Paolo, il “giardinere poeta”, e i muri di Coatesa

Da quest’anno abbiamo MOLTO bisogno di un aiuto per il giardino. Ne abbiamo bisogno di più rispetto agli altri anni E’ vero che il nostro è un giardino fatto da corridoi che seguono la linea d’acqua. Non è un “giardino piano”: è un giardino fatto da 6 “corridoi” e 4 spiazzi. Proprio per questo è  strano e impegnativo L’aiuto arriva dai giardineri. Tuttavia ci sono i giardinieri che tagliano l’erba e puliscono e poi ci sono i “giardineri poeti” Paolo è un giardiniere poeta. Ha imparato da suo padre, fin da quando era piccolo,  ad osservare l’indole di ogni pianta. “Cuncta”: proprio di ciascuna pianta Quando pota osserva la direzione, la struttura e l’intenzione di ogni ramo. Paolo è capace di accorgersi in mezzo a un prato, che ci sono delle piantine piccole che NON dovevano essere tagliate. Ma il bello è che si accorge di queste piantine dalle intenzioni di coloro che le hanno messe lì. E così è successo per le Belle di Giorno che Luciana da tempo aspettava nella zona dell’orto. Paolo è un giardinere poeta che sa far risaltare la forza dei muri di pietra che sostengono il giardino a corridoi di Coatesa bassa. Ed ecco il risultato finale di questo fine giugno:

Read More →

Gradini

Mi piace contare i gradini e stupirmi di alcune regolarità ripetitive che un’architettura non mia ha saputo costruire da tempi più o meno memorabili. 76 sono per esempio i gradini che interrompono il sentiero della mulattiera che scende a lago. Tra il 74 e il 75° c’è il respiro di un passo. E gli ultimi due degradano più dolcemente. Quando li ripercorro in senso contrario, al 48° c’è una breccia sul muro sassoso che delimita un pezzo di bosco privato. Sembra un invito al riposo durante la risalita, un piccolo brandello di scorcio su quella baia protetta che fa parte del mio paesaggio dell’anima. Mi piace contare i gradini quando apro il cancello. 9 gradini e il corridoio sotto il cupolone delle viti, verdi e pesanti con i loro grappoli di un colore che muta man mano che le giornate si accorciano. Mi piace contare i gradini quando arrivo al cespuglio delle azalee e lo sguardo verso l’alto incontra Anima sotto l’ulivo. 9 gradini e la repentina svolta a destra per salirne altri 6 Il cipresso si erge imponente alla mia sinistra, mentre a destra svettano le lagestremie. Di fronte la rassicurante facciata della parte posteriore della casa estiva, con quei 4 gradoni più i 6 scalini che tante volte scendo e salgo a tal punto che nessuno sospetta  dove sia il vero ingresso (e non posso fare torto agli altri 6 che lì accanto mi immettono allo studiolo del gufo). Ma se decido di attardarmi nella zona […]

Read More →