Gli amici di Casa Corti: vi invitiamo a raggiungerci a Pellio, Alta Valle Intelvi, per festeggiare la quasi completa ristrutturazione della villa che appartenne a Maria Corti: 5 e 7 agosto 2017 e 7 settembre 2017

Care amiche e cari amici, vi invitiamo a raggiungerci a Pellio, Alta Valle Intelvi, per festeggiare la quasi completa ristrutturazione della villa che appartenne a Maria Corti.  Il primo appuntamento è l’incontro con Franco Spazzi, presentato da Fabio Pusterla,sabato 5 agosto alle 19.30, nel giardino di Casa Corti (via Castello), seguito da un piccolo rinfresco. Abitare il dialetto – Incontro con Franco SpazziFranco Spazzi, milanese […]

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”IL CARNEVALE DI SCHIGNANO: LA MUSICA, I PROFUMI E LA TRADIZIONE”, segnalato da Nodolibri edizioni

JSC15: STORIA E TRADIZIONE ”IL CARNEVALE DI SCHIGNANO: LA MUSICA, I PROFUMI E LA TRADIZIONE” A Schignano il Carnevale è un’emozione: chi lo vive lo fa per passione, in preda ad una sorta di euforia inspiegabile, che ha un sapore antico. Per questo, in fondo, è qualcosa d’indefinibile: il Carnevale si può vivere, vi si può partecipare, lo si può osservare da lontano o ci si può tuffare. Non è facile scriverne, perché la parola scritta lo sminuisce e inevitabilmente lo ridimensiona e non rende appieno l’atmosfera, la follia, la musica e i profumi che si vivono nei giorni pazzi delle sfilate. Come accade per tutte le passioni e per tutte le emozioni forti, qualcosa probabilmente resterà fuori dal foglio. Si può immortalare in un’immagine, ma ciò che resta sulla pellicola è solo un attimo: così il Carnevale di Schignano si può narrare, ma nessuna PROSEGUE SU JSC15

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Marco Lazzati: pubblicazioni sulla storia della VALLE INTELVI

da Pubblicazioni di Mario Lazzati: Testi pubblicati direttamente in questo sito come file PDF (non esiste pubblicazione cartacea): Il carbonio-14 e le datazioni archeologiche. Dalla Preistoria ai Longobardi: sintesi divulgativa. Con riferimento alla terra dei laghi lombardi ed alla valle Intelvi. Viabilità storica intelvese. La Valle Intelvi: breve presentazione (una versione non aggiornata è presente nel sito APPACUVI). Testi per visite guidate.  Libri: La valle Intelvi: le origini, la storia, l’arte, il paesaggio, gli artisti comacini. Chiesa e oratori di Laino. Le chiese di Pellio Superiore, con frammenti di cronaca pelliese.   Articoli miei pubblicati sul Quaderno dell‘APPACUVI:     (qui ne trovate la versione riveduta, corretta e più aggiornata)           Alto Medioevo in valle Intelvi, valle di Muggio e Valmara: testimonianze materiali. Alto Medioevo in valle Intelvi, valle di Muggio e Valmara: testimonianze scritte. Gli scritti del Canonico Barelli riguardanti la valle Intelvi. Osservazioni sulle strutture murarie del S. Silvestro di Lura. Passeggiando in Valle Intelvi lungo antichi percorsi: il tratto S.Fedele – Argegno. Il sito di Erbonne nei millenni. Osservazioni sulle strutture murarie della chiesa dei S.S. Nazaro e Celso di Scaria. Riflessioni sul termine Antelami nei documenti medievali e nell’iscrizione di Benedetto Antelami nel Duomo di Parma. Storia o fantastoria? Riflessioni sulla storiografia locale. I Maestri Comacini tra mito e storia. Conoscenze e ipotesi sulle origini delle maestranze dei laghi lombardi. Precisazioni sulla chiesa e sugli oratori di Laino. Lo scisma dei Tre Capitoli e le sue ripercussioni sul territorio comacino.  (per […]

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APPACuVI | Associazione per la Protezione del Patrimonio Artistico e Culturale della Valle Intelvi

L’APPACUVI, Associazione per la Protezione del Patrimonio Artistico e Culturale della Valle Intelvi, è stata fondata nel 1973, con lo scopo immediato di operare restauri. L’idea fu di Giorgio Ausenda, che fu anche il primo presidente dell’associazione; gli altri soci fondatori erano: Bruno Gandola, Silvio Palazzi, Luciano Poletti, Arnaldo Ronchi, Pier Giuseppe Traversa, Emilio Vanini. Tra il 1973 ed il 1989 l’APPACUVI ha finanziato diversi restauri, utilizzando i proventi delle allora poche quote associative, di generose sponsorizzazioni da parte di alcuni soci e di raccolte di fondi mediante aste di oggetti donati da simpatizzanti, tombole e lotterie. Tra le opere eseguite, ricordiamo il rifacimento del pavimento della chiesa dei SS.Nazaro e Celso di Scaria (1974), il restauro delle murature dell’oratorio romanico di S.Bartolomeo a Ponna di Mezzo (1975), quello dell’oratorio di S.Antonio ai Monti di Verna (1976), il rifacimento del tetto e successivo restauro dell’ex oratorio della Madonna del Fiume (Madonna di Garello) a Pellio Inferiore (1980), il recupero di un affresco settecentesco di Pietro Molciani situato all’esterno di un’abitazione a Pellio Superiore (1989). vai a: Benvenuti nel sito dell’APPACuVI | APPACuVI.

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FASTO BAROCCO IN VAL D’INTELVI con la guida di Darko Pandakovic e Livio Trivella (associazione Appacuvi), a cura di CHIAVE DI VOLTA: Sabato 15 settembre 2012, 8.30-17.00. Audio, Video, Fotografie

FASTO BAROCCO IN VAL D’INTELVI con la guida di Darko Pandakovic e Livio Trivella (associazione Appacuvi), a cura di  CHIAVE DI VOLTA Sabato 15 settembre 2012, 8.30-17.00 La Val d’Intelvi accoglie e presenta espressioni culturali ed artistiche che iniziano dalla preistoria, attraversano l’età romana, documentano la prima età cristiana, fioriscono nel Romanico e nei successivi cicli pittorici tra Gotico e […]

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HO TROVATO QUESTA FOTOGRAFIA DEL FAMOSO ALBERONE, IL VECCHIO FAGGIO DELL’ALPE DI ORIMENTO, IN VAL D’INTELVI

CARO PAOLO, TRA LE FOTO FATTE NELL’ESTATE 2009….QUANDO RIUSCIVO ANCORA A FARE UNA PASSEGGIATA….HO TROVATO QUESTA MOLTO BELLA DEL NOSTRO FAMOSO ALBERONE, IL VECCHIO FAGGIO  PLURICENTENARIO, SOPRA L’ALPE DI ORIMENTO D’INTELVI…. TENTO DI ALLEGARLA CON IL COPIA E INCOLLA DA ARCHIVIO…. HO ANCORA LA SPERANZA DI POTERVELO PRESENTARE PERSONALMENTE ALLA PROSSIMA PRIMAVERA 2012! CIAO. C.

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Fine estate e inizio autunno: UNA STRETTA AL CUORE, LASCIARE QUESTI ALBERI MAESTOSI , CHE CI RESTITUISCONO ARMONIA E STABILITA’. PER GIORNI LI HO OSSERVATI E ASCOLTATI …

OGNI VOLTA , QUANDO CHIUDO LE  FINESTRE SUL LATO DEL GIARDINO, SENTO UNA STRETTA AL CUORE. CHIUDERE QUELLE VECCHIE ANTE, UNA AD UNA,  E’ CHIUDERE FUORI DALLA VISTA LA MERAVIGLIA DELLA NATURA. UNA STRAORDINARIA  MASSA DI FOGLIE, ONDEGGIANTI QUELLE  VERDI, PIU’ FERME QUELLE GRANATA, FRUSCIANTI, AL MINIMO VENTO QUELLE TENERE, SONANTI COME UNA SINFONIA, TUTTE. GLI UCCELLI PICCOLI, PICCOLI SI […]

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Provincia di Como: i COMUNI con meno di 1000 abitanti

Castiglione Intelvi 997 Gera Lario 969 Laglio 957 Schignano 914 Proserpio 912 Castelnuovo Bozzente 864 Garzeno 862 Plesio 853 Corrido 823 Pognana Lario 793 Vercana 754 Civenna 720 Cremia 718 Argegno 693 Sormano 682 Magreglio 666 Stazzona 647 Griante 636 Barni 628 Sala Comacina 598 Dizzasco 578 Claino con Osteno 554 Cerano d'Intelvi 550 Colonno 539 Laino 524 Lasnigo 458 Caglio 448 Casasco d'Intelvi 433 Brienno 420 Ramponio Verna 410 Bene Lario 365 S. Nazzaro v.Cavargna 348 Rezzago 317 Blessagno 284 Veleso 278 Dosso del Liro 275 Pigra 270 Ponna 266 Montemezzo 261 Cavargna 248 Cusino 245 Trezzone 239 Zelbio 218 Peglio 199 Livo 198 Val Rezzo 182

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ERCOLE FERRATA DA PELLIO ALL’EUROPA, Convegno internazionale “Ercole Ferrata da Pellio all’Europa”, a cura di Andrea Spiriti e Claudio Strinati, segnalato da NodoLibri

ERCOLE FERRATA DA PELLIO ALL’EUROPA   Giovedì 3 evenerdì 4 febbraio si tiene a villa Gallia e in Pinacoteca Civica il Convegno internazionale “Ercole Ferrata da Pellio all’Europa”, a cura di Andrea Spiriti e Claudio Strinati, organizzato dall’Assessorato Cultura della Provincia di Como e daAPPACuVI. Il convegno si inserisce nell’ambito delle celebrazioni del quarto centenario della nascita diErcole Ferrata, nativo di Pellio Inferiore in Valle Intelvi, e costituisce un’occasione importante per riflettere sui molteplici ruoli dello scultore nella cultura figurativa europea del Seicento Collaboratore di Algardi e di Bernini, mediatore di una lucida sintesi tardobarocca preludente al rococò, protagonista della crisi della coscienza europea, personalità importante del mondo artistico romano al momento della sua ultima stagione di primato continentale, maestro di molti giovani scultori fra Milano, Firenze e Roma, il Ferrata è anzitutto un grande artista dei laghi, al momento del massimo respiro europeo di questo modo unico di gestire la produzione artistica. L’evento rappresenta un importante momento di approfondimento e di confronto sulla figura e le opere di Ercole Ferrata e su alcune tematiche storico-artistiche correlate al magistro scultore, celebrato in questi mesi con la mostraErcole Ferrata e Carlo Innocenzo Carloni. Sculture e dipinti dal Museo Diocesano di Scaria Intelvi. La mostra, inaugurata lo scorso 6 novembre presso le sale della Pinacoteca Civica di Como, è visitabile fino al 13 febbraio. Info: 031.269869 –musei.civici@comune.como.it     Programma Giovedì 3 – Villa Gallia 14.00 Apertura lavori e saluti istituzionali 15.00 […]

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Ferrata e Carloni, dalla Val d’Intelvi al mondo

SONO DEI PICCOLI ( 60 CM. CIRCA DI ALTEZZA )  CAPOLAVORI SCOLPITI NEL LEGNO……ARRIVANO DAL MUSEO DIOCESANO DI SCARIA D’INTELVI , ATTUALMENTE CHIUSO PER RESTAURI (???). PROGETTATO ,  REALIZZATO E  ARREDATO  DAL NS. CARISSIMO AMICO ARCH.PIERO CLERICI NEGLI ANNI  70 CIRCA. SU INCARICO DEL’ALLORA PARROCO DI SCARIA  PROF. DON CAVADINI, UNO STUDIOSO DEGLI ARTISTI DELLA VALLE. ERA  UN GIOIELLINO DI MUSEO….. CARI SALUTI. CARLA BIGNAMI 6.11.2010 Ercole ferrata Vergine del rosario (Foto by colmegna K0) Otto statuette lignee di Ercole Ferrata e sei ritratti di Carlo Innocenzo Carloni raccontano l’arte dei maestri intelvesi in una mostra, a cura di Maria Letizia Casati e Daniele Pescarmona, alla Pinacoteca Civica di Como. Si tratta di opere straordinarie, restaurate e messe a confronto per l’occasione, che provengono dal Museo diocesano di arte sacra di Scaria d’Intelvi (Como). L’omaggio cade nel quarto centenario della nascita di Ercole Ferrata (Pellio Inferiore 1610- Roma 1686) che fu tra i protagonisti della scultura barocca romana, lavorò con Alessandro Algardi e Gianlorenzo Bernini ed ebbe tra i suoi allievi il fiorentino Giovanni Battista Foggini e il maltese Melchiorre Cafà. Accanto al maestro la mostra  celebra un altro celebre emigrato intelvese, il pittore Carlo Innocenzo Carloni (Scaria 1687-1775) che si distinse nella Vienna imperiale soprattutto con gli straordinari affreschi e realizzò sei ritratti di personaggi della famiglia De Allio, che lavorarono a corte. Il percorso espositivo inizia dalle otto statuette in legno di Ercole Ferrata con la Vergine del Rosario, e […]

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Ricordo dello scultore intelvese Vittorio Novi al Convegno di Torino

  Convegno sul legame tra Italia e Thailandia Padiglione siamese all’Esposizione Universale (Torino 1911) “140 anni di relazioni italo-thailandesi” svelano il rapporto speciale tra la Thailandia e Torino: dai nostri artisti in Siam, ai preziosi testi thai della Biblioteca Cesmeo TORINO Esiste un rapporto speciale tra Torino e la Thailandia, con radici profonde nel tempo, attestato da numerose testimonianze architettoniche –a Bangkok, architetti piemontesi come Mario Tamagno e Annibale Rigotti gli artefici di opere quali la Sala del Trono, la Villa Norasingh, alcuni ponti, molte ville private…- e culturali, tra le quali spicca la Biblioteca del Cesmeo che, con la sua cospicua collezione di testi in lingua thai e volumi sulla Thailandia, è diventata una realtà pressoché unica in tutta Italia. Questo legame, e più in generale quello dello Stato asiatico con l’Italia, è il tema conduttore del Convegno “140 anni di relazioni italo-thailandesi” organizzato dal Cesmeo e dal Consolato Generale di Thailandia, con il patrocinio del Politecnico di Torino, che si svolgerà a Torino oggi, dalle ore 15.30 presso il Centro Congressi Unione Industriale – Sala Piemonte – in via Fanti 17, al quale parteciperà l’Ambasciatore di Thailandia a Roma, S.E. Pradap Pibulsonggram. Attraverso numerose relazioni di esperti italiani e thailandesi in vari settori culturali, si delineerà l’ampiezza dei rapporti italo-thai e saranno messe in evidenza le attestazioni di tale vicinanza, ossia le opere architettoniche italiane presenti sul territorio. Infatti, ancora oggi a Bangkok, all’ombra dei moderni grattacieli, rimangono […]

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Valli e vallette che si vedono di fronte a Nesso Coatesa

Valli e vallette che si vedono di fronte a Nesso Coatesa: Valle Intelvi Sotto il monte Gringo: Valletta del Perello Valletta Costa Valletta Sass Vidaa Valletta di Sciogn Sotto il monte Comana Valletta Nizzola Valletta Ronco La mappa e tratta da: Torri e castelli del triangolo lariano, a cura della Comunità montana Triangolo Lariano, Fondazione provinciale Comunità Comasca, Associazione Appuntamenti Musicali, Società archelogica Comense In questa mappa si trova anche questa scheda su NESSO: La località si trova a circa metà della sponda orientale del primo bacino del lago di Como, in direzione di Bellagio e all’imbocco della strada che sale al Pian del Tivano che dà l’accesso alla Vallassina. Il paese si sviluppa in senso verticale, partendo dalla riva del lago. Diverse sono le costruzioni che ci inducono a riflettere sulla possibilità che il luogo fosse interamente organizzato dentro un sistema difensivo e all’interno di un circuito integrato di più ampie dimensioni, se prendiamo in considerazione anche il fatto che al Pian del Tivano esistette un accampamento o un punto ricettivo militare d’epoca romana. L’unico manufatto di tipo militare oggi esistente, è costituito da ciò che rimane delle mura del Castello rinascimentale a cui si accede mediante la via omonima. Tuttavia, ripercorrendo le strade del paese, abbiamo rilevato alcuni caseggiati strutturati a mo’ di torre una, in particolare, la si può scorgere nella parte alta del nucleo antico che fiancheg­gia l’orrido. A lago sorge la chiesa plebana di S […]

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Filovia San Fedele – Argegno, 1908-1922

SAN FEDELE INTELVI Cento anni di traspor­to pubblico in Valle d’Intelvi. La storia dei tra­sporti nel comprensorio intelvese, iniziata un secolo fa, è legata alla nascita della filovia San Fedele – Argegno. Era il mese di febbraio del 1908 quando fu costituito un comitato promotore del trasporto a mezzo di automobili elettriche e filo aereo (così venivano chiamate allora), che andavano a sostituire, almeno in parte, i carri a traino tirati da buoi, muli e cavalli per il trasporto di merce e derrate alimentari e per quello delle persone, da secoli uti­lizzati in tutta la valle. Un progetto – detto e fatto – che ven­ne realizzato in breve tempo sull’e­sempio di quello di Ivrea, e che do­veva riguardare tre tronchi: Arge­gno – San Fedele, San Fedele – Lanzo e San Fedele – Casasco. Furono previsti tre carroz­ze e un ricovero per le vetture, e vennero fis­sati tariffe e orari. Si dovette però poi atten­dere il mese di giugno del 1909 per vedere in funzione la prima carrozza – filovia, che col­legava il Comune di Argegno con il capolinea di San Fedele, ubicato presso l’attuale depo­sito degli autobus di linea Asf, il cosiddetto «garage». Ciascuna vettura destinata al trasporto pub­blico, con una capienza massima di diciotto passeggeri per ogni corsa, era munita di due motori da dodici cavalli ciascuno, e consen­tiva di coprire il percorso in cinquanta minu­ti. I veicoli con le ruote in gomma e la tra­zione elettrica continuarono le […]

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