massime di saggezza lombarda: L’OMM CH’ EL DIS EL POC CH’EL SA’ ….

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L’OMM
CH’ EL DIS EL POC CH’EL SA’
CH’EL FA EL POC CH’EL PO’
CH’EL DA’ EL POC CH’EL GA’
L’E’ UN OMM DE RISPETA’
(segnalato da Piero)

9 comments

  1. Ottimo, lo salvo. Grazie di nuovo.
    Per la Biblioteca stiamo programmando alcuni incontri (grotte S.Primo venerdì 21 ottobre) e un nuovo libro sui cognomi di Nesso e non solo.
    A presto.

  2. giusto! Invece l’uomo che parla troppo? che si agita troppo? che fa tutto lui?
    .. Non ha nulla da dire.. non sa ascoltare.. mette ansia, in poche parole (appunto) ha il rispetto che merita: la tenuta a distanza..
    (verificare per credere..)

  3. Bella questa riscoperta di un saggio proverbio popolare comasco.
    Mi torna alla memoria di averlo sentito pronunciare più volte, durante l’infanzia.
    Come del resto altre citazioni, (alcune sicuramente ben più famose e conosciute) che in lingua italiana o in vernacolo saltavano sempre fuori al momento più opportuno, per sottolineare, per affermare o per negare un particolare momento. Con spontaneità, ma al contempo con gentile rigore. Generalmente, seguiva subito dopo la frase “come diceva sempre…”(… il nonno…il mio maestro…il prete all’oratorio… ecc.).
    Quasi a voler sottolineare ancor più la linea di continuità e di valore certo, di queste piccole grandi affermazioni. Subito memorizzate, proprio in quanto riconosciute istintivamente come vere e ‘provate’ dal tanto tempo trascorso.
    Che dire… un semplice modo di educare forse, ma che rimaneva altrettanto impresso nel tempo. -Saggezza spicciola…. ma maestra di vita!
    ; ))
    luciana – (www.comoinpoesia.com)
    .

    1. grazie luciana
      pensa che me lo ha segnalato un medico di milano
      non lo avevo sentito nella mia storia familiare. ma appartengo ad una famiglia che (in buona fede e per il mio bene) non mi ha insegnato il dialetto nei lontani anni 50

  4. così la pensava anche la mia mamma, Paolo…ed il suo papà, prima di lei… (chissà perchè, poi… un vero peccato, è una chiave di lettura che serve a calarsi ancor più vicini alla spicciola realtà storica dei nostri luoghi)Fortunatamente, avevo però una “tata” che, pur parlandomi correntemente italiano, mi raccontava indifferentemente detti, canzoni, proverbi e filastrocche molto “diretti”, coniati in entrambe le parlate. Ed anche mio papà, pur avendo frequentato le scuole superiori a Firenze, era fatalmente ed affettuosamente attratto dal dialetto popolare lariano delle sue radici, così talvolta nel parlato quotidiano se ne usciva con qualche frase di quelle simpatiche… Ed io, bambina “spugna”, assorbivo tuttom senza neppure accorgermene… (radici, radici, radici….eheh…!)

    luciana (www.comoinpoesia.com)
    .

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