Il delitto dell’armaiolo Arrighi

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Il delitto risalirebbe al primo pomeriggio di lunedì, quando Arrighi e la vittima si danno appuntamento in via Garibaldi, nel negozio. Discutono animatamente, forse per questioni di tipo finanziario, poi l’armaiolo spara. Le telecamere di sicurezza riprendono tutto, distintamente, istante per istante. Dopo avere compiuto l’omicidio il commerciante trascorre il pomeriggio al tiro a segno di via Belvedere, dove è conosciutissimo, lasciando il negozio chiuso con il corpo nascosto all’interno. Prima di uscire lava la pistola e la ripone in un espositore. Del cadavere si sbarazza la sera, probabilmente con l’aiuto del suocero. Compie un’operazione atroce e incomprensibile: lo decapita. La testa finisce chiusa in un forno della pizzeria di Senna. La ritroverà la polizia il giorno successivo, ieri mattina, mentre il corpo, caricato sulla Porsche Cayenne di proprietà dello stesso Brambilla, viene portato fino a Domodossola e gettato in un dirupo sotto la strada.

Il delitto – Homepage – La Provincia di Como

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