Dongo

Il vero oro di Dongo: gli antichi libri della biblioteca del convento francescano, di Maria Erminia Acquistapace. Il libro conduce nella biblioteca del Convento francescano di Dongo svelando un tesoro nascosto fatto di antichi libri e testi sacri secolari, tanto belli quanto preziosi

IL TESORO DEI FRATI FRANCESCANI RACCONTATO IN UN LIBRO

Sarà presentato sabato 8 dicembre alle ore 18.45 nella sala Duns Scoto presso il Convento francescano di Dongo il volume “Il vero oro di Dongo: gli antichi libri della biblioteca del convento francescano”. Scritto da Maria Erminia Acquistapace, il libro ci conduce nella biblioteca del Convento francescano di Dongo svelandoci un tesoro nascosto fatto di antichi libri e testi sacri secolari, tanto belli quanto preziosi.

Ci sono libri che parlano di storie avventurose, altri che parlano di amore, altri di politica, storia, filosofia. E molto altro. Ma può un libro parlare di libri? Sembrerebbe autoreferenziale, ma così non è. Soprattutto se i libri di cui si parla nel volume sono testi antichissimi e preziosi volumi sacri.
Che portano essi stessi, nel proprio essere tali, grandi storie e grande fascino.

Quello stesso fascino che ha colto e rapito Maria Erminia Acquistapace più di dieci anni fa e che l’ha portata a scrivere questo “libro sui libri”. “Il vero oro di Dongo: gli antichi libri della biblioteca del convento francescano” è infatti un vero e proprio atto d’amore dell’autrice verso il patrimonio librario della biblioteca del convento francescano di Dongo, sulla sponda occidentale del lago di Como. Un patrimonio nascosto, composto da codici, incunaboli, cinquecentine, secentine, ma anche di pregevoli volumi del sette-ottocento.

Il libro si presenta come un excursus storico che accompagna il lettore in un viaggio che inizia dalla fondazione del convento dei Minori Riformati di Santa Maria del Fiume. Racconta poi la storia della coeva biblioteca e del suo patrimonio librario, salvatosi dalla dispersione, essendo sfuggito alle grinfie napoleoniche nel 1810 e a quelle post-unitarie nel 1866. Nel volume si sviluppa inoltre il discorso sui libri sacri, sui corali e sugli antichi testi presenti in biblioteca. L’autrice si sofferma sulle pagine finemente decorate e miniate di questi volumi non dimenticando di descriverne oltre ai contenuti anche le legature, coinvolgendo nel gioco dell’osservazione il lettore grazie alle numerose splendide fotografie. Il tutto con l’intento di far conoscere a un pubblico più ampio
questo vero e proprio tesoro nascosto, conosciuto solo da appassionati e addetti ai lavori ma che meriterebbe invece ben altra fama.

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