“Forse la verità dipende da una passeggiata intorno al lago“
Wallace Stevens
La “tonalità affettiva” degli scritti, audio e video del Blog si ispira a questa scena del film “Smoke” di Wayne Wang:
Trascrivo il dialogo:
Auggie: “Quattromila fotografie dello stesso posto, l’angolo tra la Terza e la Settima, alle otto di mattina. Quattromila giorni con tutti i tipi di clima possibile. È per questo che non vado in vacanza, devo stare qui ogni mattina, alla stessa ora. Ogni mattina nello stesso posto alla stessa ora.” (…)
Paul: [sfogliando velocemente] “È un po’ ossessivo.”
Auggie: “Non capirai mai se non vai più piano, amico mio.”
Paul: “Cosa vuoi dire?”
Auggie: “Voglio dire che vai troppo veloce, non guardi neanche le foto.”
Paul: “Ma… sono tutte uguali!”
Auggie:
“SONO TUTTE UGUALI, MA OGNUNA E’ DIFFERENTE DALL’ALTRA.
Ci sono delle mattine di sole, delle mattine buie; ci sono luci estive e luci autunnali; giorni feriali e fine settimana;
c’è gente con l’impermeabile e le galosce
e gente.. con la maglietta e i pantaloncini; qualche volta la stessa gente,
e qualche volta differente;
qualche volta quelli differenti diventano uguali, e la stessa gente scompare.
La Terra gira intorno al Sole, e ogni giorno la luce del Sole colpisce la Terra da un’angolazione differente.”
Questo blog è creato e accudito da due Abitatori del Lario che amano molto questa poesia di Emily Dickinson (ricordata da SILVIO RAFFO, in IO SONO NESSUNO. Vita e Poesia di Emily Dickinson, Le Lettere, 2011):
Io sono Nessuno – e tu chi sei?
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due
non dirlo, potrebbe spargersi la voce!
Com’è pesante essere Qualcuno!
Così volgare –
come una rana che gracida il tuo nome tutto Giugno
ad un Pantano in estasi di lei!
lo scrivono ed aggiornano questi due “Nessuno”,
ai quali il Destino (questa volta benefico) e le precedenti generazioni hanno consentito di vivere a Coatesa sul Lario per vari mesi dell’anno:
Marco Polo descrive un ponte, pietra per pietra.
– Ma qual è la pietra che sostiene il ponte? – chiede Kublai Kan.
– Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra, – risponde Marco, – ma dalla linea dell’arco che esse formano.
Kublai Kan rimase silenzioso, riflettendo. Poi soggiunse: – Perché mi parli delle pietre? È solo dell’arco che mi importa.
Polo risponde: – Senza pietre non c’è arco.