articolo “La via dei commerci e la torre nascosta”, firmato da Clemente Tajana e pubblicato su La Provincia il 17 agosto 2026, dedicato a via Bernardino Luini a Como. laprovinciadicomo
Contesto e impianto urbano
La via è intitolata al pittore rinascimentale Bernardino Luini, esponente dei “Leonardeschi”, autore di opere nel Duomo di Como (tra cui la pala di San Girolamo). Dal punto di vista urbano, corre parallela al “cardo” (via Adamo del Pero) e incrocia il “decumano” (via Indipendenza), attraversando due antiche contrade: la Contrada della Torrazza e la Contrada delli Asini. laprovinciadicomo
Un percorso tra botteghe, mosaico e Ztl
L’articolo invita a percorrere la via da nord, partendo dallo slargo di via Boldoni, dove sopravvive una delle poche edicole del centro storico. Nel primo tratto spicca un grande mosaico di Nino Lupica (già direttore dell’Accademia Aldo Galli), realizzato negli anni Novanta grazie al finanziamento del negozio Seveso: pannelli di ceramica con figure in stile “picassiano”, due biciclette colorate (simbolo della Ztl e della mobilità dolce), un albero con sei pere (richiamo allo stemma della famiglia Del Pero) e colombe tra le nuvole. Tajana nota che il mosaico è ben conservato, mentre l’intonaco della parete su cui è applicato versa in degrado e richiederebbe una ridipintura. laprovinciadicomo
Lo slargo, pur avendo perso alcune attività storiche (come il negozio di giocattoli Scotti e le bancarelle di frutta e verdura), resta un nodo commerciale importante, soprattutto per i turisti, con negozi moderni e fan shop. laprovinciadicomo
Edifici, insegne storiche e trasformazioni commerciali
Procedendo verso l’incrocio con via Rusconi (Contrada delli Asini), l’articolo segnala:
- edifici settecenteschi dai colori vari (bianco, rosa, giallo) con balconcini tipici, oggi occupati da insegne contemporanee; laprovinciadicomo
- lo “stacco” tra due edifici (tra Butti Scarpe ed ex Pastificio Concesa), probabile residuo di un ambitus romano per lo scolo delle acque, oggi chiuso da una vetrina ma leggibile dalle gronde distinte; laprovinciadicomo
- la memoria del Pastificio Concesa (fondato ai primi del Novecento), censito da Lombardia Beni Culturali per la “trafila” e il “cliché di stampa” della confezione, oggi sostituito da una catena di abbigliamento; laprovinciadicomo
- al n. 33 la sede di United Colors of Benetton, con cortile coperto da vetrata e portico neoclassico; laprovinciadicomo
- al n. 43 una casa a due piani con arco romanico e pavimento in piode di Moltrasio, ex Taedo borse, ora boutique che hanno conservato i reperti; laprovinciadicomo
- al n. 50 un edificio con facciata a graffito rosso, rombi e gigli, e stemma comunale (croce bianca in campo rosso con corona); al piano terra l’Enoteca da Gigi (dal 1930), con antico cassettonato a vista; a fianco la Casa del Biscotto, da oltre mezzo secolo punto di dolci e caramelle. laprovinciadicomo
Superata via Indipendenza, al n. 56 restano le formelle di marmo bianco dell’antica macelleria, con teste di bue scolpite e la coppa con la scritta “Esposizione internazionale Genova 1913”, a ricordo della partecipazione del negozio all’esposizione progettata da Gino Coppedè. laprovinciadicomo
La “torre nascosta”: Torre delli Asini
Il cuore storico-narrativo dell’articolo è la “Torre delli Asini”, visibile adiacente al Caffè Maja (angolo con via Indipendenza). La torre mostra un possente fianco in conci di pietra a vista, con due aperture difensive (ad arco e rettangolari) poi tamponate. Il nome è oggetto di due letture: legato a una famiglia dominante della contrada, oppure al passaggio degli asini che portavano grano al mercato nella piazza. laprovinciadicomo
La facciata verso piazza San Fedele, trasformata in residenza, presenta aperture e balconi con decorazioni barocchette; il restauro ha messo in evidenza l’antica “parlèra” in blocchi di pietra ad arco, da cui il Capitano del Popolo teneva le arringhe ai comaschi radunati nell’antico brolo (oggi piazza San Fedele). Con la costruzione del Broletto e poi del Duomo, la torre perse il suo ruolo di primo “arengario” cittadino. laprovinciadicomo
Tema di fondo: commercio e stratificazione storica
Tajana legge via Luini come uno “spaccato” della città: famiglie dominanti (tra cui i ghibellini Rusconi), botteghe artigiane, poi trasformazioni commerciali contemporanee, con un tessuto che unisce memorie medievali, rinascimentali e novecentesche a nuove dinamiche di consumo e turismo. laprovinciadicomo































