carteggio di luglio con G.S.

mi scrive G S (80 anni e oltre): Buon giorno caro Prof. Mi permetto di disturbarla per trasmetterle alcune mie considerazioni. Sin dalla fine degli anni ’40  iniziai a farmi una mia biblioteca con l’intento di rileggere qualche libro alla bisogna, ma principalmente quando sarei andato in pensione. Bene, in pensione ci sono arrivato ma rileggere il precedente  non è facile a causa di continue novità, poi è subentrato l’oggetto infernale chiamato computer.  Però comunque cerco di riesumare qualche ricordo e ora sono alle prese con Ignazio Silone. Le mie riflessioni stanno nel riscontrare la differenza di valutazione di un tempo quando si era impregnati di ideologie tramontate, ed ora con un’altra visione della Società. Certamente anche la Società si è modificata ma non tanto, Ignazio Silone ne è testimone. Ultimo pensiero di un normalino: non deve adombrarsi se qualcuno le chiede come sta, non è curiosità da ballatoio ma espressione di preoccupazione per una persona che si stima. Continui con le passeggiate nel centro storico di Como e con la partecipazione a tutte le iniziative in essere. Un caro saluto anche alla Dott.sa Luciana.   rispondo caro G ignazio silone !!! lessi uscita di sicurezza nel 1967 è importante leggere ancora oggi chi tentava di ragionare con la sua testa in tempi oppressi dalle ideologie totalitarie del 900 (che, non dimentichiamolo sono, in sequenza cronologica: 1 comunismo, 2 fascismo, 3 nazismo 4 maoismo 5 castrismo guevarista) quanto al mio perentorio […]

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in risposta ad una allieva del corso ottobre/dicembre 2010

mi scrive una dottoressa che ha partecipato al mio ultimo corso universitatio (ottobre/dicembre 2013): Buonasera professore, ho saputo che ha avuto problemi di salute… mi dispiace davvero tanto, spero si sia risolto tutto per il meglio! Abbiamo bisogno di lei in università! Con stima e affetto. Una sua studentessa. —————————————————————————————————————————— rispondo buona sera anche a lei. la ringrazio per il gradito messaggio. sì, purtroppo il 10 maggio ho avuto un infarto che (nello stile di michel de montaigne che dice “”E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”) ho raccontato qui http://paolodel1948.com/2014/05/10/il-10-maggio-2014-nel-giorno-di-sabato-e-arrivata-la-mazzata-la-diagnosi-sara-infarto-infarto-preso-in-tempo/. dopo un infarto non si può stare bene (anche perchè dovro fare un secondo intervento operatorio). ma si può adattarsi soggettivamente a fare i conti con la situazione oggettiva. in fondo è anche questo , ed ancora, formazione permanente. anzi: autoformazione permanente. c’è poi questo fattore biografico: l’anno prossimo non rinnoverò il contratto con l’università. dunque, di fatto, il nostro è stato l’ultimo mio corso universitario. mi spiace molto: però è stato uno dei corsi migliori (anche con un’aula molto gratificante, fra cui lei e le persone che stavano sempre in prima fila). e dunque, tutto sommato ho concluso una carriera nel modo migliore per il mio (e nostro) mestiere. comunque avrà sempre mie informazioni seguendo i miei blog o il gruppo facebook. grazie ancora e buon futuro

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in risposta ad una email di P

grazie a te, *** quanto a me occorre distinguere fra i dati oggettivi e quelli soggettivi. piano oggettivo (o dell’anima bassa come ne parla Jacques Schanger in Filosofia da camera): tanta stanchezza e spossatezza, giramenti di testa, vertigini. tutti segni della fisiologia del cuore, di certo provato dalla malattia delle tre coronarie e dalla staffilata che ha preso il muscolo cardiaco Sul piano soggettivo scopro una notevole capacità (che mi deriva solo dalla cultura) di adattamento dinamico. il mio atteggiamento, anche di fronte alle prospettive, è di buona qualità: sto imparando molto che l’unica cosa che veramente possiedo è il tempo presente: l’ogni giorno, l’ogni attimo. in ciò sono molto aiutato da un pensiero antico: http://paolodel1948.com/2014/06/23/epitteto-ricordarsi-di-distinguere-fra-le-cose-che-dipendono-da-noi-da-quelle-che-non-dipendono-da-noi/ certo rimane , ma sullo sfondo, la paura per una seconda “mazzata” più forte e impegnativa della prima buone vacanze a te e a voi noi non ci muoviamo da como. facciamo avanti e indietro a nesso / coatesa. e saremo lassù in pianta stabile (con i tre gatti) da fine luglio abbraccio e saluti cari  

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Carteggio con G

Caro Paolo, ti mando degli auguri belli per questa festa importante per la Chiesa. San Paolo, mente affilata, grande combattente, padre duro e lungimiante. In realtà è solo per dirti che ti penso e ti seguo, ammirata per la tua capacità di metterti totalmente in gioco. Naturalmente ne sono anche sconcertata, a volte, come dicevi tu, quelli della tua generazione (io sono un po’ più grande), a volte non ti capiscono. Per me non è così, ma è l’indicazione di una strada totalmente diversa che mi attrae e mi respinge… Ora vado un po’ al mare, torno a metà luglio e a fine luglio sarò a *** . Spero che tu stia sempre meglio, e spero di vederti assieme a *** che ha avuto tanti problemi: una grossa ciste per cui abbiamo dovuto tagliare la sua bella coda…è seguita una infezione terribile,ora, dopo un mese di cure più che quotidiane si sta riprendendo e tra poco sarà in forma. Ti abbraccio, un abbraccio da estendere a luciana, di cui immagino la presenza silenziosa e luminosa, accanto a te. ———————————— grazie tantissime, ***! mi fa piacere che inseguiamo le nostra reciproche tracce. L’immagine delle tracce e dei sentieri mi appartiene molto. Credo derivi anche dal fatto che sono cresciuto in un paesino di lago: fino ai 5 anni stavo a Torno e quei sentierini di sasso senza pericoli e auto mi consentivano , a tre o 4 anni, di andare all’asilo da solo quanto […]

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Carteggio epistolare con A P

Lettera ricevuta tramite Email:   …  avevamo avuto qualche scambio di opinioni in merito a Jung. In ogni caso è tanto che vorrei scriverle, ma gli eventi della vita non mi avevano ancora concesso un momento di tranquillità e ora eccomi a riprendere in mano tutti i  miei propositi. Come sta? Ho letto su facebook cosa le è accaduto ed è proprio in merito a questo che le scrivo. A maggio seguivo il suo cammino di ripresa tramite web e mi sono sentita molto colpita mentre leggevo le sue pagine di diario che ha deciso di condividere. Ho provato nei suoi confronti una grandissima ammirazione, innanzitutto per la scelta di donare alla rete, a un social network, frammenti di un suo vissuto molto intimo, mi sono interrogata molto su questo suo essere e fare dono di sè, di vissuti esistenziali ad altri. Ho sempre pensato che le storie sono un dono e nel leggerLa mi sono sentita in qualche modo chiamata alla custodia dei suoi racconti. Pur non conoscendola è riuscito a creare sensibilmente una grande tesminonianza di vita, di una vita che stava per incontare la morte. E io che ho letto, mentre passeggiavo spensieratamente sul web, mi sono stupita da quanta vita stava circolando in quel momento nei suoi racconti e attorno a essi. Le storie ci toccano sempre, le pagine di diario ci chiedono ascolto, invitano alla presa in cura di esse perchè in qualche modo ci riguardano […]

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Jacques Schlanger e il pensiero stoico romano: l'anima bassa

Originally posted on ANTOLOGIA del TEMPO che resta:
mi sollecitano soprattutto le interprezioni “moderne” di questo pensiero antico: Jacques Schlanger, Come vivere felici: conversazioni con Epicuro, Epitteto e altri amici, Il melangolo, 2000; Jules Evans, Filosofia per la vita e altri momenti difficili: come Socrater & Co possono aiutarti a stare meglio, Mondadori, 2014; Jacques Schlanger, Filosofia da camera, Feltrinelli 2004 (di Schlanger ho ordinato tramite amazon il francese: Du bon usage de Montaigne)   Da FILOSOFIA DA CAMERA di F. Schlanger estraggo: “per “anima bassa” intendo l’insieme delle funzioni e dei funzionamenti fisiologici, sensoriali e motori propri del nostro organismo. per “anima media” intendo tutto ciò che in noi riguarda gli affetti e le passioni. Accanto e a completamento di queste due anime sta l'”anima alta“, l’anima pensante, l’anima intellettuale, ciò che in noi pensa, medita, ragiona, calcola, valuta, giudica, decide”   e poi applica questa classificazione ( che arriva da molto lontano, dal pensiero antico greco e latino) al respirare, al sognare, al dolore, al mangiare e bere, al dormire, al fare l’amore, al vedere, al camminare   e conclude: “preferisco parlare del gioioso stupore che mi coglie di fronte a me stesso, di fronte al miracolo del mio essere, di fronte alla grandezza della mia anima bassa. Amo ciò che in me è il mio corpo organico, amo questa mia anima in ciò che essa fa per me. La ringrazio di essere ciò che è e di…

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carteggio epistolare con M

Ciao Paolo, sono stato informato di quanto successo proprio un mese fa… Immagino il “terremoto” psicologico ed emotivo che questa cosa possa comportare e comunque sono momenti molto difficili al di la di quello che si possa immaginare. Anche se non abbiamo  occasione di vederci da anni,  il mio ricordo è sempre molto legato a te e a Luciana (è stato un momento intenso della mia vita). Sono contento al di la della gravità dell’evento che tutto sia andato per il meglio anche se la riabilitazione e il ripristino di tutte le funzionalità richiedono tempo e pazienza. Un forte abbraccio a te e a Luciana oltre che ad un messaggio di vicinanza animica. Sono convinto inoltre che tutta la grande quantita di splendida musica che sei solito ascoltare possa avere anche una funzione terapeutica. Con affetto *** caro *** che bella la tua lettera! mi ha molto colpito il tuo modo sensibile di cogliere la mia vicenda sai tutto del mio infarto. ma se vorrai sapere anche in futuro, racconto tutto nella mia autobiografia (http://paolodel1948.com/category/diario-e-lettere/malattie/infarto/) in queste settimane ho molto riattivato i ricordi, che sono davvero gli aspetti della nostra vita più duraturi e profondi. lo dico perchè di te ho davvero, ricordi splendidi. la tua pacatezza, il non volere imporre punti di vista, il nostro “idem sentire” nella musica (conservo ancora la tua cassetta audio sull’11 settembre), ricordo perfino un tuo sorprenderti per la bellezza di una ortensia di coatesa […]

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carteggio con L

ciao Paolo. Scusa il silenzio ma sono stato molto assorbito dal solito vortice in queste ultime settimane. Ti ho sempre seguito però nella tua attività internettiana di cui mi arrivano molteplici avvisi tramite Coatesa e dintorni. Vedo quindi con piacere che pur con i nuovi ritmi che la situazione ti ha imposto sei sempre più che attivo. Ho modo di seguirvi anche nelle vostre incursioni in quel di Coatesa e lì la natura effettivamente non può che aiutare. Se e quando vi potesse far piacere un reincontro in compagnia anche delle o della sorelle *** sarà in tal caso un piacere reciproco. Fatti vivo con tue notizie se ne avrai piacere. Buona fine primavera,sulla soglia dell’estate. ——————————————————– caro *** conosco il tempo riempito dal lavoro: non devi scusarti per nulla ti so amico attento e partecipe faccio le cose compatibili con quel senso di stanchezza e precarietà che accompagna questa fase della mia vita scopro che gli autori importanti per momenti così arrivano da lontano, da molto lontano. sono gli stoici della fase romana (la Stoa romana o la “nuova Stoa”). Ma in particolare Epitteto, Seneca, Marco Aurelio. che sono di certo i massimi ispiratori di Montaigne. Quest’ultimo solo andando a quelle fonti ha potuto (in tempi terribili) scrivere gli Essais c’è poi del tempo che devo dedicare alle bozze del mio libro che sarà pubblicato dalla Carocci editore di Roma e c’è qualche attenta e cautelata visita a Coatesa, per bagnare […]

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Riconoscere i segnali del "mal di cuore) – da Humanitas Salute

Di cosa può essere sintomo il dolore al petto? È quello che richiama alla malattia coronarica, e quindi all’angina pectoris e all’infarto. Bisogna appurare se tale sintomo sia dovuto ad un restringimento delle coronarie (le arterie che portano il sangue al cuore e nutrono il muscolo cardiaco), per cui la parte di muscolo cardiaco nutrito da quella coronaria soffre e si avverte il dolore. Per angina si intende un dolore toracico che dura pochi minuti, si risolve prima che le cellule cardiache muoiano e il muscolo cardiaco rimane integro. Se il sangue invece non scorre più perché la coronaria si chiude completamente si ha l’infarto, che vuol dire morte di alcune cellule cardiache, a causa della carenza di ossigeno troppo prolungata. Le caratteristiche del dolore al petto Si avverte oppressione o costrizione al petto, localizzata dietro lo sterno (retrosternale) o alla sinistra del petto. In genere il dolore cardiaco non aumenta con l’atto respiratorio, con i movimenti del torace o premendo con le dita: tali caratteristiche escludono generalmente che si tratti del cuore. Raramente è un dolore lancinante, forte o violento, spesso è identificato come un fastidio, più vago e mal definito, che dura qualche minuto. Non colpisce un punto preciso del torace, può irradiarsi al collo oppure al braccio sinistro, colpendo anche solo alcune dita della mano con formicolio. I disturbi cui può essere associato  Può essere associato ad altri disturbi, cosiddetti neurovegetativi, come nausea, vomito, sudorazione, sensazione di angoscia. Purtroppo non ci […]

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carteggio con M e C

cara M ti anticipo una mia scelta necessaria. Lo faccio per le implicazioni di organizzazione didattica che ti impegna sul fronte direzionale poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione del dopo infarto. sto facendo varie rinunce e altre si prospetteranno. Tanto più che fra 2 o tre mesi mi aspetta un secondo intervento di angioplastica coronarica scopro fortissime mie capacità di adattamento, ma tutto è diverso da prima la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbia probabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio. e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni. ragion per cui rinuncio ai disgustosi talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni”. Il “giudizionismo” di questi tempi tende ad annientare le mie esigue forze e – con tutta probabilità – dovrò rinunciare all’incarico di docenza universitaria per l’anno prossimo a scienze della formazione e per i seminari alla facoltà di servizio sociale questa scelta mi pesa, mi pesa molto, perchè di certo la mia vocazione nella polis è quella del docente. ho cominciato nel 1973, termino nel 2014 Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe (per tracotanza e supponenza grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più. la mia vita […]

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carteggio epistolare con G

Caro Paolo, ti vedo finalmente dopo il tuo ricovero in Valduce !  Volevo venire a trovarti lì (conosco qualche modo di entrare fuori orario) ma Luciana ha detto a *** che era meglio aspettare. Poi sei tornato presto a casa, ma preferisci un po’ “tenere le distanze” , come mi sembra di capire. Mi fa quindi molto piacere che tu adesso esca a camminare anche in luoghi affollati, un po’ incasinati, con tanti visitatori e turisti curiosi. Io sabato e anche la mattina di domenica 1° giugno ero nel bellissimo convento di Sant’Abbondio (magnificamente restaurato anche con l’appoggio del ns amico Tino, che per primo mi aveva fatto visitare il cantiere anni fa) ad ascoltare dal vivo le interessanti testimonianze degli invitati, tra loro diversi ma tutti molto genuini e coinvolgenti (testa e cuore), dall’imprenditrice farmaceutica Zambon (che dirige dal Veneto una multinazionale) allo strategist/designer architetto Lanzone di Milano. Nell’intervallo ho rivisitato la magnifica chiesa romanica, che la simpatica giovane studente-guida Jacopo Borghi che mi ha spiegato che nel 1013 si cominciò a costruire questa chiesa un po’ “nordica” , utilizzando anche antichi materiali romani. Tra questi anche una colonna di marmo bianco (oggi rinforzata da armatura di ferro) a sua volta fatta arrivare 2000 anni fa dalla Grecia da qualche ricco romano. Nel tuo peregrinare per la città, ti suggerisco un allungo mattutino a Sant’Abbondio, che è rivolto ad est . Spero anche di rivederti presto : ricordo ancora con grande piacere […]

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email di L M

Grazie a te per tutto quello che fai sulla rete con grande generosità e unicità, aldilà della tua indiscussa preparazione culturale, caratterizzato principalmente dal desiderio di tramettere un vissuto (il tuo) che certamente ti aiuta nel tuo cammino ma che ha importati riflessi in chi ti legge: un mostrarsi per accogliere apertamente e con amore il prossimo. ciao

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lettera a M

ciao *** grazie tantissime per la tua attenzione sto adattandomi ad uno stile di vita improntato alla lentezza. non mi è facile, perchè ero di una tipologia psicologica diversa sono farmacodipendente e in attesa di una secondo intervento di angioplastica (fra due o tre mesi) leggo moltissimo (soprattutto emanuele severino, che è stato importantissimo nei tre giorni di unità coronarica intensiva e michel de montaigne che insegna l’autoriflessione, lui che ha scritto di sè, in tempi tremendi e turbolenti di conflitti culturali, religiosi,  ideologici) vediamo tutta la serie americana di criminal minds, che soddisfa la mia voglia di legalità e lotta contro il crimine faccio leggére camminate per como, che scopro, sempre più,  essere davvero una bellissima città anche per un cardiopatico. è perfetta per essere “camminata”. ed è piena di “segreti”, tutti da scoprire in questa “svolta” evito ogni contatto faccia a faccia. mi mettono troppo sotto tensione, mi esauriscono le forze investo tutto nella relazione con luciana, che è il mio vero e unico “mandala vivente” scrivo una specie di diario sull’infarto sul mio blog autobiografico (http://paolodel1948.com). se hai curiosità troverai lì tutta la storia clinica e il carteggi amicali (ed anche questa lettera che ti sto scrivendo, tutelando il tuo diritto di privacy scrivere sulla rete (i miei blog e facebook) ha su di me un effetto terapeutico. mi consente di prendere contatto con i miei ritmi interni , senza la fatica della relazione interpersonale faccia a faccia che, invece, tende ad abbattermi questa solitudine interpersonale fa parte della disciplina di autocura che sento […]

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adattarsi soggettivamente alla condizione oggettiva: autodisciplina per la RABBIA

Per la serie: “adattarsi soggettivamente alla condizione oggettiva” La dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze farmacologiche, dietetiche, comportamentali ) devo badare a Fatica fisica Freddo Rabbia Probabilmente oggi la rabbia diventa un mio rilevante fattore di rischio: essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni. Ragion per cui mi sto dando una necessaria disciplina: rinuncio ai talk show televisivi di politica, ma non alla informazione scientifica sulla politica (filosofia, politologia, diritto). Insomma: alla larga dai giornalisti frustrati e “giudizionisti” evitare le discussioni con una certa tipologia di “amici”: quelli giudicanti e afflitti dalla patologia del “giudicazionismo”, dall’alto del loro “ben essere”. Per esempio quelli che dicono: “bella la prima parte di questo film. La seconda no … la seconda non mi piace”; “guardi Criminal Minds? … ma allora sei proprio andato …” (con risolino di compatimento); “questa antologia musicale che hai creato e donato è noiosa, tranne qualche pezzo …”; “se la pensi così sei un poveretto che deve farsi curare … “; “hai votato Monti? ma allora sei diventato di destra”; “voti il Pd di Renzi? … lo sapevo già che eri stronzo …”; “Come sei cambiato: è la malattia … sei malato, poverino”; “chissà se sei in grado di capire cosa succede dentro di te …”  …. e così via soprattutto stare alla larga dagli “ex compagni”. Quelli che , dalla sicurezza delle loro pensioni che sottraggono futuro ai giovani (“se 800 euro vi sembran pochi !”), si sentono […]

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lettera a C.

cara *** certo la mia malattia e post malattia è diversa dalla tua. per esempio: non c’è il dolore ma la SITUAZIONE è la stessa: quella di adattarsi soggettivamente alla condizione oggettiva mi aiuta molto internet, che mi tiene collegato al mondo. ma anche la lettura che è probabilmente il mio karma da quando ero bambino non entrare più in un’aula universitaria, sciorinare sul tavolo (davanti agli occhi attoniti di studentesse e studenti) la decina di libri che uso per ogni unità didattica, argomentare sui lucidi proiettati sulla parete, dire cosa voglio dire, dirlo, ripetere quello che ho detto … sono tutti gesti che mi mancheranno per ora ho dato le dimissioni da un corso (quello di ***). per *** sarà più difficile. perchè creo loro grossi problemi organizzativi. qui vedremo se saranno possibili aggiustamenti sulla eredità che hai lasciato con i *** : è in buone mani (pensa che ho scoperto che***  è stata una mia allieva alla fine degli anni 80 a milano) : la cooperativa sociale ***  è fra le più interessanti e “colte” cooperative che mi è capitato di conoscere. anche questo è oggettività: le cose cambiano. anche nelle istituzioni: qui la transizione è dalla cultura del volontariato alla cultura della cooperativa (che una cultura del LAVORO, non del tempo gratuito disponibile ai bisogni) grazie per il tuo messaggio e per la chiaccherata al ritmo di “scripta manent” ciao e buone ore

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lettera a C. e a M.

grazie per il pensiero, *** scrivevo poco fa a una amica:poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione. sto facendo varie rinunce e altre si prospetterannoma scopro fortissime mie capacità di adattamento la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbiaprobabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio. e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni. ragion per cui rinuncio ai talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni” e – con tutta probabilità – all’incarico di docenza universitaria per l’anno prossimo. quest’ultimo mi pesa, mi pesa molto perchè di certo la mia vocazione è quella del docente. Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe (per tracotanza e supponenza grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più. farmaci, passeggiate per como, letture, web sono gli alleati terapeutiIl filosofo Michel de Montaigne mi aiuta molto, perchè mi insegna ad osservare senza interpretare (ottimo antidoto alla rabbia)insomma: buddisticamente le cose sono forse peggio per come le immaginiamo che per come effettivamente accadono. Ma poi le cose accadono

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lettera a P.

cara patrizia *** ….. sperimento in queste settimane quanto conti l’amore coniugale poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione. sto facendo varie rinunce e altre si prospetteranno ma scopro fortissime mie capacità di adattamento ieri la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbia probabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio. e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni. ragion per cui rinuncio ai talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni” e – con tutta probabilità – all’incarico di docenza per l’anno prossimo. quest’ultimo mi pesa, mi pesa molto perchè di certo la mia vocazione è quella del docente. Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe  (per tracotanza e supponenza  grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più farmaci, passeggiate per como, letture, web sono gli alleati terapeuti Montaigne mi aiuta molto perchè mi insegna ad osservare senza interpretare (ottimo antidoto alla rabbia) Ma la prospettiva è la Gioia filosofica di cui parla il linguaggio di emanuele severino insomma: buddisticamente le cose sono forse peggio per come le immaginiamo che per come effettivamente accadono abbracci e saluti cari a te e un pensiero per ***  

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