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Vincenzo Guarracino ha scritto un breve saggio sulla figura di Carlo Ferrario

Vincenzo Guarracino ha scritto un breve saggio sulla figura di Carlo Ferrario del quale riportiamo un brano.

Il testo completo è pubblicato sul blog Poetrydream.

«”In un giorno di giugno / (io avevo sei anni)…” Mi ha incuriosito questa precisazione cronologica, l’unica dell’ultima fatica poetica di Carlo Ferrario, ossia del “romanzo in versi” intitolato Paganus (NodoLibri, Como 2008), storia di un’iniziazione alla vita sul teatro di un’età aurea che, spopolata di miti e di portenti si avvia ad un tempo grigio di rovine e di violenza.

A guardarle attentamente, tutte le prove poetiche di Carlo Ferrario si dispongono in questa maniera: come una volontà di raccogliere e inscrivere tutta quanta la propria esperienza esistenziale e intellettuale, prosciugata di ogni languore e sdolcinatura, sotto l’egida di una regia per così dire numerica, di un rigoroso e geometrico sistema pitagorico.

Un personaggio ricco e complesso, dunque, Carlo Ferrario: davvero un personaggio polytropon, versutum, dalle molteplici applicazioni e competenze. Versatile, insomma: narratore, musicologo e musicista, comunicatore e polemista e soprattutto poeta, nel suo senso di creatore di linguaggio (…) uno che “molto ha viaggiato e conosciuto”, che ha attraversato e praticato innumerevoli territori, sfidando con la scrittura e prima ancora con la vita luoghi comuni e pregiudizi, sempre fedele a una propria riconoscibile cifra esistenziale e intellettuale, che si può pressappoco riassumere e condensare così, una visione illuministica della vita, di un illuminismo generoso e aperto a una laica intelligenza delle cose ma senza illusioni.

Disincantato ma non rinsavito, al pari del Didimo foscoliano, Carlo sa guardare a persone e situazioni con l’occhio di chi molto ha conosciuto e che per questo sa dosare parole ed espressioni distillandole in “qualche verso” che senza temere di irritare il senso morale di chicchessia persegue con determinazione il progetto di smascheramento dei falsi miti della nostra contemporaneità.»

Vincenzo Guarracino

Carlo Ferrario (1931) vive a Como, dove è sempre stato uno dei protagonisti del dibattito e dell’animazione culturale. Per NodoLibri ha scritto:

Alfabeto comasco (1989)
Andata e ritorno (2005)
Una piccola deviazione (2007)
L’allegro e il pensieroso (2009)

Vincenzo Guarracino è autore del volume Il Teatro tra passione e missione (NodoLibri 2008) sulla figura di Bernardo Malacrida (1925-2003), personaggio fondamentale della cultura comasca del secondo Novecento e animatore di un’esperienza importante come quella del Teatro Stabile di Como.

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