MAX G. RUSCA, L’ironia dell’inessenziale. La mostra, a cura di Roberto Borghi, sede: The Art Company Como, in via Borgovico 163 a Como. Proseguirà sino al 28 febbraio con apertura dal lunedi al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00

MAX G. RUSCA

L’ironia dell’inessenziale

La mostra, a cura di Roberto Borghi, proseguirà sino al 28 febbraio con apertura dal lunedi al venerdì dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.00.

In occasione della mostra Carlo Pozzoni Fotoeditore realizzerà una pubblicazione con testi di Franco Cerofolini e Roberto Borghi.

Nato a Legnano nel 1925, Max G. Rusca si è spento a Milano nel 2002. Nel 1952, dopo aver conosciuto Enrico Baj, ha aderito al Movimento Nucleare. La prima esposizione di Rusca con i Nucleari risale al settembre del 1953 in occasione della Mostra del Movimento Nucleare alla Galleria B24 di Milano. Lascia il gruppo l’anno successivo dopo la rassegna Arte Nucleare tenutasi nella Sala degli Specchi di Ca’ Giustinian a Venezia.

Dagli anni Sessanta in poi tiene numerose personali nella Galleria Montenapoleone di Milano. Il suo lavoro viene inoltre presentato in parecchie collettive, ma anche in alcune personali, a Hong Kong e in Giappone. Nel 1984 allestisce una personale alla Doctor Dog Gallery di San Francisco intitolata Frammenti di ricordi del luogo perduto.

Le sue opere del periodo nucleare sono state esposte successivamente nelle mostre Arte Nucleare 1951-1957 a cura di Giovanni Anzani e Il Movimento Nucleare, a cura di Martina Corgnati tenutesi rispettivamente nel 1980 e nel 1998 presso la Galleria San Fedele di Milano.

La pittura di Rusca, già durante il periodo nucleare, si distingue per la raffinatezza formale, per la capacità di effigiare paesaggi visionari, per alcuni stilemi che sembrano essere stati attinti dalla tradizione artistica dell’estremo Oriente.

Dagli anni Sessanta in poi, l’artista compie un personale “ritorno alle origini” dell’arte nucleare approfondendo e citando il Surrealismo. Le sue opere divengono sempre più oniriche e ironiche allo stesso tempo: nascono così alcuni dei cicli documentati dalla mostra, come le ‘Città volanti‘, gli ‘Ex voto‘, le ‘Anticone‘.

Parallelamente alla pittura inoltre Rusca si dedica alla scrittura di testi caratterizzati da un umorismo grottesco che vengono poi raccolti pubblicati in libri d’artista tirati in un unico esemplare. Una selezione di questi singolari volumi sarà esposta presso The Art Company.

L’esposizione si chiuderà il 28 febbraio con una lettura dei racconti surreali scritti dallo stesso Rusca da parte della compagnia teatrale Fare Teatro di Como


Città volante – Progettazione, 1988

paesaggio post nucleare 1973 (FILEminimizer)

MAX_RUSCA_copertina

Categorie: Mostre

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