meteo e terra · Tempo · Terra e Clima

i terremoti nelle cosiddette “zone sicure”: analisi storica A CURA DI MASSIMO PARRINI PER IL FOGLIO DEI FOGLI

 

Primo “sciame sismico” tra la notte di martedì a Verona (mezzanotte e 54 minuti, magnitudo 4,2, epicentro fra i comuni di Negrar, Marano di Valpolicella, Grezzano e San Pietro in Cariano, ipocentro a 10,3 km di profondità)

e la mattina di mercoledì in provincia di Reggio Emilia (9.06, magnitudo 4,9, epicentro nel reggiano fra i comuni di Poviglio, Brescello e Castelnovo di Sotto, ipocentro a 33,2 km di profondità),

alle 15.53 dì venerdì la terra ha tremato per quindici secondi in tutto il Nord Italia: magnitudo 5,4 che ne fa il terremoto più violento dopo quello dell’Aquila (6,4, 6 aprile 2009), epicentro sull’Appennino parmense tra i comuni di Corniglio e Berceto, «stavolta l’urlo del sisma è salito dalle viscere della terra: a 60.8 chilometri di profondità, e meno male, perché, spiegano gli esperti, “se fosse stato più in superficie, gli effetti sarebbero stati ben peggiori”». [1]

Le «scosse registrate a distanza di pochi giorni non hanno relazione tra loro, originano da aree sismiche distinte», ha spiegato Demetrio Egidi, responsabile della Protezione civile dell’Emilia-Romagna. [2] Giampaolo Cavinato, ricercatore all’istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr: «Sono sicuramente simili, ma probabilmente non esiste un collegamento fra di loro: è difficile che si sia attivata la medesima struttura geologica, dato che in Italia non sono conosciute faglie della lunghezza di 80-90 chilometri, come per esempio in Giappone». [3]

Domenico Giardini, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv): «È dall’estate scorsa che la terra trema in continuazione su tutto il Nord anche se a livelli meno intensi rispetto a quelli degli ultimi giorni». [4]

Il 17 luglio ci fu un terremoto di intensità pari a 4.7 gradi della scala Richter tra Bologna e Verona; il 27 luglio 4.3 a ovest di Torino; il 29 ottobre 4.2 nel veronese.

L’origine del tutto è lo scontro in atto tra la placca africana, di cui la Val Padana è l’estremo lembo settentrionale, e la placca euroasiatica.

Giovanni Caprara: «Di conseguenza abbiamo gli Appennini che spingono incessantemente a Nord schiacciandosi verso le Alpi e caricando il suolo di energia che prima o poi si libera facendo tremare il suolo più o meno con violenza. Per gli esperti la situazione rientra in una normalità geologica con qualche punto di domanda». Giardini: «I terremoti dovrebbero manifestarsi ai bordi più estremi delle placche mentre invece notiamo un’eccezione perché alcuni si sono generati anche al centro». [4]

Dal 1600 a oggi nella zona si sono registrati oltre 21 terremoti di rilievo.

Mario Tozzi, geologo all’Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr: «L’ultimo nel 1996, quando alla Ipercoop di Reggio Emilia caddero al suolo decine di apparecchi televisivi nuovi di zecca frantumandosi in mille pezzi. Quella volta la terra tremò per 55 secondi proprio nella stessa zona dei “terremoti carbonari” del 1831 e 1832». [6] Il sisma di venerdì è stato generato da una rottura della faglia di 5 chilometri, spostamento di 4-5 centimetri in un secondo e mezzo. In superficie la scossa è durata 15 secondi per l’effetto “tamburo” della pianura Padana che, composta da sedimenti soffici, si è messa a vibrare. [6]

In una mappa ufficiale usata sia dalla Protezione civile sia dagli ingegneri incaricati di costruire edifici antisismici, si parla di rischio “medio-basso” sia in Pianura Padana che nelle Prealpi Venete. Alessandro Amato (Ingv): «Sono più rari, ma i terremoti entro la magnitudo 5 possono colpire ovunque. Pianura Padana e Veneto in passato hanno sperimentato sismi molto forti pur essendo considerati luoghi relativamente sicuri». Nel 1117, quando la terra tremò causando distruzione a Verona e Venezia, la magnitudo era a quota 6,5, secondo quanto stimato oggi dall’Ingv. [7]

Tutta l’Italia è zona sismica, con l’eccezione del sud della Puglia e della Sardegna. [8]

Tozzi: «Nessuno è in grado di escludere che i risentimenti delle regioni geologicamente più attive si percepiscano a Roma e Napoli piuttosto che a Milano, Torino o Genova. È già successo in passato, soprattutto per i terremoti parmensi e reggiani che interessano l’Italia settentrionale fino dalla notte dei tempi. Sappiamo poi quali sono le energie attese in quelle zone, che difficilmente superano magnitudo 6 Richter, e sappiamo che tipo di danni potrebbero eventualmente causare. Quello che non sappiamo è quando avverrà il prossimo terremoto o se ci sarà una seconda scossa più forte della prima». [5]

Guardare solo al passato, spulciando archivi storici che nel migliore dei casi non vanno oltre il Medioevo, è un metodo poco adatto a tracciare mappe del rischio efficaci. Alessandro Martelli, ingegnere sismico e direttore del centro Enea di Bologna: «Dal 2001 a oggi nel mondo si sono verificati undici terremoti catastrofici. E in nove casi il pericolo era stato nettamente sottostimato. Prima del terremoto dell’Irpinia il 25% del territorio italiano era considerato a rischio, e quindi doveva adottare determinate misure antisismiche. Questo valore fu portato poi al 70% e innalzato all’80% dopo la strage di San Giuliano di Puglia. Con il risultato che il 70% degli edifici italiani sono costruiti con criteri insufficienti per lo stato di rischio attuale». [7]

Il fatto che la faglia si sia rotta a Frignano non esclude il rischio di avere un altro evento in futuro, oggi come fra 50 anni, di ben altra intensità sulla faglia dell’Appennino. Si sa dove (nelle zone sopra le faglie dove più spingono le placche sottostanti) ma non quando, nemmeno dopo una sequenza di eventi come questa: i cosiddetti “precursori”, fenomeni fisici osservati in occasione di sismi (l’emissione anomala di onde radio e infrarosse, l’aumento del gas radon, la variazione della conducibilità elettrica delle rocce) non consentono alcuna previsione. Per proteggere il 40 per cento della popolazione che vive in zone ad alto rischio sismico in abitazioni troppo vecchie e non adeguate alle recenti norme sismiche (il 60 per cento degli 11,6 milioni di edifici italiani è stato costruito prima del 1971) c’è solo la prevenzione: verifica delle strutture, piani di emergenza ecc. [9]

Dopo la scossa di mercoledì, il sindaco di Verona Flavio Tosi ha parlato di «falsi allarmi, mitomani, gente un po’ sprovveduta che ha preso decisioni avventate». [10]

Franco Gabrielli, capo della Protezione civile, è stato molto più cauto: «Gli sciami sono imprevedibili: può esserci un evento come all’Aquila o il nulla…». [11] Guido Bertolaso, predecessore di Gabrielli, è sotto inchiesta per omicidio colposo plurimo e disastro colposo: martedì la procura dell’Aquila lo ha iscritto nel registro degli indagati in un inchiesta parallela a quella che ha portato al processo dei vertici della Commissione Grandi rischi per la morte delle 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Chiamati a giudizio, con l’accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni, molti dei maggiori esperti italiani del settore: Franco Barberi, Bernardo De Bernardinis, Enzo Boschi, Giulio Selvaggi, Gian Michele Calvi, Claudio Eva, Mauro Dolce. [12]

Bertolaso era atteso l’8 febbraio come testimone: sebbene non fosse presente alla riunione in cui la commissione avrebbe fornito (secondo l’accusa) troppe rassicurazioni sullo sciame sismico, convincendo molti a rimanere in casa la notte del 6 aprile 2009 dopo la prima scossa (perdendo la possibilità di salvarsi), l’ex capo della Protezione civile dovrà difendersi «per il fatto stesso di avere convocato quella che lui, in un colloquio intercettato con l’assessore Daniela Stati, definiva “un’operazione mediatica”. Affermando che la riunione non era convocata “perché siamo spaventati o preoccupati, ma perché vogliamo tranquillizzare la gente”».

Virginia Piccolillo: «“Bisogna zittire qualsiasi imbecille, placare illazioni, preoccupazioni”, aveva detto organizzando la riunione che si tenne 5 giorni prima del terremoto, spiato dalla Procura di Firenze che indagava sugli appalti del G8». [13]

«Ho sbagliato perché nessuno mi obbligava a fare quella riunione e far parlare gli scienziati, l’ho fatto per riguardo nei confronti di quelli che oggi mi vogliono denunciare per omicidio colposo e non avevo nessun obbligo» ha commentato Bertolaso. [13]

Secondo la Procura dell’Aquila, che valuta se riunire i due procedimenti, la strage causata dal terremoto si sarebbe potuta ridurre se la Commissione non si fosse macchiata di «negligenza, imperizia e imprudenza». Giuseppe Caporale: «Commise un errore macroscopico – secondo il sostituto procuratore Fabio Picuti – davanti a elementi evidenti come uno sciame sismico con quattrocento scosse in tre mesi, a decine di studi scientifici sulla vulnerabilità del patrimonio edilizio, e alla storia sismica dell’Aquila». [12]

Secondo l’imputazione la Grandi rischi fornì a istituzioni e cittadinanza «informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, sulle cause, sulla pericolosità e sui futuri sviluppi dell’attività sismica in esame, vanificando le finalità di tutela della vita, dei beni, degli insediamenti e dell’ambiente da calamità naturali, da catastrofi, e da altri grandi eventi che determinano situazioni di grave rischio». Caporale: «Alla base dell’accusa di Picuti, anche la relazione del professor Luis Decanini, che nella sua consulenza afferma che “il terremoto del 6 aprile rientra perfettamente nel quadro della sismicità di quest’area e non rappresenta pertanto un caso eccezionale”. L’Aquila era una città fragile, lo sapevano tutti. Gli imputati – sostiene la procura – avrebbero dovuto tenere conto di questo dato, reperibile già nel censimento di vulnerabilità dell’Abruzzo del 1999». Resta da vedere se parlare di sciami «imprevedibili» è sufficiente per cautelarsi dalle accuse. [12]

Note: [1] La Stampa, 28/1; Francesco Alberti, Corriere della Sera 28/1; [2] Luigi Spezia, la Repubblica 28/1; [3] Franco Sarcina, Il Sole 24 Ore 28/1; [4] Giovanni Caprara, Corriere della Sera 28/1; [5] Mario Tozzi, La Stampa 26/1; [6] la Repubblica 28/1; [7] Elena Dusi, la Repubblica” 26/1; [8] f. s., Il Sole 24 Ore 28/1; [9] Fabio Tonacci, la Repubblica 28/1; [10] Anna Sandri, La Stampa 26/1; [11] Francesco Alberti, Corriere della Sera 28/1; [12] Giuseppe Caporale, la Repubblica 26/5/2011; [13] Virginia Piccolillo, Corriere della Sera 25/1.

meteo e terra · Terra e Clima

La terra lariana tremò anche nel 2003, alle 11.28 di venerdì 11 aprile

La terra lariana tremò anche nel 2003, alle 11.28 di venerdì 11 aprile. La scossa, con epicentro in Piemonte, fu di magnitudo 4,6. Molte scuole e numerosi uffici vennero evacuati. Un terremoto fu avvertito anche alle 11.48 del 13 novembre 2002, con epicentro nel Bresciano e magnitudo pari a 4,2. Fu invece tutto comasco il sisma che si verificò tra le 4.22 e le 4.57 del mattino del 6 aprile 2001. La terrà tremò tre volte e l’epicentro fu individuato nella zona tra Civenna, Nesso, Lezzeno e Laglio. Allora l’intensità fu di 3,6 gradi Richter.

tutto l’articolo qui: Numerosi eventi negli ultimi anni. Nella notte del 2004 i timori più grandi.

meteo e terra

Meteo Nesso, Previsioni del Tempo Nesso Oggi, | Class Meteo

meteo e terra

Il vero caldo torrido inizia adesso L’aria africana in arrivo su Como – Cronaca – La Provincia di Como

 Il Ferragosto ha archiviato l’estate? Neanche per sogno, anzi. Il caldo che è mancato nei mesi di giugno e di luglio si farà sentire proprio in queste ultime due settimane di agosto. E sarà caldo intenso e a tratti anche afoso, con temperature destinate a salire fino a superare i 30 gradi.

A dirlo sono gli esperti del Centro geofisico prealpino che, per la settimana in corso, predono bel tempo, colonnina di mercurio in risalita e rischio ozono in tutto il Comasco.

Il vero caldo torrido inizia adesso L’aria africana in arrivo su Como – Cronaca – La Provincia di Como.

meteo e terra

Ferragosto 2011 con il sole

La bella notizia è che quest’anno non pioverà. A Ferragosto ci sarà il sole, a differenza dell’anno scorso quando turisti e comaschi rimasti a casa dovettero fare i conti con freddo e temporali.
Sarà bello lunedì e anche oggi, secondo le previsioni dei meteorologi. Il sito meteo.it prevede pioggia solo dalle 20 di stasera in poi. Il maltempo è però destinato esaurirsi per domani mattina.

Alle 8 splenderà il sole e resisterà per tutta la giornata. Quindi Ferragosto perfetto per i lidi, per le grigliate, per le gite sopra a Como o in montagna, per le fughe al lago. Anche meteocomo.it prevede un aumento della nuvolosità per oggi, destinato a trasformarsi in temporali in serata. Mentre per domani è previsto sole, anche se non sono esclusi rovesci isolati.

Ferragosto con il sole Ecco cosa fare in città – Cronaca – La Provincia di Como.

meteo e terra

Grandine e allagamenti Saltati i tombini sul lungolago – Cronaca – La Provincia di Como

Il maltempo era annunciato. E poco prima delle 20 si è scatenato il finimondo. Grandine, allagamenti, saltati i tombini sul lungolago a Como con fuoriuscite di melma. Un disastro che i vigili del fuoco hanno dovuto arginare correndo da una parte all’altra della provincia. E le previsioni non danno belle notizie. Secondo 3bmeteo.com ” Il gran caldo che nelle ultime ore ha portato le colonnine di mercurio sopra i 30 gradi, con picchi di 34-35 gradi  e afa intensa, verrà  abbattuto nelle prossime ore a suon di temporali.  Secondo 3Bmeteo.com “Fin da mercoledì pomeriggio forti acquazzoni colpiranno in particolare la provincia di Como assumendo talora carattere di nubifragio. Saranno possibili esondazioni di torrenti e smottamenti.  Da giovedì nuove perturbazioni attraverseranno la Lombardia

da Grandine e allagamenti Saltati i tombini sul lungolago – Cronaca – La Provincia di Como.

Brienno · meteo e terra

Grosse frane a Brienno, Laglio e Colonno sul lago di Como Statale bloccata, 80 evacuati – Interni – ilGiornale.it

Una frana di grosse dimensioni si è staccata ieri sera, sembra in seguito alle forti piogge, da un costone sopra Brienno, sul lago di Como: i comuni interessati sono quelli di Brienno, Laglio e Colonno. La massa franosa ha investito anche delle abitazioni e diverse auto che transitavano sulla strada sottostante. Per la presenza di grossi massi pericolanti la statale Regina è stata chiusa al traffico con deviazioni in loco che hanno provocato code di decine di chilometri.
I pompieri hanno già messo in salvo tutti gli abitanti delle case e diverse persone che si trovavano nelle auto e in un pullman, ma a tarda sera stavano ancora scavando per verificare se vi fossero altre persone rimaste sepolte dalla frana. Sono state in tutto evacuate 80 persone, nessuna delle quali risulta ferita. Per recuperare alcune persone in aree isolate, quando ormai stava calando l’oscurità, sono state impiegate delle barche.
I danni sono importanti: a Brienno un’abitazione (fortunatamente disabitata) è stata sventrata, un’altra seriamente danneggiata, un ponte romanico è sparito e i danni si registrano in tutto il paese per la forza dell’acqua del torrente della Valle di Canova

da Grossa frana sul lago di Como Statale bloccata, 80 evacuati – Interni – ilGiornale.it del 08-07-2011.

Brienno · meteo e terra

Frana sul lago di Como: al lavoro vigili del fuoco – Cronaca – ANSA.it

Tanta paura, danni ingenti ma nessuna vittima. E’ questo il bilancio delle frane, almeno quattro, che si sono staccate ieri sulla strada statale Regina, all’altezza dei Comuni di Brienno, Colonno e Laglio, sul lago di Como. Circa cento persone, raggiunte via lago, sono state evacuate con l’impiego di gommoni dai vigili del fuoco. Tra i residenti che hanno chiesto di andar via, alcune persone con case danneggiate e famiglie che temevano nuovi smottamenti nella notte. Poteva andare decisamente peggio. La massa franosa, causata dai violenti nubifragi che si sono abbattuti da Como a Lugano, ha infatti investito intorno alle 18:30 anche delle abitazioni e alcune auto che transitavano sulla strada sottostante. Un pullman con a bordo dei turisti è rimasto bloccato fra due frane.

Tutte le persone a bordo sono state tratte in salvo dai vigili del fuoco giunti sul posto con numerosi mezzi, compresi quelli speciali della Prima sezione operativa di Milano, solitamente impiegati in caso di calamità. A Brienno un’abitazione disabitata è stata sventrata, un’altra seriamente danneggiata, un ponte romanico è sparito e danni si registrano in tutto il paese, investito dalla piena del torrente della Valle di Canova. I lavori per sgomberare dai detriti la strada statale ‘Regina’ continueranno per gran parte della notte, ma l’arteria non sarà riaperta al traffico e il transito sarà consentito solo ai mezzi di soccorso. Lungo la statale, infatti, sono stati segnalati diversi massi pericolanti che potrebbero staccarsi da un momento all’altro.

da Frana sul lago di Como: al lavoro vigili del fuoco – Cronaca – ANSA.it.

Acqua · Brienno · meteo e terra

Disastro sul lago a Brienno Sette frane, cento persone evacuate – Cronaca – La Provincia di Como

Sette frane, di cui una grossissima, si sono abbattute giovedì sulla statale Regina e investito in pieno il centro abitato di Brienno. Due case sventrate, un ponte romanico letteralmente scomparso dal panorama, decine di automobili e altre abitazioni danneggiate: questo il bilancio del disastro che si è verificato ieri, qualche minuto prima delle 18,30, nel tratto di Regina compreso fra Laglio e Brienno.
Per puro miracolo non si sono registrate vittime o feriti: alle 20,30 la prefettura indicava in almeno 100 le persone che avevano bisogno di soccorso e di essere trasferite da Brienno con i gommoni ma nessuna di loro aveva bisogno di cure mediche, anche se molte erano sotto choc per la terribile esperienza della quale erano state protagoniste.
A scatenare il putiferio sono stati i due nubifragi che si sono abbattuti ieri in zona, uno in tarda mattinata che ha probabilmente smollato il terreno e, il secondo, dopo le 18 che ha sbriciolato parte della montagna e in località Valle di Canova, nel Comune di Brienno, si è trasformato in una frana devastante. 

intero articolo qui:  Disastro sul lago a Brienno Sette frane, cento persone evacuate – Cronaca – La Provincia di Como

meteo e terra

Sabato pomeriggio fitte scariche di grandine su Lario e vallate limitrofe – Previsioni Meteolive.it

Fosse avvenuta in piena estate, quando le nubi temporalesche raggiungono anche i 10-12 chilometri di quota. e sarebbe stato un disastro. Ma a marzo i cumulonembi salgono con le loro sommità fino a 6-8 chilometri e la struttura stessa della nube, immersa entro temperature complessivamente più fredde, produce solo grandine “morbida”.

Così è avvenuto ieri, sabato 26 marzo tra le sponde del lago di Como e le vallate interne, dove intorno alle 18 si è scatenato un violento temporale accompagnato da una fitta scarica di grandine. Risultato, cime montuose semi imbiancate e al suolo fino a 5 centimetri di grandine, senza danni nè a cose nè a persone.

meteo e terra

Piazza deserta, ombrelli in vendita Piove anche lunedì, poi il freddo – Cronaca – La Provincia di Como

Il vento soffia dal lago. Le tre anime che sono in piazza Cavour tentano di proteggersi tenendo l’ombrello in avanti, verso il lago. I negozi sono chiusi, tranne Limoni, perché le aperture domenicali natalizie non sono ancora scattate. Ma perfino il Mc Donalds, sempre affollato di ragazzi non ha la coda al banco. Idem il bar Monti. Il Tassell è chiuso nel suo gabbiotto. E i battelli scaricano poche persone. Le quali finiscono con i piedi a mollo. Perchè il lago è sotto 31 centimetri dal rischio esondazione. Ma il pontile numero tre è sempre sott’acqua. Pioveva ieri e pioverà anche lunedì. E infatti il negozio di souvenir della piazza ha in prima fila gli ombrelli, grandi o piccoli, 4 euro e 30, meno dei marocchini. La gelateria è chiusa e riapre a Marzo. È una domenica insolita per Como che di solito ha ospiti e visitatori anche nei mesi più freddi dell’anno. Ma il maltempo che dura ormai da due settimane ha costretto tutti a casa, comaschi e non. E il clima è da desolazione totale. Sarà brutto anche oggi perché, come annuncia Meteo Como:«Un’attiva perturbazione sta interessando la nostra provincia ed esaurirà i suoi effetti gradualmente nel corso di lunedì; da martedì cambio di scenario con fine del flusso occidentale e correnti che si faranno settentrionali e più fredde».

segue qui: Piazza deserta, ombrelli in vendita Piove anche lunedì, poi il freddo – Cronaca – La Provincia di Como.

meteo e terra

L’Italia si sgretola: in 10 anni 400 vittime di frane e alluvioni – Società e Costume – La Provincia di Como

Negli ultimi 10 anni sono state circa 400 in Italia le vittime a causa di frane e alluvioni, mentre negli ultimi 20 anni si sono registrate 1.600 alluvioni e i danni provocati dal dissesto idrogeologico in Italia ammontano a 40 miliardi di euro.

via L’Italia si sgretola: in 10 anni 400 vittime di frane e alluvioni – Società e Costume – La Provincia di Como.