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FINO AL 5 MAGGIO: ”OBIETTIVO CITTÀ MURATA” Mostra fotografica allo Spazio Natta

FINO AL 5 MAGGIO: ”OBIETTIVO CITTÀ MURATA”
Mostra fotografica allo Spazio Natta

Presso lo Spazio Natta (via Natta 18, Como), prosegue la mostra fotografica a tema dal titolo “Obiettivo città murata“.
L’esposizione propone una scelta di più di cinquanta fotografiee la proiezione di oltre cinquecento immagini su video in loop.
Il workshop fotografico, che ha preso avvio dalla giornata di studi dedicata a “Obiettivo città murata”, si è tenuto con successo a partire dall’incontro di preparazione organizzato il 24 febbraio scorso, per continuare poi con il percorso di osservazione e conoscenza nel centro storico di Como seguito da molti partecipanti il 2 e il 9 marzo scorsi.
Ora l’iniziativa è giunta al suo coronamento nella mostra fotografica che sarà visitabile tutti i giorni, con ingresso dalle 15 alle 19, fino al 5 maggio.

INGRESSO LIBERO.

Per CHIAVE DI VOLTA è stata un’esperienza nuova, impegnativa ma molto gratificante, che ha permesso, com’era nelle intenzioni, di stimolare l’osservazione della nostra “Città Murata”, non solo tramite la personale interpretazione degli autori delle fotografie, ma ora anche attraverso lo sguardo di chi guarderà le immagini esposte e sarà portato a una personale riflessioneImmagine

Tartarugosa Mostra tutti

“Probabilmente la propensione già dalla tenera età ad esercitare più sguardo e ascolto che linguaggio era un indizio predittore di quello che avrei voluto “fare da grande”. E così sono diventata psicologa, affascinata dal funzionamento della struttura psichica di coloro che, per definizione clinica, vedono disgregata la propria personalità. Guarigione improbabile, ma uno spazio infinito per poter agire sull’individuo e sulla società. Ecco perché ho scelto la riabilitazione psico-sociale nel settore della malattia mentale. Da quindici anni il mio interesse è rivolto al problema della demenza, ai malati che smarriscono la loro identità, alle loro disperate famiglie e agli operatori che li assistono. E se si considera l’ultima tappa della vita la forma estrema del dissolvimento, allora anche lì ho trovato una collocazione, accanto ai morenti. Qualcuno, leggendo il mio profilo, potrebbe fare gesti di scongiuro. Eppure il contatto con queste realtà è straordinariamente arricchente, poiché ti insegna a guardare all’esistenza con un orientamento necessariamente costruttivo, positivo e progettuale. Un po’ alla maniera di Stannah, che ha interpretato il bisogno del movimento come proprio cavallo di battaglia per rendere più agevole le salite, non solo quelle fatte da gradini, ma anche quelle delle opinioni, dei giudizi e dei pregiudizi. E chissà che proprio da queste pagine arrivino notizie e proposte incoraggianti per coloro che credono che la terza età corrisponda all’inizio della discesa!”

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