Cani

Il dolore del fido Leao che aspetta sulla tomba il ritorno della padrona, di Danilo Mainardi, Corriere della sera 17 gennaio 2011

Durante la terribile inondazione che ha appena sconvolto il Brasile tra i tanti morti c’era anche una donna che possedeva un cagnolino di nome Leao, un bastardino dolce che il mondo intero grazie a una foto ora conosce. È ritratto, il poverino, nel cimitero di Teresopolis, una località presso Rio de Janeiro, accanto alla tomba della sua padrona

non molto tempo fa persone d’ogni parte del mondo sono state emotivamente coinvolte dal film sulla storia d’Hachiko, il cane giapponese che, negli Anni Venti, aspettò per tutta la sua vita il padrone, morto ormai da anni. …Una cosa certa, anche se ovvia, è che i cani amano intensamente i loro padroni e, inoltre, che il loro attaccamento è per la vita. Da qui discende la loro meritata fama di fedeltà. ….  È evidente, a ogni modo, che un cane è felice solo quando è col padrone e che, in caso contrario, ne sente fortemente la mancanza. Il cane d’altronde deriva dal lupo e pertanto l’attaccamento con gli altri membri della muta è essenziale per la sopravvivenza. È invece frutto d’una tendenza antropomorfizzante l’attribuire al cane un qualche senso, o speranza, di una vita oltre la morte. … Sono convinto che quei cani che attendono sulla tomba del padrone sperino che, prima o poi, si rifaccia vivo. Vivo sul serio, cioè nell’al di qua


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