La terza vita di GIUSEPPE GUZZETTI ricomincia dal PD di Enrico Letta per lottare contro le povertà. Il politico e filantropo comasco ha chiesto di iscriversi al partito, articolo di MARCO GUGGIARI in Corriere di Como, 18 marzo 2021

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ANTONIO SPALLINO (1925-2017), Il sindaco che lasciò il segno, articolo biografico di Marco Guggiari in Corriere di Como, 14 agosto 2020

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Infopoint, mezzo milione buttato. Lorenzo Spallino “chiama” la Corte dei conti – in LaProvincia.it/COMO – Cronaca, Como

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Infopoint, mezzo milione buttato Spallino “chiama” la Corte dei conti – LaProvincia.it/COMO – Cronaca, Como

Progetto San Francesco – CENTRO STUDI SOCIALI CONTRO LE MAFIE – Cermenate (CO)

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Progetto San Francesco – CENTRO STUDI SOCIALI CONTRO LE MAFIE – Cermenate (CO)

Trame ordite. La tessitura della violenza, 2 agosto 1980, testo Gerardo Monizza, Lettura di Laura Negretti, Violoncello Valentina Turati. IN MEMORIA DELLE VITTIME COMASCHE DELLA “STRAGE DI BOLOGNA” DEL 1980, Venerdì 2 agosto 2019, ore 21, Basilica di San Fedele in Como.

Newsletter NodoLibri 30/07

EVENTO PUBBLICO IN MEMORIA DELLE VITTIME COMASCHE DELLA “STRAGE DI BOLOGNA” DEL 1980

Venerdì 2 agosto 2019 ore 21
Basilica di San Fedele in Como
Ingresso libero

Trame ordite
La tessitura della violenza

Memoria delle vittime: Strage di Bologna 1980

Testo Gerardo Monizza
Lettura d
i Laura Negretti
Violoncello Valentina Turati

Dopo 39 anni dalla Strage di Bologna NodoLibri e l’Università Popolare di Como ricordano Anna Bosio, Carlo e Luca Mauri nell’anniversario del tragico evento. La lettura in San Fedele è il primo appuntamento di “FuoriFiera del Libro 2019”, anteprima dell’appuntamento dedicato ai libri e alla lettura in programma in piazza Cavour dal 24 agosto all’8 settembre.

Trame ordite – La tessitura della violenza” è un testo che ripercorre, a ritroso, le giornate dei primi d’agosto 1980: dal funerale a Como delle tre vittime comasche risalendo fino allo scoppio della bomba alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980. Una narrazione tragica scritta da Gerardo Monizza, letta da Laura Negretti e accompagnata dal violoncello di Valentina Turati.

Tutti sono invitati a partecipare.


Sabato 2 agosto 1980, alle ore 10 e 25, una bomba esplode nella sala d’aspetto della Stazione centrale delle Ferrovie dello Stato a Bologna. Ottantacinque sono le vittime, centinaia i feriti.

L’atto terroristico è l’ultimo di una serie che ha insanguinato l’Italia; non l’ultimo nel mondo. Altri attacchi, esplosioni e guerre continuano a coinvolgere popolazioni inermi, provocando morti e feriti a migliaia.
Tra le vittime di Bologna muore una famiglia comasca: padre, madre e figlio di sei anni. Erano per caso su quel treno…
Il racconto “Trame ordite” riunisce alcune testimonianze e riprende i tragici momenti vissuti in quei giorni dell’agosto 1980.


Per approfondire:
http://www.nodolibrieditore.it/scheda-libro/gerardo-monizza/2-agosto-1980-bologna-como-9788871852584-307364.html

Archivio Antonio Spallino: c’è una città dentro, 28 luglio 2019 – Medium

Archivio Antonio Spallino: c’è una città dentro

28 luglio 2019

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Archivio Antonio Spallino: c’è una città dentro – 2017/2022 – Medium

Archivio ANTONIO SPALLINO, Mostra fotografica, Studio Spallino, via Volta 66, Como , 21/22 giugno 2019

Archivio Antonio Spallino

Mostra fotografica

21/22 giugno 2019

Studio Spallino, via Volta 66, Como

Carissimi,

nella mattinata di venerdì 21 giugno presenteremo alla stampa l’archivio di papà.

Contenendo l’archivio anche numerose immagini, con Enzo Pifferi abbiamo colto l’occasione per organizzare una piccola mostra fotografica che ripercorre il sentiero di vita di Antonio Spallino.

Quale posto migliore per ospitarla dello studio di via Volta, che papà ha costruito e amato?

Sospenderemo quindi l’attità professionale e apriremo lo studio al pubblico dalle ore 15:00 fino alle 18:30 di venerdì 21 giugno e dalle 10:00 alle 12:30 del sabato successivo.

Vi aspettiamo.

P.S.
Se avete foto con papà, portatele. Ne faremo una copia da inserire nell’archivio.

VILLE, PARCHI, PERCORSI NATURALI: RISORSE PER LA CITTA’ E ATTRAZIONE PER I TURISTI?, incontro coordinato da Barbara Minghetti con Andrea Rurale (presidente del FAI Regione Lombardia), Moritz Mantero (presidente Orticolario), Paolo De Santis (presidente della Villa del Grumello), a VILLA SUCOTA – fondazione Ratti, Via per Cernobbio 19 , COMO, martedì 14 maggio alle ore 20 e 30. L’iniziativa è a cura di OFFICINA COMO

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Gli Hub creativi. Una dieci, cento Ticosa. Storie di rigenerazione urbana in Italia, intervengono: Marco De Michelis, Pierluigi Sacco, Guido Guerzoni, Beniamino Saibene, iniziativa di Officina Como, a cura di Angelo Monti, martedì 16 aprile, Biblioteca di Como, Piazzetta Lucati, ore 20,25

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“due anni fa Veleso, Zelbio e Nesso sono stati invitati ad uscire dalla Unione intercomunale dal Comune di Torno che aveva deciso di fondersi con Blevio e Faggeto”, in La Provincia 28 marzo 2019

“due anni fa Veleso, Zelbio e Nesso sono stati invitati ad uscire dalla Unione intercomunale dal Comune di Torno che aveva deciso di fondersi con Blevio e Faggeto”

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Quartieri culturali. Strade, piazze e edifici storici come luogo di comunità. Intervengono: Andrea Rosso, Promotore StreetScape; Pietro Berra, presidente Associazione Sentiero dei Sogni/Passeggiate Creative; Davide de Ascentis, coordinatore Piazza Volta e ristoratore; Anna Buttarelli, coordinatrice Luminanda e Chiostrino , a cura di OFFICINA COMO, 27 marzo 2019

a cura di OFFICINA COMO

Mercoledì 27 marzo 2019 alle 20.30

mercoledì 27 marzo 2019 – La Cartiera via Piadeni 14/16, COMO

Quartieri culturali
Strade, piazze e edifici storici come luogo di comunità

Intervengono:

Andrea Rosso, Promotore StreetScape

Pietro Berra, presidente Associazione Sentiero dei Sogni/Passeggiate Creative

Davide de Ascentis, coordinatore Piazza Volta e ristoratore

Anna Buttarelli, coordinatrice Luminanda e Chiostrino

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Ticosa, riflessioni e prospettive per la città, a cura della associazione OFFICINA COMO, 7 febbraio 2019, alla biblioteca di Como

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associazione OFFICINA COMO, info@officinacomo.org

info@officinacomo.org

su facebook:

https://www.facebook.com/officinacomo/

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I CAPITALI DI COMO, 03 – il capitale città, raccolta di saggi e ricerche a cura del Centro Studi dell’economia comasca. Autori: Paolo De Santis; Angelo Monti; Marco De Michelis; Stefano Baia Curioni; Marta Equi Pierazzini; Giuseppe Cusenza, edito da Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Como, 2014

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DOVE VOLA L’INNOVAZIONE: a proposito di sostenibilità dei nuovi spazi per l’innovazione culturale e sociale, incontro con UGO BACCHELLA e RENATO QUAGLIA, modera il dibattito ANGELO MONTI. A cura di Officina Como, giovedì 21 marzo 2019, alla Biblioteca civica di Como,piazzetta Lucati 1

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mi scrive l’architetto Angelo Monti:

Sia Bacchella che Quaglia sono due figure di rilievo nazionale sul tema.

Fitzcarraldo (Bacchella) è uno dei più qualificati  centri indipendenti di ricerca e progettazione su management ed economia della Cultura e dei Media,

Renato Quaglia, docente di Storia e di Economia della Cultura e  analista OCSE, è  soprattutto Direttore Generale della Fondazione Foqus (a Napoli, nel cuore dei Quartieri Spagnoli)

L’idea/progetto di OFFICINA COMO per la ex TICOSA, ritagli dai quotidiani La Provincia di Como e Corriere di Como,8 e 9 febbraio 2019

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sul destino futuro della ex TICOSA: conversazione cittadina fra Paolo Ferrario e TINO TAJANA, COMO, 9 febbraio 2019

Scrive Tino Tajana a Paolo Ferrario

Carissimo Paolo,

volevo spiegare la mia posizione tecnica sul progetto Ticosa con calma; l’altra sera ero nervoso perché per trent’anni mi sono occupato di Ticosa e piangendo l’ho vista demolire con i fuochi d’artificio!.

Como ha lì la sua “necropoli”: lo straordinario cimitero monumentale.

Gli Etruschi costruivano i loro abitati e il tempio in cima al colle e le necropoli alla base di esso; vicino alle necropoli insediavano i luoghi di lavoro: le fucine del ferro, la produzione di vasellame, ma mai le abitazioni.

Veniamo al caso Ticosa.

L’area era la pertinenza agricolo-produttiva del borgo di San Rocco sino a fine ‘800 (cereali e ortaggi); poi  la industria tessile ha iniziato a costruire un primo opificio e  si è incrementata sino a occupare l’intera area da San Rocco a San Rocchetto. Quindi la produzione agricola si è convertita nella produzione tessile senza la presenza di alcuna abitazione.

L’idea di Officina di  farci un luogo di alta innovazione tecnologica e di creatività è ottima, perché questa è l’unica ipotesi di produzione proponibile oggi per far fronte alla disoccupazione giovanile.

L’errore sta nel volervi costruire le residenze con l’obiettivo dell’housing sociale, che può essere giustamente applicato in tutte le parti di una città articolata come Como.

Nessuno dei dieci urbanisti europei , che ho conosciuto in decenni, ha ritenuto l’area idonea alla residenza perché male esposta e perché la residenza è “antipolare” e chiuderebbe (per difesa) la permeabilità del comparto; peraltro contribuirebbe alla eccessiva cementificazione di un’area che deve riavere una consistente dotazione di verde.

Ho lavorato in questi anni presso ComoNext a Lomazzo, dove sono stati realizzati nel complesso ex-Somaini molti alloggi che sono quasi tutti  vuoti, ma i pochi abitati non lo sono da parte dai creativi che lavorano in ComoNext.

L’idea di far abitare il “people” vicino ai posti di lavoro è del capitalismo ottocentesco e l’interpretazione illuminata che ne ha dato nel ‘900 Adriano Olivetti è anch’essa fallita (vedasi Ivrea).

Nessun creativo vorrà abitare in Ticosa (area non attraente) ma preferirà, come hai fatto tu, abitare in città murata o in riva al lago.

Ne deriva che la proposta lodevole di Officina si basa su presupposti produttivo/innovativi validi, ma su prospettive residenziali non corrette.

Molto meglio le riconversioni abitative ipotizzate da te e da Garganigo! (riferimento a: https://tinyurl.com/y5bj8zs8)

Teniamo conto inoltre che a Como vi è una infinità di vani residenziali vuoti e che si potrebbe intervenire proprio lì con l’housing sociale.

Ritengo inoltre che in questa città, divisa tra Guelfi e Ghibellini in continua guerra, la Ticosa potrà avere una soluzione fattibile solo nella ricerca della “solidarietà comunale” come è avvenuto a livello nazionale nello stendere la Costituzione e a livello locale nelle amministrazioni delle vicine città pedemontane.

Scusami della foga dell’altra sera, ma ho molto sofferto quando ho visto demolire la Ticosa e l’appena restaurato edificio a shed dove, anche con il mio appassionato lavoro,  era stata realizzato lo spazio mostre più interessante e richiesto della Provincia!

Con stima e affetto. TINO TAJANA


Risponde Paolo Ferrario a Tino Tajana

TINO !!!
TI RINGRAZIO !!!
sono commosso dalla passione esperienziale, architettonica e storica del tuo discorso
quando ti dico che tu “sei il più profondo conoscitore di questa città” sono sincero: tu conosci ogni luogo (ed ogni sasso) del magnifico e (unico al mondo)  spazio dove abbiamo avuto la fortuna di vivere
lo dimostra la tua competenza argomentativa di questo testo  ricco di utili riferimenti storico ambientali
leggendo la storia urbana dello spazio della ex Ticosa dici che sarebbe sbagliato mettere lì delle residenze.
e per me SEI CONVINCENTE
non avevo pensato a questi aspetti ed HO IMPARATO
anche per me lo “spazio residenziale massimo” è il centro storico
occorre attrarre lì gli abitatori del luogo e del tempo (come direbbe il mio terapeuta filosofo Emanuele Severino)
penso all’ex albergo diurno di via Volta
ma penso a tutti gli appartamenti che andrebbero riconvertiti nel CENTRO STORICO per fare housing sociale. Opportunamente curata sul piano delle barriere architettoniche Como è città protesica e proteggente
e questo sia per l’invecchiamento demografico, sia per le giovani famiglie.
E’ la CONNESSIONE che mi ispira.  Como ha due stazioni ferroviarie con circa 4 corse all’ora per raggiungere sia  i paesi limitrofi che la metropoli europea di Milano (ci sono treni che arrivano in Porta Garibaldi in 36 minuti !!!)
è il centro storico lo spazio da vivere. a due passi dalla funicolare e con i battelli che arrivano a Torno e Moltrasio in 25 minuti
e mi fa anche tantissimo piacere che tu condivida l’idea della ex Ticosa come luogo di laboratori per la tecnica, lo studio, la scienza l’arte, gli incontri pubblici, la musica, il teatro …
vedo già i percorsi: si va alla ex Ticosa ad una mostra, si va ad un corso sulle nuove tecniche;  MAGARI SI VA AD UNO SPETTACOLO TEATRALE; si fa formazione; si va alla presentazione di un libro e poi in 10 minuti  si torna di nuovo di nuovo nella splendida estensione di un soggiorno di casa che è il centro storico
e con l’assistenza domiciliare potranno farlo anche le persone in situazione di non autosufficienza
insomma:
GRAZIE per il tuo scritto
e ora TI CHIEDO L’AUTORIZZAZIONE A PUBBLICARLO nei miei due blog . pubblicherei la tua mail e la mia risposta come ho già fatto nell’altra conversazione con Carla (https://tinyurl.com/yxro57ld)
avere un blog è come avere un giornaletto personale
In fondo dici qui quello che hai detto l’altra sera alla biblioteca,  quando c’era l’emozione della comunicazione orale. Avresti solo allargato il tuo uditorio
insomma VORREI TANTO FARE MEMORIA di questo nostro ragionare e comunicare ed estendere la nostra riflessione ad altri
poi se vorrai ci vediamo da qualche parte a parlarne a voce. anche perchè sono contentissimo che hai apprezzato l’idea/progetto dei MAP mini appartamenti protetti per la non autosufficienza ed integrati con i servizi  domiciliari. Gianfranco Garganigo, a quei tempi, fu l’unico ad apprezzarla e a sostenerla, forte della sua esperienza di dirigente dell’Auser comasca (https://tinyurl.com/y5bj8zs8)
saluti carissimi

sul FUTURO della ex TICOSA (42 mila mq a 10 minuti dal centro storico di Como): carteggio fra un SETTANTENNE (Paolo Ferrario) e una OTTANTASEIENNE, 9 febbraio 2019


1° lettera, 8 febbraio 2019:  Paolo Ferrario a ***

cara ***
hai visto giusto
la idea/proposta di OFFICINA COMO è intelligente e lungimirante. E proiettata sul futuro delle prossime generazioni.
Passare dalla IDEA , al PROGETTO e poi alla REALIZZAZIONE (la politica è sempre sintetizzabile in questi tre punti) sarà estremamente difficile
Anche se temo che finirà nella palude dei conflitti localistici tipo “rusca e vittani” (in rigoroso minuscolo)
provo a mettere in atto la massima di “pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà” (ANTONIO GRAMSCI che citava Romain Rolland)
Qui i miei appunti della serata di ieri sera. Prendo sempre appunti agli incontri e convegni: la calligrafia è pessima per i “lettori” (ma non per l'”autore”) , ma mi “fanno memoria” ed evitano le chiacchiere da bar (semmai vengo a trovarti e ti faccio una sintesi verbale)

https://coatesa.com/2019/02/08/lidea-di-officina-como-per-il-recupero-dellarea-della-ticosa-appunti-dellincontro-tenuto-alla-biblioteca-di-como-7-febbraio-2019/

saluti molto cari

2° lettera,  9 febbraio 2019: *** a Paolo Ferrario
Grazie mille Paolo…
avendo letto i vari articoli sull’argomento sono riuscita a capire una buona parte dei tuoi appunti.
Purtroppo Como non riesce a sbloccarsi di dosso la mentalità “dei cumasch”…non riesce a volare….in avanti…in alto…ad avere un pò di coraggio e lasciare alle spalle burocrazia, invidie, ignoranza, ottusità, ecc……
Ma non dobbiamo mollare: dobbiamo parlarne in tutti i modi e canali possibili, coinvolgere i giovani, l’Università, gli industriali più aperti al cambiamento….i cittadini devono sostenere questo progetto, discuterne, fare opposizione all’ottusità dei nostri limitatissimi governanti locali.
Stavolta per la Ticosa non dobbiamo mollare !!!!!
Ho letto la proposta del campo di calcio: per l’amor di Dio….faccio il sit-in con il mio motorino handi. per bloccare le ruspe!
Paolo – grande divulgatore on line – trova nuove idee per far parlare il progetto oltre i pochi articoli di questi giorni che avranno già finito le loro cartucce…davanti alle paure di Landriscina e alle c….di Butti and co.
Rilancia su tutti fronti !
GRAZIE.
Buone ore per nuove idee….

2° lettera,  9 febbraio 2019: Paolo Ferrario a ***

CIAO ***
apprezzo molto la tua intelligenza architettonica che ti ha fatto vedere gli aspetti positivi della proposta di Officina Como. Tanto più apprezzabile perchè vai verso gli 86 anni ! sei un miracolo della demografia
quello PER la ex Ticosa sarà un percorso difficile e ad esito incerto. Tuttavia il percorso E’ INIZIATO . E durerà un decennio
Mi sembra che Officina Como abbia notevoli capacità nello stringere alleanze culturali: in sala c’erano architetti favorevoli e (in generale) un clima positivo. E Traglio mi sembra in sintonia con il progetto. Ma i conflitti ideologici della politica non aiuteranno. Spero entri in campo l’ordine degli architetti e magari l’ANCE (costruttori edili)
io farò il mio lavoro di sempre: DOCUMENTARE, DIFFONDERE, CONDIVIDERE
e lo farò con due dei miei blog:
oggi (febbraio 2019) siamo alla IDEA.
Occorrono PROGETTI.
e per passare alla REALIZZAZIONE occorrerà innanzitutto trovare i soldi per la bonifica dell’amianto giacente in zona. Ecco perchè occorrono partner economici!
la parola tecnica è FATTIBILITA’ dei progetti
io spero in una intelligenza collettiva. Anche se il quadro è “Ottimismo della volontà e pessimismo dell’intelligenza”
comunque : ancora complimenti per la tua “visione lunga”
ciao a te e a voi
Paolo Ferrario

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l’idea di OFFICINA COMO per il recupero dell’area della ex TICOSA (42.000 mq a dieci minuti dal centro storico di COMO): uno spazio per la creatività tecnica, scientifica, formativa, artistica. Appunti dell’incontro tenuto alla Biblioteca di Como, 7 febbraio 2019


pagina facebook di OFFICINA COMO:

https://www.facebook.com/officinacomo/


Appunti di Paolo Ferrario, 7 febbraio 2019

la idea/proposta di OFFICINA COMO è intelligente e lungimirante. E proiettata sul futuro delle prossime generazioni.
Passare dalla IDEA , al PROGETTO e poi alla REALIZZAZIONE (la politica è sempre sintetizzabile in questi tre punti) sarà estremamente difficile
Anche se temo che finirà nella palude dei conflitti localistici tipo “rusca e vittani” (in rigoroso minuscolo)
provo a mettere in atto la massima:
 “pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà
(ANTONIO GRAMSCI che citava Romain Rolland)
Qui i miei appunti della serata di ieri sera. Prendo sempre appunti agli incontri e convegni: la calligrafia è pessima per i “lettori” (ma non per l'”autore”) , ma mi “fanno memoria” ed evitano le chiacchiere da bar. “Verba volant, Scripta  manent

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vedi anche:

https://coatesa.com/2019/02/07/como-un-piano-di-recupero-della-ticosa-a-cura-di-officina-como7-febbraio-2019/

https://coatesa.com/category/como-citta/ex-ticosa/

COMO, un PIANO DI RECUPERO DELLA TICOSA (42.000 metri quadrati a dieci minuti dal centro storico), a cura di OFFICINA COMO, presentazione il 7 febbraio 2019, ore 20 e 30 alla Biblioteca di Como


Paolo Ferrario: mia breve sintesi al 7 febbraio 2019:

1 Officina Como fa una proposta di recupero

2 la giunta di centrodestra del Comune di Como (prima ancora di entrare nel merito della proposta) la respinge prima ancora di discuterla

3 l’associazione Civitas (prima ancora di entrare nel merito della proposta) , attraverso l’ex assessore di centro sinistra Bruno Magatti dice:  “Si ha la sensazione, in questi giorni, di protagonismi generosi che suonano però come fughe in avanti perché precedono, appunto, la definizione delle regole e come tali sono destinati a generare imbarazzi, resistenze e polemiche a motivo della loro intempestività.”

(fonte informativa: https://www.civitascomo.it/di-nuovo-ti-cosa-ma-prima-ci-sono-il-come-e-il-perche/?fbclid=IwAR0Fu2gxP8SSk8raUKOg2VGo_AEPxqEnpmiSxvy2xz35tfQ_sVuOkSA2r90)


il comunicato di Como, piano Ticosa bocciato «Si può fare anche senza i fondi Cariplo» – Como città Como

A poche ore dalla bocciatura in commissione del progetto Ticosa, i vertici di “Officina Como” questa sera spiegheranno alla città in un incontro pubblico (alle 20.30 in biblioteca) il loro piano che comprende l’hub della creatività, housing sociale oltre ad attività commerciali e parcheggi. Sul palco ci saranno il presidente Paolo De SantisGerolamo SaibeneAngelo Monti ed Enrico Lironi.

E proprio Lironi spiega la scelta di illustrare il progetto ai cittadini. «Per noi si tratta di un’occasione interessante e per questo la presentiamo alla città. Poi sarà il Comune, titolare della proprietà dell’area, a dire se piace e se è intenzionato a proseguire con il progetto. Ci sembra giusto mettere i cittadini a conoscenza di questa proposta». Poi prosegue dicendo: «Il nostro è un contributo per il rilancio, ma poi chi dovrà eventualmente portarlo avanti sarà l’amministrazione se ritiene l’idea utile. Capiamo che il Comune debba fare tutti gli approfondimenti, ma ci sono anche dei tempi da rispettare se si vuole approfittare del contributo Cariplo. Altrimenti, se si ritiene che l’intervento sia valido, sarà l’amministrazione a quel punto a farsi carico di trovare altri fondi. Per ComoNext avevamo acquisito il contributo emblematico che era stato estremamente importante per abbassare i costi».


ancora sui rusca e vittani:

https://coatesa.com/2014/10/03/como-urbana-i-rusca-i-vittani-i-no-libesking-i-si-libesking/


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il PD – Partito Democretico per Viale Varese, in Como: illuminazione architettonica di tutta la cinta delle mura e delle torri. Contrari a nuovi parcheggi, in La Provincia di Como 14 giugno 2018

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la “grande Como” è tutta nelle CONNESSIONI: treni, funicolare, battelli, corriere, camminate …, 29 marzo 2018

la “grande Como” è tutta nelle CONNESSIONI.

In un’ora di treno (ma ci sono anche corse da 36 minuti) si arriva da Milano.

Si cammina per la città murata, si va a Villa Geno, a Villa Olmo. In un quarto d’ora si va a Brunate.

Si prende il battello: e Cernobbio, Moltrasio, Torno (e in estate  Careno e  Nesso) sono unite in una sola rete. Con l’aliscafo si arriva a Bellagio o Tremezzo in mezz’ora

Tutto questo e altro produce: relazioni, bellezza, cultura consumi, lavoro “intelligente”.

La grande Como è ancora tutta nel MITO DEL LARIO.

La parola chiave è CONNESSIONE usando treni e battelli, gambe, (e carrozzine, se necessario: il centro storico è tutto in piano e i battelli le accolgono)


Miriam Poletti Concordo pienamente con te !!! Como va rilanciata, le potenzialità le ha tutte !!!

RISPONDO:

GRAZIE Miriam Poletti: CONNESSIONE è la parola chiave. non solo quella del web , ma anche quella reale (come voi dell’auser ben sapete) e Como è arcifavorita: DUE LINEE FERROVIARIE stato e nord); BATTELLI, FUNICOLARE , CORRIERE . Io dico sempre agli amici (di Milano e di altre regioni). se venite a Como lasciate perdere l’automobile. ed è così che Como diventa grande, con le connessioni. ciao


post in tema CAMMINARE PER COMO
https://coatesa.com/?s=camminare


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ANTONIO SPALLINO (1925 – 2017), il sindaco e cittadino di Como che ha lasciato traccia

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ADDII. ANTONIO SPALLINO POLITICO DI “PUNTA”

 ANTONIO SPALLINO: AVVOCATO, POLITICO, SINDACO. SPORTIVO E UOMO DI CULTURA È MORTO A 92 ANNI

Un mito. Una di quelle persone che ancora in vita sanno fissarsi in uno spazio e in una posizione riconosciuta da tutti: amici e nemici. Antonio SpallinoNino per gli amici, è campione olimpico agli inizi degli anni Cinquanta, ma la notorietà gli arriva una decina d’anni dopo. Prima è assessore all’Urbanistica (con sindaco Lino Gelpi) poi è sindaco dal 1970 al 1985. Dopo Spallino ve ne sono una mezza dozzina, ma il “sindaco” rimane lui: a dispetto della sua riservatezza, del fastidio – non nascosto – che prova quando lo si vorrebbe coinvolgere, dell’ironia con la quale commenta scelte amministrative lontane anni luce dalle sue idee.

È dunque a capo dell’amministrazione comunale comasca negli anni che separano la “politica” delle persone (il fare, l’inventare, il discutere, il rischiare, lo sbagliare…) da quella delle regole che la burocrazia impone e che – magari – “genera mediocri” (parole Sue).

Preciso fino all’esasperazione (dei compagni di squadra e dei collaboratori), raffinato nei modi (tira di scherma, con armi “leggere” benché “letali” e vince!), elegante nel portamento, nel vestire, nel porsi all’interlocutore Antonio Spallino ha una fissazione: la cultura.

In Comune, a Como, ne tiene l’assessorato (1965-1970) quando i modelli (e i riferimenti) sono ancora indefiniti, ma imponendosi (e richiedendo) una preparazione che non può prescindere dalla ricerca, dal controllo, dall’esperienza insomma dalla cultura in generale.

Ama i libri ed è bibliofilo curioso e bibliomane esperto. Ne possiede di antichi e moderni e li conserva, li cura. È una passione che lo porta a sostenere con passione lo sviluppo della nuova Biblioteca comunale (diretta dall’amico Sandro Bortone) aperta – anzi: più aperta – alle giovani generazioni.

È capace di sognare, forse troppo, e immagina una città perfetta, pulita e regolare, sgombra dalle auto (già invadenti) e perciò dispone la chiusura (di una parte) del Centro storico alle auto anche opponendosi all’opinione fortemente negativa dei commercianti.

È un democristiano (come il padre Lorenzo, deputato e ministro), ma resta sempre anomalo, un po’ lontano, spesso distaccato da quella caratteristica bigotta, servile, approfittatrice che si cela dietro molte buone maniere di alcuni democristiani del tempo.

La città ideale che sogna e che tenta di realizzare comprende diverse acquisizioni edilizie e numerosi (e costosi) restauri: non tutto e tutti portati a buon fine, ma il tempo è tiranno e il denaro mai sufficiente. Delle strutture strappate al degrado, alla rovina e al disastro restano comunque esempi importanti: Santa Chiara, San Francesco, San Pietro in Atrio, i Musei civici, la Pinacoteca e soprattutto Palazzo Natta

Discussa, discutibile e ancora di valutazione incerta l’operazione Ticosa acquistata (1982) dal Comune anche per sostenere il buon esito dei licenziamenti (di maestranze ormai esasperate dal tracollo economico dell’azienda). Sono decisioni e investimenti che hanno lasciato un’eredità culturale e allo stesso tempo morale: che cosa si pensa e cosa si fa in una città.

Certo, in quasi venti anni di responsabilità, Antonio Spallino ha preso anche decisioni politicamente e urbanisticamente criticate che hanno prodotto un’espansione edilizia non sempre sotto controllo; esperienze sofferte e cariche di tensione come i tre anni di responsabilità quale Commissario speciale a Seveso, dopo il disastro ICMESA.

Nella sua lunga vita, Spallino, sportivo, avvocato e politico, non è mai stato un “uomo per tutte le stagioni” bensì un “uomo che ha creato una irripetibile stagione” per la città che ha prediletto e per le persone che lo hanno molto amato.

Profilo [da www.studiospallino.it ]

Avvocato civilista e amministrativista (specializzato in diritto urbanistico), cassazionista, iscritto nell’Albo degli Esperti per la Pianificazione Urbanistica.
Autore di: Lineamenti del territorio (Como, 1968); Ragioni e obiettivi dello studio sulla Città Murata di Como (in “La Città Murata di Como”, Como, 1970); Città antiche e programmazione (Milano, 1976); Beni culturali ecclesiali a Como (in Archivio Storico Diocesi Comense, 1987); Una frase d’armi (Milano, 1997).

Amministratore pubblico: Assessore all’Urbanistica del Comune di Como (1965/1970); Sindaco del Comune di Como (1970/1985); Commissario Speciale della Regione Lombardia per l’incidente di Seveso – ICMESA (1977/1979); Presidente del Centro di Cultura Scientifica “A. Volta” dalla fondazione (1981); Membro Consiglio Direttivo I.A.S.L. (Associazione Internazionale di Diritto Sportivo); già Presidente Centro Studi di Diritto Penale Europeo.


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Nei giorni scorsi se n’è andato Antonio Spallino, già rimpianto sindaco di Como e valoroso atleta comasco.
In consiglio comunale il capogruppo di Svolta Civica, Vittorio Nessi, ha voluto dipingerne un ricordo e l’ha fatto con le parole che riportiamo qua sotto:

Nei primi anni Settanta entrai nello studio legale Spallino – Fagetti per svolgere la pratica di procuratore legale.
A quei tempi Antonio Spallino era sindaco di Como, era considerato uno dei migliori avvocati della città e, soprattutto per me che da giovane subivo il fascino delle grandi imprese sportive, godeva della fama di essere stato un campione di scherma.
Col tempo avrei scoperto direttamente le sue grandi qualità: il rigore scientifico nella professione, la cultura profonda ed elegante, la passione per i libri e la poesia, il fascino personale, l’eloquenza sobria e raffinata, la straordinaria intelligenza. Doni, questi, che la natura gli aveva elargito a piene mani e che Antonio Spallino ha onorato arricchendoli e mettendoli a disposizione di tutti coloro che ne volevano fruire. Ma io ero interessato a conoscere l’uomo che a Melbourne 1956 aveva messo a segno l’ultima stoccata, quella che avrebbe assegnato all’Italia la medaglia olimpica del fioretto a squadre.
Ricordavo di avere letto in un libro la cronaca sportiva di quell’evento scritta da Gianni Brera, epico cantore delle imprese sportive degli italiani. Scrisse Brera, raccontando lo storico episodio: “Spallino è di nervi delicatissimi: hai l’impressione che gli debbano ardere e consumare gli occhi come stoppini di candela … Fu un momento terribile e io tenevo la mano sul cuore che perdeva colpi”.
L’Italia era in vantaggio 8 a 7 sui Francesi, tradizionali e fieri avversari degli azzurri. Per l’ultimo assalto salirono in pedana Antonio Spallino ed il coriaceo transalpino Netter. Spallino mise a segno quattro botte stupende e l’avversario parve spacciato. Ne piazzò una quinta, la decisiva, ma il presidente di giuria, il magiaro Tilly, non la ritenne valida. Il colpo era semplice: dopo aver battuto il ferro avversario in posizione di “terza” Spallino lo aveva aggirato toccando di “cavazione” in allungo. Il giudizio del giudice lo offese grandemente perché ritenuto ingiusto e, a quel punto, per lui l’obiettivo non fu più la medaglia: era stata tale la sensazione di avere subito un’ingiustizia che Spallino iniziò a replicare l’attacco per dimostrare al giudice di avere sbagliato. Sempre la stessa azione, contro ogni logica e buon senso; nella sua mente “la pedana si era trasformata in una sorta di bilancia della giustizia”. Inutilmente i compagni si sbracciavano dalla pedana perché lui cambiasse l’azione. “La riparazione dell’errore non sopportava indugio” – scrisse Brera.
Netter si portò così sul 4 a 4.
Infine, la quinta botta, la decisiva. “Il filo d’acciaio cercò l’attrito del filo opposto parando di terza e toccando di cavazione in allungo. Ancora la stessa mossa. Fatto.”
E fu medaglia d’oro.
Vidi in quell’episodio l’essenza dell’uomo, la sublime follia di rischiare l’impresa memorabile per riaffermare il rigore morale, il senso dell’etica e l’idea di stringere quella mano mi affascinava grandemente.
Ma, “la sfida più bella è quella che non vinsi”, come dice il poeta.
Nel 1960 Spallino era ancora una delle lame più brillanti d’Italia e le Olimpiadi di Roma erano in via di preparazione. Una congiura di Palazzo esautorò i commissari tecnici che furono sostituiti da commissari straordinari del Coni. La reazione degli atleti fu immediata: diciannove olimpionici, fiorettisti e fiorettiste dichiararono la loro fedeltà al presidente della Federazione, pena la rinuncia alla partecipazione ai Giochi. Nell’agosto 1960 solo Spallino e Bergamini rimasero fedeli ai loro principi e rinunciarono alle gare. Da allora Antonio Spallino non calcò più la pedana e lasciò le competizioni.
Si può comprendere quindi la mia trepidazione, quel giorno in cui mi presentai nel suo studio per iniziare la pratica legale. Davanti a me stava un uomo affascinante, dalla voce vibrante, lievemente distaccato ma attento alla sensibilità del suo interlocutore. Col tempo divenne affettuoso indirizzandomi parole gentili nella dedica al libro da lui scritto, “Una frase d’armi”.
Capii negli anni successivi il significato di quella prima stretta di mano. La spada, dice Spallino nel suo libro, “è come la rondine. La stringi troppo? La soffochi. Troppo poco? Ti vola via”. Parlava della spada ma, per me, intendeva la vita.
Antonio Spallino è stato anche un eccellente uomo politico e un grande sindaco di Como.
Parlerò di soli due episodi.
Negli anni Sessanta si andava affermando la visione della nuova città. Nella sua qualità di assessore all’Urbanistica della giunta Gelpi egli aveva radunato attorno a sé i più sensibili studiosi di urbanistica e portò a maturazione il recupero del centro storico. La partita politica si svolgeva sul terreno della pedonalizzazione della città murata.
In quei tempi frequentavo con curiosità i lavori del consiglio comunale.
Ricordo un’assemblea alla Camera di Commercio dove Spallino si trovò a fronteggiare una folla di negozianti in subbuglio, preoccupati che dalla chiusura al traffico delle vie derivasse un pregiudizio ai loro affari. Mentre stava illustrando con estrema eleganza intellettuale i problemi e le soluzioni drastiche che l’amministrazione andava proponendo, la titolare di un negozio del centro lo interruppe dicendo ad alta voce che anche la moglie dell’assessore usava recarsi in piazza san Fedele in automobile a fare le compere. Le parole furono seguite da una fragorosa risata dell’intera sala.
Chiunque sarebbe stato sopraffatto, ma non Antonio Spallino che, riprendendo il filo del discorso, insegnò all’intera città come l’azione politica debba essere attenta alla soluzione dei problemi senza farsi condizionare da bassi calcoli elettorali.
Un giorno, parlando, mi disse qualcosa del genere: “Se avrai l’occasione, governa come se tu volessi perdere le elezioni. Il tempo è galantuomo e sa riconoscere le visioni di chi guarda alle generazioni future. Se no, non non ne vale la pena”.
Il sindaco.
Antonio Spallino fu eletto sindaco di Como dal 1970 al 1985 nelle file della Democrazia Cristiana.
Erano quelli i tempi in cui i fascisti erano veramente fascisti; i comunisti, comunisti e i liberali, liberali. In molti ricorderanno la forte contrapposizione in consiglio comunale e gli eletti combattevano un’aspra battaglia politica che spesso era anche ideologica. Io appartenevo alla schiera di coloro che non volevano morire democristiani.
Venne la strage di Natale. Il 23 dicembre 1984 un ordigno esplosivo fece deragliare il rapido Roma – Milano n. 904 in località San Benedetto Val di Sambro. Il triste bilancio fu di 16 morti e 267 feriti.
L’angoscia scese sull’intero Paese. Era come se un mantello nero fosse calato sulla nostra città e i giorni del solstizio d’inverno acuivano la forte sensazione di paura e di morte come se al buio delle ore si aggiungesse l’oscurità del male.
Fu convocato a sera un consiglio comunale straordinario. L’intera cittadinanza si ritrovò in Municipio affollando l’aula di Palazzo Cernezzi, lo scalone e perfino il cortile antico. Era come se un gregge disperso si fosse riunito per cercare sicurezza e protezione, calore e speranza. E Antonio Spallino parlò assumendo la posizione delle braccia che gli era congeniale – il gesto di colui che ha appena deposto la spada ed è pronto ad impugnarla – con la voce rassicurante e sicura, con la forza che taluni tengono nascosta non si sa dove e che riemerge nei momenti decisivi della vita. Spallino parlava e ciascuno iniziò a sentire il calore della persona che gli stava accanto; scendeva la notte sulla città e le tenebre si allontanavano dal cuore. Furono parole di lutto e di riscossa, di pietà e di passione. Capimmo che avevamo il dovere del coraggio.
Di quei momenti ricordo la straordinaria sensazione del sangue che tornava a scorrere nelle vene, ricordo il calore dei corpi di chi mi stava accanto, ricordo di essermi sentito parte pulsante di una città, la mia città.
E furono in molti che, tornando nelle loro case, sentirono riaffiorare sulle loro labbra le parole immortali di Walt Whitmann: “Capitano, mio capitano…”.
VITTORIO NESSI

Primarie PD per le elezioni al Comune di Como (25 e 26 marzo 2017). Il 21 marzo: confronto pubblico con i candidati Maurizio Traglio, Marcello Iantorno, mario forlano, vittorio mottola, gioacchino favara. i miei APPUNTI

APPUNTI

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Settefrazioni Blevio – Lago di Como

il bello STILE NELLA AMMINISTRAZIONE LOCALE:

Settefrazioni Blevio

Abbiamo sempre inteso il nostro impegno nell’amministrazione come un servizio di volontariato per il paese. Ci troviamo oggi a rappresentare in Consiglio Comunale i cittadini che ci hanno eletto e a sostenere le idee, i bisogni, i valori della nostra comunità nel rispetto del territorio che ci ospita. Il nostro ruolo è di stimolo costruttivo agli amministratori e di vigilanza sulla loro attività. La comunicazione ed il dialogo coi cittadini è uno dei nostri obbiettivi primari.

Questo sito è nato come strumento di lavoro, comunicazione e dialogo.

Lavoro:  su questo sito si confrontano i sostenitori attivi della Lista per Settefrazioni, elaborando i contenuti delle campagne elettorali 2009 e 2014 e approfondendo alcuni temi importanti per il paese.

Comunicazione: attraverso questo sito intendiamo comunicare ai Bleviani quello che pensiamo, come intepretiamo la vita in paese nei suoi aspetti di convivenza civile  e come intenderemmo procedere nell’ambito dell’amministrazione una volta eletti.

Informare significa evitare la confusione e l’equivoco, rispettare la gerarchia di importanza delle notizie, evitare il pettegolezzo e la calunnia. Dall’altra parte informarsi significa ascoltare e partecipare, impegnarsi a capire.

Ci stiamo impegnando su questo fronte, evitando inutili quanto pretestuosi conflitti ed è nostro intento progredire nella qualità di questo servizio, dato che molta strada si può ancora fare.

Dialogo: per quanto possibile stiamo cercando di accogliere anche il parere di chi non la pensa come noi per capire le ragioni di scelte che non condividiamo, per imparare, per migliorare.

Partecipazione: per noi la gestione del paese deve essere il risultato della collaborazione tra i cittadini. Il paese deve essere di tutti e per tutti.

Per noi amministrare il paese significa riconoscere i problemi ed affrontarli onestamente nella legalità e con competenza, anche se questo può togliere il consenso di chi pensa esclusivamente al proprio orticello. Le soluzioni ai problemi spesso non sono la media delle opinioni dei cittadini, ma il risultato di un serio lavoro di conoscenza. A questo lavoro ciascun cittadino può partecipare con il proprio prezioso contributo.

Sostengono attivamente il gruppo di Settefrazioni:

Alberto Bordoli, Mauro Cappi, Giorgio Gianatti, Angelo Dal Sasso, Sara Vago. Alberto Salemi, Antonia Bolognesi, Momi Dotti, Rina e Iginio Zamburlini, Sergio Ripamonti, Anna Bergna, Nadia e Chicco Bordoli, Sonia Zedda, Giovanna Galeazzi, Luciano Barelli, Fabio Roscio, Cornelia Heemkerk, Achille Pozzi, Giovanna Giudice, Giuliana Pozzi, Cristina Maricondi, Aude e Rodolphe Petit, Pino di Bello, Paola Butti, Manuel Mainieri, Irene Laura Zucchinelli, Antonio Proietto, Franco Palazzi, Valeria Castellani e Maurizio Orlandi, Dino Curiale, Fiammetta Lang, Massimo Limonta, Ferdinando Lucini, Maurizio Brera, Maria Angela Conti, Adele Vago, Daniela Burlon, Massimo Tosi e tanti altri.

Sorgente: Settefrazioni Blevio – Lago di Como

Tangenti, arrestato Mario Mantovani (di forza la LORO Italia, vicepresidente della Regione Lombardia e assessore alla sanità), Milano 13 ottobre 2015

sto pensando che costui era/è l’assessore alla sanità della regione lombardia : Arrestato il vicepresidente della Regione Mario ‪#‎Mantovani‬.
Indagato anche l’assessore all’Economia della Regione Lombardia Massimo Garavaglia, ex parlamentare della ‪#‎Lega‬.http://www.milanotoday.it/po…/mario-mantovani-arrestato.html
fin quando la magistratura fa il suo lavoro, vuol dire che LE ISTITUZIONI FUNZIONANO
il partito di mario mantovani si chiama: Forza la LORO Italia

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sto pensando che costui era/è l’assessore alla sanità della regione lombardia: :Arrestato il vicepresidente della Regione Mario ‪#‎Mantovani‬. Indagato anche l’assessore all’Economia della Regione Lombardia Massimo Garavaglia, ex parlamentare della‪#‎Lega‬.http://www.milanotoday.it/po…/mario-mantovani-arrestato.html
fin quando la magistratura fa il suo lavoro, vuol dire che LE ISTITUZIONI FUNZIONANO

MARIO MANTOVANI

E’ accusato di concussione, corruzione e turbativa

Sorgente: Tangenti, Mario Mantovani arrestato: di Forza Italia, vicepresidente della Lombardia


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Tangenti: arrestato Mario Mantovani (Fi), vice presidente della

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Mario Mantovani, vice presidente della regione Lombardia ed ex assessore alla sanità, è stato arrestato con l’accusa di concussione, …

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politica comasca, ieri come oggi: La storia di Como dalla metà del sec. XIII alla metà del XV è un continuo susseguirsi di tentativi di sopraffarsi vicendevolmente dei Vittani e dei Rusca, da “Enciclopedia Italiana” – Treccani

La storia di Como dalla metà del sec. XIII alla metà del XV è un continuo susseguirsi di tentativi di sopraffarsi vicendevolmente dei Vittani e dei Rusca. …

Seguire le vicende della fazione sarebbe riassumere la storia di Como sino alla metà del sec. XV; ad ogni passo si incontrano lotte sanguinose, e poi paci, tra Vittani e Rusconi, giungendo sino ad aversi podestà speciali della parte Vitana e della Ruscona; capi della prima sono gli Avvocati, i Lavizzari, i Castelli, i Lucini e specialmente i Lambertenghi, che nel 1291 hanno tale preponderanza che la fazione stessa assume il nome di Lambertenga; ma poco dopo la fazione guelfa torna a dirsi Vitana. I Vittani ebbero parte noteyolissima anche nella Valtellina, la cui storia, come quella di Como, è tutta piena di lotte tra Vittani e Rusconi. Soffocati i partiti in Como, la fazione Vitana continua un’azione vivacissima nel Ticino, come rappresentante del partito guelfo, e appoggiando più o meno apertamente le gesta dei Sanseverino; si arriva al punto, che nel 1436 si parla persino di una lega dei Vittani con Francia, Savoia e Veneziani, cosa certo senza fondamento; gli ultimi guizzi si hanno con la caduta del Ticino sotto il dominio degli Svizzeri.

da VITTANI in “Enciclopedia Italiana” – Treccani.

COMUNICARE e RACCONTARE: relazioni digitali, Corso organizzato dal Partito Democratico di Como, al giovedì, dal 30 aprile al 18 giugno 2015

Sei tappe, sei momenti operativi per comprendere i meccanismi della comunicazione e le relazioni tra politica, giornalismo e alcuni settori chiave del territorio comasco. È questa la struttura del nuovo corso di formazione organizzato dal Partito Democratico della Città di

Como, con inizio giovedì 30 aprile, e rivolto a politici e ad amministratori locali, così come a professionisti o a semplici interessati alla comunicazione, anche non strettamente politica.
Gli incontri prevedono due lezioni – la prima e l’ultima – in cui saranno approfondite tecniche, metodi e limiti dell’informazione e i nuovi modelli digitali: media management, social media placement, social media marketing.I quattro incontri intermedi, invece, prevedono tavole rotonde con i protagonisti di alcuni settori, dalla cultura alla giustizia, dalla formazione all’innovazione e all’impresa.
Le lezioni, introdotte e coordinate dal giornalista Davide Cantoni, si terranno su sei giovedì, fino al 18 giugno, con inizio di ogni incontro alle ore 20.30.
Per partecipare al corso occorre iscriversi presso la segreteria del PD Como (via Regina Teodolinda, 17 – 031.260311 – pd.comocitta@gmail.com) oppure presentarsi direttamente a una delle serate del corso. Il costo di iscrizione è di 15 euro per il corso completo o di 4 euro per una singola lezione.

da:

http://www.blogdem.it/como/2015/04/22/comunicare-e-raccontare-relazioni-digitali-un-corso-con-il-pd-di-como/

vai al volantino Volantino_CorsoComunicazione 

volantino 23 aprile

 

l’etica pubblica del poliziotto trasferito perché minacciato da suoi anonimi colleghi: «Rifarei tutto» – Cronaca Como, 8 aprile 2015

Ispettore oggetto di minacce dopo aver indagato sui colleghi coinvolti nello scandalo sulla cancellazione delle multe

«Grazie a coloro che condividono il lavoro svolto dalla Squadra di Polizia Giudiziaria della Polstrada di Como che ho avuto l’onore di comandare per diversi anni. Credo fermamente nella giustizia e nella Magistratura che mi ha assegnato questa indagine così delicata e non facile. Sarei pronto a rifare tutto e certamente non sono le minacce a fermare il nostro onesto lavoro. Un ringraziamento particolare va alla mia famiglia che mi sostiene da sempre e che ora deve pagare anche il prezzo del mio trasferimento».

da Il poliziotto trasferito perché minacciato: «Rifarei tutto» – Cronaca Como.

il Partito Democratico lombardo ha indetto per domenica 1 marzo 2015 una consultazione a livello regionale degli iscritti ed elettori del PD in tema di autonomie (contiene anche l’elenco dei seggi per la zona di Como)

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Agli Iscritti

Ai Simpatizzanti

del Partito Democratico

Loro Sedi

Carissima/o,                                                                                                                                                                                                                                                                                        …

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Ex consiglieri della Regione Lombardia. I “diritti acquisiti” degli iper garantiti, gennaio 2015

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Inno della Lombardia: testo e musica – ASCOLTA LA CANZONE – Milano – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia

—– >  Inno della Lombardia: ecco testo e musica – ASCOLTA LA CANZONE – Milano – Il Giorno – Quotidiano di Milano, notizie della Lombardia.

Cantù, giovane islamico voleva entrare nell’Isis – Cronaca Cantù

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Cantù, giovane islamico voleva entrare nell’Isis – Cronaca Cantù.

Patteggia il legaiolo ex candidato sindaco di Mariano Comense: 40mila euro, soldi che Pozzi avrebbe sottratto durante gli anni in cui è stato il tutore della donna, 19 dicembre 2014

il legaiolo che rubava:

Secondo il giudice merita una pena (sospesa) di un anno e dieci mesi di reclusione quella che il numero uno del Carroccio Matteo Salvini aveva liquidato come una «denigrazione mediatica».

L’ex candidato a primo cittadino per la Lega a Mariano Comense, Cesare Pozzi (difeso dall’avvocato Ferruccio Felice) ieri mattina ha patteggiato in udienza preliminare l’accusa di peculato mossa a suo carico dalla Procura. Patteggiamento sul quale il pubblico ministero Massimo Astori – titolare dell’inchiesta – ha dato il parere favorevole, ma a due condizioni: la restituzione dei soldi di cui l’ex assessore era accusato di essersi appropriato e l’affidamento in prova ai servizi sociali, per certi versi quasi una beffa per chi ha ricoperto la carica di assessore proprio ai servizi sociali.

La vicenda riguarda il destino di 40mila euro, soldi che Pozzi avrebbe sottratto durante gli anni in cui è stato il tutore della donna

da Mariano, via i soldi dell’anziana Patteggia l’ex candidato sindaco – Cronaca italia.

Regione Lombardia: vitalizi (rendite di posizione) di ex consiglieri regionali – raccolta di tracce storiche e documentali

Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:

Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.

Catone, Distici

nella traduzione di Giancarlo Pontiggia, editore Medusa 2005, p. 19

….

Emilio Russo, del Pd, riceve invece dalle casse del Pirellone 44.238 euro e 96 centesimi, ovvero 3.700 euro scarsi ogni mese

Gianstefano Buzzi, ex esponente del Partito Comunista, sono invece bastati cinque anni in consiglio regionale per garantirsi un vitalizio di 37.919 euro (sempre al lordo delle tasse).

Renato Tacconi, socialista rimasto per ben 19 anni nel consiglio regionale a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, incassa un vitalizio di 47.829 euro lordi all’anno

Giuseppe Guzzetti è stato in Regione 17 anni nelle liste della Democrazia Cristiana, come consigliere prima e come presidente dal 1979 al 1987 e oggi può contare su un vitalizio di 57.935 e 4 centesimi lordi. Ritornando a sinistra ,

Ettore Adalberto Albertoni, leghista, ex assessore, 22.751 euro all’anno per cinque anni in consiglio regionale.

VAI ALL’INTERO ARTICOLO:

Ex politici della Regione, tremila euro al mese per cinque anni di lavoro – Cronaca Como.


vai alla lista di coloro che ricevono i vitalizi:

http://www.slideshare.net/ilfattoquotidiano/vitalizi-lomabardia-2013?redirected_from=save_on_embed


altre tracce documentali:

Complessivamente in tutta la Regione Lombardia sono 203 gli ex consiglieri regionali che hanno già maturato la pensione. Ogni anno i contribuenti lombardi spendono 8 milioni di euro. Il record della pensione più alta va a Bergamo e più precisamente all’ex consigliere regionale Dc poi passato a Forza Italia Luciano Valaguzza che, con Ettore Adalberto Albertoni (Lega Nord) per i cinque anni passati a Milano come presidente del consiglio regionale ha un vitalizio di 1.614,94 euro netti al mese. Luigi Baruffi (Udc) per sette anni guadagna 2.490,83 euro mensili. C’è poi Gianstefano Buzzi(oggi Pd) per cinque anni incassa 2.661,52 euro mensili. Giuseppe Guzzetti (Dc) è stato in Regione 17 anni, come consigliere prima e come presidente dal 1979 al 1987 ha una pensione di 3.944,07 euro netti al mese. Oggi è presidente della Fondazione Cariplo.
La pensione di Felice Bernasconi (Dc) viene corrisposta come reversibilità alla moglie Adriana (2.027,77 euro).
Giovanni Orsenigo (Pd), noto a tutti come Mariuccio per i 15 anni trascorsi al Pirellone incassa 4.604,39 euro netti ogni mese. Restando in casa Pd Emilio Russo, che sta pensando di candidarsi alle primarie del centrosinistra per la poltrona di sindaco di Como, per i suoi dieci anni come consigliere regionale guadagna in pensione 3.088,99 euro al mese. Giuliano Sala (ex Forza Italia, ora Pdl) è stato 15 anni in Regione, dove ha ricoperto anche la carica di assessore e oggi ha una pensione di 4.609,65 euro netti ogni mese. Il socialista Renato Tacconi per i 19 anni a Milano ha un vitalizio di 3.339,13 euro.

(in https://www.laprovinciadicomo.it/stories/Homepage/234273_al_pirellone_per_15_anni_pensione_da_5mila_euro/)

 

Como (nel profondo nord dei LEGAIOLI): Gli imprenditori locali che chiedevano alla ’ndrangheta – Cronaca Cermenate

«A noi non ci mancano né i modi, né cuore, né maniere». Potrebbe essere lo slogan pubblicitario di un’agenzia di recupero crediti e, forse, lo è. Un’agenzia chiamata ’ndrangheta, alla quale imprenditori e artigiani comaschi si rivolgono quando un debitore non paga, ma anche quando, vittime di minacce o furti, preferiscono rivolgersi all’amico malavitoso piuttosto che ai carabinieri.

Due di questi imprenditori, uno con con domicilio a Solbiate, l’altro di Olgiate Comasco, sono finiti agli arresti domiciliari per i loro rapporti con i presunti boss delle locali di Fino Mornasco e Cermenate. Altri non sono neppure indagati, pur protagonisti di un capitolo non secondario degli atti dell’antimafia relativi all’operazione Insubria, che ha portato all’arresto di 40 persone accusate a vario titolo associazione a delinquere di stampo mafioso, detenzione di armi, estorsione.

«Figure di imprenditori che entrano in rapporti con la ’ndrangheta» è il capitoletto nel quale il pm della Dda, Paolo Storari, elenca gli episodi scoperti in due anni di inchiesta in cui gli insospettabili si rivolgono a persone di cui conoscono i trascorsi malavitosi.

da Gli imprenditori locali che chiedevano alla ’ndrangheta – Cronaca Cermenate.

Diventa anche tu leghista con l’ipnosi, Allegato a Cuore n. 143 del 4 dicembre 1993

Pensioni d’oro a Como. Un milione all’anno – 2011

Sono 13 gli ex parlamentari lariani che percepiscono una pensione parametrata agli anni spesi a Roma, sponda Montecitorio o Palazzo Madama. Il più ricco dell’elenco è l’ex democristiano Gianfranco Aliverti, che nella capitale rimase 27 anni e che per questo, oggi, percepisce una indennità mensile di 9636 euro lordi. Comasco doc, sindacalista, fu protagonista di cinque legisalture, dalla VII alla XI, definitivamente abbandonando la capitale il 14 aprile del 1994. Fu membro e presidente di diverse commissioni, sottosegretario all’Industria un in governo Andreotti del 1978.

Marte Ferrari e Renzo Pigni percepiscono il primo 8828 euro lordi di pensione, per 22 anni di servizio alla Camera dei Deputati, il secondo, per vent’anni, 8455. Ottantadue anni, sindacalista come Aliverti ma originario di Reggio Emilia, Ferrari fu a Roma per cinque mandati, sempre tra le fila del Psi: fu sottosegretario ai Lavori pubblici due volte, prima con Goria, quindi con De Mita, mentre tra il 1989 e il 1991 fu sottosegretario al Bilancio e alla programmazione economica.

Pigni è stato invece sindaco di Como, nonché tra i fondatori del Psiup lariano: originario di Fagnano Olona, è stato a Roma per quattro legisalture, ricoprendo anche l’incarico di segretario della persidenza della Camera.

Giancarlo Galli, Elia Manara e Gianfranco Tagliabue, con 15 anni di attività parlamentare all’attivo, oggi beneficiano di una pensione di 6590 euro. Galli è tuttora consigliere provinciale, ma la sua è una parabola politica molto eterogenea: fu deputato della Repubblica ma anche presidente dell’ente Provincia e sindaco di Mozzate.

viaPensioni d’oro a Como Un milione all’anno – Homepage Como.

La Provincia, i legaioli, i rapinesi, subitalioti delle LORO libertà, i peones oppositori (dentro e fuori maggioranza) contro la Giunta Mario Lucini

oggi il quotidiano La Provincia di Como si scaglia (assieme ai legaioli, ai rapinesi, ai subitalioti delle LORO libertà e agli altri peones oppositori da consiglio comunale trasformato in bar) contro la Giunta Mario Lucini. con questo titolo IRPEF, NOTTE DI LITI. POI LA STANGATA (e poi un fondo vagamente minaccioso: tasse su tasse, ora serve una svolta)
Visto che non fa informazione, la faccio io:
1 a togliere l’imposizione locale che dava autonomia finanziaria ai comuni è stata la promessa di Berlusconi di togliere l’ICI alle elezioni politiche del 2008. La stangata arriva da lì : ma allora legaili, forzaitalioti, provincioti gioivano
2 dal 2009 lo stato centrale assorbe la stragrande parte della tassazione e trasferisce sempre meno risorse ai bilanci comunali
3 i comuni diventano esattori di tasse , devono trasferire gran parte dei fondi allo stato centrale (soprattutto per la proprietà della casa) e ricevono di ritorno meno di quanto serve a garantire a un livello decente i servizi esistenti
4 i comuni possono agire in autonomia solo sulle tariffe, sui costi per lo smaltimento dei rifiuti (pagare un costo di un servizio non è “tassa”: provate a distinguere fra TIPI di prelievo, ammesso che vogliate fare informazione), e su una minima addizionale irpef
5 la giunta Lucini ha innalzato (per lo zero virgola …) questa addizionale esentando le fasce dei contribuenti a reddito minore
IL CRITERIO E’ DEL TUTTO GIUSTO ED EQUO: remunerare i costi pubblici in modo corrispondente alla capacità di reddito
La insistente politica (da bar e da stadio) sull’abbassare le tasse porterebbe (e NON spero porterà) a dare un colpo definitivo alla spesa sanitaria che è TUTTA A CARICO FISCALE
i giornalisti della Provincia (in particolare la inorridita cronista da salotto chic che si chiama Gisella Roncoroni ) dovrebbero osservare e fotografare gli utenti carichi di certificati per le medicine, per le visite specialistiche e spiegare che in quei voucher c’è quello che TORNA dal prelievo fiscale.
Poi, se sanno leggere li inviterei a studiare questo libro AMERICANO (non della ex unione sovietica comunista:
Stephen Holmes, Cass R. Sunstein, IL COSTO DEI DIRITTI, perchè la libertà dipende dalla tasse, pubblicato nel 1999 e tradotto da Il Mulino nel 2000
http://mappeser.com/2000/07/24/stephen-holmes-cass-r-sunstein-il-costo-dei-diritti-perche-la-liberta-dipende-dalle-tasse-il-mulino-2000/

PRESENTAZIONE BILANCIO COMUNALE, Venerdì 18 luglio, ore 20.45 Incontro pubblico con il sindaco del Comune di Como Mario Lucini per illustrare le previsioni di bilancio e le scelte di gestione adottate dall’amministrazione comunale

Biblioteca Comunale, piazzetta Venosto Lucati
PRESENTAZIONE BILANCIO COMUNALE
Venerdì 18 luglio, ore 20.45
Incontro pubblico con il sindaco del Comune di Como Mario Lucini per illustrare le previsioni di bilancio e le scelte di gestione adottate dall’amministrazione comunale
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