Teatro Sociale e Mary Shelley, in Lake Como Poetry Way – Wikivoyage, guida turistica di viaggio

arriviamo in piazza Verdi dominata alla nostra destra dall’imponente mole del Teatro Sociale. Il teatro costruito tra il 1813 e il 1821 ha avuto l’onore di ospitare una stagione della Scala di Milano quando questa fu gravemente danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Il Teatro è anche ricordato negli aneddoti di Mary Shelley nel suo libro A zonzo per la Germania e per l’Italia quando vi si reca per assistere alla Lucia di Lammermoor e può ammirare il velario con il ritratto di Plinio il Vecchio dipinto da Alessandro Sanquirico. La frequentazione dei territori lariani aveva offerto alla scrittrice il sottofondo culturale per la più famosa delle sue opere, Frankenstein o il moderno Prometeo. I rimandi a Volta e ai Plinii, si trovano già nel primo capitolo quando il dottore Frankenstein resta colpito dagli studi sull’elettricità al punto da abbandonare le letture dei naturalisti del passato, eccetto «Plinio e Buffon, tanto utili quanto interessanti». Inoltre, nella seconda edizione del romanzo, Mary Shelley, cambia la storia della moglie-sorellastra dello scienziato, facendola diventare la figlia di un patriota italiano incarcerato dagli asstriaci e adottata durante un soggiorno a Como.

Lake Como Poetry Way – Wikivoyage, guida turistica di viaggio

“Dante Spiritualmente” organizzato a memoria del settimo anniversario della morte del sommo Poeta, a cura dell’Associazione Carducci di Como e in particolare di Miriana Ronchetti, Domenica 23 maggio alle ore 18.30 nel contesto del parco di Villa Olmo

Domenica 23 maggio alle ore 18.30 nel contesto del parco di Villa Olmo, a cura dell’Associazione Carducci di Como e in particolare di Miriana Ronchetti, responsabile del dipartimento teatro, si terrà il recital itinerante “Dante Spiritualmente” organizzato a memoria del settimo anniversario della morte del sommo Poeta.
L’iniziativa ha ottenuto numerosi consensi tra i quali il patrocinio morale del Comune di Como e dell’Università dell’Insubria, a conferma della validità dello spettacolo, che, al di la della recita dei sonetti più significativi della Vita Nova, intende riproporre il viaggio ideale di Dante attraverso l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso.
In tale contesto saranno rievocati gli episodi di Paolo e Francesca, di Ulisse, del Conte Ugolino (Inferno), di Manfredi, di Sordello da Goito (Purgatorio), di San Bernardo (Paradiso), grazie anche alla disponibilità degli allievi del corso di recitazione di Teatroarte.
Il Presidente dell’Associazione Carducci Prof. Manlio Siani introdurrà il recital, soffermandosi in particolare sull’attualità del capolavoro dantesco, che trova ancora sicure affinità con i tempi nostri.
In sostanza trattasi di un recital semplice, ma nel contempo ricco di momenti emozionali coinvolgenti, grazie all’interpretazione degli attori Corrado Bega e Miriana Ronchetti, alle arie cantate da una giovane soprano Stefania Butti, ai movimenti ritmati delle dodici comparse sapientemente coordinate dalla danzatrice Gigliola Foglia.
La regia segue un filo dinamico programmato da un percorso a tappe in mezzo al parco secolare di Villa Olmo, nel quale si è soprattutto voluto evidenziare, al di là dell’indiscutibile validità poetica, il temperamento del sommo Poeta.
E’ in lui evidente l’indubbia connessione tra intelletto e sentimento, grazie al quale gli intensi affetti vengono disciplinati, mentre a loro volta gli ideali passano nella sfera affettiva divenendo appassionate convinzioni.
Lo spettacolo proposto prenderà le mosse proprio da questi presupposti.
Inoltre l’esperienza viva del cammino in natura di circa un’ora sta nell’intento della regia simboleggiare il percorso della vita dal buio alla luce e camminare insieme diventerà così un modo concreto per fare unità in questo difficile momento, condividendo tutti insieme versi dalla bellezza senza tempo.
Programma:
Letture interpretate da “La vita Nuova”:
Sonetti XIII, XIX, XX, XXI, XXIII, XXVI
Da “La Divina commedia”
Inferno: canto I – canto III  – canto V
Canto XXVI (85-142) – canto XXXIII (1-90)
Purgatorio: canto III (88-145) – canto VI (58-151)
Paradiso: canto XXXIII
Interpreti: Corrado Bega, Miriana Ronchetto, Stefania Butti, soprano Presentazione: professor Manlio Siani, presidente dell’Associazione Giosuè Carducci
Un grazie alle persone che si sono rese disponibili come Comparse: Daniela Notari, Paola Ferrari, Luisella Longhi, Graziella Bellieni, Mara Cacciatori, Manuela Luvrano Dustin Battistini, Michele D’Argenio, Diego Rizza, Marco Posa, Piero Danieletti.                                Coordinamento gestuale, Gigliola Foglia
Scena e immagine, Pietro Introzzi
Costumi: Claudia Colombo
Collabora come aiuto regia, Manuela Luvrano
Grafica, Laura Catelli
Sito web, Leone Ilaria
Regia e testo, Miriana Ronchetti

Si ringrazia l’azienda Pinto, Le Officine, Factory di Via Scalabrini, per i tessuti.
 
Secondo appuntamento di Teatro Carducci Primavera:

Venerdì 18 Giugno ore 18,30  Sala Musa del Carducci: ABOUT MARYLIN – Un recital interamente dedicato a una donna della quale si sa tutto e nulla. Marilyn Monroe

Info: associazione Giosuè Carducci tel. 031.267365

www.associazionecarducci.it

vedi anche

https://mylakecomo.co/it/eventi/dante-spiritual-mente/?fbclid=IwAR0TlGWGcEzLav35uhFSRgeIRS44USlaZC8i6w06EcusO5NmXy1Qsrnb1aU

La storia del Teatro Politeama, in Società del Politeama srl

Teatro Politeama

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Società del Politeama srl

com’era una volta l’ ARENA DEL TEATRO SOCIALE, Como

TEATRO SOCIALE di Como, pianta tridimensionale, pubblicata su Corriere di Como, 30 nov 2013

LA CASA DELLE FIABE, dal 5 dicembre 2019 al 6 gennaio 2020. Per informazioni e prenotazione: teatroarte.iol.it

sito:

http://www.teatroarte.it

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TEATRO SOCIALE di Como: Sala bianca; Sala dello Zodiaco; Sala Turca; Sala Giuditta Pasta, da https://www.salabiancacomo.com/it/home/

Sala bianca:

Sala dello Zodiaco:

Sala Turca:

Sala Giuditta Pasta

da

https://www.salabiancacomo.com/it/home/

Corsi di “Recitazione- Teatro è terapia” per adulti al centro civico di Camerlata ; Corsi per bambini all’istituto Giosuè Carducci di Como, v.le Cavallotti, a cura di www.teatroarte.it

 

Presentazione dei Corsi

-18 settembre ore 20,30 presentazione dei Corsi al centro civico di Camerlata via Varesina, 1
Adulti. Nei nostri corsi si intendono adulte le persone da anni 14 in avanti.
Una volta alla settimana due corsi differenziati o , se ci saranno pochi partecipanti, un corso unico.
Corso avanzato mercoledì dalle 20.30 alle 22.30 – Centro Civico di Camerlata.
Corso principianti: il martedì dalle ore 19,30 alle 21,30 presso Istituto Carducci, viale Cavallotti. Como

-Da 18 settembre Martedì mattina (10-11,30) c/o Istituto Carducci, v. le Cavallotti Corsi sulla Voce e sull’energia che da essa ne arriva, impostazione, articolazione, lettura e interpretazione per meglio relazionare.
-Ragazzi (da 6 a 13 anni): da ottobre ‘19 – Ogni mercoledì dalle 16,45 a 18.15 Istituto Carducci.

La mia idea sugli effetti del “fare teatro”

“Dal 1992 conduco corsi per avvicinare le persone all’arte “saggia” del Teatro condividendo la mia esperienza. I partecipanti, ogni anno, hanno rappresentato diverse commedie, pieces, recitals, tutti composti originali o adattati teatralmente da me. Fare teatro e applicare il teatro quasi fosse una terapia ( e lo è) vuol dire “RIBELLARSI”; ribellarsi per amore della vita che ci è stata data, ascoltandone i veri bisogni e le vere ragioni; unici e differenti per ogni essere umano. In questo modo inizieremo a creare una vera unità fra corpo e spirito”.
Qualcosa di importante da sapere…Il Teatro è la casa di tutti i linguaggi.

Ogni serio insegnante di recitazione trae le regole, le basi dei propri corsi dalla propria esperienza che nel tempo ha coltivato, affinato e modellato.
Quando si scala una montagna per raggiungere la cima, l’elemento più importante non è la cima oramai raggiunta ma l’utilizzo di forza, di decisione, coraggio, pazienza, costanza, concentrazione; questo va a beneficio dell’uomo e gli conferisce esperienza e maturità. Con un corso di teatro, più o meno è la stessa cosa. Occorre applicazione, una fermezza nel decidere e sopra ogni cosa capire e sapere perché si desidera fare un certo tipo di corso e non un altro. Dopo circa 25 anni di insegnamento della recitazione teatrale, giungo alla conclusione che è molto meglio e più gratificante per tutti, essere in pochi ma determinati e convinti di affrontare un percorso che, pur offrendo spazi di evasione, sia di vero aiuto nel cammino verso la comprensione delle proprie azioni, delle scelte; occorre saper rivalutare la capacità di pensiero individuale nella sua pratica, per arrivare all’applicazione della volontà. Seguire un corso di teatro è una pratica che riguarda l’anima, l’interiorità della persona, il pensare artistico immaginifico, un grande lavoro di “scavo”. Scopo degli incontri è anche una sempre più desta autocoscienza al raggiungimento di una consapevolezza mentale e corporea che inizieranno a farsi sentire dopo aver acquisito una libertà al di fuori del mondo del solo pensiero. Attraverso le sole percezioni l’uomo si sentirà più libero di esprimersi e al di fuori del pensiero ordinato, anche il corpo si sentirà in uno stato di infinita libertà. Ma ricordate: ognuno ha i suoi tempi. Un corso di teatro potrebbe durare una vita intera.

Perché il mio corso di Teatro si chiama” Teatro è terapia”.
Preciso una volta per tutte che non è un corso di teatroterapia bensì “Teatro è terapia” e il significato è davvero diverso. Confermo cioè che, dal mio punto di vista, il teatro potrebbe essere una terapia. Una fra le tante problematiche che si riscontrano oggi nella maggior parte degli individui è l’incapacità di “ascoltare” le movenze emotive degli altri. Non mi pare il luogo per entrare in quelle che sono le cause psico-sociologiche di questa posizione umana che è la base delle incomprensioni.
Tramite diverse tecniche teatrali, è possibile, già inizialmente, intuire che nella ”zona teatro” esiste una speranza; quella di poter superare l’egocentrismo che conduce sempre a considerare solo le proprie necessità, come se fossimo il “centro del tutto”. Il lavoro di gruppo serve per imparare (a qualsiasi età) a mettersi “in ascolto”, facendo divenire questo processo un’abitudine che, se coltivata, darà vita a rapporti più veri, coscienti. Col tempo potrebbe anche insinuarsi la “vera tolleranza” che apre il mondo personale al mondo del diverso. Come possiamo osservare, si parla sempre d’Amore. Continuerò a parlare di questi argomenti nel mio libro “Il teatro nell’anima” e, ovviamente, nei miei corsi. Cerchiamo di scoprire un modo di essere in un mondo nostro e possibile, migliore di quello impostoci come reale dall’attuale società. Useremo le parole, i gesti, i suoni, i colori, i volumi ed in questo modo essi ci ricondurranno all’essenza smarrita dell’uomo e dell’abitare la vita”. Miri Ronchetti

STAGES “Gli spazi di relazione”al Carducci con Matteo Gazzolo, Mario Cei e Miry Ronchetti.

Gli stages entrano a far parte del progetto “AD MAIORA” proposto dall’Associazione Carducci di Como grazie al contributo di Fondazione Cariplo. Progetto che sarà a breve promosso e divulgato tramite conferenza stampa.
Con gli stages ci si propone di avviare gli interessati alla conoscenza dei mezzi vocali atti a parlare in pubblico, leggere in modo espressivo ed efficace un testo, divertendosi e recuperando così l’arte della parola, in un’epoca dove la quantità di informazioni va forse a scapito della qualità. Il progetto prevede l’attivazione di gruppi di lavoro formati da giovani e meno giovani per creare uno scambio di esperienze che arricchiscano i partecipanti. L’obiettivo è quello di rendere armonico il rapporto fra voce, corpo-mente in relazione a se stessi e con gli altri, aumentando la propria capacità relazionale. Scopo: rallentare e aggraziare la parola. Sconfiggere la timidezza ed acquisire capacità di oratoria.

4-5-6 OTTOBRE stage sulla ricerca del personaggio; per imparare a entrare nei nostri personaggi con Matteo Gazzolo, attore e docente di recitazione. Adatto a coloro che sono interessati a dare voce a un personaggio, per lavoro (insegnanti, oratori, formatori), per interesse artistico, culturale, personale.

16-17 NOVEMBRE 2019 stage per imparare a parlare e a leggere con Mario Cei, attore e docente di recitazione; per apprendere un nuovo modo di leggere, di interpretare, per comunicare veramente.

30 NOV-1 DICEMBRE 2019 stage di scrittura autobiografica, con Miriana Ronchetti, attrice, regista e autrice. Pensato per fornire le basi per presentarsi agli altri, sia nel lavoro che nel campo personale.

8 – 9 FEBBRAIO 2020 stage di scrittura cinematografica, con Miriana Ronchetti. Come si imposta una sceneggiatura cinematografica? Quali sono i principali elementi? Il soggetto, l’oggetto e i campi di ripresa.
Numero massimo di partecipanti per ogni stage: 10 persone

Informazioni e programma
Info: cell. 329.3817686

mail: teatroartedidattica@gmail.com / teatroarte@iol.it

https://www.youtube.com/watch?v=bqJNa2qrp_4&t=11s

www.teatroarte.it

www.clubamiciquasimodocomo.it

 www.associazionecarducci.it

https://www.facebook.com/events/2398426283743599/?event_time_id=2398426423743585

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proiezione cinematografica: TEMPI MODERNI di Charlie Chaplin, con colonna sonora eseguita dal vivo al pianoforte da Samuele Dell’Oro, in Piazza Cacciatori Delle Alpi (davanti al Politeama) sabato 15 giugno 2019, ore 20

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CLAUDIA FONTANA, LA BIMBA DORATA, MONOLOGO TEATRALE TRATTO DA “IL SOLE CON L’OMBRELLO” DI PAOLO BIGNAMI, domenica 24 marzo 2019 al Teatro di Albavilla , ore 16,30

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Il racconto prende spunto dal celebre romanzo di K. Bruckner Il gran sole di Hiroshima, e segue la vicenda vissuta di una ragazzina che è diventata simbolo della sofferenza e della rinascita di quel troppo vasto numero di persone soggette alla prima bomba atomica.
Sadako è il nome della bambina la cui statua oggi campeggia a Hiroshima mentre solleva un airone di carta, simbolo di lievità nella tragedia, quella stessa lievità che, nonostante il tema, lo spettacolo si propone di adottare come metodo di approccio per la conoscenza del fatto da parte di tutti. Insieme a Sadako si vuole far conoscere anche coloro i quali lei ha incontrato in quel 6 agosto del 1945 e che sono rimasti con una parola, un’azione, un gesto, un pensiero a metà. Lo spettacolo, il progetto, è in qualche modo un tentativo di ricomporre la metà successiva.

Prendendo spunto da un’antica leggenda giapponese che vuole che chi sia in pericolo di vita si salvi grazie alla costruzione di mille aironi di carta (il metodo detto origami), il progetto prevede che agli spettatori, prima della messa in scena, sia insegnata la costruzione degli aironi di carta, e una canzone che fa parte dello spettacolo.

vai al blog di CLAUDIA FONTANA

https://claudiafontanateatro.wordpress.com/

il TEATRO SOCIALE è a norma per la prevenzione incendi, in La Provincia, 2 marzo 2019

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A Como appena ieri… avevo sempre fame, tratto dal libro di Licia Badesi. Adattamento teatrale, ricerca immagini e regia: Miriana Ronchetti. Con Corrado Bega e Miri Ronchetti. Sala Musa dell’Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 21, 15 febbraio 2019

TEATRO CARDUCCI 2019 – VARIAZIONI DI STILE
Sala Musa dell’Istituto Carducci, viale Cavallotti 7, ore 21, ingresso libero per i soci, con contributo volontario per i non soci

A Como appena ieri… avevo sempre fame, tratto dal libro di Licia Badesi. Adattamento teatrale, ricerca immagini e regia: Miriana Ronchetti. Con Corrado Bega e Miri Ronchetti. Comparse – ombre: Carlo MiglioreEmanuele SalvadèLaura CatelliMarco WenkMariateresa Carminati e Veronica Minesso.
Una ricognizione nella cronaca, nella vita quotidiana, attraverso le testimonianze di chi ha vissuto a Como fino all’inizio degli anni Sessanta, quando pareva che il benessere fosse a portata di mano e si cominciò a parlare – con termine che oggi possiamo dire quanto mai improprio – di “miracolo economico”.

da

BiBazz | Venerdì 15 febbraio

Politeama di Como, viaggio nell’ex cineteatro chiuso dal 2005, servizio giornalistico di Vittoria Dolci per Espansione TV, 13 febbraio 2019

fonte informativa:

Politeama di Como, viaggio nell’ex cineteatro

MARCO BALLERINI, il teatro in casa: AMLETO SOLO, da William Shakespeare

TRACCE e SENTIERI: biografie fra Tempo, Luogo, Eros, Polis e Destino

Buongiorno.

Non serve palco.
Non servono luci.
Niente scenografia.
Ho solo un costume uno sgabello e alcuni oggetti di scena.
Mi basta il salotto di una casa.
un po di persone
Marco Ballerini

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curriculum  artistico di MARCO BALLERINI

curriculum vitae

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MARCO BALLERINI: TRE POESIE PER TRE RAGAZZE. Dalla recita teatrale: Lo spettatore in scena, a Brunate (Como) , il 7 luglio 2018

tutti i video della serata sono qui:

https://coatesa.com/2018/07/02/marco-ballerini-in-lo-spettatore-in-scena-a-brunate-il-7-luglio-ore-21/

MARCO BALLERINI: il CAPITANO ACHAB (nella traduzione di Cesare Pavese). Dalla recita teatrale: Lo spettatore in scena, a Brunate (Como) , il 7 luglio 2018

tutti i video della serata sono qui:

https://coatesa.com/2018/07/02/marco-ballerini-in-lo-spettatore-in-scena-a-brunate-il-7-luglio-ore-21/

MARCO BALLERINI: il DOTTORE. Dalla recita teatrale: Lo spettatore in scena, a Brunate (Como) , il 7 luglio 2018

Liberamente tratto da questo testo di una spettatrice NON IN SCENA:

Ed ora la parola al magnifico chiarissimo rettore Prof. Remoulet, Université des Etudes Supérieurs de la Sorbonne, de Sully sur Seine, che ci relazionerà sul tema “Visibility aids for pedestrian and cyclist: suggestions in the percpetion of human walking”.

Ringraziamo il Prof. Remoulet per il suo sforzo a sostenere l’intervento della nostra madre lingua, onde evitare, data la complessità dell’argomento, facili fraintendimenti nella traduzione simultanea.

Ovazione in sala.

Prof. Remoulet:

Grazie, grazie. Applausi solo alla fine, per favore.

E’ doveroso ch’io esplichi, in conclamatio, l’iperbole decrescente della fededegna prosecutio che, acusticizzata nei meandri polarizzati ubicati a livello subcorticale nel collicolo superiore, permangono a dimostrare l’effetto inibitorio dei potenziali d’azione codificati dal mesencefalo, o per meglio dire, dal prosencefalo, artefice protozoico della parte molle, imbibita e turgosa della craniosità emilaterale pompata a ridosso dell’atrofizzazione neurovegetativa.

Perchè voi ora certamente vorrete sapere se lo scollegamento del common fate tra l’interezza da captatio e la deframmentazione da menomanza intragenetica con deduzione preconscia e automatica, possa, con il convincimento correlato accidentalmente al cogito della percepitio, costituire l’unica guida di avverbamento con le espressioni degli emoticon.

Ebbene, sia pur con l’incommensurabile incipit così come avveniristicamente rimembrato dall’esimio Prof. Olveczky, peraltro non analogamente confutato, e, anzi, accademicamente valutato, soppesato, ricusato e, infine, rescisso dal discrezionale Prof. Ouchi e dai suoi antesignani Prof. Martinez-Conde e Baccus Maister – Dio li abbia in gloria! – essi,insieme, nei paralipomeni delle Vulgate Medicatio Cronache, sostengono il proparossitono nella disambiguazione tra lo sfarfallio della cecità da inattenzione e il priming negativo dell’abbreviazione dell’interruzione del visus.

Ora, se il giro paraippocampale imbriglia le approssimazioni cataforiche, badate bene, tra percepitio e immaginatio, solo in questo disruptivo ed esimente mucidume, la dura mater preporrebbe la genesi dei saccadi.

Perché, e qui lasciatemi acclamare il profetico Doktor Engelbart, la traiettoria ellittica da moto non uniforme tra accelerazione e decelerazione, calcolerà il punto di confusione tra immaginatio e illusio, con un effetto flash-lag, già magnificamente e ineccepibilmente documentato da Doktor Krekelberg nel trattato “Vista postfetica”.

Un po’ d’acqua, s’il vous plait.

Nella resipiscente ipotesi che la pulverulenta e fermentescibile ficoeritrina irrompa nella giuntura temporo-parietale, in questo caso, attenzione s’il vous plait, la sensatio esperita ricondurrebbe a quello stato ipnagogico, già sperimentato sul melopsittaco, che incucupirebbe l’errabondo moto versus determinato dalla differenza interaurale.

Per concludere, il raggruppamento euristico nella sua massima minimizzazione assoda che i picchi sovrapposti rilevati nel posttraumatic stress disorder è ottimale nel trasferimento da sistema caldo a freddo, e che, pertanto, la direzione dello sguardo nell’ubicazione spaziale produce il priming a livello della corteccia frontale indispensabile alla sincronicità tra visibility and action.

La vulgata verba esprimerebbe in primitivo volant: “Chi va piano va sano e va lontano”. Spero che il mio italiano sia stato sufficientemente comprensibile.


tutti i video della serata sono qui:

https://coatesa.com/2018/07/02/marco-ballerini-in-lo-spettatore-in-scena-a-brunate-il-7-luglio-ore-21/

MARCO BALLERINI e CIRANO DI BERGERAC. Dalla recita teatrale: Lo spettatore in scena, a Brunate (Como) , il 7 luglio 2018

tutti i video della serata sono qui:

https://coatesa.com/2018/07/02/marco-ballerini-in-lo-spettatore-in-scena-a-brunate-il-7-luglio-ore-21/

MARCO BALLERINI recita POESIE. Dalla recita teatrale: Lo spettatore in scena, a Brunate (Como) , il 7 luglio 2018

tutti i video della serata sono qui:

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CLAFUNE’ TEATRO presenta: CLASSICI PER RIDERE e ESERCIZI DI STILE PER RIDERE, 30 giugno 2018, a San Fermo della Battaglia – Cavallasca, Villa Imbonati

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MARCO BALLERINI in Lo spettatore in scena, a Brunate (Como), il 7 luglio 2018. Alcuni video della indimenticabile serata

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Cineteatro Politeama di Como: dopo l’abbandono torna la speranza – in Il Giorno/Como/cronaca, 27 marzo 2018

 

Como, 27 marzo 2018 – Dopo anni di completo abbandono si torna a sperare per il cineteatro Politeama, al centro di un progetto del conservatorio cittadino che scoppia per problemi di spazio. Malgrado gli sforzi e i doppi turni è sempre più difficile far convivere all’interno delle aule di via Cardorna oltre seicento studenti che arrivano fin qui da buona parte della Lombardia e dal Canton Ticino. Utilizzare l’ex-Politeama potrebbe essere ben più che una valvola di sfogo, vista la possibilità di contare su un auditorium dall’acustica praticamente perfetta in grado di ospitare quasi un migliaio di spettatori, in più ci sarebbero anche tanti spazi da riconvertire in aule e laboratori per le lezione. Un progetto di massima esiste già, realizzato dallo stesso conservatorio che qualche anno fa senza successo aveva proposto di trasformare l’antico cinema in una cittadella musica.

… segue ….

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Cineteatro Politeama di Como: dopo l’abbandono torna la speranza – Cronaca – quotidiano.net

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Il paese delle facce gonfie, di e con Paolo Bignami, lunedì 8 gennaio 2018 ore 15.30 presso la Piccola Accademia in via Castellini, 7 a Como

l’Associazione culturale Teatrame

presenta 

Il paese delle facce gonfie

di e con Paolo Bignami

musiche dal vivo di Bruno Venturini

Premio Mario Fratti 2017

Premio Tragos, Sezione Monologhi 2017

Segnalazione Speciale Vincenzo Di Lalla

secondo al premio Un bagaglio di idee 2016
testo pubblicato da  “la mongolfiera editrice”

 lunedì 8 gennaio 2018 ore 15.30

presso la Piccola Accademia in via Castellini, 7 a Como

Ingresso over60: 5 euro
Con degustazione te, tisane e biscotti a fine spettacolo

Una narrazione dai toni leggeri. Un uomo racconta un disastro annunciato, un disastro ambientale che avrebbe potuto essere evitato se si fosse dato ascolto a chi aveva a cuore la salute della gente. E’ un uomo che avrebbe voluto tornare bambino, quando le nuvole gli passavano sopra la testa ed erano desideri che aspettavano di prendere forma. Il bambino ritorna nel linguaggio e nello sguardo ingenuo e dissacrante sugli avvenimenti.

La storia, i luoghi e i personaggi sono di fantasia, ma tornano alla mente i grandi disastri che hanno danneggiato salute e ambiente, a partire dalla nube tossica di Seveso, via via fino ai nostri giorni, a testimoniare che poco si è imparato negli anni.
Paolo Bignami è autore teatrale e insegnante nelle scuole superiori.  Nel 2015 ha vinto il Premio Aenaria con il testo “Lo spazio vuoto”.  Nel 2012, con il testo “Temporary sciò”, ha vinto il “Premio Fersen”, per la sezione Monologhi. Ha vinto nel 2004 il premio speciale Enea Ellero, con la collaborazione di Roberto Sampietro, con “Il sogno di Evelina”, in veste di autore e attore. Nel 2003 è stato premiato il testo “Ho perso la mia coda”, al “Premio Fersen”

Bruno Venturini inizia a studiare l’organetto diatonico nel 1992 frequentando i Corsi organizzati dall’ Associazione di cultura popolare del Canton Ticino.

Successivamente entra a far parte del gruppo di musica tradizionale D’Altrocanto di Como; gruppo che ha al suo attivo 5 cd e numerosi concerti in teatri, piazze e chiese della Provincia di Como e di altre Province lombarde.

Collabora inoltre con la Compagnia teatrale Teatro Città Murata di Como – con la quale partecipa allo spettacolo “Nozze di luna” – e con la Compagnia Anfiteatro di Blevio – per lo spettacolo “Con la luna sulle spalle”.

Informazioni e prenotazioni: 348 3629564 o 3493326423 info@teatrogruppopopolare.it

 

“Il paese delle facce gonfie” ha ricevuto il Premio Mario Fratti 2017 con la seguente motivazione:

Un testo impegnato come denuncia di un mondo che ignora i diritti umani. Nell’intenzione dello scrittore il desiderio di cambiare, di rivoluzione. Bel lavoro di drammaturgia in cui la struttura monologica trova un senso nel fatto che la protesta, la “rivoluzione” è fatta da uno a dispetto di molti. Fin dalle prime battute emerge una teatralità ben definita e ben strutturata, il racconto passa attraverso un personaggio ben disegnato e con un deciso spessore drammatico, descrivendo bene una realtà oltre che un immaginario. Colpisce, nel dramma, la lievità del tono poetico che pervade l’opera. 
“Per la capacità di parlare di un tema socialmente importante, quale quello dei disastri ambientali, usando tecniche di scrittura e immagini che rimandano anche al testo poetico e che contribuiscono a rendere meno cruda la realtà. Immagini di nuvole bianche che solcano ogni giorno il cielo alla stessa ora, capaci di stimolare la fantasia di un bambino verso pensieri positivi.”

Premio Tragos e Segnalazione Speciale Vincenzo di Lalla

La verità ha una semplicità disarmante, ma spesso denuncia meccanismi unti e velenosi.

Una voce delicata e aspra di un personaggio puro per uno spettacolo di teatro narrazione a tratti poetico e commovente.

PERSINSALA – Alfredo Agostini Premio “Un bagaglio di idee”

 

Monologo molto intenso, in cui i valori etici e civili che esprime sono filtrati ed elaborati al vaglio di un non comune afflato poetico, e di un clima sospeso di vera suggestione visionaria.

LUMINATEATRI – Letizia Bernazza e Giorgio Taffon – Premio “Un bagaglio di idee”

 

Emozionante, adatto ad una messa in scena anche non come mero monologo: lessico semplice e volutamente alla portata di tutti. Personaggi tratteggiati con semplicità e maestria. Un tema attuale, crudele, vero, quello della tutela dell’ambiente e dei rapporti con la produttività e salute sul lavoro. Metafore assolutamente pregnanti e una grande resa poetica che incanta, convince, commuove.

IL GUFETTO – Antonio Mazzucca – Premio “Un bagaglio di idee”

 

Undici monologhi poetici di una tristezza infinita mista a indignazione, sfiducia nell’essere umano, paura, fatalità ineluttabilità, intrecciate sapientemente attraverso le parole apparentemente incoerenti di un bambino mai cresciuto.

The Silence of the Lambs (Il silenzio degli innocenti, 1991) di Jonathan Demme, versione restaurata in 4K, a NOIR in Festival, Como, Teatro Sociale, 9 dicembre 2016

“Come farfalle…quando la vita diventa un volo” di Miriana Ronchetti, 21 ottobre 2017

Alle 21 di sabato 21 ottobre 2017, Teatroarte Orizzonti Inclinati al Teatro nuovo di Rebbio (via A. Lissi, 9, Como) lo spettacolo di Miriana Ronchetti Come farfalle… quando la vita diventa un volo

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[Arci - Giornalismo partecipato]

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Alle 21 di sabato 21 ottobre, Teatroarte Orizzonti Inclinati al Teatro nuovo di Rebbio (via A. Lissi, 9) lo spettacolo di Miriana Ronchetti Come farfalle… quando la vita diventa un volo. Di seguito il comunicato stampa:

Come farfalle …quando la vita diventa un volo (60′)
Teatro Nuovo di Rebbio, sabato 21 ottobre, ore 21

Storia teatrale di Miriana Ronchetti che racconta le vicissitudini di una figlia alle prese con la cura quotidiana alla madre affetta da demenza. L’evento è finalizzato a sensibilizzare la cittadinanza sulle tematiche relative alla demenza senile e la malattia di Alzheimer, organizzato da Progetto Sociale onlus Cantù in collaborazione con Associazione Asylum Camerlata.

Il costo del biglietto è 10 euro.
Per informazioni : tel. Progetto Sociale  031 715310  oppure  teatroarte: cell 329.3817686

Qui un video di presentazione dello spettacolo.

La storia
Una donna, a un certo punto della sua esistenza, inizia a tralasciare tutte le sue abitudini, il…

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“DELIRI DI…VERSI”, 9°, RASSEGNA DI TEATRO POETICO “NIVUL e SOGN”, dal 18 GIUGNO A OTTOBRE

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DOMENICA 18 GIUGNO ‘17 ore 21 Istituto Giosuè Carducci, V. Cavallotti CO   FAME DI SOGNO 

Un adattamento basato sul rapporto tra uomo e natura, sugli istinti e sull’irreale che c’è in ognuno di noi. Allievi adulti e allievi ragazzi uniti sul palco. Produzione Orizzonti inclinati. Testo regia di Miriana Ronchetti                          

SABATO 24 GIUGNO ’17 ore 21 Teatro di S. Orsola v.le Lecco – Como      MANIE MANIE MANIE

Il nostro interprete, Bob, rappresenta la vittoria della spontaneità e dell’immediatezza, su quando invece è artificioso e scontato. Quella “maschera” assunta nei ruoli sociali ne viene a tal punto stravolta che il protagonista finisce addirittura per conquistare ed affascinare la famiglia dello stesso psichiatra che lo ha in cura, imponendo i suoi tempi e ritmi di vita.  Interpreti: gli allievi del corso avanzato di teatro. Produzione Orizzonti inclinati. Testo regia di Miriana Ronchetti                          

SABATO 1 LUGLIO ’17 ore 20,30Centro Civico di Via Grandi, Como   LA MATERIA OSCURA

“Con un piede già su Marte” Presentazione del libro fantascientifico della scrittrice Olga Karasso. In questo nuovo affascinante racconto di Olga Karasso, dai contenuti così seri e profondi ma nel contempo così sottilmente ironico e attuale, il protagonista è un giovane ignoto scrittore di fantascienza che, per sbarcare il lunario, si trova a intervistare un famoso fisico nucleare, geniale nel suo campo ma in aperto contrasto con il mondo accademico e dal carattere molto scostante, che lo tratta con sufficienza sciorinandogli una serie di teorie e opinioni stravaganti sulle recenti clamorose scoperte sul mondo subatomico e sulla Materia Oscura. Sarebbe infatti un enorme peccato se questo bellissimo minuscolo pianeta mutasse i connotati per colpa della brulicante poco saggia creazione che si trova appiccicata addosso… Con il suo noto stile fluido e raffinato, ne La Materia Oscura l’autrice gioca con le sue personali allusioni sul senso dell’esistenza umana e sull’idea di Dio, sull’etica e sul sentimento di onnipotenza di molti uomini di scienza che stanno preparando il futuro dell’Umanità. Finale sorprendente. Con Olga Karasso e Miriana Ronchetti                      

 

SABATO 22 LUGLIO ’17 ore 10,30     Farmacia Piazzale Camerlata, 3- Como                          POETRY THERAPY                           

Incontro con letture e suoni – Aperitivo a base di fresche tisane.                                                 Voce recitante: Miriana Ronchetti- Suoni e musiche di Matteo Gazzolo  

La terapeuticità della poesia (Poetry Therapy) è una realtà consolidata in America già fin dalla metà del secolo scorso. Conosciamo il valore profondo della parola poetica per il suo equilibrio estetico, la capacità di suggerire fantastiche visioni che riconducono al personale mondo. In poesia regna un linguaggio illogico, non razionale ma metaforico e simbolico, lo stesso linguaggio della fantasia, lo stesso linguaggio dei sogni che contengono simboli densi di significati che vivono nel subconscio.             

SABATO 16 SETTEMBRE ’17  ore 20,30                 ELOGIO DELLA FOLLIA   Istituto Giosuè Carducci, Viale Cavallotti – Como

Improvvisazioni teatrali tratte da opere di filosofi e registi che hanno trattato il tema della follia, interpretate da Miriana Ronchetti- Al pianoforte il Maestro Teodoro Curcio con improvvisazioni musicali. La pazzia costruisce città, imperi, istituzioni ecclesiastiche, religioni, assemblee consultive e legislative: l’intera vita umana è solo un gioco; il “semplice gioco” della Follia. (Erasmo da Rotterdam, con l’Elogio della Follia, guarda e invita a guardare alla demenza del mondo con occhi nuovi: nella consapevolezza che la realtà è quella che è e, in fondo, si cono sempre delle ”ragioni” in quello che gli uomini fanno – come non tarderà a sottolineare il Machiavelli – per cui vale forse la pena di dar credito alla ”follia”.

SETTEMBRE da VEN. 22 a DOM. 24                   Ist. Giosuè Carducci, V. Cavallotti

STAGE “TEATRO e FOLLIA con Matteo Gazzolo–”La pazzia, signore, se ne va a passeggio per il mondo come il sole, e non c’è luogo in cui non risplenda.”  William Shakespeare . Contributo di partecipazione. Occorre prenotare

SABATO 7 OTTOBRE ’17 ore 20.30 Centro civico di Albate, Cascina Massee  UN CUORE ALL’INDICE

Il poeta Mauro Fogliaresie il fotografo Gin Angripresenteranno il loro libro. Nel libro il poeta e il fotografo non si incontrano su un tema, non raccontano la stessa storia, non usano lo stesso linguaggio, ma misteriosamente si muovono nello stesso paesaggio di emozioni, il territorio dell’inquietudine del vivere e della solidarietà verso le vite “storte” della moltitudine degli esclusi.Accompagnamento musicale di Paolo Fan.

LUNEDI 9 OTTOBRE ’17 ore 20,30 Agriturismo Shakei Monte Rosa 1 Grandate, CO “IL MIO PRIMO LAVORO DI PSICOLOGA”

Il Centro Studi Panta Rei presenta il libro di Maria Cristina Foglia Manzillo.Questo scritto parla del suo primo incarico da psicologa. Risale a molti anni fa, aveva conseguito la laurea da poco e si era ritrovata per caso nel progetto messo a punto dai Servizi Sociali di un Comune per il recupero di un quartiere disagiato e ai margini della società. 

OTTOBRE CINEMA                                                  Giovedì da definire con Arci                                     LA PAZZA GIOIA                             

Cinema Gloria Xanadù Via Varesina, Como Ne La pazza gioia di Virzì si parla di salute mentale: è nella relazione terapeutica tra le due protagoniste il vero ingrediente indispensabile per la cura. Con “La pazza gioia” il cinema di Virzì si libera – almeno in parte – dalla tirannia del senso e insegue un racconto che corre a briglia sciolta sul crinale della follia. Protagoniste sono due ospiti di “Villa Biondi”, Beatrice e Donatella, recluse tra le mura di una casa di recupero per donne affette da disturbi mentali.

 

Ideazione e direzione artistica-organizzazione: Miriana Ronchetti

Idee Scenografiche di Miriana Ronchetti

Audio- luci: Marco Duvia- Sergio Seregni- Pietro Introzzi- Davide Donghi

Siti web: Ilaria Leone – Grafica: Laura Catelli

Partner:

Comune di Como- Cultura                         http://www.comune.como.it/it/

Associazione Giosuè Carducci                   http://www.associazionecarducci.it/

Arci Como                                                   http://www.arcicomo.it/

Associazione Oltre il Giardino onlus         http://www.oltreilgiardinoonlus.it

Centro Studi Panta Rei                             www.pantarei2000.it                                    

Farmacia di Camerlata                             http://www.farmacia.como.it/

qui la locandina in formato pdf:

DELIRI DIVERSI NUOVO

COME FARFALLE … QUANDO LA VITA DIVENTA UN VOLO, storia teatrale di e con MIRIANA RONCHETTI. Attori: Miriana Ronchetti, Anna Lucati. Recensione: Quando l’Alzheimer diventa teatro, di Luciana Quaia

Quando l’Alzheimer diventa teatro di Luciana Quaia Molto spesso l’attenzione rivolta a una persona malata di demenza è più focalizzata sul comportamento, piuttosto che sulla sua soggettività.…

Sorgente: COME FARFALLE … QUANDO LA VITA DIVENTA UN VOLO, storia teatrale di e con MIRIANA RONCHETTI. Attori: Miriana Ronchetti, Anna Lucati. Recensione: Quando l’Alzheimer diventa teatro, di Luciana Quaia – Tracce e Sentieri

Welcome to the “Festival Como Città della Musica 2017” – X Edition

 

Riaprire il POLITEAMA, editoriale di Pietro Berra, La Provincia, 23 febbraio 2017

un’esigenza di spazi adeguati è continuamente manifestata, e non sempre soddisfatta, da parte di associazioni, gruppi e anche di alcuni dei principali festival culturali cittadini, costretti nel tempo ad errare da una sede all’altra (ParoLario passata da piazza Cavour a Villa Olmo, quindi a Villa Gallia e di nuovo all’Olmo; Europa in versi che alla settima edizione lascia il Grumello per la Gallia; il Lake Como Film Festival in procinto di lasciare l’arena del Sociale, troppo onerosa, per girare nelle piazze, cedendo il passo proprio alle automobili che stanno tornando ad abitare per la stragrande maggioranza dell’anno il “lato b” della massima sala cittadina, anche dopo il “lifting” milionario).

Se non ci riusciremo noi, a riscattare il Politeama e la sua storia, un’altra vocazione che Como sta riscoprendo, quella ad essere “porta d’Europa”, città capace di attrarre turisti e investitori, potrebbe venirci in soccorso: cerchiamo, allora, di giocarci bene l’accoglienza e di non far scappare il gruppo russo che si è fatto avanti nei giorni scorsi,

….

vai a:

Sorgente: Riaprire il Politeama Ecco come si è già fatto – Editoriali Como

Mostra, il TEATRO FAMILIARE DEI ROSSI e Libro: Donata e Enrica Rossi, Il teatro di casa. Filodrammatiche comasche fra le due guerre. La scena a tutto campo dei fratelli Rossi, Edizioni della Famiglia Comasca, 2016

IL  TEATRO  FAMIGLIARE  DEI  FRATELLI  ROSSI

Tutto cominciò sul finire del secolo scorso, nel periodo compreso tra il 1880 e il 1915 detto Belle Epoque, quando in Europa s’andavano imponendo nuovi miti e modelli di vita più spregiudicati e la Donna si batteva con sempre maggior successo per la sua emancipazione.

Erano anni di grande trasformazione economica e culturale, politicamente e socialmente molto inquieti, a cavallo tra le guerre coloniali e il conflitto che si approssimava all’orizzonte, ancor più devastante perché si sarebbe mutato per la prima volta in guerra mondiale.

Durante questo periodo i costumi e le esigenze cambiarono. Con “vergognose” condotte si cercava di sedurre, additando lo scandalo come modello da imitare. Erano da noi i tempi del criminologo Ombroso, dell’Oriani scrittore di passioni oscure, dei pittori Cominetti e Mariani e delle loro inquietudini.

Si aprivano i salotti della buona società per accogliere amici, artisti, letterati e politici. A Como anche la casa di Clemente Rossi spalancava le sue modeste porte per accogliere amici e forestieri che recavano progetti per i nuovi lavori. Oltre ai fregi decorativi per le ville nel nuovo stile definito Liberty e al restauro delle chiese, bisognava creare scenografie per i teatri, imitando l’atmosfera frizzante e disinibita del cabaret parigino.

I quattro figli di Clemente, uomo estroso, pittore e decoratore, amante dell’arte e della musica, assorbivano come spugne l’incandescenza di quel periodo. Insieme al pane masticavano le battute del “Tecoppa”, famoso personaggio del noto attore dialettale milanese Ferravilla. La sera non si andava a dormire se prima non si aveva nelle orecchie un’aria della Tosca o della Boheme.

Eugenio e Giovanni lavoravano nella bottega paterna, Lisetta manifestava un certo talento per il teatro e il bel canto. Il piccolo Lodovico Virgilio era l’orgoglio di tutta la famiglia per le sue sorprendenti doti nella recitazione.

Nel frattempo stava mutando lo scenario politico. L’eredità funesta del conflitto 1915-18 e la morte improvvisa di Clemente, avvenuta pochi anni più tardi dalla fine della guerra, ridimensionarono tanti sogni e tante speranze. Bisognava cominciare da capo.

Con l’avvento del Fascismo, nel 1925 si instaurò l’Opera Nazionale Dopolavoro (OND), per “ l’organizzazione del tempo libero” dei lavoratori. Per definizione statutaria curava “ l’elevazione morale e fisica del popolo, attraverso lo sport, l’escursionismo, il turismo, l’educazione artistica, la cultura popolare, l’assistenza sociale, igienica, sanitaria, ed il perfezionamento professionale”.    Anche il tempo libero doveva essere organizzato e monitorato dal regime, che vigilava in ogni campo. A tal proposito il teatro delle compagnie filodrammatiche, come lo spettacolo in genere, era considerato uno degli ambiti culturali da incentivare e sostenere con particolare impegno.

Nel 1938 i Rossi conobbero la famiglia Maraja. La figura del giornalista drammaturgo Francesco Maraja iniziò ad esercitare un’importante influenza sulla loro vita. Nei quattro fratelli Rossi egli individuò quel talento che stava cercando, trovò in loro una voce nuova che si elevava con originalità sopra il conformismo culturale.

Nel 1939 cominciarono le prime avvisaglie del nuovo conflitto: il 10 Giugno 1940 l’Italia entrò ufficialmente in guerra. Doveva essere una “guerra-lampo”, invece durò cinque anni.

Il Teatro diventò per i Rossi il luogo di libero dialogo con la gente.

I Rossi, l’abbiamo già detto, erano soprattutto decoratori e pittori formatisi alla bottega del padre. Le vicende dolorose imposte dalla guerra precedente avevano

contribuito a sviluppare in loro una straordinaria propensione alla fantasia, unita all’ironia e all’ansia d’uscire dalla mediocrità.

Ripensando alle parole di Ferravilla: “ Siete fatti per il teatro”, cominciarono a voler porre in atto l’idea di sviluppare questo sogno antico, riposto per necessità nel cassetto.

Era il momento adatto! Ma bisognava accontentarsi dei piccoli teatri spesso allestiti con mezzi di fortuna, ed era già molto! Le scenografie di Giovanni, futuristiche per l’audacia dei disegni, dei colori, delle luci, supplivano alla mancanza di un grande palcoscenico, anche se in seguito la Compagnia sarebbe approdata al Sociale di Como.

Virgilio si sentì attratto dalle opere di Pirandello e di Ugo Betti. Tra Virgilio e Betti nacque un’amicizia epistolare. Lo scrittore, in lotta contro i pregiudizi del suo tempo, confidò le sue amarezze   e le sue paure, trovando conforto nelle parole del giovane interprete.

Anche la sorella Lisetta calcava la scena con la maestria di una vera attrice; sapeva immedesimarsi totalmente nelle vicende e nei caratteri dei personaggi, e la sua passione per il teatro era per lei così vitale che l’accompagnò sempre nella sua lunga esistenza.

Uniti sulla scena i quattro fratelli erano una forza, ciascuno con un ruolo ben definito: Eugenio il regista, Giovanni lo scenografo, Lisetta e Virgilio gli attori.

In pochi anni poterono vantare una cinquantina di applaudite rappresentazioni, quasi tutte di grande successo.

Quando nel 1945 finì quest’altra guerra, i sipari calarono sui palcoscenici e si spensero le luci, decretando anche la fine delle recite. Tuttavia la Compagnia “Italia”- così si chiamava- non fu mai dimenticata: l’amicizia tra i suoi componenti restò sempre solida, uniti com’erano nel ricordo degli entusiasmi, delle fatiche e degli applausi. Ciascuno andò per la propria strada a interpretare la parte che la nuova vita imponeva. E bisognò ricominciare ancora!

I Rossi ricominciarono.

( D. E. Rossi )

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teatro POLITEAMA, bella sorpresa: si riaccende la speranza. C’è una cordata straniera – da Como città Como

Per il Politeama, chiuso da 12 anni, si riaccende la speranza. Presto per cantare vittoria, ma una buona notizia c’è: un gruppo straniero è seriamente interessato a un’operazione per far rinascere lo storico teatro di piazza Cacciatori delle Alpi.

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Sorgente: Politeama, bella sorpresa C’è una cordata straniera – Como città Como

POLITEAMA, il progetto “Como entertainment city” articolo di Andrea Quadroni in La Provincia 24 gennaio 2017

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COME FARFALLE, quando la vita diventa un volo, storia teatrale di e con MIRI RONCHETTI, al TEATRO SAN TEODORO di Cantù (Como), 18 febbraio 2017, ore 21. Organizzato dalla cooperativa sociale PROGETTO SOCIALE, www.progettosociale.it

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QUANDO L’ALZHEIMER DIVENTA TEATRO

DI LUCIANA QUAIA

Molto spesso l’attenzione rivolta a una persona malata di demenza è più focalizzata sul comportamento, piuttosto che sulla sua soggettività.

Si parla così di mutazioni che riguardano le funzioni cognitive, la memoria, il sonno e che innescano aggressività, apatia, manifestazioni imprevedibili e insensate, stravaganze di pensiero.

Sono molte le persone che imparano sulla propria pelle cosa significa stare accanto a chi pian piano sbiadisce nel tempo, trascinando nell’oblio l’essenza di sé. Molte di queste persone trovano la forza di raccontarsi attraverso diari, storie, romanzi, poesie, perché succede che le parole scritte restituiscano un significato profondo a qualcosa che pare scivoloso come un piano inclinato.

E’ tutt’altro che semplice ricercare un senso in una malattia che procede per sottrazione: il familiare che se ne prende cura difficilmente resta esente da sgomento, smarrimento, senso di colpa, disorientamento.

Sul palcoscenico, nello spettacolo “Come farfalle” la regista e interprete Miriana Ronchetti tenta, in una rapida e coinvolgente successione di scene, di rappresentare gli altalenanti vissuti che contraddistinguono ogni famiglia che si trovi improvvisamente in contatto con la malattia che causa la progressiva perdita dell’identità.

Le due attrici e la rappresentazione scenica arrivano a noi attraverso la dimensione poetica.

Lo fa apposta, non darle retta, è sempre stata un’eccentrica” sono le parole del padre che, distante, trasmetterà alla figlia dall’altro capo del telefono.

Una figlia (interpretata da Anna Lucati) che tenta, nella più totale solitudine, di dare retta ai suggerimenti paterni e di correggere quella bizzarra madre che strappa in minuscoli pezzi i giornali, indossa la sottoveste sopra la gonna, chiede un catino chissà perché ….

I risultati non sono quelli attesi. Nella rinuncia al progetto matrimoniale per non abbandonare a se stessa l’anziana donna, la figlia si accorge che le parole smarrite non vanno respinte, ma accolte e amate insieme a quei sguardi, baci, carezze che lei per prima dalla madre ha ricevuto e che ora è giunto il tempo di restituire.

Non è contrastando la volontà del malato che se ne può migliorare l’esistenza, ma è esattamente l’opposto che creerà una nuova relazione tra le due donne.

Certo un po’ stramba, come quelle farfalle indicate dalla donna che però non si riescono a vedere.

Ma perché ostinarsi a credere che non esistano?

Il male non ha mai l’ultima parola, se lo sguardo va oltre ciò che appare.

Per la donna malata, sognatrice smemorata ma madre attenta e premurosa, l’orologio si è fermato a quel tempo in cui, per soddisfare i desideri della sua bambina, un catino pieno d’acqua diventa il mare in cui pescare.

E anche adesso, quando il tempo non ha più importanza, quel gioco può ritornare a essere un dono prezioso, perché l’amore non svanisce mai e, nel buio che avanza, madre e figlia lo possono illuminare gettando nell’acqua canne luminose e cullando i loro sogni in un abbraccio senza fine.


 

dal sito: Teatro arte orizzonti inclinati

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LA STORIA, RACCONTATA DA MIRIANA

Una donna, a un certo punto della sua esistenza, inizia a tralasciare tutte le sue abitudini, il lavoro, gli affetti, le giornaliere faccende per occuparsi solo di farfalle. Non riesce a fare altro. Le farfalle non sono impegnative, non richiedono pensiero…le segui e basta. Qui inizia la sua nuova vita fatta di assenze e di “apparenti vuoti”. Il marito e la figlia inizialmente non capiscono e non accettano quel suo “stare” così diverso sebbene i medici abbiano spiegato loro che si tratta di una malattia. Decidono così, di non seguire esempi e consigli, ma di fare a modo loro applicando regole rigide e rimproveri. Il risultato è un grande insuccesso. La figlia decide di affrontare quella strada così difficile che la porterà a creare, dopo anni di incomprensioni, un vero rapporto di intesa con la madre ammalata. Fra errori e tentativi, scatti di rabbia e sconforti, arriva a scoprire un mondo di sensazioni create non dalle parole bensì da sguardi, giochi, affinità, azioni quasi assurde, ritorni all’infanzia, merende consumate alla luce del sole, con le dita nei vasetti di marmellata. Quella è la strada…scopre l’amicizia in colei che da madre, un tempo le dettava solo regole. Ore, giornate intere a guardare le farfalle sulla riva di un fiume che altro non è che un catino colmo d’acqua. Aspettare la luna e veder sorgere il sole. Saltare le regole della vita per vivere fino all’ultimo e intensamente quel rapporto che è fonte di grande gioia e pienezza. Il tempo degli altri non esiste più. Esiste solo il loro tempo. I ruoli si invertono; la mamma diventa la bambina e la bambina, a volte diventa la mamma e altre volte ancora l’amica, la sorella…a secondo del ruolo che serve.Non c’è una fine alla storia.Di proposito non esiste la fine perché in realtà ci sono le trasformazioni. Ogni spettatore avrà il piacere di crearsi la fine che desidera. Non esiste fine all’amore.

“Dedico questa storia a mia madre Vincenzina che ha frequentato il Caffè Alzheimer della Cooperativa Progetto Sociale di Cantù, trovando sollievo e allegria nello stare insieme a tante altre persone un po’ speciali, come lei.

Attori: Miriana Ronchetti, Anna Lucati

Voci :Alessandro Quasimodo – Anna Scialoja

Allestimento scenico di Pietro Introzzi

Testo e regia di Miriana Ronchetti

Musiche dal repertorio di musica classica e moderna  

Tecniche usate: teatro d’attore, danza.   Durata: 60 ‘- Indispensabile luogo oscurabile

Pino & Giamba le contano (e le cantano) in radio e in scena, dicembre 2016

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Quest’anno le caselle del calendario di Natale si aprono sui bislacchi aforismi, gli sproloqui verbali, i dialoghi surreali di Giuseppe Adduci, Pino, fondatore e direttore artistico di TeatroGruppo Popolare, e Gian Battista Galli, Giamba, cantante dei Sulutumana. Da giovedì 1 dicembre fino a Natale, ogni giorno alle 7.40 (replica alle 9.20), su CiaoComo Radio 89.4 Pino e Giamba, alla guida del pulmino che li porta in tournée, discettano di niente (e di tutto) mentre gli altri dormono.

Sorgente: BiBazz | Pino & Giamba le contano (e le cantano) in radio e in scena

I FISICI, di FRIEDRICH DURRENMATT, al Teatro Sociale di Como, 30 novembre 2016

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Il risveglio delle parole. Spettacolo teatrale della compagnia Ubriachi di Parole, regia di Marco Ballerini. Teatro San Francesco, via Manzoni 4, Appiano Gentile, ore 21

IL RISVEGLIO DELLE PAROLE
Teatro San Francesco, via Manzoni 4, Appiano Gentile, ore 21

Il risveglio delle parole. Spettacolo teatrale della compagnia Ubriachi di Parole, regia di Marco Ballerini. Cinque sono le vocali, cinque sono gli attori sul palco. Le vocali prendono vita e danno inizio a una sorta di replica della vita dell’uomo. I testi utilizzati nello spettacolo sono svariati: dalla poesia alla prosa, dal monologo teatrale al discorso becero, il tutto all’insegna della leggerezza e del sorriso.

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TEATRO AL PRESENTE (quando le notizie fanno teatro): Vorrei essere farfalla di e con Paolo Bignami e con Mariaester Cassinelli; Io non voglio più essere io di Fernando Coratelli con Viola Vento; Questa storia deve finire di e con Mario Migliucci; Tre coppie di e con Riccardo Mini e con Roberta Goeta, Como, Sabato 12 novembre 2016, ore 21 Via Castellini 7

TEATRO AL PRESENTE ALLA PICCOLA ACCADEMIA
Via Castellini 7, ore 21, ingresso a offerta libera
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Teatro al presente (quando le notizie fanno spettacolo): una forma del tutto particolare di teatro in cui quattro autori contemporanei presenteranno al pubblico in forma di corti teatrali altrettante notizie di attualità pubblicate sui giornali nell’ultimo mese. Il quarto potere (quello dei giornali, quello della televisione o dei social), con gli endorsement degli ultimi giorni e la raccolta di sondaggi d’opinione risultati poi evidentemente fallaci, non sta vivendo un periodo particolarmente felice dal punto di vista dell’influenza che ha sull’opinione pubblica. Proprio per questo risulta particolarmente interessante il progetto di commentare le notizie, sottoforma di teatro, e non esserne commentati. Quattro corti teatrali scritti in tempo reale per il tempo reale, presentati al pubblico in forma di lettura scenica, freschi di stampa, per riflettere e giocare su quello che accade nel mondo oggi, attraverso emozioni e parole del teatro.
Vorrei essere farfalla di e con Paolo Bignami e con Mariaester Cassinelli
Io non voglio più essere io di Fernando Coratelli con Viola Vento
Questa storia deve finire di e con Mario Migliucci
Tre coppie di e con Riccardo Mini e con Roberta Goeta
http://www.teatrogruppopopolare.it

Sorgente: BiBazz | Sabato 12 novembre

“TRADIMENTI” DI CHRISTIAN POGGIONI, Sabato 12 novembre, ore 21 Sala E. Musa, Associazione Giosuè Carducci – Como, a cura di Accanto-Onlus

“TRADIMENTI” DI CHRISTIAN POGGIONI

SERATA DI SENSIBILIZZAZIONE SULLE CURE PALLIATIVE:

IN SCENA LO SPETTACOLO TEATRALE “TRADIMENTI” DI CHRISTIAN POGGIONI

 

Sabato 12 novembre, ore 21

 Sala E. Musa, Associazione Giosuè Carducci – Como

 

 

In occasione della ricorrenza di San Martino, anche quest’anno l’Associazione ACCANTO onlus – Amici dell’Hospice San Martino di Como ha creato un’occasione per richiamare l’attenzione sulle Cure Palliative e sul diritto del malato ad accedere a questo trattamento ovunque si trovi, a casa o in ospedale, e lo fa invitando la cittadinanza a partecipare a uno spettacolo teatrale sabato 12 novembre alle ore 21 nella sala E. Musa dell’Associazione Giosuè Carducci di Como

Dopo “Apologia di Socrate” e “Non al denaro, non all’amore né al cielo”, Christian Poggioni torna a collaborare con Accanto proponendo “Tradimenti”, uno spettacolo “che condurrà il pubblico in un viaggio attraverso le emozioni più forti che accompagnano l’arco della vita dell’uomo”.

Poggioni sarà accompagnato da Amleto Pace e Antonio Gorgoglione che eseguiranno dal vivo brani originali composti appositamente per lo spettacolo.

Sorgente: Accanto-Onlus

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In occasione della ricorrenza di San Martino, anche quest’anno l’associazione Accanto onlus – Amici dell’Hospice San Martino di Como ha creato un’occasione per richiamare l’attenzione sulle cure palliative e sul diritto del malato ad accedere a questo trattamento ovunque si trovi, a casa o in ospedale e lo fa invitando la cittadinanza a partecipare a uno spettacolo teatrale. Christian Poggioni torna a collaborare con Accanto proponendo Tradimenti, uno spettacolo che condurrà il pubblico in un viaggio attraverso le emozioni più forti che accompagnano l’arco della vita dell’uomo. Poggioni sarà accompagnato da Amleto Pace e Antonio Gorgoglione che eseguiranno dal vivo brani originali composti appositamente per lo spettacolo. Per amore o per invidia, per bramosia di potere o per avidità, per viltà o per un ideale, il tradimento è un’esperienza a cui raramente la vita di un uomo può sottrarsi. Da Caino a Bruto, da Cristo a Gandhi, dagli spartani delle Termopili ai combattenti di Stalingrado, eroi traditi e odiosi traditori costellano i secoli e la letteratura. Lo spettacolo prende vita dalla fusione di testi scritti da Poggioni con monologhi, canzoni, poesie e racconti di autori tra cui Erodoto, Catullo, Boccaccio, Manzoni, Totò, Gandhi, Cechov, Karen Blixen. Le loro parole (e in alcuni casi le loro biografie) sono rielaborate e ricomposte all’interno di una drammaturgia incalzante, dai toni ora tragici ora comici, ora poetici ora realistici per guidare il pubblico in un inaspettato viaggio alla scoperta del tradimento nella storia, nella letteratura e nella vita di ognuno di noi.
http://www.accanto-onlus.it

BASILIO LUONI, Và per tre, fiaba farsesca in tre atti, al Teatro Sociale di Como, articolo di Sara Cerrato in La Provincia, 8 novembre 2016

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THANKS FOR VASELINA, di Gabriele Di Luca, al TEATRO SOCIALE, il 3 novembre 2016

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