GIARDINO, ORTO, FRUTTETO, TERRAZZAMENTI in Coatesa

Passeggiate per i giardini del mondo di Sandro Russo

Che un giardino possa essere una porta per entrare in un altro mondo l’abbiamo sempre sospettato. Da adulti è più che altro il ricordo confuso di una stagione straordinaria e irrepetibile, ma i bambini – a saperli ascoltare – ne raccontano meraviglie. Tornano dai giardini – i pallidi bambini di città in visita ai parenti in campagna – profumati di aria aperta, con gli occhi spiritati di eccitazione e la fantasia tanto piena di incontri e di cose da raccontare che le parole non riescono a starci dietro; di quello che dicono poco riusciamo a capire…
Anche gli animali sembrano abitare altri mondi. Lo stesso gatto di casa, se siamo abituati a tenerlo fuori la notte, vive realtà che non coincidono con la nostra esperienza delle cose. Fuori, di notte, è buio; a volte fa freddo. Ci sono rumori e pericoli sconosciuti in ogni recesso; il più grande assale o mangia il più piccolo. L’astuzia consiste nel trovare il nascondiglio migliore, un posto sicuro e asciutto per passare la notte. Si sentono grida atroci venire dal buio, mentre, nella sicurezza delle nostre case, ci crogioliamo al caldo sotto le coperte.
Non sono poi così lontani i tempi in cui era la specie umana a nascondersi e a temere la notte, i predatori e la natura nel suo insieme. In termini evolutivi è da pochissimo che l’uomo è riuscito ad addomesticare la natura in forma di campi coltivati, orti o giardini.
Proviamo allora a seguire – da labili indizi, dai segni lasciati sulle cose attraverso i secoli – le tracce dei nostri ‘simili’/ ‘dissimili’ che hanno creato i giardini e ci hanno camminato attraverso,

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