Noelle Episteme

Noelle: plausibili ipotesi, di Luciana

Partiamo dalle due uniche possibili verità: Noelle o è viva o è  morta.

Prima ipotesi: chiunque entri in contatto con lei avrà una bella occasione di relazione.

Seconda ipotesi, ora anche per me più plausibile. Ho messo gli occhiali. Ha ragione, Paolo, quando mi dice che senza sono ormai una talpa.

Ieri, sul sentiero, ho pure io esaminato i ciuffi di pelo bianchi. Ma mi sono anche guardata attorno, per vedere se trovavo altri miseri resti.

Partendo da quest’unico indizio (potrebbero essere i peli d Noelle), ho vagliato le seguenti possibilità:

–         i peli sono relativamente vicini alla nostra casa, per cui risalgono al periodo della fuga

–         sono in un punto del sentiero “en plain air”: nessun animale sarebbe così stupido da predare una vittima e mangiarsela alla luce del sole, in un punto di passaggio (in genere la vittima viene portata nella tana). E poi non ci sono né segni di sangue, né gli altri avanzi.

La mia ricostruzione pertanto è la seguente:

Notte di capodanno e inizio dei fuochi. Noelle è sempre stata una gatta molto paurosa, per cui scappa. Va verso il sentiero e, se i fuochi si fossero limitati solo alla nostra zona, probabilmente lì si sarebbe fermata fino al ripristino della calma. Ma non è così. L’universalità umana si scatena a festeggiare chissà che cosa e Noelle continua la sua corsa impazzata e piena di paura. Secondo me le è scoppiato il cuore mentre nel bosco cercava un luogo di riparo.

Se così non fosse, nei giorni seguenti avrebbe risposto con un miagolio ai nostri richiami. E’ vero che è timida, ma ormai abbiamo sperimentato che quando i gatti sono in difficoltà fanno sentire la loro voce.

Quindi, Noelle muore nella notte di capodanno. A questo punto i predatori possono essere numerosi: la volpe che ha già fatto fuori tutte le galline di Cosimo, la faina, i corvi.

L’unica perplessità è sui ciuffi di pelo isolati. La spiegazione più plausibile che mi dò è che i corvi possano essere stati gli ultimi spazzini. Trovando ancora qualcosa e prendendolo col becco, nel volo è scivolato il brandello. Mille insetti della terra potrebbero poi avere fatto la finale pulizia di quel che restava.

Dubito molto di un’aggressione: sicuramente non di umani, ma nemmeno di altre bestie: se Noelle fosse stata sulla strada del ritorno e lì aggredita, avremmo visto gli esiti.

Il mistero è un po’ meno mistero, anche se vorrei tanto che fosse giusta la prima ipotesi.

Per un attimo ho odiato chi ha portato Noelle nel nostro giardino. Mi è sembrato il destino del cavaliere di Samarcanda. Poi ho pensato che ogni vivente ha il suo destino. Abbiamo regalato a Noelle (nel caso della seconda ipotesi) un anno di cure e amore.

Ho anche ben presente il gatto Chet e la sua prematura morte per una malformazione cardiaca. Ci sono gatti col cuore grande, ma evidentemente non sufficiente per accogliere i sentimenti del mondo.

Samarcanda, di Roberto Vecchioni

Ridere, ridere, ridere ancora,
ora la guerra paura non fa,
brucian le divise nel fuoco la sera,
brucia nella gola vino alla sazieta’,
musica di tamburelli fino all’aurora,
il soldato che tutta la notte ballo’,
vide fra la folla quella nera signora,
vide che cercava lui,e si spavento’.
“Salvami, salvami, grande sovrano,
fammi fuggire, fuggire di qua,
alla parata lei mi stava vicino,
e mi guardava con malignita’”.
“Dategli, dategli un animale,
figlio del lampo, degno di un re,
presto, piu’ presto perche’ possa scappare,
dategli la bestia piu’ veloce che c’e'”.
Corri cavallo, corri ti prego
fino a Samarcanda io ti guidero’,
non ti fermare, vola ti prego
corri come il vento che mi salvero’
Oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”.
Fiumi poi campi poi l’alba era viola,
bianche le torri che infine tocco’,
ma c’era fra la folla quella nera signora
stanco di fuggire la sua testa chino’:
“Eri tra la gente nella capitale,
so che mi guardavi con malignita’,
son scappato in mezzo ai grilli e alle cicale,
son scappato via ma ti ritrovo qua!”
“Sbagli, t’inganni, ti sbagli soldato
io non ti guardavo con malignita’,
era solamente uno sguardo stupito,
cosa ci facevi l’altro ieri la’?
T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda,
eri lontanissimo due giorni fa,
ho temuto che per ascoltar la banda
non facessi in tempo ad arrivare qua.
Non e’ poi cosi’ lontana Samarcanda,
corri cavallo, corri di la’…
ho cantato insieme a te tutta la notte
corri come il vento che ci arrivera’
Oh oh cavallo, oh oh cavallo,
oh oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh”.
il simbolo del chiarore di Noelle resta:

3 commenti su “Noelle: plausibili ipotesi, di Luciana

  1. Forse Luciana che la conosceva bene ha visto giusto …Si vorrebbe non crederlo, avere un’altra ipotesi…l’idea che abbia passato momenti di paura e dolore sembra intollerabile…a chi l’ha amata e curata…a chi conosce il vostro modo di amare…Posso dirvi che ho pianto e le lacrime scendono da sole (lo diceva un bambino di 7 anni quando seppellirono il suo cane ed io non sono da meno) Non c’è una spiegazione al dolore…Vi amo tanto
    Grazia

    • cara grazia
      torno qui, ormai rassegnato alla definitiva scomparsa e morte della nostra amatissima noelle
      le tue parole e la tua partecipazione ci fanno davvero bene.
      hai ragione non c’è spiagazione per il dolore provocato da questo vuoto. abbiamo ed abbiamo avuto tanti gatti (una quindicina ormai) ma noelle è stata una luce luminosa che, temo, non ricapiterà più.
      ci saranno altri gatti e sarà “rimedio” severiniano. ma la magica noelle comparsa nei giorni del dicembre 2010 non ricapiterà più:
      qui c’è la sua storia:
      https://coatesa.wordpress.com/category/animali/gatti/noelle-episteme/
      un caro saluto e grazie ancora
      paolo
      e luciana

  2. Pingback: Per Giove! « Coatesa sul Lario … e dintorni

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