Ultima settimana per visitare la mostra, Eccezionalmente domenica 8 febbraio ingresso gratuito per tutti
La Pinacoteca Civica di Como si avvia alla conclusione della mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo, una esposizione di grande rilievo storico e culturale che ha riportato al centro dell’attenzione l’opera e la visione di Paolo Giovio, umanista comasco e ideatore della più ambiziosa galleria di ritratti del Rinascimento europeo.
L’esposizione, curata da Bruno Fasola, presenta per la prima volta riuniti i 38 ritratti originali della collezione gioviana conservati dalla Pinacoteca, affiancati da importanti prestiti museali e da opere provenienti da collezioni private. Un racconto visivo straordinario che attraversa secoli, culture e geografie, dando volto a papi, letterati, condottieri, donne celebri e protagonisti della storia antica e moderna.
Il percorso di visita si sviluppa nelle sale del piano nobile della Pinacoteca attraverso un allestimento immersivo, dove arte, storia e tecnologia dialogano tra loro. Sale tematiche, installazioni multimediali e spazi interattivi accompagnano il pubblico alla scoperta del ritratto come strumento di memoria, identità e narrazione, restituendo tutta l’attualità della visione di Giovio.
La chiusura della mostra segna anche un risultato duraturo per il museo e per la città: due sale rinnovate resteranno permanentemente dedicate alla quadreria di Paolo Giovio, entrando a far parte del percorso museale stabile della Pinacoteca. Un lascito importante che consolida il legame tra Como e il suo più illustre umanista, rendendo accessibile nel tempo uno dei nuclei più preziosi della collezione civica.
L’ultima settimana di apertura rappresenta dunque un’occasione speciale per visitare una mostra storica e per vivere la Pinacoteca come luogo di memoria viva e condivisa. Un’opportunità resa ancora più significativa dalla gratuità eccezionale di domenica 8 febbraio, quando l’ingresso sarà libero per tutta la giornata.
Inoltre, per tutte le famiglie con bambini e bambine tra i 6 e i 12 anni, sarà possibile ritirare gratuitamente l’album e le figurine dedicate alla collezione gioviana.
Pinacoteca Civica di Como, via Diaz 84 Orari: martedì–domenica 10.00–18.00 (ultimo ingresso 17.30) Fino a domenica 8 febbraio 2026
comunichiamo che i nostri spazi aggregativi per persone con demenza e loro familiari, sono aperti nei seguenti giorni:
Servizio AloisCaffè – Cantù; sabato 7, 14 e 21 febbraio dalle h. 14.30 alle h. 16.30 presso il salone al piano terra della Cooperativa il Gabbiano, via Baracca, 58;
Servizio “Giovedì Insieme” tutti i giovedì dalle h. 15.00 alle h. 17.00 presso l’Associazione Asylum di Camerlata, in via Colonna, 7;
Servizio “Il Caffè del lunedì” tutti i lunedì dalle h. 15.00 presso lo Yacht Club di Como, in viale Puecher, 8.
In occasione del secondo anniversario della scomparsa di Alberto Longatti (1931-2023), il quotidiano La Provincia e il suo inserto culturale L’Ordine hanno dedicato un ampio spazio alla memoria di quello che è stato non solo un giornalista, ma la vera “anima culturale” di Como.
Alberto Longatti è venuto a mancare il 24 gennaio 2023 all’età di 91 anni. L’intervista e gli approfondimenti pubblicati il 25 gennaio (2025 e 2026) sottolineano l’eredità intellettuale che ha lasciato alla città.
Il profilo di Alberto Longatti
Longatti è stato una figura poliedrica, capace di unire il rigore del cronista alla sensibilità del critico d’arte:
Giornalista storico: Per decenni colonna portante de La Provincia, ha raccontato la città con uno sguardo acuto e mai banale.
Critico d’arte e saggista: È stato tra i massimi esperti mondiali dell’architetto futurista Antonio Sant’Elia e del Razionalismo comasco (Terragni in primis).
Anima della città: Attraverso le pagine di L’Ordine, ha stimolato per anni il dibattito culturale, occupandosi di letteratura, teatro e storia locale.
I temi dell’anniversario su L’Ordine
Nelle celebrazioni e nelle interviste a lui dedicate, emergono alcuni tratti fondamentali della sua figura:
L’impegno civile: Longatti vedeva la cultura non come un esercizio accademico, ma come uno strumento per migliorare la società e l’urbanistica di Como.
Il legame con il territorio: Ha saputo elevare le vicende lariane a temi di respiro europeo, dialogando con i grandi movimenti artistici del Novecento.
Il magistero: Molti colleghi e intellettuali oggi lo ricordano come un maestro di stile e di indipendenza intellettuale.
Curiosità: Longatti è stato il curatore del sito ufficiale dedicato ai disegni di Antonio Sant’Elia, un lavoro monumentale che ha permesso la digitalizzazione e la fruizione di oltre 160 opere del genio architettonico comasco.
L’articolo di Sergio Baccilieri pubblicato su La Provincia il 27 gennaio 2025 (in occasione dell’80° anniversario del loro sacrificio) ripercorre la toccante e tragica storia di Enrico Cantaluppi e Luigi Ballerini, due giovani partigiani diventati simbolo della Resistenza nel territorio comasco.
Ecco una sintesi dei punti chiave della loro storia e del contesto narrato nell’articolo:
Chi erano Enrico e Luigi?
Luigi Ballerini (19 anni): Originario di Albate, operaio. Cresciuto in un ambiente fortemente antifascista, si era formato politicamente tra gli scioperi delle fabbriche locali (come l’Omita).
Enrico Cantaluppi (21 anni): Nato a Lipomo, era un carabiniere. Dopo l’8 settembre 1943, rifiutò di servire sotto il comando tedesco e sfuggì alla deportazione, unendosi ai gruppi di azione partigiana (GAP/SAP) della piana comasca.
L’azione del 22 gennaio 1945
La vicenda che portò alla loro cattura ebbe luogo nel centro di Como. L’obiettivo dei partigiani era un’azione audace: catturare il maggiore della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) Mario Petrovich. Lo scopo del rapimento era ambizioso: utilizzarlo come merce di scambio per ottenere la liberazione di Dante Gorrieri, allora segretario del PCI di Como, prigioniero dei fascisti.
Tuttavia, l’operazione non andò come previsto. In via Muralto, i due giovani si imbatterono in una pattuglia fascista. Petrovich riuscì a dare l’allarme e, approfittando di un momento di esitazione dei due ragazzi, i miliziani ebbero la meglio.
Il sacrificio e la memoria
Dopo l’arresto, Enrico e Luigi furono portati nella caserma di via Lambertenghi, dove subirono interrogatori e torture. All’alba del 24 gennaio 1945, furono condotti lungo il torrente Cosia (nell’attuale viale Innocenzo XI) e fucilati contro il muro dell’allora Officina del Gas.
Il Monumento: Oggi, nel luogo dell’esecuzione (angolo via Benzi), una lapide ricorda il loro coraggio.
L’80° Anniversario: L’articolo di Baccilieri si inserisce nelle celebrazioni del 2025, che includono anche la pubblicazione del libro di Fabio Cani, “Luigi Ballerini, Enrico Cantaluppi: giovani partigiani”, presentato proprio in questi giorni per onorare il loro contributo alla Libertà.
L’articolo di Gisella Roncoroni, pubblicato su La Provincia il 27 gennaio 2026 (a pagina 25), segna un momento storico per l’urbanistica e il turismo di Como: la fine ufficiale dei lavori al San Gottardo.
Dopo quasi 40 anni di abbandono e un complesso cantiere di restauro durato circa tre anni, lo storico palazzo tra via Fontana e via Cairoli è finalmente pronto a riaprire i battenti.
Ecco i punti principali che emergono dai dettagli del progetto e dalla chiusura del cantiere:
Il Nuovo Volto del San Gottardo
Brand Internazionale: La struttura rinasce come Radisson Collection Hotel, Palazzo San Gottardo. Si tratta di un hotel 5 stelle lusso, che segna l’ingresso di una grande catena internazionale nel cuore pulsante della città.
L’Intervento: Il restauro, curato dall’architetto Elisabetta Cavalleri per conto della proprietà (la famiglia Butti di Pessina Immobiliare), è stato filologico per quanto riguarda le facciate, riportate ai colori originali del primo Novecento, ma totalmente moderno negli interni.
Capacità e Servizi:
72 camere (incluse suite con vista lago).
3 ristoranti e un bar-bistrot al piano terra.
Un ristorante panoramico e una terrazza sul tetto (rooftop).
Spa, palestra e un giardino interno.
Impatto Occupazionale: L’apertura porterà alla creazione di circa 120 posti di lavoro, un segnale forte per l’economia locale.
Un Centenario Simbolico
La chiusura del cantiere proprio all’inizio del 2026 ha una forte valenza simbolica: cade infatti esattamente a 100 anni dalla prima apertura (1926) del nucleo originario dell’albergo, che all’epoca contava solo dieci stanze.
L’edificio, rimasto un “buco nero” nel centro città dal 1986 (anno della chiusura), torna a essere un ponte tra Piazza Cavour e Piazza Volta, restituendo decoro a una delle aree più frequentate dai turisti.
Il convegno di studi Giovio dopo Giovio si inserisce nell’ambito della mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo (Pinacoteca civica di Como, 24 ottobre 2025 – 8 febbraio 2026), che presenta per la prima volta riuniti i ritratti originali della collezione gioviana, affiancati da prestiti di musei e collezioni private. L’esposizione ricostruisce, in chiave storica e critica, l’esperienza del Museo di Paolo Giovio, considerato il primo museo moderno.
Il convegno intende approfondire la fortuna della collezione gioviana dopo la morte del suo fondatore, analizzandone le derivazioni figurative, le vicende ereditarie della famiglia Giovio e le relazioni artistiche, politiche e culturali che ne hanno accompagnato la diffusione, la trasformazione e, in parte, la dispersione dopo la morte di Paolo Giovio. Attraverso contributi di storici dell’arte, archivisti e studiosi del collezionismo, il convegno ricostruisce la complessa rete di influenze che il progetto gioviano ha esercitato nel tempo.
Enrico Colombo, Assessore alla Cultura, Musei, Biblioteca, Como Creative City Unesco e Turismo
Veronica Vittani, Responsabile dei Musei civici di Como e curatrice della Pinacoteca
Moderano Veronica Vittani e Bruno Fasola
Ore 10.30 – Magda Noseda
DYNASTY, ovvero Paolo Giovio e la sua grande famiglia, dal XVI al XX secolo
Sarà ricostruita la rete dei rapporti familiari di Paolo Giovio e dei suoi discendenti fino agli ultimi eredi, comprendendo figli, nipoti legittimi e illegittimi e fratelli. Saranno messi in rilievo la vita privata, le scelte di collezionismo e la sorte degli oggetti minori della raccolta gioviana.
Magda Noseda ha conseguito la laurea in Materie Letterarie presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e il diploma in Archivistica, Paleografia e Diplomatica presso l’Archivio di Stato di Milano. Ha lavorato per quarant’anni presso l’Archivio di Stato di Como, schedando e inventariando i fondi della famiglia Giovio. Ha collaborato a mostre e conferenze ed è autrice di numerosi studi sulla storia comasca.
Ore 11.00 – Sonia Maffei
La fortuna del Museo Gioviano negli atlanti di uomini illustri
Sarà illustrata la diffusione della serie gioviana di Tobia Stimmer, che trasformerà gli Elogia in modello incisorio imitato in tutta Europa. Sarà evidenziato come altri autori, tra cui Valentinus Thilo e Nicolaus Reusner, riprenderanno e amplieranno il progetto, inserendolo negli atlanti di uomini illustri e contribuendo a consolidare un canone fisionomico duraturo.
Sonia Maffei è professoressa ordinaria di Storia della critica d’arte all’Università di Pisa. I suoi studi si concentrano sulla letteratura artistica del Cinquecento, il lessico delle arti e l’iconografia rinascimentale, con approfondimenti su Paolo Giovio, Ripa, Cartari e Pignoria.
Ore 11.30 – Alberica Barbolani da Montauto
La serie gioviana fiorentina: dalle sale di Palazzo Vecchio alla Galleria degli Uffizi
La serie gioviana degli Uffizi costituisce probabilmente la prima derivazione dalla famosa collezione di Paolo Giovio. Con l’invio di Cristofano dell’Altissimo a Como nel giugno del 1552, Cosimo I de’Medici dette il via a un’operazione complessa e a tratti anche imprevista. Dalla prima esposizione nelle sale di Palazzo Vecchio, probabilmente suggerita da Giovio stesso, a quella nella Sala del Mappamondo i ritratti assumono infatti una nuova valenza di manifesto politico per poi confluire agli Uffizi.
Alberica Barbolani da Montauto è guida turistica abilitata e assistente presso le Gallerie degli Uffizi dal 1999. Laureata in Studi Umanistici e in Scienze Storiche, si occupa della storia del ritratto e del suo ruolo politico. Tra le pubblicazioni principali figura La collezione gioviana degli Uffizi (Giunti, 2023).
Ore 12.00 – Francesca Del Torre
La galleria dei ritratti dell’Arciduca Ferdinando II d’Asburgo
A partire dai tardi anni Settanta del Cinquecento l’arciduca Ferdinando II d’Asburgo creò una galleria di personaggi illustri e di membri di dinastie europee, in piccolo formato. Sono oltre 900 i ritratti da lui commissionati cui se ne aggiunsero circa un centinaio nei secoli XVII e XVIII. La galleria è esposta al Kunsthistorisches Museum di Vienna e testimonia dell’interesse dell’arciduca per la documentazione visiva di personaggi di rilievo storico politico e culturale così come delle relazioni dinastiche degli Asburgo.
Francesca Del Torre è curatrice della pittura italiana del Rinascimento presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Coordina progetti di ricerca e cura mostre su Jacopo Bassano, Tiziano e Arcimboldo, approfondendo la storia della pittura e del collezionismo d’arte.
Ore 12.30 – Pausa
Sarà possibile visitare la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo presso la Pinacoteca civica di Como.
Ore 14.30 – Costanza Barbieri
Sebastiano del Piombo, Paolo Giovio e il ritratto come retorica della rappresentazione
Il rapporto tra Paolo Giovio e Sebastiano del Piombo sarà illustrato come momento centrale per l’evoluzione del ritratto moderno. Sarà evidenziato come Sebastiano, seguendo la tradizione di Leonardo e Giorgione, concepirà i ritratti non più come semplice rappresentazione esteriore, ma come narrazione biografica della persona, integrando effigie, encomio e storia individuale, secondo concezioni condivise con Giovio. L’analisi che Giovio farà dello stile e della tecnica del pittore veneziano offrirà inoltre una chiave per comprendere il successo dell’artista nel confronto tra ritratto e biografia.
Costanza Barbieri è docente di Storia dell’Arte Moderna e Storia del disegno presso l’Accademia di Belle Arti di Roma. Cura mostre nazionali e internazionali e ha pubblicato circa cento contributi scientifici sul Rinascimento, il collezionismo e l’iconologia contestuale.
Ore 15.00 – Andrea Donati
Paolo Giovio e Vittoria Colonna tra arte, politica e letteratura
Sarà approfondito il rapporto personale tra Paolo Giovio e Vittoria Colonna, nobildonna, poetessa e moglie del Marchese di Pescara, osservata soprattutto durante il soggiorno a Ischia dopo il Sacco di Roma. Saranno messi in luce la sua cultura, l’intelligenza politica e la produzione poetica, elementi che consentiranno a Giovio di cogliere i tratti di una delle figure più influenti del suo tempo.
Andrea Donati è storico dell’arte, socio effettivo della Società Romana di Storia Patria e autore di libri e saggi sulla storia dell’arte. Ha collaborato con musei e istituzioni italiane ed europee.
Ore 15.30 – Gianpaolo Angelini
La macchina della gloria. La fortuna del Museo da Federico Borromeo alla fine dell’antico regime
Il Museo dei ritratti di Paolo Giovio ebbe un’eco incerta in Lombardia; a parte la nota replica nella Biblioteca Ambrosiana, solo di recente sono emersi altri episodi significativi di ripresa della serie dedicata agli uomini famosi. Queste testimonianze poco conosciute saranno inquadrate nella riflessione sulla struttura simbolica e comunicativa della “macchina della gloria” di Giovio, sia nelle gallerie dinastiche sia nell’autorappresentazione dei circoli intellettuali.
Gianpaolo Angelini è professore associato di Museologia e critica d’arte presso l’Università di Pavia. Si occupa di storia delle arti, del collezionismo e delle istituzioni museali ed ha pubblicato monografie sul patrimonio artistico lombardo tra età moderna e contemporanea.
Ore 16.00 – Bruno Fasola
La collezione di ritratti di uomini illustri di Giovan Battista Giovio e le sue scelte artistiche e letterarie
Giovan Battista Giovio (Como, 10 dicembre 1748 – Como, 17 maggio 1814) autore di molte opere letterarie, storiche, artistiche e religiose, lontano erede di Paolo Giovio e di Benedetto Giovio di cui scrisse gli elogi, tentò nel XVIII secolo di recuperare quanti più ritratti poteva della collezione di Paolo Giovio dispersi tra i lontani eredi. Tra il 1785 e il 1792, sul modello del suo avo, commissionò al pittore Giuseppe Mametti una serie di ritratti di uomini illustri dei secoli XVII e XVIII.
Bruno Fasola è storico dell’arte e docente all’Accademia A. Galli di Como. Cura la mostra La Collezione. Paolo Giovio e i ritratti senza tempo e realizza studi sul collezionismo e sulla figura di Paolo Giovio.
Ore 16.30 – Chiusura del convegno
Sarà possibile visitare liberamente la mostra presso la Pinacoteca civica di Como (ultimo ingresso ore 17.30).
“Roma, la città dei segreti” è un libro di Francesco Rutelli pubblicato da Newton Compton Editori nel dicembre 2025.libroguerriero.wordpress+1
Contenuti principali
Si tratta di un viaggio narrativo tra le pieghe nascoste di Roma, che esplora misteri, leggende, trasformazioni urbane, storie di santi e cortigiane, cupole rivali e torri dimenticate. Rutelli, ex sindaco di Roma e autentico romano, intreccia microstorie e grande racconto, dai fasti vaticani al Circo Massimo, con uno sguardo sulla stratificazione storica e sociale della Capitale.ibs+3
Stile e ricezione
Il testo scorre con ritmo fluido e rigore, dosando stupore e narrazione emozionale senza retorica, come evidenziato in recensioni che ne lodano la capacità di far vibrare dettagli invisibili. È un invito a riscoprire Roma con occhi nuovi, tra piazze, ponti e rioni, ideale per chi ama la storia urbana e culturale della città.newtoncompton+3
“Viaggio in Italia” di Gianrico Carofiglio è un libro edito dal Touring Club Italiano nella collana Andante, pubblicato il 20 gennaio 2026. L’opera raccoglie undici esplorazioni urbane in città italiane come Bari, Venezia, Palermo e Torino, ispirate al celebre “Viaggio in Italia” di Guido Piovene del 1957, con uno sguardo da flâneur attento a dettagli nascosti e storie marginali. .inviaggio.touringclub+2
Contenuti principali
Carofiglio adotta un approccio frammentario e curioso, enfatizzando lo “sguardo” sul viaggio più dei luoghi stessi, per rivelare una dimensione inquieta e invisibile dell’Italia contemporanea. Il testo invita a deviazioni e scoperte casuali, evitando banalità e spettacolarizzazioni, in continuità con la tradizione del reportage letterario del Touring Club.ibs+2
Contesto editoriale
Il volume riprende il filo di narrazioni culturali del Touring, da Piovene a scrittori come Sciascia e Buzzati, per un’indagine sui cambiamenti sociali e urbani. È disponibile su piattaforme come IBS, Hoepli e Libreria Universitaria, con video promozionali sul canale YouTube del Touring.[youtube]inviaggio.touringclub+1