COATESA: frazione del Comune di Nesso

L’estate coatesiana: dal trio Keith Jarrett del Teatro Arcimboldi di Milano all’orto-giardino sul lago

Nella parola “festa” si sente l’iniziale “fe”  di  “felice“.

Il senso iniziale è dunque la felicità, che poi diventa l’evento festivo di cui parlano gli ordini perentori delle religioni. Dicono, infatti, “ricordati di santificare la festa“,  come se ci fosse bisogno di qualcuno che deve pretendere che si santifichino le feste, quando ciascuno di noi già sa essere autenticamente festivo, quando e se è arrivato il momento.

In realtà è felice colui o colei che è vicino alla fonte della felicità,  che, all’origine del ciclo della vita, è il seno materno, portatore dell’alimento essenziale. Anche “mammella” nel greco antico riconosce la radice “fe”

La “festa” allude alla necessità che si interrompa l’opera e che si pensi al senso dell’opera. Dopo aver lavorato, l’uomo (e il dio che si è inventato) riflette sulla propria opera e celebra la festa della contemplazione del modo in cui ha agito.

(parole ispirate da una lezione di Emanuele Severino)

da Tracce e Sentieri.

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