l’ AGAVE, in Marco Di Domenico, Clandestini. Animali e piante senza permesso di soggiorno, Bollati Boringhieri, 2008, p. 35-37

Poche piante danno un’idea di potenza, di vigore, quasi di im­mortalità quanto l’agave. Anche le più vecchie querce, i castagni millenari, i pini secolari, sembra siano vivi per una specie di mira­colo e sulla corteccia screpolata, sui rami contorti e irregolari, sulle foglie destinate comunque a cadere, portano i segni della vecchiaia e della morte. L’agave no. La pianta è acaule, ovvero priva di fusto, ed è formata da una «rosetta» di circa 30 foglie, con le più vecchie che solo dopo anni seccano e si accartocciano. Le foglie partono di­rettamente dal terreno, dal centro della rosetta, sono carnose e lun­ghe fino a tre metri, grigio-verdi, lineate di giallo in certe varietà, lisce e vellutate ma durissime e orlate da minacciose spine scure che sembrano denti di squalo; hanno perfetta sezione triangolare e apice acuto terminante in un mucrone, una grande spina appuntita come un pugnale. L’interno della rosetta è irraggiungibile, difeso com’è dalle foglie armate di denti e pugnali, perfetto nella sua geometria regolare, quasi metafisica. Ecco, l’agave è una pianta metafisica. Un clandestino metafisico. Originaria del Messico, l’Agave americana (famiglia Agavacee), fu importata dagli spagnoli dopo la conquista del paese centroamericano e coltivata nei giardini di mezza Europa, forse già a partire dalla metà del XVI secolo. Robusta, resistente alle più avverse condizioni climatiche ma non alle basse temperature, capace di crescere ovunque, persino in vasi ristretti, si è presto libe­rata, diffondendosi in tutto il Mediterraneo e in […]

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Biodiversità nell’OrtoGiardino di Coatesa: 127 tipi di ALBERI, ARBUSTI, BULBI, FIORI, AROMATICHE, giugno 2018

ABETE ACANTO ACHILLEA AGAVE AGRIFOGLIO ALBICOCCO ALLORO ARANCIO AMAMELIDE ASPARAGINA AUCUBA AZALEA AZZERUOLO ASPIDISTRA BIANCOSPINO BIGNONIA CACO CALICANTO CALLA CAMELIA PRIMAVERILE CAMELIA SASANQUA CAMPANULA CANNE D’INDIA CERATOSTIGMA CILIEGIO CIPRESSO CUPRESSUS MACROCARPA GOLDCREST CORBEZZOLO CORIOPSIS CORNUS DA FIORE COTOGNO GIAPPONESE COTONEASTER DALIE EDERA ELLEBORO ERICA EURIOPSIS FALANGIO (NASTRINA) FELCE LINGUA DI CANE FELCI FICO FORSYZIA GELSOMINO GINEPRO GLADIOLI GLICINE ELLEBORO HOSTA IBISCO IRIS KALMIA KERRIA KIWI LAGERSTROEMIA LAUROCERASO LAVANDA LIMONCELLA LIMONE MAHONIA MANDARINO NANO CALAMONDINO MELO a spalliera MELO BALLERINA MELO COTOGNO MELO FUJI MELO GOLDEN MELO RENETTA MELO ROYAL GALA MELO STARKING MELOGRANO DA FIORE MELOGRANO NANO MENTA MIRTILLI MUGHETTI NANDINA NARCISO NESPOLO GERMANICO NOCCIOLO NOCCIOLO CONTORTO (CORYLUS AVELLANA) NOCE (per ora bonsai: cioè in vaso) OLIVO OLEANDRO ORTENSIA ORTENSIA QUERCIFOGLIA ORTENSIA RAMPICANTE DA MURO PALMA PAMPAS PASSIFLORA PEONIA PHOTINIA PERO PERO NASHI PERO COTOGNO PESCO SELVATICO PERVINCA PIANTE GRASSE DI PAESE PINO PRUGNO (autunnale) PRUGNO SELVATICO PRUNUS PISSARRI ROSA a cespuglio ROSA MEILLANDINA ROSA RUGOSA ROSMARINO SALVIA SAMBUCO SANTOLLINA SANTOREGGIA SASSIFRAGA SOLANUM SORBO DEL CACCIATORE SUSINO SUSINO GOCCIA D’ORO SUSINO PRESIDENT SKIMMIA TAGETI TAMERICE TASSO TAXUS BACCATA TIGLIO TIMO TRITONIA VERONICA VITE AMERICANA VITE CANADESE YUCCA

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il BOSSO, caratteristiche, cura e coltivazione – rimando al sito Codiferro Master Gardener

Il bosso è un arbusto sempreverde a crescita lenta che solitamente non riesce a raggiungere un’altezza superiore ai 5 metri. Il bosso comune appartiene alla famiglia delle Buxaceae e contiene a seconda delle classificazioni almeno 4/5 generi, dei quali si contano almeno 70 specie di Buxus VAI A: Bosso, caratteristiche, cura e coltivazione – Codiferro Master Gardener

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