E se, scomparso l’ultimo nottambulo dalle vie della città, le vetrine avessero iniziato a strizzarsi l’occhio e qualcuna, più ardita, avesse gettato là l’idea di scambiarsi i propri inquilini, i doni – non – donati?
E se questa idea fosse stata ben accolta?
E se molti tra questi si fossero allora accomodati al bar più disponibile, quello con i lumi sui tavolini all’aperto, per scambiare quattro chiacchiere? In fondo, che noia, stare sempre borsette con borsette e al massimo dare una toccatina a una pochette o essere forzatamente appesi a una cintura di coccodrillo (sarà vero? sarà finto?); e che noia essere abiti firmati accanto ad altri di colore diverso ma con la stessa firma, appoggiati a golfini di cachemire che con la temperatura anomala di questi giorni danno quasi fastidio; non è divertente neppure essere bottiglie di vino tutte in fila come soldatini, tutte pregiate certo, ma in fondo quasi intercambiabili, se non vai a leggere l’etichetta…
Perché non sedersi a quei tavolini, allora – tutti sparigliati – a fare gossip su padroni e commessi, a scambiarsi i segreti degli uni e degli altri, ascoltati tra un cliente e quello dopo, o, peggio in attesa di clienti che non arrivano?
Perché non divertirsi a fare quattro conti sugli incassi, ed essere, così, informati in anteprima sulle statistiche dell’andamento delle vendite natalizie, sicuramente in uscita sui giornali appena prima dell’arrivo dei saldi?
Tanto poi, prima che arrivi l’alba del giorno di Natale, con calma (il negozio oggi resterà chiuso) ogni dono che nessuno ha donato in questo Natale, seguendo passo passo i palloncini di luci bianche e quelli di luci azzurre appesi con maestria dal Comune e dai commercianti sopra ogni via della città, ritroverà la strada, riconoscerà la sua vetrina, lo spazio che occupava prima di questa singolare scappatella e, buono buono, vi si riaccomoderà.
Non stupitevi, cari comaschi, se andando alla prima Messa di Natale, o facendo i famosi, utilissimi quattro passi dopo pranzo per smaltire il cappone, non stupitevi se vedete una sciarpetta rosa al collo di un Brunello di Montalcino o un’agendina rossa appesa all’albero tutto bianco di Ermenegildo Zegna: in fondo due dita di champagne non le si nega a nessuno nella notte di Natale, e non tutti reggono bene le bollicine!
testo di P.
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