Il libro Turismo di massa e usura del mondo (Elèuthera, 2026) di Rodolphe Christin è una critica radicale del turismo contemporaneo, interpretato non come semplice fenomeno economico ma come sintomo di una trasformazione antropologica e sociale più profonda: il passaggio dall’“uso del mondo” alla sua “usura”, ovvero da un rapporto simbolico e abitato con i luoghi a un consumo serializzato e distruttivo dell’altrove.[larivistaculturale]
Tesi centrale
Christin sostiene che il turismo di massa si sia trasformato in un’industria che mercifica il desiderio di autenticità, trasformando luoghi, culture e comunità in prodotti esperienziali standardizzati. Il paradosso é che il turista cerca il paradiso ma, con la sua stessa presenza e le logiche del consumo, finisce per distruggerlo. Il viaggio non è più un’eccezione significativa, ma una norma sociale, quasi un dovere, mentre il radicamento è guardato con sospetto.[larivistaculturale]
Argomenti principali
Turismo come anestetico sociale: il turismo, insieme a televisione, antidepressivi e calcio, diventa uno dei più potenti “anestetici” offerti dalla società contemporanea a cittadini logorati da insoddisfazione e ipermobilità.[eleuthera]
Distruzione della dimensione simbolica del viaggio: la massificazione del desiderio turistico, camuffata da libertà di movimento, avviene dentro una logica industriale che trasforma il viaggio in una “fuga d’evasione” da consumare in tempi e luoghi deputati, sempre “passando alla cassa”.[eleuthera]
Illusione di autenticità: il turista, lontano da un territorio originario che ormai non conosce più, spera confusamente di trovare altrove una vita conviviale in un territorio ancora carico di senso, senza accorgersi che la sua presenza contribuisce a distruggere proprio ciò che cerca.[eleuthera]
Standardizzazione e saccheggio ambientale: il libro denuncia la standardizzazione dei desideri turistici e il saccheggio ambientale, mantenendo però intatto il potere incantatore del turismo come fenomeno di massa.[gognablog.sherpa-gate]
Domanda aperta
Più che offrire soluzioni, Christin pone una domanda provocatoria: cosa accadrebbe se smettessimo di considerare il mondo come qualcosa da attraversare e ricominciassimo a considerarlo come qualcosa da abitare?[larivistaculturale]
Contesto editoriale
L’edizione Elèuthera (2026) riprende e aggiorna un’opera già pubblicata in francese (L’usure du monde, 2014) e in italiano in precedenti edizioni, con una postfazione di Paolo Cognetti che approfondisce il tema della pazienza e del tempo come dimensioni perdute del turismo contemporaneo.[ilmanifesto]
Venerdi 17 ore 21.00: un’occasione per dialogare sulla storia della Punta di Torno.
Sono passati cento anni dalla morte di Luigi Vergani proprietario di gran parte della Punta e della grande villa che ora non esiste più: una micro-storia assai singolare che ha per protagonisti uomini d’affari e banchieri ma anche architetti e pittori di prestigio come Giuseppe Mentessi e altri di cui verranno presentate alcune opere che resteranno in esposizione anche sabato e domenica 18 e 19 luglio.
Nell’articolo del 13 luglio 2026, l’architetto Clemente Tajana guida alla scoperta delle ricchezze architettoniche di via Odescalchi a Como, evidenziando edifici storici come l’ex Casa Mauri.
Il percorso culturale approfondisce le stratificazioni storiche e i palazzi in pietra che caratterizzano questo asse della città murata a ridosso di Piazza San Fedele.
Il mio orto biologico è un apprezzato manuale pratico scritto dagli agronomi Enrico Accorsi e Francesco Beldì, pubblicato da Terra Nuova Edizioni. L’opera si propone come una guida completa sia per i principianti assoluti sia per i coltivatori più esperti che desiderano produrre ortaggi sani eliminando totalmente l’uso di pesticidi e concimi chimici di sintesi. [1, 2, 3]
Ecco i dettagli principali e la struttura del libro:
Caratteristiche principali
Approccio integrato: Oltre alle classiche tecniche dell’agricoltura biologica, il testo unisce in modo pionieristico i principi e i suggerimenti della permacultura e dell’agricoltura sinergica. [3, 4]
Contenuto visivo: Include più di 150 illustrazioni, fotografie e disegni a colori che mostrano chiaramente come svolgere le varie operazioni sul campo.
Dati tecnici: Ha un formato tascabile (circa 14,5×21 cm), conta 220 pagine ed è disponibile sia in formato cartaceo che in formato digitale EPUB.
Struttura del libro
Il manuale è idealmente diviso in due parti principali:
La guida pratica: Spiega passo dopo passo i lavori fondamentali da fare nell’orto. Troverai capitoli dedicati alla preparazione del terreno, alle tecniche di semina, ai trapianti, alla gestione dell’irrigazione, alle consociazioni utili tra piante e ai metodi naturali per combattere parassiti e malattie.
Le schede di coltivazione: Contiene oltre 40 schede tecniche dedicate ciascuna a un preciso ortaggio o alle preparazioni naturali (macerati, decotti). Ogni scheda illustra le specifiche esigenze di clima, terreno, concimazione biologica e i tempi corretti per la raccolta.
Il testo è pensato proprio per essere usato come un prontuario da “portare sul campo”, scritto con un linguaggio semplice, accessibile ma scientificamente rigoroso. Puoi approfondire i dettagli dell’opera direttamente sulla pagina ufficiale di Terra Nuova Edizioni o valutarne l’estratto su IBS. [1, 2, 5]
La mostra “Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano”si tiene a Como dal 29 maggio al 27 settembre 2026, offrendo un’occasione unica per ammirare i capolavori del celebre maestro del Romanticismo inglese proveniente interamente dalle collezioni della Tate di Londra. [1, 2, 3]
Joseph Mallord William Turner è vissuto in tra il 1775 e il 1851
Sedi della Mostra e Opere Esposte
Il progetto espositivo, curato da Elizabeth Brooke, è suddiviso in due storiche location cittadine per un totale di 11 capolavori storici che analizzano il profondo impatto del paesaggio italiano sullo stile dell’artista: [1, 2, 3, 4, 5]
Palazzo del Broletto: ospita 7 preziosi acquerelli incentrati sul Lago di Como e la città. Tra questi spicca lo storico schizzo “Lago di Como da Menaggio, guardando verso Bellagio” del 1819, che cattura la magica atmosfera e la luce del territorio lariano.
Pinacoteca Civica (Palazzo Volpi): custodisce 4 celebri dipinti a olio, incentrati su temi classici e letterari legati all’Italia (come il celebre The Golden Bough), che mostrano la trasformazione del paesaggio in una visione interiore e poetica.
Evento Contemporaneo Connesso
Il biglietto d’ingresso (“Tate Pass”) include anche l’accesso alla mostra contemporanea “Feeling Colour” presso la ex chiesa di San Pietro in Atrio. Questa sezione ospita le installazioni degli artisti britannici contemporanei Jim Lambie e David Batchelor, creando un suggestivo dialogo intergenerazionale sul tema del colore e della luce a due secoli di distanza da Turner. [6, 7, 8, 9, 10]
Informazioni Utili per la Visita
Orari di apertura: da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:30). Chiuso il lunedì.
Prezzi dei Biglietti: il Tate Pass Intero costa 12,00 €, mentre il Tate Pass Ridotto (riservato a over 65, studenti universitari, residenti a Como e convenzioni) costa 8,00 €. L’ingresso è incluso anche per i possessori di Abbonamento Musei Lombardia. [2, 11]
Giardini letterari è uno splendido volume illustrato scritto da Sandra Lawrence e magnificamente illustrato da Lucille Clerc, pubblicato in Italia da L’ippocampo Edizioni l’11 marzo 2026.
Il libro propone un affascinante viaggio botanico e letterario attraverso i cortili, i parchi e le aiuole nati dalla fantasia dei più grandi scrittori di ogni epoca. [1, 2, 3]
📋 Scheda Tecnica del Libro
Titolo: Giardini letterari
Autrice: Sandra Lawrence
Illustratrice: Lucille Clerc
Editore: L’ippocampo Edizioni
Data di pubblicazione: 11 marzo 2026
Pagine: 192 pagine
Prezzo di copertina: € 19,90
Formato: Cartonato, 17 x 22,5 cm
ISBN: 9791256731107
📖 Sinossi e Contenuto
Il volume esplora 30 luoghi verdeggianti creati dalla mente di poeti e romanzieri.
Tra le pagine si attraversa
il giardino segreto di Frances Hodgson Burnett,
le aiuole di Virginia Woolf,
gli enigmatici sentieri labirintici di Jorge Luis Borges,
il malinconico parco dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani,
fino alla selva imperfetta di Colette
e ai campi di tulipani di Alexandre Dumas.
L’opera unisce la critica letteraria alla passione botanica, mostrando come i giardini cartacei non siano semplici sfondi, ma specchi emotivi dei personaggi e motori dell’azione narrativa. [3, 4, 5]
💬 Recensioni e Accoglienza della Critica
Il libro ha ricevuto un’accoglienza calorosa sia dalla stampa culturale che dai lettori, posizionandosi come un perfetto volume “da collezione” o da regalo.
La critica culturale (Serena Dandini su Io Donna): Serena Dandini lo ha consigliato caldamente, definendolo un viaggio tra “luoghi fatati” che celebra la bellezza e la biodiversità, invitando a riflettere sulla cura della natura prima che vada perduta.
La stampa (D di Repubblica / Il Bo Live): Le recensioni giornalistiche lodano lo “struggimento” e il fascino nostalgico del testo. Viene descritto come un’opera capace di unire perfettamente il gioco dell’infanzia, il mistero e i travagli della crescita racchiusi tra siepi e roseti della storia della letteratura.
L’impatto visivo: Il punto di forza assoluto, evidenziato da recensori ed esperti di illustrazione come Ars in Fabula, risiede nelle tavole di Lucille Clerc. I disegni dettagliati riescono a dare una forma botanica precisa e sognante alle descrizioni degli scrittori.
Il pubblico online: Su piattaforme come Amazon Italia riscontra un ottimo punteggio medio (4,5 su 5 stelle), apprezzato in particolare da chi ama il giardinaggio, la letteratura classica e i libri curati nei minimi dettagli grafici e cartotecnici.
La memoria delle foglie, scritto da Gianni Solla ed edito da Giulio Einaudi Editore nella prestigiosa collana Supercoralli. [1, 2]
🌱 Trama in breve
La storia è ambientata nella periferia est di Napoli. Il protagonista è Lorenzo, un uomo la cui vita adulta è andata in pezzi: ha perso il lavoro, la giovinezza, il padre ed è stato lasciato dalla moglie Arianna con i figli ancora piccoli. In un momento di totale smarrimento, Lorenzo torna per caso nel vivaio della sua infanzia, un tempo appartenuto al padre.
Lì incontra Renato, il nuovo e paziente gestore del vivaio, che senza chiedere nulla in cambio gli offre lavoro e amicizia. Lavorando tra serre, bonsai e gerani, Lorenzo sperimenta la metafora della botanica: scopre che uno stelo tagliato non torna mai come prima, ma ne conserva la memoria, e proprio da quella ferita può iniziare una nuova fioritura e una profonda rinascita personale.
Quando Lorenzo capita per caso nel vivaio in cui ha trascorso l’infanzia, un luogo sospeso nell’ex periferia industriale di Napoli, la sua vita sembra un inventario di ciò che ha perduto: il padre, la moglie Arianna che lo ha lasciato con i figli ancora piccoli, il lavoro, la giovinezza. Sotto le serre e nelle corsie verdi non è cambiato nulla, e i pochi clienti chiamano ancora le piante con i nomi inventati da suo padre – capatosta, janare, scurnose – che nel dialetto trovava una lingua capace di parlare con la terra. Oggi a gestire il vivaio c’è Renato: un uomo stanco e paziente che non rinuncia mai alla battuta, con un passato di cui forse dovrebbe raccontare. Lavorare con lui, per Lorenzo, somiglia piú a un gesto inevitabile che a una scelta. Ogni giornata al vivaio – interrotta solo dalle pause per il nuoto nella piscina del quartiere – diventa una lezione di attenzione e misura, dove non basta la memoria: occorre reimparare quello che già si sapeva, accogliere azioni e parole nuove, ammettere che qualcosa, ma non tutto, dipende da noi. E mentre l’amicizia con Renato – fatta di molti gesti e non pochi silenzi – si concretizza nel progetto di espansione del vivaio, cosí come lo aveva sognato suo padre, Lorenzo vede riaffiorare intorno a sé le radici sottilissime che lo legano agli altri: alla figlia Roberta, assistente universitaria dalla carriera ben avviata, con la quale comunica sempre meno; al figlio Tommy, scrittore emergente intrappolato nella sua adolescenza; e anche a Ester, la donna che insegna nuoto alle ragazzine immigrate nella piscina del quartiere. Perché le storie di certe famiglie si sviluppano come piante rampicanti, pervicaci, intrecciandosi in modi sorprendenti. Gianni Solla è capace di dare i nomi alle cose e di raccontare le sfumature. I suoi sono personaggi pieni di una malinconia bella, di una grazia discreta. Soprattutto hanno la tenacia di coltivare lí dove tutti dicono che non crescerà mai nulla.
📋 Dettagli del libro
Autore: Gianni Solla
Titolo: La memoria delle foglie
Editore: Einaudi (Collana Supercoralli)
Data di uscita: 2 giugno 2026
Pagine: 176
Temi chiave: La cura, la resilienza, l’elaborazione del lutto, il legame con la terra e la rinascita interiore. [1, 2, 3, 4]