Criminalità e microcriminalità

Velo imposto a cinghiate alla figlia: condannato il padre marocchino – Como, 9 gennaio 2015

condanna a tre mesi di carcere, con pena sospesa, per aver imposto alla figlia come vestirsi, chi frequentare, quando e perché uscire di casa. Condotte che la Procura di Como aveva configurato come “abuso dei mezzi di correzione o disciplina”, che ha portato ieri il giudice monocratico di Como, a stabilire l’effettiva responsabilità dell’uomo – un marocchino di 48 anni residente nella Bassa Comasca – nei confronti dell’unica figlia. Una ragazzina che all’epoca dei fatti, nel 2010, aveva quattordici anni, cresciuta in Italia, ma a cui era impedito di avere amicizie al di fuori della cerchia familiare, composta dai due genitori e da due fratelli maschi. Il padre, per impedirle di vestirsi come voleva, anche in casa dove le era imposto il velo, era arrivato più volte a picchiarla, anche con l’uso di una cinghia.

da Velo imposto a cinghiate alla figlia: condannato il padre – Como – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia.

Criminalità e microcriminalità

«Volevano fare una rapina al Capolinea» Presi dai carabinieri, rumeni a processo – Cronaca Cantù

È iniziato ieri mattina, in Tribunale a Como, il processo a carico di due cittadini rumeni accusati di tentata rapina ai danni dei proprietari della pizzeria “Al Capolinea”. Un colpo pianificato nella primavera del 2007 e sventato grazie all’intervento dei militari, che hanno finto un controllo casuale degli aspiranti rapinatori, così da far fallire l’assalto.

Era il 19 maggio 2007

da «Volevano fare una rapina al Capolinea» Presi dai carabinieri, rumeni a processo – Cronaca Cantù.

Criminalità e microcriminalità

Insicurezza. Como, contromano sul Girone. Tre ventenni di nazionalità pachistana sono stati denunciati

Tre ventenni di nazionalità pachistana sono stati denunciati perché privi di permesso i soggiorno, il conducente è stato denunciato anche per guida senza patente. Sua l’iniziativa di fuggire contromano lungo il girone e di percorrere a tutta velocità viale Varese

Como, contromano sul Girone Tre denunciati dopo la fuga – Cronaca Como.

Criminalità e microcriminalità

criminalità e stranieri. Romeno, Ubriaco al volante, travolge 4 persone – Cronaca Cassina Rizzardi

L’episodio nella notte sulla provinciale a Cassina Rizzardi: al bar “L’incontro” si brindava alle feste. Denunciato il guidatore della Audi Q7: il giovane romeno ha rischiato di essere linciato dalla folla

Ubriaco al volante, travolge 4 persone – Cronaca Cassina Rizzardi.

Criminalità e microcriminalità · CRONACHE LOCALI · strage di Erba

la STRAGE DI ERBA: inchiesta di Roberta Petrelluzzi a Rai3 Un giorno in pretura, 27 dicembre 2014 e 3 gennaio 2015

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Scrivevo nel 2007 (http://paolodel1948.com/2007/01/11/la-strage-di-erba/)

I fatti

Omicidio plurimo premeditato: è il reato contestato ai coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi per la strage di Erba. Gli inquirenti ritengono che la famiglia di Raffaella Castagna sarebbe stata spiata nei giorni precedenti al quadruplice omicidio. Ad uccidere il piccolo Youssef sarebbe stata Rosa Bazzi, la prima a confessare. Le armi usate,un coltello, una mazza e un coltellino, sono state distrutte.
Il movente sarebbe stato la causa giudiziaria nata da una denuncia di Raffaella Castagna contro i Romano.
Avevano sempre negato, ma ieri notte i due coniugi hanno fatto le prime ammissioni. Dal carcere è arrivata la confessione, dopo 10 ore d’interrogato.
Così siamo arrivati alla verità su quello che accade l’undici dicembre 2006 nella cascina ristrutturata di via Diaz, nel pieno centro di Erba. Quel giorno Raffaela Castagna, sua madre Paola Galli, suo figlio di due anni Youssuf e la vicina di casa Valeria Cherubini, vennero massacrati. Poi gli assassini cercarono di nascondere quel pluriomicidio con un incendio. Ma i corpi senza vita dei quattro vennero ritrovati immediatamente dai vigili del fuoco.
All’inizio il sospettato numero uno per gli inquirenti era il marito di Raffaella, Azouz Marzouk, 25 anni, con alle spalle un passato recente legato al traffico dei stupefacenti. Ma lui quel giorno non era ad Erba, addirittura non era in Italia, ma in Tunisia, paese di cui è originario.
Si era ipotizzata una vendetta trasversale. Qualcuno che voleva far pagare al Marzouk uno sgarro. A fare luce sulle quattro morti ci hanno pensato i Ris- Reparti Investigazioni Scientifiche. Dalle loro analisi risultava che sul luogo del delitto c’erano tracce ematiche appartenenti ad una donna. In ventiquattr’ore ecco la svolta. Vengono da prima ascoltati e in un secondo tempo arrestati due vicini di casa della Castagna, i coniugi Romano.
Abitano al pian terreno della cascina. Avevano avuto dei problemi con la famiglia Marzouk. Erano arrivati alle mani e avevano picchiato Raffaela Castagna, al punto che la donna aveva denunciato i due tramite querela.
Romano e la moglie si sono sempre dichiarati innocenti e l’hanno urlato ai giornalisti il giorno in cui vennero caricati su una macchina dei carabinieri. Si era parlato anche di una foto, scattata il giorno della tragedia, che scagionava l’uomo. Ma poche ore dopo la smentita.
Ieri notte, pochi minuti prima della mezzanotte, le prime conferme. Oggi, dopo le complete confessioni di Olindo Romano e Rosa Bazzi, che dicono agli inquirenti:”Siamo stati noi. Abbiamo usato spranga e coltello”.

I commenti

Ci saranno tante e diversamente motivate spiegazioni.
Dentro di me ne emergono tre.
Non ci sono più tabù nei confronti dei reati, anche quelli più estremi. E’ caduta la paura della sanzione e sono caduti i freni inibitori alla istintualità nascosta dentro ciascuno di noi. Non c’è un imperativo esterno neppure contro la uccisione di un bambino che non parla, ma che piange: a Cogne Samuele piangeva, a Casalbaroncolo Tommaso piangeva, a Erba Youssuf piangeva. Qui poi c’è il calcolo: “bruciamo tutto, daranno la caccia agli immigrati” (e qui era facile per loro pensare di depistare: c’era un organizzatore del traffico di droga nella zona). Decenni di garantismo hanno dissolto le barriere contro il reato. In più la italica furbizia (i processi Previti e Berlusconi ne sono gli archetipi) ha prodotto apprendimento: si può farla franca.
Poi c’è la cultura della “roba”, del piccolo interesse privato:

Tutta quella roba se l’era fatta lui, colle sue mani e colla sua testa, col non dormire la notte, col prendere la febbre dal batticuore o dalla malaria, coll’affaticarsi dall’alba a sera, e andare in giro, sotto il sole e sotto la pioggia, col logorare i suoi stivali e le sue mule – egli solo non si logorava, pensando alla sua roba, ch’era tutto quello ch’ei avesse al mondo; perché non aveva né figli, né nipoti, né parenti; non aveva altro che la sua roba. Quando uno è fatto così, vuol dire che è fatto per la roba.

Giovanni Verga, La roba, da “Novelle rusticane”

Qui poi, nel profondo nord celtico, tanto contiguo al profondo sud arabo, c’è il localismo selvaggio alimentato con aggressività dalla Lega Nord, partito di fortissima base sociale in quelle zone. Si tratta di una società improntata all’apparire, incapace di elaborare i nuovi problemi, tendente solo a negare o nascondere. Una società che frequenta la chiesa senza alcun vero sentimento religioso, una società apparentemente pacifica, in realtà aggressiva (molto aggressiva) e, per giunta, vittimista. Una società che sembra fondarsi sulla famiglia entro cui, invece, domina il conflitto espresso o quello nascosto che genera sempre maggior odio. Una società inondata dal denaro dello sviluppo economico, dove per lungo tempo le banconote venivano nascoste sotto le mattonelle e solo dopo nelle banche. In questa società lo studio scolastico è considerato una perdita di tempo. In questa società tutto quanto “è nuovo” è pericoloso. L’unico posto dove ci si costruisce una opinione è l’osteria. Dove il linguaggio è violento e gridato.
Ora si indagheranno la personalità, la patologia, i legami familiari: ma occorrerà non ignorare la responsabilità di una società che ha contribuito a produrre quei colpevoli.
Infine c’è la caduta del senso di colpa. Il cui indizio è la tranquillità con cui gli assassini hanno affrontato i cronisti e la serenità di coppia che hanno continuato a trasmettere in questi giorni. Il senso di colpa non appare quando l’azione è deliberata e consapevole. E il nodo è proprio questo: venuto a cadere il principio della responsabilità morale il pentimento non può emergere alla coscienza.
Ancora una volta si vede che è nelle situazione estreme che l’intreccio inestricabile persona-cultura-società si mostra in tutta la sua evidenza.
L’aggressività individuale può essere contenuta solo se l’ambiente esterno la regola, incanala, punisce.
Una riflessione finale. Solo qualche giorno fa si è scoperto un paese apparentemente schierato tutto contro l’esecuzione di un capo di stato responsabile attivo della morte di migliaia di bambini e di adulti. L’opinionismo giornalistico e politico politically correct ha elogiato questa italianità.
Ora gli omicidi e l’infanticidio di Erba fanno riaffiorare quelle pulsioni punitive favorevoli alla pena di morte che sembravano assopite e dormienti.
Quanto è mutevole e quanto rapidamente cambia il giudizio delle persone!
E’ una cosa che mi appare strana, davvero molto strana: nel caso del dittatore-sterminatore, che è un “caso” estremo, le coscienze si acquietano e si fanno le processioni per fermare la sentenza.
Nel caso di Erba, che invece è “normale” e latente fra i nostri luoghi della quotidianità, la pena di morte – per queste persone di sensibilità mutabile a seconda della vicinanza – diventa di nuovo utilmente punitiva e giusta.
Strane le coscienze e le anime belle!

Criminalità e microcriminalità

Nuovi tentativi di furti in casa sono stati segnalati tra venerdì e sabato a Trecallo La polizia ferma 5 stranieri di nazionalità rumena – Cronaca Como, 22 dicembre 2014

Nuovi tentativi di furti in casa sono stati segnalati tra venerdì e sabato a Trecallo, un altro dei quartieri periferici dove la guardia resta alta.

La polizia ha fermato cinque giovani, tutti di nazionalità rumena, sequestrando loro un coltello utilizzato per forzare finestre e porte finestre nella zona

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DA Como, porte finestre forzate La polizia ferma 5 stranieri – Cronaca Como.

Criminalità e microcriminalità · violenza politica

Cantù, giovane islamico voleva entrare nell’Isis – Cronaca Cantù

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Cantù, giovane islamico voleva entrare nell’Isis – Cronaca Cantù.

Criminalità e microcriminalità · Informazione locale · Politica regionale e locale

Patteggia il legaiolo ex candidato sindaco di Mariano Comense: 40mila euro, soldi che Pozzi avrebbe sottratto durante gli anni in cui è stato il tutore della donna, 19 dicembre 2014

il legaiolo che rubava:

Secondo il giudice merita una pena (sospesa) di un anno e dieci mesi di reclusione quella che il numero uno del Carroccio Matteo Salvini aveva liquidato come una «denigrazione mediatica».

L’ex candidato a primo cittadino per la Lega a Mariano Comense, Cesare Pozzi (difeso dall’avvocato Ferruccio Felice) ieri mattina ha patteggiato in udienza preliminare l’accusa di peculato mossa a suo carico dalla Procura. Patteggiamento sul quale il pubblico ministero Massimo Astori – titolare dell’inchiesta – ha dato il parere favorevole, ma a due condizioni: la restituzione dei soldi di cui l’ex assessore era accusato di essersi appropriato e l’affidamento in prova ai servizi sociali, per certi versi quasi una beffa per chi ha ricoperto la carica di assessore proprio ai servizi sociali.

La vicenda riguarda il destino di 40mila euro, soldi che Pozzi avrebbe sottratto durante gli anni in cui è stato il tutore della donna

da Mariano, via i soldi dell’anziana Patteggia l’ex candidato sindaco – Cronaca italia.

Criminalità e microcriminalità

Fino Mornasco, Luca Cairoli si dimette dopo le intercettazioni – da Cronaca Fino Mornasco

Luca Cairoli non è più un membro del consiglio comunale di Fino Mornasco, all’interno del quale ricopriva la carica di presidente.

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In un colloquio Luca Cairoli discorre di come procacciare voti all’ex consigliere del Pirellone Gianluca Rinaldin, durante le elezioni regionali del 2010, insieme a Luciano Nocera, in carcere con un’accusa di omicidio premeditato.

tutto l’articolo qui:

Fino, Cairoli si dimette dopo le intercettazioni – Cronaca Fino Mornasco

Chi è Gianluca Rinaldin

Criminalità e microcriminalità

Mafia, il prefetto chiede lo scioglimento della giunta di Fino Mornasco, 14 dicembre 2014

 Dopo Sedriano potrebbe toccare a Fino Mornasco la sorte di essere il secondo Comune della Lombardia sciolto per mafia. A chiederlo sarebbe stato il prefetto di Como, Bruno Corda

da Mafia, il prefetto chiede lo scioglimento della giunta di Fino Mornasco – Como – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia.

Criminalità e microcriminalità

Rapinatore solitario terrorizza i market tra Rebbio e Prestino – Cronaca Como

Quattro rapine in una decina di giorni, le ultime tre messe a segno una dietro l’altra, tra martedì e venerdì in altrettanti supermercati. Nei quartieri di Breccia e Prestino si aggira un rapinatore solitario che sta mietendo colpi su colpi.

aveva il volto coperto da un passamontagna e che parlava italiano con uno spiccato accento dell’Est Europa,

da Rapinatore solitario terrorizza i market tra Rebbio e Prestino – Cronaca Como.

Criminalità e microcriminalità

Cantù: marocchino ubriaco e con coltello bacia la dottoressa. Arrestato per violenza sessuale – Cronaca Cantù

Arrestato per violenza sessuale dopo aver baciato sulla guancia la dottoressa della guardia medica. In realtà l’uomo – 34 anni, di nazionalità marocchina – era anche armato di coltello e, oltretutto, ubriaco fradicio. Non proprio un gesto innocente, insomma.

Si era presentato all’ambulatorio sostenendo di avere un malore. In realtà erano solo le conseguenze dei fumi dell’alcool. La dottoressa ha cercato di farlo uscire dallo studio ma, per tutta risposta, nelle mani dell’uomo è comparso un coltello. Alle insistenze del medico, il marocchino ha addirittura cercato un approccio sessuale, respinto senza conseguenze. Anzi, la dottoressa è riuscita a far scattare il pulsante d’allarme. Prima di darsi alla fuga, l’uomo è comunque riuscito a baciare sulla guancia la donna. 

Cantù: bacia la dottoressa Arrestato per violenza sessuale – Cronaca Cantù.

Ubriaco va dalla guardia medica, minaccia con coltello dottoressa di turno e poi la bacia: marocchino nei guai[Continua]