Un anziano – in Blog lescritteriate

In un bar. Frastuono. A un tavolino sta appartato un anziano. Ricurvo, con un quotidiano dinnanzi. Solo. Rimugina i suoi avviliti anni passati, ….

vai a questo post:

Un anziano – lescritteriate

mi ricordo l’ex orfanotrofio di Via Tommaso Grossi

Carlo Ferrario ricorda UL TIVAN, settimanale diretto dal FEL, Ferrario Enrico Luigi, in Alfabeto comasco. Luoghi, anni, persone , NodoLibri, 1989

“UL TIVAN” settimanale fondato e diretto da FEL, Luigi Enrico Ferrario (nonno paterno), citato in Carlo Ferrario, Un comasco irregolare – a cura di Fabio Cani e Gerardo Monizza NodoLibri Editore, 2020

in ricordo del mio nonno FEL, Ferrario Enrico Luigi: UL TIVAN, VENTO DI LAGO E TURBINE DI PASSAGGIO, di Maria Fagnani

tratto da:

in ricordo del mio nonno FEL, Ferrario Enrico Luigi: LA ZANZARA, periodico quindicinale comasco, anni 1921-1928

tratto da

la citazione della estate 2019: LASA CHE ‘L BUFA (“lascia che soffi”), motto del FEL, Ferrario Enrico Luigi, nel settimanale Ul Tivan, anni ’50

in senso letterale: “lascia che soffi”

in senso ampio: vivi la vita con leggerezza, perchè tutto passa, come il vento

motto del FEL, Ferrario Enrico Luigi, nel settimanale Ul Tivan, anni ’50

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quando era Giobatta che coltivava: Luciana innaffia le zucchine. Dal diario cartaceo, 1990

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LAVORI IN LEGNO DI GIOBATTA, 1989-1990, dal diario cartaceo di quegli anni

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Giobatta: i lavori del FABBRO fra il 1989 e il 1990. Dal diario cartaceo di quegli anni

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“Meglio che in riviera …”, Giobatta disegnato da Andrea

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Tiziano (- 2018), Guapa e Budino

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conversazione con T.T. sulla Via 5 Giornate (e in particolare sullo “stallazzo”), Como, 29 settembre 2014

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anni ’50: IL PALIO REMIERO DEL LARIO

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tratto da:

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effetti del “Genius Loci” su Tino, qui a Coatesa sul Lario, 24 agosto 2013

il genius loci del vostro sito e’ :

entrare nel centro storico di Coatesa, salire le scale di una casa del settecento,

proseguire le scale del sopralzo del novecento ed essere improvvisamente proiettati in un orto/giardino.

Ma non finisce qui!

Nel giardino si costeggia il lago, si sosta su un seggio a contemplare il pontile e l’approdo dei battelli, si sentono i profumi della vegetazione autoctona del lago .

Da un ristretto portale si esce su un tratturo che a valle ha il lago e a monte un ondeggiante muro in sasso di Moltrasio che ricorda quelli dipinti da Ottone Rosai,  mediati dal pennello lariano di Pierino Saibene.

Tino

antropologia dell’odio sul Lario: “qui in paese, ormai, sono tutti schierati contro di me, incattiviti, decisi a cacciarmi. Ho subito minacce, atti vandalici. Ora ho paura”; “Se fossero state prese le doverose precauzioni da parte del padrone, un presupposto che nulla ha a che vedere con l’amore per gli animali, la piccola Ilend sarebbe ancora viva”

capisco molto quest’uomo

spesso ho subito e patito la malevolenza che gli abitanti di questi luoghi sanno (in certi casi) esprimere: lettere anonime minatorie, parole di odio, malevolenza, giudizi pesanti alle spalle …

Uno ho anche dovuto denunciarlo ai carabinieri: “lei non sa cosa gli succederà” mi aveva detto.

Faccio i miei auguri all’uomo che ha salvato un cane dalla camorra napoletana.

P.F.

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Sala Comacina. Parla il padrone del cane:

Ma qui in paese, ormai, sono tutti schierati contro di me, incattiviti, decisi a cacciarmi. Ho subito minacce,  atti vandalici. Ora ho paura che qualcuno mi avveleni i cani, che io cresco come figli.

Parla il padrone del cane killer «Mi dispiace, tutti contro di me» – Homepage – La Provincia di Como – Notizie di Como e Provincia

per completezza informativa, qui sotto c’è la testimonianza della signora che ha subìto un dolore inaspettato:

scrive Liza Maria B., la padroncina di Ilend, morta a seguito delle gravi ferite inferte da Betty, l’esemplare di pastore tedesco di proprietà di Simone P.
Con una lettera auspica che l’episodio non rimanga circoscritto a un semplice scambio di parole, ma assuma valenza nella regolamentazione dei rapporti tra uomo e animali domestici.
«Non ho mai sostenuto, né pensato che il signor P. non abbia a riservare amore nei confronti degli animali – scrive Liza – ma il padrone di un cane, come un genitore, ha precise responsabilità e deve comportarsi di conseguenza ogni qual volta esce di casa con i cani al seguito. Escludo che in paese ci siano complotti nei suoi confronti, il risentimento delle persone è solo dovuto al fatto che il cane ha dei problemi e si dovrebbe riservare la dovuta attenzione.
«Non sto a descrivere il dolore che ho provato nel portare la cagnolina dal veterinario – continua la lettera – nell’attendere il responso del tentativo di operazione e nel procedere alla successiva cremazione. Per questo e non per altro non ho risposto ai messaggi che mi sono stati inviati tramite telefonino dal proprietario del cane aggressore.
«Tengo però a precisare – continua la proprietaria della cagnolina – che la zona dove è avvenuto l’episodio è molto frequentata dalla gente del paese in quanto si trova poco a monte del borgo, un luogo dove ci sono case e cascine, animali e persone. Non adatta per far correre animali riconosciuti pericolosi senza museruola.
«Se fossero state prese le doverose precauzioni da parte del padrone, un presupposto che nulla ha a che vedere con l’amore per gli animali, la piccola Ilend sarebbe ancora viva. Spero che quanto accaduto valga a evitare qualcosa di ben più grave». (da La Provincia del 6/4/13)

canzone per la MIA ROSINA, da youtube di Laura Bellasi

Enzo Jannacci (1935-2013) negli anni ’60 aveva lavorato da medico al Pronto soccorso dell’ospedale di Cantù

Enzo Jannacci medico
I ricordi da Cantù
 


Il cantautore scomparso venerdì a 77 anni negli anni ’60 aveva lavorato da medico al Pronto soccorso dell’ospedale e ancora se lo ricordano. a Cantù è rimasta anche la sua auto di allora 


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Alberto Cano | Università Popolare di Musica

Da oltre vent’anni è ideatore, curatore e promotore di incontri d’arte cinematografica. Cineforum di cinema internazionale contemporaneo, rassegne storiche, percorsi tematici, cicli per le scuole, eventi multimediali quale incontro tra cinema, musica, arte visiva, teatro. Tra i tanti appuntamenti si ricordano qui I Lunedì del Cinema 1991/2011 al Cinema Gloria di Como, Le Notti Bianche di Villa Erba 2000/2004 nel parco di Villa Erba a Cernobbio, L’Età d’Oro 2006/2009 ciclo per le scuole di Como, e molti altri e differenti interventi volti a divulgare il valore etico ed estetico della cultura cinematografica. I diversi progetti, svolti dal 1990, direttamente o quale consulente di importanti enti pubblici e privati, fondazioni e associazioni culturali, hanno coinvolto cinema, teatri, gallerie d’arte, locali pubblici, suggestive scenografie naturali o storiche, quali parchi, piazze, architetture urbane, in una ricerca tesa a coniugare in modo peculiare eventi culturali e luoghi geografici

da Alberto Cano | Università Popolare di Musica.

Presentazione del libro Enrico Ostinelli: un’intelligenza comasca a cura di Adriano Giudici, collana Officina della Narrazione, collana promossa da Stringhe Colorate

 

APPUNTAMENTI LETTERARI

Gelateria Luisita, via Dottesio, ore 18.30, ingresso libero

Presentazione del libro Enrico Ostinelli: un’intelligenza comasca a cura di Adriano Giudici, uno degli ultimi libri pubblicati nella collana Officina della Narrazione, collana promossa da Stringhe Colorate. Quasi un omaggio a un comasco che non è stato semplicemente un professore del Caio Plinio Secondo, ma è stato anche un apprezzato studioso di varie e diverse discipline (scienze astronomiche, economiche, filosofiche). Questo libro nasce dalla volontà di un ex-allievo (il curatore, Adriano Giudici) di gettare finalmente luce sui variegati studi di Ostinelli che, nonostante i tanti anni passati dalla loro prima stesura, è incredibile scoprire quanto siano attuali e brillino per semplicità e immediatezza espositiva. Fa onore al conseguente aperitivo Alessio Brunialti

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Marco Guggiari presenta il libro Comaschi ­ persone e fatti del Novecento dialogando con Davide Cantoni, ALLA UBIK Piazza San Fedele 32 (2° piano), ore 18

ALLA UBIK

Piazza San Fedele 32 (2° piano), ore 18, ingresso libero

Marco Guggiari presenta il libro Comaschi ­ persone e fatti del Novecento dialogando con Davide Cantoni. Guggiari, vicedirettore del Corriere di Como, racconta con rigore e in forma narrativa le vicende di una quarantina di personalità significative per il Novecento lariano. Brevi “medaglioni” rievocano le figure di architetti come Sant’Elia e Terragni, scienziati come Grassi, imprenditori come Ratti, Mantero e Catelli, letterati come Fogazzaro e Pontiggia, e tanti altri: artisti, ministri, sportivi, uomini e donne della solidarietà e della fede. Alcune storie riguardano coloro che hanno involontariamente segnato momenti tragici del secolo scorso e ne sono rimasti vittime: Cristina Mazzotti, rapita e uccisa dall’anonima sequestri o la famiglia Mauri, morta nella strage della stazione di Bologna

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Nini Binda ricorda: «Mio padre Gianni Binda fu uomo dalle molte passioni»

È singolare la varietà di interessi e di impegni, anche extra-professionali, coltivati da Gianni Binda. Dal versante amministrativo al servizio della città, a quello associativo, nello sport, alla passione per la cucina, che fece da molla all’idea di dar vita nel 1962, assieme a Gian Giuseppe Brenna, alla delegazione lariana dell’Accademia italiana della cucina. E riguardo alla passione gastronomica, Nini Binda racconta un aneddoto: «Mio padre era ammalato, si allontanava da casa a nostra insaputa. Io andavo a cercarlo e mi capitò di trovarlo seduto al tavolo di un ristorantino, vicino a viale Geno, davanti a un carrello di bolliti. Gli dissi sconsolato: “Ma papà!”. E lui, in dialetto: “Ta se propri un rumpiball, làsum murì in pas”».
Quanto all’attività di uomo pubblico, tra il 1946 e il 1964 Gianni Binda fu consigliere comunale e poi assessore con deleghe al Turismo e allo Sport nella giunta guidata dall’avvocato Lino Gelpi. Rimise a nuovo la piscina Sinigaglia e vi inaugurò i corsi di nuoto. «Quando a mia volta approdai a Palazzo Cernezzi – rievoca ancora il figlio Nini – la prima sera che mi affacciai in aula, il compianto usciere Gigi Meroni mi apostrofò in vernacolo comasco: “Lei è il figlio del “barbisùn?” (soprannome dato a Gianni Binda per via dei suoi vistosi baffi, ndr). Guardi che suo padre qui faceva tremare tutti, tanta era la soggezione che incuteva per il suo rigore».
L’impegno in Comune del figlio, a sua volta consigliere e assessore negli anni ’90 con il sindaco Alberto Botta, è stata l’ideale prosecuzione del servizio reso dal padre: «Quando ero giovane mi diceva: “Tu vai al golf; io invece in municipio, perché un imprenditore deve fare l’interesse della sua città. Altrimenti non può lamentarsi delle cose che non gli piacciono”. Per me fu una lezione postuma, nel senso che, a maturità raggiunta, avvertii anch’io l’esigenza di dare un po’ del mio tempo a Como».
Tra le molteplici attività di Gianni Binda – che fu anche editore e giornalista, dal momento che fondò con Enrico Luigi Ferrario, detto “Fel”, il settimanale satirico e sportivo “Ul Tivan”, di cui fu anche direttore – uno spazio particolare ebbe lo sport. Non tanto per partecipazione diretta a discipline agonistiche, al contrario del figlio Nini che conseguì due volte il record mondiale di motonautica e che disputa tuttora gare di golf, bensì per impegno associativo.

….

da «Mio padre Gianni Binda fu uomo dalle molte passioni».

i trentacinque anni del Centro donatori del tempo di Como, l’associazione di volontariato fondata da pionieristici personaggi come Carla Bignami e altri

In prossimità dei festeggiamenti per i trentacinque anni del Centro donatori del tempo di Como, l’associazione di volontariato fondata da pionieristici personaggi come Carla Bignami e gli altri dalla medesima descritta nell’intervista a Muoversi Insieme di due anni fa, in analogo periodo. Il prossimo 21 settembre ricorre infatti la diciannovesima Giornata mondiale dell’Alzheimer, di un anno più giovane rispetto al Gruppo di Reciproco Aiuto per la Malattia di Alzheimer (che in sigla suona come “il leggendario sacro calice Graal, capace di curare tutte le malattie”, scrive l’autrice in altra pubblicazione), dedicato alla malattia che ruba la memoria dall’importante organizzazione comasca.

Tre anniversari in uno, in sostanza, andavano adeguatamente ricordati, a beneficio soprattutto di quelle famiglie colpite dall’improvviso ingresso della sofferenza nella propria quotidianità. In particolare, il libro di Luciana, psicologa specializzata in gerontologia, volontaria per il Centro comasco dal 1996

vai all’intero articolo qui: Luciana Quaia e l’Alzheimer, strategie “intime” per superare il dolore | Muoversi Insieme.

SEGNI DELLA VITA, mostra fotografica di Masha Corabi, a Nesso sul Lago di Como, dal 6 al 19 agosto 2012

Segni della vita
Da lunedì 6 agosto – Nesso

Dal 6 al 19 agosto si tiene presso la sala consiliare del Comune di Nesso la mostra “Segni della vita”: una serie di fotografie di Masha Corabi.

Le intense fotografie presentate in questa mostra raccolgono ritratti di persone che vivono a Nesso e Careno, persone che nei loro anni hanno conosciuto esistenze diverse, hanno svolto mestieri diversi, hanno visto cose diverse. Ma tutte concorrono a comporre oggi il ritratto di una comunità. Leggere i molti aspetti di questa comunità sui loro volti di persone anziane significa avere la misura, al di là di ogni possibile dubbio, della complessità e della ricchezza della vita, presente e passata, del paese. Non c’è una vicenda che possa sovrapporsi a un’altra, esattamente come non c’è, su questi volti, un segno uguale a un altro; eppure tutti partecipano delle stesse vicende complessive.

Bisogna sforzarsi di individuare i tratti personali e di riconoscere le caratteristiche comuni. Bisogna, cioè, non limitarsi a guardare i volti di queste donne e questi uomini come generiche comparse di una messa in scena qualsiasi, ma metterli a fuoco come protagonisti di una ben precisa narrazione. Questi volti significano nomi, soprannomi, incontri, relazioni, racconti

Masha Corabi, autrice delle fotografie, è nata in Unione Sovietica; vive in Italia dal 1990 e dal 1996 risiede a Nesso. Appassionata di fotografia digitale da cinque anni, ha pubblicato immagini di still-life e architettura, ma la sua vera passione sono i ritratti e il reportage. Nel 2010-2011 ha partecipato con un’opera raffigurante le mani di un cittadino di Nesso al concorso fotografico “Confini” a Como.

La mostra sarà aperta il mattino dalle 10 alle 12, la sera dalle 20 alle 22 (chiusa il 15 agosto)

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Giordano Azzi. Socialismo umanesimo poesia Martedì 12 giugno – Como Alle 21.00 nella Biblioteca Comunale (piazzetta Venosto Lucati) si presenta il volume di Giordano Azzi Socialismo umanesimo poesia (NodoLibri), Newsletter NodoLibri 6/6

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Giordano Azzi. Socialismo umanesimo poesia
Martedì 12 giugno – Como

Alle 21.00 nella Biblioteca Comunale (piazzetta Venosto Lucati) si presenta il volume di Giordano Azzi Socialismo umanesimo poesia (NodoLibri).
A dieci anni dalla morte il volume raccoglie un’ampia antologia degli scritti poetici, storici e politici di Giordano Azzi, figura centrale del Novecento comasco.
Partecipano Fabio Cani, Vincenzo Guarracino, Alberto Longatti

Antonio Ratti (1915-2002)



ANTONIO RATTI 1915 – 2002
Antonio Ratti, nominato Cavaliere del Lavoro nel 1972, Honorary Trustee del Metropolitan Museum of Art di New York, è stato uno degli esponenti più significativi dell’imprenditoria italiana, nonché uno dei mecenati più illuminati della scena nazionale e internazionale.
Oltre alla passione per l’arte della seta, che è diventata il fulcro della sua attività imprenditoriale, Antonio Ratti ha coltivato un forte interesse per l’arte in generale. Non a caso il suo nome è legato alle più grandi istituzioni culturali quali il Guggenheim, il Museum of Modern Art e il Metropolitan Museum of Art di New York, Palazzo Grassi di Venezia, Palazzo Reale e il Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano.
Nato a Como il 22 settembre 1915, fonda nel 1945 la “Tessitura Serica Antonio Ratti” per la ideazione e la commercializzazione di tessuti per cravatte e foulard in seta. È la prima tappa di una lunga attività imprenditoriale che culminerà nella creazione del Gruppo Ratti – attualmente presieduto da sua figlia Donatella – uno dei più importanti produttori al mondo di tessuti ad alto contenuto tecnologico-creativo.
Dotato di una spiccata sensibilità verso l’innovazione e la ricerca non solo industriale, nel 1985 Antonio Ratti crea a Como l’omonima Fondazione, dedicata interamente alla ricerca culturale e storica nell’ambito del tessile (collezione di tessuti antichi, mostre tematiche e forum) e alla promozione dei migliori talenti nell’ambito delle arti visive.
Nel 1995 Antonio Ratti decide di finanziare la creazione al Metropolitan Museum of Art di New York di un centro per la conservazione, il restauro e la catalogazione delle collezioni tessili di proprietà del museo americano,precedentemente ospitate presso i singoli dipartimenti del Museo stesso.
Nasce così l’Antonio Ratti Textile Center al Metropolitan Museum of Art, una delle strutture più grandi e meglio attrezzate, oggi aperte al pubblico nei musei d’arte, per lo studio e la conservazione dei tessili.
Nel novembre del 1998 viene inaugurato il Museo Tessile della FAR – successivamente denominato Museo Studio del Tessuto – che ospita la collezione di tessuti antichi raccolta con passione e lucidità da Antonio Ratti durante tutta la sua vita.

A succedergli alla guida della FAR, dopo la sua scomparsa avvenuta nel 2002, è sua figlia, Annie Ratti.

da Fondazione Antonio Ratti.

Donatella Ratti:

“Fu il primo a comprendere il ruolo che avrebbe avuto la Cina” “In questi 10 anni è cambiato il mondo. A pensarci bene, però, nella nostra azienda il cambiamento era iniziato già tempo prima.

da

LA COMO DEGLI ANNI D’ORO DEL TESSILE”, UN RICORDO DI SANDRO GABAGLIO E ALVARO MOLTENI CON FILMATI E INTERVENTI, VENERDI 2 MARZO ALLE 20.30 NEL SALONE DEL CARDUCCI

CARO PAOLO,
LEGGO ORA SUL CORRIERE DI COMO CHE 
VENERDI 2 MARZO ALLE 20.30 NEL SALONE DEL CARDUCCI , ALLE 20.30 ,
SI TERRA’ UN RICORDO DI SANDRO GABAGLIO E ALVARO MOLTENI ( DISEGNATORE BRAVISSIMO COLLABORATORE IMPORTANTISSIMO DEL SIGNOR RATTI E PITTORE ASTRATTISTA OGGI NOVANTUNENNE ANCORA ATTIVO)
SUL TEMA “ LA COMO DEGLI ANNI D’ORO DEL TESSILE” CON FILMATI E INTERVENTI.
L’INCONTRO E’ REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON FAMIGLIA COMASCA E ARCHIVIO MARAJA  ( DISEGNATORE E PITTORE E BRAVISSIMO ILLUSTRATORE DI FAVOLE , MORTO DA ANNI;  ANNA LO AVEVA CONOSCIUTO AI TEMPI DELLA MANTERO).
SAPENDO LA TUA SETE DI CONOSCENZA DELLA STORIA TESSILE DI COMO, PENSO CHE POTREBBE INTERESSARTI PARTECIPARE.
UN CARO SALUTO.
CARLA
cara carla e anna

sono andato a questo incontro
bellissimo:
  • una presentazione biografica,
  • un video in ricordo di sandrino gabaglio (fra l’altro una serie di fotografie di una bellezza superlativa),
  • alcune testimonianze e il coro finale con canzoni dialettali, che anche lui cantava.
insomma: un tuffo nella biografia creativa di un comasco di manualità artistica geniale
in sala riflettevo dentro di me su un grande errore della mia vita: quello di non avere assorbito nella mia adolescenza e giovinezza informazioni culturali sulla parte sana della “comaschità”
tutto per colpa della mia militanza ideologica nella sinistra: fra il 1967 e il 1974 ero un estremista studentesco in lotta contro tutti i padri (e dunque anche contro mio padre e mio nonno e l’universo mondo), poi dal 1974 a tutti gli anni ’80 la militanza attiva nel pci era intrisa di odio verso gli “industriali capitalisti”.
e così tutti questi filtri ideologici mi hanno fatto perdere di vista una parte di grande interesse della storia sociale comasca, fatta di ingegno, capacità pittoriche, imprenditorialità produttiva, intelligenza organizzativa
ora a 63 anni sono impegnato a recuperare qualcosa. ma avverrà sui libri, anche se non è la stessa cosa

ho registrato e vi invierò gli audio. il video è molto bello: magari lo mettono su internet. chissà: ma anche gli audio servono a conservare il clima di questa serata
grazie infinite per la segnalazione
un caro saluto
paolo

SOLO IL NECESSARIO, 80 anni in 80 risposte (e forse +), libro intervista a DON BRUNO MAGGIONI a cura di Grazia Lissi, edizioni Ancora, presentazione all’Auditorium Biblioteca comunale, 5 marzo 2012, ore 20 e 45 Intervengono: ANTONIO SPALLINO e GRAZIA LISSI

SOLO IL NECESSARIO 80 anni in 80 risposte (e forse +)

libro intervista a DON BRUNO MAGGIONI a cura di Grazia Lissi, edizioni Ancora

presentazione all’Auditorium Biblioteca comunale, 5 marzo 2012, ore 20 e 45

Intervengono: ANTONIO SPALLINO e GRAZIA LISSI

Blog “Radici e racconti Lariani”, a cura di Luciana Bianchi Cavalleri – da Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Blog “Radici e racconti Lariani”

 blog chiamato “Radici e Ricordi Lariani”. 
Questo nuovo spazio web curato da Luciana Bianchi Cavalleri, aperto a tutti,  è stato inaugurato lunedi 13 febbraio 2012 e raccoglie al suo interno racconti, memorie, prose, esperienze ambientate sul territorio del Lario, fino agli anni ottanta del secolo scorso.

leggi tutto qui: Blog “Radici e racconti Lariani” – Blog di Stannah | Muoversi Insieme.

dove sedeva il saggio Giobatta: alla fine dei gradini, sotto l’aucuba… con in una mano un bel fumetto da ri-leggere e nell’altra un bicchiere di acqua e menta con dentro anche un ciuffetto di erba menta

Grazie degli auguri, il ricordo del giorno del mio compleanno da parte vostra è sempre molto più che gradito.
Anch’io spesso penso a voi e ad ad Amaltea, che resta il mio luogo dell’anima, anche se, essendo la mia anima  pigra, esso è circoscritto a dove sedeva il saggio Giobatta: alla fine dei gradini, sotto l’aucuba… con in una mano un bel fumetto da ri-leggere e nell’altra un bicchiere di acqua e menta con dentro anche un ciuffetto di erba menta…..  😉 
Lascio a te i faticosi lavori primaverili e a me il compito di venirti a vedere mentre li fai…
A presto (prima o poi).
Un abbraccio per te e un bacio a Luciana.
…. (67! wow!)

Dongo Ginnastica Artistica al Palazzetto Sport, 12 febbraio 2012

bravissime

ma bravissimo anche chi ha girato e montato questo video

RADICI E RICORDI LARIANI accoglie testi, racconti e descrizioni di ricordi personali e di tradizioni lariane, fino agli anni ottanta del secolo scorso, a cura di Luciana Bianchi Cavalleri

RADICI E RICORDI LARIANI

Radici comasche… e radici lariane: storia, memorie, immagini, vicende e racconti. Per ricordare com’ era il Lario della nostra infanzia… quello dei nostri genitori … dei nostri nonni.

“© Radici Lariane” è aperto alla partecipazione di tutti ed accoglie testi, racconti e descrizioni di ricordi personali e di tradizioni lariane, fino agli anni ottanta del secolo scorso. Per vedere pubblicato il vostro racconto, (lunghezza massima di un foglio A4, 30 righe in carattere corpo 12) inviatelo a:ventifebbraio@iol.it  Se lo desiderate, il vostro testo potrà essere accompagnato e corredato anche da una vostra immagine

per cooperare alla costruzione di questo diario collettivo vai a: Radici e ricordi lariani.

sembra seduto sulla panca costruita da Giobatta, il padre di Luciana

di notte sulle acque del lago di Como, di Giuseppe Guin

da Facebook.

Andrea Accorsi e Daniela Ferro, Le famiglie più malvage della storia

Fra le famiglie più malvagie della storia compaiono “quella coppia di mezza età , formata da uno spazzino e sua moglie” che massacrarono l’11 dicembre del 2006 quattro persone, fra cui un bambino, solo per motivi di CATTIVO VICINATO

I delitti più celebri e i crimini più atroci commessi da famiglie, clan e dinastie

Avide, cruente e spietate, le famiglie raccontate in questo libro incarnano l’essenza del male.

Madri e padri, figli e figlie, fratelli e sorelle uniti da un doppio legame di sangue: genetico e criminale. Dalla dinastia giulio-claudia ai Borgia, dai Romanov ai Kim, dagli Hussein ai clan mafiosi, la storia di ieri e di oggi è disseminata di vicende oscure che hanno come protagonisti personaggi disumani, guidati da una lucida follia o pronti a tutto per conservare il proprio potere. Sfilano così, in sequenza, gli eccidi di massa dei fratelli Pizarro, gli omicidi seriali, le efferate imprese delle bande di Jesse James, dei fratelli Dalton e dei Savi – “quelli della uno bianca”. E poi le sanguinose azioni delle famiglie mafiose, come i Gambino, i Riina, i Messina Denaro, i Barbaro… E ancora la spregiudicata gestione del potere di tiranni che la storia ha condannato a finire nella polvere, come Ceausescu e Gheddafi. Per finire con i protagonisti della cronaca nera: Rosa Bazzi e Olindo Romano, gli assassini di Erba; Michele Misseri e sua figlia Sabrina, implicati nel giallo di Avetrana, culminato con il ritrovamento del cadavere della quindicenne Sara Scazzi, vittima forse dello zio e della cugina. Due presunti carnefici per un solo cognome.

Tra le famiglie più malvagie:

La dinastia giulio-claudia
Roma val bene sangue e omicidi

I Borgia
Delitti e castighi di una dinastia mancata

I Tudor
Matrimoni e funerali, tra vergini e sanguinari

I Romanov
Demoni e dèi

I fratelli Dalton
Al di là del bene e del male

I Barker
Una vita violenta

I fratelli Savi
Banditi in nome della legge

Gli Hussein
Una famiglia-Stato

I Kim
Padroni rossi

Il clan Bin Laden
L’internazionale del terrore

I Riina
I capi dei capi

I Barbaro
’ndrangheta Spa

Olindo e Rosa
I “mostri” di Erba

I Misseri
CSI Avetrana

Lettere a Marilino 1965-1970 Per ricordare Geo Roncoroni, Nodo Libri

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Lettere a Marilino
1965-1970

Per ricordare Geo Roncoroni, che nel 2011 compirebbe cento anni, se fosse qui, ci voleva qualcosa di suo. Ci voleva un libro, un libretto con qualcosa di suo. Un libro con le lettere a Egea, la piccolina di casa, che per ben tre volte, nel 1965, 1966 e 1967, affrontò l’esilio estivo della colonia e una volta, nel 1970, fu al mare con una compagna di scuola.Lette a distanza di quaranta anni e più, queste lettere assumono un valore che supera quello sentimentale; sono il documento di un’epoca e, all’interno di quell’epoca, del modo in cui venivano gestiti i rapporti familiari tra padre e figli.

Lettere a Marilino (NodoLibri 2011)
a cura di Federico Roncoroni

News Nodo 

L’Unità d’Italia nel territorio comasco Sabato 29 ottobre – Como Alle 16.00 presso la Pinacoteca Civica di Como (via Diaz 84)Clemente Tajana terrà la conferenza “L’Unità d’Italia: importante tappa della strutturazione del territorio comasco”, da Newsletter NodoLibri 27/10

Immagine L’Unità d’Italia nel territorio comasco
Sabato 29 ottobre – Como

Alle 16.00 presso la Pinacoteca Civica di Como (via Diaz 84)Clemente Tajana terrà la conferenza “L’Unità d’Italia: importante tappa della strutturazione del territorio comasco”.

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, i Musei Civici di Como organizzano un ciclo di conferenze per ricordare l’evento, analizzando alcune opere delle proprie collezioni e offrendo un quadro d’insieme per mettere in risalto il ruolo e il contributo culturale della città di Como nel periodo risorgimentale. Verranno presi in esame i monumenti celebrativi dall’Unità in poi, le trasformazioni del tessuto urbano, le figure di alcuni archeologi/patrioti e il ruolo dell’industria serica nello sviluppo della città.

La conferenza si propone di documentare la parte consistente della infrastrutturazione del territorio comasco resa possibile dall’unità d’Italia. In particolare il nuovo Stato unitario ha facilitato la crescita della rete ferroviaria, della rete viaria, la nascita della rete tranviaria e dell’autostrada Milano-Como. La presenza del re alla Esposizione Voltiana ha sicuramente influito sulla implementazione della ricerca nel settore tessile e meccano-tessile, facendo sorgere a Como l’Istituto del Setificio.

Ingresso libero. Info: 031.269869 – musei.civici@comune.como.it

Paolo Pejrone: intervista

… In casa mia un gatto fisso c’e sempre stato

 … In casa mia un gatto  fisso c’e sempre stato , in questi ultimi anni invece la mia mamma ha la compagnia di gatti “ospiti passeggeri”. cerca sempre di tenere scatolette di scorta  per non lasciarli a bocca asciutta.

Li dove hai visto la mia mamma  e’ la casa dove sono nata  56 anni fa  e dove ho trascorso un terzo della mia vita  e ancora adesso quando arrivo li:

ma sa slarga al coer ”  certo per lei quei gradini sono un po impegnativi speriamo che la forza  di arrivare  ogni giorno  fino a Castello  non l’abbandoni. 

Ma  per noi , amici di Coatesa, i gradini sono la nostra storia.

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Il Sacromonte di Ossuccio con la guida di Darko Pandakovic, sabato 24 settembre ore 9.30-12.30, a cura della associazione Chiave di volta

sabato 24 settembre ore 9.30-12.30
Il Sacromonte di Ossuccio
con la guida di Darko Pandakovic

Ritrovo all‟approdo di Campo, frazione di Lenno alle ore 9.30

Dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità nel 2004, è un percorso
devozionale lungo il quale le cappelle ripropongono la riflessione
sui Misteri del Rosario.
Il profondo legame tra paesaggio, architettura, espressioni artistico-popolari
delle scene ambientate nelle cappelle, è la “chiave di volta” per capire
la specificità di questo patrimonio mondiale.
Al link che segue, il programma dettagliato e le modalità di partecipazione:


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