ARTE

Tacita Dean, comoggardising: THE BENEFIT OF CREATIVE INDOLENCE per il XX CSAV della Fondazione Antonio Ratti a Como – Espoarte

COMOGGARDISING: the benefits of creative indolence

 

Corriamo il rischio di perdere la capacità di sognare ad occhi aperti e, con essa, di avere pensieri fortuiti.

Quei momenti d’interruzione non voluti, comuni a tutti, come l’attesa di un mezzo di trasporto pubblico o le pause tra un appuntamento e l’altro, sono consumati e riempiti dall’utilizzo degli strumenti digitali che dominano le nostre vite.

Lo faccio anch’io anche se desidererei evitarlo – le e-mail, gli sms. il riempimento del tempo. Il tran tran quotidiano o gli impegni che riempiono le nostre giornate stanno rovinando la nostra capacità di perderci nello spazio dell’immaginazione.

Lasciamo le nostre menti sempre meno inattive, come automobili in sosta ma con il motore acceso. Il non fare nulla è una condizione importante per l’artista.

L’indolenza viene spesso male interpretata o fraintesa. Lo scrittore svizzero Robert Walser la chiamò oziare’ [sluggardising o anche slug -a- beddishness); io la definisco come la capacità di lavorare – il più delle volte stando sdraiati – mentre sembra di non fare nulla. Le idee migliori si presentano quando non sono corteggiate, ma pochi sanno essere abbastanza ricettivi da riuscire a riconoscerle.

Dobbiamo quindi ritrovare

questa posizione ognitiva sottovalutata.

Il lago di Como sarà il luogo di soggiorno particolare per tutti noi. In passato, probabilmente, era una località di ritiro dove le persone andavano a “prendere aria”, a respirare: un luogo di riposo dove, forse, perseguire la ricerca del pensiero rarefatto.

Ma questo non è un invito a non fare nulla, o a ciò che è comunemente inteso come ‘nulla’; al contrario, il livello di inattività cerebrale al quale desidero incoraggiare i partecipanti al workshop è estremamente rigoroso e di difficile raggiungimento.

Questo è un invito a individuare un nuovo tempo e un nuovo spazio nella propria vita, al fine di avvicinarsi a quella che è la scoperta di un livello inconscio nell’attività di ogni artista.

Tacita Dean

 

La personale Craneway Event di Tacita Dean sarà allestita, invece, presso lo Spazio Culturale Antonio Ratti, ex Chiesa di San Francesco: per la prima volta in Italia si potrà ammirare qui l’omologo film del 2009, uno dei più lunghi mai girati dall’artista (108 mnuti). Questo suo grande capolavoro riprende Merce Cunningham (1919-2009), coreografo tra i più importanti del Novecento, alcuni mesi prima della morte, quando, novantenne, dirige da una sedia a rotelle, attento e concentrato, le prove della sua compagnia di danza. Il film di Dean lascia emergere la suggestione che il coreografo non diriga solo i suoi ballerini, ma anche tutti gli elementi dell’intorno con la consapevolezza, quasi, che questi sarebbero rimasti anche dopo la sua scomparsa. 

da Tacita Dean per il XX CSAV della Fondazione Antonio Ratti a Como – Espoarte.

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