Il mio gatto si fa stanco negli occhi sempre belli e il corpo di seta, il tempo l’ha reso sentimentale e romantico, va diventando un vecchio di sguardi liquidi e inteneriti il mio gatto, più pigro di fronte alla forza delle cose, più paziente. Il mio gatto non graffia né bambini né fascisti, e pure quando la gente fastidiosa esita all’infinito sull’orlo della sera e della porta, e pure quando questi hanno gettato le giacche sulla poltrona, il mio gatto gira lo sguardo e porta pazienza.
Dove rido lui sta, dove soffro lui corre, dove dormo lui dorme, il mio gatto esige lo sguardo e anche la parola al mattino presto, parlami dice, alzati e stai con me, non è che io voglia mangiare che ti credi, e manco l’acqua fresca, io voglio stare con la coda vicino al caffè che sale, voglio farti tremare mentre annuso la tazzina piena…
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