Pettirosso

lescritteriate

Trillo armonioso

nel rarefatto silenzio

dove sprofondo.

Agenda dei pensieri, dono di Anna e Carla, 2022

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MERZARIO Giuseppe, a cura di Innocente Sormani, I Maestri Comacini. Breve storia artistica di mille anni, Manzoni editore, 2021. Indice del libro

il PETTIROSSO. Dipinto a mano donato a L. da C. e A. il 6 gen 22

Giovedì 9 dicembre 2021 ore 15.30, presso la Biblioteca comunale Paolo Borsellino (Como, piazzetta Venosto Lucati 1) Gerardo Monizza condurrà l’incontro “Tavole per una Commedia”. Giuliano Collina, artista conosciuto a livello internazionale, presenterà in anteprima le sue 112 tavole

[Tavole per una Commedia / La Commedia raccontata con le immagini di Giuliano Collina]

Como, 9 dicembre: incontro in Biblioteca
[Tavole per una Commedia / La Commedia raccontata con le immagini di Giuliano Collina]

Giovedì 9 dicembre ore 15.30, presso la Biblioteca comunale Paolo Borsellino (Como, piazzetta Venosto Lucati 1) Gerardo Monizza condurrà l’incontro “Tavole per una Commedia”. Giuliano Collina, artista conosciuto a livello internazionale, presenterà in anteprima le sue 112 tavole, realizzate (con varie tecniche pittoriche) per La Divina Commedia illustrata, in corso di pubblicazione per NodoLibri. Parteciperà al dialogo anche il professor Paolo Filippo Galli, che ha curato la nota introduttiva all’opera.

Giuliano Collina ha saputo narrare i cento canti della Commedia partendo da personaggi, luoghi, percorsi – che Dante Alighieri incontra e segue nel suo viaggio – con attimi di movimento e invenzioni di colori. Sono impressioni che l’Artista ha ottenuto a partire dalla lettura del poema, ricavandone immagini originali che hanno assorbito e fatto propria l’esperienza del Protagonista nel viaggio attraverso un mondo immaginario, irreale, magari antico eppure capace di dare – ai lettori del terzo millennio – nuove ed emozionanti suggestioni.

L’evento, a cura di Università Popolare di Como, si svolge in collaborazione con gli Assessorati Cultura, Partecipazione, Politiche sociali del Comune di Como. Per l’accesso alla sala sarà richiesta Certificazione verde COVID-19.
La partecipazione avviene attraverso prenotazione: [https://www.eventbrite.it/e/biglietti-dante-tavole-per-la-commedia-con-giuliano-collina-e-gerardo-monizza-192402620417].

Francois Cheng, La bellezza del tramonto – lettura di Domenico Pelini

Doriam Battaglia presenta la mostra LIBERO ARBITRIO, TEATRO SOCIALE , COMO, dal 17 al 28 Novembre 2021

vai alla scheda su questa mostra

LIBERO ARBITRIO, 14 artisti alla Mostra curata da Luigi Cavadini: Doriam Battaglia, Fabrizio Bellanca, Roberto Bondi, Elena Borghi, Patrizia Cassina, Adriano Caverzasio, Giuliano Collina, Alberto Colombo, Valerio Gaeti, Marzia Mauri, Fabrizio Musa, Carlo Pozzoni, Walter Trecchi, Marco Vido, al TEATRO SOCIALE , COMO, dal 17 al 28 Novembre 2021

l’impronta di ELI RIVA nelle vie di Como. Articolo di Stefania Briccola, in La Provincia/Stendhal, 15 nov 21

letto in edizione cartacea

cerca in: https://www.laprovinciadicomo.it/

Fisionomie Lariane, a cura della Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como

architetture , paesaggi, archivio fotografico …

VAI A:

Fisionomie Lariane

Fisionomie Lariane è una ricerca sul territorio della Provincia di Como un inventario di architetture e paesaggi, un archivio fotografico d’autore, una collezione di disegni, una collana di itinerari, un’esposizione permanente, una piattaforma web.

Fisionomie Lariane rappresenta un inventario di casi-chiave e vuole essere uno strumento per architetti, cittadini e turisti interessati a conoscere, tramite questi luoghi, la realtà del territorio lariano. Attraverso una selezione di architetture esemplari, paesaggi naturali e artificiali si vogliono definire percorsi fisici quanto ideali che leghino luoghi noti a quelli dimenticati, identitari a quelli più anonimi.

Fisionomie Lariane non pretende di avere un carattere esaustivo, bensì esemplificativo del potenziale di questo territorio nella sua condizione attuale; in questo senso il gruppo di ricerca si è avvalso del contributo di esperti di filosofia, urbanistica, storia dell’architettura.

Fisionomie Lariane interpreta il territorio come un insieme di segni, naturali o creati dall’uomo, che consentono di riconoscere un luogo. Per questa lettura si avvale di quattro categorie – Acque, Tracce, Insediamenti, Attività – dando vita a quattro distinti punti di vista che, sotto il profilo dei contenuti e sotto quello editoriale, possono essere fruiti con una certa autonomia o integrarsi a svelare la complessa stratificazione del territorio lariano, dal paesaggio alle infrastrutture, dalle forme dell’abitare alle architetture che in esso sono nate.

Fisionomie Lariane ha trattato ogni categoria con linguaggi e tecniche di rappresentazione differenti, riconoscendo il disegno come strumento di lettura del territorio e ha generato un archivio fotografico della Provincia di Como che si fonda sugli sguardi soggettivi ed unici di ogni singolo fotografo professionista coinvolto nella ricerca.

Fisionomie Lariane è una ricerca aperta per sviluppare nuovi sguardi trasversali sul territorio.
Fisionomie Lariane è un progetto ideato e curato dalla Commissione Cultura dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Como.

Peter Birmann (1807), Nesso

scheda su Peter Birmann: https://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Birmann

Il Museo della Seta ospita la mostra dei ragazzi del Setificio “Un anno in maschera”, Como, 2021

Venerdì 13 agosto 2021 alle 15.00 viene inaugurata la mostra fotografica Un anno in maschera, a cura degli studenti della scuola di Setificio Isis Paolo Carcano in collaborazione con il fotografo comasco Gin Angri.

 
Un anno in maschera è la mostra conclusiva di un progetto molto più ampio e articolato:

Dal mese di febbraio al mese di maggio 2021 alcuni studenti delle classi quinte (5^G2 e 5^G3) dell’indirizzo Grafica e Comunicazione dell’Istituto di Istruzione Superiore di Setificio Paolo Carcano hanno preso parte ad un progetto di fotografia in collaborazione con il fotografo comasco Gin Angri. L’obiettivo principale del progetto è stato quello di rappresentare la scuola nel periodo di pandemia globale causata dal Covid-19.
Il progetto si è sviluppato in più incontri, teorici e pratici, culminati con sessioni di scatto all’edificio scolastico completamente “deserto” durante il periodo di zona rossa e a seguire fotografie della medesima location con metà degli studenti presenti, durante il periodo di zona arancione. In ultimo, è stata effettuata una accurata selezione delle foto da esporre in mostra, rendendo in scala di grigi quelle prescelte, il classico bianco e nero, tanto amato da Gin Angri.
Perché Un anno in maschera approda al Museo della Seta di Como? Il Museo della Seta ha sede in quelli che originariamente erano i locali dismessi e seminterrati dell’Istituto Tecnico Industriale di Setificio, scuola superiore di alta fama che da oltre 150 anni istruisce e forma degli eccellenti addetti al settore tessile. Il legame tra Scuola e Museo, nati dal ventre del medesimo edificio, si mantiene ancora oggi forte e di assoluta reciprocità: quasi fisicamente, le radici culturali della ricerca e del futuro affondano nella storia che il Museo racconta.
 
In cosa consiste la mostra “Un anno in maschera”? Settanta fotografie in bianco e nero scattate dai ragazzi della Scuola di Setificio coordinati dal fotoreporter comasco Gin Angri, accompagnate da allestimenti a cura del Museo della Seta di Como che cercano di alleggerire con ironia e spirito un periodo che leggero, soprattutto per gli adolescenti, non è stato per nulla.
 
La mostra è oggi in Museo grazie al sostegno di Fondazione Setificio ed Associazione Ex Allievi del Setificio.

va a queste schede informative:

https://www.museosetacomo.com/dettaglio.php?lang_id=1&ev_id=1081

https://www.corrieredicomo.it/con-i-giovani-la-pandemia-diventa-una-mostra/

Sotto il ponte, Rigenerazione in divenire di un quartiere di Como, Mostra con 60 immagini di Gin Angri, aperta fino al 30 settembre 2021

Gin Angri ha scattato e mette in mostra una serie di 60 immagini (esposte stampate in bianco e nero su pannelli 50×70 centimetri) che interpretano, con occhio critico e con un punto di vista speciale, la Tintostamperia Val Mulini e le aree limitrofe nelle sue dinamiche di sviluppo recenti.24 lug 2021

vai a questa scheda informativa

https://ecoinformazioni.com/2021/07/26/27-luglio-sotto-il-ponte-con-gin-angri/

Grand Tour Lake Como é il nuovo marchio che nasce dal Lago di Como all’insegna della bellezza … Via Roma, 47 – 22020 NESSO – COMO – ITALY

Grand Tour Lake Como é il nuovo marchio che nasce dal Lago di Como all’insegna della bellezza e dell’eccellenza. È un viaggio che parte dalle meraviglie del nostro Lago e che, come nel passato, corre alla scoperta di che cosa rappresenta l’emozione del conoscere: le opere dell’uomo, le meraviglie della natura; forse un’architettura, magari un paesaggio, certamente un’unica emozione. Con una raffinatezza del disegno e una cura del dettaglio che vi faranno viaggiare nei luoghi più belli del nostro paese cogliendone gli scorci più suggestivi.

About – Grand Tour Lake Como
Grand Tour Lake Como

Via Roma, 47 – 22020 NESSO
COMO – ITALY

vai a

About – Grand Tour Lake Como

alla scoperta del museo civico di Como – video in PILLOLE DI ARCHEOLOGIA, CiaoComo

Pillole di archeologia, alla scoperta del museo civico di Como

Pillole di archeologia, alla scoperta del museo civico di Como – CiaoComo

Pillole di archeologia – VIDEO IN CiaoComo

vai a

Video di Pillole di archeologia – CiaoComo

Università popolare Como Auser, video in pagina Youtube

vai a:

https://www.youtube.com/channel/UCur9zUEnitT7z6JI-o5rb9g

Un ritratto di EMANUELE SEVERINO, di Lucia Pessoiana, 16 gennaio 2021

Berra Pietro, COMO UN QUADRO. Viaggio tra Lario e Brianza sulle orme dei grandi artisti, con interventi di Alberto Longatti e Clemente Tajana, New Press edizioni, 2020

Novecento, Sul Lago di Como. Pittura tra acque e monti, a cura di Maria Angela Previtera, stampato da Nexo, Milano, 2013

Lun­go il La­rio, per im­ma­gi­ni, progetto curato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Como

Un progetto curato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Como percorre i territori del Lario individuandovi punti rilevanti e raccontandoli attraverso testi, disegni e soprattutto sequenze fotografiche. I materiali di «Fisionomie lariane» sono poi presentati in un libro, un sito, una mostra formato cartolina e una serie di visite guidate

vai a: https://www.espazium.ch/it/attualita/lungo-il-lario-immagini

Mario Radice e la Fontana di Camerlata

FISIONOMIE LARIANE – PERCORSI DI CONOSCENZA NEL TERRITORIO – ORDINE DEGLI ARCHITETI DI COMO, giugno 2020

FISIONOMIE LARIANE

– PERCORSI DI CONOSCENZA NEL TERRITORIO –

Uno strumento multimediale e innovativo di divulgazione culturale dell’architettura e di conoscenza del territorio.

 

Como, 12 giugno 2020 – E’ stato presentato questa mattina Fisionomie Lariane, percorsi di conoscenza nel territorio, un articolato progetto di ricerca in fieri e non convenzionale con lo scopo di indagare le tracce significative, naturali ed artificiali di luoghi di pregio del territorio lariano, noto per i suoi celebri valori ambientali, ma anche per una vasta ricchezza di elementi architettonici ed infrastrutturali del XX secolo.

 

Ideato e sostenuto dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Como, ha avuto tra gli altri il recente contributo del Comune di Como e ha visto negli anni la collaborazione di fotografi, di esperti di filosofia, urbanistica e storia dell’architettura, enti e associazioni di alta rilevanza culturale.

“A tutti loro – sostiene Michele Pierpaoli, Presidente dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della provincia di Como – va il nostro ringraziamento per la costruzione di questi itinerari che vengono messi a disposizione di cittadini studiosi e visitatori del nostro territorio: dalla Pietra Pendula di Monte Piatto, alle costruzioni romaniche, alle colte ville neoclassiche fino ai noti capolavori dell’architettura del Moderno”.

“Fisionomie lariane costituisce un’azione estremamente positiva realizzata anche grazie al bando multimisura. I contenuti diventano uno spunto e un invito sia per cittadini che per i visitatori per visitare diversi luoghi sul territorio – sostiene Carola Gentilini, Assessore alla Cultura, Turismo e Grandi Eventi del Comune di Como – L’amministrazione potrà continuare a sostenere l’iniziativa in diversi modi, anche aiutando a far conoscere e cogliere la ricerca fatta, che può essere guardata anche come una guida di qualità alla città, anche a chi non è del settore”.

Fisionomie Lariane è quindi uno strumento per i cittadini, per gli architetti, per i turisti interessati a conoscere e a valorizzare le bellezze del territorio comasco. Una nuova e diversa modalità di condivisione di intenti nella divulgazione culturale dell’architettura e del territorio in un’ottica di inclusione di un pubblico ampio.

L’articolato progetto di ricerca è nato con lo studio e l’identificazione di 50 soggetti e/o luoghi architettonici significativi del territorio (chiamati anche “casi studio”) suddivisi in quattro grandi categorie principali: Acque, Tracce, Insediamenti, Attività. A questi primi soggetti, con il prosieguo dello sviluppo della mappatura, se ne sono aggiunti altri 50. Per questi 100 elementi identificativi del territorio sono stati identificati quattro distinti punti di vista capaci di svelare la complessa stratificazione del territorio lariano, dal paesaggio alle infrastrutture, dalle forme dell’abitare alle architetture che in esso sono nate.

La ricerca ha dato forma e vita a quattro progetti, distinti ma strettamente correlati tra loro: il primo riguarda le pubblicazioni la prima edita da NodoLibri nel 2015 e di recente uscita il volume “Acque, Tracce, Insediamenti, Attività-Fisionomie Lariane”, un magnifico volume che esprime il percorso attraverso le quattro categorie che hanno orientato la ricerca e che illustrano una selezione di architetture esemplari, paesaggi naturali e artificiali, definendo percorsi fisici quanto ideali che legano luoghi noti a quelli dimenticati.

Il secondo è un’esposizione fotografica permanente in formato cartolina, oggi ospitata nella sede dell’Ordine degli Architetti di Como, che offre un’attenta panoramica del territorio grazie alla collaborazione di fotografi professionisti.

Il terzo riguarda la realizzazione di visite guidate intese come veri e propri percorsi di conoscenza del territorio lariano: dai noti capolavori dell’Architettura del Moderno di Giuseppe Terragni ai casi significativi più recenti e contemporanei come l’Ex Centro IBM di Morassutti Associati o la Club House di Vico Magistretti, alle solide ed eleganti costruzioni romaniche alle colte Ville Neoclassiche. Le visite sono state realizzate con la preziosa collaborazione di specialisti del settore come: Fulvio Irace, Giulio Barazzetta, Gabriele Neri, Clemente Tajana, ed enti e associazioni culturali quali l’Archivio Cesare Cattaneo e l’Associazione Sentiero dei Sogni.

In ultimo, la piattaforma web www.fisionomielariane.it nella quale confluiscono e diventano fruibili al grande pubblico gli esiti recenti delle ricerche. Qui, on line, oltre alla suddivisione – base di Acque, Tracce, Insediamenti, Attività, si è aggiunto tra i vari filtri a disposizione anche la ricerca per “Autore”: è quindi possibile cercare percorsi personalizzati di itinerari architettonici legati al nome dei Maestri che hanno lasciato un segno. Il sito ha quindi la finalità di essere il riferimento (in continua evoluzione) per la conoscenza del territorio di Como e Provincia valorizzandone le bellezze e stimolando la crescita di turismo attento ai valori architettonici. La mappa interattiva presente nel sito è il risultato di una collaborazione con l’Accademia Aldo Galli che, attraverso gruppo selezionato di studenti ha elaborato delle rappresentazioni grafiche del territorio integrando il materiale di ricerca con gli elementi naturali ed antropici del territorio.

Stefano Larotonda – consigliere dell’Ordine degli Architetti e curatore del progetto – racconta la genesi: “Fisionomie Lariane è un progetto di ricerca nato in concomitanza con Expo Milano 2015 con l’obiettivo di raccontare il territorio comasco allo stato attuale ai numerosi visitatori che sono arrivati nella nostra provincia. L’intento è quello di provare a costruire il ritratto di un territorio attraverso la selezione dei suoi tratti più caratteristici andando oltre l’immagine storica e tradizionale che si conosce di Como di “capitale del lago”, “centro del razionalismo”, “città di confine” o “città della seta”, che l’hanno fatta conoscere nel mondo, indagando l’identità e il carattere della città e provincia comasca ad oggi, anche attraverso lo studio e la valorizzazione del patrimonio dell’architettura del moderno e del contemporaneo.

Niccolò Nessi – che affianca Larotonda sin dall’inizio – prosegue: “Negli anni successivi il lavoro è stato ulteriormente approfondito e potenziato attraverso nuovi strumenti come l’esposizione permanente delle cartoline presso il Novocomum, che negli ultimi mesi ha attivato un’iniziativa di raccolta di riflessioni e pensieri sul periodo “sospeso” i cui contributi sono raccolti sul profilo Facebook dell’Ordine degli Architetti di Como. Il bando Multimisura è stata anche l’occasione per sviluppare un nuovo sito web ed organizzare ulteriori visite guidate”.

Per entrambi, in rappresentanza e come “voce” dell’Ordine degli Architetti PPC comaschi è forte la necessità di rendere accessibile e fruibile le eccellenze del patrimonio paesaggistico e architettonico locale, dove l’istituzione e la “sua casa”, l’importante architettura razionalista del Novocomum, diventi il punto di riferimento fisico e non solo ideale per un pubblico non solo specializzato ma ad un’audience più ampia interessata al nostro territorio.

Fisionomie Lariane è una ricerca aperta per sviluppare nuovi sguardi trasversali sul territorio, uno sguardo concreto di recupero delle origini e che scruta verso il futuro.

 

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CULTURA COMASCA: L’ ARCHIVIO GIANNI ed ENRICO MANTERO, articolo di Davide Fent, 4 mag 2020

 

L’identità storica e politica dell’Italia è fondata su due elementi base: la baruffa e la rimozione. La baruffa, perché la faziosità, il fare la guerra o le pernacchie (o meglio: la guerra e le pernacchie insieme) al vicino è una costante italiana che troviamo praticamente ovunque e da sempre. La rimozione perché, con altrettale regolarità, ogni nuova stagione politica è stata costruita sulla damnatio memoriae di quella precedente.

Ecco in un periodo virtuoso per la cultura comasca, non elenco iniziative per non omettere qualcuno rimane un po’ di amaro in bocca nel constatare che un importante Archivio di documenti e molto altro non ha trovato ancora una “degna dimora”, è l’archivio Mantero.

I primi progetti pubblicati ed esposti al pubblico risalgono alla mostra “Mantero. Cento anni di architettura”, omaggio a Gianni ed Enrico Mantero che si tenne nel 2011 presso la città di Como e alcune zone circostanti (Albate, Rebbio, Lipomo e Olgiate Comasco), curata dall’architetto Davide Mantero, coproprietario dell’archivio di famiglia, e Jessica Anaïs Savoia, presidente dell’Associazione Culturale Erodoto (ente organizzatore) e attuale responsabile dell’archivio per conto della famiglia.

Fu anche la prima mostra dedicata alle figure di Gianni ed Enrico Mantero, padre e figlio, entrambi dediti al servizio del cittadino, della società, dell’urbanistica e della buona architettura “fatta dall’uomo per l’uomo”. “Si è trattato di un lavoro molto complesso che ha visto la partecipazione di numerosi professionisti, sponsor e partner pubblici, nonché di energie intellettuali ed economiche – commenta la curatrice e responsabile dell’archivio -. Ci prefiguravamo fosse l’incipit per un’occasione culturale per la nostra città, l’avvio di una macchina che trovasse la sua naturale collocazione in un luogo fisico, un archivio aperto al pubblico, che ci desse modo di continuare il lavoro di catalogazione e di studio, un polo attrattivo per studiosi e curiosi. Purtroppo negli anni questo interesse da parte delle istituzioni cittadine non si è manifestato, e al silenzio di Como hanno risposto solo istituzioni di altre città, finanche di altri Paesi. Forse dovremmo abbandonare l’idea di lasciare a Como un archivio che parla di Como e della sua storia?”.

L’archivio “Gianni ed Enrico Mantero”, che ad oggi non ha ancora trovato una collocazione adeguata né i fondi per poter avviare un serio progetto di studio e di valorizzazione dei documenti, conserva circa 9.000 tavole da disegno di varie dimensioni e su differenti tipologie di supporti cartacei. I disegni sono conservati in un archivio privato, perlopiù in tubi da disegno, per un totale di quasi 200 progetti architettonici realizzati dagli anni Venti del Novecento sino al Duemila. Non solo disegni di progetto è composto l’archivio ma anche di documenti cartacei afferenti all’attività professionale di Gianni Mantero prima e di Enrico poi, per un totale di circa 700 carteggi, oltre a una decina di plastici originali. Ad arricchire il patrimonio dell’archivio e ad avvalorare i progetti inseriti nel contesto storico e sociale afferente, vi sono circa 300 immagini negative su lastre di vetro riferite a una quarantina di soggetti, nonché 1900 diapositive per una cinquantina di soggetti. Non poteva mancare inoltre la documentazione letteraria che compone la biblioteca dell’archivio, patrimonio immancabile nell’attività di due studiosi e professionisti di tale levatura, che conta quasi 1200 pezzi tra collezioni di riviste d’architettura e libri, un patrimonio che per ragioni di spazio e di conservazione è oggi in parte conservato dalla famiglia.

A rimarcare la relazione personale e professionale di un padre e un figlio al servizio della comunità in un’epoca non troppo lontana dalla nostra, Davide Mantero ricorda “un episodio fondamentale per la vita professionale di mio padre che pochi, se non pochissimi, sanno. Una volta conseguita la laurea e l’abilitazione professionale, per mio padre – l’arch. Enrico Mantero – pareva naturale e anche logico di iniziare la professione affiancando suo padre – l’Ing. Gianni Mantero – nello studio di via Volta. Tuttavia nel momento in cui Enrico ne parlò con Gianni questi fu assolutamente in disaccordo con questa prospettiva, e gli chiarì una serie di motivi, ad oggi ancora assolutamente validi, per cui avrebbe dovuto iniziare a fare il mestiere di architetto da solo o al più con colleghi coetanei. Le ragioni erano soprattutto legate al momento culturale del periodo ma anche alle nuove tecnologie e materiali che si stavano affacciando nel mondo delle costruzioni edili. Mio nonno disse a mio padre che all’interno del suo studio avrebbe visto e respirato un’architettura passata, legata a una cultura e a una società che era già profondamente cambiata nel dopoguerra e che sarebbe mutata ancora. Gli assicurò tutto il suo supporto e la sua esperienza, in modo particolare in materia contabile, di preventivazione, e relativa ai rapporti con la clientela. Non è un caso che gli ultimi incarichi professionali ricevuti da lui fossero poi materialmente svolti da Enrico in assoluta autonomia culturale: i casi della scuola di Albate e delle scuole di Olgiate Comasco sono esempi illuminanti della giusta e coraggiosa scelta che mio nonno fece per mio padre. La chiarezza della visione di un padre sulla strada che il figlio avrebbe seguito dimostra la capacità di Gianni di afferrare coscientemente il periodo storico che la cultura architettonica e la società stavano attraversando in quegli anni, e ne sottolinea l’intelligenza con la quale ha saputo imporsi, con acuta lungimiranza, su ciò che sarebbe accaduto negli anni a venire”.

(Si ringrazia per la collaborazione Jessica Anaïs Savoia)

FOTO  “Sono Gianni padre ed Enrico figlio, quando era da poco nato”:

Gianni ed Enrico Mantero_1936 circa

selezione di immagini della mostra “Mantero. Cento anni di Architettura” del 2011, realizzata nella ex Chiesa di San Francesco a Como


Post pubblicato in base ad una mail inviata da Davide Fent:

Buongiorno,

 Mi permetto inviarVi per <<FISIONOMIE LARIANE>> mio articolo su Gianni ed Enrico Mantero uscito su CULTURA COMASCA DE LA PROVINCIA,

            ALLEGO FOTO  “Sono Gianni padre ed Enrico figlio, quando era da poco nato” 

Seguono altre foto. Cordiali Saluti con Stima.

 

Davide Fent

@davidefent

davide.fent@gmail.com

Clemente TAJANA: scrittore. Un viaggiatore con gli occhi aperti, articolo di Alberto LONGATTI, in Como/cultura, commercio, turismo, industria n. 3, 1990

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L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Como presenta:  la seconda edizione del progetto nazionale ABITARE IL PAESE La cultura della domanda. I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro, Martedì 18 febbraio 2020 alle ore 10.30 Sala Conferenze Ordine Architetti – Novocomum Viale G. Sinigaglia 1

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INVITO STAMPA

 

L’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori

della Provincia di Como

presenta:

la seconda edizione del progetto nazionale

ABITARE IL PAESE

La cultura della domanda

I bambini e i ragazzi per un progetto di futuro

 

Promosso dal Consiglio Nazionale degli Architetti in collaborazione con l’Ordine degli Architetti di Como e con il contributo di Rotary Como

 

Martedì 18 febbraio alle ore 10.30

Sala Conferenze Ordine Architetti – Novocomum

Viale G. Sinigaglia 1

 

 

Intervengono:

 

  • Arch. Michele Pierpaoli – Presidente dell’Ordine degli Architetti di Como
  • Dr.ssa Alessandra Bonduri – Assessore alle Politiche Educative del Comune di Como
  • Arch. Stefania Cacia – Responsabile referente del progetto per l’Ordine degli Architetti di Como
  • Prof. Nicola D’Antonio – Liceo Scientifico Paolo Giovio Como
  • Dr.ssa Simona Convenga – Scuola superiore di primo grado “Aldo Moro” dell’I.C. Como Prestino
  • Dott.ssa Daniela De Fazio – Scuola primaria “Giovanni Paolo II” dell’I.C. Como Rebbio

 

 

 

Ufficio Stampa Ordine Architetti Como

Manzoni22

Silvia Introzzi | silvia.introzzi@manzoni22.it

Camilla Palma | camilla.palma@manzoni22.it

T: 031 303482

 

IN VIAGGIO CON GLI ARTISTI, incontri con Rosa DE ROSA, alla Università Popolare/Auser, Viale Cavallotti 7, Como. Date: 4, 11, 18 Marzo 2020

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#GENERAZIONE BELLEZZA, Conduce: Emilio Casalini- RaiPlay, 2019/2020

ERCOLE FERRATA (1610-1686), da Pellio all’Europa, a cura di Andrea Spiriti e Laura Facchin, edizioni di APPACuVi, collana Artisti dei Laghi 3. Atti del convegno di studi, Como, 3-4 febbraio 2011. Indice del libro e articolo di Manuela Moretti in La Provincia di Como. Per informazioni: www.appacuvi.org

Per informazioni: http://www.appacuvi.org

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“Il visibile e l’invisibile” dell’artista Maria Enrica Ciceri, inaugurazione sabato 7 dicembre alle ore 17.30 a Como, nello spazio di San Pietro in Atrio. Aperta al pubblico fino a domenica 22 dicembre 2019

 

mostra personale “Il visibile e l’invisibile” dell’artista Maria Enrica Ciceri, che sarà inaugurata sabato 7 dicembre alle ore 17.30 a Como, nello spazio di San Pietro in Atrio, e resterà aperta al pubblico fino a domenica 22 dicembre

COMUNICATO STAMPA – 03/12/2019

Il visibile e l’invisibile: la mostra di Maria Enrica Ciceri a Como dal 7
dicembre
La personale sarà visitabile nello spazio di San Pietro in Atrio fino al 22 dicembre

COMO – Dal 7 al 22 dicembre 2019 l’artista Maria Enrica Ciceri esporrà le sue opere in
una mostra personale dal titolo “Il visibile e l’invisibile”, che sarà ospitata nello spazio di
San Pietro in Atrio a Como.

Il vernissage è in programma sabato 7 dicembre alle ore  17.30. La mostra sarà aperta al pubblico dal mercoledì al venerdì negli orari dalle 16.00  alle 19.00, il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00.
Al centro dell’opera di Maria Enrica Ciceri c’è la vocazione a rappresentare i paesaggi
urbani delle metropoli occidentali. La sua indagine visiva si focalizza sull’imponenza delle costruzioni architettoniche, sulla vastità degli spazi, sugli elementi distintivi di ogni singola città, da Milano a New York, per cogliere il senso più profondo e invisibile dei grandi agglomerati urbani, nella loro condizione di continuo movimento e trasformazione. In scansioni prospettiche dalle pennellate intense, il forte gesto pittorico evidenzia l’esplorazione esistenziale del paesaggio urbano. L’artista lo fa con i toni inquietanti dei chiaroscuri, negli squarci di luce improvvisi sulle tele dipinte a collage, con tecniche miste o pittura a olio. Tra i soggetti privilegiati delle opere in mostra ci sono gli scorci prospettici delle strade, i palazzi in corsa verso il cielo, le insegne giganti, le luci al neon, simboli e icone come il duomo di Milano e i tram storici, catturati tra intrecci di fili e binari.
Nella presentazione critica della mostra, così Ambrogio Sozzi scrive della pittura di Maria  Enrica Ciceri: «Seguendo la traccia che l’ha portata ad ampliare la propria scelta stilistica,  concentrandosi su temi che parlano il linguaggio del contemporaneo, cercando
nell’antropologia urbana il respiro del metropolitano fatto di un incedere nevrotico, la sua  pittura risponde di rimando, con squarci e lacerazioni d’humus coloristico, rifrangendone le   immagini, dilatandone gli spazi. Espressione pittorica, la sua, che risente dello stato di   cattività entro cui l’uomo contemporaneo si dibatte. Così le sue tele si fanno spazi fisici,   ampliati a supportare le tensioni dinamiche che le animano

E ancora: «Talvolta lo spazio  è costruito partendo da un centro, da una silenziosa luce, frammento bianco della tela   sfuggito volutamente al racconto che gli sta accanto, arrivando ad essere un punto di fuga,  l’inizio di un dialogo con lo spettatore.»
Maria Enrica Ciceri vive e lavora a Uboldo (VA), sua città natale. Nutre un profondo amore  per l’arte, a cui si dedica da tempo con determinazione e tenacia. Nel suo personale   percorso artistico ha cercato sempre nuove modalità di espressione e nuovi linguaggi,   spinta da una insaziabile curiosità e da un’ansia di sperimentazione che la guida  costantemente. Ama rivolgere il proprio sguardo all’arte nelle sue molteplici forme e   discipline: dalla pittura all’incisione, dalla decorazione su ceramica alla resina, fino al   recente approdo alla pittura informale. Si è avvicinata con interesse e impegno anche al   tema dell’arte sacra. Ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali, artistici e  culturali, ottenendo premi e riconoscimenti.
Ufficio stampa: Francesco Mastrorizzi | cell: 347 1241178 | e-mail:
info@francescomastrorizzi.it

 

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mostra “VIVERE ALLA PONTI” . Esperimenti di vita domestica e architetture per l’abitare, dalle case agli uffici. Una storia di design “AMARE GIO PONTI “ . Documentario curato da Francesca Molteni dal 13 dicembre al 6 gennaio 2020 Ridotto del Teatro Sociale di Como

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mostra

“VIVERE ALLA PONTI”

Esperimenti di vita domestica e architetture per l’abitare,

dalle case agli uffici. Una storia di design

 

“AMARE GIO PONTI “

Documentario curato da Francesca Molteni

 

dal 13 dicembre al 6 gennaio 2020

Ridotto del Teatro Sociale di Como

 

 

Ance Como – Associazione dei costruttori edili – e la Società Palchettisti del Teatro Sociale di Como organizzano e promuovono un evento culturale d’eccezione: dal 13 dicembre al 6 gennaio i suggestivi ambienti del Ridotto del Teatro Sociale di Como ospitano la mostra “Vivere alla Ponti” a cura di Molteni&C. con il contributo di Banca Mediolanum e di Arredamenti Peverelli. Questo nuovo e ambizioso progetto culturale sigilla l’attenzione che Ance Como ormai da anni rivolge al design e all’arte facendosi promotrice, al fianco di partner qualificati, di eventi di elevata valenza artistica.

Realizzata in occasione della riedizione di alcuni arredi di Gio Ponti, a cura dell’Ordine degli architetti di Milano e il contributo di Molteni&C e Gio Ponti Archives, l’esposizione “Vivere alla Ponti” rende omaggio al grande Maestro del ‘900, al suo design domestico, alla cura per il dettaglio e a una visione della modernità ancora attuale.

La mostra è un racconto insieme intimo e professionale, dentro le case milanesi della famiglia Ponti ma anche nello Studio Ponti, tra i tecnigrafi, i redattori di Domus e gli amici come Bruno Munari, fino ai primi progetti per l’ambiente di lavoro, tra le scrivanie di Palazzo Montecatini a Milano e nei più noti uffici Pirelli. Tutti luoghi pensati per chi li abita, per la felicità dei figli, per il comfort degli impiegati, per l’efficienza del lavoro. “L’architettura è un’interpretazione della vita”, scriveva Gio Ponti, progettando luoghi in cui architettura, interni e arredi si integrano armoniosamente.

Molteni&C, fondata nel 1934, festeggia la sua storia di qualità, ricerca e innovazione, rinnovando l’attenzione per i maestri dell’architettura e del design con un progetto di riedizione di arredi disegnati da Gio Ponti, il grande maestro del ‘900 ambasciatore dell’Italia nel mondo. Un percorso iniziato nel 2010 che ha permesso di produrre una collezione che di anno in anno si amplia con novità spesso inedite, e che sfocia, nel 2016, in un accordo in esclusiva mondiale con gli eredi Ponti, ad eccezione di alcuni arredi in precedenza già in produzione, per la riedizione dei suoi arredi nel prossimo futuro.

Al grande maestro del ‘900 è stato dedicato anche il documentario “Amare Gio Ponti”, presentato in anteprima al Milano Design Film Festival 2015, che sarà proiettato in occasione della mostra. Il film è curato da Francesca Molteni e prodotto da Muse, in collaborazione con Salvatore Licitra/Gio Ponti Archives e promosso da Molteni&C.

L’esposizione “Vivere alla Ponti” avrà come cornice d’eccezione le storiche Sale del Ridotto del Teatro Sociale di Como. Inaugurato nel 1813, il Teatro è situato nel centro storico della città. A pochi passi dal Duomo e dal gioiello razionalista della Casa del Fascio, il suo Ridotto si affaccia su una piazza-non piazza, capace di restituire in una visione sintetica le sorgenti culturali della città. È dal cuore di questo genius loci che la Società Palchettisti, fondata nel 1764, si adopera da più di due secoli per un luogo di cultura aperto alla città e al suo territorio.

 

La mostra sarà, infine, occasione per presentare la ristampa del volume originale “Gio Ponti. Lettere ai Parisi” curata da Ance Como e dalla Società Palchettisti del Teatro Sociale di Como con l’architetto Paolo Donà e con il contributo di Banca Mediolanum, a prosieguo della ristampa di “Quadrante 35- documentario sulla Casa del Fascio di Como” e “Colori e Forme nella casa d’oggi”.  Il volume pubblicato nel 1994 e conservato presso la Galleria Civica di Modena, contiene il più significativo epistolario che Ponti tenne con la famiglia Parisi: in queste lettere il testo quasi non esiste, il pensiero è disegnato e la parola diventa segno grafico.

 

Per scaricare le immagini https://pressbox.moltenigroup.com/515/729/

 

Informazioni sulla mostra

 

Titolo

“Vivere alla Ponti”.

Esperimenti di vita domestica e architetture per l’abitare, dalle case agli uffici.

Una storia di design.

Sede

Ridotto del Teatro Sociale di Como

Via Vincenzo Bellini 1

Date

dal 13 dicembre al 6 gennaio 2020

Inaugurazione su invito: giovedì 12 dicembre

Orari e ingressi 

Dal lunedì alla domenica

10.00 –13.00 | 14.30 – 19.00

Ufficio Stampa Ance Como

Manzoni 22

Camilla Palma | camilla.palma@manzoni22.it

T: +39 031 303482

mostra VIVERE ALLA PONTI: Esperimenti di vita domestica e architetture per l’abitare e per il lavoro / mercoledì 4 dicembre 2019 ore 11, Sale Ridotto Teatro Sociale di Como

Mostra

VIVERE ALLA PONTI

Esperimenti di vita domestica e architetture per l’abitare e per il lavoro

mercoledì 4 dicembre

ore 11.00

Sale del Ridotto del Teatro Sociale di Como

Via Vincenzo Bellini 1

Intervengono:

Claudio Bocchietti – Presidente Società Palchettisti del Teatro Sociale di Como

Francesco Molteni – Presidente Ance Como

Peter Hefti – Marketing Manager/Museum Manager, Molteni&C

RSVP

Manzoni22 | Camilla Palma

camilla.palma@manzoni22.it

T: +39 3347 0420386

via INVITO PRESS CONFERENCE / mostra VIVERE ALLA PONTI / mercoledì 4 dicembre ore 11, Sale Ridotto Teatro Sociale di Como

I VOLTI DI PLINIO. Natura est vita, Mostra al Palazzo del Broletto, Como, 1-10 novembre 2019

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RADICE Mario. Il pittore e gli architetti. La collaborazione con Cesare Cattaneo, Giuseppe Terragni, Ico Parisi, Silvana Editoriale, 2019

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Campo Umano. Arte pubblica 50 anni dopo / Public Art 50 years after. Un progetto a cura di / curated by Luca Cerizza | Zasha Colah. Convegno / conference: 21-22 settembre 2019 Villa Olmo (via Simone Cantoni 1, Como)

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Campo Umano

Arte pubblica 50 anni dopo / Public Art 50 years after

Un progetto a cura di / curated by Luca Cerizza | Zasha Colah

Convegno / conference:

21-22 settembre 2019

Villa Olmo (via Simone Cantoni 1, Como)

Clicca qui per scaricare il programma / Click here to download the full programme

E’ gradita l’iscrizione scrivendo a intern@fondazioneratti.org

Please register in order to attend. Write to intern@fondazioneratti.org

Mostra / exhibition:

Documentare l’effimero. Immagini e materiali da Campo Urbano

Opening: 21 settembre 2019, h 18.30

22 settembre – 26 ottobre 2019

borgovico33 (via Borgo Vico 33, Como)

Organizzato da / organised by: Fondazione Antonio Ratti;  Con il patrocinio e il supporto di / with the patronage and the support of : Comune di Como; Con il patrocinio di / with the patronage of: NABA (Nuova Accademia di Belle Arti, Milano); In collaborazione con / in collaboration with: borgovico33; Sponsor: Sheraton Lake Como Hotel; Media Partner: Flash Art.

* Immagine: Grazia Varisco, Dilatazione spazio temporale di un percorso, in Campo Urbano, 21 settembre 196
Fotografia / Photo: Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Tutti i diritti riservati / All right reserved. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano – Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

 

da REMINDER: Campo Umano, Arte pubblica 50 anni dopo | Convegno e mostra | 21-22.09.2019 | Como

ARTE: L’OCCHIO E IL DOCUMENTO, conferenza di Alberto Rovi, all’Archivio di Stato, Via Briantea 8, COMO, 21 settembre 2019, ore 16

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2019 l’Archivio di Stato di Como è lieto di ospitare, sabato 21 settembre alle ore 16, la conferenza del Prof. Alberto Rovi, docente di Storia dell’Arte, sul tema dell’importanza della ricerca archivistica ai fini della comprensione del nostro patrimonio artistico: l’occhio esperto del critico riconosce e valuta l’opera d’arte, ma è il documento scritto che prova e indirizza la ricerca storico-artistica.

L’ingresso è libero. Non è richiesta prenotazione. Posti a sedere fino ad esaurimento

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Mostra AMORE E PSICHE, a cura di www.segretaisola.it, 7, 14, 21, 28 settembre 2019, a Villa Mainona, Via Statale Regina 22, loc. Tremezzo (Tremezzina), sul Lago di Como

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MARIO RADICE: IL PITTORE E GLI ARCHITETTI, a cura di Roberta Lietti e Paolo Brambilla, alla Pinacoteca civica di Como fino al 24 novembre 2019

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AMALTEA sweet HOME: il dono da artista di L. A., 7 luglio 2019

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NESSO E IL SUO LAGO, mostra di quadri di ENNIO DE CARLI (1919-2016), alle Scuole comunali di Nesso, Via Pietro Binda 9, dal 13 al 21 luglio 2019


per gli orari vedi:

https://www.facebook.com/groups/1213015788788749/


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Questo invece è il catalogo più completo

 

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