Sguardo sul lago, camminando lungo il sentiero che porta all’imbarcadero di Coatesa, in un pomeriggio del 7 gennaio 2022

LEONARDO DA VINCI, di Andrea Dusio, La Gazzetta dello Sport/Corriere della Sera, 2021

vai a

LEONARDO DA VINCI, di Andrea Dusio, La Gazzetta dello Sport/Corriere della Sera, 2021 – Antologia del TEMPO che resta

il Ponte della Civera illuminato nelle notti di dicembre 2021. Fotografia di Luca Venturoli

passando per il Ponte della Civera, nella frazione di Coatesa (Comune di Nesso), 13 dicembre 2021

Francois Cheng, La bellezza del tramonto – lettura di Domenico Pelini

Lago di Como: Fino al 6 di Gennaio 2022 sarà possibile ammirare ben 32 borghi illuminati

Il Lago di Como torna ad essere il presepe più bello del mondo! Il Lake Como Christmas Light è giunto alla sua 4° edizione e anche quest’anno ci farà emozionare! 😃
Fino al 6 di Gennaio sarà possibile ammirare ben 32 borghi illuminati: Un’ esplosione di colori che ridipinge il paesaggio al calar del sole evidenziando il patrimonio di arte e architettura di oltre 80 luoghi.

sguardo sulla baia di Coatesa, lungo il sentiero che va verso l’imbarcadero dei battelli. 13 nov 21

sguardi su: Nesso – frazione Coatesa; Nesso – frazione Borgovecchio; paesaggio verso la Punta della Cavagnola. Dal battello delle ore 18 del 7 ottobre 2021

sguardo sulla baia di Coatesa (nel Comune di Nesso). Sullo sfondo: Argegno

Autunno: il battello delle ore 15 che va verso Argegno

NOTTE: sguardo sul lago e sulla parte bassa della frazione di Coatesa, vicino al Ponte della Civera

sguardo sul lago e sulle montagne nel primo giorno d’autunno

sguardo su Coatesa dal battello delle 13 e 30, 18 settembre 2021

Luce d’autunno sulla frazione di Coatesa, nel Comune di Nesso, sul Lago di Como

Sguardo sulla “Baia di Coatesa” e su Riva di Castello, nel Comune di Nesso, sul Lago di Como

sguardo dal battello sulle frazioni di Riva di Castello e Coatesa (nel Comune di Nesso, sul lago di Como)

sguardi su Coatesa e su Brienno dal battello delle 10 e 41, 1 settembre 2021

il PONTE DELLA CIVERA (Nesso, sul Lago di Como) in una antica fotografia

Baia di Coatesa: sguardo sul porticciolo dell’imbarcadero fino a Riva di Castello

Sguardo sulla “Baia di Coatesa” e fotografia/ricordo di Luciana e Paolo a cura di J. Z., ore 18 del 30 agosto 2021

antica fotografia del PONTE DELLA CIVERA, davanti all’ORRIDO DI NESSO

“Nell’altra cartiera, quella già Pusinelli, invece, si produce ancora, e fino a dopo la seconda guerra mondiale, carta a mano “, In: Fabio Cani, Rodolfo Vaccarella, Nesso Il lavoro dell’acqua, Comune di Nesso Biblioteca comunale/Nodo Libri 2005, pagg. 118/119

Le due cartiere, dei Pusinelli e dei Binda, proseguono di pari passi per i primi decenni del Novecento. (…)

Nella cartiera Binda la materia prima è composta da stracci, che vengono trasportati da camion in balle da due quintali ciascuna, ma soprattutto da carta da macero, che viene recuperata negli uffici e trasportata su barconi.

Nell’altra cartiera, quella già Pusinelli, invece, si produce ancora, e fino a dopo la seconda guerra mondiale, carta a mano.

In: Fabio Cani, Rodolfo Vaccarella, Nesso Il lavoro dell’acqua, Comune di Nesso Biblioteca comunale/Nodo Libri 2005, pagg. 118/119

dove dormire a Nesso

vai a

https://imposta-soggiorno.org/nesso/dove-dormire/index.php

Sguardo sul PONTE DELLA CIVERA, 15 agosto 2021

Sguardo verso Riva di Castello, 15 agosto 2021

Sguardo sul Pontile di Nesso e verso Argegno, 15 agosto 2021

NESSO: STORIA E PASSEGGIATA, in Mozzanica I. : “Itinerari panoramici sulle sponde del Lario”, Mondadori/Electa – Milano 2003

Nesso:  storia e passeggiata

vedi: https://tinyurl.com/t7yt3973

tratto da: Mozzanica I.: “ItInerari panoramici sulle sponde del Lario”, Mondadori/Electa – Milano 2003.

Nesso è un località annidata fra acqua e montagna, a circa metà strada fra Como e Bellagio, sulla sponda orientale del ramo comasco del Lario. Il nucleo principale sorge allo sbocco della valle di Nesso, proprio nel punto in cui confluiscono spumeggiando i torrenti Tuf e Nosè che, prima di arrivare al lago, formano una gran cascata che precipita in un’alta e stretta forra: l’Orrido di Nesso.

La Val Nosè s’incunea fra i monti del Triangolo Lariano, il Monte San Primo a Nord e il Palanzone a Sud. Man mano guadagna quota la valle si apre e si arricchisce di affluenti per giungere nella vasta pianura carsica del Pian del Tivano non dopo aver cambiato nome in Val Giurada.

La gola dell’Orrido di Nesso è traversata dalla carrozzabile rivierasca mediante un ponte, ma la forra è talmente stretta che a volte si passa via quasi senza aver potuto scorgere questa bellezza della Natura.

Abbiamo deciso così di proporre quattro passi in questi luoghi spesso intravisti solo di sfuggita.

Il borgo e la sua storia

La Val Nosè è un’importante breccia fra i monti che permette di collegare il lato occidentale del Triangolo Lariano con Erba e la pianura senza passare per Como. Come sempre in casi del genere, l’imbocco fu considerato di strategica importanza e, quindi, presidiato fin dai tempi più antichi. Nel territorio di Nesso, infatti, fu segnalata la presenza di un masso coppellato e fu ritrovata un’ascia di pietra risalente al neolitico. In epoca romana, ma soprattutto con l’avvento del Cristianesimo, Nesso conobbe particolare prosperità ampliando la sua influenza anche sui centri della sponda opposta del lago, Brienno, Laglio, Carate. Lo stesso vescovo di Como decise di stabilire qui la sua sede officiando nella locale chiesa dei SS. Pietro e Paolo che fu, pertanto, elevata al rango di Duomo. Durante la guerra fra Como e Milano (1118-1127), il borgo si alleò all’Isola Comacina dotandosi di fortificazioni che i comaschi distrussero nel 1124. Il fortilizio fu ricostruito agli inizi del ‘500 da Gian Giacomo de’ Medici, il Medeghino che allora dominava su tutto il Lario. Tuttavia, pochi anni dopo, le opere difensive furono distrutte da Francesco II Sforza: di esse restano ora solo poche vestigia.

 

La tradizione vuole che la chiesa dei SS. Pietro e Paolo sia stata consacrata nel 1095 da papa Urbano II nel corso del suo viaggio in Francia per il Concilio di Clermont. Tale privilegio fu, senza dubbio, legato al fatto che i vescovi Rainaldo e Guido Grimoldi poi, sceglieressero Nesso come loro sede.

La chiesa, risalente al XI secolo, fu rimaneggiata nel 1538 con la costruzione di un nuovo campanile; l’anno successivo fu poi completamente rifatta per essere ultimata con un’altra tornata di lavori durata dal 1654 al 1706. All’interno si trova la tomba del vescovo Rainaldo (XI sec.).

Per quanto minuscolo, Nesso ebbe dunque una storia importante, ma anche in epoche più recenti conobbe un certo agio economico grazie ai torrenti Tuf e Nosè. Le impetuose acque che si uniscono a monte del borgo fornivano, infatti, energia per alcune cartiere e per due stabilimenti per la lavorazione della seta, oltre che per mulini, magli e torchi.

 

Percorso

Lasciata l’auto nel parcheggio che si trova poche centinaia di metri prima dell’Orrido di Nesso provenendo da Como (il parcheggio ha due spazi: uno, minore, a margine della carrozzabile, verso lago, fronteggiato da tre cedri del libano e un grande abete; un altro, più grande, a monte della carrozzabile sotto le mura del castello e raggiungibile mediante una breve strada di servizio).

 

Seguiamo la carrozzabile entrando nel borgo e giungendo in breve al ponte gettato sull’Orrido di Nesso. Lo spettacolo è notevole soprattutto in primavera o dopo recenti e abbondanti piogge che arricchiscono le acque del Tuf e del Nosè. Bianche e spumeggianti cascate si incontrano all’inizio della gola con un gioco d’acqua veramente scenografico; poi, unite le loro forze, le acque si gettano verso il vicino lago saltando nell’abisso, Superato il ponte si prosegue per poche decine di metri per poi imboccare una ripida scalinata che scende davanti ad un piccolo bar. La nostra meta è il secondo dei ponti che visiteremo nella giornata: il Ponte della Civera. La lunga scalinata s’abbassa verso il lago, ripida e stretta, fiancheggiata dalle case dell’antico borgo i cui ingressi sono a volte abbelliti da portali in pietra. Improvvisamente la lunga ginnastica sembra volerci scaraventare direttamente nel Lario: gli scalini raggiungono il pelo dell’acqua e non sembra esserci via d’uscita. Ma si tratta di un’impressione momentanea: a ben guardare quello che c’era sembrato l’ingresso di una abitazione altro non è che il proseguimento della strada che sfrutta un passaggio coperto sulla sinistra. Entrati nel passaggio, lo si percorre con suggestivi scorci che si aprono sul lago dai finestroni di illuminazione. Fatti pochi passi, dopo aver ammirato il bel disco di macina in pietra appeso al muro, eccoci sul Ponte della Civera che traversa, in basso, le acque dell’Orrido di Nesso. Guardando verso sinistra si può vedere tutta la profonda gola il cui fondo è chiuso dal salto da cui precipita la cascata prima ammirata dall’alto.

Oltre il Ponte della Civera si risale brevemente fra le case e si prosegue a mezza costa, per poi tornare a scendere verso il lago traversandone una minuscola insenatura grazie ad un altro bel ponte in pietra. Sotto l’arcata del ponte è stato ricavato un piccolo porticciolo per le barche. A questo punto il tracciato continua pianeggiante fra la lussureggiante vegetazione e, poco dopo, inizia la salita che, con qualche tornante, porta nei pressi del parcheggio sulla carrozzabile rivierasca. Traversata la strada, e fatti pochi metri verso destra, imbocchiamo la strada di servizio che sale al parcheggio soprastante e da qui, grazie ad un viottolo di collegamento, entriamo fra le case che si raggruppano sotto il vecchio castello. L’edificio, già visibile dalla strada, sorge su proprietà privata, ma lo possiamo ammirare dalla mulattiera che corre ai suoi piedi. Nella contrada Castello sorge anche la minuscola chiesetta di San Lorenzo. Scendendo verso sinistra si ritorna, in breve, nell’ampio slargo presso il ponte sull’Orrido. Tenendosi sulla destra della strada si imbocca la Via Municipio che sale proprio di fronte all’inizio del viottolo che scende verso il Ponte della Civera. Con piacevole camminata si sale verso la parte alta del paese raggiungendo le case della frazione Lizzogno. Qui si deve prendere a destra, per la Via Castagna. La stradina prosegue fra le antiche case offrendo alcuni scorci interessanti.

Ma lasciamo anche a Voi il piacere di andare a curiosare qua e là in cerca di angoli caratteristici.

Intanto, quasi senza accorgerci, abbiamo guadagnato quota tenendoci sulla sponda destra idrografica del Nosè o Nosee. Nei pressi delle ultime abitazioni si supera un rivo grazie ad un ponticello di cemento dinnanzi al quale sorge una casa sul cui muro è stato conservato un antico affresco raffigurante la “Madonna col Bambino”. Purtroppo il dipinto è molto danneggiato, ma se ne indovina ancora il pregio artistico. Il nostro cammino continua ora lungo Via Nosee che, tenendo sempre la destra idrografica del torrente, s’addentra nella valle immersa nel verde. La salita ha momentaneamente termine e si cammina per un buon tratto in piano giungendo, infine, in vista dell’antico ponte a doppia campata gettato sul Nosè. La datazione del manufatto è incerta: per alcuni, sebbene restaurato, risale al periodo romano, per altri è di epoca medioevale. Le due arcate trovano appoggio centrale su un pilastro eretto direttamente su un enorme masso erratico di granito che ostruisce il letto del torrente.

A questo punto è possibile fare ritorno per il cammino appena seguito. Fate però attenzione perché la gita riserva ancora una piccola e preziosa sorpresa che si nota, per l’appunto, durante la discesa. Poco prima di rientrare in paese, sul muro di cinta che imposta un bivio sulla destra si trova una piccola quanto curiosa raffigurazione della “Madonna col Bambino”. Si tratta di un bassorilievo, certamente ricavato con la pietra locale, in cui la Vergine ha proporzioni decisamente ridondanti, che la fanno assomigliare più ad un’arcaica Dea Madre che alla divinità che siamo abituati a vedere nell’iconografia sacra. Le vesti della figura richiamano i costumi femminili rinascimentali per cui, ragionevolmente, l’opera potrebbe proprio risalire a questo periodo.

NOTA: la gita può essere condotta anche arrivando a Nesso col battello. In questo caso, dall’imbarcadero si raggiunge subito il Ponte della Civera aggirando una casa affacciata sul lago e immettendosi nella scalinata sopra descritta prima che termini nell’acqua.

 

Il ponte della CIVERA e L’ Orrido di NESSO dopo le alluvioni dei primi di agosto 2021

sguardo dal battello sull’Orrido di Nesso e il Ponte della Civera, dopo le alluvioni di fine luglio e primi agosto 2021

accumulo di legname nel porticciolo di Nesso, dopo le alluvioni di fine luglio/primi di agosto 2021

la cura della raccolta e smaltimento è stata di Dario, Paolo, Nicolò …

Orrido e cascata di Nesso, nel tempo della alluvione di fine luglio 2021

frazione Coatesa: dal battello per Como delle ore 13 e 30

l’attimo in cui si vede la cascata dell’ ORRIDO DI NESSO e il PONTE DELLA CIVERA passando con il battello

La Cascata di Nesso e la Cavagnola, in: BERTOLOTTI Davide, VIAGGIO AL LAGO DI COMO, 1821

sguardo su Coatesa, dal battello delle ore 18 che va a Como

LIN, il cane femmina di D. (7 anni) , in attesa del battello

Sguardo dal battello sul GAZEBO bianco di H. e T.

NESSO, sul Lago di Como: per scendere, dallo stradone Como/Bellagio, al PONTE DELLA CIVERA e all’ORRIDO DI NESSO

le frazioni di Riva di Castello e di Coatesa, sul Lago di Como, viste dal battello delle ore 16 e 20, 20 maggio 2021

Sguardo sulla frazione di Coatesa, dal battello delle ore 18 del 19 maggio 2021

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: