivista storica nel panorama culturale italiano, la fiorentina “Paragone”, voluta da Roberto Longhi e da Anna Banti e che ancora resiste. Nel numero in uscita, quello di agosto-dicembre 2008, una parte monografica è dedicata proprio a Sergio Ferrero, con materiali inediti e testimonianze dei molti amici che lo hanno incontrato e hanno condiviso con lui esperienze e momenti di amicizia e di scambio culturale.

tutto l’articolo qui:

http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/71054_omaggio_a_sergio_ferrero_un_letteratodaltri_tempi/

 

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