Il libro propone una riflessione sul rapporto tra esseri umani e mondo naturale, in particolare con gli alberi, considerati non come semplice sfondo o risorsa, ma come presenze capaci di suggerire forme di resilienza, cooperazione, cura e interdipendenza.
Bormolini intreccia spiritualità, antropologia, ecologia, biologia, psicologia, letteratura e arte. L’idea centrale è che la natura possa diventare un luogo di rigenerazione della persona nella sua dimensione integrale: corpo, psiche e spirito. La casa editrice presenta il volume come un invito a ritrovare una comunione profonda con gli esseri viventi e con il “Tutto”.[ponteallegrazie]
Il “Manifesto” per la cura verde
Uno degli elementi più originali del volume è il Manifesto per una Spiritual Green Therapy, una proposta di “terapia verde spirituale” che mira a mettere in dialogo neuroscienze, medicina, ecologia, antropologia e pratiche contemplative.
Il manifesto non si presenta come una teoria già conclusa, ma come l’avvio di un campo di ricerca sulla possibilità che il contatto con la natura incida non soltanto sul benessere fisico e psicologico, ma anche sulla dimensione spirituale della persona. Tra i suoi temi figurano rigenerazione, bellezza, compassione, comunione, cooperazione, cura, dono, libertà, ritrovamento e trasfigurazione.[messaggerosantantonio][fondazionesylva]
Una possibile valutazione
_ Chiedilo agli alberi_ sembra collocarsi a metà strada tra il saggio spirituale, il libro di ecologia culturale e il testo dedicato alla cura della persona. Non è quindi un manuale di botanica né un volume esclusivamente religioso: il suo obiettivo è soprattutto cambiare lo sguardo sulla natura, mostrando come il rapporto con gli alberi possa diventare anche un’esperienza etica, esistenziale e comunitaria.
La recensione del Messaggero di sant’Antonio sottolinea il carattere colto e poetico dell’opera, ma avverte che alcuni passaggi non sono di lettura immediata. Il riferimento ideale è una visione non antropocentrica e, in alcuni punti, francescana: gli alberi diventano maestri di un “buon vivere” fondato sul sentirsi parte di una totalità più ampia.[messaggerosantantonio]
In sintesi
È un libro indicato per chi è interessato a:
ecologia spirituale e rapporto uomo-natura;
pratiche di cura e accompagnamento;
spiritualità cristiana contemporanea;
alberi, boschi e benessere psicofisico;
dialogo tra scienza, religione e ambiente;
superamento dell’antropocentrismo.
La tesi divulgativa del volume potrebbe essere riassunta così: tornare alla natura può aiutarci a ritrovare la nostra stessa natura.
La speranza verde è un saggio scientifico e autobiografico scritto dai biologi Vittoria Brambilla e Fabio Fornara, pubblicato da Bompiani nell’aprile 2026. [1, 2, 3, 4, 5]
Il libro racconta la storia professionale e umana dei due ricercatori, tornati in Italia dal Max Planck Institute per studiare le TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita), strumenti biotecnologici che permettono di migliorare le piante per renderle resistenti a malattie e siccità senza ricorrere agli OGM tradizionali. [3, 6, 7]
Temi principali del libro
La sfida scientifica: Gli autori descrivono le difficoltà incontrate nella ricerca, tra ostacoli burocratici e atti vandalici ai danni delle loro sperimentazioni (come quelle sul riso resistente ai parassiti).
La lotta contro la malattia: L’opera è definita un libro scritto “a quattro mani e due occhi”. Fabio Fornara, colpito dalla SLA a poco più di quarant’anni, ha composto il testo utilizzando un puntatore oculare.
Il futuro dell’agricoltura: Attraverso la lente della scienza, il saggio esplora come la modifica genetica puntiforme possa aiutare a gestire le sfide ambientali e garantire cibo di qualità. [1, 6, 8, 9, 10]
Il volume vanta una prefazione della Senatrice Elena Cattaneo ed è disponibile presso i principali rivenditori come IBS e Librerie.coop. [10, 11]
Le piante non vivono isolate ma inserite in complessi ecosistemi in cui instaurano rapporti di reciprocità con altri organismi. Questi scambi mutualistici, spesso invisibili a occhio nudo, sono fondamentali per la loro sopravvivenza e prosperità.
Le radici delle piante si intrecciano con funghi micorrizici che le aiutano a captare nutrienti in cambio di zuccheri prodotti dalla fotosintesi.
Alcune piante dipendono dagli insetti per l’impollinazione, offrendo nettare e polline come ricompensa.
Le foglie rigenerano ossigeno e microclimi favorevoli per altri esseri viventi, mentre assorbono anidride carbonica.
Questi scambi non sono unidirezionali ma rispondono a un principio di mutuo beneficio che potremmo definire come reciprocità ecologica.
La lezione umana dalla reciprocità vegetale
L’osservazione della reciprocità in natura può essere una metafora potente per le relazioni umane e sociali:
Le società prosperano quando i rapporti tra individui e gruppi sono fondati sulla collaborazione e lo scambio equo, non sul dominio o lo sfruttamento.
Le piante ci insegnano che il benessere individuale è legato a quello della comunità; non si può crescere isolati ma insieme agli altri.
Il principio di reciprocità invita a una cultura della cura e responsabilità nei confronti dell’ambiente, riconoscendo che la nostra salute dipende da quella degli ecosistemi.
Implicazioni etiche e culturali
Pensare alla reciprocità come a un valore ispirato alle relazioni vegetali implica:
Promuovere modelli di sostenibilità ambientale basati sul riconoscimento dei diritti naturali.
Rivalutare le economie e le politiche sociali incoraggiando scambi equi e cooperazione tra individui e con la natura.
Riflettere su una visione del mondo olistica in cui ogni elemento contribuisce e riceve in un equilibrio dinamico.