“Gianni Rodari è l’autore della celebre filastrocca ‘Ci vuole un fiore’, un testo poetico che celebra l’origine di ogni cosa attraverso il ciclo della natura e l’amore simbolizzato dal fiore.”[libreriamo]
Testo Principale
La poesia ripete ciclicamente catene causali: per fare un tavolo ci vuole il legno, per fare il legno ci vuole l’albero, per fare l’albero ci vuole il seme, per fare il seme ci vuole il frutto, e infine per fare il frutto ci vuole un fiore.[youtube][libreriamo] Il ritornello “Ci vuole un fiore” sottolinea che tutto – dalla terra al monte, dal bosco al ramo – dipende da questo elemento fragile ma essenziale.[libreriamo] Il fiore simboleggia l’amore come forza generatrice, un principio che lega natura e relazioni umane.vecchiosito.icacquasparta+1
Origini e Diffusione
Scritta da Rodari negli anni ’70, divenne famosa come canzone interpretata da Sergio Endrigo, con un messaggio ecologico e pedagogico adatto ai bambini.sololibri+1 Rodari la inserì nelle sue opere per insegnare a “guardare e ascoltare” i segreti delle cose quotidiane.erbacanta+1 Resta un classico per educare al rispetto della Terra e alla cura come base di ogni esistenza.[libreriamo]
Ci vuole un fiore di Gianni Rodari
Le cose d’ogni giorno Raccontano segreti A chi le sa guardare Ed ascoltare
Per fare un tavolo ci vuole il legno Per fare il legno ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il seme Per fare il seme ci vuole il frutto Per fare il frutto ci vuole il fiore Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore Per fare un tavolo ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole il legno Per fare il legno ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il seme Per fare il seme ci vuole il frutto Per fare il frutto ci vuole il fiore Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore Per fare un tavolo ci vuole un fiore
Per fare un fiore ci vuole un ramo Per fare il ramo ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il bosco Per fare il bosco ci vuole il monte Per fare il monte ci vuol la terra Per far la terra ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare un fiore ci vuole un ramo Per fare il ramo ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il bosco Per fare il bosco ci vuole il monte Per fare il monte ci vuol la terra Per far la terra ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore
Per fare un tavolo ci vuole il legno Per fare il legno ci vuole l’albero Per fare l’albero ci vuole il seme Per fare il seme ci vuole il frutto Per fare il frutto ci vuole il fiore Ci vuole un fiore, ci vuole un fiore
Per fare tutto ci vuole un fiore Per fare il frutto ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore Per fare tutto ci vuole un fiore
“Paesaggi d’Autore. Il cinema italiano sul lago di Como” è un volume edito nel 2025 da Wonderlake Como in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, che raccoglie fotografie di scena, fotogrammi e immagini inedite sul ruolo del lago di Como come location cinematografica italiana.fondazionecsc+1
Il libro esplora il paesaggio lacustre come specchio di un’Italia in trasformazione, con focus su film come “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino Visconti, “Una vita difficile” di Dino Risi e “Allonsanfàn” dei fratelli Taviani, enfatizzando la luce unica del lago che ha sedotto registi e tecnici per decenni. È stato presentato in anteprima durante la seconda edizione di Cinemateca a Villa del Grumello (21-23 novembre 2025), con un intervento di Flavio De Bernardinis, vice preside e docente del CSC.comingsoon+1
Autori e curatori
Tra i contributori figurano
Gabriella Buontempo (presidente CSC),
Steve Della Casa,
Pietro Berra (giornalista e guida cineturistica del lago),
Alessio Brunialti,
Davide Van de Sfroos
e Wonderlake Como;
il curatore principale è Flavio De Bernardinis.
Buontempo ha descritto il lago come “protagonista e metafora” nel cinema.liquidarte+3
Conta 96 pagine, ISBN 9791298552319, con prezzo intorno ai 25 euro; disponibile in librerie online come Unilibro, Libreria Universitaria e Feltrinelli dal 20 novembre 2025. Si lega a iniziative come il Lake Como Walking Festival, che promuove percorsi nei set cinematografici del lago.unilibro+3
I Sulutumana sono un gruppo musicale italiano originario del Triangolo lariano, precisamente di Canzo, fondato nel 1998.
Il nome del gruppo significa “sul divano” in dialetto lombardo occidentale.
Il nucleo storico della band è composto da Gian Battista Galli (voce, fisarmonica e testi), Francesco Andreotti (tastiere) e Nadir Giori (basso e contrabbasso).
Il gruppo è arricchito da altri musicisti come Marco Castiglioni (percussioni), Beppe Pini (chitarra), e Angelo “Pich” Galli (flauto e rumori).
I Sulutumana sono apprezzati nel panorama del cantautorato italiano per la loro musica che intreccia sonorità tradizionali locali con un contesto cantautorale ricco di riferimenti culturali.
Hanno all’attivo vari lavori, tra cui l’ultimo noto dal 2018 intitolato “Vadavialcù”, registrato in provincia di Como e mixato negli studi di Abbey Road. La loro attività comprende concerti e partecipazioni a festival, mantenendo viva la loro presenza culturale e musicale legata al territorio locale.
Fondatori come Gian Battista Galli e Michele Bosisio hanno dato il via al progetto, che nel tempo ha visto l’uscita di Bosisio dal gruppo, mentre la formazione attuale include i componenti principali citati che scrivono e compongono le loro canzoni originali.
Il gruppo ha vinto riconoscimenti importanti come il Premio Tenco – Targa Imaie come miglior gruppo inedito nel 2000, con esibizioni anche su palchi prestigiosi come il Teatro Ariston di Sanremo.
In sintesi, i musicisti principali dei Sulutumana sono:
Gian Battista Galli (voce, fisarmonica, testi)
Francesco Andreotti (tastiere)
Nadir Giori (basso, contrabbasso)
Marco Castiglioni (percussioni)
Beppe Pini (chitarra)
Angelo “Pich” Galli (flauto, rumori)
Questa composizione rende i Sulutumana una realtà significativa nel panorama del cantautorato italiano, con un forte legame territoriale e culturale alla Lombardia e al lago di Como.traccesent+3
IL SENTIERO DEI MUTAMENTI Il Grumello si fa teatro: un percorso tra parole, musica e metamorfosi progetto ideato e diretto da Mario Bianchi Domenica 27 luglio 2025, ore 18.15, Serra del Grumello Como, 23 luglio 2025 – Domenica 27 luglio, alle ore 18.15, il Giardino del Grumello si trasformerà in un palcoscenico naturale grazie a “Il sentiero dei mutamenti”, un progetto teatrale ideato e diretto da Mario Bianchi. Il parco storico botanico, luogo di trasformazioni lente e repentine, si fa teatro e metafora, diventando cornice e ispirazione per un percorso narrativo incentrato sul tema del cambiamento. Un viaggio nei mutamenti dell’animo umano, raccontati attraverso le parole di grandi autori del passato: da Ovidio a Sofocle, da Virgilio a Manzoni e Pirandello. L’iniziativa si inserisce nel solco delle creazioni firmate negli anni da Mario Bianchi, regista e critico comasco, ed è profondamente legata all’esperienza del Teatro Città Murata, di cui conserva lo spirito di ricerca e la vocazione alla narrazione itinerante. Con lui, protagonisti di questa nuova avventura saranno Giuseppe Adduci (oggi alla guida di Teatro Gruppo Popolare), Stefano Andreoli, Marco Continanza – eredi del TCM – e Giambattista Galli, musicista e artista da sempre vicino alle contaminazioni tra linguaggi. Il pubblico, guidato da un misterioso viaggiatore, sarà condotto lungo un suggestivo sentiero tra natura e teatro, scandito da tre tappe. Tre racconti, tre momenti di trasformazione, in cui Incantamento, Amore e Pentimento entrano nel cuore degli esseri umani, modificandone l’indole e il destino. Il primo atto si terrà presso la Serra del Grumello, con la voce narrante di Giuseppe Adduci e le musiche originali di Giambattista Galli, frontman dei Sulutumana. A seguire, nella più raccolta Serretta, spazio alla narrazione curata da Mario Bianchi, con l’attore Massimo Giordani. Il percorso si concluderà tra i pini affacciati sul lago, con Marco Continanza interprete di un testo firmato da Stefano Andreoli. Un’esperienza immersiva e poetica, che intreccia paesaggio, parola e memoria teatrale, per raccontare – attraverso il cammino – le metamorfosi che ci abitano. Una produzione Teatro in-folio. Appuntamento per un pubblico adulto.
Partecipazione euro 10 con prenotazione necessaria. Accesso pedonale al parco, Parcheggio Serra del Grumello, con accesso da via Bignanico Attivo nel parco il Ristoro del Grumello a cura di Pris Food&events Ufficio Stampa Associazione Villa del Grumello Manzoni 22 – Camilla Palma
Carlo Uboldi è un pianista jazz italiano nato a Como nel 1966, considerato tra i più quotati a livello internazionale. Il suo stile è fortemente ispirato a quello del grande pianista canadese Oscar Peterson, caratterizzato da una carica vulcanica di swing unita a una raffinata modernità personale135.
Ha iniziato la carriera giovanissimo, debuttando a 16 anni alla Rassegna del Jazz Comasco e successivamente in televisione su RAI 1. Nel corso della sua carriera ha suonato in circa 5000 concerti tra Italia, Svizzera, Germania, Austria e altri paesi, esibendosi in prestigiosi jazz club e festival come il Blue Note di Milano e il New Orleans Jazz Festival di Ascona58.
Uboldi è anche compositore di circa 250 brani jazz, alcuni dei quali molto apprezzati in Giappone, dove ha venduto gran parte della sua produzione discografica. Tra i suoi progetti principali ci sono formazioni come l’UBBAZU TRIO, il quartetto con Emanuele Cisi e il duo INTROSPECTIVE. Ha collaborato con numerosi musicisti italiani e internazionali di rilievo, e ha inciso oltre 30 dischi5.
Parallelamente all’attività concertistica, insegna pianoforte moderno e jazz da oltre trent’anni in scuole prestigiose in Italia e Svizzera. Ha inoltre partecipato a masterclass e lezioni-concerto in università e conservatori5.
In sintesi, Carlo Uboldi è un musicista di grande esperienza e talento, noto per il suo stile ispirato a Oscar Peterson, la sua attività di compositore e la sua presenza attiva nel panorama jazzistico europeo e internazionale135.
Su iniziativa di Ameli Peters, cantante Jazz che da anni soggiorna per lunghi periodi a Torno – proponiamo alcuni singolari eventi musicali con due ensemble di Monaco di Baviera con cui da anni Ameli collabora.
– gli Swing Drops canto polifonico a 5 voci – gli Ease of Jazz quattro musicisti e una voce – quella di Ameli Peters – con un repertorio di jazz e di “American Songbook”.
Entrambi i gruppi sono assai lieti di poter condividere con noi la loro passione per la musica. Ѐ un significativo esempio di dialogo e collaborazione tra chi abita a Torno e chi lo ha scelto come seconda residenza.
Durante il concerto di venerdì 25 aprile verrà sottolineato l’ottantesimo anniversario della Liberazione con un canto comune tra artisti tedeschi e pubblico, per sottolineare la fine della seconda guerra mondiale, la caduta di due regimi totalitari e l’auspicio per un mondo di pace e fratellanza.
Canteremo insieme Imagine di John Lennon, un musicista che ha sempre inneggiato alla libertà nella musica e nella vita.
Dove andrai a cadere foglia bruna dove ti porteranno il vento e la fortuna dondolando sopra il mio ramo non ci ho ancora pensato e anche se poi io ci penso non potrò averlo saputo; per il momento io danzo fino a quando mi dovrò staccare e dovunque io vada a cadere dirò che ho volato.
I giunchi oscillan nel vento che viene dal monte i giunchi oscillan nel vento che viene dal mare i giunchi oscillano e oscillano che altro non possono fare i giunchi oscillan che altro non possono fare e qualcuno di loro ha maledetto il suo ballo qualcuno ha perfino pregato di esser tagliato ma in molti accettano il dono il dono di farsi cullare in molti accettano il dono di farsi cullare.
L’Officina della Musica di Como chiuderà definitivamente il 16 giugno 2024, dopo otto anni di attività. Questa decisione è stata annunciata dai fondatori, Cecilia Casella e Augusto Turba, attraverso un comunicato sulla pagina Facebook del locale. Hanno espresso il loro dispiacere per la chiusura, attribuendola a una stanchezza legittima e alla mancanza di persone pronte a continuare il loro lavoro con la stessa passione[1][3].
L’Officina della Musica è stata un importante punto di riferimento per la musica dal vivo a Como, contribuendo significativamente alla scena musicale locale e attirando artisti da diverse parti d’Italia. Nonostante i difficili anni della pandemia, il locale ha visto crescere sia il numero di spettatori che l’interesse da parte dei musicisti[1][4]. La chiusura rappresenta non solo una perdita per gli appassionati di musica, ma anche per la cultura e l’aggregazione sociale nella città[2][5].
L’ultima serata di concerti sarà un momento di saluto per tutti coloro che hanno partecipato a questa avventura musicale[3][4].