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GEOPOLIS 2015 Linee d’orizzonte della storia contemporanea (XVI edizione), rassegna a cura di Claudio Fontana, Como 26 febbraio, 5-12-19-26 marzo 2015, sala convegni Unindustria, Via Raimondi

Avatar di Paolo FerrarioMAPPE nel sistema dei SERVIZI alla persona e alla comunità, a cura di Paolo Ferrario

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Liceo Scientifico e Linguistico Paolo Giovio-Como Dipartimento di Storia e Filosofia
Gruppo Giovani Industriali- Unindustria Como
Con la collaborazione dell’UST di Como e il patrocinio del Comune di ComoGEOPOLIS 2015 LINEE D’ORIZZONTE DELLA STORIA CONTEMPORANEA

UN SECOLO COMINCIATO MALE? Aiutare la mosca a uscire dalla bottiglia:imperativi strategici per l’umanità globalizzata

Folle di persone disorientate si aggirano e si scontrano in questo inizio del XXI secolo; ma il mondo globalizzato non è solo caos, , conflitti violenti, perdita, accettazione rassegnata.

Per comprenderlo e trovare strade nuove e interessanti
bisogna vincere la pigrizia e abbandonare abitudini e modi di pensare non più adeguati. Un pensiero certo difficile, ma all’altezza dei tempi, che non è già pronto ma va costruito, può fornire una bussola alle nostre azioni,caricarle di valore, inserirle in ampie strategie.
I relatori di Geopolis, ciascuno nel campo delle sue attività e dei suoi studi, sanno cogliere i segni
promettenti…

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alla Locanda BARBAROSSA, a Como

vai al sito: http://www.locandabarbarossa.it/

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Orto/Giardino di fine Inverno, 20 febbraio 2015

clicca sulla prima immagine per vederle in sequenza:

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camminare nel verde a pochi minuti dal centro di Como: VIA SANTA MARTA

da una email di un omonimo amico:

Due piccoli suggerimenti. Prendi la salita piano, poi nel caso puoi aumentare il passo e… ricordati di alleggerirti degli abiti di troppo appena fuori dal tunnel (un po’ umido) che unisce via Borsieri (tramite la perpendicolare via Regina) a via Santa Marta.

Lì ci sono delle comode scalette che ti innalzano di un tornante, dopo è solo salita… qualche macchina scende e sale (hanno costruito tanto, troppo, anche lì), quindi ci vuole un po’ di attenzione, ma in generale non è affatto pericolosa come strada.
Saluti cari
a: da classificare · Azzi Gisella

Gisella Azzi, poetessa, scrittrice e maestra di pianoforte

GISELLA AZZI POETESSA COMASCA

Gisella Azzi

Nel 1977 nasceva a Como il Gruppo Letterario Acàrya e Gisella Azzi,  nota poetessa e scrittrice nonchè maestra di pianoforte,ne fu  la nostra prima presidente. Parecchie erano  le persone che in versi esprimevano le loro emozioni e Gisella le incoraggiava a scrivere e a sottoporle tali scritti ai quali lei dava valutazioni, suggeriva modifiche sempre con molta discrezione e con giudizi severi.  Essa fu innovatrice, con Piero Collina, dell’attuale grafia fonetica. Molti hanno tratto insegnamento dalle sue proficue e stimolanti lezioni nei venerdì sera all’Acàrya . Lei stessa si definiva la nostra “pita” cioè chioccia e godeva dei successi che i suoi “pulcini”  raccoglievano nei vari concorsi di poesia. Durante la festa per i suoi 90 anni il presidente della Famiglia Comasca Piercesare Bordoli  disse: «Una donna che ha dato molto alla città a livello di poesia, coerenza e buon senso». Ha compiuto 90 anni il 3 aprile 2002 ed è stata festeggiata, senza la sua presenza perchè malata, all’Acàrya con una serata a lei dedicata di poesia, giornalismo e aneddoti . E’ scomparsa alla vigilia di Natale del 2002 ed è per la città di Como una grande perdita. Ha ricevuto l’ “Abbondino d’oro” massima benemerenza cittadina che il comune di Como le assegnò nel 1995.
I libri da lei pubblicati o a lei dedicati :

– Impressioni Comasche (1957)
– Canzunett al ciaar e al scuur (1966)
– il mio fornitore di Brillanti (68)
– Il Bottegone (1968)
– Il fiore nel bicchiere (1969)
– Vita col Duomo (1971)
– Il Furetto del Grattacielo (1973)
– Le indiscrezioni della Marietta (1974)
– I ponti d’oro (1982)
– Primavera in Gennaio (1984).
– L’Arz e la stela (2003)

Le sue poesie sono pubblicate in diverse antologie.

Inventò il personaggio della Marietta, una popolana sgrammaticata che raccontava in chiave comica con strafalcioni, ma con buon senso, fatti e avvenimenti della città, pubblicati sul settimanale “Ul Tivan“.

Ha collaborato con TV e radio locali e con diversi giornali:
L’OrdineLa ProvinciaUl Tivan e la Rivista Como.
E’ stata tra i fondatori sia de “La famiglia Comasca” che l'”Acàrya“.
Da giovane aveva frequentato il conservatorio diplomandosi in pianoforte.
Gisella ha trovato nella musica così come nella scrittura in Italiano e in Dialetto la possibilità di esprimersi, di comunicare e diffondere il suo amore per la città di Como e per il suo Lago.

I TÒ ÖCC

Ma pìaas vardà i tò öcc, perché gh’è dént
tütt ul celèst del laagh, ul ciaar, l’umbrìa,
ul serén, i stralüsc, ul suu scutént.
Öcc de Madòna… e cérti vòlt de strìa.

Ga pasa sutt, alégar ‘mè pesitt,
i tò penséer, (quii béi) che scàpan giò
visìn al cöör, dulz, vìscur, piscinitt:
pròpi ‘mé i alburèi: t’ì ée vist nanmò ?

e inn già luntàn, scundüü chi sà induvé,
forzi adòss ai péss brütt, per casciài via !
Öcc bèi, vardémm quèi volta anmì, perché

insém’ al laagh, al céél, ma piasarìa
ge füdèss dént un puu d’amuur per mi…
perché ta vöri bén, làsatal dì!

I tuoi occhi:  Mi piace guardare i tuoi occhi perchè c’è dentro/ tutto il celeste del lago/ la luce e l’ombra/ il sereno e i lampi il sole bollente/ Occhi di Madonna e certe volte di strega. /Passano sotto allegri come pesci/ i tuoi pensieri, (quelli belli) che scappano giù/ vicino al cuore, dolci, forti, piccoli/ proprio come le alborelle: non li hai ancora visti?/ e sono già lontano, nascosti chissà dove/ forse addosso ai pesci brutti, per cacciarli via!/ Occhi belli, guardate qualche volta anche me  perchè/ insieme al lago, al cielo, mi piacerebbe che ci fosse dentro un po’ d’amore per me/ perchè ti voglio bene, lasciatelo dire!

LA PITA MATA 

Li mai vedü  ‘na pita a fa la röda
cume un paùn lifròcch e süperbiuus?
Quéla sun mi. E sculti tüt’ i vuus
di mè “ex” puresitt. In sü la piöda

sbigni – dent in del niid – vöi bandunaa – …
Minga tropp de luntàn vùlan  üsej
de tüt’ i razz, ma tütt cangiaant e bèi:
lòdul, galédui, rusignöö: basaa

da quèll suu che ‘l sa ciama PUESÌA.
Ul mé cöör stracch a ‘l batt (oh, cume ‘l batt !) :
felicitaa e duluur inn chì a cumbatt

in del griis d’una gran malinconia …
ma in del stèss temp la pita, mai segala
de scultà i so caröö, la sa cunsùla.

La chioccia pazzerella: Non avete mai visto una chioccia fare la ruota come un grullo e superbo pavone? Quella sono io. E ascolto tutte le voci dei miei “ex” pulcini.  Sulla  piòda sbircio nel nido – vuoto abbandonato – …Non troppo lontano volano uccelli di tutte le razze . ma tutti cangianti e belli: allodole, gabbiani usignoli: baciati da quel sole che si chiama POESIA. Il mio cuore stanco batte ( oh, come batte!) felicità e dolore sono qui a combattere nel grigio di una grande malinconia … Ma nello stesso tempo la chioccia, mai stanca di ascoltare i suoi piccoli cari, si consola.

 

HO AVUTO UNA FIGLIA

Ho avuto una figlia: mia madre.
I bellissimi occhi ella sgranava
per cogliere sulla mia bocca
tante parole — dolci — che le dissi

e quelle amare (poche: spine
su cui sanguinerò muovendo i passi
nella discesa verso il buio,
fondo finale di una vita buia).

Nel silenzio e nel buio
ella morì, senza neppur sapere
quali mani (impotenti)
cercassero di esprimerle lo strazio

di un addio fosco, tremendo.
Spero soltanto che nell’altra vita  — beate  — ci rincontreremo.

Io parlerò e tu mi ascolterai
e mi vedrai mentre ti abbraccio stretta.

Ho avuto una figlia: mia madre.

Infine una “lettera” a Gisella scritta da Francesco Gottardi per la sua scomparsa:

“Ora che le tue mani accarezzano le stelle e i tuoi occhi parlano con loro, ora che tu conosci le verità del dopo da tutti i credo diversamente detta, vieni ti prego nelle mie notti insonni a tenermi compagnia. A raccontarmi con la tua voce amica le cose che tu sai come facevi un tempo, il tempo dell’Acàrya che tanti lustri ti ha vista presidente. Maestra di poesia, tu ci hai svelato di Ippocrene la fonte. Con te perdiamo un poco anche di noi che ci sentiamo persi nel cerchio della vita, mentre contiamo con le nostre dita il numero che cresce: Gianni, Gino, Giuliana, Paolo, Giordano e oggi Gisella, voci vibranti colme di sentimenti. ” Vöri sbiavì pian pian…”  e così è stato, scegliendo nel silenzio l’abito della festa e della festa il giorno fissando sui nostri calendari, in tutti i Natali che verranno, il tuo anniversario. Ed ora dimmi, cammini nella luce ? E illumini tu stessa le notti nei pascoli del cielo? E incontri nel camino il Gianni e tutti gli altri ? Vieni, ti aspetto, aspettami anche tu…”

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Google dedica il Logotipo di oggi al 270° anniversario della nascita di Alessandro Volta (Como il 18 febbraio 1745 – 5 marzo 1827)

Google dedica il Logotipo di oggi al 270° anniversario della nascita di Alessandro Volta.

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Alessandro  Volta nasce a Como il 18 febbraio 1745 e muore a Como il 5 marzo 1827. Fu uno dei più grandi fisici italiani, famoso per aver inventato il primo generatore elettrico, la pila, e per la scoperta del metano.

Nel logotipo vengono raffigurate alcune reazioni di elettrochimica di ossido riduzione ZN→ZN²+2e- e 2H+2e-→H2.

Inoltre viene raffigurato al centro del logo “la pila Voltaica” sviluppata nel 1800 in seguito a un disaccordo con Luigi Galvani sulla teoria definita Galvanismo. La pila voltaica non è altro che il predecessore della attuale batteria elettrica. I suoi primi esperimenti furono condotti con celle individuali collegate in serie, composte da un calice da vino riempito di salamoia, in cui furono immersi due elettrodi dissimili. Alessandro Volta in seguito ai suoi esperimenti determinò che i due metalli dissimili capaci di produrre elettricità nel modo più efficace erano composti da zinco e rame, che appaiono nel logotipo. Il fenomeno che permette il funzionamento della pila voltaica è detto “effetto Volta” in cui si stabilisce una piccola differenza di potenziale tra due conduttori metallici diversi posti a contatto.

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Invece il termine elettrolita in chimica indica genericamente una sostanza che subisce la suddivisione in ioni delle loro molecole, conduttore ionico, con la capacità di condurre corrente elettrica grazie all’intervento di ioni, una volta sciolti in soluzione, proprio per la presenza di ioni positivi e negativi nella soluzione generata, derivati dalla dissociazione e ionizzazione dell’elettrolita.

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Inverno

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Mostra Trasparenze dell’Anima, a cura di Carlo Antonetti, Spazio Natta, Via Natta 18, Como, 5 – 8 febbraio 2015, inaugurazione mercoledì 4 Febbraio 2015

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dove: Spazio Natta, Via Natta 18, Como
quando: 5 – 8 febbraio 2015, inaugurazione mercoledì 4 Febbraio 2015 alle ore 18.30
orari: 10 – 12 / 15.30 – 19
ingresso libero

LOCANDINA CARLO ESECUTIVA PER STAMPA (1)

Mercoledì 4 Febbraio allo Spazio Natta di Como,  inaugura la Mostra “Trasparenze dell’Anima”, con la collaborazionedell’Associazione Oltre il Giardino Onlus e il sostegno dell’Assessorato alla Cultura. La mostra è curata da Carlo Antonetti – tesista del Corso di Diploma di Secondo Livello in Teoria e pratica della Terapeutica Artistica dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano – ed è la felice   . Gli elaborati esposti sono il risultato dell’attiva partecipazione e interesse dei frequentatori del Centro e sono Opere Condivise, rappresentano l’energia creativa di gruppo che ha realizzato un’esperienza trasformativa coinvolgente e terapeutica. L’esposizione allo spazio Natta offre la possibilità al pubblico di condividere l’incanto poetico delle Trasparenze dell’AnimaDomenica 8 Febbraio alle 16.00

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spolverata di neve, da Piazza Verdi, Como, mattina del 30′ gennaio 2015

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Lecco e L’Adda

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il giardino di Coatesa sul Lario, domenica 18 gennaio 2015

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Presentazione libro di Roberto Borghi “Il simbolo non è neutro” presso lo Spazio Carlo Pozzoni

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Interessantissima e affollatissima serata, alla presenza dell’Assessore Luigi Cavadini, Robero Borghi, coadiuvato nella presentazione da Giuliano Collina e da Chiara Milani (Dirigente Settore Cultura, Biblioteca, Musei civici del Comune di Como) e presentato da Ilona Biondi. Ha introdotto il contenuto del suo scritto dando spunti coinvolgenti e affrontano il tema della spiritualità nell’arte. “L’are è il luogo della spiritualità dell’uomo”. Ha spiegato il significato del titolo, quasi un ossimoro, “il simbolo” il tenere insieme la dualità e “la neutralità” ne uno ne l’altro. Giuliano Collina ha richiamato “l’anima russa” che aleggiava sull’Europa in quel periodo, facendo un parallelo con il ‘500 toscano e il Neoplatonismo, confortato dalla Milani. Si è parlo anche ampliamante di Teosofia, Antroposofia e dell’oltreragione di Malevic, citando inoltre Giuseppe Panza di Biumo, George Bernard Shaw e tra i contemporanei, Gianni Caravaggio e la sua personale in corso al Museo…

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