Patate · z: da classificare

ho piantato le PATATE nei sacchi, 9 aprile 2017

Orto nei vasi · Patate · z: da classificare

PATATE nei vasi

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Tempesta di grandine in una notte di luglio

Notte del 13 luglio 2013.

Attorno alle quattro  del mattino una fortissima tempesta di grandine si abbatte sull’orto, sugli alberi del giardino, sulla casa.

Tutta la verdura fragile soccombe: insalate, zucchine, cetrioli, fagiolini, basilico, zucche, fusti della patate …  Forse solo qualche sporadico pomodoro resisterà.

Foglie uccise dappertutto.

Non c’è nulla da fare: si può solo guardare la natura ferita (possibilmente in SILENZIO), rimediare a qualche danno e cercare di non pensare alle ore di lavoro dei mesi di aprile, maggio, giugno. Tutta una stagione di sperato raccolto è molto compromessa da questo attacco rapido, feroce, vigliacco.

Occorre “fare resilienza”, come insegna il giovane merlotto che si aggira (lui felice) fra la terra smossa a cercare i vermetti di sopravvivenza.

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fagioli · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Patate · Zucche · zucchine

festa del 25 aprile ad Amaltea dalle 11 alle 19

Luciana pianta FAGIOLI e COSTE

Paolo pianta le patate e concima i campi delle zucche e delle zucchine

 

i meli sono in fiore

Ciliegio · Orto Zen verde di Luciana · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Patate

lavori nell’orto, domenica 14 aprile 2013

Luciana lavora all’orto verde: preparati 6 vasconi

Paolo prepara il campetto per le patate

Il ciliegio è in fiore

Patate

Patata Solanum tuberosum L.: scheda a cura di agraria.org

vai a: Patata Solanum tuberosum L. – Piante da tubero e orticole – Coltivazioni erbacee.

DIARIO di Coatesa · ORTO: lavori, cure, manutenzione · Patate

Inizio dell’ora legale e lavori nell’orto

In questo fine settimana di inizio dell’ora legale,  siamo andati a Coatesa sia sabato che domenica.

Abbiamo fatto questi lavori:

  • ho finito, finalmente (dopo tre anni), di “costruire” il campetto per le patate, in fondo all’orto verde
  • per farlo ho dovuto portare all’ultimo piano due secchi di pietre per almeno 10 volte
  • ho piantato due chili di patate precoci Sirtema
  • Luciana ha pulito e aggiunto letame a  9 vasi grandi per coste e fagiolini
  • inoltre ha seminato le Zinnie nella piccola aiuola del primo piano (dove abrebbero dovuto esserci Mughetti)
  • io ho spostato tantissimi libri:
    • i francesi dalla stanza degli Impressionisti a quella del Gufo
    • Ken Parker in solaio
    • i grandi libri sul Lario nella stanza del Gufo
    • i fumetti di storia nella stanza del Tiglio

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Connesso al Ciclo delle patate, 2011:
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ADDIO ALL’ESTATE

Quando le bacche del cotoneaster diventano rosso cupo vuol dire che l’estate volge al termine. Le calde ore del mezzo del giorno sono in contrasto col fresco mattutino e serale, così come il colore sempre più buio e i raggi più obliqui inesorabilmente annunciano l’ingresso autunnale.

Settembre è il mese che accomuna la tristezza della terminalità del ciclo riproduttivo al gaudio dei frutti maturi. Che pure questa è stata un’estate anomala: luglio molto freddo e piovoso, agosto molto caldo e secco, settembre caldo, afoso e con piogge brevi ma torrenziali.

Il giardino ne è stato sorpreso, ma ha saputo tener testa. Ora, a bilancio avvenuto, un diffuso “mal bianco” (come lo chiamano da queste parti) su molti degli alberi da frutto, soprattutto i meli, una precoce caduta di foglie dei pruni, una concentrazione massima di fruttificazione dei prodotti orticoli con anticipato arresto della produzione e rinsecchimento dei pomodori.

Qualcuno ha goduto, nonostante tutto: zucchine e zucche hanno accolto avidamente l’acqua piovana, gonfiandosi e allungandosi in misure sproporzionate per i nostri ricordi. Forse il godimento può essere generalizzato anche alla maturazione anzitempo dei frutti: mai era accaduto che le susine fossero pronte già ai primi di luglio. Idem per le mele royal gala, subito attaccate dai calabroni, e le pere nashi, che hanno ricevuto la stessa sorte. Ma in  fatto di competizione anche noi umani ce la sappiamo cavare. Un pacifico, anche se imposto, rapporto  60-40 a favore nostro. In fondo siamo sempre in debito verso la natura, essendo l’unica specie vivente che fa di tutto per espropriarla e distruggerla.

E ora che svoltiamo agli ultimi giorni settembrini, camminando per i sentieri guardiamo ai chiari segnali che invitano al riposo. Miciù sceglie le basi dei tronchi più esposti al sole per medicare la vecchiezza incombente; lo stesso dicasi per Silvestro e Luna, che, povera, soffre d’artrosi. Noelle invece preferisce la sedia sotto il cucù: la sua giovinezza le impone di dare ancora retta allo scandire delle ore. Belle, che si credeva scomparsa, ha fatto ritorno, restituendoci la speranza che abbia scelto questo luogo per farne la sua dimora.

Sotto le scarpe capita di schiacciare gusci di noci e nocciole. Anche in questo caso, qualcuno è spesso passato prima di noi, ma dopo l’incontro ravvicinato col musetto del ghiro sul fico, tutto si può perdonare. Anche perché il salvato non è indifferente.

Fervono già i preparativi di nuovi spazi. Paolo ha spiantato un pruno malato nell’orto verde: sarà la nuova casa delle patate, visto che anche quest’anno i sacchi non hanno mantenuto le promesse di blogettari entusiasti. La posa di nuovi cassoni, inoltre, mi permetterà di non fare il muso di fronte agli esili fusti dei fagioli e delle piantine di insalate, troppo impegnati a cercare pertugi fra sassi e radici, a discapito della loro crescita. Chissà che tengano pure lontane limacce e formiche! Al momento le insalate di Chioggia pare siano soddisfatte.

Sotto il pino dell’orto grande Giove sta lavorando alla preparazione della sua tana invernale. La terra smossa è esattamente nella posizione dell’anno scorso. Al piano superiore, fra i gambi dei cardi si aggira Ina (Ino?), mentre sotto il cedro abbiamo avvistato più insonnolita che mai Ucra. Per le  due tartarughe ucraine questo è il primo inverno ad Amaltea e la loro sopravvivenza è per noi ancora un’incognita.

Resistono sui rami alcune mele fuji e piccole golden. Una decina di mele cotogne pazientemente attende il destino di marmellata.

Che dire d’altro? Le brumose e umide mattine da tempo hanno scatenato un po’ di malinconia. Ma l’ancora vigorosa fioritura delle nuove guinea e il terrazzo fiorito di rosso e d’arancio illudono che non è tempo di ritirare le sedie.

E lo sbocciare dei fiori bianchi e rosa delle camelie invernali ingentiliscono il pensiero del freddo che verrà. Insomma, un addio all’estate, ma già col cuore alla primavera.

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COATESA: frazione del Comune di Nesso · GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa · Patate

Messe a dimora un primo gruppo di PATATE

Patate

Il ciclo delle patate

Siamo perseveranti anche oltre il limite dei risultati.

E’ tornato il tempo di seminare le patate. E’ il terzo anno che proviamo.

Sono gli Einsturzende a fare da sfondo al racconto: musica e voce esprimono la tonalità dell’impegno che ci mettiamo.

Cosimo mi aveva assicurato : “Le patate nell’orto fanno tutto da sole. Non occorre neppure bagnarle“.

Il primo anno abbiamo raccolto l’esatto numero e peso di quelle che avevamo piantato.

L’anno scorso abbiamo tentato il metodo inglese della coltivazione nei sacchi (“Raccoglierete cinque volte più” , dicono loro). Qualcosa di più è cresciuto, ma sempre molto sotto allo standard di sussistenza verso il quale  (in tempi di così impetuoso cambiamento storico e culturale) ansiosamente puntiamo.

Quest’anno ci metteremo qualche astuzia in più: abbiamo appreso dall’esperienza, secondo il paradigma di Wilfred R. Bion !.

Le leggi di mercato non giocano a nostro favore: dieci chili di patate da semina costano sedici euro, mentre si potrebbe girare per mercati e supermercati e comperare quelle belle pronte da tavola a otto euro.

Ma vogliamo mettere la forza epistemica del “far diventar altro” questi tuberi così terrigni?

Patate

Acquistato da Mazzameschi 5 chili di patate rosse e cinque biancone

Acquistato da Mazzameschi 5 chili di patate rosse e cinque di “biancone”

Ortaggi · Patate

Patate, trapianto

far pregermogliare

meglio non tagliare. se le si taglia in due MEGLIO LONGITUDINALMENTE

interrare in aprile, comunque a temperatura elevata

rincalzare

100-110 giorni per maturazione