carteggio di luglio con G.S.

mi scrive G S (80 anni e oltre): Buon giorno caro Prof. Mi permetto di disturbarla per trasmetterle alcune mie considerazioni. Sin dalla fine degli anni ’40  iniziai a farmi una mia biblioteca con l’intento di rileggere qualche libro alla bisogna, ma principalmente quando sarei andato in pensione. Bene, in pensione ci sono arrivato ma rileggere il precedente  non è facile a causa di continue novità, poi è subentrato l’oggetto infernale chiamato computer.  Però comunque cerco di riesumare qualche ricordo e ora sono alle prese con Ignazio Silone. Le mie riflessioni stanno nel riscontrare la differenza di valutazione di un tempo quando si era impregnati di ideologie tramontate, ed ora con un’altra visione della Società. Certamente anche la Società si è modificata ma non tanto, Ignazio Silone ne è testimone. Ultimo pensiero di un normalino: non deve adombrarsi se qualcuno le chiede come sta, non è curiosità da ballatoio ma espressione di preoccupazione per una persona che si stima. Continui con le passeggiate nel centro storico di Como e con la partecipazione a tutte le iniziative in essere. Un caro saluto anche alla Dott.sa Luciana.   rispondo caro G ignazio silone !!! lessi uscita di sicurezza nel 1967 è importante leggere ancora oggi chi tentava di ragionare con la sua testa in tempi oppressi dalle ideologie totalitarie del 900 (che, non dimentichiamolo sono, in sequenza cronologica: 1 comunismo, 2 fascismo, 3 nazismo 4 maoismo 5 castrismo guevarista) quanto al mio perentorio […]

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in risposta ad una allieva del corso ottobre/dicembre 2010

mi scrive una dottoressa che ha partecipato al mio ultimo corso universitatio (ottobre/dicembre 2013): Buonasera professore, ho saputo che ha avuto problemi di salute… mi dispiace davvero tanto, spero si sia risolto tutto per il meglio! Abbiamo bisogno di lei in università! Con stima e affetto. Una sua studentessa. —————————————————————————————————————————— rispondo buona sera anche a lei. la ringrazio per il gradito messaggio. sì, purtroppo il 10 maggio ho avuto un infarto che (nello stile di michel de montaigne che dice “”E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”) ho raccontato qui http://paolodel1948.com/2014/05/10/il-10-maggio-2014-nel-giorno-di-sabato-e-arrivata-la-mazzata-la-diagnosi-sara-infarto-infarto-preso-in-tempo/. dopo un infarto non si può stare bene (anche perchè dovro fare un secondo intervento operatorio). ma si può adattarsi soggettivamente a fare i conti con la situazione oggettiva. in fondo è anche questo , ed ancora, formazione permanente. anzi: autoformazione permanente. c’è poi questo fattore biografico: l’anno prossimo non rinnoverò il contratto con l’università. dunque, di fatto, il nostro è stato l’ultimo mio corso universitario. mi spiace molto: però è stato uno dei corsi migliori (anche con un’aula molto gratificante, fra cui lei e le persone che stavano sempre in prima fila). e dunque, tutto sommato ho concluso una carriera nel modo migliore per il mio (e nostro) mestiere. comunque avrà sempre mie informazioni seguendo i miei blog o il gruppo facebook. grazie ancora e buon futuro

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in risposta ad una email di P

grazie a te, *** quanto a me occorre distinguere fra i dati oggettivi e quelli soggettivi. piano oggettivo (o dell’anima bassa come ne parla Jacques Schanger in Filosofia da camera): tanta stanchezza e spossatezza, giramenti di testa, vertigini. tutti segni della fisiologia del cuore, di certo provato dalla malattia delle tre coronarie e dalla staffilata che ha preso il muscolo cardiaco Sul piano soggettivo scopro una notevole capacità (che mi deriva solo dalla cultura) di adattamento dinamico. il mio atteggiamento, anche di fronte alle prospettive, è di buona qualità: sto imparando molto che l’unica cosa che veramente possiedo è il tempo presente: l’ogni giorno, l’ogni attimo. in ciò sono molto aiutato da un pensiero antico: http://paolodel1948.com/2014/06/23/epitteto-ricordarsi-di-distinguere-fra-le-cose-che-dipendono-da-noi-da-quelle-che-non-dipendono-da-noi/ certo rimane , ma sullo sfondo, la paura per una seconda “mazzata” più forte e impegnativa della prima buone vacanze a te e a voi noi non ci muoviamo da como. facciamo avanti e indietro a nesso / coatesa. e saremo lassù in pianta stabile (con i tre gatti) da fine luglio abbraccio e saluti cari  

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Carteggio con G

Caro Paolo, ti mando degli auguri belli per questa festa importante per la Chiesa. San Paolo, mente affilata, grande combattente, padre duro e lungimiante. In realtà è solo per dirti che ti penso e ti seguo, ammirata per la tua capacità di metterti totalmente in gioco. Naturalmente ne sono anche sconcertata, a volte, come dicevi tu, quelli della tua generazione (io sono un po’ più grande), a volte non ti capiscono. Per me non è così, ma è l’indicazione di una strada totalmente diversa che mi attrae e mi respinge… Ora vado un po’ al mare, torno a metà luglio e a fine luglio sarò a *** . Spero che tu stia sempre meglio, e spero di vederti assieme a *** che ha avuto tanti problemi: una grossa ciste per cui abbiamo dovuto tagliare la sua bella coda…è seguita una infezione terribile,ora, dopo un mese di cure più che quotidiane si sta riprendendo e tra poco sarà in forma. Ti abbraccio, un abbraccio da estendere a luciana, di cui immagino la presenza silenziosa e luminosa, accanto a te. ———————————— grazie tantissime, ***! mi fa piacere che inseguiamo le nostra reciproche tracce. L’immagine delle tracce e dei sentieri mi appartiene molto. Credo derivi anche dal fatto che sono cresciuto in un paesino di lago: fino ai 5 anni stavo a Torno e quei sentierini di sasso senza pericoli e auto mi consentivano , a tre o 4 anni, di andare all’asilo da solo quanto […]

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Carteggio epistolare con A P

Lettera ricevuta tramite Email:   …  avevamo avuto qualche scambio di opinioni in merito a Jung. In ogni caso è tanto che vorrei scriverle, ma gli eventi della vita non mi avevano ancora concesso un momento di tranquillità e ora eccomi a riprendere in mano tutti i  miei propositi. Come sta? Ho letto su facebook cosa le è accaduto ed è proprio in merito a questo che le scrivo. A maggio seguivo il suo cammino di ripresa tramite web e mi sono sentita molto colpita mentre leggevo le sue pagine di diario che ha deciso di condividere. Ho provato nei suoi confronti una grandissima ammirazione, innanzitutto per la scelta di donare alla rete, a un social network, frammenti di un suo vissuto molto intimo, mi sono interrogata molto su questo suo essere e fare dono di sè, di vissuti esistenziali ad altri. Ho sempre pensato che le storie sono un dono e nel leggerLa mi sono sentita in qualche modo chiamata alla custodia dei suoi racconti. Pur non conoscendola è riuscito a creare sensibilmente una grande tesminonianza di vita, di una vita che stava per incontare la morte. E io che ho letto, mentre passeggiavo spensieratamente sul web, mi sono stupita da quanta vita stava circolando in quel momento nei suoi racconti e attorno a essi. Le storie ci toccano sempre, le pagine di diario ci chiedono ascolto, invitano alla presa in cura di esse perchè in qualche modo ci riguardano […]

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Jacques Schlanger e il pensiero stoico romano: l'anima bassa

Originally posted on ANTOLOGIA del TEMPO che resta:
mi sollecitano soprattutto le interprezioni “moderne” di questo pensiero antico: Jacques Schlanger, Come vivere felici: conversazioni con Epicuro, Epitteto e altri amici, Il melangolo, 2000; Jules Evans, Filosofia per la vita e altri momenti difficili: come Socrater & Co possono aiutarti a stare meglio, Mondadori, 2014; Jacques Schlanger, Filosofia da camera, Feltrinelli 2004 (di Schlanger ho ordinato tramite amazon il francese: Du bon usage de Montaigne)   Da FILOSOFIA DA CAMERA di F. Schlanger estraggo: “per “anima bassa” intendo l’insieme delle funzioni e dei funzionamenti fisiologici, sensoriali e motori propri del nostro organismo. per “anima media” intendo tutto ciò che in noi riguarda gli affetti e le passioni. Accanto e a completamento di queste due anime sta l'”anima alta“, l’anima pensante, l’anima intellettuale, ciò che in noi pensa, medita, ragiona, calcola, valuta, giudica, decide”   e poi applica questa classificazione ( che arriva da molto lontano, dal pensiero antico greco e latino) al respirare, al sognare, al dolore, al mangiare e bere, al dormire, al fare l’amore, al vedere, al camminare   e conclude: “preferisco parlare del gioioso stupore che mi coglie di fronte a me stesso, di fronte al miracolo del mio essere, di fronte alla grandezza della mia anima bassa. Amo ciò che in me è il mio corpo organico, amo questa mia anima in ciò che essa fa per me. La ringrazio di essere ciò che è e di…

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