| HORTUS [IN]CONCLUSUS di Mario Aiuto, Antonella Corbisiero, Yari Miele e Giuseppe Vigliotti a cura di Dalila Rosa Miceli inaugurazione venerdì 11 settembre, ore 18 The Art Company Como Via Borgovico 163, Como (cortile interno) la mostra sarà visitabile fino a sabato 26 settembre dal lunedì al venerdì ore 15.00/18.30 sabato solo su appuntamentochiamando i seguenti numeri 348.8782440 – 334.5062179per informazioni info@theartcompanycomo.it Nella tradizione biblica e medievale, l’Hortus conclusus delinea un particolare tipo di giardino generalmente monastico, tanto florido quanto segretamente circoscritto all’interno delle proprie mura. Lavorando in contrasto con questo concetto, che prevede una natura florida ma anche stabile e addomesticata dalla mano umana, la mostra intende ribaltare e trasformare lo spazio espositivo in un Hortus in-conclusus. Un giardino, dunque, che non è più tale: un luogo eterogeneo, abitato da spettri di presenze e di assenze, e da continue mutazioni. L’Hortus in-conclusus è la formalizzazione consistente del divenire naturale: è una sorgente di natura incontrollata, incontrollabile, ingovernabile. All’interno di questo sistema non-concluso e non-circoscritto, le opere di Mario Aiuto, Antonella Corbisiero, Yari Miele e Giuseppe Vigliotti danno vita ad un dialogo aperto tra natura e azione umana, sviluppandosi in uno spazio privo di gerarchie, capace di configurarsi come un archivio di infinite e plausibili possibilità espressive. L’incontro e scontro di una pluralità di voci artistiche e di medium formalizza e restituisce al pubblico una serie di intimi interrogativi sul significato più profondo dell’abitare la terra. MARIO UMBERTO AIUTO nato a Dervio (Como) nel 1967, è un artista autodidatta. Ha sviluppato la propria ricerca artistica attraverso un percorso indipendente che trova nella mostra collettiva presso The Art Company il suo primo ingresso nel panorama espositivo nazionale. Ha esordito con la mostra personale “Imperfezioni circolari. Arte da ciò che resta” (2025 – Spazio Lechler Village, Como). ANTONELLA CORBISIERO nata nel 1967, è assistente di laboratorio presso il Liceo Artistico I.S.I.S. “Paolo Carcano” di Como. Ha esposto in occasione di mostre personali e collettive, tra le quali: “Open Studio” (2023 – Via Canturina, Como), “Io non sono dove mi vedi” (2022, 2023 – Teatro Sociale di Como e Centro Congressi Medioevo, Olgiate Comasco), “I segreti del blu” (2024 – Museo del tessile e della Tradizione industriale, Busto Arsizio), “Il corpo grida quello che la bocca tace” (2025 – Ex Tintostamperia Val Mulini, Como). Ha inoltre collaborato con diverse compagnie teatrali per la realizzazione degli apparati di scena. YARI MIELE nato a Cantù (Como) nel 1977, si diploma nel 1997 all’Istituto Statale d’Arte “Fausto Melotti” e consegue nel 2003 la laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Ha partecipato a workshop con Carla Accardi, Gilberto Zorio e Corrado Levi, affiancando quest’ultimo in studio. Ha lavorato con l’Archivio Marion Baruch, dal 2013 al 2022 è stato co-direttore dello spazio MARS (Milan Artist Run Space) e dal 2016 collabora con lo spazio Albertoaperto. È presente su ItalianArea dal 2018, e dal 2020 lavora con Nicoletta Rusconi per il progetto ArtBite/Bite&Go. Le sue opere fanno parte della collezione Colombo Industrie Tessili e dell’Archivio di Stato di Modena. GIUSEPPE VIGLIOTTI nato nel 1965, è docente di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico I.S.I.S. “Paolo Carcano” di Como. Dal 1986 espone in mostre collettive e personali e dal 1987 lavora come illustratore e grafico free-lance per diverse case editrici. Si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) nel 1988. Dal 2007 al 2010 si occupa di editoria d’arte, maturando esperienza nel campo della realizzazione di libri d’artista con tecniche calcografiche e approfondendo l’utilizzo di software per l’impaginazione editoriale e per la creazione di siti web. Attualmente si dedica prevalentemente alla fotografia, alla video-installazione e alle produzioni multimediali. Nel 2017 ha pubblicato come coautore il volume “Disegnare il volto: anatomia, espressioni, emozioni e sentimenti” (Ikon Editrice, Milano), tradotto in tre lingue per il mercato internazionale. |
Categoria: ARTE
Como due secoli fa. La rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga, articolo di Pietro Berra in L’Ordine/la Provincia 6 settembre 2026
“Due secoli fa la rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga”, firmato da Pietro Berra e pubblicato nella sezione L’Ordine de La Provincia di Como il 6 settembre 2026.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
Titolo e contesto editoriale
- Titolo completo: Due secoli fa la rivoluzione dei trasporti tra il Lario e lo Spluga
- Autore: Pietro Berra (curatore della mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como” al Museo del Paesaggio di Tremezzina)
- Pubblicazione: L’Ordine / La Provincia di Como, 6 settembre 2026
- Contesto: L’articolo si collega esplicitamente a due iniziative espositive del 2026:
- la mostra su Turner a Como (“Turner: l’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano”, Comune di Como con la Tate di Londra);
- la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque” al Museo del Paesaggio di Tremezzina (fino al 1° novembre 2026), di cui Berra è curatore.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
Tesi centrale dell’articolo
Berra ricostruisce come, intorno al 1826, il sistema dei trasporti tra il Nord Europa e Milano – e dunque anche il Lago di Como – subisca una svolta tecnologica e organizzativa che rende obsoleti i vecchi servizi di posta e barca corriera e apre la stagione del viaggio “moderno” (vapore, battelli, poi ferrovie, funicolari, tram).[laprovinciadicomo]
Il filo narrativo è chiaro: prima del vapore il viaggio è eroico, lento, rischioso (esemplificato dal quadro di Turner sul Moncenisio); dopo il 1826 diventa più regolare, accessibile e integrato con l’offerta ricettiva, favorendo il turismo culturale e la presenza di grandi scrittori e artisti sul Lario.[laprovinciadicomo]
Punti chiave ricostruiti nell’articolo
1. Il “prima”: il Corriere di Lindau e la barca corriera
- Corriere di Lindau (o “di Lindò”): servizio di posta e trasporto persone attivo dal 1322 al 1826, per circa 500 anni, sulla tratta Lindau–Milano (325 km), usando lo Spluga come principale valico verso l’Italia.[laprovinciadicomo]
- Ha contribuito in modo decisivo a inserire il Lago di Como nel circuito del Grand Tour, portando personaggi come Erasmo da Rotterdam (1508) e Goethe (1788).[laprovinciadicomo]
- Barca corriera: imbarcazione privata (metà Settecento) che collegava Riva di Chiavenna (Lago di Mezzola) a Como, una volta a settimana, con capacità ridotta (circa 15 persone + 30 colli).[laprovinciadicomo]
- Negli anni Venti dell’Ottocento, tra venti contrari e soste frequenti alle osterie, questo servizio viene progressivamente sostituito dai primi battelli a vapore.[laprovinciadicomo]
2. Il 1826: anno spartiacque
- 16 agosto 1826: entra in servizio regolare il primo piroscafo a vapore sul Lago di Como, il “Lario”, sulla linea Como–Domaso.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
- Questo avvio accelera la fine del Corriere di Lindau (che termina le corse nel 1826) e segna l’inizio di una navigazione di linea più rapida e affidabile.[laprovinciadicomo]
- L’articolo lega esplicitamente questa data alla mostra di Tremezzina, che prende spunto proprio dal bicentenario di quel cambiamento.[laprovinciadicomo]
3. Turner come “testimone” del prima e del dopo
- William Turner nel 1819 è a Como e viaggia ancora con carrozze e barche “pre-vapore”; il suo dipinto Passaggio del Moncenisio: bufera di neve (basato su un’esperienza del 15 gennaio 1820, con carrozza ribaltata) è usato da Berra per mostrare quanto fosse rischioso viaggiare prima della rivoluzione dei trasporti.[laprovinciadicomo]
- Nel 1843, durante l’ultimo viaggio in Italia, Turner percorre invece la strada dello Spluga e la Viamala e si imbarca sul piroscafo “Veloce”: un testimone, William Lake Price, lo vede realizzare oltre venti schizzi in un’ora e mezza di navigazione, esperienza che Price ricorderà anni dopo come modello di approccio al paesaggio.[laprovinciadicomo]
4. La nascita dell’ospitalità moderna
- Parallelamente ai trasporti, si sviluppa un sistema alberghiero moderno:
- Albergo dell’Angelo a Como: uno dei primi punti di riferimento per turisti internazionali; vi soggiorna Turner nel 1819; vi nasce Cosima Liszt (figlia di Franz Liszt) nel 1837; è citato da Mary Shelley nel 1840.[laprovinciadicomo]
- Genazzini Metropole a Bellagio (aperto nel 1788), che ospiterà Mark Twain nel 1867.[laprovinciadicomo]
- Trasformazione di vecchie osterie in grand hotel (es. Cadenabbia, residenza principale di Mary Shelley nel 1840) e apertura di ville private a visite (Villa Sommariva/Carlotta, Villa Melzi).[laprovinciadicomo]
5. Ferrovie, linee internazionali e “turisti illustri”
- 1875–1876: inaugurazione della stazione di Como San Giovanni e apertura del collegamento con Chiasso, che rende lo scalo internazionale.[laprovinciadicomo]
- Prima dell’Unità, gli austriaci avevano fissato il capolinea a Camerlata, per limitare la circolazione di uomini e idee oltre confine.[laprovinciadicomo]
- Mark Twain (1867) e Hermann Hesse (1913) lasciano descrizioni entusiastiche dell’arrivo a Como in treno, rispettivamente da Milano e dal Gottardo.[laprovinciadicomo]
- Ferrovia Menaggio–Porlezza (1884–1939): 12 km, 179 m di dislivello, 50 minuti di viaggio; tra i passeggeri illustri, Franz Kafka (1° settembre 1911), che ne scrive nel diario; oggi la tratta è un percorso ciclo-pedonale.[laprovinciadicomo]
6. Funicolari, tram e i primi cicloturisti
- Funicolari:
- Como–Brunate (1894), ancora oggi molto frequentata (circa 1,5 milioni di viaggiatori/anno).
- Santa Margherita (Ceresio)–Lanzo Intelvi (1907), chiusa nel 1977, oggi oggetto di campagne di ripristino.
- Prima funicolare sul Lario a Regoledo (1890), legata al Grand Hotel e al suo stabilimento idroterapico.[laprovinciadicomo]
- Tram elettrici: sperimentati già nel 1899 in occasione dell’Esposizione per il centenario della pila di Volta a Como; le linee tramviarie si moltiplicano fino alla Grande Guerra, collegando Como a gran parte della provincia (allora inclusa Lecco).[laprovinciadicomo]
- Cicloturismo: già nel 1898, la coppia americana Elizabeth Robins e Joseph Pennell realizza un reportage in bicicletta per The Century Magazine, scegliendo un viaggio lento, “sostenibile”, in netto anticipo sui tempi.[laprovinciadicomo]
Collegamenti con le mostre del 2026
L’articolo funziona anche come testo di accompagnamento alle due mostre citate:
- la mostra su Turner a Como (con il celebre acquerello di Bellagio dal molo di Menaggio, dipinto nel 1819);
- la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como” a Tremezzina, che usa stampe, acquerelli, manifesti, fotografie, modellini, libri di viaggio e oggetti per raccontare la trasformazione dei trasporti e del paesaggio tra Grand Tour e Belle Époque.[laprovinciadicomo][laprovinciadicomo]
Berra invita esplicitamente i lettori a visitare la mostra per avere un “approfondimento conoscitivo e sensoriale” rispetto a quanto raccontato nell’articolo, precisando che il consiglio è “di parte”, essendo lui il curatore.[laprovinciadicomo]
J. M. WILLIAM TURNER (1775-1851): mostra l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano, Como, giugno-luglio 2026

La mostra “Turner. L’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano”si tiene a Como dal 29 maggio al 27 settembre 2026, offrendo un’occasione unica per ammirare i capolavori del celebre maestro del Romanticismo inglese proveniente interamente dalle collezioni della Tate di Londra. [1, 2, 3]
Joseph Mallord William Turner è vissuto in tra il 1775 e il 1851
Sedi della Mostra e Opere Esposte
Il progetto espositivo, curato da Elizabeth Brooke, è suddiviso in due storiche location cittadine per un totale di 11 capolavori storici che analizzano il profondo impatto del paesaggio italiano sullo stile dell’artista: [1, 2, 3, 4, 5]
- Palazzo del Broletto: ospita 7 preziosi acquerelli incentrati sul Lago di Como e la città. Tra questi spicca lo storico schizzo “Lago di Como da Menaggio, guardando verso Bellagio” del 1819, che cattura la magica atmosfera e la luce del territorio lariano.
- Pinacoteca Civica (Palazzo Volpi): custodisce 4 celebri dipinti a olio, incentrati su temi classici e letterari legati all’Italia (come il celebre The Golden Bough), che mostrano la trasformazione del paesaggio in una visione interiore e poetica.
Evento Contemporaneo Connesso
Il biglietto d’ingresso (“Tate Pass”) include anche l’accesso alla mostra contemporanea “Feeling Colour” presso la ex chiesa di San Pietro in Atrio. Questa sezione ospita le installazioni degli artisti britannici contemporanei Jim Lambie e David Batchelor, creando un suggestivo dialogo intergenerazionale sul tema del colore e della luce a due secoli di distanza da Turner. [6, 7, 8, 9, 10]
Informazioni Utili per la Visita
- Orari di apertura: da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:30). Chiuso il lunedì.
- Prezzi dei Biglietti: il Tate Pass Intero costa 12,00 €, mentre il Tate Pass Ridotto (riservato a over 65, studenti universitari, residenti a Como e convenzioni) costa 8,00 €. L’ingresso è incluso anche per i possessori di Abbonamento Musei Lombardia. [2, 11]
[2] https://abbonamentomusei.it
[4] https://www.ilgiornaledellarte.com
[5] https://abbonamentomusei.it
[6] https://abbonamentomusei.it
[9] https://www.finestresullarte.info
[11] https://www.arte.it
MOSTRA FOTOGRAFICA, L’arte come preghiera, di Carlo Pozzoni, a cura di Luigi Cavadini, inaugurazione: venerdì 3 luglio 2026, ore 18.00, Chiesa Romanica di Sant’Agata, Moltrasio
| MOSTRA FOTOGRAFICA, L’arte come preghiera, di Carlo Pozzoni, a cura di Luigi Cavadini, inaugurazione: venerdì 3 luglio 2026, ore 18.00, Chiesa Romanica di Sant’Agata, Moltrasio |
| inaugurazione: venerdì 3 luglio, ore 18.00 |
| Chiesa Romanica di Sant’Agata, Moltrasio |
| l’esposizione continuerà fino a domenica 26 luglio con apertura sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18 |
| per informazioni carlo@carlopozzoni.it |
| “Nella penombra della Basilica di San Fedele Carlo Pozzoni insegue la luce che dalle poche aperture o dalle luci soffuse si avventura alla ricerca di figure da rivelare. Il silenzio che tutto avvolge rende l’ambiente propizio. Alla riflessione, all’osservazione, alla meditazione, alla preghiera. I raggi di luce si muovono lentamente seguendo il trascorrere del tempo. Qua e là lambiscono un affresco, percorrono le architetture, creano interessanti effetti accarezzando i muri di pietra e le pareti intonacate, generano suggestivi contrappunti tra le ombre impalpabili e le figure dipinte dei Santi. E spesso sollecitano il visitatore – il devoto, ma anche il turista – a levare lo sguardo verso l’alto.”dalla presentazione di Luigi Cavadini |
| Questa serie di fotografie qui esposte prosegue un lavoro artistico iniziato negli scorsi anni e culminato nel volume fotografico Cattedrale di luce, dedicato al Duomo di Como. Anche in questo caso, le fotografie sono state scattate in un luogo di culto, la Basilica di S. Fedele. E anche a questo luogo non ho potuto che avvicinarmi con lo sguardo del fotoreporter, attività che ha caratterizzato la gran parte della mia carriera professionale e che ha inevitabilmente definito il mio approccio alla fotografia. Gran parte del lavoro del fotoreporter si basa sulla capacità di osservazione per riuscire a immortalare un istante particolarmente significativo nel momento stesso in cui questo colpisce lo sguardo. Carlo Pozzoni |
Associazione Via De Benzi, Torno: eventi del giugno 2026

Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque. La mostra si terrà al Museo del Paesaggio del Lago di Como, Tremezzina (CO), dal 23 maggio al 1° novembre 2026. Inaugurazione sabato 23 maggio ore 11

Viaggi d’autore sul Lago di Como. Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque. La mostra si terrà al Museo del Paesaggio del Lago di Como, Tremezzina (CO), dal 23 maggio al 1° novembre 2026. Inaugurazione sabato 23 maggio ore 11
La mostra
Alcuni anniversari che cadono nel 2026 – i bicentenari dell’inizio delle corse dei battelli sul Lago di Como e della fine di quelle del Corriere di Lindau, il 150° della linea ferroviaria che collega Como alla Svizzera e all’Europa – offrono lo spunto per la mostra Viaggi d’autore sul Lago di Como, che accompagnerà la stagione turistica al Museo del Paesaggio del Lago di Como, promossa dal Comune di Tremezzina in collaborazione con l’associazione Sentiero dei Sogni, come la fortunata esposizione dello scorso anno dedicata a 100 anni di film sul Lago di Como.Questa volta l’attenzione è focalizzata su Protagonisti, trasporti e paesaggi dal Grand Tour alla Belle Époque, perché il Lago di Como tra la seconda metà del XVIII secolo e i primi anni del XX ha vissuto un’epoca d’oro del turismo, che ha preceduto quello di massa. In un secolo e mezzo ha visto misurarsi con la bellezza dei luoghi intellettuali di ogni provenienza e ha tenuto a battesimo l’invenzione della fotografia.
I contenuti: pannelli, stampe, dipinti, libri e fotografie
Il percorso espositivo si articola su cinque sale, al piano terra del museo. Nove pannelli infografici e una quarantina di opere (acquerelli, stampe, manifesti pubblicitari e fotocromie) portano il visitatore a scoprire i personaggi che hanno intrapreso viaggi formativi e creativi sul Lago di Como (da Angelika Kauffmann a Stendhal, da Percy e Mary Shelley a William Turner, da Marianne Colston a Fanny Mendelssohn, da Franz Liszt e Marie d’Agoult a George Sand, da Hermann Hesse a Franz Kafka) o che hanno scelto le sue sponde per abitarvi (Carolina di Brunswick, Giuditta Pasta e Maria Taglioni).
Contemporaneamente l’esposizione mette in rilievo l’evoluzione tecnica nella rappresentazione del paesaggio lariano: dai primi maestri inglesi dell’acquerello fino alla fotografia, di cui l’inventore William Fox Talbot ebbe la prima intuizione sul Lago di Como nel 1833, passando per i “Viaggi pittoreschi” composti di stampe e descrizioni.
Altrettanto importante, e descritto nel percorso espositivo, è lo sviluppo del sistema delle strade (quelle dello Spluga e dello Stelvio aperte nel 1823 e 1825), dell’accoglienza (i primi hotel, dall’Albergo dell’Angelo a Como che ospitò Stendhal e Turner, al Genazzini-Metropole di Bellagio dove soggiornò Mark Twain, all’Albergo Grande della Cadenabbia, dove visse e scrisse per due mesi Mary Shelley) e dei mezzi di trasporto (nel 1826 cominciano le corse dei battelli e finiscono quelle del Corriere di Lindau, nei decenni successivi arriveranno i treni, le funicolari e i tram).
Arricchiscono e completano il percorso espositivo una sessantina di fotografie scattate sul Lario nella seconda metà del XIX secolo da pionieri e pioniere della tecnica inventata da William Fox Talbot, alcuni oggetti (modellini ferroviari e uno stereoscopio con cui si potranno visionare fotografie stereoscopiche scattate da Tito Ricordi a Griante) e varie edizioni storiche di libri di viaggio sul Lago di Como. Nella sala conferenze, baricentrica rispetto al percorso espositivo e che ospiterà alcuni eventi collaterali, verrà proiettato un video che presenta le tavole relative al Lago di Como dei “Viaggi pittoreschi” dei coniugi tedeschi Federico e Carolina Lose (anni 1815 e seguenti), dell’architetto e disegnatore inglese James Hakewill (1816-1817) e dello svizzero Johann Jakob Wetzel (1822).
Il coordinamento Ville e Musei del Lago di Como
La mostra è inserita nel palinsesto primaverile del coordinamento Ville e Musei del Lago di Como “Il viaggio. Percorsi intorno al lago, tra paesaggio e ispirazione” che comprende diversi eventi dal 15 al 24 maggio tra arte, natura e storia. In questa occasione il coordinamento Ville e Musei del Lago di Como presenta non più un unico fine settimana, ma un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio che si estende per dieci giorni lungo le due sponde del lago. Una scelta progettuale precisa, pensata per offrire al pubblico la possibilità di muoversi con maggiore libertà tra i diversi luoghi, nonché un invito a esplorare il territorio in modo graduale, attraversando paesaggi, storie e istituzioni culturali diverse, e vivendo il Lago di Como come un itinerario da scoprire tappa dopo tappa.
Note del sindaco e del curatore
Il sindaco Mauro Guerra sottolinea che «la mostra dedicata al tema del Viaggio d’autore racconta la vocazione turistica del nostro territorio attraverso lo sguardo e le testimonianze di artisti, letterati e fotografi che hanno visitato il lago nel corso dell’Ottocento e all’inizio del Novecento. Proprio in quel periodo si sviluppò l’industria turistica grazie alle nuove vie di comunicazione e ai nuovi mezzi di trasporto come i battelli della navigazione. Sull’onda di quella fortunata stagione il Lago di Como è divenuto una meta frequentata dal pubblico internazionale e ancora oggi come in passato i viaggiatori possono apprezzarne la bellezza e la varietà del paesaggio. L’esposizione promossa dal Comune di Tremezzina è stata realizzata grazie alla disponibilità di istituzioni pubbliche e collezionisti privati che hanno concesso in prestito i materiali».
La mostraè curata da Pietro Berra, giornalista e presidente dell’associazione Sentiero dei Sogni, nonché autori di diversi libri sul Lago di Como nell’arte e nella letteratura. «Questa mostra, come quella dello scorso anno dedicata a cento anni di cinema girato sul Lario» osserva Pietro Berra «punta non soltanto a incuriosire e appassionare i visitatori mettendo in fila scorci paesaggistici incantevoli e storie importanti di illustri viaggiatori, ma vuole contribuire a rafforzare la percezione del Lago di Como come luogo d’arte e di cultura dove, non a caso, William Turner ha dipinto il suo primo acquerello con la luce del Bel Paese, Mary Shelley ha riscritto “Frankenstein” e William Fox Talbot ha inventato il metodo fotografico negativo/positivo».
La sinergia con la mostra su William Turner del Comune di Como
Il Comune di Tremezzina e il Comune di Como, in sinergia l’associazione Sentiero dei Sogni, hanno deciso di sperimentare una collaborazione tra questa mostra e quella prevista dal 29 maggio al 27 settembre 2026 alla Pinacoteca Civica e al Palazzo del Broletto di Como: “Turner. L’incanto del Lago di Como e del paesaggio italiano”. Il grande artista romantico inglese è uno dei protagonisti su cui viene focalizzata l’attenzione nel percorso espositivo al Museo del Paesaggio e si ritiene importante stimolare i cittadini e i turisti a visitare entrambe le esposizioni compiendo lo stesso viaggio di Turner: da una testimonianza di William Lake Price, riportata in mostra, sappiamo che il pittore britannico disegnò oltre venti schizzi dei paesaggi lariani in un viaggio sul piroscafo a vapore dalla città al Centro Lago. Inoltre, il Comune di Como ha prestato alcune opere a quello di Tremezzina per la mostra “Viaggi d’autore sul Lago di Como”: un progetto della funicolare Como-Brunate del 1890-91, diverso da quello poi realizzato, foto storiche dei battelli e della stessa funicolare provenienti dal Fondo Brunner e alcuni libri di viaggio ottocenteschi.
INFO UTILI
Luogo
Museo del Paesaggio del Lago di Como
via Statale 4835
Tremezzina (CO)
Orari
Dal 23 maggio al 1° novembre 2026
da giovedì a domenica, ore 10-12 e 14-18
Biglietti
La visita la mostra è inclusa nel biglietto di ingresso al Museo del Paesaggio: intero euro 5, ridotto euro 4
Sabato 9 maggio alle ore 18.00 nei locali di Via de Benzi 17, a Torno, si inaugura la mostra delle opere di Pietro Turati
Sabato 9 maggio alle ore 18.00 nei locali di Via de Benzi 17 si inaugura la mostra delle opere di Pietro Turati: un giovane artista che ha ricevuto diversi prestigiosi riconoscimenti e sviluppa un’originale ricerca entro una costante tensione tra visibile e invisibile, presenza e
sottrazione. Le sue opere, pittoriche e cartografiche, si fondano su una progressiva dissoluzione della figura: volti negati, corpi decentrati, presenze sottili o appena accennate.

ULTIMI GIORNI – FINO A DOMENICA 3 MAGGIO 2026 – PER VISITARE LA MOSTRA DI BRUNO BORDOLI, DOVE L’ARTE DIVENTA DONO: TRE OPERE PER LA CITTÀ
ULTIMI GIORNI – FINO A DOMENICA 3 MAGGIO – PER VISITARE LA MOSTRA DI BRUNO BORDOLI, DOVE L’ARTE DIVENTA DONO: TRE OPERE PER LA CITTÀ
IMMAGINI https://drive.google.com/drive/folders/1z9qqYMJL5WQQT4wK7mtkKm1K4TeEigtl?usp=drive_link
Mostra in Campo quadro e progetto didattico
con il Liceo Artistico Giuseppe Terragni del Centro Studi Casnati
Domenica 3 maggio 2026 chiude la mostra “Bruno Bordoli. Dove l’arte diventa dono: tre opere per la città”, in Pinacoteca Civica di Como.
L’esposizione presenta tre lavori donati dall’artista al Comune di Como nel 2025 – Cielo stellato (1990), Just now (2000, polittico in cinque parti) e La morte tra la gente (2020) – oggi parte delle collezioni civiche. Le opere attraversano oltre trent’anni di ricerca: dal paesaggio lacustre trasfigurato in chiave onirica di Cielo stellato, alla costruzione modulare e simbolica di Just now, fino alla forte tensione emotiva e al senso di fragilità evocati in La morte tra la gente, realizzata durante la pandemia.
La mostra mette in dialogo i tre lavori evidenziandone la dimensione visionaria e simbolica, tra tensione espressiva e riflessione sulla condizione umana.
Nato a Porlezza nel 1943, Bordoli è un artista autodidatta attivo dagli anni Sessanta, autore di una produzione vasta che supera le diecimila opere. La sua pittura, di matrice espressionista, si distingue per un linguaggio colto e intenso, capace di intrecciare realtà e dimensione interiore attraverso riferimenti al mito, al sacro e alla cultura letteraria.
Il progetto espositivo si affianca a un’attività didattica realizzata con il Liceo Artistico “Giuseppe Terragni” del Centro Studi Casnati.
La mostra è visitabile con il normale biglietto d’ingresso della Pinacoteca oppure con la CoMmUnity card, la tessera annuale che consente l’accesso a tutte le mostre temporanee e alle collezioni permanenti della Pinacoteca civica.
La card consente l’accesso illimitato alla Pinacoteca civica, al Tempio Voltiano e alla Cattedrale di Como durante gli orari di apertura ed è valida per 365 giorni dalla data di emissione. È disponibile presso le biglietterie museali, l’Infopoint del Broletto e online su https://museicomo.vivaticket.it/
Info mostra
Sede | Pinacoteca Civica di Como – via Diaz 84
Durata fino al 3 maggio 2026
Orari | da martedì a domenica ore 10.00 -18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
Mostra compresa nel biglietto d’ingresso della Pinacoteca
Biglietti acquistabili su https://museicomo.vivaticket.it/
Info pubblico Tel. +39 031 269869 – pinacoteca@comune.como.it
www.comune.como.it > vivere il comune > luoghi
Facebook e instagram @musei civici como
Ufficio stampa
Ellecistudio
Paola Carlotti 3357059871
Chiara Lupano 3357835403
INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA InnerSelf. L’auto rappresentazione di sé di Francesca Meloni, a cura di Roberto Mutti . Inaugurazione venerdì 10 aprile ore 17.30 The Art Company Como, Via Borgovico 163, Como (cortile interno)
| INAUGURAZIONE MOSTRA FOTOGRAFICA InnerSelf. L’auto rappresentazione di sé di Francesca Meloni, a cura di Roberto Mutti . Inaugurazione venerdì 10 aprile ore 17.30 The Art Company Como, Via Borgovico 163, Como (cortile interno) l’esposizione continuerà fino al 30 aprile con i seguenti orari: lunedì – venerdì ore 15.00/18.30 sabato solo su appuntamento per informazioni info@theartcompanycomo.it Il progetto fotografico “InnerSelf”, di cui sarà costituita la mostra “Alla ricerca dell’Io”, esplora visivamente l’Identità umana e la percezione di sé stessi. L’utilizzo di dispositivi quali specchi, cornici o oggetti che separano e confondono i piani, permette di dare forma alla rappresentazione del molteplice che ci abita. Sperimentando, infatti, punti prospettici differenti, il corpo rappresentato, si aliena da sé stesso e dalla sua rappresentazione usuale. Il fotografo, al contempo, diviene sia soggetto che oggetto, “doppio e multiplo” della sua fotografia e l’Identità rivela la sua natura frammenta, indefinita e ambivalente, mostrando un lato nascosto e misterioso, che prende vita dallo sguardo dell’autore. Nel processo di auto-rappresentazione si fa strada anche il “Perturbante”, ovvero il sentimento di “familiare ed estraneo” con cui è percepita l’immagine del corpo e che è interpretato, nelle opere proposte, attraverso la scomposizione della figura. Il percorso insiste anche sull’atto del vedere in quanto, è proprio attraverso lo sguardo dell’Altro – come accade da bambini con gli occhi della madre- che la nostra identità si costruisce per poi infrangersi, in una tensione costante fra riconoscimento e disconoscimento dell’ Io. Quest’ ultimo appare illusoriamente unico ma, nei fatti, è la somma di tutti gli specchi, reali o introiettati, che ci riflettono, rendendoci talvolta estranei a noi stessi. La scelta stilistica di usare il bianco e nero infine, non intende solo creare una unità estetica, ma anche enfatizzare forme e texture, intensificando l’impatto emotivo e creando un’atmosfera atemporale. Allo spettatore è permesso, in questo modo, di concentrarsi sull’essenza del soggetto e riflettere sulla natura sfuggente del Sé. |

Invito a visitare le recenti opere di Doriam Battaglia, alla Associazione Culturale Via de Benzi 17, Torno (sul lago di Como), dal 3 al 19 aprile 2026
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Dipinto: gatto nero e fiori azzurri

BRUNO BORDOLI, DOVE L’ARTE DIVENTA DONO: TRE OPERE PER LA CITTÀ, Mostra in Campo quadro e progetto didattico. Con il Liceo Artistico Giuseppe Terragni del Centro Studi Casnati, 6 marzo – 12 aprile 2026. La mostra è curata da Veronica Vittani e Francesca Testoni.

BRUNO BORDOLI, DOVE L’ARTE DIVENTA DONO: TRE OPERE PER LA CITTÀ,
Mostra in Campo quadro e progetto didattico. Con il Liceo Artistico Giuseppe Terragni del Centro Studi Casnati, 6 marzo – 12 aprile 2026
Nel gennaio 2025 il Comune di Como ha acquisito in donazione tre opere di Bruno Bordoli, donate dallo stesso artista.
Un anno dopo, la Pinacoteca celebra la donazione con una mostra in Campo quadro, in programma dal 6 marzo al 12 aprile 2026, durante la quale verranno presentate al pubblico le opere di Bordoli entrate a far parte in modo permanente delle collezioni civiche dedicate al contemporaneo.
Si tratta di Cielo stellato (1990), Just now (Proprio ora, 2000, polittico in cinque parti) e La morte tra la gente (2020).
La mostra è curata da Veronica Vittani e Francesca Testoni.
Le opere donate da Bordoli e ora presentate in Campo quadro, spazio gioiello al primo piano della Pinacoteca, ripercorrono 30 anni di carriera dell’artista.
In Cielo stellato, dipinto nel 1990, l’immagine della realtà lacustre locale perde le caratteristiche naturalistiche e la marcata elaborazione formale e coloristica induce all’allontanamento del contesto visivo reale ed all’accentuazione dei caratteri emozionali della scena, che evoca quindi spazi e tempi onirici e simbolici.
Just now fa parte delle opere realizzate a partire dal 1999 denominate “serie o polittici”, costituite ciascuna da un numero contenuto di tele, “parti” che vengono accorpate in composizioni autonome ma preordinate, in modo da contrarre o espandere i singoli temi resi interdipendenti o “possibili” da elementi visionari o simbolici e dal titolo generale dell’opera.
La morte tra la gente, del 2020, è stato dipinto nell’anno della diffusa grande instabilità emotiva causata dalla pandemia covid-19 e, a livello personale, della morte del caro amico Philippe Daverio. L’immagine dipinta, densa di simboli e citazioni, allude alla fragilità umana che oscilla tra il senso di caducità e la tensione verso uno stato di eternità.
L’iniziativa vedrà anche il coinvolgimento di una classe quarta dell’indirizzo Audiovisivo e Multimediale del Liceo Artistico “Giuseppe Terragni” del Centro Studi Casnati. Gli studenti, in occasione della giornata inaugurale, venerdì 6 marzo alle 11.30 in Pinacoteca (aperta a tutti), avranno l’opportunità di conoscere di persona l’artista, che spiegherà loro le sue opere e la sua poetica, rispondendo alle loro curiosità e domande, in un reciproco scambio di suggestioni. Successivamente, nella settimana seguente, l’artista sarà a scuola per svolgere un workshop pratico.
Il progetto è realizzato nell’ambito della convenzione pluriennale stipulata tra Musei civici di Como e il Centro Studi Casnati che coinvolge gli indirizzi di studio artistico, linguistico e multimediale e finalizzato all’attuazione di progetti didattici volti alla valorizzazione del patrimonio storico artistico.
Il progetto è coordinato per la Pinacoteca da Veronica Vittani e Francesca Testoni e per la scuola da Monica Sampietro e Tomaso Vimercati. Gli sviluppi del progetto verranno documentati e presentati sui canali social dei Musei civici di Como.
Come spiegano le curatrici Vittani e Testoni, il progetto nasce dalla volontà di creare un dialogo e un ponte tra due generazioni: Bordoli è un artista che ha molto da raccontare, la sua pratica artistica è urgenza espressiva che l’ha spinto ad affrontare in maniera viscerale moltissime tematiche in cui l’essere umano è sempre protagonista in quanto archetipo e simbolo delle sue fisicità e interiorità: dal mito al sacro, dalle credenze e rituali popolari ai tragici fatti del quotidiano trasmessi dai media. Il suo è un approccio sempre colto, ricco di citazioni letterarie e poetiche. Bordoli ha tra l’altro sperimentato in prima persona la poesia, che come l’arte, è espressione interiore per eccellenza.
La mostra sarà visitabile con il normale biglietto d’ingresso della Pinacoteca oppure con la CoMmUnity card, la tessera annuale che consente l’accesso a tutte le mostre temporanee e alle collezioni permanenti della Pinacoteca civica.
La card consente di accedere senza limiti alla Pinacoteca civica, al Tempio Voltiano e alla Cattedrale di Como negli orari di apertura ed è valida 365 giorni dalla data di acquisto.
È acquistabile presso le biglietterie museali, l’Info point del Broletto e su https://museicomo.vivaticket.it/
Nato a Porlezza (Como) nel 1943, inizia a dipingere nel 1965 e ad esporre con regolarità dal 1967. Ad un linguaggio di matrice espressionista-figurale e successivamente espressionista-astratto, si aggiunge negli anni ‘80 una sorta di misticismo laico reso stilisticamente mediante la contrapposizione e contaminazione formale e contenutistica tra immagini desunte dall’esperienza sensibile ed immagini generate da un altrove extrasensorialeNella sua attività espositiva, di particolare rilievo sono le mostre personali al Museo Diocesano di Milano, al Museo Della Carale di Ivrea, al Credito Valtellinese Sondrio – Acireale – Fano, alle Gallerie Il Salotto e la Colonna di Como, alla Galleria Studio 10 di Chur, alla Galleria Mosaico di Chiasso e alla Galleria Blanchaert di Milano, al Museo Pagani di Castellanza ; alla Facoltà di teologia dell’Università di Lugano e nello spazio espositivo di S. Pietro in Atrio di Como.
Tra le mostre collettive, invece, si ricordino nel 2020 The Last Supper Recall alla Galleria Credito Valtellinese, Refettorio delle stelline di Milano (con Warhol, Spoerri, Avalle e Festa), Del Colore E Della Luce al Museo D’arte Sacra di Camaiore (2019), Quel Che Resta Del Cielo alla Galleria Juttner di Vienna (2006), Bordoli–Gyalai–Valsangiacomo – Torre al Tempio Calvinista a Debrecen in Ungheria (2002). Ha anche preso parte ad Arte Fiera 86 a Bologna (1986).
Dal 1972 interpreta numerosi testi letterari tra i quali ricordiamo: 1984 (G. Orwell, 1984), Ragazzi di vita (P. P. Pasolini, 1994), I promessi sposi: capp. IX e X (A. Manzoni, 2002) e La Divina Commedia: Inferno (D. Alighieri, 2006).
Tra il 2010 e il 2016 produce un notevole gruppo di opere che interpretano tutti i libri della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento. Nel 2017 termina il ciclo sul Cammino di Santiago, da lui percorso nel 2012.
Info mostra
Sede | Pinacoteca Civica di Como – via Diaz 84
Apertura al pubblico | venerdì 6 marzo ore 11.30
Durata | 6 marzo – 12 aprile 2025
Orari | da martedì a domenica ore 10.00 -18.00 (ultimo ingresso ore 17.30)
Mostra compresa nel biglietto d’ingresso della Pinacoteca
Biglietti acquistabili su https://museicomo.vivaticket.it/
Info pubblico Tel. +39 031 269869 – pinacoteca@comune.como.it
www.comune.como.it > vivere il comune > luoghi
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