Caco di fine autunno

E’ il solstizio del 12 dicembre, proprio il cuor dell’inverno. E io mi giro fra le dita il cuore del cuore: il caco diòspiro, il frutto che più amo perché ci ammaestra nella filosofia dell’irragionevole, dell’assurdo, infine del coraggio. Ha scelto la stagione che tutti accusano più amara per sfidarla con la sua polpa ch’è la più dolce. Penzola su un albero nudo, tutto nero e spettrale, e lo contraddice nell’allegria di un clown, lo addobba sfacciatamente a farne non si sa se uno strambo albero di Natale o alla Villon una spavalda danza d’impiccati. Fa a meno di fogliame e fiori, vuol essere protagonista, anzi solista smargiasso, e tuttavia ha l’innocenza dei naif. Con la sua purpurea risata, con la sua sensualità melliflua, scombina e riscatta il calunniato inverno.

Luigi Santucci, Il cuore dell’inverno, Piemme, 1992

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Fotografie di Luciana

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