Architettura · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · CULTURA e CULTURA LOCALE · ElleciStudio-Paola Carlotti · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Mostra: SANT’ELIA. GLI ANNI TRENTA TRA RAZIONALISMO E ASTRATTISMO, COMO — Pinacoteca civica, via Diaz 84. Inaugurazione: giovedì 19 novembre 2026, ore 18.00Mostra: dal 20 novembre 2026 al 31 gennaio 2027

Mostra: SANT’ELIA. GLI ANNI TRENTA TRA RAZIONALISMO E ASTRATTISMO, COMO — Pinacoteca civica, via Diaz 84. Inaugurazione: giovedì 19 novembre 2026, ore 18.00
Mostra: dal 20 novembre 2026 al 31 gennaio 2027

MILANO — CASVA, Centro di Alti Studi sulle Arti visive, via Isernia 5 (QT8)
Inaugurazione: mercoledì 18 novembre 2026, ore 18.00
Mostra: dal 19 novembre 2026 al 31 gennaio 2027

CARTELLA STAMPA QUI

in allegato il comunicato stampa della mostra Sant’Elia. Gli anni Trenta tra Razionalismo e Astrattismo, il doppio appuntamento espositivo che indaga l’eredità dell’architetto futurista attraverso due percorsi complementari: a Como, dai disegni della Torre faro al Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni; a Milano, il confronto con l’architettura razionalista e la pittura astratta degli anni Trenta.

Di seguito una sintesi.

SANT’ELIA. GLI ANNI TRENTA TRA RAZIONALISMO E ASTRATTISMO

È morto in trincea a 28 anni lasciando solo disegni. Quattordici anni dopo, quei fogli hanno acceso l’immaginazione di una generazione di architetti razionalisti e pittori astrattisti. A centodieci anni dalla morte di Antonio Sant’Elia, caduto sul fronte di Monfalcone il 10 ottobre 1916 senza vedere realizzata la sua Città Nuova, la Pinacoteca civica di Como e il CASVA di Milano ricostruiscono un capitolo poco esplorato della modernità italiana.

A cura dei Musei civici di Como e dell’Accademia di Belle Arti di Brera, le esposizioni costituiscono la seconda tappa del progetto triennale Documentare, valorizzare: tra ricerca e progettazione digitale, che ha preso avvio nel 2024 grazie alla collaborazione tra Comune di Como, Pinacoteca civica e Accademia di Brera, da un progetto di Alessandra Coppa, Lorella Giudici e Rosanna Ruscio.

Durante l’anno accademico 2025–26 gli studenti delle Scuole di Comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico, Nuove Tecnologie dell’Arte e Progettazione Artistica per l’Impresa hanno studiato l’opera e le vicende critiche di Sant’Elia, partendo dai disegni custoditi nella Pinacoteca di Como.

Ne è nata un’indagine su documenti, testi critici e disegni editi e inediti, che mette in relazione la sua eredità con l’architettura degli anni Trenta e con la pittura di Mario Radice, Manlio Rho, Carla Badiali e Carla Prina.

“L’Architettura è in simbiosi con l’umanità. Man mano che il genere umano avanzava nel suo per-corso l’Architettura era lì, pronta ad accogliere ogni cambiamento, ogni nuova scoperta, ogni nuova invenzione e ogni nuovo cambiamento sociale. Ciò che accadde a Como nei primi anni del 1900, invece, fu qualcosa di straordinario, unico nel suo genere, capace di imprimere all’Architettura una svolta che avrebbe ribaltato il modo di disegnare lo spazio e di abitarlo. Questo punto di svolta è legato alla figura di Antonio Sant’Elia e alle azioni progettuali messe a terra dai razionalisti lariani (architetti, designer, pittori…) ed è un elemento che ancora oggi caratterizza il Genius Loci della città di Como. L’esposizione curata dai Musei civici di Como, dall’Accademia di Belle Arti di Brera e dal CASVA segna un nuovo punto di equilibrio all’interno della grande sfida che impegna le Amministrazioni Comunali di Como e Milano nella valorizzazione del proprio patrimonio storico architettonico e nella sua divulgazione ad un pubblico più eterogeneo possibile, cementando quella collaborazione propria tra città creative UNESCO.”, dichiara Enrico Colombo, Assessore alla Cultura, Musei, Biblioteca, Turismo e Como UNESCO Creative City.

“Un museo civico non può limitarsi a conservare ciò che ha ricevuto in eredità. Deve continuare a produrre conoscenza attorno alle proprie collezioni, favorire la ricerca e l’accesso degli studiosi, costruire reti con altre istituzioni culturali, coinvolgere le nuove generazioni e individuare linguaggi capaci di restituire al pubblico tutta la complessità e la ricchezza del patrimonio che gli è affidato” afferma Veronica Vittani, Direttrice della Pinacoteca Civica. “È proprio da questa responsabilità nei confronti del patrimonio pubblico che nasce il progetto di ricerca di cui la mostra Sant’Elia. Gli anni Trenta tra Razionalismo e Astrattismo rappresenta una nuova e significativa tappa.”

A Como: dalla Torre faro al Monumento ai Caduti

Negli spazi dedicati a Sant’Elia al secondo piano della Pinacoteca, la mostra comasca segue un’idea che attraversa due generazioni: i disegni sul tema della Torre faro e la loro evoluzione fino al Monumento ai Caduti di Giuseppe Terragni, realizzato negli anni Trenta.

A raccontare questo passaggio sono bozzetti, tavole progettuali, fotografie, documenti d’archivio e un modello 3D. Ai materiali delle collezioni civiche si affiancano opere, progetti e documenti in prestito da collezioni private, dall’Archivio Terragni e dall’archivio municipale del Comune di Como.

La città è anche il punto di partenza della riscoperta storica: il 14 settembre 1930, al Broletto, si è inaugurata la mostra delle opere dell’architetto futurista comasco, fortemente voluta dal direttivo del movimento. Come ricostruisce Lorella Giudici, l’iniziativa ha riportato all’attenzione pubblica disegni rimasti per quattordici anni tra le mura di casa o dispersi tra gli amici, nell’ambito delle celebrazioni che hanno coinvolto Como, Milano e Roma.

A Milano: architettura, pittura e arti applicate

Al CASVA, i trittici comparativi accostano gli schizzi di Sant’Elia ai disegni degli architetti razionalisti lariani Terragni, Cattaneo, Cereghini, Lingeri e Cassi Ramelli e ai dipinti di Badiali, Rho, Radice e Prina. Gran parte delle opere proviene dalla Pinacoteca di Como; quattro progetti architettonici a colori di Mario Cereghini sono esposti per la prima volta.

Il percorso presenta inoltre un Sant’Elia meno conosciuto, quello designer, attraverso oggetti realizzati negli anni Trenta dall’argentiere milanese Arrigo Finzi su suoi disegni.

L’indagine di Alessandra Coppa interpreta questa influenza come una trasformazione metodologica, dall’utopia grafica alla costruzione razionale della modernità. Rosanna Ruscio approfondisce invece l’impulso esercitato da Sant’Elia sulla cultura italiana e sui procedimenti logico-geometrici-metafisici dell’arte astratta. Il confronto restituisce una stagione in cui architettura, arte e arti applicate hanno condiviso una medesima tensione verso il futuro.

Catalogo e appuntamenti

Il catalogo Biblion sarà presentato il 23 novembre alle 18.30 alla Libreria Plinio il Vecchio di Como, nell’ambito di Bookcity Como, e il 27 novembre alle 18.30 al CASVA.

Il 28 novembre, Sentiero dei Sogni organizza una passeggiata creativa nei luoghi santeliniani di Como: partenza alle 9.45 dalla scuola di via Brambilla, visita alla mostra in Pinacoteca e, a seguire, al Monumento ai Caduti. Il 9 gennaio alle 14.30 è prevista una visita guidata alla mostra e al monumento, organizzata da Aster.

Informazioni

·        Pincoteca civica Como, via Diaz 84 : martedì–domenica, 10–18, ultimo ingresso 17.30; mostra compresa nel biglietto della Pinacoteca. Informazioni: www.oggiacomo.it.

Biglietti: https://museicomo.vivaticket.it/. Tel. +39 031 269869 – pinacoteca@comune.como.it – www.comune.como.it Social: facebook e instagram @museicivicicomo

·        CASVA – Via Isernia 5, Milano (QT8): martedì–domenica, 10–17.30, ultimo ingresso 17; ingresso libero. Informazioni: https://www.comune.milano.it/web/casva-milano. Entrambe le sedi sono chiuse il lunedì. social: instagram @CasvaMilano Facebook: Casva-centro di alti studi sulle arti visive

Il progetto è curato da Alessandra Coppa, Rosanna Ruscio e Lorella Giudici per Brera; Veronica Vittani e Francesca Testoni, con la collaborazione di Alice Cazzaniga, per la Pinacoteca; Maria Fratelli, direttrice, e Sofia Redaelli, registrar, per il CASVA.

Siamo a disposizione per qualsiasi informazione o materiale, scriveteci pure. Nel comunicato allegato trovate altri dettagli sulla doppia mostra, tutte le dichiarazioni e i contatti degli uffici stampa coinvolti.

Un cordiale saluto

Paola Carlotti

CONTATTI PER LA STAMPA
COMO

Ellecistudio

Paola Carlotti   paola.carlotti@ellecistudio.it +39 335 7059871

Chiara Lupano  chiara.lupano@ellecistudio.it +39 335 7835403

ARTE · Duomo di Como · Sculture

Le sculture sulla facciata del DUOMO di COMO

La facciata del Duomo di Como è un vero “polittico scolpito” in marmo di Musso, realizzato soprattutto tra fine Quattrocento e primo Cinquecento da Tommaso Rodari e dalla sua bottega. Combina scene cristologiche, santi, simboli e — caso insolito per una cattedrale — statue di personaggi pagani comaschi.[lombardiabeniculturali][cattedraledicomo]

Portale maggiore

  • Sopra la porta centrale: la Vergine col Bambino, dedicataria della cattedrale, affiancata dai santi Giovanni Battista, Abbondio, Proto e Giacinto, collocati in nicchie cuspidate.[lombardiabeniculturali]
  • Ai lati del portale: due celebri statue di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, opera firmata da Tommaso e Giacomo Rodari (1498). Rappresentano l’orgoglio civico di Como verso i suoi due grandi letterati romani.[itabus][it.wikipedia]
  • Nella stessa area compaiono anche le sculture dei Quattro Coronati, santi protettori dei costruttori e scalpellini.[assomarmistilombardia]

Lunette dei portali

Le lunette dei tre ingressi narrano episodi dell’Infanzia di Gesù:

Zona mediana e superiore

  • Sotto il rosone, in un tondo, una figura giovanile rappresenta lo Spirito Santo, pensato come raccordo simbolico tra cielo e terra.[lombardiabeniculturali]
  • Più in alto si trovano statue legate alla Resurrezione: il Cristo risorto con la Maddalena e l’Angelo.[it.wikipedia]
  • Nella fascia superiore, dedicata alla dimensione divina, compaiono la Vergine annunciata e l’Angelo annunziante.[it.wikipedia]
  • Lungo contrafforti e cornici delle monofore si sviluppano fitte sequenze di santi e sante in nicchie gotiche.[lombardiabeniculturali]

Riferimenti classici

Nella parte bassa della facciata sono inseriti elementi che richiamano il mondo classico precristiano: oltre ai due Plinii, è menzionata anche la statua del poeta Cecilio, amico di Catullo.[lombardiabeniculturali][in-lombardia]

Portali laterali

Anche i due portali laterali hanno un apparato scultoreo di Tommaso Rodari: quello settentrionale è la celebre Porta della Rana (circa 1505, con il fratello Giacomo), mentre quello meridionale fu lavorato tra 1491 e 1509. Le loro lunette sono anch’esse dedicate all’Infanzia di Cristo.[lombardiabeniculturali][cattedraledicomo]

In sintesi, il programma iconografico sale dal mondo terreno e classico, con i Plinii e i santi, fino alla Vergine, alla Resurrezione e alla dimensione celeste: una facciata che unisce devozione mariana, storia civica comasca e linguaggio gotico-rinascimentale.[lombardiabeniculturali]

Alla base della facciata del Duomo di Como il programma scultoreo unisce santi legati alla diocesi, martiri, protettori dei mestieri edili e figure civiche dell’antica Como. È una sorta di fondamento simbolico: la città e i suoi santi “sostengono” la scena mariana e cristologica che sale verso il rosone.[lombardiabeniculturali][comune.como]

Santi sopra il portale maggiore

Nelle cinque nicchie cuspidate sopra l’ingresso principale, da sinistra a destra, sono collocati:[thehansontwosome][in-lombardia]

StatuaIdentità e significato
San ProtoMartire, patrono di Como insieme a san Giacinto; le sue reliquie sono conservate nell’altare maggiore del Duomo. [upel.va]
San Giovanni BattistaPrecursore di Cristo, figura centrale nella predicazione battesimale e nell’iconografia lombarda. [lombardiabeniculturali]
Vergine MariaTitolare della cattedrale, raffigurata col Bambino al centro del “polittico” di facciata. [lombardiabeniculturali][in-lombardia]
Sant’AbbondioVescovo di Como, uno dei principali patroni della città e della diocesi. [lombardiabeniculturali][in-lombardia]
San GiacintoMartire, compagno di Proto; anche le sue reliquie sono nell’altare maggiore. [upel.va]

Quattro Coronati

Sulla lesena meridionale, rivolta verso la fiancata del Duomo, si trovano i Santi Quattro Coronati: sono i patroni degli scultori, scalpellini e costruttori. La loro presenza è un omaggio degli artigiani del cantiere della facciata ai propri protettori.[guida.cattedraledicomo]

Plinii e Cecilio

Ai lati del portale maggiore, in edicole di grande prestigio, compaiono due comaschi non cristiani:

  • Plinio il Vecchio, naturalista e enciclopedista, nell’edicola di sinistra.[guida.cattedraledicomo]
  • Plinio il Giovane, scrittore e uomo politico romano, nipote e figlio adottivo del primo, a destra.[guida.cattedraledicomo]
  • Sempre nella zona bassa è ricordato anche Cecilio, poeta comasco amico di Catullo, a sottolineare l’antica dignità culturale della città.

Simboli e decorazioni

I basamenti, le colonne e i semipilastri sono ornati da bassorilievi con putti, ghirlande, mascheroni, festoni e formelle istoriate. Sono motivi decorativi tipici del linguaggio tardogotico e rinascimentale lombardo, che accompagnano le figure sacre senza sostituirne il messaggio religioso.[it.wikipedia]

Inoltre, sopra il portale centrale si trovano due tondi con Adamo ed Eva, richiamo al peccato originale e quindi all’opera di redenzione che la facciata sviluppa salendo verso la Vergine, la Resurrezione e le figure celesti.[catalogo.beniculturali]

Architettura · Cani Fabio · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · STORIA LOCALE E SOCIETA'

UN VIAGGIO NELLA STORIA URBANA E NEL RAZIONALISMO COMASCO CON FABIO CANI, giovedì 1° ottobre 2026, con ritrovo alle 15 presso il Monumento ai Caduti

UN VIAGGIO NELLA STORIA URBANA E NEL RAZIONALISMO COMASCO CON FABIO CANI, giovedì 1° ottobre 2026, con ritrovo alle 15 presso il Monumento ai Caduti

COMO – Auser Università Popolare Como e NodoLibri propongono una visita guidata, gratuita e aperta a tutti, a cura di Fabio Cani, dal titolo “In zona Stadio: Passeggiando tra il razionalismo comasco”.
Appuntamento giovedì 1° ottobre 2026, con ritrovo alle 15 presso il Monumento ai Caduti

(Como, viale Puecher).
Ormai sembra esistere solo lo Stadio, e il calcio che vi si gioca. Oltre gli ottimi risultati sportivi del Como 1907, quella porzione di città intorno al pallone, al campo e alle reti è in grado di raccontare anche una significativa caratterizzazione della storia urbana di Como, ben al di là di quel “quartiere razionalista” come lo si è superficialmente soprannominato.
Prima e dopo gli anni Venti e Trenta, il Prà Pasquée, il Campo Garibaldi, la zona monumentale sportiva e residenziale possono riportare alla luce differenti idee di città, qui proposte (e superate). Lo si potrà vedere dal vivo, camminando per l’area con occhi attenti.

Fabio Cani
Editore (NodoLibri) e studioso di storia, si occupa da tempo delle vicende comasche, con un’attenzione particolare alla modernità, alla contemporaneità e alla connessione tra vicende storiche, culturali e artistiche.

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Mostre

HORTUS [IN]CONCLUSUS di Mario Aiuto, Antonella Corbisiero, Yari Mielee Giuseppe Vigliotti a cura di Dalila Rosa Miceli, inaugurazione venerdì 11 settembre 2026, ore 18

HORTUS [IN]CONCLUSUS di Mario Aiuto, Antonella Corbisiero, Yari Miele
e Giuseppe Vigliotti a cura di Dalila Rosa Miceli inaugurazione
venerdì 11 settembre, ore 18 The Art Company Como
Via Borgovico 163, Como (cortile interno)
la mostra sarà visitabile fino a sabato 26 settembre
dal lunedì al venerdì ore 15.00/18.30
sabato solo su appuntamentochiamando i seguenti numeri  348.8782440 – 334.5062179per informazioni
info@theartcompanycomo.it
Nella tradizione biblica e medievale, l’Hortus conclusus delinea un particolare tipo di giardino generalmente monastico, tanto florido quanto segretamente circoscritto all’interno delle proprie mura.  Lavorando in contrasto con questo concetto, che prevede una natura florida ma anche stabile e addomesticata dalla mano umana, la mostra intende ribaltare e trasformare lo spazio espositivo  in un Hortus in-conclusus. Un giardino, dunque, che non è più tale: un luogo eterogeneo, abitato da spettri di presenze e di assenze, e da continue mutazioni.  L’Hortus in-conclusus è la formalizzazione consistente del divenire naturale: è una sorgente di natura incontrollata, incontrollabile, ingovernabile.  All’interno di questo sistema non-concluso e non-circoscritto, le opere di Mario Aiuto, Antonella Corbisiero, Yari Miele e Giuseppe Vigliotti danno vita ad un dialogo aperto tra natura e azione umana,  sviluppandosi in uno spazio privo di gerarchie, capace di configurarsi come un archivio di infinite e plausibili possibilità espressive.  L’incontro e scontro di una pluralità di voci artistiche e di medium formalizza e restituisce al pubblico una serie di intimi interrogativi sul significato più profondo dell’abitare la terra. MARIO UMBERTO AIUTO nato a Dervio (Como) nel 1967, è un artista autodidatta. Ha sviluppato la propria ricerca artistica attraverso un percorso indipendente che trova nella mostra collettiva presso The Art Company il suo primo ingresso nel panorama espositivo nazionale. Ha esordito con la mostra personale “Imperfezioni circolari. Arte da ciò che resta” (2025 – Spazio Lechler Village, Como). ANTONELLA CORBISIERO nata nel 1967, è assistente di laboratorio presso il Liceo Artistico I.S.I.S. “Paolo Carcano” di Como. Ha esposto in occasione di mostre personali e collettive, tra le quali: “Open Studio” (2023 – Via Canturina, Como), “Io non sono dove mi vedi” (2022, 2023 – Teatro Sociale di Como e Centro Congressi Medioevo, Olgiate Comasco), “I segreti del blu” (2024 – Museo del tessile e della Tradizione industriale, Busto Arsizio), “Il corpo grida quello che la bocca tace” (2025 – Ex Tintostamperia Val Mulini, Como). Ha inoltre collaborato con diverse compagnie teatrali per la realizzazione degli apparati di scena. YARI MIELE nato a Cantù (Como) nel 1977, si diploma nel 1997 all’Istituto Statale d’Arte “Fausto Melotti” e consegue nel 2003 la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Ha partecipato a workshop con Carla Accardi, Gilberto Zorio e Corrado Levi, affiancando quest’ultimo in studio. Ha lavorato con l’Archivio Marion Baruch, dal 2013 al 2022 è stato co-direttore dello spazio MARS (Milan Artist Run Space) e dal 2016 collabora con lo spazio Albertoaperto. È presente su ItalianArea dal 2018, e dal 2020 lavora con Nicoletta Rusconi per il progetto ArtBite/Bite&Go. Le sue opere fanno parte della collezione Colombo Industrie Tessili e dell’Archivio di Stato di Modena. GIUSEPPE VIGLIOTTI nato nel 1965, è docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico I.S.I.S. “Paolo Carcano” di Como. Dal 1986 espone in mostre collettive e personali e dal 1987 lavora come illustratore e grafico free-lance per diverse case editrici. Si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) nel 1988. Dal 2007 al 2010 si occupa di editoria d’arte, maturando esperienza nel campo della realizzazione di libri d’artista con tecniche calcografiche e approfondendo l’utilizzo di software per l’impaginazione editoriale e per la creazione di siti web. Attualmente si dedica prevalentemente alla fotografia, alla video-installazione e alle produzioni multimediali. Nel 2017 ha pubblicato come coautore il volume “Disegnare il volto: anatomia, espressioni, emozioni e sentimenti” (Ikon Editrice, Milano), tradotto in tre lingue per il mercato internazionale.
www.theartcompanycomo.it
BATTELLI e Corriere · Berra Pietro · Mostre · STORIA LOCALE E SOCIETA'

Como due secoli fa. La rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga, articolo di Pietro Berra in L’Ordine/la Provincia 6 settembre 2026

“Due secoli fa la rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga”, firmato da Pietro Berra e pubblicato nella sezione L’Ordine de La Provincia di Como il 6 settembre 2026.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]

Titolo e contesto editoriale

  • Titolo completo: Due secoli fa la rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga
  • Autore: Pietro Berra (curatore della mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como” al Museo del Paesaggio di Tremezzina)
  • Pubblicazione: L’Ordine / La Provincia di Como, 6 settembre 2026
  • Contesto: L’articolo si collega esplicitamente a due iniziative espositive del 2026:
    • la mostra su Turner a Como (“Turner: l’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano”, Comune di Como con la Tate di Londra);
    • la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque” al Museo del Paesaggio di Tremezzina (fino al 1° novembre 2026), di cui Berra è curatore.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]

Tesi centrale dell’articolo

Berra ricostruisce come, intorno al 1826, il sistema dei trasporti tra il Nord Europa e Milano – e dunque anche il Lago di Como – subisca una svolta tecnologica e organizzativa che rende obsoleti i vecchi servizi di posta e barca corriera e apre la stagione del viaggio “moderno” (vapore, battelli, poi ferrovie, funicolari, tram).[laprovinciadicomo]

Il filo narrativo è chiaro: prima del vapore il viaggio è eroico, lento, rischioso (esemplificato dal quadro di Turner sul Moncenisio); dopo il 1826 diventa più regolare, accessibile e integrato con l’offerta ricettiva, favorendo il turismo culturale e la presenza di grandi scrittori e artisti sul Lario.[laprovinciadicomo]

Punti chiave ricostruiti nell’articolo

1. Il “prima”: il Corriere di Lindau e la barca corriera

  • Corriere di Lindau (o “di Lindò”): servizio di posta e trasporto persone attivo dal 1322 al 1826, per circa 500 anni, sulla tratta Lindau–Milano (325 km), usando lo Spluga come principale valico verso l’Italia.[laprovinciadicomo]
  • Ha contribuito in modo decisivo a inserire il Lago di Como nel circuito del Grand Tour, portando personaggi come Erasmo da Rotterdam (1508) e Goethe (1788).[laprovinciadicomo]
  • Barca corriera: imbarcazione privata (metà Settecento) che collegava Riva di Chiavenna (Lago di Mezzola) a Como, una volta a settimana, con capacità ridotta (circa 15 persone + 30 colli).[laprovinciadicomo]
  • Negli anni Venti dell’Ottocento, tra venti contrari e soste frequenti alle osterie, questo servizio viene progressivamente sostituito dai primi battelli a vapore.[laprovinciadicomo]

2. Il 1826: anno spartiacque

  • 16 agosto 1826: entra in servizio regolare il primo piroscafo a vapore sul Lago di Como, il “Lario”, sulla linea Como–Domaso.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
  • Questo avvio accelera la fine del Corriere di Lindau (che termina le corse nel 1826) e segna l’inizio di una navigazione di linea più rapida e affidabile.[laprovinciadicomo]
  • L’articolo lega esplicitamente questa data alla mostra di Tremezzina, che prende spunto proprio dal bicentenario di quel cambiamento.[laprovinciadicomo]

3. Turner come “testimone” del prima e del dopo

  • William Turner nel 1819 è a Como e viaggia ancora con carrozze e barche “pre-vapore”; il suo dipinto Passaggio del Moncenisio: bufera di neve (basato su un’esperienza del 15 gennaio 1820, con carrozza ribaltata) è usato da Berra per mostrare quanto fosse rischioso viaggiare prima della rivoluzione dei trasporti.[laprovinciadicomo]
  • Nel 1843, durante l’ultimo viaggio in Italia, Turner percorre invece la strada dello Spluga e la Viamala e si imbarca sul piroscafo “Veloce”: un testimone, William Lake Price, lo vede realizzare oltre venti schizzi in un’ora e mezza di navigazione, esperienza che Price ricorderà anni dopo come modello di approccio al paesaggio.[laprovinciadicomo]

4. La nascita dell’ospitalità moderna

  • Parallelamente ai trasporti, si sviluppa un sistema alberghiero moderno:
    • Albergo dell’Angelo a Como: uno dei primi punti di riferimento per turisti internazionali; vi soggiorna Turner nel 1819; vi nasce Cosima Liszt (figlia di Franz Liszt) nel 1837; è citato da Mary Shelley nel 1840.[laprovinciadicomo]
    • Genazzini Metropole a Bellagio (aperto nel 1788), che ospiterà Mark Twain nel 1867.[laprovinciadicomo]
    • Trasformazione di vecchie osterie in grand hotel (es. Cadenabbia, residenza principale di Mary Shelley nel 1840) e apertura di ville private a visite (Villa Sommariva/Carlotta, Villa Melzi).[laprovinciadicomo]

5. Ferrovie, linee internazionali e “turisti illustri”

  • 1875–1876: inaugurazione della stazione di Como San Giovanni e apertura del collegamento con Chiasso, che rende lo scalo internazionale.[laprovinciadicomo]
  • Prima dell’Unità, gli austriaci avevano fissato il capolinea a Camerlata, per limitare la circolazione di uomini e idee oltre confine.[laprovinciadicomo]
  • Mark Twain (1867) e Hermann Hesse (1913) lasciano descrizioni entusiastiche dell’arrivo a Como in treno, rispettivamente da Milano e dal Gottardo.[laprovinciadicomo]
  • Ferrovia Menaggio–Porlezza (1884–1939): 12 km, 179 m di dislivello, 50 minuti di viaggio; tra i passeggeri illustri, Franz Kafka (1° settembre 1911), che ne scrive nel diario; oggi la tratta è un percorso ciclo-pedonale.[laprovinciadicomo]

6. Funicolari, tram e i primi cicloturisti

  • Funicolari:
    • Como–Brunate (1894), ancora oggi molto frequentata (circa 1,5 milioni di viaggiatori/anno).
    • Santa Margherita (Ceresio)–Lanzo Intelvi (1907), chiusa nel 1977, oggi oggetto di campagne di ripristino.
    • Prima funicolare sul Lario a Regoledo (1890), legata al Grand Hotel e al suo stabilimento idroterapico.[laprovinciadicomo]
  • Tram elettrici: sperimentati già nel 1899 in occasione dell’Esposizione per il centenario della pila di Volta a Como; le linee tramviarie si moltiplicano fino alla Grande Guerra, collegando Como a gran parte della provincia (allora inclusa Lecco).[laprovinciadicomo]
  • Cicloturismo: già nel 1898, la coppia americana Elizabeth Robins e Joseph Pennell realizza un reportage in bicicletta per The Century Magazine, scegliendo un viaggio lento, “sostenibile”, in netto anticipo sui tempi.[laprovinciadicomo]

Collegamenti con le mostre del 2026

L’articolo funziona anche come testo di accompagnamento alle due mostre citate:

  • la mostra su Turner a Como (con il celebre acquerello di Bellagio dal molo di Menaggio, dipinto nel 1819);
  • la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como” a Tremezzina, che usa stampe, acquerelli, manifesti, fotografie, modellini, libri di viaggio e oggetti per raccontare la trasformazione dei trasporti e del paesaggio tra Grand Tour e Belle Époque.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]

Berra invita esplicitamente i lettori a visitare la mostra per avere un “approfondimento conoscitivo e sensoriale” rispetto a quanto raccontato nell’articolo, precisando che il consiglio è “di parte”, essendo lui il curatore.[laprovinciadicomo]

ARTE · Mostre

J. M. WILLIAM TURNER (1775-1851): mostra l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano, Como, giugno-luglio 2026

La mostra “Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano”si tiene a Como dal 29 maggio al 27 settembre 2026, offrendo un’occasione unica per ammirare i capolavori del celebre maestro del Romanticismo inglese proveniente interamente dalle collezioni della Tate di Londra. [1, 2, 3]

Joseph Mallord William Turner è vissuto in tra il 1775 e il 1851

Sedi della Mostra e Opere Esposte

Il progetto espositivo, curato da Elizabeth Brooke, è suddiviso in due storiche location cittadine per un totale di 11 capolavori storici che analizzano il profondo impatto del paesaggio italiano sullo stile dell’artista: [1, 2, 3, 4, 5]

  • Palazzo del Broletto: ospita 7 preziosi acquerelli incentrati sul Lago di Como e la città. Tra questi spicca lo storico schizzo “Lago di Como da Menaggio, guardando verso Bellagio” del 1819, che cattura la magica atmosfera e la luce del territorio lariano.
  • Pinacoteca Civica (Palazzo Volpi): custodisce 4 celebri dipinti a olio, incentrati su temi classici e letterari legati all’Italia (come il celebre The Golden Bough), che mostrano la trasformazione del paesaggio in una visione interiore e poetica.

Evento Contemporaneo Connesso

Il biglietto d’ingresso (“Tate Pass”) include anche l’accesso alla mostra contemporanea “Feeling Colour” presso la ex chiesa di San Pietro in Atrio. Questa sezione ospita le installazioni degli artisti britannici contemporanei Jim Lambie e David Batchelor, creando un suggestivo dialogo intergenerazionale sul tema del colore e della luce a due secoli di distanza da Turner. [6, 7, 8, 9, 10]

Informazioni Utili per la Visita

  • Orari di apertura: da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:30). Chiuso il lunedì.
  • Prezzi dei Biglietti: il Tate Pass Intero costa 12,00 €, mentre il Tate Pass Ridotto (riservato a over 65, studenti universitari, residenti a Como e convenzioni) costa 8,00 €. L’ingresso è incluso anche per i possessori di Abbonamento Musei Lombardia. [2, 11]

[1] https://www.clp1968.it

[2] https://abbonamentomusei.it

[3] https://arte.sky.it

[4] https://www.ilgiornaledellarte.com

[5] https://abbonamentomusei.it

[6] https://abbonamentomusei.it

[7] https://www.facebook.com

[8] https://www.rainews.it

[9] https://www.finestresullarte.info

[10] https://www.facebook.com

[11] https://www.arte.it

FOTOGRAFIE · Moltrasio · Mostre

MOSTRA FOTOGRAFICA, L’arte come preghiera, di Carlo Pozzoni, a cura di Luigi Cavadini, inaugurazione: venerdì 3 luglio 2026, ore 18.00, Chiesa Romanica di Sant’Agata, Moltrasio

MOSTRA FOTOGRAFICA, L’arte come preghiera, di Carlo Pozzoni, a cura di Luigi Cavadini, inaugurazione: venerdì 3 luglio 2026, ore 18.00, Chiesa Romanica di Sant’Agata, Moltrasio
inaugurazione: venerdì 3 luglio, ore 18.00
Chiesa Romanica di Sant’Agata, Moltrasio
l’esposizione continuerà fino a domenica 26 luglio con
apertura sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18
per informazioni
carlo@carlopozzoni.it
 
“Nella penombra della Basilica di San Fedele Carlo Pozzoni insegue la luce che dalle poche aperture o dalle luci soffuse si avventura alla ricerca di figure da rivelare. Il silenzio che tutto avvolge rende l’ambiente propizio. Alla riflessione, all’osservazione, alla meditazione, alla preghiera. I raggi di luce si muovono lentamente seguendo il trascorrere del tempo. Qua e là lambiscono un affresco, percorrono le architetture, creano interessanti effetti accarezzando i muri di pietra e le pareti intonacate, generano suggestivi contrappunti tra le ombre impalpabili e le figure dipinte dei Santi. E spesso sollecitano il visitatore – il devoto, ma anche il turista – a levare lo sguardo verso l’alto.”dalla presentazione di Luigi Cavadini
Questa serie di fotografie qui esposte prosegue un lavoro artistico iniziato negli scorsi anni e culminato nel volume fotografico Cattedrale di luce, dedicato al Duomo di Como. Anche in questo caso, le fotografie sono state scattate in un luogo di culto, la Basilica di S. Fedele. E anche a questo luogo non ho potuto che avvicinarmi con lo sguardo del fotoreporter, attività che ha caratterizzato la gran parte della mia carriera professionale e che ha inevitabilmente definito il mio approccio alla fotografia. Gran parte del lavoro del fotoreporter si basa sulla capacità di osservazione per riuscire a immortalare un istante particolarmente significativo nel momento stesso in cui questo colpisce lo sguardo. Carlo Pozzoni
de Benzi 17 - Torno · Mostre

Associazione Via De Benzi, Torno: eventi del giugno 2026

Berra Pietro · CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · Mostre

Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque. La mostra si terrà al Museo del Paesaggio del Lago di Como, Tremezzina (CO), dal 23 maggio al 1° novembre 2026. Inaugurazione sabato 23 maggio ore 11

Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque. La mostra si terrà al Museo del Paesaggio del Lago di Como, Tremezzina (CO), dal 23 maggio al 1° novembre 2026. Inaugurazione sabato 23 maggio ore 11

La mostra

Alcuni anniversari che cadono nel 2026 – i bicentenari dell’inizio delle corse dei battelli sul Lago di Como e della fine di quelle del Corriere di Lindau, il 150° della linea ferroviaria che collega Como alla Svizzera e all’Europa – offrono lo spunto per la mostra Viaggi d’autore sul Lago di Como, che accompagnerà la stagione turistica al Museo del Paesaggio del Lago di Como, promossa dal Comune di Tremezzina in collaborazione con l’associazione Sentiero dei Sogni, come la fortunata esposizione dello scorso anno dedicata a 100 anni di film sul Lago di Como.Questa volta l’attenzione è focalizzata su Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque, perché il Lago di Como tra la seconda metà del XVIII secolo e i primi anni del XX ha vissuto un’epoca d’oro del turismo, che ha preceduto quello di massa. In un secolo e mezzo ha visto misurarsi con la bellezza dei luoghi intellettuali di ogni provenienza e ha tenuto a battesimo l’invenzione della fotografia.

I contenuti: pannelli, stampe, dipinti, libri e fotografie

Il percorso espositivo si articola su cinque sale, al piano terra del museo. Nove pannelli infografici e una quarantina di opere (acquerelli, stampe, manifesti pubblicitari e fotocromie) portano il visitatore a scoprire i personaggi che hanno intrapreso viaggi formativi e creativi sul Lago di Como (da Angelika Kauffmann a Stendhal, da Percy e Mary Shelley a William Turner, da Marianne Colston a Fanny Mendelssohn, da Franz Liszt e Marie d’Agoult a George Sand, da Hermann Hesse a Franz Kafka) o che hanno scelto le sue sponde per abitarvi (Carolina di Brunswick, Giuditta Pasta e Maria Taglioni).

Contemporaneamente l’esposizione mette in rilievo l’evoluzione tecnica nella rappresentazione del paesaggio lariano: dai primi maestri inglesi dell’acquerello fino alla fotografia, di cui l’inventore William Fox Talbot ebbe la prima intuizione sul Lago di Como nel 1833, passando per i “Viaggi pittoreschi” composti di stampe e descrizioni.

Altrettanto importante, e descritto nel percorso espositivo, è lo sviluppo del sistema delle strade (quelle dello Spluga e dello Stelvio aperte nel 1823 e 1825), dell’accoglienza (i primi hotel, dall’Albergo dell’Angelo a Como che ospitò Stendhal e Turner, al Genazzini-Metropole di Bellagio dove soggiornò Mark Twain, all’Albergo Grande della Cadenabbia, dove visse e scrisse per due mesi Mary Shelley) e dei mezzi di trasporto (nel 1826 cominciano le corse dei battelli e finiscono quelle del Corriere di Lindau, nei decenni successivi arriveranno i treni, le funicolari e i tram).

Arricchiscono e completano il percorso espositivo una sessantina di fotografie scattate sul Lario nella seconda metà del XIX secolo da pionieri e pioniere della tecnica inventata da William Fox Talbot, alcuni oggetti (modellini ferroviari e uno stereoscopio con cui si potranno visionare fotografie stereoscopiche scattate da Tito Ricordi a Griante) e varie edizioni storiche di libri di viaggio sul Lago di Como. Nella sala conferenze, baricentrica rispetto al percorso espositivo e che ospiterà alcuni eventi collaterali, verrà proiettato un video che presenta le tavole relative al Lago di Como dei “Viaggi pittoreschi” dei coniugi tedeschi Federico e Carolina Lose (anni 1815 e seguenti), dell’architetto e disegnatore inglese James Hakewill (1816-1817) e dello svizzero Johann Jakob Wetzel (1822).

Il coordinamento Ville e Musei del Lago di Como

La mostra è inserita nel palinsesto primaverile del coordinamento Ville e Musei del Lago di Como “Il viaggio. Percorsi intorno al lago, tra paesaggio e ispirazione” che comprende diversi eventi dal 15 al 24 maggio tra arte, natura e storia. In questa occasione il coordinamento Ville e Musei del Lago di Como presenta non più un unico fine settimana, ma un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio che si estende per dieci giorni lungo le due sponde del lago. Una scelta progettuale precisa, pensata per offrire al pubblico la possibilità di muoversi con maggiore libertà tra i diversi luoghi, nonché un invito a esplorare il territorio in modo graduale, attraversando paesaggi, storie e istituzioni culturali diverse, e vivendo il Lago di Como come un itinerario da scoprire tappa dopo tappa.

Note del sindaco e del curatore

Il sindaco Mauro Guerra sottolinea che «la mostra dedicata al tema del Viaggio d’autore racconta la vocazione turistica del nostro territorio attraverso lo sguardo e le testimonianze di artisti, letterati e fotografi che hanno visitato il lago nel corso dell’Ottocento e all’inizio del Novecento. Proprio in quel periodo si sviluppò l’industria turistica grazie alle nuove vie di comunicazione e ai nuovi mezzi di trasporto come i battelli della navigazione. Sull’onda di quella fortunata stagione il Lago di Como è divenuto una meta frequentata dal pubblico internazionale e ancora oggi come in passato i viaggiatori possono apprezzarne la bellezza e la varietà del paesaggio. L’esposizione promossa dal Comune di Tremezzina è stata realizzata grazie alla disponibilità di istituzioni pubbliche e collezionisti privati che hanno concesso in prestito i materiali».

La mostraè curata da Pietro Berra, giornalista e presidente dell’associazione Sentiero dei Sogni, nonché autori di diversi libri sul Lago di Como nell’arte e nella letteratura. «Questa mostra, come quella dello scorso anno dedicata a cento anni di cinema girato sul Lario» osserva Pietro Berra «punta non soltanto a incuriosire e appassionare i visitatori mettendo in fila scorci paesaggistici incantevoli e storie importanti di illustri viaggiatori, ma vuole contribuire a rafforzare la percezione del Lago di Como come luogo d’arte e di cultura dove, non a caso, William Turner ha dipinto il suo primo acquerello con la luce del Bel Paese, Mary Shelley ha riscritto “Frankenstein” e William Fox Talbot ha inventato il metodo fotografico negativo/positivo».

La sinergia con la mostra su William Turner del Comune di Como

Il Comune di Tremezzina e il Comune di Como, in sinergia l’associazione Sentiero dei Sogni, hanno deciso di sperimentare una collaborazione tra questa mostra e quella prevista dal 29 maggio al 27 settembre 2026 alla Pinacoteca Civica e al Palazzo del Broletto di Como: “Turner. L’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano”. Il grande artista romantico inglese è uno dei protagonisti su cui viene focalizzata l’attenzione nel percorso espositivo al Museo del Paesaggio e si ritiene importante stimolare i cittadini e i turisti a visitare entrambe le esposizioni compiendo lo stesso viaggio di Turner: da una testimonianza di William Lake Price, riportata in mostra, sappiamo che il pittore britannico disegnò oltre venti schizzi dei paesaggi lariani in un viaggio sul piroscafo a vapore dalla città al Centro Lago. Inoltre, il Comune di Como ha prestato alcune opere a quello di Tremezzina per la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como”: un progetto della funicolare Como-Brunate del 1890-91, diverso da quello poi realizzato, foto storiche dei battelli e della stessa funicolare provenienti dal Fondo Brunner e alcuni libri di viaggio ottocenteschi.

INFO UTILI

Luogo

Museo del Paesaggio del Lago di Como

via Statale 4835

Tremezzina (CO)

Orari

Dal 23 maggio al 1° novembre 2026

da giovedì a domenica, ore 10-12 e 14-18

Biglietti

La visita la mostra è inclusa nel biglietto di ingresso al Museo del Paesaggio: intero euro 5, ridotto euro 4

ARTE · de Benzi 17 - Torno

Sabato 9 maggio alle ore 18.00 nei locali di Via de Benzi 17, a Torno, si inaugura la mostra delle opere di Pietro Turati

Sabato 9 maggio alle ore 18.00 nei locali di Via de Benzi 17 si inaugura la mostra delle opere di Pietro Turati: un giovane artista che ha ricevuto diversi prestigiosi riconoscimenti e sviluppa un’originale ricerca entro una costante tensione tra visibile e invisibile, presenza e
sottrazione. Le sue opere, pittoriche e cartografiche, si fondano su una progressiva dissoluzione della figura: volti negati, corpi decentrati, presenze sottili o appena accennate.

CONVEGNI, incontri, dibattiti, festival · ElleciStudio-Paola Carlotti · Mostre

ULTIMI GIORNI – FINO A DOMENICA 3 MAGGIO 2026 – PER VISITARE LA MOSTRA DI BRUNO BORDOLI, DOVE L’ARTE DIVENTA DONO: TRE OPERE PER LA CITTÀ

ULTIMI GIORNI – FINO A DOMENICA 3 MAGGIO – PER VISITARE LA MOSTRA DI BRUNO BORDOLI, DOVE L’ARTE DIVENTA DONO: TRE OPERE PER LA CITTÀ

IMMAGINI https://drive.google.com/drive/folders/1z9qqYMJL5WQQT4wK7mtkKm1K4TeEigtl?usp=drive_link

Mostra in Campo quadro e progetto didattico

con il Liceo Artistico Giuseppe Terragni del Centro Studi Casnati

Domenica 3 maggio 2026 chiude la mostra “Bruno Bordoli. Dove l’arte diventa dono: tre opere per la città”, in Pinacoteca Civica di Como.

L’esposizione presenta tre lavori donati dall’artista al Comune di Como nel 2025 – Cielo stellato (1990), Just now (2000, polittico in cinque parti) e La morte tra la gente (2020) – oggi parte delle collezioni civiche. Le opere attraversano oltre trent’anni di ricerca: dal paesaggio lacustre trasfigurato in chiave onirica di Cielo stellato, alla costruzione modulare e simbolica di Just now, fino alla forte tensione emotiva e al senso di fragilità evocati in La morte tra la gente, realizzata durante la pandemia.

La mostra mette in dialogo i tre lavori evidenziandone la dimensione visionaria e simbolica, tra tensione espressiva e riflessione sulla condizione umana.

Nato a Porlezza nel 1943, Bordoli è un artista autodidatta attivo dagli anni Sessanta, autore di una produzione vasta che supera le diecimila opere. La sua pittura, di matrice espressionista, si distingue per un linguaggio colto e intenso, capace di intrecciare realtà e dimensione interiore attraverso riferimenti al mito, al sacro e alla cultura letteraria.

Il progetto espositivo si affianca a un’attività didattica realizzata con il Liceo Artistico “Giuseppe Terragni” del Centro Studi Casnati.

La mostra è visitabile con il normale biglietto d’ingresso della Pinacoteca oppure con la CoMmUnity card, la tessera annuale che consente l’accesso a tutte le mostre temporanee e alle collezioni permanenti della Pinacoteca civica.

La card consente l’accesso illimitato alla Pinacoteca civica, al Tempio Voltiano e alla Cattedrale di Como durante gli orari di apertura ed è valida per 365 giorni dalla data di emissione. È disponibile presso le biglietterie museali, l’Infopoint del Broletto e online su https://museicomo.vivaticket.it/

Info mostra

Sede | Pinacoteca Civica di Como – via Diaz 84

Durata fino al 3 maggio 2026

Orari | da martedì a domenica ore 10.00 -18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)

Mostra compresa nel biglietto d’ingresso della Pinacoteca

Biglietti acquistabili su https://museicomo.vivaticket.it/

Info pubblico Tel. +39 031 269869 – pinacoteca@comune.como.it

www.comune.como.it > vivere il comune > luoghi

Facebook e instagram @musei civici como

Ufficio stampa

Ellecistudio

Paola Carlotti 3357059871

Chiara Lupano 3357835403

ARTE · Mostre

INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA InnerSelf. L’auto rappresentazione di sé di Francesca Meloni, a cura di Roberto Mutti . Inaugurazione venerdì 10 aprile ore 17.30 The Art Company Como, Via Borgovico 163, Como (cortile interno)

INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA InnerSelf. L’auto rappresentazione di sé di Francesca Meloni, a cura di Roberto Mutti . Inaugurazione venerdì 10 aprile ore 17.30 The Art Company Como, Via Borgovico 163, Como (cortile interno)

l’esposizione continuerà fino al 30 aprile con i seguenti orari:
lunedì – venerdì ore 15.00/18.30
sabato solo su appuntamento per informazioni
info@theartcompanycomo.it

 Il progetto fotografico “InnerSelf”, di cui sarà costituita la mostra “Alla ricerca
dell’Io”, esplora visivamente l’Identità umana e la percezione di sé stessi.

L’utilizzo di dispositivi quali specchi, cornici o oggetti che separano e confondono i piani, permette di dare forma alla rappresentazione del molteplice che ci abita.
Sperimentando, infatti, punti prospettici differenti, il corpo rappresentato, si aliena da sé stesso e dalla sua rappresentazione usuale. Il fotografo, al contempo, diviene sia soggetto che oggetto, “doppio e multiplo”
della sua fotografia e l’Identità rivela la sua natura frammenta, indefinita e ambivalente, mostrando un lato nascosto e misterioso, che prende vita dallo sguardo dell’autore.
Nel processo di auto-rappresentazione si fa strada anche il “Perturbante”, ovvero il sentimento di “familiare ed estraneo” con cui è percepita l’immagine del corpo e che è interpretato, nelle opere proposte, attraverso la scomposizione della figura. Il percorso insiste anche sull’atto del vedere in quanto, è proprio attraverso lo sguardo dell’Altro – come accade da bambini con gli occhi della madre- che la nostra identità si costruisce per poi infrangersi, in una tensione costante fra riconoscimento e disconoscimento dell’ Io.
Quest’ ultimo appare illusoriamente unico ma, nei fatti, è la somma di tutti gli specchi, reali o introiettati, che ci riflettono, rendendoci talvolta estranei a noi stessi. 
La scelta stilistica di usare il bianco e nero infine, non intende solo creare una unità estetica, ma anche enfatizzare forme e texture, intensificando l’impatto emotivo e creando un’atmosfera atemporale. Allo spettatore è permesso, in questo modo, di concentrarsi sull’essenza del soggetto e riflettere sulla natura sfuggente del Sé.
www.theartcompanycomo.it