Anghiari

Accademia del Silenzio » Mappa dei luoghi del silenzio

Questa è la mappa dei luoghi del silenzio:

Potrà essere arricchita di segnalazioni proprio da voi.

Comunicateci quali sono i luoghi più silenziosi che avete visitato, i posti dove si può ascoltare il silenzio e dove c’è meno inquinamento acustico. Nella vostra città, nella vostra regione o nei viaggi che avete fatto. Può essere anche un tragitto che avete fatto, una passeggiata, un itinerario, un luogo piccolissimo o vasto, proveremo a individuare sulla mappa tutte le località

Diteci dove è il vostro luogo silenzioso, e scriveteci perché vi è caro.

 

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9 risposte »

  1. sono rimasta stupefatta dal vero silenzio “ascoltato” a Montefalco (Umbria, tra Foligno e Spoleto). La meraviglia è di aver constato che il “vero silenzio” esiste ancora. Mi sono tuffata nel silenzio. Ho dormito nel silenzio, quello che si chiamava ovattato, in cui puoi sentire, se sei all’erta, il minimo rumore, suono. Per me che vivo a Roma, vicino alla stazione con i suoi sibili, il suo traffico, il suo smog, è stato un vero momento di quella “meraviglia”da cui Aristotele dice sia nata la filosofia.

  2. La Via de la Plata e il Camino Sanabres, da Siviglia a Santiago de Compostela. 1000 km a piedi di un intenso, solitario, crudo e memorabile silenzio. Solo vento, falchi, storia e passi di dura fatica. Una dimensione di riscoperta di sè e dell’assenza di parole determinante per trovarne (poche) di sensate in mezzo allo stordimento acustico e sensoriale in cui viviamo. Vorrei rifarlo, stavolta (invece che solo e senza musica) senza neppure una parola. Asciugare anche questa frontiera comunicativa, per avere più consapevolezza e autenticità.

  3. L’alta montagna è abitata dal silenzio. Il mio eremo prediletto è situato in Valpelline (Valle d’Aosta)lontano dal turismo di massa.
    Anche in piena stagione estiva in alta montagna gli incontri sono sporadici. Lo sforzo della salita si prende cura dei miei pensieri che si avvicendano fino ad esaurire la loro urgenza. Più ci si eleva e più emerge l’essenziale: il respiro, la bellezza e il silenzio. Inoltrarmi in quel paesaggio richiede rispetto. La mia dimensione personale è trascesa dall’energia delle rocce, dalla mia necessità di affidarmi a questo luogo. Non posso che affidarmi. Mi sono ritrovato a pensare: “Se dovesse succedermi qualcosa qui lontano ore dal primo villaggio, sarei felice di morire avvolto dalla forza e dalla bellezza che mi trascende”. In quel momento mi sono sentito in pace e ho proseguito con gioia il mio cammino.

    • gentile luigi abbiati
      grazie per questa testimonianza sulla forza dei luoghi.
      c’è molta affinità fra me e lei su questo modo di attraversare la vita.
      per me è il lago di como, la sua linea dell’acqua e le montagne dell’era glaciale che vi si tuffano.
      attraversiamo la terra come viaggiatori del tempo
      un forte rapporto con il luogo è parte necessaria nel dare senso al personale cammino
      un cordiale saluto
      paolo ferrario
      del lago di como

  4. Il silenzio chiama l’as-colto, che sia colto….
    E quello più stupefacente accade nel pieno dei suoni esterni, quando sono le voci di dentro che accantonano la loro presenza per darsi in altra possibilità.
    La parola, nella sua purezza, è il tenero accesso al silenzio che si fa incontro.

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