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lettera a MG

cara ***
grazie per il messaggio e l’augurio
sto riadattando i miei ritmi di vita verso la “cultura delle lentezza”
un infarto inaspettato è quello che il mio filosofo preferito (emanuele severino) chiama “mazzata”. Aggiunge che dopo la prima mazzata si vive nella paura che ne arrivi un’altra
questo per dire che effettivamente la mia vita è cambiata.
scopro che, nella prima fase, l’aiuto giusto è severino (con tutto il suo ragionare sulla potenza della tecnica), mentre ora è michel de montaigne, con il suo osservare quello che accade. senza interpretazioni
in questo contesto mi fa bene correggere le bozze del libro e ricevere il rapporto di valutazione. la carocci ha accettato il manoscritto: verrà fuori un libro di 450 pagine. ti confesso che sono molto felice del lavoro di scrittura che sono riuscito a portare a risultato
ci tengo a dire che gran merito nella scrittura di questo libro è dovuto alla docenza presso il ***
lì ho ricevuto stimoli, idee, motivazioni, orientamenti .
adattare il mio lavoro a professionisti della educazione è stato di grande interesse, sia sul piano dei contenuti che su quello dei metodi: ho potuto allargare le griglie interpretative. e vedrai che il testo (che dovrebbe uscire per fine anno) raccoglie l’insieme di questi fattori e sa “creare le cornici” per i vari aspetti dei setting professionali dei servizi alla persona
colgo però l’occasione per dirti una mia perplessità riguardo alla prosecuzione nella docenza con il corso in ***
i dati sono questi:
potrei essere chiamato a fare un secondo intervento di angiografia o durante le sessioni di esame (luglio , settembre) o a inizio corso
potrebbe venirmi un secondo infarto, o altre “offese corporee” concomitanti
nella prima e nella seconda ipotesi, la mia presenza nei corsi potrebbe incidere i difficili processi organizzativi (orari, lezioni, esami). la struttura universitaria richiede griglie ferree e ogni adattamento mette in gioco troppe variabili (aula, orario, avvisi alle studentesse e studenti; …)
per queste ragioni credo che sia meglio che valutiate (intendo tu e la professeressa ***, cui, se vuoi, puoi girare questo messaggio) di affidare la docenza a qualche altra persona adatta al compito
l’alternativa è che lo faccia ancora io, ma con i rischi che ti ho indicato: iniziare un percorso didattico anche per il 2014/15 e interromperlo in itinere.
credo che in sede di programmazione didattica è bene valutare questa situazione per potervi far fronte senza aggravi organizzativi , ma con ottimo “spirito preventivo”
grazie ancora per le attenzioni
e cari saluti

Paolo Ferrario Mostra tutti

https://mappeser.com/paolo-ferrario-2/

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