Piante e animali sono facce della stessa medaglia: pezzi di Dna, protetti da armature di zuccheri e proteine
Cambia solo il modo in cui intercettano l’energia, per trasformare in nuova materia il carbonio che galleggia nell’aria. E, di conseguenza, varia il modo in cui questo nutrimento se lo vanno a cercare, attraverso diverse strategie di movimento che, a loro volta, hanno indotto con l’evoluzione divergenze morfologiche sia esterne, sia a livello cellulare. Ma, per il resto, piante e animali sono facce della stessa medaglia: pezzi di Dna, protetti da armature di zuccheri e proteine, che passano l’esistenza a preparare l’organismo per il momento focale, e cioè la perpetuazione del Vivente tramite la riproduzione. Nel frattempo, entrambi mangiano, crescono, comunicano, difendono la loro nicchia di sopravvivenza.
tutto l’articolo qui: Il respiro dell’albero – Corriere Fiorentino.
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