Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero, regia di Eleonora Moro, “ANGELI”, opera teatrale ispirata al libro di ALICE SEBOLD, mattina del 10 dicembre 2014 all’Auditorium Don Guanella, Via T. Grossi, Como

 Eccezionale mattinata di TEATRO CULTURALE.
Circa 200 ragazzi tra i 14 e 16 anni, accompagnati dai loro bravi insegnanti, hanno partecipato a questa commovente e coinvolgente recita che mette a tema la violenza e l’abuso sui minori.
Qui alcune parti della rappresentazione teatrale di Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero:


Gli attori Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero, hanno messo in scena “Angeli”, ispirato al libro di Alice Sebold  “Amabili resti”.

È la vicenda di Susan Salmon, che, defunta, racconta la sua storia. La violenza subita e l’omicidio perpetrati dal suo vicino di casa: un anonimo costruttore di case di bambole.
Dallo spettacolo teatrale si nota come un episodio di questa portata sia come un sasso lanciato in un lago: crea, inevitabilmente, tanti cerchi intorno. L’assassino cade sempre più a fondo in un abisso che lo inghiotte poco per volta. I genitori perdono le redini della loro vita, si sfalda la famiglia nella disperazione. Così accade agli amici, ai fidanzati…
Tutto ciò è interpretato magistralmente ed è lì alla portata di tutti coloro che vogliono veramente comprendere cosa accade nella psiche di ognuno dei protagonisti della vicenda.

Il progetto prevede, oltre alla fase teatrale e a quella di due approfondimenti, degli interventi nelle scuole, a partire da bimbi di 10 anni. Insegnando loro come riconoscere i gesti che sono sani, da quelli che devono fare squillare un campanello d’allarme.

da Laura Negretti, Marco Ballerini e Sacha Oliviero in “Angeli”, ispirato al libro di Alice Sebold.


"Angeli": al Teatro di Canzo l'opera isprata da Alice Sebold

“Angeli”: al Teatro di Canzo l’opera isprata da Alice Sebold

Canzo, 19 gennaio 2013 – Susie ha quattordici anni ed è stata assassinata da un uomo che abita a due passi da casa sua; adescata da questo signore dall’aria per bene che abusa di lei e poi la uccide.
Una storia che toglie subito il fiato, per la violenza, la crudezza e lo strazio; una storia che non vorremmo ascoltare mai più. Ma in tanto dolore irrompe, inaspettatamente e con forza dirompente, la vitalità di Susie: perché sarà proprio lei dall’alto del suo “personalissimo” Cielo (ovunque esso si trovi), che ci narrerà, dopo la morte, la sua storia; e lo farà con il candore, la delicatezza e lo spirito allegro e senza compromessi dell’adolescenza.
Ci porterà per mano attraverso lo strazio della famiglia e degli amici; attraverso il freddo e disumano calcolo del suo assassino ed il ritrovamento, da parte della polizia, dei suoi resti. Ci commuoverà l’immensa malinconia con cui guarda verso una vita che l’ha abbandonata proprio quando era più piena di promesse, a partire da quel primo bacio mai dato al ragazzo di cui è innamorata. E all’improvviso ci ritroveremo assieme a lei a fare il tifo per suo padre, quando capisce chi è il vero assassino e, pur non avendo le prove, cerca di incastralo.

Susie, dal suo angolo di cielo, diventerà, l’angelo custode di tutti coloro su cui poserà lo sguardo e sarà proprio lei, con la sua sconfinata dolcezza e l’insopprimibile forza della giovinezza, che nemmeno la morte terribile è riuscita a spegnere, che aiuterà tutti, spettatori compresi, a riconciliarsi con la cattiveria ed il dolore del mondo.

“Da molto tempo – spiega Laura Negretti – come compagnia teatrale sentivamo la necessità, umana ben prima che artistica, di confrontarci con la terribile piaga della pedofilia per provare a dare un minuscolo contributo alla sensibilizzazione e, se possibile, alla prevenzione con l’unico mezzo a nostra disposizione:il teatro.

 

Abbiamo sempre esitato perché il nostro timore era quello di affrontare un argomento così delicato con le parole sbagliate. Temevamo di essere inopportuni o forse anche noi eravamo vittime inconsapevoli dell’imbarazzo paralizzante che si prova davanti alla parola pedofilo; uno sfondo sfocato dal quale distogliere lo sguardo: per non vedere, per poter dire io non potevo immaginare. I nostri timori sono svaniti dopo aver letto il bellissimo romanzo di Alice Sebold “Amabili resti”; da subito abbiamo capito che quella era la chiave giusta per parlare di violenza sui minori e sono state proprio le parole di Susie, protagonista, vittima e voce narrante, ad averci convinto. La disarmante dolcezza con cui Susie narra la sua terribile morte, il suo candore e l’ironia dei suoi quattordici anni permettono a noi di ascoltare una storia che mai più vorremmo sentirci raccontare”.

Regia: Eleonora Moro, progetto teatrale Laura Negretti. Con Marco Ballerini, Laura Negretti, Sacha Oliviero

da http://www.ilgiorno.it/como/cultura/2013/01/19/832741-como-angeli-opera-teatro-spettacolo.shtml


 

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