LDL e HDL: capire meglio i valori del colesterolo, in La Provincia 9 maggio 2019

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La citazione di quest’anno è: “… dirò che ho volato …”, di Davide Van De Sfroos, da Il dono del vento, in Goga e Magoga, 2104

 

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carteggio di luglio con G.S.

mi scrive G S (80 anni e oltre):

Buon giorno caro Prof.

Mi permetto di disturbarla per trasmetterle alcune mie considerazioni.

Sin dalla fine degli anni ’40  iniziai a farmi una mia biblioteca con l’intento

di rileggere qualche libro alla bisogna, ma principalmente quando sarei

andato in pensione. Bene, in pensione ci sono arrivato ma rileggere il

precedente  non è facile a causa di continue novità, poi è subentrato

l’oggetto infernale chiamato computer.  Però comunque cerco di riesumare

qualche ricordo e ora sono alle prese con Ignazio Silone. Le mie riflessioni

stanno nel riscontrare la differenza di valutazione di un tempo quando

si era impregnati di ideologie tramontate, ed ora con un’altra visione della

Società. Certamente anche la Società si è modificata ma non tanto,

Ignazio Silone ne è testimone.

Ultimo pensiero di un normalino: non deve adombrarsi se qualcuno le chiede

come sta, non è curiosità da ballatoio ma espressione di preoccupazione

per una persona che si stima. Continui con le passeggiate nel centro storico

di Como e con la partecipazione a tutte le iniziative in essere.

Un caro saluto anche alla Dott.sa Luciana.

 

rispondo

caro G
ignazio silone !!!
lessi uscita di sicurezza nel 1967
è importante leggere ancora oggi chi tentava di ragionare con la sua testa in tempi oppressi dalle ideologie totalitarie del 900 (che, non dimentichiamolo sono, in sequenza cronologica: 1 comunismo, 2 fascismo, 3 nazismo 4 maoismo 5 castrismo guevarista)
quanto al mio perentorio smettete di chiedermi come sto (http://paolodel1948.com/2014/07/22/come-sto-vi-prego-non-chiedetemelo-piu/) è che sono stufo di spiegare ogni volta a finti amici che mi hanno sempre disprezzato per la mia autonomia di pensiero “come sto”
fra l’altro una “coppia di sinistri”, l’altro giorno metteva perfino in discussione la cartella clinica dell’ospedale: la donna bofonchiava “c’è infarto ed infarto””. Così tanto per disconfermare comunque e “a prescindere” la mia persona. Sono lettori attenti e compulsivi del manifesto
Come sto lo scrivo  qui:
 
se vogliono davvero sapere come sto leggano (verba volant scripta manent)
e avrei voluto dire di più : non permettetevi di venire al mio funerale
le persone si trattano bene in vita
da morto me ne faccio un baffo del vostro finto cordoglio da italiani impregnati di cultura cattolica, anche se vi dite “de sinistra”
 
lei, caro sardena, è uno dei pochi ottantenni che usa queste tecnologie che permettono di sapere (se lo si vuole davvero) come uno sta
 
cari saluti e buona estate

Come sto? Vi prego NON CHIEDETEMELO PIU'

Come sto?

Vi prego NON CHIEDETEMELO PIU’

Se volete leggetelo qui:

sto come un infartuato che tenta di prevenire il secondo infarto

 

in risposta ad una allieva del corso ottobre/dicembre 2010

mi scrive una dottoressa che ha partecipato al mio ultimo corso universitatio (ottobre/dicembre 2013):

Buonasera professore, ho saputo che ha avuto problemi di salute…

mi dispiace davvero tanto, spero si sia risolto tutto per il meglio!

Abbiamo bisogno di lei in università!

Con stima e affetto. Una sua studentessa.

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rispondo

buona sera anche a lei. la ringrazio per il gradito messaggio.
sì, purtroppo il 10 maggio ho avuto un infarto che (nello stile di michel de montaigne che dice “”E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”) ho raccontato qui http://paolodel1948.com/2014/05/10/il-10-maggio-2014-nel-giorno-di-sabato-e-arrivata-la-mazzata-la-diagnosi-sara-infarto-infarto-preso-in-tempo/.

dopo un infarto non si può stare bene (anche perchè dovro fare un secondo intervento operatorio). ma si può adattarsi soggettivamente a fare i conti con la situazione oggettiva.

in fondo è anche questo , ed ancora, formazione permanente. anzi: autoformazione permanente.

c’è poi questo fattore biografico: l’anno prossimo non rinnoverò il contratto con l’università. dunque, di fatto, il nostro è stato l’ultimo mio corso universitario.

mi spiace molto: però è stato uno dei corsi migliori (anche con un’aula molto gratificante, fra cui lei e le persone che stavano sempre in prima fila).

e dunque, tutto sommato ho concluso una carriera nel modo migliore per il mio (e nostro) mestiere. comunque avrà sempre mie informazioni seguendo i miei blog o il gruppo facebook.

grazie ancora e buon futuro

in risposta ad una email di P

grazie a te, ***
quanto a me occorre distinguere fra i dati oggettivi e quelli soggettivi.
piano oggettivo (o dell’anima bassa come ne parla Jacques Schanger in Filosofia da camera): tanta stanchezza e spossatezza, giramenti di testa, vertigini. tutti segni della fisiologia del cuore, di certo provato dalla malattia delle tre coronarie e dalla staffilata che ha preso il muscolo cardiaco
Sul piano soggettivo scopro una notevole capacità (che mi deriva solo dalla cultura) di adattamento dinamico.
il mio atteggiamento, anche di fronte alle prospettive, è di buona qualità: sto imparando molto che l’unica cosa che veramente possiedo è il tempo presente: l’ogni giorno, l’ogni attimo.
in ciò sono molto aiutato da un pensiero antico:
certo rimane , ma sullo sfondo, la paura per una seconda “mazzata” più forte e impegnativa della prima
buone vacanze a te e a voi
noi non ci muoviamo da como. facciamo avanti e indietro a nesso / coatesa. e saremo lassù in pianta stabile (con i tre gatti) da fine luglio
abbraccio e saluti cari

 

Carteggio con G

Caro Paolo,
ti mando degli auguri belli per questa festa importante per la Chiesa. San Paolo, mente affilata, grande combattente, padre duro e lungimiante.
In realtà è solo per dirti che ti penso e ti seguo, ammirata per la tua capacità di metterti totalmente in gioco. Naturalmente ne sono anche sconcertata, a volte, come dicevi tu, quelli della tua generazione (io sono un po’ più grande), a volte non ti capiscono. Per me non è così, ma è l’indicazione di una strada totalmente diversa che mi attrae e mi respinge…
Ora vado un po’ al mare, torno a metà luglio e a fine luglio sarò a *** .
Spero che tu stia sempre meglio, e spero di vederti assieme a *** che ha avuto tanti problemi: una grossa ciste per cui abbiamo dovuto tagliare la sua bella coda…è seguita una infezione terribile,ora, dopo un mese di cure più che quotidiane si sta riprendendo e tra poco sarà in forma.
Ti abbraccio, un abbraccio da estendere a luciana, di cui immagino la presenza silenziosa e luminosa, accanto a te.
————————————
grazie tantissime, ***!
mi fa piacere che inseguiamo le nostra reciproche tracce.
L’immagine delle tracce e dei sentieri mi appartiene molto.
Credo derivi anche dal fatto che sono cresciuto in un paesino di lago: fino ai 5 anni stavo a Torno e quei sentierini di sasso senza pericoli e auto mi consentivano , a tre o 4 anni, di andare all’asilo da solo
quanto a internet conosci il mio punto di vista: è quello di Michel De Montaigne.
sono certo che lui alla fine del ‘500 avrebbe usato un blog per i suoi Essais.
Io non ho la tempra e la stoffa di Montaigne però lo “scrivere per me” (ma meglio sarebbe dire il “prendere appunti” per me) e appiccicare questi foglietti su una porta mi aiuta molto a dare senso ai giorni che restano
sono felice che la buona ***si stia rimettendo in salute.
noi per ora facciamo avanti e indietro a nesso/coatesa e saremo lì fissi proprio a fine luglio. e così potremo vederci a parlare in quello spazio che amiamo
cari saluti da me e luciana
e a presto

Carteggio epistolare con A P

Lettera ricevuta tramite Email:

 

…  avevamo avuto qualche scambio di opinioni in merito a Jung.

In ogni caso è tanto che vorrei scriverle, ma gli eventi della vita non mi avevano ancora concesso un momento di tranquillità e ora eccomi a riprendere in mano tutti i  miei propositi.

Come sta? Ho letto su facebook cosa le è accaduto ed è proprio in merito a questo che le scrivo.

A maggio seguivo il suo cammino di ripresa tramite web e mi sono sentita molto colpita mentre leggevo le sue pagine di diario che ha deciso di condividere. Ho provato nei suoi confronti una grandissima ammirazione, innanzitutto per la scelta di donare alla rete, a un social network, frammenti di un suo vissuto molto intimo, mi sono interrogata molto su questo suo essere e fare dono di sè, di vissuti esistenziali ad altri.

Ho sempre pensato che le storie sono un dono e nel leggerLa mi sono sentita in qualche modo chiamata alla custodia dei suoi racconti. Pur non conoscendola è riuscito a creare sensibilmente una grande tesminonianza di vita, di una vita che stava per incontare la morte. E io che ho letto, mentre passeggiavo spensieratamente sul web, mi sono stupita da quanta vita stava circolando in quel momento nei suoi racconti e attorno a essi.

Le storie ci toccano sempre, le pagine di diario ci chiedono ascolto, invitano alla presa in cura di esse perchè in qualche modo ci riguardano sempre; in quanto esseri umani non condividiamo solo il logos come nostro tratto distintivo, ma anche il pathos e siamo umani proprio perchè sempre esposti, sempre in balia di circostanze, di condizioni ed eventi che non scegliamo.

Ma a partire da questo fondo comune penso che ciascuno ha la facoltà di scegliere come reagire a questi contenuti non in nostro potere e sono rimasta molto colpita dal leggere come lei abbia affrontato questa tappa, sicuramente non facile, del suo percorso in maniera che mi verrebbe da dire filosofica.

Mi hanno colpito molto le sue riflessioni che hanno accompagnato l’evolversi dell’accaduto e mi ha stupito quanto l’attività pensante abbia dato inedita forma alla vicenda. é stata per me una forte e ammirevole dimostrazione di come l’esperienza infonda energia e slancio all’attività intellettuale e di come essa infondi vitalità e nuovo spessore all’esistenza.

Il fiorire umano trova terreno fertile anche nell’attraversamento del dolore e della sofferenza, ma solo se trova un anima disposta a far abitare in lei questo abito ovvero questo modo filosofico di condurre la vita, di portarsi e condursi con consapevolezza, con capacità contemplativa di fronte alle vicende della vita che le trattiene, senza negarle o aggirarle, per farne motilità evolutiva, spinta desiderante di riuscire a proseguire nel proprio inverarsi.
questo è ciò che mi hanno suscitato le sue scritture e la ringrazio per le sue condivisioni, per la sua testimonianza di quanto coraggio ha manifestato, coraggio inteso come capacità di stare anche là dove non vorremmo essere e accettarlo come fonte di ispirazione per ritrovarsi e ricontattarsi ancora di più.

Ho riflettuto a lungo se era bene condividere con lei questi miei pensieri, anche a tratti confusi, ma penso che al giorno d’oggi troppo spesso si rinuncia a condividere pensieri, sensazioni ed emozioni e tutto ciò contribuisce a inaridire le relazioni umane perchè è anche grazie ai pensieri altrui che si cresce sempre in conoscenza di sè.
Augurandole una serena estate,
le porgo un caro saluto.

…………………………….

RISPONDO

certo che mi ricordo di lei, per quel nostro breve scambio su Carl GustavJung.

la sua lettera mi fa un immenso piacere. Un po’ perchè è bello per un formatore trovare una persona incontrata …  che vuole interagire con me non solo in un rapporto … , ma anche attorno a questa mia vicenda biografica.

e poi proprio per le cose che dice, per le sue considerazioni che colgono appieno le mie intenzioni.

Come sa sono del 1948 e tutti i miei amici della stessa generazione proprio non capiscono questa mia voglia di usare internet a tutto campo. e così non leggono quasi nulla di quello che scrivo Inoltre dicono che espongo troppo il mio io. Eppure Montaigne già alla fine del ‘500 diceva: “

“E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”

E’ un paradosso, ma loro (i miei contemporanei)  non verranno mai a sapere i grovigli della mia vicenda personale proprio nei momenti più culminanti, di “messa a prova” e nella magnifica operazione di “mettere su carta” i vissuti. Perchè le parole volano, mentre gli scritti rimangono

lei, invece, parla di questi “messaggi messi in una bottiglia” come un dono per alcuni coloro che li leggono. E’ un piacere trovare consenso nel mio gesto di “mettere in vista”

perchè lo faccio? perchè metto in mostra questi frammenti biografici?

la risposta è : perchè sento che mi fa bene e che contribuisce a “migliorare la soggettività alle condizioni oggettive date”.

sento che allargare lo sguardo con la cultura, le citazioni, le scoperte filosofiche (Epitteto mi è diventato amico e lui parla da duemila anni fa!), con piccole tracce trovate e incollate qui e là contribuisce a dare senso al tempo presente.

farlo su un diario pubblico o su facebook a me viene spontaneo e (di più) lo trovo culturalmente interessante. Lo schermo è come il foglio bianco. e poi il gesto di buttarli nella rete diventa una forma di comunicazione. C’è una intensificazione del messaggio. Innanzitutto per me che scrivo e forse anche per chi legge.

Voi ai corsi di *** sapete l’importanza della scrittura autobiografica. ecc: per me internet ne amplifica il segnale. E’ vero: scrivere è terapeutico.

Lei parla anche di “attività pensante”. E’ proprio così: pensare ha una sua potenza espressiva che contribuisce a organizzare diversamente il rapporto con un corpo che agisce secondo i suoi automatismi da “anima bassa” (magnifica la rielaborazione di Jacques Schlanger, forse la avrà letta qui: http://antemp.com/2014/06/20/jacques-schlanger-e-il-pensiero-stoico-romano-lanima-bassa/)

Insomma: leggere e scrivere mi fa bene.

e mi fa anche bene ricevere una lettera come la sua

Grazie ancora

e a lei i miei auguri di buona continuazione degli *** e di buon futuro

cari saluti

Jacques Schlanger e il pensiero stoico romano: l'anima bassa

Antologia del TEMPO che resta

mi sollecitano soprattutto le interprezioni “moderne” di questo pensiero antico:
Jacques Schlanger, Come vivere felici: conversazioni con Epicuro, Epitteto e altri amici, Il melangolo, 2000;
Jules Evans, Filosofia per la vita e altri momenti difficili: come Socrater & Co possono aiutarti a stare meglio, Mondadori, 2014;
Jacques Schlanger, Filosofia da camera, Feltrinelli 2004
(di Schlanger ho ordinato tramite amazon il francese: Du bon usage de Montaigne)
 
Da FILOSOFIA DA CAMERA di F. Schlanger estraggo:
“per “anima bassa” intendo l’insieme delle funzioni e dei funzionamenti fisiologici, sensoriali e motori propri del nostro organismo.
per “anima media” intendo tutto ciò che in noi riguarda gli affetti e le passioni.
Accanto e a completamento di queste due anime sta l'”anima alta“, l’anima pensante, l’anima intellettuale, ciò che in noi pensa, medita, ragiona, calcola, valuta, giudica, decide”
 
e poi applica questa classificazione ( che arriva da…

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Epitteto: ricordarsi di distinguere fra le cose che dipendono da noi da quelle che NON dipendono da noi

da Epitteto, MANUALE, nella traduzione di Martino Menghi (1996), Rizzoli Bur, 2001

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dalla “volgarizzazione” del Manuale di Epitteto di Giacomo Leopardi:

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dalla lettura attualizzata di Jules Evans, FILOSOFIA PER LA VITA, Mondadori, 2014

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Antologia del TEMPO che resta

da Epitteto, MANUALE, nella traduzione di Martino Menghi (1996), Rizzoli Bur, 2001

epitt1091

epitt1092

 

dalla “volgarizzazione” del Manuale di Epitteto di Giacomo Leopardi:

epitt1093

epitt1094

 

dalla lettura attualizzata di Jules Evans, FILOSOFIA PER LA VITA, Mondadori, 2014

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RESPIRO. Anima bassa e Anima media: l’esercizio del LAGO (letture da: lettura da Jacques SCHLANGER, Filosofia da camera, Feltrinelli 2004. E da John M. Kennedy e Jason Jenning, RESPIRA COL CUORE, Mondadori, 2010)

lettura da

Jacques SCHLANGER, Filosofia da camera, Feltrinelli 2004.

e da John M. Kennedy e Jason Jenning, RESPIRA COL CUORE, Mondadori, 2010

Anima bassa e Anima media: l'esercizio del FIUME. Che per me può diventare l'esercizio del LAGO. da John M. Kennedy e Jason Jenning, RESPIRA COL CUORE, Mondadori, 2010

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Anima bassa e Anima media: l'esercizio R-E-S-P-I-R-A, da John M. Kennedy e Jason Jenning, RESPIRA COL CUORE, Mondadori, 2010

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Dal dolore allo Stent. in mezzo l'infarto, da John M. Kennedy e Jason Jenning, RESPIRA COL CUORE, Mondadori, 2010

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in una stanza di casa: la CADUTA, disegno di Cappelli 83 (o Coppelli 83)

Questo disegno mi fu regalato negli anni ’80 da un amico.

E’ firmato Cappelli 83 (o Coppelli 83)

Non ne so altro.

E’ una immagine simbolica che ho sempre tenuto in gran attenzione sempre nella prospettiva di “evitare la caduta”.

Poi la caduta arriva davvero.

E questo splendido disegno fa vedere il dolore, la sorpresa, ma anche la possibilità di rialzarsi.

Il braccio di sinistra a fare da appoggio e il braccio destro ad accennare il tentativo di ripresa

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il muscolo del CUORE: atti di prevenzione. Da: M. F., Roizen e M.C. Oz, IL CORPO E' TUO: manuale d'uso, Mondadori, 2005

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Alimentazione e cuore. I cibi che aumentano la produzione di ossido nitrico, in Louis Ignarro, Dire NO alle malattie cardiache, FrancoAngeli, 2005, pp. 108-109

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carteggio epistolare con M

Ciao Paolo, sono stato informato di quanto successo
proprio un mese fa…
Immagino il “terremoto” psicologico ed emotivo
che questa cosa possa comportare e comunque sono
momenti molto difficili al di la di quello che si possa immaginare.
Anche se non abbiamo  occasione di vederci da anni,  il mio ricordo
è sempre molto legato a te e a Luciana (è stato un momento intenso della mia vita).
Sono contento al di la della gravità dell’evento che tutto sia andato per il meglio
anche se la riabilitazione e il ripristino di tutte le funzionalità richiedono tempo e pazienza.
Un forte abbraccio a te e a Luciana oltre che ad un messaggio di vicinanza animica.
Sono convinto inoltre che tutta la grande quantita di splendida musica che sei solito ascoltare
possa avere anche una funzione terapeutica.
Con affetto
***

caro ***
che bella la tua lettera! mi ha molto colpito il tuo modo sensibile di cogliere la mia vicenda
sai tutto del mio infarto. ma se vorrai sapere anche in futuro, racconto tutto nella mia autobiografia (http://paolodel1948.com/category/diario-e-lettere/malattie/infarto/)
in queste settimane ho molto riattivato i ricordi, che sono davvero gli aspetti della nostra vita più duraturi e profondi.
lo dico perchè di te ho davvero, ricordi splendidi. la tua pacatezza, il non volere imporre punti di vista, il nostro “idem sentire” nella musica (conservo ancora la tua cassetta audio sull’11 settembre), ricordo perfino un tuo sorprenderti per la bellezza di una ortensia di coatesa (che, fra l’altro sta benissimo e che quest’anno è splendente)
gli anni 80 a coatesa erano quelli della nostra “forza”. avevamo molte energie
oggi devo tutelare la mia debolezza. Preferisco non vedere nessuno (mi estenua raccontare ogni volta quello che è successo e sentire le solite frasi sul “come stai”, “cosa devo fare”. mi annienta sentire i soliti giudizi sommari sulla politica, sugli altri,  ….). una “mazzata” così insegna anche il vaore dele cose essenziali
è per questo che mi racconto sui miei blog: verba volant, scripta manent
sto apprendendo a convivere con la lentezza e con una malattia imprevedibile di questo sottovalutato organo grande come un pugno e che batte il ritmo del tempo che passa
per fortuna como è una città magnifica per essere camminata a “passo lento” e coatesa (anche se ora è meno accudita di un tempo, perchè il lavoro di manutenzione richiede fatica) è una risorsa vitale fondamentale
sono felice del tuo messaggio e ora riceverai, ogni tanto, mie notizie
un abbraccio e buoni giorni futuri

carteggio con L

ciao Paolo.
Scusa il silenzio ma sono stato molto assorbito dal solito vortice in queste ultime settimane.
Ti ho sempre seguito però nella tua attività internettiana di cui mi arrivano molteplici avvisi tramite Coatesa e dintorni.
Vedo quindi con piacere che pur con i nuovi ritmi che la situazione ti ha imposto sei sempre più che attivo.
Ho modo di seguirvi anche nelle vostre incursioni in quel di Coatesa e lì la natura effettivamente non può che aiutare.
Se e quando vi potesse far piacere un reincontro in compagnia anche delle o della sorelle *** sarà in tal caso un piacere reciproco.
Fatti vivo con tue notizie se ne avrai piacere.
Buona fine primavera,sulla soglia dell’estate.
——————————————————–
caro ***
conosco il tempo riempito dal lavoro: non devi scusarti per nulla
ti so amico attento e partecipe
faccio le cose compatibili con quel senso di stanchezza e precarietà che accompagna questa fase della mia vita
scopro che gli autori importanti per momenti così arrivano da lontano, da molto lontano.
sono gli stoici della fase romana (la Stoa romana o la “nuova Stoa”). Ma in particolare Epitteto, Seneca, Marco Aurelio. che sono di certo i massimi ispiratori di Montaigne. Quest’ultimo solo andando a quelle fonti ha potuto (in tempi terribili) scrivere gli Essais
c’è poi del tempo che devo dedicare alle bozze del mio libro che sarà pubblicato dalla Carocci editore di Roma
e c’è qualche attenta e cautelata visita a Coatesa, per bagnare le piante dell’orto (che avevamo già impiantato prima dell’infarto
i progetti sono anche della camminate (lente) nel centro storico di Como e affacci a lago : ad imparare (manuali alla mano)  a riconoscerne i tratti artistici e costruttivi operati dalle generazioni passate
per gli incontri “reali”, compatibilmente con la “vascolarizzazione (come dice la techne medica, analizzata in profondità per la sua indole ipotetica dal “compagno emanuele severino”). ma a luglio, sarebbe bello organizzare una gita a coatesa o un incontro qui a como nella stanza sul centro storico di via 5 giornate) con *** , *** e te. Forse sai che, nella prospettiva della vecchiaia io e luciana abbiamo fatto la scelta di acquistare un monolocale senza barriere architettoniche qui: http://paolodel1948.com/category/diario-e-lettere/case/via-5-giornate/
avrai sempre mie notizie
un caro saluto

le raccomandazioni di Luciana: "prendi le pastiglie salvavita!"


 

 

Riconoscere i segnali del "mal di cuore) – da Humanitas Salute

Di cosa può essere sintomo il dolore al petto? 
È quello che richiama alla malattia coronarica, e quindi all’angina pectoris e all’infarto. Bisogna appurare se tale sintomo sia dovuto ad un restringimento delle coronarie (le arterie che portano il sangue al cuore e nutrono il muscolo cardiaco), per cui la parte di muscolo cardiaco nutrito da quella coronaria soffre e si avverte il dolore. Per angina si intende un dolore toracico che dura pochi minuti, si risolve prima che le cellule cardiache muoiano e il muscolo cardiaco rimane integro. Se il sangue invece non scorre più perché la coronaria si chiude completamente si ha l’infarto, che vuol dire morte di alcune cellule cardiache, a causa della carenza di ossigeno troppo prolungata. 

Le caratteristiche del dolore al petto 
Si avverte oppressione o costrizione al petto, localizzata dietro lo sterno (retrosternale) o alla sinistra del petto. In genere il dolore cardiaco non aumenta con l’atto respiratorio, con i movimenti del torace o premendo con le dita: tali caratteristiche escludono generalmente che si tratti del cuore. Raramente è un dolore lancinante, forte o violento, spesso è identificato come un fastidio, più vago e mal definito, che dura qualche minuto. Non colpisce un punto preciso del torace, può irradiarsi al collo oppure al braccio sinistro, colpendo anche solo alcune dita della mano con formicolio. 

I disturbi cui può essere associato 

Può essere associato ad altri disturbi, cosiddetti neurovegetativi, come nausea, vomito, sudorazione, sensazione di angoscia. Purtroppo non ci sono regole precise; talvolta il paziente presenta dei dolori che nascono da punti diversi, il mal di stomaco per esempio.

Altra caratteristica a cui prestare attenzione è che i dolori anginosi spesso cominciano a verificarsi durante sforzo fisico, perché il cuore ha bisogno di più ossigeno per pompare più velocemente.

Anche il freddo e gli stress emotivi (per spaventi, arrabbiature, dolori) sono situazioni a rischio. 

da Riconoscere i segnali del cuore – Humanitas Salute.

carteggio con M e C

cara M

ti anticipo una mia scelta necessaria. Lo faccio per le implicazioni di organizzazione didattica che ti impegna sul fronte direzionale

poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione del dopo infarto. sto facendo varie rinunce e altre si prospetteranno. Tanto più che fra 2 o tre mesi mi aspetta un secondo intervento di angioplastica coronarica

scopro fortissime mie capacità di adattamento, ma tutto è diverso da prima

la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbia
probabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio.

e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni.
ragion per cui rinuncio ai disgustosi talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni”. Il “giudizionismo” di questi tempi tende ad annientare le mie esigue forze

e – con tutta probabilità – dovrò rinunciare all’incarico di docenza universitaria per l’anno prossimo a scienze della formazione e per i seminari alla facoltà di servizio sociale

questa scelta mi pesa, mi pesa molto, perchè di certo la mia vocazione nella polis è quella del docente. ho cominciato nel 1973, termino nel 2014

Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe (per tracotanza e supponenza grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più.

la mia vita sarà costellata da farmaci (dipendenza farmaceutica), passeggiate per como, letture, web

saranno i miei sono gli alleati terapeuti. Per fortuna como è una città bellissima che si presta ad essere camminata

e poi c’è il libro che uscirà a fine anno. La carocci ha accettato il testo (450 pagine a stampa) e sono alla fase di correzione delle bozze. é proprio un fine carriera. di buon livello; ma finale

Il filosofo Michel de Montaigne mi aiuta molto, perchè mi insegna ad osservare senza interpretare (ottimo antidoto alla rabbia)

insomma: buddisticamente le cose sono forse peggio per come le immaginiamo che per come effettivamente accadono. Ma poi le cose accadono

è probabile che non rinuncerò a fare qualche conversazione sui temi a me cari, ma lo farò da casa e su youtube. e ti arriveranno gli avvisi

grazie per la tua affettuosa attenzione in questi due ultimi anni

e non mancherà l’occasione di vederci alla ***

—————————————————————————

Caro Paolo

Mi fa piacere leggerti, capisco anche che stai ri organizzando questo nuovo percorso di vita anche con grande leggerezza

Almeno così spero.

Reinventarsi può essere complicato ma anche stimolante, almeno lo spero per tè.

Rispetto alla rinuncia al laboratorio mi rendo conto che si tratta di un onere rilevante e anche scarsamente o per niente retribuito.

Detto ciò mi chiedo e ti chiedo se non possiamo trovare altre forme che non comportano viaggi e fatiche per tè, ma occasione di apprendimento per gli studenti.

Lezioni video registrate, conferenze via skype o tutto ciò che ti viene in mente per non far venire meno questo contributo che come più volte ho avuto occasione di ripeterti considero fondamentale.

Ovviamente la tua salute e la tua tranquillità viene prima di tutto e non vorrei mai interrompere le tue passeggiate.

A presto e buon nuovo viaggio

***

cara M
ti ringrazio moltissimo per la tua risposta. e scusa se rispondo in ritardo: ma tendo alla spossatezza e ho le tesine per gli esami a scienze pedagogiche. Ma ormai faccio tutto con lentezza e fatica
mi fa piacere che hai capito che rinuncio a malincuore alla docenza presso servizio sociale. è proprio un cambio di passo quello che sto facendo. ma sono consapevole che ora la mia vita non è più come prima nelle mie mani. pensa che dal 1994 ho girato fra lombardia veneto, frluli, sicilia. un “partita iva” sempre in giro. vita dura, ma allora la fatica non era un problema
accolgo con vivo piacere la tua controproposta (usare internet come strumento di formazione
ho due strumenti adatti per fare questo lavoro
1 il blog  http://aulevirt.com che già funziona così. mi basterà aprire una finestra per servizio sociale. lì posso offrire le mie dispense in formato slides e bilbiografie mirate
2 le audio lezioni che potrei costruire su youtube. qui ne hai un assaggio: https://www.youtube.com/playlist?list=PLhikk3gA8pXomGuNISM1WQWBufWd6OWo5
potrebbero essere dei seminari facoltativi che integrano il piano didattico. come se ci fosse una offerta in più, rispetto a quella istituzionale
posso anche dirti che potrebbero essere per me del tutto volontari. con tutta probabilità nel 2015 maturo il diritto alla pensione di vecchiaia (se ci arrivo e se on ci arrivo è welfare per gli altri: come sai le politiche pensionistiche hanno funzionato così) e quindo ho meno bisogno di integrare salario
insomma, come dice frankenstein junior:
sì può fare !!!
 
ciao e buoni giorni
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Caro Paolo

Visto che sei un uomo che passeggerà molto (grande invidia!) ti sono grata per il tempo che dedicherai a servizio sociale

Troveremo delle ottime soluzioni pur di continuare ad avere il tuo apporto

A presto

M

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Caro Paolo

Anzitutto, spero che tu ti stia ‘riassestando’ e che queste giornate già calde, ma ancora piacevolmente, ti siano di supporto.

Come sai molto bene, anch’io, come M, considero la tua presenza assai preziosa per tutti noi per cui spero proprio si possano trovare soluzioni che ti permettano di collaborare al ‘nostro’ CdL anche il prossimo a.a.

Credo anche che la possibilità di sperimentare le lezioni con modalità non tradizionali possa essere una buona soluzione, per cui cercheremo di farvi effettivamente corso.

Nel frattempo, un carissimo saluto a te – e anche a Luciana

C

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ciao C,
sto che mi sento “vivere strano”: debolezza, giramenti di testa, bisogno di lentezza. dopo aver raccontato per decenni della “mutazione epidemiologica” nelle sociatà contemporanee, sono diventato io stesso parte di questa mutazione. ma è così: le politiche sociali mi sono interessate sempre proprio per quel connubio fra dimensione individuale e dimensione pubblica
M è stata molto sensibile nell’individuare quella potenziale via di uscita: l’uso della mia strumentazione internet per fare ancora un po’ di formazione
sono molto grato sia a te che a lei per l’incoraggiamento a continuare. in modi diversi, ma a continuare a “fare formazione”
buoni giorni e buon futuro
e un bacio

 

carteggio epistolare con G

Caro Paolo, ti vedo finalmente dopo il tuo ricovero in Valduce !  Volevo venire a trovarti lì (conosco qualche modo di entrare fuori orario) ma Luciana ha detto a *** che era meglio aspettare. Poi sei tornato presto a casa, ma preferisci un po’ “tenere le distanze” , come mi sembra di capire.
Mi fa quindi molto piacere che tu adesso esca a camminare anche in luoghi affollati, un po’ incasinati, con tanti visitatori e turisti curiosi.
Io sabato e anche la mattina di domenica 1° giugno ero nel bellissimo convento di Sant’Abbondio (magnificamente restaurato anche con l’appoggio del ns amico Tino, che per primo mi aveva fatto visitare il cantiere anni fa) ad ascoltare dal vivo le interessanti testimonianze degli invitati, tra loro diversi ma tutti molto genuini e coinvolgenti (testa e cuore), dall’imprenditrice farmaceutica Zambon (che dirige dal Veneto una multinazionale) allo strategist/designer architetto Lanzone di Milano.
Nell’intervallo ho rivisitato la magnifica chiesa romanica, che la simpatica giovane studente-guida Jacopo Borghi che mi ha spiegato che nel 1013 si cominciò a costruire questa chiesa un po’ “nordica” , utilizzando anche antichi materiali romani. Tra questi anche una colonna di marmo bianco (oggi rinforzata da armatura di ferro) a sua volta fatta arrivare 2000 anni fa dalla Grecia da qualche ricco romano.
Nel tuo peregrinare per la città, ti suggerisco un allungo mattutino a Sant’Abbondio, che è rivolto ad est .
Spero anche di rivederti presto : ricordo ancora con grande piacere quando tu sei venuto a trovarmi a casa dopo il mio intervento al San Raffaele.
Anch’io voglio venire a trovarti.
A presto !  Un abbraccio,  ***

rispondo nell’immediato:

grazie ***

per questa tua lettera affettuosa e molto nel tuo “stile” che apprezzo: quello del raccontare, entrando nei dettagli

é vero: l’infarto ha accentuato la mia tendenza “isolazionistica”. Mi trovo bene nei rapporti di scrittura (scripta manent) un po’ meno in quelli faccia a faccia (verba volant)

ti devo spiegare il perchè. Se vuoi è un problema “filosofico”: sono alla ricerca delle cose vere. quelle di cui parla emanuele severino: eccezionale “terapeuta” nelle notti della fase intensiva. e le cose vere (la verità filosofica, non quella delle religioni) sono aggredite con violenza dalla malattia del “giudicazionismo”. quel brontolamento continuo, insistito, rivendicativo sui fatti della vita, della cultura e della politica

un infarto mette a prova tutto: il corpo (con la sua debolezza) e la psiche.

la mia “fortuna” è quella di poter leggere molto, di poter scrivere, di incollare qui e là il mio privato secondo il motto del secondo aiutante terapeutico di questi giorni: michel de montaigne che dice

“E’ mia abitudine dire senza paura tutto quello che faccio, senza esitazione”, Michel de Montaigne, 1570

​Anche il tuo racconto su sant’abbondio è “terapeutico”: proprio perchè “racconti” e non giudichi. anzi parli bene di quello straordinario “intellettuale organico” che è tino tajana

e hai ragione: devo includere le camminate verso ​est. verso sant’abbondio, per far risuonare i miei passi lungo quelle navate

non riesco a valutare per quanto tempo ancora starò dentro a questa auto clausura. fra l’altro devo elaborare il lutto durissimo (per certi versi forte come l’infarto) di dover abbandonare la mia attività di formazione all’università

però, stai certo, che tu, amico del mio affacciarmi alla vita adulta (era il 1966 o 1967 l’anno della conoscenza, al cineforum sui film di bergman) sarai fra i primi cui busserò alla porta

un abbraccio

e cari saluti e buon futuro

passeggiata ai giardini pubblici a lago, in occasione beCOMe, iniziativa promossa dalla città di Como sui temi della crescita di nuova generazione, 1 giugno 2014

email di L M

Grazie a te per tutto quello che fai sulla rete con grande generosità e unicità, aldilà della tua indiscussa preparazione culturale, caratterizzato principalmente dal desiderio di tramettere un vissuto (il tuo) che certamente ti aiuta nel tuo cammino ma che ha importati riflessi in chi ti legge: un mostrarsi per accogliere apertamente e con amore il prossimo.
ciao

lettera a M

ciao ***
grazie tantissime per la tua attenzione
sto adattandomi ad uno stile di vita improntato alla lentezza. non mi è facile, perchè ero di una tipologia psicologica diversa
sono farmacodipendente e in attesa di una secondo intervento di angioplastica (fra due o tre mesi)
leggo moltissimo (soprattutto emanuele severino, che è stato importantissimo nei tre giorni di unità coronarica intensiva e michel de montaigne che insegna l’autoriflessione, lui che ha scritto di sè, in tempi tremendi e turbolenti di conflitti culturali, religiosi,  ideologici)
vediamo tutta la serie americana di criminal minds, che soddisfa la mia voglia di legalità e lotta contro il crimine
faccio leggére camminate per como, che scopro, sempre più,  essere davvero una bellissima città anche per un cardiopatico. è perfetta per essere “camminata”. ed è piena di “segreti”, tutti da scoprire
in questa “svolta” evito ogni contatto faccia a faccia. mi mettono troppo sotto tensione, mi esauriscono le forze
investo tutto nella relazione con luciana, che è il mio vero e unico “mandala vivente”
scrivo una specie di diario sull’infarto sul mio blog autobiografico (http://paolodel1948.com). se hai curiosità troverai lì tutta la storia clinica e il carteggi amicali (ed anche questa lettera che ti sto scrivendo, tutelando il tuo diritto di privacy
scrivere sulla rete (i miei blog e facebook) ha su di me un effetto terapeutico. mi consente di prendere contatto con i miei ritmi interni , senza la fatica della relazione interpersonale faccia a faccia che, invece, tende ad abbattermi
questa solitudine interpersonale fa parte della disciplina di autocura che sento corrispondere al bisogno attuale
in questa autocura è compresa la mia rinuncia ai corsi universitari. qui il “lutto” sarà molto doloroso. la mia vocazione vitale è proprio stata quella del formatore. scrivevo girni fa a una vecchia amica (82 anni): non entrare più in un’aula universitaria, sciorinare sul tavolo (davanti agli occhi attoniti di studentesse e studenti) la decina di libri che uso per ogni unità didattica, argomentare sui lucidi proiettati sulla parete, dire cosa voglio dire, dirlo, ripetere quello che ho detto … sono tutti gesti che mi mancheranno
per ora ho dato le dimissioni dalla facoltà di servizio sociale. per scienze pedagogiche  sarà più difficile. perchè creo loro grossi problemi organizzativi. qui vedremo se saranno possibili aggiustamenti
​è molto penalizzato anche il rapporto con il genius loci di coatesa sul lario. però facciamo di tutto per andarci. con lentezza: ma ormai abbiamo piantato la verdura e occorre, perlomeno, bagnare la terra
non so quanto durerà questa mia necessaria concentrazione introspettiva.
forse fino a quando metteranno il secondo stent nella coronaria.
nel frattempo mi troverai sempre alla email e sul blog autobiografico
grazie ancora per la tua affettuosa attenzione
e auguri a te di buoni giorni e buon futuro

 

Paul Eluard, tutte le donne felici hanno ritrovato il loro marito …

Tutte le donne felici hanno
Ritrovato il loro marito – egli torna dal sole
Tanto è il calore che porta.
Ride e piano saluta
Prima di dare un bacio alla sua meraviglia

 

tratta da: 110 POESIE PER SOPRAVVIVERE, scelte e presentate da Maurizio Cucchi e illustrate da Guido Scarabottolo, Guanda editore, 2004

adattarsi soggettivamente alla condizione oggettiva: autodisciplina per la RABBIA

Per la serie: “adattarsi soggettivamente alla condizione oggettiva”

La dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze farmacologiche, dietetiche, comportamentali ) devo badare a

  • Fatica fisica
  • Freddo
  • Rabbia

Probabilmente oggi la rabbia diventa un mio rilevante fattore di rischio: essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni.

Ragion per cui mi sto dando una necessaria disciplina:

  • rinuncio ai talk show televisivi di politica, ma non alla informazione scientifica sulla politica (filosofia, politologia, diritto). Insomma: alla larga dai giornalisti frustrati e “giudizionisti”

  • evitare le discussioni con una certa tipologia di “amici”: quelli giudicanti e afflitti dalla patologia del “giudicazionismo”, dall’alto del loro “ben essere”. Per esempio quelli che dicono: “bella la prima parte di questo film. La seconda no … la seconda non mi piace”; “guardi Criminal Minds? … ma allora sei proprio andato …” (con risolino di compatimento); “questa antologia musicale che hai creato e donato è noiosa, tranne qualche pezzo …”; “se la pensi così sei un poveretto che deve farsi curare … “; “hai votato Monti? ma allora sei diventato di destra”; “voti il Pd di Renzi? … lo sapevo già che eri stronzo …”; “Come sei cambiato: è la malattia … sei malato, poverino”; “chissà se sei in grado di capire cosa succede dentro di te …”  …. e così via

  • soprattutto stare alla larga dagli “ex compagni”. Quelli che , dalla sicurezza delle loro pensioni che sottraggono futuro ai giovani (“se 800 euro vi sembran pochi !”), si sentono “altruisti”, difensori dei diritti dei violenti, desiderosi di andare in piazza a “manifestare”. Quelli che hanno mandato a fondo, dalla follia delle loro teorie estremiste, i tentativi riformisti di Prodi, Veltroni e ora Renzi

Insomma: ridurre al minimo i “rapporti faccia a faccia” un tempo scelti.

Dal momento che ci saranno rapporti faccia a faccia non scelti nelle corsie ospedaliere. Come lo sfruttatore di welfare state che ho conosciuto alla unità di cardiologia

Più che mai ora:  “Verba volant, scripta manent”

lettera a C.

cara ***
certo la mia malattia e post malattia è diversa dalla tua. per esempio: non c’è il dolore
ma la SITUAZIONE è la stessa: quella di adattarsi soggettivamente alla condizione oggettiva
mi aiuta molto internet, che mi tiene collegato al mondo. ma anche la lettura che è probabilmente il mio karma da quando ero bambino
non entrare più in un’aula universitaria, sciorinare sul tavolo (davanti agli occhi attoniti di studentesse e studenti) la decina di libri che uso per ogni unità didattica, argomentare sui lucidi proiettati sulla parete, dire cosa voglio dire, dirlo, ripetere quello che ho detto … sono tutti gesti che mi mancheranno
per ora ho dato le dimissioni da un corso (quello di ***). per *** sarà più difficile. perchè creo loro grossi problemi organizzativi. qui vedremo se saranno possibili aggiustamenti
sulla eredità che hai lasciato con i *** : è in buone mani (pensa che ho scoperto che***  è stata una mia allieva alla fine degli anni 80 a milano) : la cooperativa sociale ***  è fra le più interessanti e “colte” cooperative che mi è capitato di conoscere.
anche questo è oggettività: le cose cambiano. anche nelle istituzioni: qui la transizione è dalla cultura del volontariato alla cultura della cooperativa (che una cultura del LAVORO, non del tempo gratuito disponibile ai bisogni)
grazie per il tuo messaggio e per la chiaccherata al ritmo di “scripta manent”
ciao
e buone ore

lettera a C. e a M.

grazie per il pensiero, ***

scrivevo poco fa a una amica:
poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione. sto facendo varie rinunce e altre si prospetteranno
ma scopro fortissime mie capacità di adattamento

la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbia
probabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio. 
e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni. 
ragion per cui rinuncio ai talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni”

e – con tutta probabilità – all’incarico di docenza universitaria per l’anno prossimo. 
quest’ultimo mi pesa, mi pesa molto perchè di certo la mia vocazione è quella del docente. Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe (per tracotanza e supponenza grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più.

farmaci, passeggiate per como, letture, web sono gli alleati terapeuti
Il filosofo Michel de Montaigne mi aiuta molto, perchè mi insegna ad osservare senza interpretare (ottimo antidoto alla rabbia)
insomma: buddisticamente le cose sono forse peggio per come le immaginiamo che per come effettivamente accadono. Ma poi le cose accadono

lettera a P.

cara patrizia
***
….. sperimento in queste settimane quanto conti l’amore coniugale
poche notizie di me: mi sto adattando bene alla nuova situazione. sto facendo varie rinunce e altre si prospetteranno
ma scopro fortissime mie capacità di adattamento
ieri la dottoressa di base mi diceva che (fra le tante altre avvertenze) devo badare al freddo, alla fatica e alla rabbia
probabilmente oggi la rabbia è un mio rilevante fattore di rischio.
e essendo collerico devo ridurre le possibili esposizioni. ragion per cui rinuncio ai talk show di politica (ma non alla informazione scientifica sulla politica), alle discussioni con una certa tipologia di amici e soprattutto di “ex compagni” e – con tutta probabilità – all’incarico di docenza per l’anno prossimo. quest’ultimo mi pesa, mi pesa molto perchè di certo la mia vocazione è quella del docente. Ma fra i 200 studenti all’anno c’è un 20% che inciderebbe  (per tracotanza e supponenza  grillina) davvero troppo sulle mie coronarie malate. Prima dell’infarto li reggevo. Ora non più
farmaci, passeggiate per como, letture, web sono gli alleati terapeuti
Montaigne mi aiuta molto perchè mi insegna ad osservare senza interpretare (ottimo antidoto alla rabbia)
Ma la prospettiva è la Gioia filosofica di cui parla il linguaggio di emanuele severino
insomma: buddisticamente le cose sono forse peggio per come le immaginiamo che per come effettivamente accadono
abbracci e saluti cari a te
e un pensiero per ***

 

lettera di E., anche a nome di G.

mi scrive E., anche a nome di G:

la mostra Amore e Psiche, cui si fa riferimento nella lettera:

MANNA950

​grazie, ***

 

per il bellissimo pensiero che hai avuto per il mio “malanno”
come ormai sai ho il culto del RICORDARE e dunque faccio memoria sul mio blog autobiografico del tuo messaggio e della mostra AMORE E PSICHE:
sono passati ormai 16 giorni dall’infarto
mi sembra di stare bene (ma anche quella mattina stavo bene)
e comunque sto adattandomi soggettivamente alla condizione oggettiva
e lo faccio anche appuntando con meticolosità eventi personali (come il tuo scritto) e l’altra mia passione: la Polis
oggi (26 maggio, il giorno dopo le lezioni europee) è un bel giorno: direi quasi terapeutico!|
grazie ancora e affettuosi saluti a te e a ***

 

mi scrive Leonardo il 15 maggio 2014

trovo questa lettera di Leonardo, spedita per posta il 15 maggio e trovata da me nella cassetta delle lettere di Coatesa sul Lario, domenica 24 maggio:

MANNA948 MANNA949

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Dedicato a me da Les yeux dans les yeux

Les yeux dans les yeux


Vorrei dedicare questa vecchia ballata irlandese ad un amico che si sta riprendendo da un momento difficile. Gli auguro che possa apprezzare, dal suo piccolo regno su un lago incantato, la lentezza con la quale dovrà convivere per un breve periodo. Questa ballata viene di solito eseguita ad un ritmo più veloce. La versione di questo video, registrata nell’atmosfera informale di un pub, è invece molto più intima e dolce. Più adatta al motivo della dedica.

Buon futuro.

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lettera di Luciana a S.

ciao caro *** e grazie per il tuo messaggio.
In effetti mentre cliccavo sul tuo indirizzo e-mail mi chiedevo se fosse ancora valido.
Nel mondo virtuale molte cose cambiano frequentemente, dando l’opportunità (non sto parlando del tuo caso) di assumere diverse identità, se non diverse vite.
E poi c’è l’incognita del perchè a volte blog, siti, e altre forme improvvisamente restino muti, facendosi domandare se, per esempio, un blog può morire o se può restare eterno perchè invece è morto chi lo governava.
Forse anche questo è il motivo per cui paolo affida al suo affezionato www i suoi pensieri. Ricordo più volte la sua frase scritta a gente lontana: “quando non leggerete più aggiornamenti, vorrà dire che è successo qualcosa” e, scherzosamente  a me, “se ti muoio non sai usare nemmeno il computer per avvertire chi mi segue”.
Poi invece le cose accadono così, come descrivi anche tu nel  tuo racconto che al tempo mi aveva colpito (pensavo fosse molto più remoto del 2013, come la percezione del tempo può essere alterata in ceti momenti!).
A distanza di due settimane posso dire che tutto è successo così repentinamente che quasi faccio fatica a ritrovare paolo accanto a me come infartuato. Non che ce ne siamo dimenticati, ovviamente. L’adattamento di paolo ai suoi nuovi ritmi non è così complesso: pur essendo i suoi maggiori rischi il sesso, l’età e la familiarità, tutto il resto era sorprendentemente regolare: pressione, colesterolo LDL, peso fisico, niente fumo, niente alcool e alimentazione abbastanza regolata visto che io soffro di stomaco. Quindi nessuna rinuncia al riguardo.
Certo il guaio per lui più grosso è la rinuncia ai suoi lavori di manutenzione del giardino. Come ben dici su un commento su FB, ha fatto l’esatto contrario di quanto raccomandato in questi casi, per non parlare di che cosa aveva combinato nelle settimane precedenti a proposito di vangature, spostamento massi, filtraggio terra.
Ma anche in questo caso cardiologi e medici assicurano che non sono stati quegli sforzi a determinare l’accaduto, ne hanno solo rappresentato la ciliegina sulla torta.
Semplicemente, mi vien da dire, la vitalità, l’entusiasmo, l’ottimismo di Paolo sono così forti da avere permesso al suo cuore di sopravvivere anche con l”1% che gli restava a disposizione.
Che dirti? Nonostante tutto, mercoledì, a distanza di quattro giorni dalla dimissione, ha voluto ripercorrere il fatidico sentiero e, arrivato al giardino, si è fatto tutti i vari piani per verificare, fotografare, parlare con il suo genius loci.  A deboli tentativi di contenimento ha replicato che se fosse morto in quel momento, sarebbe comunque finito nella Gioia annunciata dal suo filosofo prediletto Severino !!
Io che invece sto dal lato opposto, da brava tartaruga che vive all’insegna della lentezza, tento comunque di capire e di adattarmi all’attimo per attimo. Sicuramente starò meglio quando avrà messo a posto anche le altre due coronarie.
Come descrivi nella tua esperienza, resta la seccatura dei farmaci a vita e, probabilmente per la sua situazione più complessa, anche monitoraggi più frequenti, che però, giustamente, diventano un’opportunità e una garanzia.
Voilà, anch’io mi faccio prendere sempre la mano …
Sperando di raggiungere in fretta lo stato che, insieme a te, tutti i cardiopatici assicurano di recuperare, ti ringrazio ancora tantissimo per le tue parole e ti mando mille auguri in attesa di leggere i tuoi futuri pensieri sul blog.
Un abbraccione
Luciana

a 14 giorni dall'infarto: il sogno della porta chiusa e delle strade intasate di traffico

Audio del: sogno della porta chiusa e delle strade intasate di traffico.Mp3

lettera di G.S.

Caro Prof. Paolo,

stamane essendo a casa mi è venuta l’ispirazione di fare il punto sul percorso di queste due ultime settimane.

Sabato 10 u.s. la Dott.sa Luciana, tramite facebook,  trasmette agli affiliati della rete che lei si è permesso di non stare bene, è una cosa seria e della quale ora siamo tutti al corrente.

Nei giorni a seguire viene trasmesso il percorso di guerra lampo  (blitz/krieg), la corrispondente di guerra Luciana si distingue come Oriana Fallaci.

Sabato scorso il combattente viene trasferito nelle retrovie e trasmette una relazione molto dettagliata, non trascurando le varie emozioni o strizze che dir si voglia.

Domani, sabato 24/05, verrà tagliato il traguardo di “2 settimane 2” di quanto accaduto: non siamo ancora in pace ma sulla buona strada.

Mi permetto di dare un suggerimento, non per esperienza personale ma per sentito dire, stia tranquillo e sereno, al massimo dia una spazzolata ai mici,

scriva sempre perché sarebbe come un nirvana, ma non imbracci la falce o la zappa,  l’orto può attendere.

Un abbraccio a lei e a sua moglie Luciana (grazie per l’immagine anni ’80).

Shakespeare, SONNETT 116. Ricordato da M.G.A.

Traduzione SONETTO 116
Non sia mai ch'io ponga impedimenti all'unione di anime fedeli; Amore non e' Amore se muta quando scopre un mutamento o tende a svanire quando l'altro s'allontana.Oh no! Amore e' un faro sempre fisso che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;e' la stella-guida di ogni sperduta barca,il cui valore e' sconosciuto, benche' nota la distanza.Amore non e' soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote dovran cadere sotto la sua curva lama; Amore non muta in poche ore o settimane,ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio: se questo e' errore e mi sara' provato,Io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato. testo del sonetto 116 Let me not to the marriage of true minds Admit impediments. Love is not love Which alters when it alteration finds, Or bends with the remover to remove: O no! it is an ever-fixed mark That looks on tempests and is never shaken; It is the star to every wandering bark,Whose worth's unknown, although his height be taken.Love's not Time's fool, though rosy lips and cheeks Within his bending sickle's compass come:Love alters not with his brief hours and weeks, But bears it out even to the edge of doom. If this be error and upon me proved,I never writ, nor no man ever loved.

lettera di S. a Luciana

Carissima Luciana,

Come giustamente ricordi, di ‘questioni di cuore’ ne so qualcosa.
Anche Paolo adesso è purtroppo entrato a far parte del poco ambito
club degli infartuati. Da quanto leggo su facebook mi sembra di capire
che il problema è stato affrontato con piglio deciso e voglia di
tornare al più presto alla sua vita di sempre, e questo è un ottimo
segno, a patto che segua il buon senso e le indicazioni dei medici.
Naturalmente dovrà dotarsi di santa pazienza perché l’attesa delle
ulteriori angioplastiche dovrà essere riempita con uno stile di vita
più tranquillo, ma di questo avrete certamente parlato con i medici.
Il sentirsi bene, anche sotto stretto controllo e in cura con i
classici farmaci post-infarto, non deve illuderci che d’un tratto
tutto quanto è tornato come prima. Non ancora, almeno, quindi è
necessaria una certa prudenza. Poi, una volta sistemate anche le altre
coronarie, tutto tornerà pian piano alla normalità. Resterà solo il
fastidio dei medicinali da continuare ad assumere per tutta la vita.
Il lato positivo di tutto questo sarà che – paradossalmente – tra
farmaci e controlli – Paolo sarà più ‘al sicuro’ di tanti altri
coetanei (o anche più giovani) che controllati non lo sono affatto e
continuano a vivere inconsapevolmente con una bomba in tasca.

La mia esperienza al riguardo è stata forse abbastanza simile a quella
di Paolo, ma probabilmente più leggera. Mi sono svegliato una mattina
come se avessi un elefante seduto sul torace e una stranissima
sensazione alla mascella. Nessun forte dolore, solo il respiro più
corto del solito. Da buon volontario della locale *** ho
subito riconosciuto i sintomi che tante volte mi erano stati descritti
da qualche paziente in ambulanza, ho fatto una doccia (da perfetto
idiota), mi sono vestito, ho aperto cancello e porta di casa per non
far trovare ostacoli ai soccorritori e alla fine ho chiamato il 118.
L’esperienza ha dato origine ad un post a cui sono molto affezionato 


 Fortunatamente la mia occlusione riguardava una coronaria marginale e
durante l’angioplastica non è stato ritenuto necessario l’impianto di
alcuno stent. Cinque giorni di ospedale e poi a casa, pieno di
medicine e di istruzioni per l’uso. Ricordo che sono tornato in
ufficio dopo poco più di un mese di riposo.

Per un po’ questo episodio mi ha abbastanza condizionato. Si diventa
più attenti ai segnali del proprio corpo, ai piccoli dolori. Eppure
non mi sento di etichettare quella vicenda come un episodio del tutto
negativo. Anzi. Non fraintendermi:  è certamente preferibile non
provarlo, questo è chiaro, ma visto che è accaduto tanto vale cercare
in esso quel poco di buono che c’è. Qualcosa cambia, o così almeno è
stato per me. Si è più attenti ai dettagli, forse, si cerca di
utilizzare meglio il proprio tempo, di viverlo fino in fondo, senza
sprecarlo troppo. Si ‘sceglie’ cercando di individuare il superfluo
per concentrarci su quello che conta veramente, su ciò che è
essenziale. Si vede la vita da una angolazione leggermente diversa, si
scorgono lati di essa che avevamo sotto gli occhi ma che non ci
sembravano così importanti. Ma soprattutto non si da più per scontato
il nostro diritto a vivere, ci accorgiamo di essere fragili e grati a
chi si è prodigato per noi in quei momenti. Tutte cose che già
sapevamo prima, che ci erano già chiare ma che tendevamo a dimenticare
assorbiti dalla routine di tutti i giorni, distratti dai riflessi di
tanti specchi che rimandano immagini che crediamo reali e invece sono
solo false necessità, bisogni superflui. Alla fine tutto sembra più
chiaro e anche la maggior lentezza, alla quale per un poco siamo
costretti, ci permette di esplorare un territorio nuovo, così come un
paesaggio o una melodia vengono apprezzati maggiormente se il passo è meno veloce.

Ho parlato al plurale, come se queste riflessioni appartenessero a
tutti coloro che attraversano simili esperienze. In realtà questo è
ciò che è successo a me ed ogni esperienza è diversa. Paolo
naturalmente reagirà a suo modo, ognuno trova la sua strada per
convivere con i tempi immediatamente successivi a questa esperienza.
Poi, col tempo, tutto torna normale. Resterà un ricordo scandito dai
farmaci e dai controlli annuali, la vita e il lavoro riprenderanno il
sopravvento anche se qualcosa, in qualche angolo della nostra anima, è
certamente cambiato.



Un carissimo saluto ad entrambi.

Emanuele Severino parla della LEGNA e la CENERE (nella tavernetta di Coatesa sul Lario)

 

disegno di Nanà Dalla Porta in:

GALIMBERTI UMBERTO, MERLINI IRENE, PETRUCCELLI MARIA LUISA, PERCHÉ? 100 STORIE DI FILOSOFI PER RAGAZZI CURIOSI, FELTRINELLI, 2019. INDICE DEL LIBRO

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