FRANCO GEROSA ha presentato il suo libro: Essere innamorati è bello, doloroso, necessario. Biografia, New Book edizioni. Alla Università popolare/Auser, 6 dicembre 2018. AUDIO dell’incontro, 1 ora e 17 minuti

AUDIO dell’incontro VAI ALLA SCHEDA DEL LIBRO FRANCO GEROSA, Essere innamorati è bello, doloroso, necessario. Biografia. L’amore di una donna lombarda e di un medico trentino nei loro diari in zona di guerra negli anni 1942-43. New Book edizioni, Rovereto, 2018

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Per il ciclo “Scrivere è comprendere”  Franco Gerosa presenta il suo libro: Essere innamorati è bello, doloroso, necessario. All’Istituto Carducci, Viale Cavallotti 7, 6 dicembre 2018, ore 15,30

INCONTRI DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 15.30, ingresso libero Per il ciclo Scrivere è comprendere il 6 dicembre pomeriggio  l’appuntamento è con Franco Gerosa e l’incontro dal titolo Essere innamorati è bello, doloroso, necessario. L’autore dopo aver ritrovato i diari dei genitori scritti negli anni della guerra in un libro ne ha narrato la loro storia, i loro progetti, i loro sogni

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Ricordando ELI RIVA, dieci anni dopo: restauro dello studio in cui l’artista operò per trent’anni, in via Masaccio a Como

L’ultimo dei Maestri comacini, così fu definito Eli Riva in occasione della mostra antologica allestita a Villa Olmo, in concomitanza con l’avvio di Expo 2015. Ora, per un’altra occasione importante, il decennale della morte dello scultore, avvenuta il 12 febbraio 2007, l’Associazione a lui intitolata, nata per volontà della moglie Enza Coratolo e della figlia Giovanna, ha portato a termine il restauro dello studio in cui l’artista operò per trent’anni, in via Masaccio 2 a Como (località Casate, vicino alla piscina). Domenica 12 febbraio alle 16 verrà aperta una nuova sala che va a completare l’allestimento della collezione museale permanente, in cui sono raccolte in un percorso ragionato tutte le fasi della ricerca artistica di Riva attraverso l’insieme delle sue opere – sculture e disegni – rimaste in possesso della famiglia. La Sala Riva è stata concepita dall’associazione e dagli eredi dello scultore come luogo per eventi culturali o per giornate di studio e di riflessione, un luogo, dunque, da mettere al servizio della comunità culturale cittadina, secondo una linea di servizio che tiene vivo idealmente anche lo spirito umanista dello scultore. segue qui: Sorgente: BiBazz | Ricordando Eli Riva, dieci anni dopo

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Mostra, il TEATRO FAMILIARE DEI ROSSI e Libro: Donata e Enrica Rossi, Il teatro di casa. Filodrammatiche comasche fra le due guerre. La scena a tutto campo dei fratelli Rossi, Edizioni della Famiglia Comasca, 2016

IL  TEATRO  FAMIGLIARE  DEI  FRATELLI  ROSSI Tutto cominciò sul finire del secolo scorso, nel periodo compreso tra il 1880 e il 1915 detto Belle Epoque, quando in Europa s’andavano imponendo nuovi miti e modelli di vita più spregiudicati e la Donna si batteva con sempre maggior successo per la sua emancipazione. Erano anni di grande trasformazione economica e culturale, politicamente […]

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ICOMOGRAFIE: Il Musichiere. Ristoratore in TV, segnalazione da http://www.jsc15.it/

iCOMOgrafie. Il comasco Antonio Galdini partecipa al Musichiere: ritorna trionfatore … Como (anzi Blevio) dà il suo contributo al successo con un personaggio già noto perché eccellente ristoratore allo “Smeraldo” di Blevio. Antonio Galdini, nel 1958 si presenta negli studi di Roma con tutta la simpatia (il suo famoso sorriso) che lo caratterizza e che ne fa il beniamino del pubblico. […]

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TartaRugosa ha letto e scritto di: Pia Pera (2016), Al giardino ancora non l’ho detto, Ponte alle Grazie – scritto da TartaRugosa

TartaRugosa ha letto e scritto di: Pia Pera (2016) Al giardino ancora non l’ho detto Ponte alle Grazie   E’ alle parole di Emily Dickinson che si ispira il titolo di questo libro, l’ultimo di Pia Pera. ” Al giardino ancora non l’ho detto – / non ce la farei. / Nemmeno ho la forza adesso / di confessarlo all’ape. […]

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Textilities…Once Removed, la seconda parte della mostra che celebra il trentesimo anniversario della Fondazione e il centenario della nascita del suo fondatore: il designer tessile, imprenditore e collezionista Antonio Ratti (1915-2002)

Doug, 2014, Mitchell Library, Glasgow. Photo: Alan Dimmick. Courtesy greengrassi, London; Catriona Jeffries, Vancouver. Textilities … Once Removed A cura di Gregorio Magnani in dialogo con Rike Frank Opening: sabato 5 marzo 2016,  ore 18.30 (performance ore 19) 6 marzo 2016 – 17 aprile 2016 Fondazione Antonio Ratti, Villa Sucota – Como Ingresso libero La Fondazione Antonio Ratti è lieta di presentare Textilities…Once Removed, la seconda parte della mostra che celebra il trentesimo anniversario della Fondazione e il centenario della nascita del suo fondatore: il designer tessile, imprenditore e collezionista Antonio Ratti (1915-2002). Textilities…Once Removed riconfigura un gruppo di opere di Charlotte Posenenske, già esposte nella prima parte della mostra, e le mette a confronto con un ampio nucleo di poesia concreta a due e tre dimensioni creata negli anni ‘50 e ‘60 dal gruppo brasiliano Noigandres, con opere di André Cadere, Hilary Lloyd e Janice Kerbele con una selezione di matrici di stampa katagami ottocentesche e di tessuti tinti ‘a riserva’ appartenenti alla collezione della FAR. La giustapposizione rivela inaspettate coincidenze di interessi e procedure. In ciascun caso una struttura astratta rigida e un senso di disobbedienza sono portatori di valori semantici. E’ attraverso l’uso di strutture, intese al tempo stesso come strumento espressivo e come oggetto di analisi, che ciascun artista mette in primo piano la materialità e la presenza fisica della propria opera. E’ in questa cesura autoriflessiva, che ciascuno innesca all’interno della propria opera, che si […]

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Tacita Dean, comoggardising: THE BENEFIT OF CREATIVE INDOLENCE per il XX CSAV della Fondazione Antonio Ratti a Como – Espoarte

Originally posted on COATESA sul LARIO e dintorni:
COMOGGARDISING: the benefits of creative indolence   Corriamo il rischio di perdere la capacità di sognare ad occhi aperti e, con essa, di avere pensieri fortuiti. Quei momenti d’interruzione non voluti, comuni a tutti, come l’attesa di un mezzo di trasporto pubblico o le pause tra un appuntamento e l’altro, sono consumati…

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