Quest’anno Parolario esplora il tema dell’indagine tra letteratura, cronaca e nuove tecnologie, attraversando il giallo classico, il noir contemporaneo, i podcast narrativi e le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nel racconto del presente.
Scrittura e indagine: da Agatha Christie all’intelligenza artificiale
Quest’anno Parolario esplora il tema dell’indagine tra letteratura, cronaca e nuove tecnologie, attraversando il giallo classico, il noir contemporaneo, i podcast narrativi e le trasformazioni introdotte dall’intelligenza artificiale nel racconto del presente.
Rosa Teruzzi “Trappola nella nebbia” (Sonzogno), Giovanni Cocco e Amneris Magella “Notturno con delitto” (Marsilio), Paolo Roversi “E così per non morire. La nuova indagine della profiler Gaia Virgili” (SEM editore), Franco Vanni “Morte e miracolo del numero 3” (Baldini+Castoldi). Modera Paolo Moretti.
Letture e mini-seminario di scrittura ispirato al decalogo di Patricia Highsmith con la presentazione di Storie e Misteri del Lago di Como (Etv Publishing). Con Giovanni Cocco e Amneris Magella, Alessandro Piccinelli, Claudio Villa e Alessio Brunialti.
Con Mario Biondi, Alessio Brunialti, Andrea Maia, Max Pini, Lorenzo Morandotti, Mita Bolzoni e Luca Bardi. A cura di Nuova Casa della Musica e Gruppo Letterario Acarya.
Paolo Donà, Giovanni La Rosa, Lisa Della Volpe, Chiara Milani e Carlo Pozzon. Presentazione del docufilm-intervista e del libro. Con l’amichevole collaborazione del Rotary Club Como Baradello. Ingresso libero fino a esaurimento posti.
L’articolo di Gianfranco Manfredi su La Provincia (8 giugno 2026) rievoca il brutale “Sacco di Torno” dell’11 giugno 1522, quando le truppe fedeli a Carlo V devastarono il borgo alleato dei francesi.
Il pezzo si inserisce nella riscoperta storiografica locale promossa da realtà come la Società Storica Comense e l’associazione “Via de Benzi 17”. [1, 2]
Il sacco di Torno dell’11 giugno 1522 rappresenta una delle pagine più drammatiche e violente delle Guerre d’Italia del XVI secolo sul Lago di Como.
Il borgo lariano subì una totale distruzione per mano delle truppe imperiali spagnole e dei soldati di Como, fedeli a Carlo V d’Asburgo e a Francesco II Sforza, come punizione esemplare per la sua alleanza strategica con la Francia. [1, 2, 3]
Il contesto geopolitico
Nel 1522, il territorio milanese era il principale campo di battaglia tra il re di Francia Francesco I e l’imperatore Carlo V. [3, 4]
Torno era un borgo florido, ricco di opifici tessili e fortificato, posizionato in modo cruciale sul lago. Aveva scelto di schierarsi apertamente con la fazione filo-francese. [1, 2, 5]
Como, al contrario, sosteneva la fazione imperiale e sforzesca. La rivalità tra i due centri non era solo militare, ma anche economica e commerciale. [1, 6]
La dinamica dell’attacco
L’11 giugno 1522, una flotta militare partita da Como sbarcò a Torno. Le truppe d’assalto erano guidate dal condottiero Gian Giacomo Medici, noto storicamente come il “Medeghino”, affiancato dal capitano di ventura Villachiara. Le difese del borgo, che ospitavano un contingente di soldati francesi, vennero travolte dalla brutalità della manovra. [1, 2, 5, 7]
Il massacro e le conseguenze
L’episodio si trasformò rapidamente in una carneficina: [2]
Distruzione totale: Il borgo fu messo a ferro e fuoco. Le cronache dell’epoca descrivono tetti ridotti in cenere e violenze indiscriminate finché vi furono abitanti da uccidere. [2]
Esodo dei sopravvissuti: Molti cittadini cercarono scampo via lago sui moli, fuggendo verso l’alto lago, la Svizzera o la bergamasca. [1, 2]
Declino economico: Torno perse la sua antica prosperità. Solo alla fine del Cinquecento i discendenti dei sopravvissuti tornarono per ricostruire il paese sulle sue stesse macerie. [1]
A testimonianza della violenza degli scontri nel porto, durante le operazioni di bonifica subacquea del XIX e XX secolo sono stati rinvenuti numerosi armamenti risalenti proprio a quell’epoca. [1]
Nell’ ambito degli incontri <<RACCONTARE, CAPIRE, CONFONTARSI>>, le sfide della Città in vista elezioni comunali di Como, Mercoledì 17 Giugno, ore 18,15, ingresso libero aperto a tutte e tutti, pressò YATCH CLUB COMO, Viale PUECHER 8, l’Associazione Costruiamo Como, https://www.costruiamo.org/,
organizza l’Agorà <<LA PAROLA ALLE ASSOCIAZIONI>> conduce e modera il giornalista Davide Fent,
partecipano,
Claudio Bocchietti <<Società Palchettisti Teatro Sociale di Como>>,
Nicola Curtoni <<Cinema Astra Como>>, Gioacchino Favara <<Yatch Club Como>>,
Maria Cristina Forgione <<Associazione Carducci>>,
Ilaria Grisoni <<Delegazione FAI Como>>.
Responsabilità dell’incontro sulla Cultura significa capacità di rispondere, dopo aver ascoltato, certo. Ascoltare non basta mai, occorre rispondere, e in modo efficace.
Questa è etica, etica politica.
Oggi domina la retorica, quando va bene, sulla semplice dimensione dell’ascolto.
Ma virtus è altra cosa: realizzare quegli atti che consentano di superare disuguaglianze e ingiustizie, e aprirsi alle Bellezza, ecco lo scopo dell’incontro con protagoniste e protagonisti assolute e assoluti in questo campo e non solo.
La cultura è partecipazione, e una città come Como deve saper ascoltare chi la vive.
Per questo, ecco un “Forum sulla Cultura”, in un momento di confronto tra operatori del settore e cittadini per costruire insieme il futuro culturale della città. Como è un laboratorio aperto, dove il dialogo tra pubblico e privato, tra istituzioni e comunità, deve essere alla base di ogni progetto culturale di successo.
L’obiettivo non è solo offrire un palinsesto di eventi, ma creare le condizioni affinché le idee possano nascere e svilupparsi liberamente. La cultura non deve essere calata dall’alto, ma deve essere il frutto di una collaborazione continua e inclusiva.
“Momenti lirici” è la prima raccolta di poesie della celebre scrittrice e poetessa comasca Carla Porta Musa, pubblicata originariamente nel 1950. L’opera segna il debutto letterario ufficiale dell’autrice, che all’epoca aveva già 48 anni, dando il via a una lunghissima e prolifica carriera poetica e narrativa. [1, 2]
Versioni ed Edizioni dell’Opera
Essendo un testo storico della letteratura del Novecento, il libro ha avuto diverse edizioni nel corso degli anni ed è oggi reperibile principalmente come volume vintage, usato o da collezione:
Prima Edizione (1950): Il debutto assoluto in cui l’autrice raccoglie la sua prima produzione in versi. [1]
Nuovi momenti lirici (1953): Una successiva raccolta complementare che prosegue il percorso della prima opera. [1]
Edizione Carpena (1962): Una delle edizioni d’antiquariato più diffuse tra i collezionisti, stampata a Sarzana dall’editore Maurizio Carpena. [3, 4]
Momenti lirici 1950-1980 (Lalli, 1980): Un’importante raccolta antologica edita da Antonio Lalli che unisce trent’anni di produzione poetica della Porta Musa. [5, 6]
Ristampe successive: Il testo è stato catalogato e venduto nel tempo anche sotto etichette storiche come le Edizioni dell’Esame. [7]
Portali specializzati in libri rari e d’epoca come AbeBooks o piattaforme di aste collezionistiche come eBay.
Il volume “Quaderno rosso. Incontri” è un’opera della scrittrice e saggista comasca Carla Porta Musa, pubblicata nel 2002 dalla casa editrice DialogoLibri. [1, 2, 3]
Caratteristiche dell’opera
Genere: Raccolta di memorie, riflessioni personali ed elogi biografici dedicati a figure ed incontri significativi della vita dell’autrice. [1]
Contesto editoriale: Il libro fa parte di un ciclo di pubblicazioni nate dall’opera originaria Quaderno rosso (la cui primissima edizione risale al 1954 per l’Editoriale Comense). L’edizione del 2002 approfondisce la serie degli “Incontri”, a cui è seguito nel 2004 il volume Quaderno rosso. Incontri 3. [1, 4, 5]
Contenuti: All’interno del testo, l’autrice ripercorre i legami con personalità della cultura, della società e della realtà locale (come la successiva memoria per Carla Bignami), offrendo uno spaccato intellettuale del Novecento italiano. [5, 6]
L’autrice
Carla Porta Musa (Como, 15 marzo 1902 – Como, 10 ottobre 2012) è stata una delle figure più longeve e rilevanti del panorama culturale lombardo. Animatrice di celebri salotti letterari, è stata poetessa e romanziera, legata da profonda amicizia a intellettuali del calibro di Benedetto Croce, Salvatore Quasimodo e Dino Buzzati.
Gran parte della sua produzione e dei suoi manoscritti inediti sono oggi custoditi presso la Biblioteca Comunale di Como. [1, 7, 8]
Il volume “Carla Porta Musa. Un secolo a Como” è una rilevante monografia biografica e storica pubblicata nel 2002 dalla casa editrice Enzo Pifferi Editore. [1, 2, 3]
Scheda tecnica del libro
Titolo: Carla Porta Musa. Un secolo a Como
Testo: Pietro Berra (giornalista e scrittore comasco)
Presentazione: Federico Canobbio Codelli
Editore: Enzo Pifferi Editore
Anno di pubblicazione: 2002
Pagine: 64 pagine
Codice ISBN: 9788888174372 (o 8888174370) [1, 2, 4, 5]
Contenuto e contesto
Il libro celebra la figura di Carla Porta Musa (1902–2012), celebre scrittrice, saggista e poetessa italiana originaria di Como, proprio in occasione del suo centesimo compleanno (compiuto nel 2002). Attraverso il testo redatto dal giornalista Pietro Berra e il ricco apparato iconografico tipico delle edizioni di Enzo Pifferi, l’opera traccia un parallelo inscindibile tra la lunghissima vita della scrittrice e l’evoluzione storica, culturale e sociale della città di Como lungo tutto il Novecento. [2, 4, 5, 6, 7]