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infarto: alcune lettere ricevute

Carissimo Paolo,
ho letto il tuo commovente messaggio ieri sera, ma volutamente ho aspettato a risponderti.
Il tuo tempo è stato un tempo prezioso, fatto di pensieri  di opere di rapporti di buone letture.
Adesso il tuo tempo è diventato ancora più prezioso: deve essere goduto e rispettato con i ritmi di una salute forse diversa, ma che ti insegnerà altre strade, altri stili di vita da percorrere in serenità con Luciana.
L’orto può aspettare qualche po’ ( inoltre, con questo vento!), ma i fiori vi aspettano.
un abbraccio a te e Luciana
a presto
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Caro Paolo,
leggo con commozione il tuo messaggio di ieri.
Sei tu! Con la tua capacità speciale di unire registri diversi in un mix che in questa circostanza diventa qualcosa davvero  di straordinario. 
La tensione si allenta e l’apprensione di questi giorni si stempera.  E’ un po’ paradossale ma sei tu, direttamente,  che dai sollievo. Grazie Paolo!
E grazie anche alla rete di amiche ex colleghe – in primis ***- che mi hanno tenuta informata e con cui ho potuto condividere apprensione, sollievo e affetto.
Ci vedo come un cerchio intorno a te, Paolo, che s’interseca con altri cerchi: mi sembra che la dimensione reticolare così tua e così moderna richiami e  rinnovi modi antichi e profondi per superare i momenti di difficoltà e  affrontare il cambiamento. Ne traggo ulteriore motivo di fiducia per la nuova fase che ti aspetta (anche considerando che si aggiungono a Luciana e alla techne!).
Un abbraccio grande
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Carissimo Paolo,

girovagando poco fa  in internet…ho saputo e ti ho letto.

“Appena in tempo”…è una fortuna grande, un laico miracolo, un dono di Natale delle nostre inquiete maturità. Un giocattolo inusuale.

Te lo assicuro per esperienza. Io sette anni fa non ci sono arrivato o forse non ci sarei mai arrivato per puro caso a quel traguardo tuo. Se un medico di famiglia, mio angelo non tremendo, insospettitosi per una prova di routine positiva – sotto sforzo –  non mi avesse consigliato di ricoverarmi subito per un’ angioplastica preventiva.

Il risultato? Di quelle “retine” di cui parli con garbo me ne hanno infilate tre all’ istante nelle coronarie, che ora porto con fierezza: correndo tutte le mattine con il mio cane, salendo le scale di eremi e monasteri( ma guarda i non credenti che cosa so capaci di fare), senza sognare Lourdes,  al prezzo di un paio di pillole e nulla più.

O caro Amico, ora conosci un brandello della mia autobiografia più segreta e profonda; e come  potevo allora  ****  appena mi è stato possibile? Per gioire del tempo più lento, dorato, misterioso, paziente che resta da vivere?

Dammi notizie, con il mio abbraccio e il mio grazie a Luciana

***

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Carissimo Paolo,

è un grande sollievo leggere  direttamente da te, anche se grazie a Luciana e alla sua enorme pazienza e tenacia (vera giardiniera anche delle relazioni) abbiamo seguito le tue giornate. Ti penso come molto coraggioso nel voler scrivere così minutamente di ciò che ti è successo, penso  tuttavia che ti sia di aiuto.

Le notizie belle sono tutte quelle che riguardano il “dopo”, la ripresa  – anche se cauta all’inizio –  delle tue attività.

Mi dispiace di non avere più fra le mani il libretto rosso che mio zio ***, cardiologo competentissimo, appassionato e gran signore,  aveva preparato da mettere sul comodino di tutti i suoi pazienti infartuati. Lui,  cattolico convinto, uomo di Centro, lo chiamava scherzosamente  “il libretto di Mao”. Era denso di indicazioni cliniche molto più  rivolte a ciò che l’ex paziente avrebbe potuto fare che non farcito di divieti e interdizioni… Credo che sua moglie, *** , abbia avuto un piccolo ruolo di supervisore, ma lo immagino solo.

Hai fatto esperienza, come scrive Viviani, che “di tanti innumerevoli valori  […] il massimo è il respiro”.

Sono certa che questo ti ha cambiato (non so come e non so se vorrai lasciarlo vedere a tutti) lasciandoti  fondamentalmente lo stesso.

Un abbraccio grandissimo

***

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Carissimo Paolo, anche se non ci sentiamo mai è come se ci fossimo lasciati ieri , quando ci scambiavamo occhiate e bigliettini tra i banchi della “Cumacini”, per mettere a punto i contenuti del giornale studentesco “La Vasca”!!!. negli anni ’60

Sono sicuro che la tua tempra ferrea (sostenuta da una volontà ancora più ferrea) ti farà superare questo momento difficile (come del resto lo stai già dimostrando); sei veramente un grande!
Io invece sono rimasto piccolo e continuo a zampettare con affanno per reggere impegni e vicissitudini della vita.
Tante volte ti abbiamo ricordato Lidia ed io con grande simpatia ed affetto, chissà se troveremo il tempo e la calma per fare una rimpatriata!
Mi par di capire che tu sei non impegnato ma  molto di più  e forse il Padre Eterno qualche volta ci fa capire che sarebbe meglio darsi una calmata e magari imparare ad affrontare la vita con un passo più tranquillo (non è facile).
Ti abbraccio forte ed assieme a Lidia ti siamo molto vicini ,
un affettuoso saluto, ***

Paolo Ferrario Mostra tutti

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