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Leopoldo Lonati, Discorso senza un alito di vento. Quartine.  Note di lettura di Aurelio Buletti e Renato Giovannoli, Casagrande Edizioni

Antologia del TEMPO che resta

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Casagrande Edizioni  presenta

Leopoldo Lonati,  Discorso senza un alito di vento.  Quartine

Centotré quartine (più una) per un Discorso enigmatico e meditativo, seducente nella sua musicalità, dove «giocosamente e non senza humour le parole convocano altre parole».

«Questa può essere una chiave per aprire alla nostra comprensione e al nostro affetto le quartine che compongono il Discorso: assumere su di sé tutte le asprezze del non facile viaggio di ispezione e scrittura effettuato dall’autore ed appropriarsi, con una lettura attenta, della ricchezza del contenuto e della maestria della forma, provandone gioia e oserei addirittura dire allegria».

Dalla nota di lettura di Aurelio Buletti

«Da dove giunge la poesia di queste quartine? Possiamo certo tenere conto dei riferimenti biblici, delle inevitabili reminiscenze di altri poeti, delle epigrafi scelte dall’autore dalle quali si potrebbe risalire almeno a una parte dei suoi riferimenti filosofici, ma la caccia alle fonti non sarebbe di grande aiuto…

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z: da classificare

Giuseppe Mariani, Storia della scuola elementare comunale in Italia dal 1815 al 1945. il caso di Seregno, GWMAX editore, 2022

Mappe nel Sistema dei Servizi alla Persona e alla Comunità

vai a https://gwmax.it/shop/index.php/prodotto/storia-della-scuola-elementare-comunale-in-italia-dal-1815-al-1945-il-caso-di-seregno/

Questo libro è un atto d’amore per la scuola elementare e, prima ancora, per i bambini e i maestri che quella scuola hanno fatto in anni tanto lontani.
La prima tappa è la scuola elementare austriaca, a partire dall’Editto sovrano del 6 dicembre 1774: il principio era “Dovunque si tiene un Libro Parrocchiale, vi ha una Scuola elementare minore”. Toccava ai parroci istituire e dirigere le scuole pubbliche nei territori dell’Impero.
Tra il 1859 e il 1861 avviene l’unificazione d’Italia: la scuola elementare passa ai Comuni e nei cinquant’anni successivi si avvia il lungo e sofferto percorso del “leggere, scrivere e far di conto”.
Tra il 1911 e il 1926 la scuola elementare passa dai Comuni alle Province e, quindi, allo Stato, assumendo quell’organizzazione che ancora oggi, a grandi linee, ci è familiare.
In questo libro si raccontano le tappe di quel faticoso percorso, marcato da sviluppi…

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Valle del Cosia

Il Piccolo Frutto di Chiara – Prodotti freschi, Nettari, Confetture, Composte, Estratti, Tisane, Sciroppati, Liquori, Miele. In Alta Valle Intelvi, località Pellio Intelvi (provincia di Como). Rinvio al sito

IL PICCOLO FRUTTO DI CHIARA, AZIENDA AGRICOLA BIOLOGICA

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Il Piccolo Frutto di Chiara – Prodotti freschi, Nettari, Confetture, Composte, Estratti, Tisane, Sciroppati, Liquori, Miele

Berra Pietro · Zelbio

ZELBIO, una perla lontana dal mondo, intervista a Armando Besio, a cura di Pietro Berra, in l’Ordine/la Provincia 25 settembre 2022

letto in edizione cartacea

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https://ordine.laprovinciadicomo.it/

Melo e Pero Cotogno

le MELE COTOGNE, scheda di Anna Rota Martir in La Provincia 23/9/22

CULTURA e CULTURA LOCALE · Lombardia

Elena Marchesi, Castelli della Lombardia, editoriale Programma, 2022

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Una guida alla scoperta di fortezze inespugnabili, torri panoramiche, sontuose residenze: la storia della Lombardia raccontata dai castelli che troviamo in tutta la regione, dalle aree urbane a quelle montane. Spesso costruiti sotto le lunghe dominazioni milanesi delle famiglie Sforza e Visconti, questi edifici ne rappresentarono anche il prestigio e nei secoli molti si sono arricchiti di opere d’arte, hanno ospitato illustri personalità e vigilato su cruente battaglie, riuscendo a portare fino ai giorni nostri un’importante testimonianza di epoche lontane.

 

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il GINEPRO del terrazzamento della Vite, settembre 2022

Brianza

Le marcite del Parco Lambro – Centro Studi PIM

Al Parco Lambro le antiche marcite stanno prendendo vita: è in corso un progetto di recupero del sistema di irrigazione che, sviluppato dai monaci nel Medioevo, ha permesso al Milanese di produrre prati più fertili per l’alimentazione delle bovine da latte, dei cavalli e di drenare le piene del fiume. L’irrigazione invernale dei prati permette, oggi, di produrre foraggio e latte di miglior qualità e offrire rifugio per molte specie di uccelli, anche rari. Sono i maestri campari, gestori delle acque, che consentono l’equilibrato uso delle acque: questo mestiere viene oggi riscoperto e nuovamente insegnato anche a persone con fragilità sociale, grazie a un progetto promosso dalla cooperativa Cascina Biblioteca che ha in carico la gestione delle marcite comunali del Parco Lambro. Il progetto, realizzato in collaborazione con il Dipartimento Abc del Politecnico di Milano e il Parco lombardo della Valle del Ticino, è finanziato da Fondazione Cariplo.

La visita guidata consente di scoprire la storia delle marcite, il loro ruolo passato e presente, il loro potenziale per contrastare il cambiamento climatico e offrire soluzioni sostenibili per l’incremento della biodiversità e la gestione sostenibile della risorsa idrica. L’evento permette di sperimentare il lavoro del camparo nella gestione delle acque con gli strumenti del mestiere, badile e stivali.

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Le marcite del Parco Lambro – Centro Studi PIM
Brianza

L’anima della Brianza si chiama Lambro, di Giovanni Santambrogio in L’Ordine / La Provincia 11 sett 2022

letto in edizione cartacea

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STORIA LOCALE E SOCIETA' · Tajana Tino · Villa Geno

L’Eden compromesso della Riva di Geno, di Clemente Tajana, in L’Ordine / La Provincia 18 sett 2022

letto in edizione cartacea

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https://ordine.laprovinciadicomo.it/archivio/ricerca/autore/Clemente_Tajana/

Brianza · CULTURA e CULTURA LOCALE

Chiara Ballabio, Zeno Celotto, Acque, fontanili, nobili e banditi nella Brianza del XVI e XVII secolo, Gwmax editore, 2022

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Pochi luoghi in Lombardia possono competere con la Riserva naturale della Fontana del Guercio per l’ambiente idilliaco. L’acqua sgorga da diversi fontanili, scorre dolcemente in vari ruscelli che si intrecciano, convergono o si dividono all’interno di un bosco e di una valletta appena incisa tra i primi rilievi collinari della Brianza comasca. Quindi, riuniti infine in un unico, sempre modesto, corso d’acqua, fuoriescono verso la pianura.

Se invece risaliamo verso monte, aggirando il rilievo sulla destra dove sorge la cascina Guardia, ci imbattiamo in un piccolo e profondo canale. Seguendo il sentiero che lo costeggia più o meno da vicino, giungiamo ad un manufatto che a prima vista ci lascia stupiti: un’ampia vasca di forma all’incirca triangolare, scavata nel terreno e delimitata da alti muri in pietra. Si tratta di un più ampio fontanile, attualmente conosciuto come Testa del Nan.

La scoperta di un prezioso documento del XVI secolo, conservato presso l’Archivio dell’Ospedale Maggiore di Milano, ha permesso di ricostruire la storia legata all’origine di questo fontanile e delle lotte per il suo possesso tra i conti Manriquez e Marliani fino alla sua cessione, nel XVII secolo, ai Borromeo Arese.

COPERTINA fontanili 7 (2)

Guin Giuseppe

Giuseppe GUIN, Trilogia dell’amore imperdonabile, Dominioni editore, 2022

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