Goletta dei Laghi di Legambiente: bandiera nera all’amministrazione comunale di Laglio per aver trasformato la settecentesca Villa Veronese, in località Torriggia, in una colata di cemento

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Goletta dei Laghi di Legambiente
blitz degli ambientalisti a Laglio contro il consumo di suolo
 
Assegnata la bandiera nera all’amministrazione comunale
 
Legambiente: “Basta speculazioni sul lago. Fermare il consumo di suolo e salvaguardare il paesaggio, una condizione non più rinviabile per tutelare un patrimonio inestimabile. Approvare subito il piano di settore del demanio lacuale per fermare tutelare il territorio”
 
 
Fermare il consumo di territorio e la distruzione del paesaggio. Questo chiedono gli ambientalisti in occasione del blitz di questa mattina a Laglio, dove hanno srotolato lo striscione “no al cemento”.
L’equipaggio della Goletta dei Laghi ha assegnato una bandiera nera all’amministrazione comunale per aver trasformato la settecentesca Villa Veronese, in località Torriggia, in una colata di cemento.
 
“Molti sarebbero gli esempi da segnalare in tutto il lago dove si susseguono piccoli e grandi scempi all’insegna della speculazione edilizia. L’equilibrio del lago è troppo delicato e questi interventi ne stanno minando la salute – commenta così Federica Barbera, portavoce della Goletta dei Laghi -. Ogni anno, con il passaggio della Goletta dei Laghi, accendiamo i riflettori anche sulle criticità che mettono a repentaglio lo stato di salute dei nostri laghi. Con la consegna delle bandiere nere vogliamo richiamare le istituzioni ad agire per conservare e tutelare questa importante realtà del nostro Paese”.
 
Dal vecchio cantiere Molinari a Villa Veronesi, alla cancellazione delle rive naturali ricche di biodiversità, sono le ultime novità in fatto di consumo di suolo sulla sponde del piccolo comune rivierasco. Un carico di artificializzazione che cancella gli ultimi tratti di naturalità a lago e crea a volte anche problemi di dissesti idrogeologico e assieme ad esso parte del demanio pubblico. Complice anche la mancata approvazione da parte del Consorzio dei laghi del Piano di settore del demanio della navigazione, che così facendo lascia alle singole amministrazioni comunali la possibilità di interventi edilizi sul demanio non coordinati da una programmazione di bacino e senza Valutazione Ambientale Strategica (Vas). Un piano questo che gli ambientalisti chiedono sia approvato in tempi brevi e che rispetti le caratteristiche ambientali, ecologiche e paesaggistiche.
Il problema del consumo di suolo è in particolare concentrato lungo le fasce costiere: il 54% del territorio urbanizzato si trova entro una fascia di un chilometro della sponda lacustre (fascia estesa per il 29% del territorio totale dei 51 comuni del Lario) anche se negli ultimi anni l’urbanizzazione ha riguardato tutto il territorio, anche nell’entroterra: dei 321 ettari di nuova urbanizzazione, ben il 57% si trova a oltre un km di distanza dalla costa. Per farsi un’idea di cosa significhi ciò, il paese di Laglio ricopre, con edifici, strade e piazze, una superficie urbanizzata di 37 ettari: dunque è come se ogni anno, sul Lago di Como, spuntasse una nuova Laglio. Questo significa che gli spazi disponibili per nuove urbanizzazioni nella fascia costiera stanno sparendo sotto il peso del cemento ed è quindi necessario tener d’occhio anche l’entroterra, dove i costi dei terreni sono sicuramente più bassi e favoriscono gli interventi speculativi.
 
“Fra le preoccupazioni per i rischi che corrono i nostri laghi evidenziamo i gravi ritardi nella pianificazione di settore e nella presa in carico della navigazione pubblica sul Lario, pur in presenza di forti entrate da concessioni demaniali – aggiunge Barbara Meggetto, direttrice di Legambiente Lombardia -. Particolare attenzione va posta nel contenere ogni intervento sul demanio e sulle coste, anche quando si dovessero prevedere percorsi ciclopedonali, pur da noi richiesti per una mobilità dolce. La fattibilità di ogni opera va esaminata non solo secondo una corretta valutazione paesaggistica rispettosa delle tradizioni lariane, ma soprattutto misurata in rapporto al rispetto dell’ecosistema lacuale e delle sue vitali funzioni per l’uomo e il mondo animale, vegetale e naturale. Non si possono perciò concepire interventi sulle sponde del lago che producano invasioni di alveo, cementificazioni, artificializzazioni magari destinate a parcheggio auto, sacrificando inoltre il diritto di tutti all’accesso e alla godibilità delle spiagge e del lago.”
 
Ufficio stampa Goletta dei Laghi

One comment

  1. Laglio e Consorzio dei Laghi: due bandiere nere giustamente assegnate.
    Assegnerei bandiere nere anche ai comuni di Brienno e di Lezzeno, basta costeggiare per rendersene conto.
    Un grande Bandierone Nero anche all’Impresa Co(Di)struzioni Nessi e Majocchi che sul Lario detiene il primato della cementificazione.

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