FABRIZIO SINISI “Il prodigio”.Magia e mistero nel cielo sopra Milano sabato 30 maggio – ore 18.00 Cinema di Bellano Ingresso gratuito
Bellano, 14 maggio 2026 – “Il bello dell’Orrido”, rassegna curata da Armando Besio e inserita nel progetto BAC Bellano Arte Cultura, con il sostegno del Comune di Bellano, prosegue sabato 30 maggio con l’ultimo appuntamento della stagione, prima della pausa estiva, al Cinema di Bellano (a ingresso gratuito): l’incontro con Fabrizio Sinisi è intitolato “Il prodigio”. Magia e mistero nel cielo sopra Milano, un appuntamento dedicato alle grandi domande della fede, della politica e del mistero nella società contemporanea e in dialogo con la mostra “DEVOTA. Arte e sacro. Territorio e comunità”, da una idea di Velasco Vitali e a cura di Chiara Gatti. L’autore dialogherà con Armando Besio.Il romanzo Il prodigio(Mondadori) è l’esordio narrativo di Fabrizio Sinisi, già considerato uno tra i più importanti drammaturghi italiani della nuova generazione. Il titolo della mostra nomina esattamente il nodo che Il prodigio mette in crisi: il bisogno umano di credere, di affidarsi a qualcosa di più grande, di trovare nel sacro un senso condiviso capace di tenere insieme una comunità.Mentre la mostra lo esplora attraverso l’arte e la memoria dei luoghi — le chiese, le opere votive, il romanzo di Fabrizio Sinisi lo interroga attraverso la cronaca allucinata di una metropoli contemporanea che, di fronte a un segno inspiegabile nel cielo, riscopre d’improvviso quella stessa fame di trascendenza: la devozione come impulso irriducibile, anche oggi in questo caotico presente.La narrazione prende le mosse da un’apparizione: una notte nel cielo di una grande città italiana — con tutta evidenza Milano — compare un volto enorme, dai tratti rozzi come li disegnerebbe un bambino. Quando i cittadini si svegliano e alzano gli occhi, rimangono sbigottiti. Compreso don Luca, il giovane prete a cui è affidato il racconto: mondano, carismatico, autore di libri di successo e ospite fisso in tv, ma interiormente diviso tra una fede ormai svanita e il disperato amore per Marta, ragazza tormentata e inafferrabile. Il Volto — presto scritto con la maiuscola — non scompare. Man mano che i giorni passano, la città precipita in un caos metafisico: le foto riempiono i social, arrivano le prime guarigioni portentose, si formano sette e movimenti, emerge un giovane e magnetico asceta transgender che guida una rivoluzione spirituale collettiva, mentre il generale Capogrosso cavalca la crisi con metodi brutali puntando al potere. Luca assiste sgomento, incapace di pronunciarsi, ossessionato dalla sparizione di Marta. La sua fede si sfalda, ma in quel crollo comincia a intravedere qualcosa di nuovo: un modo più nudo e vertiginoso di aprirsi al mistero. Accolta immediatamente con grande favore dalla critica, l’opera di esordio di Fabrizio Sinisi è una parabola contemporanea che guarda alla grande letteratura europea — Houellebecq, Saramago, Rushdie, DeLillo — contaminandola con la cronaca politica italiana e con la narrativa filosofica e soprannaturale. Il risultato è un romanzo nuovo e potentissimo che sfugge a ogni definizione e interroga su alcune grandi questioni del nostro tempo: cosa significa credere? Perché l’uomo continua a sperare in qualcosa di invisibile e incomprensibile come Dio, come la salvezza? Fabrizio Sinisi, nato a Barletta nel 1987, è drammaturgo e poeta, è dramaturg della Compagnia Lombardi-Tiezzi e consulente artistico del Centro Teatrale Bresciano. I suoi lavori sono tradotti e rappresentati in oltre quindici paesi. Ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti, tra cui la menzione dell’American Playwrights Project, il Premio Testori per la Letteratura e il Premio Nazionale dei Critici di Teatro.
Per la rassegna “Le Chiavi di Volta”, un viaggio nell’eleganza e nella leggerezza del repertorio settecentesco e primo ottocentesco.
Il Trio Aurea — clarinetto, fagotto e flauto traverso — porta al Tempio Voltiano di Como un programma di musica cameristica dell’epoca di Alessandro Volta, con opere di Devienne, Kummer e Ponchielli Piccianti. Il concerto fa parte della rassegna “Le Chiavi di Volta” e propone un viaggio nell’eleganza e nella leggerezza del repertorio settecentesco e primo ottocentesco, valorizzando il dialogo raffinato tra gli strumenti e la trasparenza sonora di questo originale organico cameristico.
Due luoghi alla… Volta” è invece una iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri, che propone visite guidate al Tempio Voltiano e alla Casa di Volta, edificio che ospitò Alessandro Volta e la sua famiglia, oggi sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Como. Gli appuntamenti, con ritrovo presso la Casa di Volta alle ore 10.15, sono in programma venerdì 15 maggio
I MUSEI CIVICI CELEBRANO VOLTA AL TEMPIO VOLTIANO il programma di eventi 2026
Il Tempio Voltiano, luogo simbolo della città di Como e unico museo interamente dedicato ad Alessandro Volta, ha avviato un variegato programma di iniziative che accompagnerà il pubblico per tutto il 2026, in vista del bicentenario della morte nel 2027.
“Il legame tra Alessandro Volta e la città di Como è, per definizione, indissolubile – afferma Alessandro Rapinese, Sindaco di Como. Nonostante i suoi prestigiosi viaggi in Europa, Como non fu per lui solo un semplice rifugio, ma il centro pulsante della sua attività. Volta fu anche amministratore pubblico; è con quel medesimo spirito che abbiamo voluto rinnovare l’illuminazione dei monumenti cittadini. Questo percorso di valorizzazione ha trovato il suo culmine lo scorso 5 marzo, quando abbiamo omaggiato il Genio restituendo nuova luce al Tempio Voltiano.
Il Tempio Voltiano è l’unico museo al mondo interamente dedicato ad uno scienziato e con questo ciclo di incontri, curati dalla componente scientifica dei Musei Civici e in collaborazione con Volta200, diamo alla nostra comunità un’ulteriore occasione per conoscere Alessandro Volta.”
Dopo i primi appuntamenti già svolti nei mesi iniziali dell’anno, il calendario delle proposte prosegue con “Le Chiavi di Volta”, un percorso tra scienza, musica e racconto a cura dell’Associazione Culturale The White Stag, pensato per offrire uno sguardo originale e multidisciplinare sulla figura di Volta. Il ciclo prevede i seguenti appuntamenti, tutti a ingresso gratuito su prenotazione e a posti limitati: venerdì 15 maggio con Musica di una volta. Concerto di musica degli anni in cui visse Volta; venerdì 25 settembre con La volta celeste. Conferenza in musica sulla scienza di Volta; e venerdì 23 ottobre con 220 Volt@. Concerto di musica elettronica e d’ambiente ispirata ai luoghi voltiani.
Tra le iniziative del programma figurano anche le “Conversazioni con il Conservatore, una… alla Volta”, incontri guidati dedicati al museo, alle sue collezioni e alle straordinarie scoperte di Volta, con particolare attenzione ai legami tra strumenti, eventi scientifici e storia cittadina. Il ciclo comprende tre appuntamenti alle ore 17.00: (venerdì 8 maggio, con 1776: la scoperta del metano😉 venerdì 12 giugno, con Dalle rane alla corrente: il viaggio di Volta verso la pila; e venerdì 26 giugno, con Il tempo delle esposizioni voltiane. L’ingresso al museo e la visita hanno un costo di 4 euro.
“Con questo ciclo di incontri consolidiamo ulteriormente il ruolo dei Musei Civici come hub culturale dinamico e inclusivo, con iniziative rivolte a un pubblico il più eterogeneo possibile perché l’eredità di Volta è patrimonio di tutti – afferma Enrico Colombo, Assessore alla Cultura del Comune di Como. Abbiamo promosso una serie di interventi e iniziative concrete per valorizzare la figura di Alessandro Volta e il Tempio Voltiano: dalla digitalizzazione del plesso museale con l’app del Tempio Voltiano, alle due esposizioni Uomini e Donne di scienza, per passare al gioco “Volta… la carta”, agli eventi realizzati dalla direzione museale a quelli progettati con l’Ordine degli Ingegneri di Como, la Fondazione Volta e l’Università dell’Insubria. Offriamo oggi un prestigioso percorso di eventi che accompagnerà la nostra comunità verso il 2027, anno in cui celebreremo il bicentenario della scomparsa di Alessandro Volta.”
“Due luoghi alla… Volta” è invece una iniziativa, realizzata in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri, che propone visite guidate al Tempio Voltiano e alla Casa di Volta, edificio che ospitò Alessandro Volta e la sua famiglia, oggi sede dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Como. Gli appuntamenti, con ritrovo presso la Casa di Volta alle ore 10.15, sono in programma venerdì 15 maggio, martedì 16 giugno, venerdì 18 settembre e martedì 13 ottobre, dalle 10.30 alle 12.30. La partecipazione è su prenotazione: ingresso ai luoghi 4 euro, visita guidata (circa due ore) 9 euro.
Nel mese di settembre si rinnova inoltre la collaborazione con la Fiera del Libro di Como, con il ciclo “Storie e curiosità dalla storia della scienza ad Alessandro Volta”, dedicato a conversazioni letterarie e presentazioni di libri su temi scientifici e voltiani. Gli incontri, a ingresso gratuito su prenotazione (posti limitati), si terranno venerdì 4 settembre con Ilaria Canobbio e Jessica Maffei (La scienza? Un gioco da ragazze!); mercoledì 9 settembre con Paolo Mazzarello (Malaria. Il Nobel negato: storia di Battista Grassi); venerdì 11 settembre con Gianpaolo Angelini (Province della tutela. Studi sulla conservazione del patrimonio artistico in Lombardia tra ’800 e ’900).
Particolare attenzione sarà dedicata ancora alla musica con “Musica ed energia nel segno di Volta”, progetto a cura de Le Dimore del Quartetto, che porterà al Tempio Voltiano tre concerti di quartetto d’archi, introdotti ogni volta da un divulgatore per creare un dialogo tra dimensione scientifica e dimensione artistica. Gli appuntamenti sono previsti mercoledì 7 ottobre, mercoledì 11 novembre e mercoledì 2 dicembre, sempre alle ore 19.00. L’iniziativa è a ingresso gratuito su prenotazione (posti limitati).
Il Tempio Voltiano parteciperà inoltre alla F@MU – Giornata Famiglie al Museo con “Tutti al Tempio!”, in programma domenica 11 ottobre alle ore 10.00, proponendo una visita guidata o un’attività gratuita per ragazzi e famiglie.
Tra gli eventi speciali dell’autunno spicca anche “Volta, il metano e il Pra’ Pasquée”, realizzato in collaborazione con l’Associazione Sentiero dei Sogni, in programma sabato 31 ottobre alle ore 10.00. L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per il 250° anniversario della scoperta del metano e proporrà un percorso dal Tempio Voltiano fino a Villa del Grumello. L’ingresso al Tempio Voltiano è di 4 euro (su prenotazione).
Inaugurato il 16 luglio 1928, il Tempio Voltiano fu pensato per ospitare strumenti originali e ricostruzioni delle invenzioni di Volta. Edificato nel centenario della sua morte, venne donato alla città di Como da Francesco Somaini. Progettato in stile neoclassico da Federico Frigerio, si ispira al Pantheon per rendere omaggio al genio comasco non solo attraverso la scienza, ma anche con l’architettura.
Il museo custodisce apparecchi, strumenti, documenti, ritratti, medaglie e oggetti personali di Volta. Al piano terra è raccontata la storia delle sue scoperte, mentre in quello superiore la sua vita, la fama internazionale, i contatti accademici e le onorificenze.
È un luogo dove scienza e memoria si incontrano, rendendo accessibili i temi fondamentali dell’elettrologia e della fisica voltiana, in un percorso che collega il passato al presente della ricerca scientifica. Un luogo importante, un museo di grande interesse e una risorsa propulsiva per lo sviluppo della comunità.
Gli alberi popolano da sempre la letteratura mondiale, descritti come simboli di saggezza, ponti tra terra e cielo e custodi silenziosi del tempo. [1, 2]
Identità e Metamorfosi
Erri De Luca: “Amo gli alberi. Sono come noi. Radici per terra e testa verso il cielo”.
Victor Hugo: “Fate come gli alberi: cambiate le foglie, ma conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri princìpi”.
Fabrizio Caramagna: “Le mani dell’albero hanno le unghie sporche di azzurro a furia di scavare dentro il cielo”. [3, 4, 5]
Esistenza e Saggezza della Terra
Anton Čechov: “Un albero è bello, ma ancor di più, ha diritto alla vita; come l’acqua, il sole e le stelle, è essenziale. La vita sulla terra è inconcepibile senza alberi”.
Rabindranath Tagore: “Colui che pianta alberi, sapendo che non siederà mai alla loro ombra, ha quantomeno iniziato a comprendere il significato della vita”.
Hermann Hesse: “Gli alberi sono santuari. Chi sa parlare con loro, chi li sa ascoltare, conosce la verità”. [6, 7, 8, 9, 10]
Amore e Metafore Naturali
Gialal al-Din Rumi: “L’amore è un albero, e gli amanti la sua ombra”.
Khalil Gibran: “Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo”. [6, 11]
Lo Yuzu (Citrus junos)è un pregiato albero da frutto della famiglia delle Rutaceae. Originario della Cina centrale, si è diffuso massicciamente in Giappone, dove è un pilastro della cultura gastronomica. Questo agrume è famoso per la sua straordinaria resistenza al freddo (fino a -11°C / -12°C), caratteristica che lo rende uno dei pochi agrumi coltivabili in piena terra anche nel Nord Italia. [1, 2, 3, 4, 5]
Caratteristiche della pianta
Portamento: Arbusto o piccolo albero compatto, vigoroso, alto tra i 2 e i 3 metri a maturità.
Spine: Molto lunghe, robuste e appuntite lungo i rami.
Foglie: Sempreverdi, lanceolate, con un picciolo vistosamente alettato alla base.
Fiori: Bianchi, grandi e intensamente profumati, simili alle zzagare, in primavera.
Resistenza: Sopporta geli intensi. Le foglie tendono a ingiallire in inverno per sbalzi termici, ma recuperano in primavera. [2, 4, 6, 7, 8, 9]
Il Frutto dello Yuzu
Aspetto: Simile a un mandarino o a una piccola clementina gialla. Ha una buccia ruvida, spessa e irregolare.
Sapore: Unico e complesso. Un mix aromatico tra limone, mandarino e pompelmo.
Proprietà: Ricchissimo di vitamina C (fino a tre volte più del limone) e antiossidanti.
Uso: Contiene pochissimo succo e molti semi. Si usa principalmente la buccia, ricca di oli essenziali, molto ricercata nell’alta cucina gourmet e nella pasticceria. [1, 2, 4, 10, 11]
Guida alla Coltivazione
Esposizione: Pieno sole, garantendo diverse ore di luce diretta al giorno per far maturare i frutti.
Terreno: Leggero, fertile e perfettamente drenante. Teme i ristagni idrici e i suoli troppo calcarei.
Irrigazione: Regolare ma moderata. Durante la fioritura va ridotta quasi al minimo per favorire l’allegagione dei frutti.
Concimazione: Utilizzare stallatico o concimi organici in primavera, integrati con lupini macinati e ferro in caso di ingiallimento fogliare.
Maturazione: I frutti maturano tra settembre e dicembre. Si raccolgono verdi (aroma più pungente) o giallo-arancio (più morbidi e dolci). [1, 4, 6, 8, 12]