Alberi · Alberi · destino · LETTERATURA: romanzi, racconti, poesie · MEDITAZIONE nel Tempo

Francesco Vidotto, L’abete e la betulla, Bompiani, 2025

vai a

Luciana Quaia · Rose · Scritteriate

Rose ingenuo candore mitezza d’ottobre risveglio gioia di vita. Autunno.

Coleus · Luciana Quaia · Scritteriate

Sprazzi purpurei dolce il crepuscolo ombre calanti

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival

FESTIVAL RILKE 2026 «Ich wandle und wandle mich» Pellegrinaggio culturale sulle tracce di Rainer Maria Rilke nel centenario della morte, dal 23 al 25 ottobre 2026

Comunicato stampa congiuntodiTeatro del Tempo, Stiftung Landschaftsschutz Schweiz, Fondation Rilke
FESTIVAL RILKE 2026 «Ich wandle und wandle mich» Pellegrinaggio culturale sulle tracce di Rainer Maria Rilke nel centenario della morte
Dal 23 al 25 ottobre il Teatro del Tempo porta nel Locarnese la terza tappa del Festival Rilke 2026. In cammino con Rilke.Tre giornate a piedi tra Locarno, Muralto, Minusio e Ascona, nei luoghi del soggiorno ticinese del poeta, con cinque prime assolute, letture, danza, cinema e installazioni.
Lugano, 9 ottobre 2026 – Pochi scrittori hanno cercato un luogo con l’ostinazione di Rainer Maria Rilke. Convinto che l’opera della sua vita, le Elegie duinesi, potesse compiersi soltanto in un posto ideale, negli ultimi anni attraversò la Svizzera senza fermarsi, da una dimora all’altra.
Quel vagabondare è racchiuso nel motto «Ich wandle und wandle mich» (Cammino e camminando mi trasformo), tratto da una sua lettera dal Vallese, ed è il punto di partenza del Festival Rilke 2026, che a cento anni dalla morte del poeta ripercorre i quattro luoghi svizzeri in cui la sua parola ha preso forma.
Dopo la Val Bregaglia e il Canton Zurigo, il cammino arriva dal 23 al 25 ottobre in Ticino con una tappa  di tre giorni tra Locarno, Muralto, Minusio e Ascona, ideata e prodotta dal Teatro del Tempo.
 Il festival nasce dall’incontro di tre istituzioni che vengono da ambiti diversi – musica, letteratura, paesaggio – e da tre regioni linguistiche:
il Teatro del Tempo,
la Fondation Rilke di Sierre
e la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio (Stiftung Landschaftsschutz Schweiz).
Al centro c’è il potere della parola poetica e il suo legame con i luoghi in cui è nata, insieme a una domanda rivolta al presente: in che modo la poesia di Rilke cambia il nostro sguardo sul paesaggio di oggi.
Il formato dell’intero festival – passeggiate artistiche in cui musica, letture e installazioni performative si incontrano lungo il percorso – è quello della Via Lattea, il festival-pellegrinaggio che il Teatro del Tempo realizza dal 2004 e che quest’anno ha ricevuto il Premio svizzero di musica dell’Ufficio federale della cultura.
Ai solisti di livello internazionale e all’ensemble basilese SoloVoices, si affiancano i giovani talenti dell’’Ensemble RMR (Rainer Maria Rilke), formato per l’occasione con l’obiettivo di coinvolgere le nuove generazioni, per capire oggi che cosa dice loro Rilke. 
La tappa ticinese segue il soggiorno locarnese del poeta tra il 1919 e il 1920.
Il 7 dicembre 1919 Rilke prende il treno da Zurigo per Locarno. È arrivato in Svizzera povero e senza passaporto, alla ricerca del luogo ideale per portare a termine le Elegie duinesi, iniziate a Trieste e interrotte dalla tragedia della Grande Guerra.
Pensa di trovare alloggio al Castello San Materno di Ascona, ripiega prima sul Grand Hotel di Locarno – troppo caro per lui – e infine riesce ad affittare due stanze alla Pensione Villa Muralto. Da buon camminatore, fa numerose passeggiate nel Locarnese: Minusio, Gordola, Losone, Tegna…
In particolare, ama salire di notte a Locarno-Monti per contemplare le stelle, «auf meinem Sternen-Weg», sul mio cammino stellato: la via lattea, appunto.
Ed è proprio questo cammino che il pubblico è invitato a ripercorrere, tappa dopo tappa, intrecciando letteratura, musica, cinema e danza. 
IL PROGRAMMA: 
Venerdì 23 ottobre si inizia con un prologo bipartito: la prima parte ha luogo presso la Biblioteca di Locarno dove si tengono un discorso in memoria di Rilke scritto da Stefan Zweig (1936) e un contributo di Chasper Pult sull’«italianità» del poeta. La seconda parte, al Teatro Paravento, vede prendere vita un concerto da camera Gesang ist Dasein con musiche del XX e XXI secolo su testi di Rilke, un brano di Nietzsche dedicato a Lou Salomé e una prima assoluta di Mario Pagliarani. 
Sabato 24 ottobre ci sarà il Primo Movimento organizzato in cinque “stazioni” (nel gergo della Via Lattea): Pensione Villa Muralto (con ritrovo ore 13.30 alla Stazione di Locarno) dove ci sarà una visita guidata alle stanze di Rilke prima dell’annunciata demolizione; la seconda tappa sarà a Minusio alla dimora dell’altro grande poeta simbolista tedesco: Stefan George. Considerato insieme a Rilke il maggiore poeta simbolista tedesco, George scelse l’esilio a Minusio dove morì nel 1933 per opporsi alla strumentalizzazione della sua opera da parte dei nazisti. Da qui ci si sposterà verso il Centro Elisarion per rivivere l’incontro ideale tra Rilke e Ferruccio Busoni (pianista leggendario e compositore da riscoprire) attraverso i ricordi di Magda von Hattingberg che fu compagna del poeta e allieva del musicista.  Dopo una sosta a Villa San Quirico si procede lungo Rivapiana – come faceva spesso Rilke per recarsi all’amata Chiesa di San Quirico – dove in riva al lago ritroveremo Raimund Rodewald – il “paesaggiologo” della Via Lattea, docente al Politecnico di Zurigo – che propone una riflessione su Rilke e il paesaggio mediterraneo.Avanti poi verso Ca’ di Ferro, massiccia fortezza cinquecentesca, per una rievocazione dell’amicizia tra Rilke e l’esule russa Angela Guttmann. Una storia poco nota che si svolse proprio fra le mura della Ca’ di Ferro dove la Guttmann aveva trovato rifugio. Infine, ritorno in treno a Muralto per ascoltare nella magnifica Chiesa di San Vittore quattro nuovissime composizioni scritte per La Via Lattea e il Festival Rilke: quattro compositori svizzeri tra i più noti – Beat Furrer, Daniel Glaus, Michael Jarrell e Claire-Mélanie Sinnhuber – mettono in musica, ognuno a suo modo, la stessa poesia di Rilke: An die Musik. Domenica 25 ottobre ci sarà ad Ascona il Secondo Movimento costituito da sei tappe. Si comincia al Museo comunale d’arte moderna con un evento site specific: la lettura delle dieci poesie che compongono la raccolta Les fenêtres di Rilke alle dieci finestre del museo. Poi si va nel chiostro del Collegio Papio dove risuonano due gong: lo strumento reale e quello descritto da Rilke nella poesia intitolata Gong. Qui si apre un capitolo tutto francese: due ricordi struggenti di Paul Valéry – di cui Rilke fu amico e traduttore – fanno da cornice all’incontro con la compositrice Claire-Mélanie Sinnhuber e il cineasta Jean-Charles Fitoussi, autori dell’opera-film Mitsou, piatto forte del Secondo Movimento. Si attraversa poi il Parco dei poeti, che ospita le installazioni effimere di Anne Schmid e Edith Elfer, filo rosso del Festival Rilke 2026. Seguendo il torrente Brima si approda al Teatro San Materno fatto costruire dai coniugi Bachrach per la figlia, la coreografa e danzatrice Charlotte Bara. Sul terrazzo progettato negli anni Venti da Carl Weidemeyer avrà luogo una coreografia ideata da Tiziana Arnaboldi per La Via Lattea 22 su una composizione per voce di Morton Feldman, basata su un sonetto di Rilke tradotto in inglese e cantata dal vivo. Tappa al Castello San Materno per approfondire le ragioni che condussero il nostro poeta in questo luogo e per scoprire due poesie scritte da Rilke in italiano. Infine, ritorno al Teatro San Materno per il gran finale: Mitsou, opera-film che ruota intorno alla figura di un gatto, Mitsou appunto, e che racconta l’amicizia fra il vecchio Rilke e il giovane Balthazar, figlio di Baladine Klossowska, l’ultima compagna di Rilke, che diventerà il pittore Balthus. Uno spettacolo poetico e innovativo in cui per la prima volta dei cantanti doppiano dal vivo gli attori di un film. Il 27 febbraio 1920 Rainer Maria Rilke fa le valigie, lascia Locarno e prende il treno in direzione di Basilea. Prosegue verso nord la sua ricerca del luogo ideale che lo porterà a Berg am Irchel, nei dintorni di Winterthur, e poi in Vallese dove terminerà le Elegie duinesi e dove terminerà anche il suo viaggio terreno. Programma e tappe del Festival Rilke 2026:Il festival Rilke 2026 si è aperto a Soglio (28–30 agosto) ed è proseguito a Winterthur e Berg am Irchel (3–4 ottobre). Dopo il Locarnese, si chiuderà dal 4 al 6 dicembre tra Sierre, Muzot e Raron, a tre settimane dall’anniversario. Il festival Rilke 2026 è promosso da Fondation Rilke di Sierre, Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio e Teatro del Tempo. Il curatorium è coordinato da Raimund Rodewald, già alla guida della Fondazione per la tutela del paesaggio, con Fanny Audeoud e Philippe Imwinkelried (Fondation Rilke), il compositore Mario Pagliarani, Chasper Pult e Marcel Odermatt. Teatro del Tempo e La Via Lattea:La Via Lattea nasce nel 2004 da un’idea di Mario Pagliarani ed è prodotta dal Teatro del Tempo. Ogni edizione è un pellegrinaggio: musica, teatro, letteratura e cinema si ascoltano lungo il percorso, nel paesaggio o in edifici di rilievo architettonico, e le soste diventano occasione di ascolto e di confronto. Nel 2026 il progetto ha ricevuto il Premio svizzero di musica dell’Ufficio federale della cultura, che ne ha riconosciuto la capacità di creare nuove forme di partecipazione e di valorizzare il paesaggio come scena naturale.
 Informazioni:Il programma completo e i biglietti – da acquistare in anticipo, fino ad esaurimento posti: festival-rilke.ch IG @festival.rilkeFB FestivalRilke
 
Ufficio stampa Manzoni22:Silvia IntrozziTel: +39 031.303492Cell + 39 335 5780314E-mail: silvia.introzzi@manzoni22.it
Fel, Ferrario Enrico Luigi · Ferrario Carlo · Ul Tivan

Il settimanale UL TIVAN, fondato nel 1945 da Enrico Luigi Ferrario (il popolare FEL) … in Carlo Ferrario, Alfabeto comasco, NodoLibri, 1989, pag. 53

vai a

SERVIZI SOCIALI e SANITARI

MENOPAUSA E OSTEOPOROSI, COMO – PINACOTECA CIVICA – VIA DIAZ, 84, MERCOLEDI’ 7 OTTOBRE 2026 ORE 17:00-19:00

MENOPAUSA E OSTEOPOROSI, COMO – PINACOTECA CIVICA – VIA DIAZ, 84, MERCOLEDI’ 7 OTTOBRE 2026 ORE 17:00-19:00

“Osteoporosi in menopausa, prevenzione e diagnosi precoce al centro del nuovo incontro di ‘Como in Salute’”. Mercoledì 7 ottobre 2026, dalle ore 17.00 alle 19.00, presso la Pinacoteca Civica di Como (Via Diaz 84), nuovo appuntamento con la rassegna “Como in Salute”, il ciclo di incontri dedicato alla promozione della salute e alla diffusione della cultura della prevenzione.

L’iniziativa, promossa dall’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Como, in collaborazione con il Comune di Como, ATS Insubria e ASST Lariana, affronta il tema dell’osteoporosi in menopausa, una patologia molto diffusa che rappresenta una delle principali cause di fragilità ossea e fratture nelle donne adulte e anziane. L’incontro mira a informare la cittadinanza sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce, fornendo indicazioni sui fattori di rischio e sui corretti stili di vita. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo di attività fisica, alimentazione equilibrata, adeguata esposizione solare e terapie specifiche nel prevenire o limitare le conseguenze della malattia.

Relatori dell’incontro saranno il dott. Francesco Ruscitto e la dott.ssa Priscilla Guzzo, Dirigenti Medici dell’U.O. di Ostetricia e Ginecologia di ASST Lariana, e il dott. Paolo Beretta, Direttore del Dipartimento Materno Infantile di ASST Lariana. A moderare la serata sarà il dott. Cesare Guanziroli, medico geriatra.

L’evento conferma l’impegno delle istituzioni sanitarie del territorio nel promuovere una corretta educazione alla salute, favorendo occasioni di dialogo tra cittadini e professionisti sanitari. La diffusione della conoscenza e l’adozione di comportamenti preventivi rappresentano infatti strumenti essenziali per migliorare la qualità della vita e garantire un invecchiamento più sano e attivo.

La partecipazione è libera e gratuita fino a esaurimento dei posti disponibili. L’appuntamento è per mercoledì 7 ottobre 2026 alle ore 17.00 presso la Pinacoteca Civica di Como, in via Diaz 84.

I temi trattati nel corso dell’incontro saranno ripresi e sviluppati anche nelle tappe successive di “Como in Salute”, previste il 14 ottobre a Menaggio, il 28 ottobre a Erba e il 18 novembre a Cantù.

Si allega la locandina dell’evento.

Ufficio stampa

Paola Carlotti

3357059871

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · SERVIZI SOCIALI e SANITARI · STORIA LOCALE E SOCIETA'

L’Archivio di Stato di Como apre eccezionalmente al pubblico domenica 11 ottobre 2026: un viaggio nella storia dell’infanzia abbandonata tra il XV e il XIX secolo

L’Archivio di Stato di Como apre eccezionalmente al pubblico domenica 11 ottobre: un viaggio nella storia dell’infanzia abbandonata tra il XV e il XIX secolo

In programma una conferenza e un’esposizione straordinaria di documenti originali tratti dai fondi archivistici. Relatore il ricercatore Rolando Fasana.

Domenica 11 ottobre alle ore 15.30 l’Archivio di Stato di Como apre le sue porte al pubblico per un appuntamento culturale di grande interesse storico e umano. Al centro dell’incontro vi è il delicato e complesso tema dell’infanzia e degli infanti abbandonati tra il XV e il XIX secolo, con un focus particolare sull’area geografica della provincia comasca, delle zone dei laghi e del confine svizzero.

L’evento, dal titolo evocativo

“Consegno questa figlia bella e sana perché mi trovo con una gran miseria” – Trovatelli, senza famiglia e affidi: l’infanzia abbandonata tra XV e XIX secolo nelle carte dell’Archivio di Stato di Como,

sarà arricchito da una speciale esposizione documentaria di fonti originali, estratte dai depositi dell’Archivio.

I documenti in mostra provengono principalmente dai fondi della Prefettura di Como e dell’Ospedale Sant’Anna, oltre che dall’Archivio Storico del Comune di Como, e offriranno ai partecipanti uno sguardo autentico e documentato su storie di povertà, assistenza, marginalità e solidarietà del passato.

A guidare il pubblico in questo percorso di riscoperta sarà il dott. Rolando Fasana, ricercatore e già associato al Laboratorio di Storia delle Alpi di Mendrisio dal 2010, che da anni conduce studi approfonditi su queste tematiche sociali e territoriali.

L’iniziativa rappresenta una preziosa occasione per avvicinare la cittadinanza e gli appassionati di storia locale al patrimonio documentario custodito dall’Archivio di Stato, svelando spaccati di vita vissuta che affondano le proprie radici nella memoria collettiva del territorio.

Informazioni pratiche:

  • Data: Domenica 11 ottobre
  • Orario: 15.30
  • Luogo: Archivio di Stato di Como, via Briantea 8, Como
  • Ingresso: Libero e gratuito fino a esaurimento posti.

____________________________

Ufficio Relazioni con il Pubblico

Archivio di Stato di Como

via Briantea 8 – 22100 Como

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · ElleciStudio-Paola Carlotti

AL MONTE VERITÀ ARRIVA LA FOLLIA POP DI IVAN CATTANEO, Domenica 18 ottobre Ivan Cattaneo sarà protagonista di un incontro con il curatore zurighese Lorenzo Metzler. Alle 17, presso l’Auditorium

AL MONTE VERITÀ ARRIVA LA FOLLIA POP DI IVAN CATTANEO

Domenica 18 ottobre Ivan Cattaneo sarà protagonista di un incontro con il curatore zurighese Lorenzo Metzler. Alle 17, presso l’Auditorium, verrà presentato DUE I (ediz. Azzurra Publishing), un libro che ripercorre i suoi 50 anni di carriera attraverso un’opera a due facce: un’autobiografia artistica e visiva che riunisce cd, racconti, aneddoti, poesie, aforismi, dipinti e un intero romanzo.

Artista poliedrico e performer, Ivan Cattaneo è da sempre esponente di una cultura anticonformista che ha fatto della libertà espressiva, della provocazione e della messa in discussione delle convenzioni sociali alcuni dei propri tratti distintivi. DUE I è un’autobiografia fuori formato, come fuori formato è il percorso di questo artista, capace di muoversi tra linguaggi diversi senza lasciarsi rinchiudere in una sola definizione.

Di origine lombarda, Ivan Cattaneo esordisce negli anni Settanta con una forte vocazione alla sperimentazione, muovendosi sin da subito tra musica, teatro e performance.

La grande popolarità arriva negli anni Ottanta con 2060 Italian Graffiati, una rilettura in chiave contemporanea di brani iconici degli anni Sessanta, tra cui Il Geghegè, La bambolina che fa no no e l’indimenticabile Una zebra a pois. Il successo prosegue con Bandiera gialla, contribuendo a trasformare il revival in un vero linguaggio pop. Tra i suoi brani più noti ricordiamo Polisex, che possiamo considerare il suo manifesto.

Accanto alla musica intensifica l’attività di pittore e artista multimediale, lavorando negli anni sull’incrocio fra immagine, performance, video e parola. In televisione partecipa a diverse trasmissioni televisive e nel 2010 pubblica la raccolta di cover 80 e basta!.

“Questo appuntamento introduce una tonalità diversa rispetto alle presentazioni e alle conferenze più frequenti legate alla storia, alla filosofia o alla scienza – osserva Nicoletta Mongini, Direttrice cultura e curatrice del programma della Fondazione Monte Verità. E proprio questa differenza diventa un punto d’incontro: questo luogo è da sempre aperto alla ricerca di forme alternative di espressione, di libertà e di vita. Con Ivan Cattaneo questa ricerca assume una forma pop, ironica, musicale e profondamente personale”.

DUE I diventa così l’occasione per incontrare un artista che ha fatto della contaminazione dei linguaggi e della libertà creativa una cifra del proprio percorso.

Entrata libera, segue un aperitivo vegetariano.

Per informazioni: info@monteverita.org – +41 (0)91 785 40 40

Ufficio stampa

Paola Carlotti  +39 3357059871

3 Vialetto del FRUTTETO, dell'ORTO e del Ciliegio · Euryops Virgineus

l’ EURYOPS si prepara alla fioritura

L’Euryops è un genere di piante ornamentali della famiglia delle Asteraceae, originario soprattutto dell’Africa meridionale. È apprezzato per i fiori gialli simili a margherite, la lunga fioritura e la buona resistenza alla siccità.[botanic.cam.ac][edendeifiori]

Caratteristiche principali

  • È generalmente un arbusto sempreverde, molto ramificato e di forma arrotondata.
  • Può raggiungere, secondo la specie, dai 60 cm fino a circa 1,5 metri.
  • Le foglie sono alterne, spesso finemente incise o pennate, di colore verde scuro oppure grigio-argenteo.
  • I fiori, giallo brillante, sono capolini simili a margherite e compaiono all’estremità di lunghi steli.
  • La fioritura può essere molto prolungata: nelle regioni miti va dall’autunno alla primavera, mentre in condizioni favorevoli può continuare per gran parte dell’anno.[edendeifiori][domainedurayol]

Il nome Euryops deriva probabilmente dal greco eurys, “ampio” o “grande”, e ops, “occhio” o “aspetto”, con riferimento ai vistosi capolini gialli.[botanic.cam.ac][arbolesornamentales]

Specie più conosciuta

La specie più coltivata è Euryops pectinatus, spesso chiamata “margherita gialla” o “margherita africana”. È caratterizzata da foglie grigio-verdi profondamente divise e da numerosi fiori gialli. In natura cresce soprattutto sui versanti rocciosi e sabbiosi del Sudafrica.[botanic.cam.ac]

Coltivazione

L’Euryops cresce meglio:

  • in pieno sole;
  • in un terreno fertile ma soprattutto ben drenato;
  • in giardini rocciosi, bordure, aiuole e vasi;
  • in zone dal clima mite e mediterraneo.

Una volta ben radicato, sopporta abbastanza bene la siccità. È tuttavia sensibile ai ristagni d’acqua e, nelle zone con inverni rigidi, può essere necessario proteggerlo dal gelo o coltivarlo in vaso.[edendeifiori][clorofila]

Cure essenziali

È una pianta relativamente facile da mantenere:

  • annaffiare con moderazione, lasciando asciugare il terreno tra un’irrigazione e l’altra;
  • eliminare i fiori appassiti per stimolare nuove fioriture;
  • eseguire una leggera potatura dopo la fioritura per mantenere la forma compatta;
  • assicurare un buon drenaggio, soprattutto in vaso;
  • proteggerla dalle gelate persistenti.

Si può moltiplicare per seme oppure per talea.[edendeifiori][domainedurayol]

In sintesi, l’Euryops è un arbusto ornamentale adatto ai luoghi soleggiati: offre fiori gialli molto luminosi, richiede poche cure e si presta bene ai giardini mediterranei e alla coltivazione in vaso.

insalate

dopo tanto lavoro la RUCOLA in fiore

Berra Pietro · Cernobbio · STORIA LOCALE E SOCIETA' · Villa Erba, Cernobbio · Ville sul Lario

Pietro Berra, VILLA ERBA. Storia, cultura, incontri sul Lago di Como, 2026

Pietro Berra (a cura di), Villa Erba. Storia, cultura e incontri sul lago di Como, 2026.

Il volume è stato pubblicato in occasione del quarantesimo anniversario della fondazione di Villa Erba S.p.A., avvenuta nel 1986. Si tratta di una pubblicazione illustrata e bilingue, in italiano e inglese, dedicata alla storia del complesso di Cernobbio e alla sua trasformazione in centro fieristico, congressuale e culturale internazionale.[espansionetv][primacomo]

La presentazione pubblica si è svolta il 22 settembre 2026, durante le celebrazioni per i quarant’anni di attività di Villa Erba.[laprovinciadicomo][ciaocomo]

Struttura e contenuti

Il libro è articolato in tre grandi sezioni:

  1. “Uno scrigno di storia e bellezza”
    Ricostruisce le diverse metamorfosi del luogo: dall’antico insediamento monastico alla fase produttiva legata ai Guaita, imprenditori tessili del Settecento, fino alla costruzione e alla storia della villa.
  2. “Un polo fieristico esclusivo”
    Presenta la nascita e lo sviluppo di Villa Erba S.p.A. come centro per fiere, congressi ed eventi internazionali. Sono richiamate, tra le altre manifestazioni, il Concorso d’Eleganza Villa d’Este e Orticolario.
  3. “Una casa per la cultura”
    Approfondisce il rapporto con le famiglie Erba e Visconti di Modrone e il ruolo di Villa Erba nella storia culturale del Novecento, con particolare attenzione alla presenza estiva di Luchino Visconti.[laprovinciadicomo][coatesa]

Una storia di trasformazioni

La chiave interpretativa indicata da Berra è quella della circolarità storica. Villa Erba è stata, in successione:

  • sede di una presenza monastica;
  • luogo di attività produttive e tessili;
  • residenza aristocratica;
  • ambiente familiare e culturale legato agli Erba e ai Visconti;
  • centro di cinema, musica e relazioni culturali;
  • polo contemporaneo per imprese, fiere, congressi e iniziative culturali.

Questa prospettiva consente di leggere Villa Erba non soltanto come edificio storico o bene paesaggistico, ma come un luogo che ha cambiato funzione mantenendo una forte continuità simbolica nel rapporto con il territorio lariano.[laprovinciadicomo]

Apparato editoriale

La pubblicazione si caratterizza per:

  • testi in italiano e inglese;
  • ricco apparato fotografico;
  • ricerca iconografica e documentaria;
  • attenzione alla storia architettonica, sociale e culturale del complesso;
  • collegamento tra memoria storica e attività contemporanee di Villa Erba.

una storia locale a vocazione internazionale: un volume che documenta la stratificazione di Villa Erba e, nello stesso tempo, racconta il passaggio da una dimora storica a una moderna istituzione culturale e congressuale.

Berra, Pietro (a cura di), Villa Erba. Storia, cultura e incontri sul lago di Como, 2026, volume bilingue italiano-inglese, pubblicato in occasione del 40° anniversario di Villa Erba S.p.A., con apparato fotografico e documentario.

vedi anche: coatesa

Zucche

Zucca Hokkaido nell’orto di Luciana