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THE PLEASURE GARDEN (il giardino del piacere), di Alfred Hitchcock, 1925. Scheda da: Tutti i film di Alfred Hitchcock, di Paul Duncan, Lindau editore 2001

 

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https://it.wikipedia.org/wiki/Il_labirinto_delle_passioni

 

La narrazione comincia in un ambiente teatrale. La prima immagine del film è una scala a chiocciola che un gruppo di ballerine scende per accedere al palcoscenico. Uomini ricchi e maturi in prima fila guardano compiaciuti. In soggettiva, dalla visione sfuocata di uno di questi spettatori, con l’aiuto di un binocolo, si passa all’inquadratura perfetta delle gambe delle ragazze danzanti.

Una di esse, Patsy, bionda per lavoro, è la protagonista. All’uscita dal teatro incontra una giovane aspirante ballerina, Jill, disperata perché è appena stata derubata del portafoglio contenente i soldi e una lettera di raccomandazione al direttore del teatro. Generosamente Patsy le offre ospitalità per la notte nella sua stanza in affitto e le promette di presentarla l’indomani al direttore. I coniugi affittacamere accolgono con cordialità le due ragazze e Jill fa la conoscenza anche di Cuddles, il simpatico cane, curioso e combinaguai, che le va a leccare i piedi, quando prima di dormire si inginocchia a recitare le preghiere.

Il giorno dopo Jill, in teatro, al rifiuto iniziale del direttore reagisce con astuzia: lo convince a vederla ballare promettendogli di mostrare una danza nuova e audace. Non solo si fa assumere ma riesce, con sicuro senso degli affari, ad ottenere anche un ottimo contratto di lavoro. Patsy si congratula con lei, senza gelosia.

Mentre Jill è assente, arriva il suo fidanzato Hugh, che la vuole salutare prima di partire per le piantagioni nelle colonie inglesi ai Tropici, in cui si dovrà trattenere per due anni. Trova ad accoglierlo l’imbarazzata Patsy, per giunta senza le calze da indossare, sottratte dal burlone Cuttles. Mentre il cane fa le feste al nuovo arrivato, Patsy entra all’improvviso nel salotto e inciampa nei due sdraiati a terra e cade rovinosamente. La buffa situazione predispone i due giovani a una reciproca simpatia.

Jill nel frattempo sta provando un nuovo costume di scena nell’appartamento lussuoso dell’impresario, di cui accetta volentieri la corte.

Patsy e Hugh pranzano insieme e sono raggiunti da un amico di lui, Levet, prossimo a partire come Hugh per le colonie. Insieme vanno ad assistere allo spettacolo di cui è protagonista Jill. Da un palco due eleganti ammiratori osservano compiaciuti la prima ballerina. In camerino uno di essi presenta i suoi omaggi e rivela di essere un principe russo. Jill è lusingata e trascura Hugh.

Patsy intanto è corteggiata da Levet e malgrado sia turbata da alcuni sinistri avvertimenti (l’abbaiare ostile di Cuddles, le ombre inquietanti che accompagnano il suo apparire, il cappello portasfortuna sul letto, la furia con cui cerca di strapparle un bacio) cede alle sue insistenze e accetta la proposta di matrimonio. Levet la bacia impetuosamente.

Il montaggio parallelo mostra intanto la carriera fortunata e i successi mondani di Jill: cena in un lussuoso ristorante con il principe, ritorna nella sua elegante casa e astutamente riesce a congedarlo senza concedergli niente, è libera così di ricevere subito dopo l’impresario Hamilton con cui ha già da tempo una relazione.

Il giorno del matrimonio di Levet e Patsy la pioggia scende a catinelle e la coppia è costretta, insieme ai testimoni, gli affettuosi affittacamere, ad avviarsi alla cerimonia tristemente con gli ombrelli. Trascorrono una romantica luna di miele sul Lago di Como. Tutto appare perfetto, solo qualche dettaglio rabbuia la fronte di Patsy: la rosa, sgraziatamente gettata nelle acque del lago, la bambina ruvidamente allontanata, l’impazienza nervosa con cui Levet l’attende mentre prega la Madonna per la loro futura vita insieme, nella piazza del borgo pittoresco.

Patsy accompagna il marito ad imbarcarsi sulla nave diretta in Africa e si separa da lui. La mano di Patsy ignara, che sventola il fazzoletto in segno di addio, diventa la mano della moglie indigena che altrettanto ignara accoglie con ingenua gioia il ritorno del suo uomo.

Nella capanna in cui convive con l’indigena Levet beve smodatamente e non risponde alle numerose lettere di Patsy; Hugh non ha notizie da Jill e casualmente vede su un giornale la fotografia di lei e del principe russo dei quali si annuncia l’imminente matrimonio.

Quando finalmente Patsy riceve una lettera dal marito, apprende che è malato. Decide perciò di raggiungerlo per prendersi cura di lui, ma non ha il denaro necessario. Chiede un prestito a Jill che glielo nega, accampando il pretesto delle spese per il matrimonio. In realtà ha il cassetto del secrétaire pieno di banconote che esibisce quando paga il sarto. Saranno i padroni di casa a privarsi dei loro risparmi per permetterle di pagare le spese per il viaggio.

Patsy si imbarca. Purtroppo l’incontro con il marito le riserva la più amara disillusione: nella capanna Levet ubriaco fradicio è in intimità con l’indigena. Ella disperata fugge da Hugh e lo trova gravemene malato.

Durante la sua assenza Levet approfitta del fatto che l’indigena si è tuffata in mare; la raggiunge e l’annega trattenendole con violenza la testa sott’acqua. Ancora il regista collega l’inquadratura della mano di Levet che dà la morte all’indigena a quella della mano soccorrevole di Patsy che accarezza la fronte di Hugh febbricitante.

Levet, perseguitato dal senso di colpa e dalle visioni allucinatorie della indigena che continuamente gli compare davanti agli occhi, roso dalla gelosia vedendo l’intesa fra Patsy e Hugh, vuole uccidere con una scimitarra Patsy ma è inaspettatamente fermato da un colpo di pistola. Il medico del villaggio, avvisato da Hugh, è provvidenzialmente intervenuto a salvarla.

Ormai non ci sono più ostacoli all’amore fra Patsy e Hugh. Il loro ritorno a casa è festeggiato da Cuddles, a cui Hugh era sempre stato simpatico, e dai padroni di casa. Il film si conclude con l’ultima birichinata di Cuddles: gioca con il filo elettrico aggrovigliandolo e impedisce al padrone di sentire la musica alla radio.

un’altra sintesi della TRAMA:

Paolo Ferrario Mostra tutti

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