PROVINCE DELLA TUTELA. STUDI SULLA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO IN LOMBARDIA TRA ‘800 E ‘900. COMO E SONDRIO, 11 settembre ore 11
Gianpaolo Angelini, Province della tutela. Studi sulla conservazione del patrimonio artistico in Lombardia tra ‘800 e ‘900. Como e Sondrio I rapporti tra la ricerca storica e la tutela del patrimonio artistico sono un tema ancora oggi più che mai attuale, perché stanno alla base di una corretta ed efficace politica di gestione, conservazione e valorizzazione dei beni culturali. Le province di Como e Sondrio, da questo punto di vista, rappresentano nel panorama lombardo un osservatorio privilegiato, per le vicende complesse che hanno caratterizzato la riscoperta del territorio a partire dai flussi turistici di fine Ottocento e dalla grande esposizione voltiana del 1899, passando poi per la nascita di istituzioni e sodalizi finalizzati alla salvaguardia delle memorie storiche.
Gianpaolo Angelini è docente di Museologia e Storia della critica d’arte all’Università di Pavia.
HORTUS [IN]CONCLUSUS di Mario Aiuto, Antonella Corbisiero, Yari Miele e Giuseppe Vigliotti a cura di Dalila Rosa Miceli inaugurazione venerdì 11 settembre, ore 18 The Art Company Como Via Borgovico 163, Como (cortile interno) la mostra sarà visitabile fino a sabato 26 settembre dal lunedì al venerdì ore 15.00/18.30 sabato solo su appuntamentochiamando i seguenti numeri 348.8782440 – 334.5062179per informazioni info@theartcompanycomo.it Nella tradizione biblica e medievale, l’Hortus conclusus delinea un particolare tipo di giardino generalmente monastico, tanto florido quanto segretamente circoscritto all’interno delle proprie mura. Lavorando in contrasto con questo concetto, che prevede una natura florida ma anche stabile e addomesticata dalla mano umana, la mostra intende ribaltare e trasformare lo spazio espositivo in un Hortus in-conclusus. Un giardino, dunque, che non è più tale: un luogo eterogeneo, abitato da spettri di presenze e di assenze, e da continue mutazioni. L’Hortus in-conclusus è la formalizzazione consistente del divenire naturale: è una sorgente di natura incontrollata, incontrollabile, ingovernabile. All’interno di questo sistema non-concluso e non-circoscritto, le opere di Mario Aiuto, Antonella Corbisiero, Yari Miele e Giuseppe Vigliotti danno vita ad un dialogo aperto tra natura e azione umana, sviluppandosi in uno spazio privo di gerarchie, capace di configurarsi come un archivio di infinite e plausibili possibilità espressive. L’incontro e scontro di una pluralità di voci artistiche e di medium formalizza e restituisce al pubblico una serie di intimi interrogativi sul significato più profondo dell’abitare la terra. MARIO UMBERTO AIUTO nato a Dervio (Como) nel 1967, è un artista autodidatta. Ha sviluppato la propria ricerca artistica attraverso un percorso indipendente che trova nella mostra collettiva presso The Art Company il suo primo ingresso nel panorama espositivo nazionale. Ha esordito con la mostra personale “Imperfezioni circolari. Arte da ciò che resta” (2025 – Spazio Lechler Village, Como). ANTONELLA CORBISIERO nata nel 1967, è assistente di laboratorio presso il Liceo Artistico I.S.I.S. “Paolo Carcano” di Como. Ha esposto in occasione di mostre personali e collettive, tra le quali: “Open Studio” (2023 – Via Canturina, Como), “Io non sono dove mi vedi” (2022, 2023 – Teatro Sociale di Como e Centro Congressi Medioevo, Olgiate Comasco), “I segreti del blu” (2024 – Museo del tessile e della Tradizione industriale, Busto Arsizio), “Il corpo grida quello che la bocca tace” (2025 – Ex Tintostamperia Val Mulini, Como). Ha inoltre collaborato con diverse compagnie teatrali per la realizzazione degli apparati di scena. YARI MIELE nato a Cantù (Como) nel 1977, si diploma nel 1997 all’Istituto Statale d’Arte “Fausto Melotti” e consegue nel 2003 la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Ha partecipato a workshop con Carla Accardi, Gilberto Zorio e Corrado Levi, affiancando quest’ultimo in studio. Ha lavorato con l’Archivio Marion Baruch, dal 2013 al 2022 è stato co-direttore dello spazio MARS (Milan Artist Run Space) e dal 2016 collabora con lo spazio Albertoaperto. È presente su ItalianArea dal 2018, e dal 2020 lavora con Nicoletta Rusconi per il progetto ArtBite/Bite&Go. Le sue opere fanno parte della collezione Colombo Industrie Tessili e dell’Archivio di Stato di Modena. GIUSEPPE VIGLIOTTI nato nel 1965, è docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico I.S.I.S. “Paolo Carcano” di Como. Dal 1986 espone in mostre collettive e personali e dal 1987 lavora come illustratore e grafico free-lance per diverse case editrici. Si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) nel 1988. Dal 2007 al 2010 si occupa di editoria d’arte, maturando esperienza nel campo della realizzazione di libri d’artista con tecniche calcografiche e approfondendo l’utilizzo di software per l’impaginazione editoriale e per la creazione di siti web. Attualmente si dedica prevalentemente alla fotografia, alla video-installazione e alle produzioni multimediali. Nel 2017 ha pubblicato come coautore il volume “Disegnare il volto: anatomia, espressioni, emozioni e sentimenti” (Ikon Editrice, Milano), tradotto in tre lingue per il mercato internazionale.
Collana/area tematica: saggistica / proposte di ricerca storico-culturale sul viaggio in Italia[leccoonline][cinquesensi]
Il volume raccoglie testimonianze di viaggiatori e artisti stranieri tra Settecento e Ottocento che hanno attraversato il Lago di Como e il territorio lecchese, restituendo uno sguardo stratificato sul paesaggio, le percezioni e gli incontri culturali dell’epoca.[leccoonline][officinabadoni]
Contenuti e temi principali (da interviste e presentazioni)
Dalle interviste e dalle presentazioni pubbliche emergono alcuni nuclei tematici ricorrenti:
Distinzione tra Grand Tour “classico” e viaggio romantico:
Il Grand Tour vero e proprio era un viaggio di formazione incentrato sulla classicità (Firenze, Roma, Venezia), con i laghi generalmente esclusi dagli itinerari principali.[leccoonline]
A metà Settecento cambia la sensibilità: si afferma il viaggio romantico, con la ricerca di nuovi scenari (laghi, Dolomiti, Sud Italia) e forme di viaggio meno dispendiose.[leccoonline]
Tre fattori che “lanciano” il Lago di Como nell’immaginario europeo:
L’affermarsi della sensibilità romantica.[leccoonline]
L’apertura delle grandi strade verso Stelvio e Spluga e della strada costiera, che trasformano la mobilità e favoriscono paesi come Varenna (stazione di posta).[leccoonline]
Il momento manzoniano: dopo la prima edizione dei Promessi sposi, i luoghi del romanzo diventano meta di visitatori stranieri, anche se poi, con la nazionalizzazione del romanzo, l’interesse internazionale cala.[leccoonline]
Viaggiatori e artisti citati o ricostruiti:
Figure note come Stendhal e altre meno conosciute, tra cui Frank Randal, finanziato da John Ruskin per dipingere angoli d’Italia “a rischio scomparsa”.[leccoonline]
Randal lascia acquerelli lecchesi (Resegone, una “casetta di Lucia” a Bonacina, la rocca di Paré, una casa a Pescate) che, secondo l’autore, non risultano mai pubblicati.[leccoonline]
Si segnala anche il passaggio da Lecco di Michail Bakunin, diretto verso Bologna per tentare una rivolta popolare.[leccoonline]
Prospettiva culturale e turistica: L’autore sottolinea la possibilità di leggere il volume anche come spunto per itinerari culturali, ad esempio ricostruendo percorsi di pellegrini diretti in Terra Santa che da Lugano raggiungevano Menaggio, poi Lecco in barca, e da lì Bergamo e Venezia, suggerendo un legame da riscoprire tra Lago di Como e Venezia.[leccoonline]
Presentazioni ed eventi collegati
Il libro è stato presentato in diversi contesti lecchesi, tra cui:
Officina Badoni – Lecco, nell’ambito del programma “Archivi per Lecco”: incontro il 21 aprile 2026, con dialogo tra l’autore e Gianfranco Scotti, centrato su testi e immagini che raccontano Lecco attraverso gli occhi dei viaggiatori stranieri.[officinabadoni]
Spazio FBF – Valmadrera, nel ciclo “Scrittori locali 2026”, dedicato ad autori del territorio che hanno pubblicato tra 2024 e 2026; tra gli ospiti figura “Pietro Dettamanti” con Il Grand Tour a Lecco.[in-lombardia]
Altre segnalazioni in circuiti culturali locali (BAC Bellano, ecc.) confermano la circolazione del volume nell’area del Lago di Como.[bacbellano]
“Due secoli fa la rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga”, firmato da Pietro Berra e pubblicato nella sezione L’Ordine de La Provincia di Como il 6 settembre 2026.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
Titolo e contesto editoriale
Titolo completo:Due secoli fa la rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga
Autore: Pietro Berra (curatore della mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como” al Museo del Paesaggio di Tremezzina)
Pubblicazione:L’Ordine / La Provincia di Como, 6 settembre 2026
Contesto: L’articolo si collega esplicitamente a due iniziative espositive del 2026:
la mostra su Turner a Como (“Turner: l’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano”, Comune di Como con la Tate di Londra);
la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque” al Museo del Paesaggio di Tremezzina (fino al 1° novembre 2026), di cui Berra è curatore.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
Tesi centrale dell’articolo
Berra ricostruisce come, intorno al 1826, il sistema dei trasporti tra il Nord Europa e Milano – e dunque anche il Lago di Como – subisca una svolta tecnologica e organizzativa che rende obsoleti i vecchi servizi di posta e barca corriera e apre la stagione del viaggio “moderno” (vapore, battelli, poi ferrovie, funicolari, tram).[laprovinciadicomo]
Il filo narrativo è chiaro: prima del vapore il viaggio è eroico, lento, rischioso (esemplificato dal quadro di Turner sul Moncenisio); dopo il 1826 diventa più regolare, accessibile e integrato con l’offerta ricettiva, favorendo il turismo culturale e la presenza di grandi scrittori e artisti sul Lario.[laprovinciadicomo]
Punti chiave ricostruiti nell’articolo
1. Il “prima”: il Corriere di Lindau e la barca corriera
Corriere di Lindau (o “di Lindò”): servizio di posta e trasporto persone attivo dal 1322 al 1826, per circa 500 anni, sulla tratta Lindau–Milano (325 km), usando lo Spluga come principale valico verso l’Italia.[laprovinciadicomo]
Ha contribuito in modo decisivo a inserire il Lago di Como nel circuito del Grand Tour, portando personaggi come Erasmo da Rotterdam (1508) e Goethe (1788).[laprovinciadicomo]
Barca corriera: imbarcazione privata (metà Settecento) che collegava Riva di Chiavenna (Lago di Mezzola) a Como, una volta a settimana, con capacità ridotta (circa 15 persone + 30 colli).[laprovinciadicomo]
Negli anni Venti dell’Ottocento, tra venti contrari e soste frequenti alle osterie, questo servizio viene progressivamente sostituito dai primi battelli a vapore.[laprovinciadicomo]
2. Il 1826: anno spartiacque
16 agosto 1826: entra in servizio regolare il primo piroscafo a vapore sul Lago di Como, il “Lario”, sulla linea Como–Domaso.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
Questo avvio accelera la fine del Corriere di Lindau (che termina le corse nel 1826) e segna l’inizio di una navigazione di linea più rapida e affidabile.[laprovinciadicomo]
L’articolo lega esplicitamente questa data alla mostra di Tremezzina, che prende spunto proprio dal bicentenario di quel cambiamento.[laprovinciadicomo]
3. Turner come “testimone” del prima e del dopo
William Turner nel 1819 è a Como e viaggia ancora con carrozze e barche “pre-vapore”; il suo dipinto Passaggio del Moncenisio: bufera di neve (basato su un’esperienza del 15 gennaio 1820, con carrozza ribaltata) è usato da Berra per mostrare quanto fosse rischioso viaggiare prima della rivoluzione dei trasporti.[laprovinciadicomo]
Nel 1843, durante l’ultimo viaggio in Italia, Turner percorre invece la strada dello Spluga e la Viamala e si imbarca sul piroscafo “Veloce”: un testimone, William Lake Price, lo vede realizzare oltre venti schizzi in un’ora e mezza di navigazione, esperienza che Price ricorderà anni dopo come modello di approccio al paesaggio.[laprovinciadicomo]
4. La nascita dell’ospitalità moderna
Parallelamente ai trasporti, si sviluppa un sistema alberghiero moderno:
Albergo dell’Angelo a Como: uno dei primi punti di riferimento per turisti internazionali; vi soggiorna Turner nel 1819; vi nasce Cosima Liszt (figlia di Franz Liszt) nel 1837; è citato da Mary Shelley nel 1840.[laprovinciadicomo]
Genazzini Metropole a Bellagio (aperto nel 1788), che ospiterà Mark Twain nel 1867.[laprovinciadicomo]
Trasformazione di vecchie osterie in grand hotel (es. Cadenabbia, residenza principale di Mary Shelley nel 1840) e apertura di ville private a visite (Villa Sommariva/Carlotta, Villa Melzi).[laprovinciadicomo]
5. Ferrovie, linee internazionali e “turisti illustri”
1875–1876: inaugurazione della stazione di Como San Giovanni e apertura del collegamento con Chiasso, che rende lo scalo internazionale.[laprovinciadicomo]
Prima dell’Unità, gli austriaci avevano fissato il capolinea a Camerlata, per limitare la circolazione di uomini e idee oltre confine.[laprovinciadicomo]
Mark Twain (1867) e Hermann Hesse (1913) lasciano descrizioni entusiastiche dell’arrivo a Como in treno, rispettivamente da Milano e dal Gottardo.[laprovinciadicomo]
Ferrovia Menaggio–Porlezza (1884–1939): 12 km, 179 m di dislivello, 50 minuti di viaggio; tra i passeggeri illustri, Franz Kafka (1° settembre 1911), che ne scrive nel diario; oggi la tratta è un percorso ciclo-pedonale.[laprovinciadicomo]
6. Funicolari, tram e i primi cicloturisti
Funicolari:
Como–Brunate (1894), ancora oggi molto frequentata (circa 1,5 milioni di viaggiatori/anno).
Santa Margherita (Ceresio)–Lanzo Intelvi (1907), chiusa nel 1977, oggi oggetto di campagne di ripristino.
Prima funicolare sul Lario a Regoledo (1890), legata al Grand Hotel e al suo stabilimento idroterapico.[laprovinciadicomo]
Tram elettrici: sperimentati già nel 1899 in occasione dell’Esposizione per il centenario della pila di Volta a Como; le linee tramviarie si moltiplicano fino alla Grande Guerra, collegando Como a gran parte della provincia (allora inclusa Lecco).[laprovinciadicomo]
Cicloturismo: già nel 1898, la coppia americana Elizabeth Robins e Joseph Pennell realizza un reportage in bicicletta per The Century Magazine, scegliendo un viaggio lento, “sostenibile”, in netto anticipo sui tempi.[laprovinciadicomo]
Collegamenti con le mostre del 2026
L’articolo funziona anche come testo di accompagnamento alle due mostre citate:
la mostra su Turner a Como (con il celebre acquerello di Bellagio dal molo di Menaggio, dipinto nel 1819);
la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como” a Tremezzina, che usa stampe, acquerelli, manifesti, fotografie, modellini, libri di viaggio e oggetti per raccontare la trasformazione dei trasporti e del paesaggio tra Grand Tour e Belle Époque.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
Berra invita esplicitamente i lettori a visitare la mostra per avere un “approfondimento conoscitivo e sensoriale” rispetto a quanto raccontato nell’articolo, precisando che il consiglio è “di parte”, essendo lui il curatore.[laprovinciadicomo]
Promosso da Fondazione Alessandro Volta, il Festival dedicherà la XIII edizione alla fotonica e riunirà per la prima volta tre Premi Nobel per la Fisica.
Dal 24 settembre al 2 ottobre, a Como,persone di ogni età troveranno occasioni diverse per avvicinarsi alla scienza, seguendo i propri interessi e lasciandosi guidare dalla curiosità. Un percorso che accompagnerà la città verso il Bicentenario della morte di Alessandro Volta (5 marzo 2027).
Saranno Kostya Novoselov, Alain Aspect e William D. Phillips gli ospiti internazionali di punta del festival. I tre Premi Nobel per la Fisica porteranno a Como il loro contributo su alcune delle sfide scientifiche che stanno cambiando il nostro tempo, dialogando con la comunità, le scuole, gli studenti e il pubblico.
La fotonica – tema dell’edizione 2026 – è il settore della fisica che studia la luce e ne sviluppa le applicazioni, oggi sempre più presenti nella vita quotidiana, dalla medicina alle tecnologie quantistiche, dalle telecomunicazioni all’astrofisica, fino alla conservazione del patrimonio culturale, il Festival racconterà una delle frontiere più dinamiche della scienza contemporanea, mostrando come la luce stia trasformando il presente e aprendo nuove prospettive per il futuro.
Un Festival aperto alla città
La scienza sarà il filo che unirà luoghi, persone e linguaggi diversi, trasformando Como in uno spazio di incontro e di scoperta.
La yurta di Piazza Verdi sarà il punto di incontro del Festival. Uno spazio aperto nel cuore della città, con una capienza di ca. 100 posti, dove sarà naturale fermarsi. Qui si alterneranno incontri dedicati alle molte applicazioni della fotonica – dalla medicina alle tecnologie quantistiche, dall’astrofisica alla conservazione del patrimonio culturale – mostrando come la luce sia oggi uno degli strumenti più importanti per la scienza, la tecnologia e l’innovazione.
Dalla yurta il Festival si estenderà ai principali luoghi della città, dando vita a un itinerario che intreccerà scienza, cultura e partecipazione. Science on Demand proporrà brevi approfondimenti video dedicati ai temi dell’edizione e al Bicentenario voltiano; Vis Comensis, lo spazio museale multimediale dedicato alla storia e all’identità della città, offrirà visite guidate dedicate ad Alessandro Volta e al patrimonio scientifico comasco; il Teatro Sociale di Como AsLiCo, che inaugurerà la propria stagione con un percorso dedicato alla figura di Alessandro Volta e al rapporto tra scienza e cultura, ospiterà spettacoli e appuntamenti speciali; la Camera di Commercio di Como-Lecco e l’Università degli Studi dell’Insubria proporranno incontri e iniziative rivolti a pubblici diversi.
L’edizione 2026 coinciderà con la Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, l’iniziativa promossa in tutta Europa per avvicinare il pubblico al mondo della scienza. Un appuntamento che arricchirà il programma del Festival grazie al coinvolgimento dell’Università degli Studi dell’Insubria e offrirà nuove occasioni di incontro tra ricercatori, studenti e cittadini.
Uno spazio importante sarà riservato ai giovani. Il Festival ospiterà la restituzione del progetto Talent Garden, che durante l’anno scolastico ha coinvolto quasi duecento studenti delle scuole superiori in un percorso dedicato alla figura di Alessandro Volta e ai temi del Bicentenario. Podcast, esperimenti, elaborati grafici e approfondimenti scientifici realizzati dai ragazzi saranno presentati all’Auditorium Scacchi della Camera di Commercio di Como-Lecco, prima dell’intervento di Michela Prest dedicato al valore delle discipline STEM. Sarà il momento conclusivo di un percorso che metterà al centro le nuove generazioni, chiamate a confrontarsi con l’eredità di Alessandro Volta e con le sfide della scienza contemporanea.
«L’edizione di quest’anno nasce dal desiderio di rendere la scienza più vicina alle persone. Riunire, per la prima volta, tre Premi Nobel per la Fisica è un risultato importante, ma ciò che conta davvero è creare occasioni di incontro tra gli scienziati, il pubblico, le scuole e i giovani. – Afferma Paola Dubini, presidente di Fondazione Alessandro Volta – È da questi incontri che possono nascere nuove domande, curiosità e interesse per la cultura scientifica. Abbiamo scelto di dedicare il Festival alla fotonica perché è uno dei settori della fisica che oggi sta aprendo nuove prospettive in molti ambiti della nostra vita. Il percorso verso il Bicentenario di Alessandro Volta ci invita a guardare alla sua eredità non come a un ricordo del passato, ma come a un esempio che continua a parlarci e a ispirare il nostro modo di raccontare la scienza.»
TRE PREMI NOBEL PER LA FISICA
La XIII edizione del Festival della Luce Lake Como riunirà, per la prima volta, tre Premi Nobel per la Fisica.
• Kostya Novoselov – Premio Nobel per la Fisica 2010
Fisico russo naturalizzato britannico, nato a Nizhny Tagil (Russia) nel 1974, è Distinguished Professor alla National University of Singapore. Ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica insieme ad Andre Geim per i rivoluzionari esperimenti sul grafene, il materiale bidimensionale più sottile esistente al mondo, che ha aperto nuove prospettive nella ricerca sui materiali avanzati e nelle tecnologie del futuro. Al Festival della Luce Lake Como terrà un incontro dedicato ai nuovi materiali e alle prospettive offerte dal grafene (26 settembre).
• Alain Aspect – Premio Nobel per la Fisica 2022
Fisico francese, nato ad Agen nel 1947, è professore emerito dell’Institut d’Optique Graduate School e direttore di ricerca emerito del CNRS. Ha ricevuto il Premio Nobel insieme a John F. Clauser e Anton Zeilinger per gli esperimenti sull’entanglement quantistico, che hanno posto le basi della scienza dell’informazione quantistica e delle future tecnologie quantistiche. Parteciperà alla cerimonia del Premio Alessandro Volta e al Simposio scientifico (2 ottobre).
• William D. Phillips – Premio Nobel per la Fisica 1997
Fisico statunitense, nato a Wilkes-Barre, Pennsylvania (USA) nel 1948, è ricercatore del National Institute of Standards and Technology (NIST) e docente dell’Università del Maryland. Ha ricevuto il Premio Nobel per la Fisica insieme a Steven Chu e Claude Cohen-Tannoudji per lo sviluppo di metodi per raffreddare e intrappolare gli atomi mediante la luce laser, una scoperta che ha reso possibili misure di precisione senza precedenti e importanti progressi nella fisica atomica. Parteciperà alla cerimonia del Premio Alessandro Volta e al Simposio scientifico (2 ottobre).
LE INIZIATIVE DI FONDAZIONE ALESSANDRO VOLTA (24 SETTEMBRE – 2 OTTOBRE)
Per tutta la durata del Festival, Fondazione Alessandro Volta proporrà un programma che accompagnerà il pubblico alla scoperta della fotonica attraverso incontri, esperienze di divulgazione, attività per le scuole e occasioni di confronto con ricercatori italiani e internazionali.
Tra gli appuntamenti:
Talent Garden e intervento di Michela Prest(24 settembre), con la restituzione del percorso che durante l’anno scolastico avrà coinvolto quasi 200 studenti delle scuole superiori.
Vis Comensis(24 settembre), lo spazio museale multimediale dedicato alla storia e all’identità della città, dove il pubblico potrà partecipare a visite guidate dedicate alla figura di Alessandro Volta e al suo legame con Como.
Science on Demand(24-26 settembre), con una selezione di brevi video dedicati alla fotonica, alle celebrazioni voltiane e ai temi dell’edizione.
Luce e tecnologie quantistiche, con Marco Liscidini(24 settembre).
La seta come piattaforma di luce, con Fiorenzo Omenetto(24 settembre).
Quando il colore non basta: l’imaging iperspettrale svela l’invisibile nelle opere d’arte, con Cristian Manzoni(25 settembre).
Luce per la salute: dal cuore al cervello, con Daniele Faccio(26 settembre).
Incontro con il Premio Nobel Kostya Novoselov(26 settembre).
Alessandro Volta e il teatro (26 settembre), passeggiata creativa dedicata al rapporto tra lo scienziato e il palcoscenico, in collaborazione con Associazione Sentiero dei Sogni.
Vedere l’invisibile attraverso gli occhi agli infrarossi del James Webb Space Telescope, con Stefano Covino(27 settembre).
L’energia invisibile. Il nucleare e il mondo che abitiamo.
Presentazione e-book FAV-Egea, con Angela Bracco (27 settembre)
Luce instabile: ai confini tra ordine e caos, con Auro Perego(27 settembre).
Ateatro(27 settembre), dialogo tra uno scienziato e un professionista della luce per esplorare il rapporto tra ricerca, teatro e nuovi linguaggi della divulgazione.
UNA RETE DI COLLABORAZIONI (24 SETTEMBRE – 2 OTTOBRE)
Il Festival della Luce Lake Como si svilupperà grazie al contributo di istituzioni scientifiche e culturali che, con iniziative proprie, ne arricchiranno il programma e le occasioni di incontro con il pubblico.
Università degli Studi dell’Insubria
Scienza in piazza(25 e 26 settembre), nell’ambito della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori, con laboratori, esperimenti, osservazioni del Sole e del cielo, il Clown fisico dedicato a Volta e ai metalli e il Gioco dell’oca scienziata per le scuole.
Gli incontri scientifici nella yurta (24-27 settembre) con Marco Liscidini, Fiorenzo Omenetto, Cristian Manzoni, Daniele Faccio, Stefano Covino e Auro Perego.
Premio Alessandro Volta – Simposio scientifico(2 ottobre), ospitato dall’Università degli Studi dell’Insubria alla presenza dei Premi Nobel Alain Aspect e William D. Phillips.
Volta VR. Un viaggio immersivo nell’elettricità tra passato, presente e futuro(26 e 27 settembre).
Volta: dalla pila al futuro, installazione realizzata da ComoNExT Innovation Hub(26 e 27 settembre).
La Scossa Elettrica, concerto con Lario Brass(26 settembre).
Collaborazione a Scienza in piazza(25 e 26 settembre).
Cometa scs
Dalle STEM alle stelle con Amalia Ercoli Finzi ed Elvina Finzi
Evento di chiusura del progetto Talent to be, sostenuto da Fondazione Deutsche Bank . Le due scienziate accompagneranno i partecipanti in una riflessione dedicata al mondo delle STEM e all’importanza di coltivare il talento delle nuove generazioni. (25 settembre)
European Physical Society e Gruppo Acinque
La European Physical Society e il Gruppo Acinque promuovono il Premio Alessandro Volta, in programma il 2 ottobre. La giornata conclusiva del Festival si articolerà in due momenti: al mattino la cerimonia di premiazione del Premio Alessandro Volta 2026, che sarà conferito al fisico francese Jean Dalibard, tra i maggiori esperti mondiali nello studio dell’interazione tra materia e radiazione, seguita da una sua conferenza; nel pomeriggio il Simposio scientifico organizzato in collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta e l’Università degli Studi dell’Insubria. A entrambi gli appuntamenti saranno presenti i Premi Nobel per la Fisica Alain Aspect e William D. Phillips.
Informazioni
L’edizione 2026 del Festival della Luce Lake Como è uno degli appuntamenti centrali di 200VOLTeVOLTA, il programma di iniziative promosso da Fondazione Alessandro Volta per il Bicentenario della morte di Alessandro Volta (2027), insieme all’Università di Pavia e al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, con il sostegno di Fondazione Cariplo e della Governance Locale Volta200 (Comune di Como, Camera di Commercio di Como-Lecco, Provincia di Como, Università degli Studi dell’Insubria e Confindustria Como).
Calendario, aggiornamenti e approfondimenti sono disponibili su alessandrovolta.it, il portale dedicato alle celebrazioni del Bicentenario.
Ilaria Canobbio e Jessica Maffei – La scienza? Un gioco da ragazze!
Univers Edizioni
All’interno della rassegna di eventi 200VOLTeVOLTA
Chi nell’antichità ha scrutato il cielo, misurando le distanze tra le stelle? Chi per la prima volta ha immaginato il codice oggi utilizzato per programmare i moderni computer? Chi ha dato una solida base matematica alla teoria della relatività? Chi ha fotografato il DNA e ha intuito la sua particolare forma a doppia elica? Ipazia, Ada Lovelace, Mileva Marić, Rosalind Franklin. Sono ricercatrici e scienziate, donne caparbie e visionarie che, contro le convenzioni e le ostilità del proprio tempo, hanno usato intelligenza e talento per scrutare e spiegare il mondo. Come i colleghi maschi, ma con molta più fatica, hanno fatto scoperte che hanno rivoluzionato la scienza. Spesso il loro contributo non è stato riconosciuto, o è stato sottovalutato, e la paternità delle loro scoperte è stata attribuita ai colleghi. Di alcune di esse si è persa la memoria, di altre sono rimasti solo frammenti e leggende, per le più fortunate ci sono lettere o articoli che testimoniano il loro contributo.
Ilaria Canobbio è docente di Biologia Applicata nel dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’Università di Pavia. Ha un master in Comunicazione della Scienza e si occupa da anni di questioni di genere nelle STEM.
Jessica Maffei, nell’ambito del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Pavia, si occupa di comunicazione e di divulgazione del patrimonio storico, artistico e scientifico di Pavia e del suo Ateneo. Giornalista, è autrice di testi su Pavia e del suo territorio.